lunedì 12 giugno 2017

Fai che ti fermi. Fermati che fai.



Ci sono “passi”, nella storia indefinita della cosiddetta “diversità umana (tra razze, genti, popoli, famiglie e, persino, tipologia di genere sessuale)”, caratterizzati da uno schema fisso
Questo:
gruppi che sopravvivono, dominati (all'ombra di altri gruppi)
ad un certo punto, sovvertono l’ordine convenzionale (ad esempio, gli ebrei, i cristiani e la specie maschile).
Sì… ciò che si ripete, costantemente, è qualcosa che inizia con la diversità e che si conclude nella fissità, di un interesse particolare
Quindi, hai a che fare “qua, così”, con qualcosa che “si ripete” e che intende divenire “ferm3”:
una sorta di ciclicità (da cui, per contrasto, nasce l’idea di misurare ciò che succede, rendendo possibile l’esistenza del tempo, in quanto “distanza tra un evento ed un altro”). 
Se la realtà manifesta si stabilizzasse, “fermandosi” ad un solo ed unico stadio (momento), allora il tempo potrebbe anche non esistere
A meno che, fosse proprio la concezione dell’interesse dominante a prevederlo, in quanto infinito delimitatore dello scandire “naturale” del ritmo:
qualcosa che pur essendo ferm3, non lo può mai auto ammettere (dichiarare), andando a rilevare – d’assieme all’evidenza giorno/notte/stagione – ogni segno caratteristico del passaggio del tempo anche sulla propria “pelle”. 
Una grande strategia, che non puoi nemmeno prendere in considerazione (immaginare), se la ragione fondamentale – portante – è compresente ma immanifesta. 

Quindi, ciò che “è già successo”, l’impero senza necessità di vessilli al vento, come si può al meglio – perfettamente – celare all'attenzione della Massa?
Dando l’impressione “direttamente rilevabile”, che “tutto scorra”. Senza per/con questo, ammettere che – viceversa – “tutto è fermo”. 
Come decodifichi a livello frattale espanso, le due caratteristiche? In questa maniera:
“tutto scorre” = apparenza, la storia (deviata) che sforna continuamente una successione di imperi senza fine di continuità, che si alternano gli uni agli altri (conservanti sempre la caratteristica dell’interesse)
“tutto è fermo” = sostanza, la quintessenza che ti porta ad accorgerti (ricordare) che, in realtà, la storia è deviata.
Alias, che la successione degli imperi è un “trucco contabile” e che nulla cambia mai fondamentalmente.
Questa è l’anticamera della consapevolezza più estesa, adatta a farti riunire ogni puntino alla luce della compresenza immanifesta dominante
“tra i due litiganti (tutto scorre), il terzo gode (tutto è fermo)”.
Per far sì che tutto questo accada puntualmente, 1) lo si deve intendere, da 2) una “posizione” di grande concentrazione di massa, giurisdizionale a livello planetario, di modo che 3) la realtà manifesta assuma una valenza “ad immagine e somiglianza”.
Ora, detta “personalizzazione della lavagna comune reale manifesta”… avviene a vari livelli e, dunque, rispecchia tutti i vari livelli esistenti (anche quelli che “non lo sembrano affatto”). 
Così, il riflesso dei livelli (dominante, Dominio, sottodominante, Massa) – quando la consapevolezza (memoria, esperienza) della singolarità auto osservante, non è pienamente sviluppata – risulta come un oceano spazzato da correnti sotto e sopra al pelo dell’acqua, di difficile lettura, decodifica e valore aggiunto
Qualcosa sfugge nell'assieme, mentre talune correnti sono utilizzate (ricordate) per sfruttare la loro forza, in termini di “navigazione”. 
Nella convenzione che si produce dal/nel ristagno (una sorta di movimento solo apparente), si perdono di vista le coordinate per l’Oltre Orizzonte, scambiandolo per ciò che è solo il “proprio” orizzonte degli eventi (frutto della localizzazione e, dunque, della sostanziale fissità nella quale sei “qua, così”).
In tutto questo, considerando la caratteristica naturale della realtà manifesta planetaria (la ciclicità), nonostante tuttola storia umana non sembra più essere un ciclo, ma (ma) la si prende in considerazione dalla prospettiva della sequenza:
una linea retta che viene avanti dal tempo, nel tempo.
Perché, invece, non si prende atto che la storia umana, narrata “oggi”, è la conseguenza di un “grande evento ‘a monte’ e, dunque, ‘già successo’”? Del resto, sia l'ipotesi "Dio" che quella "Big Bang", testimoniano proprio a favore di un grande evento già accaduto e mai... de-finito.
E che, allora, questa narrazione “qua, così” riguarda solo un ciclo della storia umana: una parzialità. Una prospettiva conseguente proprio a questo “non accorgersi”. 
Ad esempio, le ere glaciali, in termini di estensione temporale, sono state potenzialmente in grado di “eliminare qualsiasi traccia di una eventuale grande civiltà precedente”
Per cui, non lo sai se la storia convenzionale è l’unica “storia” esistente sul/nel pianeta. 
Considerare la “civiltà umana” dai Sumeri in poi (elencando tutto il resto del tempo, come una sorta di anticamera, di preparazione a tutto questo) è come osservare un paesaggio dall'alto della propria miopia
È come prendere in considerazione solo le briciole, dopo che un sontuoso pranzo è già terminato e tutti i commensali sono già andati via. 
Il concetto stesso di “antichità”, di “selvaggio”, di “leggenda”, etc. riguarda qualcosa che non fa parte di questo tempo (“era”), bensì, che delinea l’onda lunga, l’effetto, la scia terminale, di un tempo resosi come immanifesto, dimenticato, volatilizzato ma, non solo per questo, mai esistito
È nella “tua” mente, semmai, che qualcosa esiste o non esiste, ma il processo che ti porta a considerare tutto in questa maniera, è sempre parziale, ossia: incompleto
E, in un ambito governato dal metodo scientifico e dalla frattalità espansa... il caso non esiste. Quindi, “è già successo” – anche – che “è interesse della parte dominante, questa ‘tua’ dimenticanza”…
Il tempo può anche non esistere, se “non pensi al tempo” e se non riassumi tutto alla luce del tempo

Qualcosa che riguarda il giudizio di sé e degli altri:
l’invecchiamento. 
Una caratteristica comune, anch'essa dalla natura che affonda come nell'antro di una… stregoneria. Tale lo è, infatti, quella convinzione che comporta dell’autolesionismo procurato
Una forma di sadomasochismo mai del tutto districat3, alias, decodificat3 fondamentalmente, a livello di simbolismo sostanziale frattale espanso. 
Dunque, nella “tua” mente, il tempo esiste e non esiste – allo stesso tempo (qualcosa che puoi ricavare ancora, da te, allorquando pensi a come certe situazioni non sembrano passare mai, mentre altre passano alla velocità della luce) – contemporaneamente:
il paradosso del gatto di Schrodinger è leggibile anche dalla globalità frattale espansa, in termini di potenziale (autentica, originale, sovranità).
Tutto il “qua, così” è un grande, unico, ciclo dominante… che parte dal momento di “è già successo” e che non è ancora finito, ossia, che:
non esiste, ancora, quel ciclo successivo, in grado di decretare la “fine” di questo, sempreverde, in corso d’opera status quo dominante.
Allo stesso modo, come – in precedenza – dunque, sono già esistiti cicli “altri”, ora terminati in una sorta di dispersione cosmica che ha lasciato solo le briciole, in termini di ricordo. Alias, di… “antichità”, di “selvaggio”, di “leggenda”, etc.
Vai, ora, ancora oltre, considerando tutta questa ciclicità come una fissità “a monte”
Cioè, considerando i cicli precedenti come del simbolismo sostanziale frattale espanso, in termini dell’assunzione di senso “che cosa significa”. 
Che cosa, essi, riflettono, codificano e significano?
Cosa (chi) è fiss3, nonostante tutt3?
Cosa (chi) si avvale dell’apparenza (movimento), mentre nella sostanza rimane tutto invariat3 (ferm3)?
Se (se) la dominante è un principio, piuttosto che una fisica compresenza, di cosa (chi) ha sempre necessità portante
Di un Dominio (fisico quanto e come te)… 
Ergo, di conseguenza, i cicli precedenti, che cosa (chi) sono?
Pensi di ritrovare autentica diversità andando a riscoprirli?
Sì, ma solo se li assumi in quanto codifica frattale espansa dell’avvento dominante “è già successo”, che riassume tutti i cicli in-dimenticati “qua, così”. 
Persino la leggenda, ma non la leggenda in termini di valore aggiunto frattale espanso
Insomma, per così dire… è come se tutta la vicissitudine planetaria, d’ogni epoca, sia un labirinto senza uscita e senza entrata (senza senso) se affrontat3 ordinariamente, convenzionalmente, usualmente, etc. 
Allo stesso tempo, lo stesso “panorama” si rivela e si rileva, per quanto riguarda il “senso” che emana e s’emana

Allora, come riesci da un simile “labirinto” costituito dal tutt3 “qua, così”
Accorgendoti del “Filo di Arianna” frattale espanso, della caratteristica ambientale, infrastrutturale, che attraversa tutt3 rimanendo sempre se stess3. Accorgendoti di non essere dentro a nulla ma (ma) di essere "solo" dentro ad un incanto, ossia, ad una forma di auto convinzione della "tua" mente... ed agganciando il nesso causale "dominante". La "Caverna" è uno stato mentale, che si proietta fisicamente, dando luogo alla forma reale manifesta "qua, così".
Proprio come il “virus”, che è la compresenza immanifesta dominante. Ossia, qualcosa che è al livello della frattalità espansa, che è parte del sistema operativo frattale espanso, che è – allora – un vettore dall'origine “a monte” e che, pertanto, puoi considerare come una leva per
La dominante è un virus, così come puoi considerare “virus” anche un programma “maligno”, inserito nel sistema operativo di un computer domestico e non solo. 
La dominante attanaglia la mente, l’animo umano, la sua coscienza e “natura”. 
E tende a creare un termine di paragone “ora vs un attimo fa” e “fra un attimo e ora”… di modo che, la concezione mentale decada preda dell’unità di misura temporale che, altrimenti, non esisterebbe nemmeno.
Facendo leva sulla particella del tempo, la mente si divide, si separa e crea un “vuoto” interiore, facilmente riempibile attraverso l’interesse dominante “ad immagine e somiglianza”:
qualcosa che non accade direttamente, bensì, in-direttamente.
Ossia, a causa della tri-unità "legge, strumento, memoria… frattale espansa". 
Una “tecnologia naturale” che funziona per/in delegazione frattale espansa, by grande concentrazione di massa, giurisdizionale… in maniera tale da andare a creare, in leva, la clonazione dell’interesse dominante nella realtà manifestabile, che diventa “qua, così”.
Dall'interesse, alla realtà potenziale a quella manifesta ad hoc.
Che cosa significa = atteggiamento costante, coerente, lungimirante, “formulare”. 
Un filtro, l’ottica, la lente, etc. che ti permette di ritrovare il “senso (smarrito)”… Un artifizio? No
Anche se pensi ad un “filtro”, nella sostanza, è di una globalità ad angolo giro che si tratta. Il filtro è qualcosa che “indossi” quando sei “qua, così”, tanto distante da te, da avere già dimenticato tutt3.
Come respirare con le bombole, artificialmente, laddove non è possibile respirare naturalmente
Come si è potuto “fare avanti” un simile modo di intendere l’esistenza?
La società longobarda era caratterizzata dalla distinzione tra uomini liberi e servi. Gli uomini liberi, chiamati arimanni, si dedicavano all'attività economicamente più importante: la guerra.
Con la guerra, infatti, i Longobardi non solo si difendevano dai nemici, ma si procuravano ricchezze attraverso il saccheggio e i tributi imposti ai popoli vinti
Multistoria 1
È persino ovvio che, un simile "periodo", è già una conseguenza di qualcosa che è collassato (in seguito ad altro fatto, sopravvenuto)”. Meglio: 
riflesso di una compresenza sopravvenuta...
Qualcosa che se (se) ti sembra di non condividere in termini “formulari”, allora non significa che “sei fuori di testa”. 
La storia umana (deviata) è un riflesso, prima di tutto, del “è già successo”.
Tutt3 è in chiave e funge potenzialmente da leva. I cicli precedenti cosa celano? “Qua, così” solo altra illusione, ossia, delusione… tanto è totale la presa dominante.
Per cui, stanne cert3, che le prossime “scoperte” ti porteranno solo ed esclusivamente una “visione dei fatti  - ancora - completamente parziale”
La legge non è uguale per tutti…”.
L’editto di Rodari, prima raccolta di leggi scritte emanata nell'Italia longobarda, valeva solo per i Longobardi e non per i Romani…
Persone che vivevano sullo stesso territorio erano dunque soggette a leggi diverse
Multistoria 1
Che cosa significa.
la legge è uguale per tutti…” = la dominante (vale per tutti)la legge non è uguale per tutti…” = la dominante (riflessa all’interno della propria “opera”, crea lo stesso effetto/sostanza).
Qualcosa che accade allo stesso tempo, poiché “è già success3”.

Allora, “il gatto è vivo o morto”
“È”… in ambedue gli stati. 
E non importa nemmeno il definirlo vivo o morto, dato che – in ogni “caso” – esiste sempre, essendo questa distinzione equivalente al potenziale:
una forma di eternità, di adorazione del divino.
Ecco, allora, il modo attraverso il quale, la dominante, riceve ancora la “tua” attenzione, in-direttamente.
Qualcosa (riflesso) di perfettamente in linea con la strategia della compresenza immanifesta…
Quale “insuperabile” maestria è all’opera. 
Tanto totale quanto disumana. 
A meno che non consideri l’essere umano al rango di un ceppo di insalata che, tagli in continuazione, tanto poi “ricresce sempre”. 
Ed in questo non c’è abominio? Non c’è “colpa, responsabilità, malessere”? Non è, forse, ancora ciò che un allevamento intensivo rappresenta in termini di “sostanza”?
Non è, forse, ancora ciò che è toccat3 in “sorte”, all'umanità in toto?

La caratteristica è comune e non accorgerti è piuttosto “diabolico”, alias:
di parte inconscia (nel conscio, che cosa – chi – c’è?).
“Fai… che ti… Fermi. Fermati… che… Fai”…
    
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2080
prospettivavita@gmail.com