martedì 10 maggio 2016

La caratterizzazione ambientale.



Dualità... centralizzata (servitù)...
 Che differenza esiste tra SPS e “gli altri canali (d'ogni tipo)”?
Che SPS utilizza tutto, in chiave frattale espansa, riparametrata verso la constatazione “sufficiente e certa”, dell’esistenza “compresente, non manifesta”, della dominante, nell’ambito del piano di realtà emersa, procedendo “qua, così”.
Verso, cioè, l’emersione della “formula riunificata del/nel tutto” (cosa molto ambita, da sempre, da ogni genere di “scienziato”, disperso – però – nella deviazione AntiSistemica, che confonde, smarrisce, obnubila ed, alla fine, rende “ciechi e sordi… facendo prendere ‘lucciole per lanterne’”).
Quella che ti sembra paranoia, complottismo, allucinazione o, più semplicemente, una “fissa”, è – nella sostanza – “quello che ti succede, da sempre, riflesso/a allo specchio dell'interesse, di ogni tipo”.
Ossia:
SPS si è “accorto e ha raggiunto un punto di fermezza tale, da risultare – ora – in costante e coerente proiezione ‘lato proprio, centrale’”.
Per questo motivo e con questo “motivo”, SPS è sempre “sul pezzo”, nonostante 1) la compresenza non manifesta, dominante, 2) il firewall ambientale, 3) l’AntiSistema, 4) i Punti di Riunione AntiSistemici, 5) il segnale portante modulato, dominante, 6) la strategia dominante, 7) la mancanza di memoria, post “è già successo”, 8) il modello temporale/scientifico/religioso, deviato a monte, 9) la corsa alla sopravvivenza “qua, così” e 10) le paure relative al “futuro” e all’impotenza generata indirettamente dalla forma infrastrutturale, reale manifesta, ad hoc, by Dominio.
L’elenco potrebbe continuare all’infinito, visto che:
  • “qua, così” l’eccezione conferma la regola (AntiSistemica).
L’eccezione è una percentuale irrisoria e diluita nel tutto, ad un punto tale che “non te ne fai nulla”. L’eccezione è, quindi, simile alla “speranza”. E la speranza è simile ad una forma di “tossicodipendenza incantesimale”.
  
Ma... SPS, nemmeno per motivo d’eccezione, non si diffonde tra/nella Massa. Ergo:
per metodo indiretto, comprendi che SPS è alternativa sostanziale.
Il suo “insuccesso Massivo” dimostra quanto sia “un fenomeno di portata e caratura incontrollabile, per la dominante, se lasciato libero di… diffondersi ambientalmente”.
Il “successo” non è, infatti – ed in questo caso – una questione di “interesse affaristico di fondo sostanziale”.
SPS ha, infatti, preso ogni distanza da una simile prospettiva, potendo contare su una relativa forma di auto sostenibilità, molto simile ad una sorta di “stand by finanziario”. Come il vivere, ad esempio, sul ciglio di un burrone ma, avendo imparato come superare il timore provocato dall’altezza della voragine, sempre possibile, sempre vicina, ma… costantemente “ignorata” e, anzi, abitudinariamente, disinnescata… seppure "esiste ma, non c'è più".

 
La diffusione ambientale di SPS è come una ventata d’aria nuova e fresca.
All’inizio, può provocare “giramenti di testa, nausea, pesantezza, etc.”, ma nulla che non passi e che non sia superabile, per mezzo della propria tenuta, fermezza, coerenza, centralità, lungimiranza, chiarezza interiore al di là di quella mentale, sede della ricezione del segnale portante modulato dalla dominante.
Non si tratta di combattere nulla, niente e nessuno.
Si tratta solamente di… "respirare" una vera e propria “sostanza”, capace di modificare lo status quo “ambientale”, in toto.
Da “qua”, sopraggiunge, quindi, il grado di “pericolosità/tossicità” di SPS, per tutto quello che risulta essere, “qua, così”… come una forma parassita di se stesso/a:
qualcosa che “è”, ma che “non è”, allo stesso tempo. E che, dunque, “è… quello che ‘non è’, e ‘non è’… quello che è”.
Una forma di disinnesco generale, che rende coloro che se ne accorgono, come dei “pazzi, malati, visionari, complottisti, paranoici, schizofrenici, etc.”:
in un mondo di vampiri, il diverso saresti tu… ‘il non vampiro’”.

"Normalità,  'qua così'"...
Allo stesso tempo, e modo, tuttavia, l’ambiente è già cosparso – comunque – di/da una “sostanza”:
quella dominante, che si ri parametrizza a livello frattale espanso, in tutta una serie di equivalenti simbolismi fondamentali, che permettono alla dominante di non essere manifesta, se non per mezzo del rilievo delle “tracce frattali espanse, diffuse ovunque ‘qua così’”, delle quali “prendi nota ed evidenzi”, solamente attraverso la lente frattale espansa “lato tuo, centrale”.
Una sorta di forma di... "credo scientifico".
La “particella fondamentale… ‘lato tuo, centrale’”, tuttavia, ti mette in difficoltà numerica, in un ambito complessivo abitato da una Massa “zombie”, svuotata dentro e riempita d’altra valenza, più precisamente, AntiSistemica.
Quando ti accorgi e sei “fermo/a”, in questa tua auto centralità, di fatto, ti ritrovi come contro corrente (rispetto al verso convenzionale della “corrente ‘qua così’”).
Ad un simile “punto”, per te diventa difficile auto mantenerti stabile, all’interno della “tua” rotazione, che risente di ogni convenzione circostante, capace di portarti via tutto, ogni volta, lasciandoti “solo/a con te stesso/a, secondo una modalità di non riconoscimento e dimenticanza... prevista a livello strategico, dalla dominante”.
Ergo: la tua “centralità (forza sostenibile)” si deve ri attuare e sussistere/aumentare, piuttosto che il contrario, traendo “forza, piuttosto che… debolezza”, ossia, impedendo la fuoriuscita di energia – anzi – all’inverso, auto generandola centralmente e vibrazionalmente, andando a modificare, progressivamente, quello che ti circonda, depurandolo dalla caratterizzazione ambientale ex-dominante (come una sorta di filtro all’ingresso “lato tuo, centrale”, capace di condizionare, filtrare e purificare… ogni forma di sostanza esterna a te). 
Dando all'ambiente, senza togliere nulla a/di te ma, per mezzo del sistema operativo frattale espanso, che "in leva", opera d'assieme, in maniera tale da ripristinare l'equilibrio ambientale "dalla tua prospettiva frattale espansa" (ovvio, questa è la via già percorsa dal Dominio, per cui, fai attenzione al rischio di essere riconvertito/a, ancora, in altra... dominante).
Togliendo all'ambiente la sola componente ex-dominante (inquinante, tossica, nociva... "lato umano, centrale").
Per ex-dominante, occorre intendere la condizione susseguente alla tua assunzione di "centralità, lato tuo".
Per "lato umano, centrale", occorre intendere, la presa d'atto più rispettosa possibile ed immaginabile, relativa al grado di "giustizia, senza ombra alcuna (una forma di realtà manifesta differente da quella... piramidale, che condiziona tutto, di conseguenza, "lato dominante, centrale/verticale").

Il fiume scorre secondo di-pendenza, del territorio (gravità)... ergo: è in una struttura piramidale, che l'ambiente segue, riflette e conserva fedelmente, essendo... conseguenza.
Allo stesso modo, per mezzo del quale, le… Autorità, hanno messo a punto "impianti dispositivi" atti a filtrare, purificare e condizionare qualsiasi “cosa” che, in seguito, venga utilizzata da te, per il tuo stato generale. Un insieme che “qua, così”, tutela sempre e solo un “prodotto, a marchio Dop, by dominante”, in luogo di... esseri umani sovrani di se stessi).
La denominazione di origine protetta, meglio nota con l'acronimo Dop, è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito dall'Unione europea agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti.
L'ambiente geografico comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva.
Affinché un prodotto sia Dop, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata.
Chi fa prodotti Dop deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione. Il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo…
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L'essere umano "qua, così... è un prodotto 'protetto dal marchio della dominante'": caratteristico poichè caratterizzato.

Disegno (loop)...
Il termine indicazione geografica protetta, meglio noto con l'acronimo Igp, indica un marchio di origine che viene attribuito dall'Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un'area geografica determinata.
Per ottenere la Igp quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area.
Chi produce Igp deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo…
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La denominazione di origine controllata, nota con l'acronimo Doc, è un marchio di origine italiano utilizzato in enologia che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio; esso viene utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale...
Il marchio fu ideato negli anni cinquanta dall'avvocato romano Rolando Ricci, funzionario dell'allora ministero dell'Agricoltura. La denominazione di origine controllata fu istituita con il decreto-legge del 12 luglio 1963, n. 930, che si applica anche ai vini "Moscato Passito di Pantelleria" e "Marsala"...
Dal 2010 la classificazione Doc, così come la Docg, è stata ricompresa nella categoria comunitaria Dop…
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  • il marchio fu ideato
  • la denominazione di origine controllata fu istituita con il decreto-legge
Tutto, “qua, così”, è classificato, poiché, classificabile, compartecipando in un insieme infrastrutturale di stampo piramidale, in leva, controllato, poiché – in questa maniera – controllabile, a monte di tutto ciò che sei portato/a a pensare che esista.
L’Albo, il “Registro dei…”, etc. indica una appartenenza a…
Indica la classificazione di un “prodotto locale”, a dipartire da una sostanza non locale (dominante).
E tutto (tutto) indica questa “direzione (modalità)” del conseguire, piuttosto che dell’essere.

"Onde" di...
"Forma".
La frattalità espansa ha “molti aspetti, riuniti in uno solo che, puoi meglio ricomprendere, attraverso l’esempio della simbologia con il sistema operativo, di/in un moderno computer o intelligenza artificiale”.
Se osservi il “tuo” vivere, attraverso una simile modalità prospettica “lato tuo, centrale”, allora la frattalità espansa si “apre, ‘lato tuo, centrale’”. Ossia, ti permette di (si presta a) vedere anche quello che usualmente non prendi mai in considerazione…
La dominante, secondo questa “inquadratura”, viene comeevocata, emergendo alla tua coordinata fisica, corporale, comportamentale e… corporal-mentale.


Livello dell'informazione frattale espansa...

Ad esempio, ad un simile punto, è possibile prendere come "valido dato oggettivo" (denunciante direttamente la compresenza, non manifesta, dominante), la condizione ambientale... pervasa, mutata e caratterizzata, dalla compresenza - pressoché non manifesta - delle componenti pesticide (che “godono” del medesimo principio di "non osservanza" e che derivano da un modello di economia, in sostanziale dipendenza dalla componente “interesse” che, quindi, può essere messo in stretta analogia con l’invasività dei pesticidi, utilizzati solarmente per un motivo d’interesse comune e che finiscono, poi – non casualmente – per giungere a caratterizzare la qualità ambientale, della quale ti nutri e fai ricorso massivo, poiché sei senza alternativa manifesta).
 
Che cosa "mangi, 'qua così'", ormai? Una mela non è più, solamente, una/la mela. Dentro, c'è altro e... di più.
In questa maniera, sottile e “legalizzata”, tutto risulta “inquinato, alla base, da monte”,  in maniera tale che – nel piano inclinato reale manifesto “qua, così” – ogni dettaglio sia il frutto di una simile caratterizzazione (inquinante, dominante), non evidente, sottilmente onnipresente a livello ambientale, "naturale".
Se “non fai di tutta l’erba un fascio” è solo perché ti sembra di esagerare.
  
Infatti, "sei per una prospettiva di mezzo, in pseudo equlibrio". E non credi che, all'opposto, tu viva di conseguenza in un ambiente, che è - di fatto - totalmente sotto al controllo altrui.
In realtà e sostanzialmente, tuttavia, “tutta l’erba proviene dal medesimo… fascio”, caratterizzato da componenti invasive ed inquinanti, alla base.
Così, ogni dettaglio, ti conferisce solo l’idea della diversità. Ma, di fondo, ogni dettaglio rientra sempre nella medesima forma di auto intrattenimento, dominante, “qua, così”.
L’idea stessa di “natura” è un dato di fatto, relativo ad un qualcosa in equilibrio sostenibile con… una dominante:
  • oppure, credi che “la catena alimentare” sia… condizione normale e “giusta ‘lato vita, centrale’”?
È giusto essere mangiati e mangiare (pesce grande mangia pesce piccolo)? È giusto mangiare… vita, altrui?
Se è “giusto”, alloraprima o poi verrai “mangiato/a”(perchè - ora - non sei il "pesce a più grande concentrazione di massa".
Infatti, “qua, così” tutto ha una “scadenza naturale”, ossia, c'è il modo camuffato perfettamente per anestetizzare la “scena reale manifesta”, da qualsiasi componente imprevista (persino dalla dominante), in maniera tale da trasformarla sempre e comunque in “eccezione che conferma la regola.
Se "sei a scadenza", puoi rappresentare qualsiasi “cosa (in alternativa sostanziale)”, ma… se solo a livello d’abbozzo (non a pieno realizzato/a e manifesto/a), allora verrai “spazzato via”, da quell’insieme di regole che il sistema operativo frattale espanso è mantenuto ad osservare, sin tanto che… la grande concentrazione di massa, dominante, lo utilizza secondo la propria modalità di assunzione del piano reale manifesto “qua, così… a ‘sua immagine e somiglianza’”.


Accorgiti.

Glifosato, il diserbante che ha messo in allarme l’Europa
Secondo lo Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - Organismo dell’Oms), il glifosato è risultato “probabile causa di tumori” in quanto in grado di danneggiare il Dna. 
Parere più cauto è stato dato dall’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), la quale ritiene il glifosato “probabilmente non cancerogeno”
Per anni il glifosato è stato considerato innocuo, però ultimamente questa considerazione è stata ampiamente rivisitata, infatti, pare che permane nelle acque superficiali (laghi e fiumi) e sotterranee (acque di falda) oppure si evolve nel suo principale metabolita (Ampa) di cui si sa ancora poco.
Ad ogni modo si ritiene che il glifosato crei inquinamento ambientale (soprattutto delle acque), riduca la biodiversità e che possa arrivare negli alimenti infatti sue tracce sono state trovate nel sangue di persone che non sono mai venute a contatto diretto con l’erbicida.
E che possa dunque essere anche un reale pericolo per la salute umana…
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Prospettiva lobbystica, di parte (lavoro, interesse e status quo):
  • secondo lo Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - Organismo dell’Oms), il glifosato è risultato “probabile causa di tumori” in quanto in grado di danneggiare il Dna
  • parere più cauto è stato dato dall’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), la quale ritiene il glifosato “probabilmente non cancerogeno”…
Probabile vs Probabilmente = in ogni caso, una forma di probabilità (mai certezza scientifica) che, dunque, lascia sempre il tempo che ritrova.
  
Di conseguenza, tu consegui senza trovare quegli "stimoli" necessari al cambiare d'abitudine.
L'affermazione dell'Efsa in questione si trova al punto 3.5.2 della sua opinione scientifica sulla Xylella pubblicata nel gennaio scorso.
"L'uso intensivo di trattamenti insetticidi per limitare la trasmissione della malattia e controllare l'insetto vettore può avere conseguenze dirette e indirette sull'ambiente modificando intere reti alimentari con effetti a cascata", si legge nel documento.
"Per esempio - prosegue l'Efsa - l'impatto indiretto dei pesticidi sull'impollinazione è attualmente motivo di grave preoccupazione".
Diversi pesticidi neonicotinoidi sono stati in effetti proibiti recentemente dall'Ue perché considerati responsabili del fenomeno della moria delle api
Inoltre, sottolinea sempre l'Efsa, "i trattamenti insetticidi su larga scala rappresentano un rischio anche per la salute umana e animale"…
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Pesticidi nell'acqua, Legambiente: regioni adottino subito misure.
Il rapporto nazionale Ispra ha lanciato l'allarme per la presenza di pesticidi nelle acque e Legambiente chiede che "le Regioni adottino al più presto misure specifiche per la riduzione di pesticidi pericolosi per l'ambiente acquatico".
"Gli studi scientifici hanno ampiamente dimostrato gli effetti che l'uso non sostenibile dei pesticidi produce anche in termini di perdita della biodiversità, riduzione della fertilità del terreno ed accelerazione del fenomeno di erosione del suolo", ha avvertito Daniela Sciarra responsabile filiere e politiche alimentari di Legambiente…
Legambiente sottolinea che alcuni dei residui più frequentemente ritrovati nell'acqua da Ispra sono gli stessi ritrovati anche negli alimenti - documentava già il dossier Stop Pesticidi 2015 di Legambiente - come il metalaxil, il boscalid e l'imidacloprid, fungicidi e insetticidi sistemici
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E il tema del multi residuo, così definito per indicare la presenza concomitante di più e diversi tipi di residui chimici in uno stesso campione alimentare, è un tema di grande rilevanza:
"come si evidenzia nel dossier Stop Pesticidi di Legambiente, il multi residuo è aumentato negli anni e ha fatto registrare campioni da record:
fino a cinque residui nelle mele, otto nelle fragole, quindici nell'uva da tavola, cioè in alimenti dalle ben note proprietà nutrizionali che però finiscono sulle nostre tavole carichi di pesticidi.
Per questi motivi il fenomeno andrebbe indagato rispetto ai rischi legati all'esposizione contemporanea ad alcuni principi attivi e al fatto che ancora oggi, il limite massimo di residuo, è calcolato sul singolo principio attivo".
"Anche Ispra - ha sottolineato Legambiente - ha posto risalto su questa problematica nel rapporto presentato oggi, avendo ritrovato più e diverse miscele di sostanze attive nelle acque, contenenti fino a decine di componenti diversi.
Tra le sostanze ritracciate da Ispra nelle acque, c'è il glifosato e soprattutto il suo metabolita Ampa, su cui ci sono risultati limitati solo a due regioni: Lombardia e Toscana"…
L'applicazione del principio di precauzione in difesa della salute pubblica
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  • alimenti dalle ben note proprietà nutrizionali che però finiscono sulle nostre tavole carichi di pesticidi
  • avendo ritrovato più e diverse miscele di sostanze attive nelle acque, contenenti fino a decine di componenti diversi
Che cosa pensi di mangiare? Solo quello che vedi o leggi sull'etichetta? No. Allo stesso modo, esiste la dominante...
  


Pesticidi nel piatto, sono presenti in quasi tutti i cibi che mangiamo.
La buona notizia è che i pesticidi contenuti nel cibo che mangiamo rientrano nei limiti di legge ma la cattiva è che la quasi totalità, il 97,4%, ne contiene e comunque poco meno del 55% è privo di tracce rilevabili.
Inoltre una percentuale, seppur bassa, intorno all'1,5% supera nettamente i limiti di legge e residui di più di un pesticida (residui multipli) sono stati rilevati nel 27,3% dei campioni.
È quanto emerge dalla relazione annuale del 2013 dell’Efsa (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) sui residui di pesticidi negli alimenti, un'indagine svolta su quasi 81.000 campioni di alimenti provenienti da 27 Stati membri dell’Ue, Islanda e Norvegia.
Il monitoraggio è stato effettuato su un "paniere" di 80.967 campioni di un’ampia varietà di prodotti alimentari, lavorati e non, che sono stati analizzati per rilevare l’eventuale presenza di 685 pesticidi
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La buona notizia è che i pesticidi contenuti nel cibo che mangiamo rientrano nei limiti di legge (come puoi crederci, visto che - al contrario - ne risentirebbe il "Pil (interesse di parte)"?).
     
Pesticidi e cibo, Efsa: il 97% dei residui è inferiore ai limiti ammessi.
I residui dei pesticidi che rimangono sugli alimenti sono, per oltre il 97% dei casi, al di sotto dei limiti ammessi dall’Unione europea.
Gli alimenti con percentuali più elevate di eccedenza rispetto ai livelli massimi di residui ammessi dall’Unione sono gli spinaci, i fagioli con baccello, le arance, i cetrioli e il riso mentre quelli che hanno più basse percentuali di eccedenza (dunque, con percentuali minori di residui) sono farina di grano e patate.
Questi i risultati della quinta relazione annuale sui residui dei pesticidi redatta dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sulla base di analisi fatte in 27 Stati dell’Unione europea, in Norvegia e in Islanda.
La relazione si basa sull’analisi di oltre 79 mila campioni alimentari eseguita nel 2011 dalle autorità nazionali per la sicurezza alimentare...
Per l’Efsa, dunque, “non esiste alcun rischio a lungo termine per la salute dei consumatori tramite la dieta per il 99% dei 171 pesticidi valutati”.
Con qualche aggiustamento:
“la relazione precisa che, ipotizzato lo scenario più sfavorevole, per due pesticidi non è stato possibile escludere un rischio per la salute dei consumatori – aggiunge l’Efsa – Entrambe le sostanze sono proibite nell’Ue dal 1979 ma continuano a essere presenti nella catena alimentare a causa della loro persistenza nell’ambiente.
I risultati della valutazione dell’esposizione a breve termine attraverso la dieta hanno indicato una potenziale preoccupazione per la salute dei consumatori per alcuni campioni, nell’eventualità in cui tali prodotti vengano consumati in grandi quantità.
Tuttavia l’Efsa ha sottolineato che tali valutazioni inglobano un elevato margine di sicurezza in quanto sovrastimano l’esposizione umana ai residui di pesticidi”.
Confermata la sicurezza alimentare in Europa e in Italia, commenta di fronte ai dati Efsa Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica, che “esprime la sua soddisfazione dopo aver rilevato che sono i produttori europei, e tra questi, in particolare, quelli italiani, ad offrire ai loro consumatori gli alimenti più sicuri
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  • i residui dei pesticidi che rimangono sugli alimenti sono, per oltre il 97% dei casi, al di sotto dei limiti ammessi dall’Unione europea (ergo: nel 97% "dei casi" ci sono pesticidi. Questo è, ovviamente, "normale")
  • quelli che hanno più basse percentuali di eccedenza (dunque, con percentuali minori di residui) sono farina di grano e patate (la farina di grano è un alimento già morto di suo, poichè raffinata e "zombizzata". Sulle patate, Rudolf Steiner aveva molti dubbi)
  • per l’Efsa, dunque, “non esiste alcun rischio a lungo termine per la salute dei consumatori tramite la dieta per il 99% dei 171 pesticidi valutati (nella citazione precedente, i pesticidi erano 685)
  • per due pesticidi non è stato possibile escludere un rischio per la salute dei consumatori (quali sono? Non è importante saperlo, ovvio)
  • entrambe le sostanze sono proibite nell’Ue dal 1979 ma continuano a essere presenti nella catena alimentare a causa della loro persistenza nell’ambiente (certamente non può essere che... così "qua, così")
  • una potenziale preoccupazione per la salute dei consumatori per alcuni campioni, nell’eventualità in cui tali prodotti vengano consumati in grandi quantità (cosa che, certamente, non avviene... specialmente, non sapendo nemmeno di quali prodotti si tratta)
  • confermata la sicurezza alimentare in Europa e in Italia, commenta di fronte ai dati Efsa Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica (serve altro?).
  
 
Ispra: pesticidi nel 64% delle acque italiane. Aumentano i livelli di contaminazione e le sostanze censite.
I pesticidi contaminano il 63,9% dei laghi e dei fiumi italiani e più di un terzo delle falde acquifere, anche profonde.
A dare l’allarme è il rapporto presentato oggi dall’Ispra sullo stato di contaminazione delle acque, che fa riferimento al biennio 2013-2014. Rispetto al biennio precedente, aumenta il livello di contaminazione ma anche il numero di sostanze trovate nei 3747 punti di campionamento:
  • 365 contro le 335 del 2012.
Sotto accusa sono soprattutto gli erbicidi, ma anche fungicidi e insetticidi.
Tra le sostanze più presenti nelle acque superficiali, glifosato e acido aminometilfosforico, un prodotto di degradazione del glifosato, metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, terbutilazina e il suo principale prodotto di degradazione, desetil-terbutilazina.
In particolare, in Lombardia e Toscana, le Agenzie Regionali di Protezione Ambientale hanno monitorato il glifosato e il suo derivato, l’acido aminometilfosforico, scoprendo che contaminano le acque superficiali rispettivamente in quasi 4 casi su 10 il primo e in oltre 7 su 10 il secondo.
Nelle acque sotterranee invece sono stati trovati oltre i limiti bentazone, metalaxil, terbutilazina e desetil-terbutilazina, atrazina e atrazina-desetil, oxadixil, imidacloprid, oxadiazon, bromacile, 2,6-diclorobenzammide, metolaclor.
Chi beve l’acqua del rubinetto deve preoccuparsi?
Ilfattoquotidiano.it lo ha chiesto a Pietro Paris, responsabile del settore Sostanze Pericolose dell’Ispra e coordinatore dell’unità che ha realizzato il Rapporto pesticidi.
“Noi non facciamo monitoraggio dell’acqua che esce dal rubinetto – chiarisce – ma di quella dei corpi idrici. Molto spesso però i prelievi per uso potabile attingono agli stessi corpi idrici che analizziamo.
Quasi sempre dobbiamo ricorrere a sistemi di abbattimento e depurazione per poter immettere nel rubinetto acqua a norma, perché i corpi idrici superficiali e sotterranei sono inquinati.
Un esempio?
Il Po, che viene utilizzato abbondantemente per rifornire intere province con acqua da bere, che però devono depurare.
Questo contrasta con il principio fondamentale alla base della Direttiva Quadro sulle Acque, la 60 del 2000, che dice che bisogna prevenire il ricorso all’abbattimento, cioè evitare di inquinare anziché andare a depurare.
Quello in corso è un atteggiamento di emergenza fatto sistema”.
Dopo questo rapporto, cambierà qualcosa?
“Noi segnaliamo come sempre le problematiche ai ministeri competenti, in primo luogo quello della Salute, poi dell’Ambiente. Ma non abbiamo poteri di intervento – spiega Paris – e il nostro parere non è vincolante.
Secondo noi sono necessari provvedimenti.
Dal 2003 i dati che forniamo dimostrano che le acque sono contaminate da miscele di sostanze. Quest’anno abbiamo trovato 48 sostanze diverse in un solo campione.
Ma i fitofarmaci, prima di essere immessi in commercio, sono valutati e autorizzati singolarmente.
Non esiste una valutazione complessiva del rischio per le miscele e del resto sono poco calcolabili, perché si formano con meccanismi e vie di migrazione imprevedibili.
È questa la lacuna normativa più seria”.
Un cittadino che leggerà questo articolo cosa potrà fare?
Può prendere coscienza della problematica. E sapere che comunque, per legge, i gestori degli acquedotti non possono immettere nel rubinetto acqua contaminata” conclude l’esperto.
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Questo contrasta con il principio fondamentale alla base della Direttiva Quadro sulle Acque, la 60 del 2000, che dice che bisogna prevenire il ricorso all’abbattimento, cioè evitare di inquinare anziché andare a depurare.
Quello in corso è un atteggiamento di emergenza fatto sistema.
Rivaldo: “Non venite in Brasile per le Olimpiadi, rischiate la vita, le cose peggiori capitano qui”
Il consiglio, rivolto ai possibili arrivi in occasione delle Olimpiadi di Rio di questa estate, arriva da Rivaldo, ex stella di Barcellona e Milan, campione del mondo con il Brasile nel 2002. Rivaldo ha postato sul proprio profilo Instagram la foto di una giovane vittima della criminalità locale.
"Questa mattina alcuni banditi a Rio hanno ucciso questa ragazza di 18 anni. Le cose più brutte avvengono sempre in Brasile. Qui siete in pericolo di vita".
"Io consiglio a tutti quelli che intendono visitare il Brasile o venire alle Olimpiadi di Rio, di restare nel proprio paese di origine. Qui siete in pericolo di vita", prosegue l'ex attaccante di Barcellona e Milan.
"Per non parlare degli ospedali pubblici, inefficienti, e di tutta la confusione nella politica brasiliana. Solo Dio può cambiare la situazione del nostro Brasile", è la triste conclusione di Rivaldo.
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Mettere uno foto “così”, equivale a sostenere che “Rivaldo è…(continua da te)”. Compreresti un'auto usata, da uno "così", per come te lo raffigura, questo singolo scatto? Nulla è per caso. E il Pil, preme.
  
Jamie Lee Curtis: “Anche io, come Prince, dipendente da farmaci”.
È di queste ore la notizia che Prince era dipendente dagli antidolorifici e che nelle ore prima della sua morte, un incontro era stato fissato con il dottor Howard Kornfeld, medico californiano specializzato nella cura della dipendenza da farmaci e oppiacei.
Ora Jamie Lee Curtis, 57 anni e figlia di due leggende del cinema come Tony Curtis e Janet Leigh si apre in un lungo articolo apparso sull’edizione americana dell’Huffington Post nel quale racconta della sua dipendenza.
Sono parole toccanti quella dell’attrice...:
“E così, in attesa dell'ultimo esame tossicologico, si è scritto sul New York Times che Prince era tossicodipendente. Lo capisco. Anch'io lo ero - scrive l’attrice - Anch'io attendevo con ansia la ricetta per il farmaco dal quale avevo segretamente sviluppato una dipendenza.
Anch'io mi sono ritrovata ad assumerne troppi tutt'insieme.
Anch'io cercavo di fermare il dolore fisico ed emotivo cogli antidolorifici. Annientarlo. Fermarlo.
Troppi esseri umani - famosi, famigerati o sconosciuti che siano - sono andati alla ricerca del medesimo sollievo. Il simbolismo contenuto nella canzone “Fire and Rain” di James Taylor, un inno alla dipendenza, sembra ancor più pregno di significato ora che quella pioggia si è tinta di porpora...  l'ennesimo lutto dovuto alla tossicodipendenza.
Io sono una di quelli fortunati, perché è da oltre diciassette anni che mi sono disintossicata"…
La maggior parte di coloro che finiscono per diventarne dipendenti, come la sottoscritta, lo fanno dopo aver assunto antidolorifici che gli erano stati prescritti in seguito a un'operazione chirurgica.
Ma non appena scatta la brama, spesso è ormai troppo tardi.
Personalmente mi ritrovo, come voi tutti, a piangere la perdita di un grande artista, ma piango anche la perdita d'altri artisti in potenza, del passato e del presente, schiacciati da questa morsa letale”.
Infine un incitamento:
“Impegniamoci di più, concentriamoci a fare tutto il possibile per non favorirla, e così disinnescarla, nei nostri cari, che sono malati. Quello è il suono di un pianto collettivo”.
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Banche, Consob: i crac non mettono in discussione vigilanza
"Le vicende relative alla liquidazione delle quattro banche non mettono in discussione la validità di fondo dei modelli di vigilanza sulla prestazione dei servizi di investimento", ha sottolineato Vegas.
"I prospetti e i supplementi informativi che accompagnavano le emissioni delle obbligazioni subordinate delle quattro banche - ha spiegato Vegas nel suo discorso al mercato finanziario - erano stati redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste dalle norme sul prospetto informativo, il cui contenuto è disciplinato direttamente da un regolamento comunitario.
In fase di loro approvazione, Consob ha valorizzato tutte le informazioni in proprio possesso, incluse quelle trasmesse dalla Banca d'Italia"…
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Certamente... ("buon lavoro", Vegas).

Passato e non-passato.
Quando pensiamo alla grammatica italiana, una delle prime cose che ci vengono in mente sono i tempi verbali.
Ricorderete sicuramente le giornate trascorse tra un trapassato remoto e un futuro anteriore, a coniugare il verbo per tutte le persone del singolare e del plurale... non era affatto facile, vero?
Vi farà piacere sapere, allora, che per quanto riguarda la lingua giapponese le cose sono decisamente diverse:
  • abbiamo già detto che i verbi non hanno coniugazioni, che rimangono cioè invariati che si parli di un soggetto o più soggetti…
Oggi aggiungiamo un nuovo concetto molto importante:
i verbi giapponesi hanno solo due tempi grammaticali, il "passato" e il "non-passato".
Attenzione a questa frase, perchè può essere fraintesa:
non intendiamo dire che in giapponese non esiste il concetto di presente o di futuro, bensì che i verbi si coniugano in solamente due tempi verbali.
Per tutte le altre sfumature temporali si seguono altre regole...
Diamo un'occhiata al seguente schema:
 
Il "punto di enunciazione" è momento in cui viene espresso il concetto di una frase, e ha luogo nel presente.
Quando parliamo con qualcuno, scriviamo una lettera o narriamo una storia, stiamo idealmente partendo dal nostro presente.
Tutto ciò che è avvenuto e si è compiuto prima del punto di enunciazione fa parte del passato.
Ciò che, invece, sta accadendo nel presente, ciò che è in programma o ciò che deve ancora accadere fa parte del non-passato
Passato e “non passato”:
  • due “punti” intervallati da un eterno momento di “compresenza”
  • tu e “tu”
divisi e riuniti insieme
  • per mezzo di una centralità deviata
  • dalla dominate
che distorce ogni evidenza
  • spostando il “tuo centro” al di fuori di te (dal "è già successo")
  • e retrodatando il tuo centro a centro decentrato, periferico, seppure ancora e semprecentrale, in te (come un “centro di comando” reso inservibile dal progressivo abbandono, dovuto alla deviazione esterna, che spinge altrove non casualmente)
  • così, la "guida" diventa wireless, non locale, in leva e - dunque - dominata non manifestamente.
Tumori, il 30% provocato da una dieta scorretta.
Il 30% dei casi di cancro è originato da un'alimentazione squilibrata.
La prevenzione oncologica deve passare anche dall'insegnamento di una dieta corretta:
a partire dalla scuola dell'obbligo, dove andrebbero istituiti corsi di educazione specifici.
È quanto emerge dal convegno nazionale Spazio e nutrizione che si chiude oggi a Milano e che ha visto la partecipazione di oltre 300 esperti provenienti da tutta Italia.
"Anche i troppi grassi e la poca frutta e verdura nuocciono gravemente alla salute e aumentano il rischio di tumore proprio come le sigarette - ha spiegato Michele Carruba Direttore del Centro Studi e Ricerche sull'Obesità dell'Università di Milano e co-presidente del convegno...
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Insegnamento di una dieta corretta (certo: con alimenti carichi di pesticidi).

Questa è la "tua"...  caratterizzazione ambientale.


   
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2016/Prospettivavita@gmail.com
Bollettino SPS numero 1816
  
 

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