venerdì 18 luglio 2014

Un minuto lungo 61 secondi.


Se fossi nato in un campo profughi e non avessi da cinquant'anni nessuna prospettiva da dare ai figli, sarei anche io un terrorista.
Giulio Andreotti
L’espressione “colorita di verità” di Andreotti data 2006, ossia, (ri)sale ad un periodo storico personale caratterizzato dagli 87 anni del “Divo”. Un’età che, nel caso in questione, ha coinciso con una “delocalizzazione ed esternalizzazione del proprio centro operativo” come, infatti, nel 2008 fu a tutti dimostrato ufficialmente, in diretta tv).
Pervaso da simili “turbamenti”, anche il più fidato degli elaboratori elettronici smette di dare fiducia.
Il virus della “vecchiaia” colpisce ancora? Beh… anche se fosse, non è il caso di andare per il sottile, visto che quello che può essere (ri)elaborato, la dice lunga - in un’ottica di "contrappasso" - rispetto alla valenza di tutta una Vita condotta da perfetto elaboratore elettronico “indecifrabile”.
L’espressione in questione scopre l’acqua calda? Sì e no:
ma la conferma andreottiana, seppure “dopata”, evidenzia la portata del vettore “ambientale” come centrale, (ri)spetto alla formazione convenzionale attribuita al comportamento individuale... da una platea distante, che giudica secondo “interesse”.
Te lo vedi Andreotti “terrorista”? He. He. He. In un certo senso, sotto al suo “governo” ne sono trascorsi di "atti terroristici"… tanto che, forse, il suo (ri)parlarne deve avere (ri)mescolato molti fantasmi dai propri vincoli d’oltretomba.
 
La parabola di un essere vivente deve essere sempre tanto “triste”?
Andreotti: "Ho qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso"…
Custodisce molti segreti?
"Un po' di vita interna dello Stato la conosco. Molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non farei mai un libro o un'intervista su certi episodi. La categoria del folklore politico non mi appartiene".
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Altro che “folklore”. È di verità che si… tace. Anche se di “verità scomoda” a, quanto pare, si (non) tratta
    
La propria coscienza è un software, programmata per “continuare”. Dove? In… Paradiso? See. Una programmazione è una programmazione ed è difficile che cambi da sola. Si dice, infatti, che il carattere individuale non cambia, soprattutto, quando si giunge in “tarda età”. Come al solito, non esiste un più alto grado di vero su ogni altra “speculazione” che, non necessariamente, deve sempre passare - per contrasto - come “falsità”.
Si cambia eccome e, probabilmente, proprio giunti ad un livello di età tale da “potersi anche permettere un simile cambiamento”

Come se, la propria programmazione potesse essere aggiornata, ad un certo punto della (ri)convergenza tra… Tempistiche differenti e, dunque, tra ispirazioni diverse.
Il programmatore da chi viene “ispirato”? Esso è solo quella parte di genio che mette “nero su bianco” l’intenzione. Mentre, per altri versi, (ri)mane solo ed esclusivamente un automa, che esegue certe istruzioni (ri)cevute in maniera non convenzionale, non in una (ri)unione societaria bensì in un aggancio di fase che si avvera tra le righe.
Il Nucleo Primo non compare mai alle riunioni aziendali, politiche o ai “pranzi di lavoro”.

Il sacerdote dell’antichità, colui che faceva da tramite con la divinità, non usava forse una “radio”, per (ri)cevere istruzioni? E non era, probabilmente, quella divinità solamente un essere avvantaggiato dal possedere il sistema di trasmissione più evoluto del Tempo?
Chi le manca dei protagonisti di un tempo?
"Fra le persone, De Gasperi. Ma mi manca soprattutto il metodo, il contatto con la gente che c'era prima. Adesso è tutto più meccanico.
Allora i partiti e i sindacati erano soggetti molto forti e molto vivaci, oggi sono delle burocrazie.

Tra gli avversari ricordo Di Vittorio. Un duro, che quando proclamava uno sciopero ci faceva penare per settimane. Ma lo rispettavamo. Durante una riunione della Dc qualcuno si lamentò perché la Cgil eccitava troppo i lavoratori. De Gasperi lo interruppe:
"Non possiamo pretendere lo stile anglosassone da uno che è nato nelle Puglie dove per dare ai contadini due giorni di paga al mese abbiamo dovuto fare una legge"…
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Questa testimonianza è importante, perchè conferma anche alla latitudine italica, ciò che Robert Reich ha espresso nella propria opera "Inequality for All", a proposito del (de)cadimento del ruolo del sindacato (a quanto pare, non solo negli Usa degli anni 80 in poi), alla base della stagnazione trentennale delle paghe dei lavoratori.

"La Stampa". 16 febbraio 1992
Una “politica” che non è ancora (mai) terminata e che (ri)balta l’orizzonte percepito, quando a guardarlo è un operatore di Borsa e, drammaticamente, anche il singolo piccolo investitore privato che, non certo paradossalmente, può anche essere un lavoratore della stessa azienda che “lo taglia”.
Microsoft positiva a Wall Street dopo annuncio 18mila licenziamenti.
Il titolo Microsoft si muove positivamente a Wall Street dopo avere annunciato poco prima dell'avvio delle contrattazioni un maxi piano di ristrutturazione che prevede la riduzione di 18mila posti di lavoro fino al 2015...
Un drastico piano di licenziamenti, il maggiore della storia dell'azienda di Redmond, in scia all'integrazione con la divisione "devices & services" di Nokia.
Chi "ha" vuole sempre di più. Nel Tempo (s)svuotando...
 
Quando vedo a quale Vita è destinata la gran parte degli animali, (ri)entranti nella “catena alimentare”, rabbrividisco per almeno due motivi; (1) la loro (ri)dondante caratteristica che li porterà, infine, al macello… evoca per assonanza (in)diretta (2) il tipo di Vita a cui sono destinate le persone.

Animali che vivono in “gabbia”. Umani che fanno altrettanto.

E, tutto ciò, in un epoca scandita dal bando della schiavitù. Una vera e propria corbelleria funzionale, non c’è che dire.

Per l’animo disposto a tutto, è semplice agire in un modo sottile, capace di (r)aggirare i propri simili. Simili ma non (u)guali e, nemmeno, (e)guali. La legge si presta proprio a questo tipo di controllo "non locale". E… quando la leva è azionata dal potere del denaro e solo da quello, allora, è più facile ottenere il preventivato.
È sempre la “legge del minimo” a farla da padrona.
Monsanto fa eliminare le api che resistono al diserbante Roundup.
Lo Stato americano dell’Illinois requisisce illegalmente le api resistenti al diserbante chimico Roundup di Monsanto e uccide le api regine superstiti. La recente legge passata al Senato ha dato diritti illimitati alla multinazionale di biotecnologie agrarie e in poco tempo si sono constatati i primi effetti…

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Jacek Yerca
Vivi in una deviazione dello SpazioTempo, all’interno della quale esiste ancora lo SpazioTempo ma... è come effettuare una (ri)partizione della memoria di un computer; nel “nuovo” spazio c’è modo e luogo per lasciare libera l’intenzione secondaria, che si (ri)trova a capo di una estensione (ri)definita che… “prima non esisteva”.
L’attuale “Stato” (paradigma) si alza e si estende su una condizione pre esistente. Qualcosa che ha ceduto una propria infrastruttura senza, di fatto, mai averla ceduta… perché del tutto apparente, tuttavia, esistente (si potrebbe andare avanti così per giorni interi).
C’è e non c’è, ma c’è, anche se non c’è, tuttavia c’è
È una “rotazione” il movimento che si genera, visto anche che… è una rotazione anche il movimento da cui si deriva.
La genie segue l’imprinting.
Il problema di essere fedeli ad una causa è che la causa... ti tradisce sempre.
Chi ti ha mandato qui?
Da dove pensi di venire? Pensi di essere "nato"? He. He. Noo! Ti hanno costruito.
Transformers 4

Il “nuovo” venuto e anche il “nuovo” spazio, che (ri)entra e (ri)cade dentro a qualcosa, che “lascia fare”... perché non influisce sulla propria direzione di marcia, ma che fa la differenza se vissuto dal di dentro del nuovo spazio
Infatti, per la Vita che viene attratta dal di dentro… la condizione di fondo (ri)mane solo ed esclusivamente quella dell’essere “contenuti in qualcosa”, verità frattale per la quale non può mai esistere - in una simile configurazione - autentica libertà.
Il Tempo è convenzionale ed è una “forzatura”. Se per te vale qualcosa l’Analogia Frattale, allora leggi attentamente la seguente citazione. 


Secondo intercalare.
Il secondo intercalare (in inglese leap second) è un "aggiustamento" temporale applicato agli orologi atomici mondiali, necessario per uniformare l'ora artificiale del tempo coordinato universale (Utc) alla rotazione terrestre.
L'ente responsabile della regolazione è l'International Earth Rotation and Reference Systems Service (Iers).
Quando si applica.
Il secondo intercalare viene applicato quando la differenza (detta Dut1) fra il tempo solare (Ut1) e Utc (il tempo degli orologi di riferimento) si avvicina in valore assoluto agli 0,6 secondi, in modo da garantire che la Dut1 rimanga compresa nell'intervallo tra -0,9 e +0,9 secondi.
Poiché la frequenza di rotazione della Terra non è predicibile sul lungo periodo, non esiste una regola fissa per determinare quando sarà necessario introdurre il prossimo secondo intercalare ma statisticamente questi aggiustamenti si sono resi necessari circa ogni 18 mesi.
Il primo secondo intercalare venne introdotto il 30 giugno 1972, mentre l'ultimo aggiustamento si è verificato il 30 giugno 2012.
Il periodo più lungo senza aggiustamenti è stato quello compreso fra il 1º gennaio 1999 e il 31 dicembre 2005.
Solitamente il segno della differenza Dut1 è positivo (la velocità di rotazione terrestre tende a diminuire, a causa principalmente degli effetti gravitazionali della Luna), perciò normalmente il secondo intercalare è aggiuntivo e si ha il cosiddetto minuto di 61 secondi; tuttavia è ugualmente possibile che l'Iers annunci un minuto di 59 secondi, sebbene questa eventualità non si sia finora mai verificata.

Secondo la convenzione le modifiche devono essere applicate il 31 dicembre o il 30 giugno, alla mezzanotte Utc del giorno stabilito. Tuttavia l'orario locale in cui la modifica diviene effettiva cambia nei paesi che adottano un fuso orario diverso da quello di Greenwich; in particolare nei paesi la cui ora è in anticipo su quella del fuso orario principale (come, ad esempio, l'Italia), il secondo intercalare viene a cadere nel giorno successivo (1º gennaio o 1º luglio).
Link  
  • aggiustamento temporale
  • uniformare l'ora artificiale
  • secondo la convenzione
Che altro ti serve per delineare l'ambito che ti "contiene"?
Dio non gioca a dadi
Il Nucleo Primo, nei panni dei propri sotto poteri, si è fatto "furbo", non attendendo più che lo sfasamento Temporale si accumuli e lo metta in difficoltà nel Tempo; infatti basta (ri)compensare il delta, derivante dalla differenza tra convenzione e “realtà es(t)erna”, agendo strategicamente dalla più piccola unità “sensata/commerciale” di Tempo.
Nel prossimo futuro la correzione verrà apportata a livelli di scansione ancora più piccola? Molto probabile.
In maniera tale da rendere il controllo sempre più profondo e centrale. Così da (ri)tenerlo come… innato. È un “loop”:
il (ri)cercatore che trova ciò che “altri” hanno sepolto perché venisse, poi, (ri)trovato.
Un classico. Già!
Che cosa “viene meno” alterando il flusso del Tempo (anche se… di “poco, ma, ogni volta”)?
 
Viene meno la tua possibilità di... (ri)cordare
Infatti, basta anche solo un istante di anticipo per prendere decisioni basilari per il prosieguo dell’attuale forma di impero, senza evidenza, del Nucleo Primo. Di un “Imperatore” che rinuncia ad apparire in luogo del… “godere senza mezze misure del proprio vantaggio su tutto e tutti, nella (ri)partizione dello SpazioTempo”.
Apparire è fuori moda. 
Apparire è concedersi. 
Apparire è un lento… morire.
Gli animali e la loro esistenza, inquadrata in funzione della necessità di alimentazione umana, permettono di auto osservarsi alla luce di una diversa coordinata SpazioTemporale.
Un animale osserva gli umani al di là della convenzione umana, al di là di ogni forma di auto convinzione derivante da (ri)programmazione sottile e mai accusata consapevolmente.
Al limite, c’è “spazio” per Dio, in maniera tale da “spiegare tutto alla luce di una correzione artificiale della propria prospettiva”. Un po’ come inforcare delle lenti correttive…
 
Ogni vuoto è (ri)empito dal concetto distante di Dio.

E, di questo, l’umanità si è da “sempre” accontentata.

Il famoso “delta” è sempre Dio. 
Ogni tipo di “mancanza di senso” è… Dio
Qualcosa che necessita di fede, al fine di essere mandato giù e digerito. E tutto ciò avviene ancora “oggi” in piena epoca dei “lumi”.
Una ricostruzione efficace della Gemeinschaft (società) nell’Era della Rete richiede di tenere presente quanto ha messo rilievo il sociologo Bauman in una recente conferenza:

le comunità virtuali e quelle reali sembrano simili, ma si assomigliano come il gesso e il formaggio.
Il problema non è necessariamente stabilire se una è meglio dell’altra, ma ricordarsi che, nonostante le apparenze, sono molto diverse, si comportano in maniera differente.
Il vero rischio, dunque, è l’analogia:
è il dedurre meccanicamente i comportamenti e le proprietà dell’una dall’altra.
Servono dunque le scienze umane per dominare una tecnologia digitale sempre più potente, invasiva e apparentemente “incomprensibile”. E allora dobbiamo ritornare alle fondamenta del pensare, del ragionare, del comunicare. Dobbiamo tornare alle arti liberali e al trivio, considerato nell’antichità il fondamento di ogni pensiero.
Solo potenziando gli strumenti del nostro pensare, solo avendo maggiore consapevolezza di come ragioniamo, cerchiamo le informazioni, costruiamo discorsi convincenti, ci fidiamo di idee e concetti, riusciremo a cogliere tale suggerimento.
Altrimenti il timore paventato da Erich Fromm — "Il pericolo del passato era che gli uomini diventassero schiavi. Il pericolo del futuro è che gli uomini diventino robot" — sarà molto più reale di quanto non pensiamo...
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Il trivio o trivium, in epoca medievale, stava ad indicare ad un tempo tre Arti Liberali ed il loro insegnamento. Ad esso seguiva tematicamente il quadrivio.
Il Trivium riguardava tre discipline filosofico-letterarie:
  1. Grammatica, ovvero la lingua latina
  2. Retorica, cioè l'arte di comporre un discorso e di parlare in pubblico
  3. Dialettica, cioè la filosofia
Questa suddivisione si deve a Marziano Capella, un filosofo della tarda latinità (IV-V secolo d.C.) che si occupò, fra le altre cose, di suddividere in categorie tutto lo scibile umano
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Il quadrivio o quadrivium (letterelmente "quattro vie"), in epoca medievale, indicava, assieme al trivio la formazione scolastica delle Arti liberali, propedeutica all'insegnamento della teologia e della filosofia.
Esso comprendeva quattro discipline attribuite alla sfera matematica:
  1. Aritmetica
  2. Geometria
  3. Astronomia
  4. Musica
Col Trivium dava origine a sette discipline fondamentali, le Arti Liberali…
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Ecco un esempio forte di come si “scrive/pensa senza mai unire effettivamente i… puntini”, nutrendosi di “luoghi comuni”.
(Ri)cito.
Il vero rischio, dunque, è l’analogia:
è il dedurre meccanicamente i comportamenti e le proprietà dell’una dall’altra…
In questa espressione si centra perfettamente il “focus” ma, subito dopo, ci si smarrisce… perdendo di vista la “riva”. L’intero articolo, sopracitato, non è criticabile, perché irto di “mezze verità”, e di fatto non è mai in questa maniera che si (ri)sale la corrente. Ciò che è vero è… vero (a qualsiasi gradazione e latitudine).
L’Analogia Frattale non è “deduzione meccanica”, ma parte dalla centralità dell’individuo che, fatto il “vuoto” dentro di sé, si domanda e (ri)trova la risposta, a partire da qualsiasi condizione apparente di “grado culturale ed appartenenza”.
Il “gesso ed il formaggio” non sono così diversi, quando inseriti in un contesto più “ampio e sottile” (allo stesso Tempo). Le dinamiche che evidenziano (lavorazione), vanno osservate ad una profondità molto diversa, rispetto a ciò che la sola componente del “giudizio” permette di… “pensare di trovare”.
SPS dovrebbe scrivere di meno e, probabilmente, di un solo argomento alla volta, in maniera tale da essere più chiaro, tuttavia, tutto è così legato che è difficile arrestare il flusso, che proprio l’analogia continua, permette di percorrere anche a grandi velocità, sicuri di avere sempre a disposizione l’intero arco informazionale, che mai e poi mai può (ri)sultare scevro di completezza ed esauriente grado di verità; a prescindere da ogni insabbiamento o isolamento energetico densificato anche nel grado materiale.
“Il fondamento di ogni pensiero” è l’ispirazione che muove anche le montagne, senza mai apparire. Infatti, l’inconscio umano – il “tramite” (ri)cevitore – è stato conquistato dal… principio.
E... l'ispirazione del Nucleo Primo non intende affatto che attraverso "il (ri)salire il pensiero" la si possa (ri)trovare.
Tutto quello che ne (di)scende/(con)segue (ri)sulta sempre ben nascosto, (ri)spetto al semplice “pensare”, che (ri)flette senza mai veramente indicare.

Un po’ di sano (ri)sveglio è quello che ci vuole. Qualcosa che può anche essere percepito come “strano” ma… “strano rispetto a cosa”?  


Da giovane, un umano, fa avanti ed indietro da casa a scuola
Poi, da casa al posto di lavoro.
Infine, da casa allo sportello per (ri)tirare la pensione.
Ogni fase è scandita dal tracciamento di loop e, nel fare questo, ci si espone alla “prevenzione” effettuata da altro/i. Si è prevedibili e, dunque, anticipabili. Come se fosse necessario, visto il controllo a livello d’inconscio.
Eppure avviene. Che cosa significa?
Che il controllo è ubiquo e non separato e che si espande per (ri)flessione frattale nelle 3d (Impero).
Tutto ciò che ti avvicina e che emerge nelle 3d, (ri)sente dell’impronta frattale del Nucleo Primo.

Hai voglia, se non tieni in considerazione ciò, a (ri)tornare al “fondamento di ogni pensiero” al fine di capirci qualcosa di più. È come sprofondare ancora di più nelle sabbie mobili…
Senza un centro es(t)erno… non vai da nessuna parte, perché sei troppo “insabbiato”. A “cosa”, altrimenti, puoi legare la “fune” che ti può permettere di estrarti dal vincolo d’intrattenimento?
Ammetti una buona volta in “cosa sei invischiato”. Tutto il peso della storia deviata pressa affinché tu “non faccia nient’altro che quello che hai sempre fatto e pensato”.
Gideon Levy : il nostro miserabile Stato ebraico.
Ora sappiamo:
nello Stato ebraico vi è compassione e sentimenti umani solo per gli ebrei, diritti unicamente per il Popolo eletto. Lo Stato ebraico è solo per gli ebrei…
Nessuno viene punito per i suoi atti – c’è una legge per gli ebrei e una per gli arabi, la cui vita vale poco. Nessun rispetto del diritto internazionale o delle convenzioni internazionali. Nello Stato ebraico vi è compassione e sentimenti umani solo per gli ebrei, diritti unicamente per il Popolo eletto. Lo Stato ebraico è solo per gli ebrei.
La nuova generazione è pericolosa, per sé stessa e per chi sta attorno. Netanyahou è il suo ministro dell’educazione; i media militaristi e nazionalisti fanno ufficio di poema pedagogico.
Nello Stato ebraico non resta niente dell’ingiunzione biblica secondo cui si deve essere giusti con la minoranza o con lo straniero.
Non vi sono più gli ebrei che avevano manifestato con Martin Luther King o fatto la prigione con Nelson Mandela. Lo Stato ebraico, che Israele vuole assolutamente far riconoscere ai palestinesi, innanzitutto deve riconoscere sé stesso. Al termine della giornata, dopo una settimana terribile, sembra che questo Stato sia uno Stato razzista, nazionalista, concepito unicamente per gli ebrei”…
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Nestlé, è battaglia sull'acqua della riserva indiana.
La multinazionale svizzera pompa da una riserva in California e imbottiglia con il marchio Pure Life. Secondo la Desert Water Agency è uno scandalo, perché danneggia la popolazione della contea di Riverside che soffre la siccità. Ma tra i pellerossa e la società c'è un accordo fino al 2027 dai contenuti segreti.
"È uno scandalo che quell'acqua non possa venire utilizzata dalla popolazione locale ma esportata", ha denunciato sulle pagine di un giornale locale, The Desert Sun, David Luker, direttore della Desert Water Agency.

Il problema, tuttavia, nasce dal fatto che nella riserva, quella degli indiani Morongo, né lo Stato della California, né il Governo federale americano hanno giurisdizione. Tanto che non si riesce a sapere nemmeno quanta acqua Nestlé estragga, come pure sono ignoti i termini del contratto che, dal 2002 e fino al 2027, lega il colosso elvetico ai pellerosse.

"Noi - si è limitata a comunicare Nestlé - portiamo avanti i nostri affari in maniera responsabile, dal punto di vista ambientale, preoccupandoci di evitare dispersione di acqua e di energia". Fatto sta che è dal 2009 che le due parti, Nestlé e indiani Morongo, si rifiutano di indicare la quantità di acqua pompata nella riserva. Resta il fatto che quello dell'acqua in bottiglia è un business colossale, per il gigante svizzero, che ne deriva un giro d'affari di circa 8 miliardi di euro all'anno.
Va detto, in effetti, che in quel settore Nestlé è diventata una sorta di monopolista potendo esibire, oltre alla citata Pure Life, marchi come Perrier, Vittel e San Pellegrino. La storia di questo mega-affare è stata raccontata da un regista svizzero, Urs Schnell, nel documentario."Bottled Life", premiato lo scorso anno a Berlino…
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Anche i “nativi” si sono fatti furbi? Naa. Si sono solo “adattati” ed in questo dimostrano il loro grado di dipendenza dall’(Anti)Sistema. Esci dai luoghi comuni...
Banco Espirito Santo, crisi senza fine.
La famiglia "onnipotente" fuori dall'istituto.
Esposizioni più alte del dichiarato nelle holding lussemburghesi. Mistificazioni contabili che ora vengono a galla. Così il Bes rischia il crac e la famiglia un tempo "padrona di tutto" molla la presa dell'istituto che ha fondato, tenuta negli ultimi 23 anni dal controverso Ricardo Salgado. Il consigliere di Stato Vitor Bento, imposto dalla Banca centrale, potrebbe vedersi costretto a varare un aumento di capitale da 2 miliardi…
Con l'arrivo di Bento ai vertici dell'istituto, si chiude definitivamente la lunga tappa - 23 anni - di gestione dell'ultimo esponente del "clan" Espirito Santo, il controverso Ricardo Salgado, la cui uscita di scena coincide con la pubblicazione di un polemico libro di due giornaliste del Jornal de Negócios, Maria Joao Gago e Maria Joao Babo:
"O último banqueiro" sminuzza un personaggio conosciuto come "dono disto tudo" (il padrone di tutto questo), pronipote del fondatore del Bes, che prese il timone del Bes nel 1991, quando la famiglia, espropriata ai tempi della rivoluzione dei garofani e costretta all'esilio dopo aver appoggiato senza alcuno scrupolo la dittatura di Salazar, rientrò in patria grazie ai buoni uffici di Mario Soares e recuperò un ruolo di primissimo piano nell'economia portoghese
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Il Far West; la storia (deviata) si (ri)pete e l’Italia è un esempio fulgido anche in tal senso.
Il concetto di "austerity" tanto di moda al giorno d'oggi, ad esempio, non è affatto una novità neanche per l'Italia.
Domenica. 16 febbraio 1992.
Possibile risanare la finanza pubblica.
"Quest'anno però non andate in vacanza al Bomeo".
Carli: meno lussi, siamo europei Sarà quasi un’'altra "austerity".
La parola fatale, "austerità", non ha voluto pronunciarla neanche stavolta. Ma agli italiani, un drastico richiamo ai "sacrifici", per piccoli che siano, Guido Carli ieri l'ha lanciato.
La finanza pubblica dissestata è anche affar vostro, oltre che nostro, ha detto in sostanza ai cittadini, alla gente comune, il ministro del Tesoro. Noi politici, noi governanti, dobbiamo fare molto per tenere l'Italia in Europa. Ma anche al signor Rossi toccherà d'ora in avanti la sua porzione di rinunce:
la parola d'ordine sarà "tagliare i consumi".
Una platea atipica, quella scelta da Carli per il suo "monito". Il ministro era a Milano per l'inaugurazione del nuovo Parco biomedico sorto accanto all'ospedale San Raffaele, un ospedale privato assai efficiente, un simbolo tangibile dei successi che può mietere "l'Italia che lavora" e che s'impegna.
E Carli ha approfittato dell'occasione:
"Non basta ridurre la spesa pubblica, dirottarla su differenti fini, bisogna che tutti, imprenditori, finanzieri, professionisti, casalinghe, tutti i cittadini portino il loro contributo". Questo non significa che agli italiani toccheranno sacrifici improponibili, basterà solo una piccola riduzione nei consumi privati. All'estero gli albergatori con cui parlo mi dicono che i clienti migliori sono gli italiani. Ebbene io esorto:
non sentitevi menomati nel prestigio, se per un anno rinunciate ad andare in vacanza nel Borneo per il solito corso di sopravvivenza».
Come dire: il vero corso di sopravvivenza facciamocelo qui, a casa.
Ce lo chiede il bilancio dello Stato, ce lo chiede la porta stretta che bisogna varcare per entrare in Europa. E ancora, sul punto di lasciare la riunione, Carli ha ribadito, a scanso di equivoci:
"Bisogna smetterla di consumare in lungo e in largo. Basterebbe un piccolo freno ai consumi, per rimettere in linea il Paese".
Poi un "incoraggiamento":
"Il nostro livello di consumi privati è assai elevato e non è necessario comprimerlo in maniera insostenibile". Sacrifici, dunque; ma perché?
"Il nostro Paese - ha spiegato Carli - ha accettato, per restare in Europa, dei vincoli non imposti dall'esterno ma decisi coscientemente e democraticamente; l'impegno è di assumere comportamenti che favoriscano il riequilibrio e il progresso della nostra economia. Lo sforzo richiesto da parte di tutti sarà concentrato fra il 1992 e il '94 e si compirà in un periodo congiunturale non favorevole. L'economia italiana però - ha aggiunto il ministro - dispone dei margini per esprimere le risorse da destinare al risanamento"…
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Gente che parla/impone e poi… “passa”, (ri)lasciando dietro di sé una scia di tossicità ambientale, che (ri)specchia il potere apparente di un grado culturale (s)vuotato dall’interno, ossia, (ri)programmato.

Ciò che si genera, in/di conseguenza, non è mai frutto del caso.
Se l’Italia (il Mondo) è messo così, è perché deve essere così. È una intenzione sottile, un “marchio di origine controllata”.
Il discorso del 1992 è di una “modernità” disarmante e lo è anche qualsiasi discorso, in tema, emanato in qualsiasi decade precedente.
Perché il “modello” è sempre lo stesso.
Quel “secondo”, che viene aggiunto, (ri)sulta frattalmente la tua “tomba”.

Esso testimonia la valenza del potere che ti amministra in lungo ed in largo per il Tempo, che credi solo sequenziale.
Esiste un minuto di 61 secondi? Assolutamente, sì. Non solo, potrebbe esistere anche un minuto di 59 secondi.


Che ne dice la tua “coerenza”? Sei certamente votato alla causa scientifica, vero? Per cui, la tua coerenza è duttile e malleabile ma… filtra preventivamente la fonte che ti raggiunge.

La tua è, allora, una coerenza… coerente al livello di polarizzazione 3d, che “respiri”. Mentre "vivi" le attuali 3d ti "corrodono", per questo era tanto "bollito" Andreotti, e per questo generalmente "si muore" (corrosione ed abitudine o, chissà, abitudine alla corrosione/corrosione per abitudine)...
Se ci pensi la (ri)trovi ancora anche “lì” (nell'atto di... pensare). Allora… evita di pensare e limitati solo all’accorgerti. Poi, collega questa tua osservazione alla logica frattale ma, prima, impara a “crederci”.
Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero.
Giulio Cesare
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com 


2 commenti:

  1. Ciao Davide, le tue analisi sono sempre più impietose ... se la logica ha un senso direi che alla fine (dopo aver letto tutti i tuoi post) qui nelle 3D non abbiamo scampo (e probabilmente neanche la morte fisica ci libera dalle catene) per cui bisogna per forza "credere" in un "esterno" dove la logica sia finalmente diversa ...
    Cristiano

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    1. Caro Cristiano, si deve passare attraverso la propria "totalità". E la si ottiene solo vivendo in un (Anti)Sistema totale. Il "muscolo" va allenato e solo così... risponde. Se cambi frequenza tramite telecomando, la televisione cambia canale. Se questa tecnologia è talmente avanzata da essere nell'aria e tu, con il tuo pensiero, agisci sulle "cose", allora cosa sei? Dio? Naa... sei un'altra versione di te, molto più consapevole. Alla fine sei ancora qua ma il qua è cambiato mentre cambiavi tu. Esci dalla solita e consueta logica. C'è altro. La scienza fa finta di nulla ma è troppo intelligente per non essersi accorta anch'essa di ciò! Nel mondo ma non del mondo...
      Alla via così.
      Ti ringrazio.
      Abbraccio e serenità

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