venerdì 11 luglio 2014

La filosofia dell'amaro in bocca.


La disfatta del Brasile ai Mondiali spinge la Borsa di San Paolo.
Il Bovespa a San Paolo ha guadagnato l'1,8% a 54.592,75 punti…
Gli investitori scommettono che la disfatta del Brasile ai Campionati Mondiali di Calcio abbia ridotto le possibilità di rielezione della presidente Dilma Rousseff…
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Un "investitore scommette"? Ad un certo livello... va sempre sul sicuro!
Secondo quale “filosofia”, una qualsiasi notizia viene (ri)assunta, in maniera tale da… muovere il Mercato? E… in tutti quei casi in cui il Mercato è la società stessa, chi, cosa, come,  perché… influenza il vivere cittadino, dal più grande ambito al più infinitesimo anfratto individuale?
I “legami” obbligano in solido al pagamento di un vincolo energetico, che non si ferma all’ovvio, all’emerso, così come – d’altronde – lo è la natura stessa del legame – sempre e mai del tutto precisata ed imprecisabile.
Del resto, chi può dire con assoluta certezza da dove derivi ciò che “oggi è alla moda”? 
"Moda" che non sempre corrisponde ad un “godimento”, bensì, piuttosto e sempre più frequentemente ad un moto vettore immanifesto e non/relativo (estraneo) ad una propria intenzione.
Insomma, ciò che viene (ri)versato e (ri)servato alla società... in qualità di “libero cittadino”… il cittadino prende “liberamente” e direttamente in carico.
La tassa è, a tal esempio, il miglior frattale grazie al quale poter dipanare la matassa, altrimenti non meglio precisabile, del “carico, legame, vincolo, obbligo” fatto passare per “altro” (evoluzione, sacrificio, onere e diritto, prezzo per il proprio agio, salute, lavoro, benessere, etc.).

Chi si augura un inasprimento fiscale, seppure derivante dalla “promessa chimerica del progresso”? Anche tra coloro che hanno grandi quantità di denaro, il pagamento delle tasse non è mai visto come “giusto/gradito” e quasi mai il balzello è onorato con senso di responsabilità e di… "gioia".

Naa. Questo avviene in un altro Mondo. Non in questo!

Forse, qualcosa lo si può respirare leggendo pagine epiche di una certa storia lontana e, probabilmente, “falsa”.
Nel mito esiste qualcosa di depurato da tutto? Nell’attuale realtà 3d, nemmeno il mito è esente da infiltrazioni del medesimo tipo di potere che “filosofeggia amaramente indisturbato da sempre”.


C’è dunque da chiedersi quale tipo di valenza occorra attribuire ad espressioni di (ri)porto simili:
la Filosofia è il dono del dio alla città - così Platone nel Timeo – “oltre la filosofia non venne mai bene maggiore, né mai verrà, al genere mortale, come dono elargito dagli dei” (Timeo, 47b)…
Il “dono” è qualcosa che se proviene da un ambito “totale” non ha mai in sé l’autentico carattere del “dono”. Ma, in verità, ha sempre e solo un carattere sottile, che persegue l’orma del piede che schiaccia senza per questo, mai apparire alla luce del Sole. Impronta velata sempre d’altro e, nella fattispecie, appunto, di… valenza di un dono.
La memoria va, immediatamente, al famoso “Cavallo di Troia” e a tutte le proprie (co)valenze e legami strategici (esito finale)…
In Borsa, ad esempio, ogni notizia viene accolta o… pre-parata (anticipata, prevista) non tanto in funzione della propria valenza/carico immediato, quanto, piuttosto, in funzione della (re)azione della Massa degli “Investitori”, dalla quale (ri)cavare sempre il proprio indiretto “obolo quotidiano” (mensa).
La notizia, una volta (de)liberata e liberata dai Media, viene lavorata dalle Borse in maniera tale da (1) tagliare fuori la speculazione Massiva (2) (ri)cavare guadagno subito e poi, dribblando costantemente il flusso di pensiero ordinario.
Tu vendi, il prezzo sale.
Ti correggi, allora.
Tu compri, il prezzo scende.

Cioè: hai visto giusto ma, chissà perché, la (re)azione del Mercato ti va sempre contro. Ossia, qualcuno ti conosce molto bene e ti prepara sempre quella logica accoglienza, che deriva dall’essere legati al medesimo potere, che mangia nel tuo piatto senza che tu lo sappia e senza che tu possa fare qualcosa di sensato per farlo smettere. Perché le tue dipendenze non te lo permettono
Il cemento è stato (ri)versato direttamente in te e… indovina chi è il responsabile di una simile “colata”? Ancora te stesso.
Indirettamente e senza mai capirlo a fondo.
Perché? Perché la prospettiva dalla quale “guardi” è sempre costantemente “in ritardo o in anticipo” (ri)spetto al flusso ordinario che respiri (raffinato da una presenza secolare che ormai scambi per normale “aria”).

Ok? Sssè...


Il Mercato (ri)flette frattalmente quello che “ti accade” in qualsiasi altro ambito della tua esistenza. Nulla avviene a caso.
Al livello frattale, l’accaduto parla sempre una lingua coerente. Una lingua, però, sconosciuta oppure che non si capisce più.
È questo (Edipo a Colono) un dramma eminentemente religioso, una esposizione in qualche modo delle credenze dei Greci e dei loro Dei, che serve di corollario ai drammi precedenti, nei quali predominano sempre i pensieri morali, fondati sopra un principio religioso, dacchè il poeta attribuisce costantemente alla volontà divina la riuscita finale dell'attività umana
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La “volontà divina”: ti fai bastare - ancora oggi - questo "palliativo" per la tua coscienza imbrigliata in queste 3d?

Lo sai che per la mente non fa differenza, vero? La mente non distingue tra fantasia, vero, falso, solido o immateriale: la mente tritura tutto e concretizza, dall’altra parte, degli interi Mondi basati sull’imprinting (ri)cevuto.
Tutto ti mantiene qua, in questa “forma”
Chi mandi al potere politico... diventa qualcosa d’altro, non appena incarna quel potere, seppure apparente, anche se dotato di un autentico maggiore potere rispetto a te.
Ossia, tu voti ed esprimi la tua “preferenza”, tanto poi succede sempre altro anche in quelle persone che ti (ri)sultavano inattaccabili per altezza morale e predisposizione d’animo.
“Non sono cattiva. È che mi disegnano così”
Tu sei “disegnato così”. Lo so. Lo so. È difficile che te ne possa fare una ragione, nell’epoca della “ragione”
Sipario...
Sarebbe come ammettere che la Terra non è il centro del Sistema Solare. Hey! Ma la Terra non è al centro del Sistema Solare…
Davvero? Mhm… si sbagliano.
Infatti, la Terra non è al centro ma è il “centro”. Ok?
See… e il tuo ego dove lo metti?
Bah. Non lo prendo nemmeno in considerazione.
Perché?
Perché se lo prendessi in considerazione, dovrei ammettere che non sono Io il vero “Io”.
Quindi lo lasci da parte facendo finta di nulla, pur… “sapendo”?
Sì. Anche se in fondo io non so ma… solo mi limito ad intuire. Per cui…
Non vale!
Già. Non… vale.
Perdona questa improvvisazione di sceneggiatura teatrale. Mi è venuta così. Oibò!

Di cosa ti “nutri” mentre altri si nutrono di te? Lo puoi desumere dalla “catena alimentare” che l’umano pensa costruita solo per “farlo mangiare”
In realtà, l’umano mangia l’animale per inglobare sostanze che potrebbe direttamente “fare sue” nutrendosi direttamente dei "principi attivi". 
Ad esempio, per maturare la convinzione di assumere il tal “beneficio”, non esiti a mangiare la carne del tal animale, solo perché si è nutrito della tal “erba” (lo dice la pubblicità).
Non fai prima, allora, a nutrirti direttamente di “erba”?
No, vero? E sai perché? Perché è più saporito nutrirti dell’animale, che ha già lavorato per te brucando l’erba, piuttosto che mangiare direttamente l’insapore erba.

Buono. Cattivo. A questo si (ri)duce la tua “scelta” o preferenza… Tutto il resto non conta nulla.

Cosa ti muove, allora, nelle tue “scelte”?
Cosa, ancora, ti inventi o, meglio, respiri… al fine di continuare imperterrito a nutrirti secondo “buona” tradizione?
E, cosa più centrale, chi si nutre del tuo “lavoro”, a sua volta? Oppure credi davvero seriamente che la “catena alimentare” si conclude ed esiste al di fuori di te? Lasciandoti "fuori"...

Come al solito, tu non vedi nè la provenienza né la prosecuzione di qualsiasi fenomeno. Guardi dal buco della serratura, senza nemmeno utilizzare la proprietà frattale dell’energia, e pretendi di avere capito tutto. Giudichi invece di metterti davvero nella condizione prospettica di “comprendere”…
Il (ri)sultato è, allora, questo Mondo, del quale – poi – paradossalmente… ti lamenti.
Ricorda sempre che anche i “ricchi piangono”. Il denaro aiuta ma non ti libera.
Chi ha più da perdere è sempre e solo il “ricco”.
Per questo motivo tende a compiere pressioni sul sistema legislativo, politico, finanziario, al fine di poter pagare “meno”, vorticando dentro ad un vortice auto corrosivo dal quale diventa via via sempre più arduo anche il solo (ri)cordare dove sia l’uscita e come si sia entrati

Hai voglia a filosofeggiare, poi.
Le “belle parole” incoraggiano a “proseguire” ma, lungo quale direzione?
Le “brutte parole”, ad esempio… quelle di SPS, incoraggiano a “cambiare direzione”. Per questo SPS “non esiste” a livello di “moda”… pur continuando a battere il tam tam da cinque anni cinque… ogni santo giorno.
E, allora, continua a nutrirti come al solito:
di “bacche” predigerite da animali, che sfrutti anche in questo modo. Il tutto in virtù di quel buon sapore/gusto.
Ma sappi che… “tutto (ri)torna”. Quando una nave affonda trascina tutto dietro alla propria “forza inabissante”. Chi/cosa, allora, sta “affondando”? Tu o qualcosa che non (ri)levi?

Tu segui o tu apri la via? In qualsiasi caso, secondo il pensiero comune, esiste sempre un Dio a (1) decidere per te (2) mandarti nel posto giusto al momento giusto… per cui (3) tu “segui” sempre a questo volere, a questa intenzione non scritta, non manifesta se non in tutto quello che “ti accade”.
Per quanto Tempo ancora vuoi mantenere attiva la tua (s)vendita?
Per quanto Tempo ancora la “carrozza” andrà avanti con te dentro addormentato? Chi la guida? Chi la muove? E con quale forza/energia?

Tu sei veramente addormentato o, piuttosto, lavori come uno schiavo senza saperlo o sapendolo ma senza mai agganciare un simile concetto alla sua/tua più naturale “sede”?

Quindi, sulla “carrozza” tu paghi per salire e poi non ti godi nemmeno il viaggio... ma lavori ai remi/pedali al fine di mandarla avanti tradizionalmente quando, invece, potresti scendere e spenderti in altra maniera.
Il bisogno della Filosofia si esprime… come nostalgia per un discorso che si prenda cura del senso, che apra la coscienza alla frequentazione di sé e alla composizione dei legami comunitari. È l’esperienza del legame infatti che rende liberi, che consente a ciascuno di trovare il proprio posto nella città.
Libero è infatti chi ha legami, responsabilità verso gli altri, obblighi verso la comunità nella quale vive. Aristotele definisce lo schiavo (Politica, Etiche) come colui che non ha legami, che non ha un proprio posto nella città e che per conseguenza può essere utilizzato da altri e in diversi modi.
Nella nostra società i legami sono vissuti spesso come un impedimento, una costrizione, come una limitazione della libertà, e l’essere autonomi, non dipendenti, viene esaltato come un elemento di forza, e di dominio di sé, del proprio ambiente, del proprio corpo, degli altri. Questa esasperazione dei valori dell’individualismo e del dominio – dominio che è controllo e potere – non può che asservirci ad una visione del mondo secondo la quale la libertà è illimitata, assoluta. Ma ai limiti del nostro destino umano noi invece non possiamo sfuggire, ed è proprio l’indigenza della condizione umana che rende, secondo Aristotele, tutti gli uomini filosofi, che li destina per natura ad essere interpreti, a porre domande e ad elaborare risposte, a discorrere attorno alla verità. 
Il filosofare è così in primo luogo una pratica discorsiva e un genere letterario. La Filosofia tesse trame, getta ponti tra le cose e l’abisso, ed attraverso mille peripezie – i miti, la divinazione, la poesia – costruisce narrazioni che aspirano ad un fondamento, elabora argomenti persuasivi, architetta sistemi imponenti, luoghi ospitali per le cose e volti per gli enigmi. Ma filosofare significa anche condurre una vita filosofica e fornire all’esistenza il fondamento del bene e della felicità… 
Testimoniare con la propria vita una differenza:
è questo che fa della vita del filosofo un’esistenza esemplare…
Nel Teeteto, Platone dice che la filosofia ha origine dalla meraviglia
Al cospetto dell’universale divenire – dice il protagonista del dialogo "io mi trovo straordinariamente pieno di meraviglia, e qualche volta, quando mi fisso a guardare con attenzione queste ‘apparenze’, ho le vertigini" (Teeteto, 155). La risposta di Socrate suona così, quasi una definizione:
"è proprio del filosofo quello che tu provi, l’essere pieno di meraviglia:
il cominciamento della filosofia non è altro che questo". 
Il filosofare ha dunque origine dalla meraviglia, dallo stupore che ‘sospende’ la visione ordinaria, la certezza abituale della persistenza delle cose, della loro stabilità, considerata come ovvia dalla coscienza oggettivante, che separa le apparenze dal mistero della loro provenienza e della loro destinazione,  rendendole piatte ed estranee al senso del mondo. 
Di fronte al grande teatro dell’apparire e scomparire delle cose, lo sguardo si riempie di stupore solo se resta ingenuo, come lo sguardo del bambino, che non si conforma ai ‘luoghi comuni’ del vedere - all’arroganza del presente che guarda con sufficienza all’imperfezione del passato, o alla superbia della scienza moderna che deride il domandare sempre identico della Filosofia
Quello meravigliato del filosofo è piuttosto uno sguardo che indugia, aprendosi a dimensioni non ordinarie, uno sguardo inaugurale che cerca di scorgere, come per la prima volta, ciò che si sottrae, ciò che eccede ogni interpretazione.
Accogliendo la sollecitazione platonica, anche Aristotele pensa che gli uomini abbiano cominciato a filosofare a causa della meraviglia, e che solo nell’orizzonte dischiuso dalla meraviglia, la disposizione alla Filosofia possa dare frutti, possa germogliare come ricerca, che è la via che accomuna tutti gli uomini ed è anche la meta comune. 
 
Chi prova meraviglia riconosce di non sapere e cerca di liberarsi dall’ignoranza:
la Filosofia non persegue altro scopo che quello di cercare la verità, è una ‘scienza per sé’ – possiamo dire ancora con Aristotele – non si prefigge alcun fine al di fuori di sé stessa, e in questo modo si sottrae del tutto all’orizzonte dell’utile, del risultato.
La Filosofia è il dono del dio alla città - così Platone nel Timeo - "oltre la filosofia non venne mai bene maggiore, né mai verrà, al genere mortale, come dono elargito dagli dei" (Timeo, 47b).
Filosofo è colui che traduce il ricercare la verità in un fare disinteressato, in un agire gratuito, che modella la vita e pungola anche gli altri alla ricerca. 
Filosofare è dunque qualcosa di inutile, e perciò di indispensabile – come la letteratura o la poesia – come tutto ciò che non ha prezzo, che non è valutabile, non serve, e per conseguenza non è servile.
Proprio per questo è imprescindibile e porta nel mondo la grazia della gratuità...
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Le “belle parole” pronunciate secondo convenzione (ri)empiono la tua area di un volume ingombrante. Potresti anche soffocare per cotanta presenza. Eppure… non accade mai nella maniera che porrebbe in evidenza l’artifizio. Naa. La Vita deve (ri)sultare sufficientemente auto convincente. Tu devi vivere sempre più a lungo rispetto ad un certo recente passato. Tu devi maturare la sensazione convincente che la società evolve e che, dunque, procede secondo una via sensata, perlomeno dal punto prospettico del tuo grado egoico, incarnato nel fattore cardinale della tua sopravvivenza sopra ad ogni altro fattore.
La “meraviglia, dalla quale nasce la filosofia” è già propria del bimbo. Ergo, il bimbo è un… filosofo nato. Perché, allora, la capacità di "intendere e volere" la si acquista solo “dopo”?
Perché in quel lasso di Tempo, il “filosofo nato” smette di esserlo... proprio per via della capacità (Anti)Sistemica delle attuali 3d  di “spegnerlo in loco, dentro e fuori” e (ri)programmarlo.
A questo serve l’attuale "forma" della società: 
a (ri)chiamare l’incarnazione, ad attenderla per poi intrattenerla attraverso il proprio consumo sacrificale ed incantesimale…
Questo “giro continuo” mantiene in Vita un motore che, con estrema evidenza frattale, … si nutre di ogni esistenza 3d.
I legami è meglio non averli con un “cannibale” simile… la filosofia espressa nei sui cardini storici e deviati, (ri)portati dai cloni moderni… è meglio lasciarla perdere, seppure qualcosa di buono/vero è sempre presente dappertutto ed in ogni caso (estrazione per raffinazione frattale).
Vuoi un esempio a livello di Analogia Frattale? Ecco l’esistenza dei legami anche quando sembrano non esserci, anche quando la divisione apparente (ideologica, politica, religiosa, finanziaria, etc.) lo ammette solo per valido e puro intrattenimento nel “vortice”.
Coldiretti: in Friuli distrutto campo coltivato a mais Ogm.
In Friuli è stato distrutto il primo campo di mais Ogm coltivato illegalmente, per evitare il rischio di contaminazione.
Lo ha annunciato oggi a Roma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo,  per il quale “le leggi vanno fatte rispettare, anche in considerazione del fatto che 8 italiani su dieci (76 per cento) si oppongono al biotech”.
Chi semina e coltiva Ogm in campo rischia da 6 mesi a tre anni di reclusione e una multa da 10 mila a 30 mila euro, oltre a dover rimuovere a proprie spese le coltivazioni geneticamente modificate e a dover affrontare possibili riparazioni, ad esempio a risarcimento del danno apportato dalla contaminazione dei campi biologici vicini…
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Tutto ok, allora? Per nulla, perchè... una volta sistemato l’apparato apparente della continuazione convenzionale dell’aria che respiri e che (ri)elabori in funzione del programma inconscio che hai “dentro di te”… a quel punto non fermi tuttavia la “contaminazione” a livello di legami, che continua l’opera sotto alla superficie, trattata in maniera tale da distogliere la tua più viva presenza consapevole.

Il campo Ogm in questione ha ormai intaccato, a livello di contaminante, i campi del circondario. Il fenomeno è partito e non lo puoi più fermare, perché utilizza le proprietà virali dell’ambiente, messe a punto nel corso dei millenni dal grado naturale della sopravvivenza dell'ecosistema terrestre (sistema immunitario). 
La biodiversità prende in esame la nuova presenza Ogm e la preserva come da programmae, qualcuno lo sa molto bene, approfittandosi strategicamente della situazione.
A livello di "superficie", a te direttamente (ri)servata, nel tessuto sociale di appartenenza, non serve a nulla che in seguito (con un certo puntuale ritardo) le Autorità legiferino in maniera sensata. Ad un certo punto non si può più (ri)tornare indietro, soprattutto, quando sono le terre, i campi stranieri e lontani da te, anche migliaia e migliaia di chilometri, ad essere già stati inondati ed invasi. L’atmosfera di prende l’onere della (re)distribuzione paritaria di tutto quello che entra in circolo. Nessuna legge umana ha poi la potenza di intervenire nei processi Planetari, che agiscono come automi programmati da una visione cieca, oppure troppo ottimistica delle (ri)combinazioni di potere esistenti in loco.

In effetti…
Clima: gli effetti dell’inquinamento in Asia arrivano anche negli Usa.
L’inquinamento atmosferico delle metropoli asiatiche è destinato ad avere ripercussioni anche dall’altra parte dell’Oceano pacifico, portando uno strano clima invernale in America del Nord.
La ragione è che lo smog ha effetti diretti sulla formazione di tempeste oceaniche sul Pacifico, cosa che influisce sul clima globale e in particolare sull’emisfero settentrionale al di là dell’oceano. A dare l’allarme sono i risultati di una ricerca decennale appena pubblicata dalla Proceedings of the National Academy of Sciences(PNAS), la storica rivista dell’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti.
Un team di esperti del Texas, della California e dello Stato di Washington, ha scoperto che l’inquinamento proveniente dall’Asia porta cicloni più intensi, maggiori precipitazioni e correnti di aria calda verso il Polo nord. Secondo i dati diffusi dall’ambasciata americana a Pechino, nella capitale cinese a gennaio l’inquinamento atmosferico era 18 volte più alto dei livelli massimi indicati dall’organizzazione mondiale della salute.
Ma il problema non riguarda solo la Cina. Un’indagine di Yale e Columbia University ha rilevato che lo smog a Nuova Delhi, in India, è addirittura peggiore.
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La Cina esporta inquinamento negli Usa.
Lo rivela uno studio secondo il quale gli agenti inquinanti arriverebbero sulla West Coast trasportati dai forti venti…
Se Los Angeles è la metropoli con il più alto tasso di inquinamento dell'aria degli Usa è anche colpa della Cina. In un mondo globalizzato, anche le polveri, il carbone e gli altri agenti inquinanti si spostano con facilità da un continente all'altro, sono "messi in comune", diventano un fattore globale. Ma, con la loro produzione industriale, con le delocalizzazioni delle imprese occidentali, se non aiutano i californiani a respirare meglio, i cinesi almeno "salvano" gli americani della East Coast dall'essere prigionieri di una più asfissiante cappa di smog.
L'esportazione dell'inquinamento.
Questi sono in sintesi i risultati di una ricerca scientifica condotta in tre paesi da un gruppo di esperti e pubblicata dalla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Science. Lo scopo di questo studio era capire quali fossero gli effetti sull'ambiente delle economie interconnesse e, in particolare, quale fosse la quantità di inquinamento esportata dalla Cina verso l'America, insieme ai prodotti che le industrie che si trovano sul territorio cinese mandano sul mercato statunitense

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E ancora…
L'acqua radioattiva di Fukushima sta arrivando in California
L'acqua radioattiva che fuoriesce dalla centrale nucleare di Fukushima, distrutta dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo 2011, entro il 2014 arriverà a toccare le coste degli Stati Uniti. Il disastro nucleare giapponese è ormai un guaio per tutti e il Governo è costretto, finalmente, a intervenire.

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La legge del contrappasso.
Usando un modello scientifico di calcolo chiamato 'Geos-Chem', gli studiosi hanno concluso che nel 2006 la concentrazione di solfati negli Usa occidentali è aumentata del 2% così come la presenza di ozono e monossido di carbonio, per effetto diretto della produzione cinese.
Il rapporto calcola anche che la produzione esclusivamente per l'esportazione negli Usa abbia avuto un impatto sulla qualità dell'aria cinese:
contribuendo al 7.4% delle emissioni di diossido di sulfuro e al 4.6% di monossido di carbonio.
Alla fine quindi, sembra quasi che a restituire agli Stati Uniti l'inquinamento prodotto in Cina sia stata la legge del contrappasso
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La “Legge del Contrappasso” non è un flagello di origine punitiva divina. È solo un fenomeno di (ri)frazione dell’operato di ogni essere vivente.
Semina vento e raccoglierai tempesta.
Vero?
Non esiste un Giove Vendicatore, bensì, un insieme di sette miliardi di esseri viventi, che dominano la scena e che, d’insieme, generano degli effetti globali ben definiti ma, tuttavia, sfuggevoli per via della (ri)duzione di portata prospettica dal quale gli individui, uno per uno, (ri)assumono quello che “fanno”…
Il frattale di quello che fai è, ad esempio, dentro a tutto quello che l’utente compra, senza che quest’ultimo lo sappia per inciso. L’utente, il consumatore, legge della tal notizia ma poi dimentica in fretta, continuando a comprare senza alternativa apparente.
La portata di questo “contrappasso” si diffonde per osmosi a tutto ciò che (ri)guarda la dimensione umana, andando a finire anche nel recipiente spirituale, come ogni buon sistema fluviale testimonia a pieno anche nelle 3d.
Le sorgenti scaricano infine negli oceani tutto il loro arricchimento avvenuto lungo il cammino. Gli oceani (ri)elaborano e contengono, (ri)tornando a generare vapore acqueo, che alimenta i sistemi nuvolosi, i quali (ri)producono le piogge, che alimentano i sistemi fluviali e le sorgenti stesse, che non esistono quindi per volere divino e non provengono dal “nulla”.
Quando compri qualcosa… “dentro” (nel prezzo) ci sono anche quelle componenti che (ri)sarciscono gli “altri” (gli “autori) per lo sforzo del proprio “lavoro”.
Qualcosa, questo, che rassomiglia molto a quel “peccato originale” che, tanto per fare un esempio, sembra trasmettersi da generazione in generazione… anche se del tutto privo del significato a cui sei abituato a pensare, anche se non “credente” (semplicemente, lo tieni in considerazione, lo conosci).
Anche il “debito” è qualcosa che "segue" (testimone), che viene portato appresso in maniera sottile, tuttavia, estremamente solida in termini di deviazioni e di impedimenti lungo la via della propria auto realizzazione secondo intenzione, passione, centralità e presenza sovrana (zavorra).

Equo compenso, tutti i rincari per smartphone, tablet, pc, tv e hard disk.
Ecco le nuove tariffe e i sovrapprezzi che i consumatori dovranno pagare alla Siae.
Cinque euro e 20 centesimi di equo compenso per acquistare uno smartphone, quattro per un televisore, fino a 9 euro per le chiavette Usb. E poi fino a 32,20 euro per ogni hard disk, 5,2 per un personal computer. Come ha spiegato il Sole 24 Ore, sono questi gli effetti delle nuove tabelle sull’equo compenso per copia privata, dopo un decreto del ministero dei Beni Culturali (firmato lo scorso 20 giugno dal ministro Dario Franceschini) che dovrebbe essere pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale...
 
Come chiarisce il quotidiano "La Repubblica", l’equo compenso – previsto dal 2003 – è dovuto ai detentori di diritto d’autore: 
si applica per i dispositivi che contengono una memoria, per coprire la possibilità degli utenti di fare una “copia privata”. Il pagamento del compenso grava su supporti e apparecchi...
Con le nuove tariffe, anticipate da Digital Day, è previsto un raddoppio dei costi...
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A parole e anche per “filosofia” gli umani sono capaci di vendere molto bene i propri “prodotti”, da chi avranno preso? He. He. He…
Sceicchi disposti a portare capitali in Italia se il mercato diventa “halal”.
"La finanza e i capitali islamici sono pronti a portare fuori dalla crisi l’Europa" e in "particolare l’Italia", purchè i Paesi seguano, nella "produzione, nella logistica e nella commercializzazione", gli standard Halal (in arabo ‘conformè, ndr), ovvero consoni ai precetti della Sharia, la legge che stabilisce cosa è lecito o proibito per un musulmano
È questo il messaggio dell’ultima giornata del World Halal food council (Whfc), a Roma dal 26 marzo. L’evento, organizzato dalla sezione italiana di Halal International Autority (Hia), l’unico organismo riconosciuto per la certificazione di qualità dei prodotti secondo gli standard islamici, ha radunato per la prima volta in Italia i rappresentanti dei 57 Stati islamici dell’Organization for Islamic Cooperation (Oic)
"Siamo disponibili – spiega all’Ansa lo sceicco saudita Fahah Alared, membro del Comitato per la islamizzazione delle banche – a investire in Italia che vogliamo diventi l’hub del mercato Halal nel Mediterraneo". Un mercato da "tremila miliardi l’anno, in crescita del 15% ogni anno, che raggiunge due miliardi di musulmani"...
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Ḥalāl… è una parola araba che significa "lecito".
In Occidente si riferisce principalmente al cibo preparato in modo accettabile per la legge islamica. In arabo la parola intende tutto ciò che è permesso secondo l'Islam, in contrasto a ciò che è harām, proibito. Il concetto include dunque il comportamento, il modo di parlare, l'abbigliamento, la condotta e le norme in materia di alimentazione.
I musulmani di differenti regioni e appartenenti a diverse comunità islamiche non sono unanimemente concordi su ciò che va considerato "halāl"
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C’è davvero da “scompisciarsi”. Si fa di tutto per (ra)ggirare persino le proprie più nobili e sincere origini… perchè “gli affari sono affari” (interesse, dipendenza, sopravvivenza, paura, ricatto, intrattenimento)…
Ligue 1 - Platini: “No esclusioni da coppe per fair play finanziario”.
Il presidente dell’Uefa si esprime sull’annosa questione riguardante il fair play finanziario: non arriverà l’esclusione dalle Coppa, ma si prevedono pesanti sanzioni finanziarie...
Michel Platini parla del fair play finanziario voluto dalla Uefa in un'intervista rilasciata al quotidiano francese "Le Parisien". Il numero 1 della Confederazione del calcio europeo parla anche e soprattutto del Psg, uno dei club più ricchi del mondo che continua a investire e a spendere
"Diciamo che il modello economico del Psg è unico e atipico - osserva Platini -. Hanno un contratto innovativo con l'ufficio turistico del Qatar e questa è l'unica cosa che posso dire".
Il riferimento del numero 1 della Uefa è all'accordo che garantisce al club parigino introiti per 200 milioni di euro l'anno.
Platini si affida agli esperti in materia che dovranno stabilire se tutto è in regola e prosegue:
"Non si può dire che il Psg si muova ai limiti dei regolamenti, ho parlato con il presidente Nasser Al-Khelaifi e con Jean Claude Blanc e non è questo il loro spirito. Hanno scelto semplicemente un percorso per finanziare gli investimenti e raggiungere l'equilibrio. Se rispettano le regole del fair play finanziario? Non ne sono sicuro", dice Platini...
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Il riferimento del numero 1 della Uefa è all'accordo che garantisce al club parigino introiti per 200 milioni di euro l'anno
Platini si affida agli esperti in materia che dovranno stabilire se tutto è in regola 
Se rispettano le regole del fair play finanziario? Non ne sono sicuro.
Nasser Ghanim Al-Khelaïfi (Qatar, 12 novembre 1973) è un imprenditore ed ex tennista qatariota.
È l'attuale presidente della Federazione Qatariana di Tennis e vicepresidente della Federazione Asiatica di Tennis, e dal 2006 è stato il direttore di Al Jazeera Sports oltre ad essere l'attuale presidente del Paris Saint-Germain militante nella Ligue 1, carica che, negli ultimi anni, lo ha reso celebre a livello internazionale.
 
Presidenza del Paris Saint-Germain.

Nel 2011 viene acquistato il 70% del controllo del Paris Saint-Germain dalla Qatar Investment Authority e Nasser Al-Khelaïfi diventa ufficialmente l'azionista di maggioranza del club presentando un piano quinquennale con lo scopo di portare la squadra di Parigi in cima alla Francia e ai vertici internazionali del calcio…
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È Ḥalāl entrare nel Mondo del Calcio? Non c'è un poì troppo... "ego"?

Sì? No? Oppure… chi se ne importa?
Qualsiasi sia la tua risposta… sappi che “non conta nulla” sino a quando il Mondo del Calcio rimarrà una miniera a cielo aperto, per coloro che detengono i denari.
Come il miele attira gli… orsi (?), così il Calcio attira le… api (?).

Spiegare, poi, il perché sia Ḥalāl... (ri)entra in un ambito d’avvocatura, che nulla a che vedere con la purezza che aveva portato nel passato a decretare talune forme di “saggezza”, oggi, scambiate per un tanto al chilo per l’affare che più interessa:
quello che (per)mette di sedere ad un livello più alto del “lauto pranzo”, che offre l’umanità nel suo insieme non apparente. Luogo più alto, tuttavia, non tanto alto quanto serve per elevare alla posizione del Nucleo Primo (ovviamente).
Allora, il “buon appetito” è d’obbligo. Ma… augurato a chi/cosa?

La macellazione rituale (sia islamica che ebraica) viene pesantemente criticata da gruppi laici ed animalisti; motivo di contrasto sono le ulteriori ed inutili sofferenze causate agli animali, costretti a rimanere coscienti durante il proprio dissanguamento senza venire preventivamente storditi…
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Quale ampio frattale si attua in queste tremende parole:
costretti a rimanere coscienti durante il proprio dissanguamento…
 Beh... perlomeno la "società" viene regolarmente "stordita".
 
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com 


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