giovedì 2 gennaio 2014

Anno nuovo, vita vecchia.


 

Il modo di dire: "essere un arpagone" è assai comune nella lingua italiana; è descritta di seguito la sua origine e significato.
Cioè (essere) un avaro. Arpagone, protagonista de L'avaro di Moliere, è forse il più celebre avaro di tutta la letteratura. Avaro e avido, smanioso di arraffare.

D'altronde, come nome comune, arpagone era il rostro con cui una nave uncinava la nave nemica per l'arrembaggio…
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Questo è un clichè (matrice, stereotipo), come il famoso Mister Scrooge rappresenta in maniera altrettanto mirata. Una matrice è la derivazione d’uso di una abitudine e, contemporaneamente, la sua dima:
forma ed orma, coincidono.
Ma è nel definirle cronologicamente che, inevitabilmente, ci si perde. Perché? Perché “azione e reazione” non si distinguono più – nel Tempo, ossia… si vive costantemente nel dubbio, derivante dal binomio dubbio/certezza (status quo indefinito ed indefinibile) in cui si “è”: 
quello generato dal vortice, che esiste, senza più essere avvertito attraverso ciò che è rimasto a disposizione dell’individuo (sensi, logica, intuito).
È sufficiente un piccolo “vuoto/mancanza/rarità” (definito secondo la legge di Liebig), a cui ben presto ci si abitua per mancanza di alternativa e capacità sovrana decisionale, al fine di ingenerare/continuare/persistere nel/lungo il cammino "in movimento senza movimento", al di fuori di tutto quello che si agita all’interno del vortice di appartenenza (incantesimo, routine).
La “mancanza di base” è il dubbio tramite il quale tutto sfugge, rendendo quello che si “ha” come quello che si “è” e, per questo, attivando quella forma di magnetismo (su matrice di scarsità) che “ha/è” l’attaccamento su base d’avarizia.
 
La “certezza” derivante dalla presenza e dall’apporto della scienza deviata (e tutto ciò che ne consegue, essendo già se stessa una conseguenza di un “atto/vettore”, che la genera all’interno di un ecosistema preventivamente polarizzato)… è un qualcosa non già che modella ma che calma e mantiene il flusso della Massa, individuo per individuo, entro gli argini del preposto, del preferito.

È ormai sempre più chiaro, in SPS, che all’attuale scenario 3d manchi il protagonista principale, che non è Dio né il singolo individuo – a questo livello – bensì “che è” la formazione Centrale del Nucleo Primo

il cui dettaglio non trascurabile è il fatto, proprio, della “non apparenza fisica” all’interno di tutto quello che è il perimetro di riferimento, più appropriato, della dimensione fisica d’emersione del condensato energetico della (co)Creazione (come fumo inverso prodotto dai comignoli delle fucine creative).
Qualcosa che “semplificando” è umano, per quanto e come si può definire umano, l’umano che si crede di conoscere…
Occorre “comprendere/accorgersi” della miscellanea esistenziale, derivante dal mix di prospettive diverse, che generano effetti diversi, accomunati solamente da quella sorta di linea di demarcazione soggettiva, che s’incarna nel credo Massivo, in quanto punta della “bacchetta magica mediana” agitata indirettamente dal potere del Nucleo Primo, che ordina e precostituisce la rotta a cui è demandata la via Massiva nel suo insieme (ordinamento a raggiera/totale “senza fili”, che la tecnologia più moderna riconosce frattalmente, allo stesso modo, senza essere avvertita dalla Massa)…

Dunque: la sensazione individuale di “poter” scegliere la propria via attraverso il proprio “modo”, non ottiene effetto, per via della preferenza Massiva di aderire integralmente al moto vettore definito e pre masticato (moda, tendenza), proprio dall’ordinamento non apparente, in grado però di ordire i fili della realtà 3d attualizzata.
La “libertà attuale” ed il “libero arbitrio”, se ad un certo livello superiore ma rarefatto (non semplicemente comprensibile durante l’incarnazione), corrispondono all’esatto effetto della presenza in auto educazione del singolo individuo, ad un livello “inferiore” (di contenimento nelle 3d, durante la relativa esperienza) risentono della “non manifestazione, presente” del campo gravitazionale del Nucleo Primo, in grado di deviare ogni singolarità dal proprio libero cammino, dirigendola nel corrispettivo bacino di contenimento dello Scenario 3d attuale di riferimento, che il sistema di sbarramento evidente “diga/forma di contenimento” (vortice), applicato ai fluidi, nella fattispecie – l’acqua – che non è più libera di scorrere secondo “pendenza” (libertà di superficie al livello del suolo), dimostra alla perfezione (se un simile fenomeno viene osservato/inteso secondo il cardine della legge d’Analogia Frattale).
Per cui, si è liberi di “circolare” all’interno di recinti orditi e permessi da qualcosa che, nel dettaglio d’insieme, ha preferito strategicamente di non apparire, proprio come quella forma di Dio, che la religione ha preferito suggerire in luogo del vuoto inerziale, derivante dal vuoto apprente della schiera amministrativa/trice del Nucleo Primo.
Ma ciò che non si vede non significa che non esista. Altrimenti, l’infrastruttura intera della materia crollerebbe all’istante, essendo un costrutto su base non visibile, tuttavia auto esistente.
All’interno di un simile “cono d’energia in movimento senza movimento”, è la dimensione Temporale che permette e/o non permette lo sviscerarsi (manifestazione) del proprio intento in qualità di singolarità Creativa e Creatrice all’interno di un qualcosa che è evidentemente polarizzato in una certa maniera dominante su tutto e tutti. 
Il proprio intento/volere si “scioglie” al cospetto di una simile concentrazione di potere, scambiata per “Divina e/o Naturale”.
E subentra, nel Tempo, una certa “rassegnazione” che, progressivamente, prende il posto/diventa… “tutto quello che è e che si può/non si può fare/essere/avere”.

Come Facebook, Apple, Google & Co. tengono l’economia in ostaggio.
Le società tecnologiche quali Facebook, Apple e Google hanno accumulato riserve di denaro tali che John Plender del Financial Times evoca gli “Arpagoni dell’economia mondiale” e si chiede quali saranno le conseguenze di questa tesaurizzazione per l’economia mondiale.

Secondo uno studio condotto da Juan Sánchez e Emircan Yurdagül della Federal Reserve Bank of St Louis, alla fine del 2011 le aziende americane erano sedute su un tesoro di guerra da 5.000 miliardi di dollari.
La vastità di questo fenomeno spiega in parte l’aumento della domanda per gli attivi sicuri e il crollo dei tassi di interesse che hanno alimentato la bolla immobiliare americana.
La tesoreria e le riserve liquide di Apple, Microsoft, Google, Cisco, Oracle, Qualcomm e Facebook rappresentano oggi circa 340 miliardi di dollari, quasi cinque volte in più rispetto all’anno 2000.
 
Inoltre queste ditte hanno pochi debiti. Secondo Plender, questa tendenza al risparmio all’indomani di una crisi finanziaria ha un carattere anti-sociale, perchè causa un calo della domanda.

Perchè queste aziende, innovative e simbolo di successo, si comportano come delle caricature dei romanzi di Dickens? Perchè non trovano opportunità d’investimento per spendere le montagne di soldi che tengono da parte e che piazzano in prodotti con rendimenti spesso negativi?...
La storia si ripete. Negli anni 1930, Keynes deplorava che l’economia fosse ostaggio degli istinti volatili degli uomini d’affari e di capi d’azienda troppo timorosi per investire in un ambiente incerto...
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Come al solito ed in maniera frammentata, gli individui osservano, studiano, comprendono nello “stretto giro di competenze acquisite complessivamente dalla società” (dipendenza) e non entro ciò che deriva dal proprio Centro di Presenza Centrale e Sovrana. Un simile modo di procedere è perlomeno:
monodirezionale
unidirezionale
sequenziale.
Il tutto in chiave spersonalizzante, mono prospettica, mono livellante e nell’assunto di una mancanza di gerarchia, che deriva e procede oltre a tutto quello che costituisce arbitrariamente la fine della possibilità, per motivi legati alla percezione sensoriale limitata di cui si può “godere”.
Come se:
si fosse congelata una situazione, che diventa “tutto quello che esiste”, solo perché i propri limiti non permettono di procedere oltre.
Tutto scorre”… ma dove va?
 
Secondo la logica predominante:
nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
Il “movimento”, dunque, che cos’è? All’interno di tutto questo “trasformismo”, c’è autentico spazio per lo scorrimento/movimento?

Certamente; ma… di Natura contenuta, trattenuta, dipendente, “non libera”

Infatti, frattalmente, il fatto di vedere entro un certo livello dello spettro luminoso, significa ed esprime il proprio contenimento in un “bacino di raccolta”, entro il quale “tutto si trasforma” ma rimane sostanzialmente “fermo”

L’idea di evoluzione umana e sociale, infatti, è del tutto arbitraria e "trasformista", dato che, ad esempio, un certo tipo di “corruzione ed ingiustizia” è sempre esistita ed esiste ancora (è addirittura, centrale)...
Nulla è cambiato. Nulla cambia. Nulla cambierà all’interno di qualcosa che è “fatto così”
La ciclicità inganna i sensi e persino l’intelligenza (qualsiasi cosa sia)...

Il Tempo inganna la percezione attraverso il proprio scorrere nel “solco” delle abitudini.
Ogni celebrazione di “nuovo anno” è, di fatto, una recita in costume attualizzato, alla moda, sullo sfondo di "tradizioni" che non si sono mai mosse di un millimetro dal loro punto di ancoraggio.
L’illusione è quella del cambiamento che, semmai, diventa una speranza a sfondo cieco.

Con queste caratteristiche umane, non si ha l’energia per cambiare il contesto nel quale ci si crede in movimento. Nel momento in cui si matura una simile “possibilità”, deve essere chiaro che il contesto di riferimento è solamente quello individuale, che si auto proietta in quello di riferimento comune (realtà 3d).
È il piano individuale che si può/deve cambiare, non la realtà di proiezione comune, dominata dalla non presenza del Nucleo Primo.
La libertà in cui si è imbevuti è un sottile gio(g)o, che lascia quello spazio sufficiente a mantenere in cattività un intero genere in auto esperienza, convinto del contrario, convinto di essere un movimento globale, che toglie possibilità ad ogni azione centrale del singolo. 
In questo contesto, persino il concetto evolutivo di Uno… rientra nel piano di contenimento, che attrae e non lascia andare niente e nessuno, come un buco nero trattiene persino la luce rendendosi perfettamente invisibile (ma... non per una metodologia investigativa di Natura indiretta, come l’effetto generato per contrasto su tutto ciò che circonda e che si trova a distanza sufficiente e vitale, al fine di non rientrare nel campo della presenza, che genera le distorsioni a tutto spettro nei propri dintorni).
Ossia, la Presenza oltre ad un certo “effetto” (prospettiva altra), permette di poter osservare ed accorgersi in chiave diversa, rispetto all’essere ricompresi dalla fonte che distorce anche la possibilità di “vedere”…
L’unione (onda e particella) di tutto quello che sembra caratteristico di una “duplice Natura” (onda o particella), permette di triangolare molto meglio tra “insiemi auto livellari ed auto livellanti, diversi”, che contemplano le varie parti dell’essere (volenti o nolenti).
Una modalità d’essere complesso e multi composto, è necessariamente immersa in un “contesto complesso e multi composto”

La “semplicità” è anche accorgersi e poi abituarsi alla complessità d’appartenenza…

Tutto ciò a cui ci si abitua, diventa semplice – ossia – funzionale.

La presenza d’interfacce “utente”, però, rende la semplicità, un qualcosa che drena conoscenza e rende il sottinteso come "non più visibile" e del tutto sconosciuto (nello scorrere Temporale).

Le “interfacce utente” sono tutto ciò che deriva dal rendere automatico ed, infine, demandante; qualcosa che richiede un certo tipo di Presenza coerente e solidale al proprio senso nella manifestazione d’essere.

La respirazione involontaria è, in questo senso, più una perdita che una conquista… (come se il processo non fosse in grado di gestire tutto allo stesso Tempo, in piena presenza diretta).

Nel dubbio può accadere di tutto:
una delle poche voci fuori dal coro è quella dell’Abi che, per bocca del suo presidente Antonio Patuelli, ha negato l’esistenza del credit crunch, ovvero della restrizione creditizia.

Per sostenere la sua tesi, l’Abi ha snocciolato una serie di dati sullo stock di credito complessivamente erogato dalle banche italiane negli ultimi venti anni, sottolineando il fatto che, secondo i dati più recenti, il credito è vicino ai suoi livelli massimi. ..

Occorre essere un po' meno "avari"...

Dunque, anche nel 2014, scelgo di ripartire da me stesso.

Dipende da me. 

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2014/Prospettivavita@gmail.com