domenica 19 settembre 2010

Mc Donald's e lo strano caso del panino che uccide col silenziatore.





Ucciso da un hamburger killer.
Un uomo è disteso su un lettino. Si capisce subito che è morto: siamo in un obitorio e accanto a lui c'è una donna che lo piange. Pian piano l'inquadratura si allarga, e alla fine si vede cosa lo ha ucciso: un panino.
Il Physicians Committee for Responsible Medicine (Pcrm), un'associazione di medici,  prende di mira McDonald's e senza mezzi termini condanna i suoi hamburger. Lo spot è stato lanciato negli Stati Uniti e contiene un messaggio chiaro: quei panini uccidono. Non un'accusa velata ma un vero spot contro la società della grande M, il cui logo è ben visbile alla fine dello spot con tanto di claim rivisitato "I was loving it". 
 
Uno spot contro colesterolo, pressione alta e rischi di infarto.
 
Ovviamente è arrivata subito la replica di McDonald's: lo spot è "ingannevole e sleale", è un'iniziativa "scandalosa dal punto di vista commerciale". Il colosso dell'hamburger confida comunque che i propri clienti riescano a percepire l'iniziativa della Pcrm come "propagandistica", e si augura che continuino ad adottare "scelte alimentari e stili di vita giusti per loro".
Tutto questo succede in una nazione dove anche la First Lady Michelle Obama si impegna nella lotta contro l'obesità organizzando eventi e facendo da testimonial. E così i medici hanno deciso di alzare il tiro, cercando di combattere ad armi pari con il colosso.
Basta uno spot come questo per cambiare le abitudini alimentari di chi lo guarda? A voi la parola.
Fonte: Yahoo

In questo articolo sono contenute frasi imbarazzanti per il genere umano. La risposta della multinazionale USA è stucchevole e dimostra come tutto sia stato capovolto. È tutto vero quello che riluce? È proprio il caso di dire di si, questa volta. 

Una associazione di medici “osa” dire con trasparenza a tutto il mondo ciò che pensa! Wow.

È un chiaro segno del cambiamento dei tempi attuali. Scrivevo proprio ieri ad una amica, che occorre guardarsi attorno e iniziare a vedere e percepire i segni della trasformazione spirituale nella società. Altrimenti non è facile “andare avanti” sulla via dell’Ascensione. Siamo “chiamati” nei nostri corpi fisici, provati da tutto, ad eseguire un salto nel vuoto, seguendo ciò che sentiamo flebilmente a livello del Cuore. Coloro che hanno intrapreso scelte radicali nella propria Vita, i più coraggiosi, hanno necessità anche di constatare che qualcosa deve iniziare a manifestarsi concretamente nel modello di esperienza globale, negli specchi della società.  

Perché il loro cambiamento interno modifica quegli specchi, quel paradigma obsoleto che ci pesa ad una “caviglia” e ci tira giù sul fondo dell’oceano energetico

Come il titolo del film con Jack Nicholson “Qualcosa è cambiato”. E deve pur vedersi oramai. Ma in che modo la maggioranza “vede”? Attraverso ciò che i Mass Media decidono di darci in “pasto”. Proprio per questo motivo è molto significativa la decisione dei medici del PCRM; perché la loro temeraria azione va a colpire il colosso della alimentazione mondiale “distruggi-fegato” proprio utilizzando le nuove forme  "aperte" di Media, ossia Internet

Onore e ringraziamenti a questi coraggiosi. 

Cosa li ha spinti ad agire in questa maniera? Quell’impulso di nobiltà che ancora deve conservare la propria professione, oltre ad un impulso personale anche solo relativo ad una crisi di coscienza. Non è facile per un professionista affermato andare a “sputare” nel piatto dove mangia. Infatti diciamo che questa azione riguarda la pressoché totalità del genere umano “civilizzato”: chi lavora in Telecom Italia, ad esempio, difende Telecom Italia, chi lavora in Mediaset fa altrettanto, chi lavora alla Monsanto idem. Perché? Perché la paura di perdere ciò che si ha è superiore ad ogni altra spinta. Ma quando queste persone tornano a casa e si tolgono la “divisa” da lavoro, mutano di “polarità”, diventano dei cittadini che alloggiano tra quattro mura come ogni altro. In quel frangente leggono la "posta" arrivata durante la giornata e si arrabbiano per le bollette di ogni tipo che li hanno omaggiati della loro presenza e un impeto di rabbia sale verticale verso al cielo. Di fronte ad un democratico cataclisma dove andrebbero a finire tutte le loro certezze? Dove andrebbe a finire la loro azienda? Perché non si ha il coraggio di mettere in dubbio le scelte aziendali “amiche”? 

Chi lavora nelle multinazionali che avvelenano il mondo in ogni modo, avranno prese di coscienza di tanto in tanto? 

Certo! perché sono persone intelligenti. Ma sarà sufficiente per spingerle a “fare qualcosa”, tipo cambiare lavoro o spingere dall’interno verso la formazione di un comitato critico verso le strategie aziendali? O forse quella intelligenza servirà per constatare il classico “ma chi se ne frega”! Non è facile. Lo so. Soprattutto quando si ha una famiglia con prole da mandare avanti. Anche se, secondo me, i motivi principali della non-azione sono altri, tipo:
  • pigrizia
  • egoismo
  • irresponsabilità spirituale
Queste dinamiche mettono in bella mostra, evidenziano, come lo Status Quo si sia fissato come il calcare in noi. La “calcarizzazione” è ormai totale. E non intendo solo metaforicamente:

“All'interno della Ghiandola pineale scorre acqua, che con il passare del tempo calcifica. Questo porta ad una atrofizzazione della Ghiandola. Tale processo di calcarizzazione ed atrofizzazione viene accelerato prevalentemente a causa dell'alimentazione moderna: bibite gassate, acqua fluorizzata, zuccheri raffinati. La Ghiandola pineale si attiva e si "decalcifica" di notte, con l'oscurità e con il sonno, pertanto per riattivare tale organo atrofizzato, nella maggior parte della gente sono necessarie queste due azioni: dormire e meditare”.

Vediamo come proprio la "forma" alimentare che si è "fissata" in noi, sia una delle spire più attanaglianti della nostra spiritualità, riflessa nel sovrappeso fisico. Ciò che urge in maniera predominante è proprio un risveglio in questo senso; capire che il nostro “complesso” disegna un tutt’uno

Che ogni atto di rinuncia comporta serie problematiche globali, proprio come le ali della farfalla che determinano uragani nell'altra parte del mondo!

Che il sistema ghiandolare è molto di più di quello che sostiene una intera classe di uomini in camice bianco alle “dipendenze” di una energia di controllo. 

Ogni “rinuncia” a comprendere corrisponde ad una conseguenza uguale e contraria in termini di spinta evolutiva. La rinuncia, nei panni dell’insabbiamento, comporta un allontanamento dal senso intimo della nostra presenza in Terra. Cosa è la “rinuncia”? È il rimandare a domani quello che si potrebbe fare oggi, adesso. Ma è così importante? Si, perché rinunciamo a seguire una strada solo perché quell’altra, più “larga ed illuminata artificialmente”, ci evita di dover prendere nuove scelte. È una rinuncia a vivere…
Pensiamo solo a come sia affermata questa “tematica” anche in ambito "poetico":

”Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza...".
Canzone di Bacco - Lorenzo de Medici
 
È questa mancanza di certezza la causa della rinuncia? Della "vigliaccheria" di un intero genere vivente che vive di dubbi? Il dubbio!

Il dubbio di guarire è la certezza di essere ammalati!

Cosa si nasconde dietro al dubbio? Una certezza! Ma quale certezza? Proprio la negazione di quello che “vorremmo” e che stiamo tentando di combattere o di resistere. Ma ciò che combattiamo, in realtà, viene rinforzato dalla nostra opera. Dunque? Occorre sviluppare certezze! Cioè? Un certo grado di non-resistenza, di flessibile adattamento nell’attesa di colmare un “vuoto” tramite una presa di coscienza. In che modo?

È la conoscenza che libera le persone… il dubbio uccide… Lui sapeva bene che più che la speranza, è la certezza assoluta ad arrecare il potere psicologico di guarire”.
Fonte: “Le radici familiari della malattia” di G.Athias

La conoscenza. La certezza. La guarigione.

Tutti caratteri annacquati dall’Antisistema, che ci ha divisi e lasciati senza un senso, nel dubbio di una esistenza ambigua, dove la percezione imperante è ancora dettata dalla legge della Giungla, dalla sopravvivenza, dalla “mors tua vita mea”, dalla facile lettura che deriva dalla concezione testosteronica della legge del più forte, del più furbo, del più accomodante, del più servizievole, etc. 

Tutto ciò esprime una rinuncia continua, rinnovata giornalmente: la rinuncia alla conoscenza!

Proprio quella conoscenza che condurrebbe alla “guarigione”. Il dubbio è come la dualità, contiene una “spinta”, ma questa energia è ben fissata come gli elettroni al nucleo dell’atomo. E non è facile maneggiarla. Esiste una via più semplice e percorribile, sempre sgombra, poco invitante all’apparenza: quella indicata dall’intuito. Ossia proprio da quella “parte dell’essere” che la “logica” moderna ha demonizzato e resa un ectoplasma. Quella parte che sappiamo di avere ma non sviluppiamo perché ci sentiamo “fuori” dagli schemi. Chi seguirebbe l’intuito di fronte a scelte basilari di progettazione di qualsiasi tipo? Pochi. Molto pochi. È di “moda” essere logici e zittire tutto ciò che “disturba”.

A questo punto serve una dimostrazione pratica nella società che i nuovi intenti sono affiorati alla realtà. L’evoluzione segue direzioni gravitazionali nella sua massima espansione, riempie gli spazi, si muove come l’acqua verso le depressioni, verso l’orografia del territorio. È una questione di tempo ormai. Il livello di nuova energia fluida si sta alzando. Ad un certo punto inizierà la manifestazione concreta, solida, certa!

Intanto iniziamo a prendere atto di questo spot che viene da medici.