martedì 28 settembre 2010

Illusioni pirotecniche.




Saccheggiato il museo di Bagdad
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Sono un po' distratti i funzionari dei musei e dei siti archeologici in Iraq. A sette anni dall'invasione americana del paese, che provocò anche il saccheggio a più riprese dei tesori artistici, circa un terzo del patrimonio è stato ritrovato.

Dal museo nazionale di Bagdad erano spariti 15 mila pezzi di archeologia, vasi e collane babilonesi, bronzi di popoli mediorientali, ceramiche dell'antica Persia, tavolette d'argilla Sumere costellate di testi cuneiformi che corrispondevano alla più vecchia scrittura umana conosciuta.

Tra essi 638 oggetti, alcuni dei quali risalivano al terzo millennio avanti Cristo, che vennero rispediti nella primavera 2008 in Iraq dall'esercito americano che li aveva messi in sicurezza negli Stati Uniti. Fotografati, datati, classificati e impacchettati da un gruppo di esperti a New York, i pezzi vennero consegnati all'ufficio del primo ministro iracheno Al-Maliki
Fonte: Yahoo


Leggendo i libri di Sitchin e avendo delle nozioni di base storico geografiche, notizie inerenti a questa zona del pianeta dovrebbero essere sempre valutate attentamente
. Infatti stiamo parlando della cosiddetta “culla della civiltà”, ossia di quelle terre in mezzo ai due fiumi portatori della Vita in zone desertiche o semidesertiche: il Tigri e l’Eufrate. La terra dei Sumeri:


I Sumeri (abitanti di Šumer, egiziano Sangar, biblico Shinar, nativo ki-en-gir, da ki = terra, en = titolo usualmente tradotto come Signore, gir = colto, civilizzato, quindi "luogo dei signori civilizzati") sono la prima popolazione sedentaria al mondo che possa essere considerata "civilizzata". Erano rappresentati da una etnia della Mesopotamia meridionale (odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 4000 a.C.) fino all'ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.).

La loro scrittura cuneiforme sembra aver preceduto ogni altra forma di scrittura e compare attorno alla fine del IV millennio a.C”.

Fonte: Wikipedia

Il “luogo dei Signori civilizzati” è il punto di start dell’attuale ciclo di Creazione. Tra una glaciazione e l’altra, che costituiscono delle vere e proprie paratie stagne del “ricordo”, l’umanità ha probabilmente vissuto dei cicli che l’hanno portata, ogni volta, ad una grande evoluzione.

Questi cicli si sono sempre conclusi con l’arrivo di un’era glaciale planetaria.

Come invece siano andate le cose alle elite sociali non è dato da sapersi. Penso che un fenomeno tanto evidente come una glaciazione, possa essere evitato da un gruppo o da una minoranza che possedesse almeno questi requisiti:

  • conoscenza
  • tecnologia
  • denaro
  • potere
Ovvio che questa distinzione è un retaggio del modo di pensare e di essere attuale; credo che in quel tempo potesse bastare la conoscenza ed il potere.

Ricordo che una parte della scienza si esprime nei confronti di questi tempi, come preparatori ad una nuova fase di glaciazione, di cui l'innalzamento delle temperature è solo una paradossale anticipazione.

Nelle Cronache dell’Akasha di Rudolf Steiner si narra di questi cicli, connessi al "respiro" dei pianeti e dunque al Cosmo intero.

Si citano il Sole, Saturno, la Terra, la Luna e le grandi civiltà scomparse come Atlantide, Lemuria, Mu
.

Fantasie? Quando Steiner ci informa che tra un ciclo e l’altro si torna ad una fase di potenziale, di “sonno”, in cui i “semi” di ciò che è stata l’umanità del ciclo precedente si radicano nel “terreno” e si preparano ad una nuova “nascita”, posso pensare che si passi attraverso una fase di reset basata su di un “inverno” lunghissimo: un’era glaciale!

Osserviamo in tal senso la Natura; nei mesi invernali si ferma apparentemente, “lavora” ad altri livelli meno evidenti. Si prende una “pausa” al fine di migliorare le proprie potenzialità, per “riflettere” entro se stessa, per aumentare la massa radicale, per ancorarsi alla Terra in attesa della Primavera e del “Cielo”. È un vero e proprio respiro di saggezza!
Solo l’uomo esula da questa estrema ciclicità. L’uomo che deve produrre in serie. L’uomo che non può mai fermarsi perché le sue “città” necessitano di “lubrificazione” continua.

La progettazione del tessuto urbano e sociale umano si basa sul presupposto che ci sia in continuazione “Vita” consumistica. Traffico, commerci, socialità. Non ci si deve mai fermare per nessun motivo…


Perché?

L’uomo produce e consuma sempre di più. Il consumo è però sempre più “estremo” e la società moderna, si può dire, che produca rifiuti. Il tempo generazionale umano è sempre più veloce ed il frattale è dimostrato dal tempo di Vita di un prodotto come il cellulare o il computer.

L’epoca dell’usa e getta è un vero e proprio insulto alla "logica" di economia di scala naturale.
Cosa è successo? Una stretta elite di persone ha deciso che l’umanità si dovesse sviluppare in questa maniera. Siamo stati distorti, strappati via dai ritmi nativi della Creazione. In che modo? In infiniti modi di cui:
  • l’alterazione del tempo cronologico (calendario)
  • l’estrazione dai cicli di “letargo” naturali
Evidenziano due dei più significativi movimenti. Condotti o meglio trascinati su un binario parallelo alla normale fruizione della Vita, è stato possibile progettare e “coltivare” generazioni intere di “cloni” senza memoria per il potere ed il sollazzo dell’Antisistema nelle vesti del Controllo.

L’area geografica di Bagdad è molto importante per tornare a comprendere le nostre origini sul pianeta Terra.

Per questo l’esercito USA ha messo in scena una guerra senza senso, di cui la faccenda petrolio è solo la punta di un iceberg sproporzionato. In quei luoghi esiste ancora la possibilità di comprendere il nostro passato e Sitchin lo ha ampiamente dimostrato. Nelle tavolette d’argilla è stata tramandata la storia dell’incesto genetico che ci ha creati.

Nei reperti che appartenevano al Museo di Bagdad c’era probabilmente qualcosa che valeva la pena di inscenare una invasione per “vedere da vicino”
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“… vennero rispediti nella primavera 2008 in Iraq dall'esercito americano che li aveva messi in sicurezza negli Stati Uniti. Fotografati, datati, classificati e impacchettati da un gruppo di esperti a New York…”.

Facciamo questa considerazione: quando a terra una bomba colpisce il proprio obiettivo, c’è una forte esplosione che uccide e fa danni: attira l’attenzione. Nessuno si preoccupa di connettere quell’ordigno alla sua origine… all’aereo che l’ha lanciato. Perché? Perché in quel momento non c’è tempo; c’è altro di più prioritario da fare. Chi guardasse il cielo non vedrebbe nulla, perché parliamo di aerei di alta quota coperti dalle nubi. Chi vedesse qualcosa vedrebbe solo una macchina che vola e udirebbe solo il rumore sciacquato dei motori. È forse quella la causa della devastazione? È solo il braccio armato. Dove si trova il vero responsabile dell’idea di eseguire il bombardamento? Non di certo sull’aereo. Non di certo alla luce del Sole.

Ecco cosa facciamo e come ragioniamo usualmente a livello di massa… seguiamo l’evidenza di un “fatto” concreto che ci ha coinvolti, perdendo ogni traccia del mandante, del perchè.

Se il mandante sa che funzioniamo così, è facile provocare ad arte un effetto pirotecnico per catalizzare l’attenzione, quando in realtà le proprie mire puntano ad altro.

La pressoché totalità dell’informazione moderna ha questa funzione ingannatoria.