sabato 10 luglio 2010

Vedere dove non c'è nulla da vedere.



Osservando le “cose”, ad esempio un bosco, siamo abituati a vedere i contorni che delineano ciò che riteniamo di conoscere, ossia il bosco stesso, gli alberi, i rami, le foglie, le distinzioni in termini di contrasto tra i tronchi, tra il terreno, tra le demarcazioni di luce e ombra. Ma siamo certi che stiamo guardando e vedendo l’unica informazione che l’immagine tradotta dal meccanismo cervello-occhio-Dna porta a noi?

Proviamo a guardare la luce che si profila tra i rami, dandole priorità massima. Cioè osserviamo quella luce come se fosse una vera e propria forma e tutto il resto fosse solo il contorno. Ebbene appare un altro mondo. Penso che certe presenze si celino proprio in quel modo; lontane dal fenomeno umano di “puntamento” dei sensi. Il tempo e le abitudini ci hanno modellato un mondo su “misura”. Insomma non riusciamo più ad andare oltre “la punta del nostro naso”.
  
  

2 commenti:

  1. E' vero vediamo solo quello che conosciamo o ci hanno insegnato a vedere... non tutto quello che c'è...
    A quanti è capitato di vedere anche cose non reali solo perchè condizionati da quello che credevano?
    Facendo il vuoto nella testa osservando con amore quello che ci circonda... di mondi ne possiamo scoprire veramente tanti...
    Un caro saluto

    Un caro saluto

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  2. Cara Amica,
    lo sappiamo tutti che è così... ma chi vive tenendolo sempre a mente?

    Vivendo come se fosse verità assoluta, come vedere i propri figli ogni santo giorno!

    E' consapevolezza...

    Grazie di cuore...

    Un abbraccio e tanta serenità

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