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venerdì 12 giugno 2026

Pirati e Signore.


“A volte sono un bastardo e a volte un buono 
a volte non so neppure come io sono 
mi piace qualunque cosa che è proibita 
ma vivo di cose semplici, vivo la vita
Ti dirò 
impresto l'anima o il cuore 
sono un pirata ed un signore 
più amor proprio che pudore. 
Ti dirò 
amo la luna e amo il sole…
C'è chi mi dice adesso che son più buono 
e là dove condannavo oggi perdono…”.
Sono un Pirata. Sono un Signore – Julio Iglesias

Un altro visit-attore (“forestiero”) nell’AntiSistema = il d l’oro (“Dio”) parco de-privato dei divertimenti, che si auto manutiene da Sé, grazie a “te” (qua, così)

“te” che ne sei la pila, ciò che lo permette sostanzialmente, auto alimentando tutto quanto mediante la continua auto trasformazione da f(Te) a “te” (qua, dentro). 

Dal potenziale (contemporaneo) all’AntiSistema. 

Dal come dovrebbe essere al… com’è “ora” (il continuum dell’vnicvm). Come un battito cardiaco che fa tam-tam nella jungla. Ove anche Julio ha calcato le scene, sì ma (ma) diversamente da “te”: 

vivendo la vita…, in luogo di sopravvivere come non ci fosse domani.

Julio de-scrive tale “canzone”, associandola pubblicamente ai 33 anni. Bah! Accusato di un po’ di tutto, “niente”. Al solito (qua, così). Dunque, a cosa/chi si riferisce l’espressione principe di tale non solo testo? Sono un Pirata. Sono un Signore…:

nella sostanza, il riferimento - a prescindere - è a loro (“eletti”) y a l’oro (“Dio”).

Perché? Non c’è perché: c’è la Verità, che fa “surf” attraverso tutto, anche se “tutto”.
Julio è un “miracolato”: non avrebbe più dovuto nemmeno camminare, dopo un “grave incidente”. E, invece, no. No?

Quando è stato “sostituito”? 

O, meglio, quando ha potuto godere del “miracolo”? 

, ad un certo punto. Non visto che “quando paghi per entrare (qua, dentro), poi, sei come un Dio. Come quando potevi andare a Cuba, da turista occidentale e… oplà: servito e riverito anche se avevi quattro soldi ma i locali ne avevano molti di meno”. 

Nel piccolo, il grande. Ci sei

Ancora meglio: nel grande il piccolo. Al vertice del “grande”, c’è il “piccolo”: il Pilota_Re (“Verbo”). Ciò che permette di manifestare il potenziale che, tuttavia, è contemporaneo = a qualcuno non piace(va) ciò, motivo per cui ha pensato “bene” di farti auto de-cadere (qua, così), per giunta auto trasformandoti nel motivo portante che alimenta l’intero “circvs

Già che c’era, “Dio” ti ha condannato per la potenziale “eternità” a…

Atlante docet.

Sulle tue spalle che cosa porti, usualmente? Una... Vi(t)a Crucis. Tutto questo che scambi per la “tua” vita (qua, dentro) ma “niente” = sopravvivi. Mentre qualcuno se la gode, potendo esprimersi a pieno, dato che “te” l’ignori completamente. Risultato

Sei fottuto. Ma

Godi sempre dello stesso potenziale (contemporaneo), vale a dire dello stesso pote_Re l’oro (“Dio”). Solo che “te” sei in-completo o schermato (qua, così). Mentre ad altri, ad altro va diversamente, essendo il motivo principale di tutto quello che (ti) è già successo. Il testo di Julio de-scrive il comportamento di un “Signore, Iddio, Zeus”. 

Chi... fa quello che vuole ed in ogni momento è libero di cambiare idea, sempre per il proprio sollazzo… 

Dunque, chi ti può esaltare e un attimo dopo, “fulminare”, soffrendo di questa mania di protagonismo affermata, che non lascia spazio ad altro al di fuori di Sé. Come se “te” (laggente) fossi sempre alle prese con un vortice depressionario tendente al… Una perturbazione continua che ti ha ma “niente”. E, “te”, ne ri-assumi ogni connotato, auto dimenticando Te sempre d+ (qua, così). 

In balia di tale e-vento: dell’è-voluto! 

“A volte sono un bastardo e a volte un buono 
a volte non so neppure come io sono
mi piace qualunque cosa che è proibita 
ma vivo di cose semplici, vivo la vita…”.

E… “te”, ci sei sempre in mezzo, s-offrendo(ti) continuamente.

“Ti dirò, amo la luna…”. Ecco che la “luna” ricorre molto spesso nei “testi”. 

Ove, “luna” = Oltre

L’uomo della luna. L’uomo nella luna. L’uomo sulla luna.

Il solito trittico formidabile che auto sud-divide, andando a tenere insieme qualcosa che stride, altrimenti. Come si è sfaldata la “ex” Jugoslavia? , nello stesso modo in cui è venuta meno la “Urss”, nella sostanza:  

quando una “cupola di potere (sottodomino)” viene meno, perde la tenuta stagna sulle terre che controllava

che aveva conquistato, di cui si era impadronita, che aveva attaccato, invaso, etc. 

Che aveva “acquistato”. No

Una piovra, come la “Mafia”. Come la Standard Oil, che fu smembrata ad hoc, al fine di… potersi meglio rivelare. La de-materializzazione e la de-centralizzazione sono parti della stessa strategia che imita ciò che l’oro (“Dio”) hanno già compiuto al fine di auto intortarti perfettamente, mediante il non esiste_Re; c’è! 

Rothschild docet. Finanza creativa docet. Mago di Oz docet.

Ora

Loki… usa il Tesseract per aprire un portale nel cielo evocando l'esercito di Chitauri…


Ok? Dal “cielo” proviene tale orda d’invasori. Ergo? Definisci meglio, “cielo”. Nella sostanza, ovviamente. Qualcosa che si “apre” se/quando… Qualcosa da cui fuoriesce o penetra (qua, dentro) qualcuno. Uhm

Dove va “Elia”? 

Elia… fu rapito in cielo da un carro di fuoco trainato da cavalli di fuoco, scomparendo all'interno di un turbine o tempesta…

O perbacco! Allora, il “cielo” è una barriera. Oltre la quale si può essere “rapiti”, scomparendo. 

Certo, ti dicono che c’è lo “Spazio (s-vuoto)”. No?

Dove non sopravvivi, a meno che non hai una “astro-nave”, però. Ergo, “Elia” è stato “rapito” da chi, per andare dove. Un visit-attore (“forestiero”) arriva e parte quando il “contratto” lo pre-vede. Ognuno lo fa in maniera più o meno plateale. A piacere. 

In-tanto, a “te” nulla tange. Sì, gli “alieni”. Bah

L'espressione Scala di Giacobbe si riferisce principalmente al celebre episodio biblico (Genesi 28,10-17) in cui il patriarca Giacobbe sogna una scala che collega la terra al cielo, percorsa dagli angeli, simbolo dell'alleanza e del legame tra Dio e l'umanità…
Secondo la tradizione biblica, Enoc è una figura misteriosa che non conobbe la morte. Come narrato nella Genesi, “camminò con Dio; poi non fu più trovato, perché Dio lo prese…”. Questo “rapimento” in cielo è citato anche nel Nuovo Testamento come un trasferimento miracoloso

Un altro “rapito dal/nel cielo…”. Altri... fulminati!

L’ennesima “abduction”. Eh. Eh… 

La finzione scenica è totale, ove manco l’immagini. Proprio come per il proverbiale “selvaggio”. 

Ci sei

Specchietti e perline colorate…servono” sempre che è una meraviglia = funzionano ancora “oggi” attraverso ad esempio, “sole y luna”. 

Dal “cielo” qualcosa può penetrare (qua, dentro). 

Ossia, “cielo = sopra”. E… “sopra = alto”. E… “alto = nord”. Per la precisione, Grande Nord

la porta di entrata per ogni “nuovo popolo, orda, provenienza improvvisa, inspiegabile storicamente e dunque misteriosa”. 

Vedi un po’ come gli “esperti” (ti) de-scrivono l’entrata in scena di popoli che “tutto d’un tratto il coro…”. Ops

Arrivarono da non si sa dove, forse da lì, ma anche da là, oppure da “”.

Andalù... No?


Mentre, “te”... che ne sai, se non quello che ti dicono e, quindi? Se ufficialmente non c’è una direzione (spiegazione) univoca, che ne sai “te”.

Sai tutto quello che “serve”. 

Del resto, per sopravvivere h24, che te frega da dove arrivò il tal popolo. “Giusto? Giusto!...”. Devi avere in testa, nella “tua” testa, il dato che ti viene dato, perché non si sa mai che ti potrebbe fare vincere dei “gettoni d’oro” al tal concorso visto in Tv. Sì, perché lo “zio” ti chiederà proprio la versione ufficiale delle cose. Non, ciò che va menando il can per l’aia… 

“Nell’arancio ci sarà la vitamina C?...”. Bah!

In sintesi, SPS ha appurato una certa provenienza univoca (qua, così):

dal Grande Nord entrano le comparse, piccole o grandi che sono
da Oltre (“Est”) entrano i “forestieri”.

Dal “cielo” or dunque arriva tutto ciò che c’è all’esterno. Mentre, Oltre non esiste; c’è “Asgard” o la “Gerusalemme celeste”.

E, bah… non occorre dimenticare anche il “sotto (inferi)”. No

La dorsale oceanica, che collega tutto quanto in maniera del tutto istantanea, se (lì, sotto) sono stati sviluppati mezzi di trasporti tipo lo Hyperloop o ancora d+ che, “sulla terra di mezzo” invece, altresì e guarda non caso esiste ma non c’è:

L'Hyperloop è un sistema di trasporto ad altissima velocità (fino a 1200 km/h) basato su capsule a levitazione magnetica che sfrecciano all'interno di tubi a bassa pressione. Progettato per unire città distanti in pochi minuti, attualmente si trova ancora in fase di sviluppo e sperimentazione a causa degli enormi costi infrastruttura

Se la “scienza militare o industriale segreta” è avanti almeno 20 anni rispetto a “te” (qua, così), … al di sotto può già esserci tale tecnologia perfettamente funzionante. Se, poi, calcoli che l’AntiSistema è una scatola chiusa da una tecnologia superiore, va da sé che quei 20 anni non sono che l’ennesimo specchietto colorato dato nelle mani dei “selvaggi (residenti)” al fine di auto deviare continuamente persino nella “propria” immaginazione.

Comunque, sia:

Grande Nord
“Est(erno)” o Oltre
Sotto o “Sud”…

Che rimane “fuori”? Il cosiddetto “Ovest” (occidente). Uhm. La rivelazione è una trappola perfetta: 

Ov-Est = dove si trova. 


Non la domanda, bensì… la risposta. Lo “Ovest” è la copertura “eletta” (loro) dell’Est(erno). L’Oltre. Lo “Olimpo”. Dove risiedono gli “Dei”. Meglio:

l’oro (“Dio”).

Dove si trova… lo “Est(erno)”. È “lì” l’Oltre Orizzonte. Da Ovest ad Est è il percorso del “sole”. Il suo “arco” tracciato nel “cielo”, che t’illumina d’immenso… (qua, così). 

Tutto punta ad “Est”, poiché la corrente segue sempre il percorso più “breve”, la declinazione, il rilievo che di-pende da… Ok? Dunque, c’è come una differenza di potenziale in atto. Del resto, è proprio la non differenza di potenziale che ti riporterebbe a f(Te). Ergo, ecco perché la “corrente” spinge in “direzione ostinata e contraria…” nell’AntiSistema. 

Ov-Est to Est(erno) = “cielo”, dove puoi essere “rapito” se (se)…

La verticale o filo a piombo, cosa com-porta se non il “Grande Nord” e, sotto, il “Profondo Sud”. No? Sei circondato, alfine (qua, dentro). Nella terra di mezzo, “tutto è attorno a te”. Ab urbe condita… “tutto è compiuto…”. Dal “Punto di Sospensione”, ogni punto in sospensione (qua, così): 

nel moto_Re pendolare che tutto ha nella sostanza. 

Lasciando “liberi di…, come galline felici”. 


“Se il termine ario, generalizzando, lo si può applicare all'insieme delle razze indoeuropee con riguardo alla loro comune origine (la patria originaria di tali razze, l'airyanemvaêjô, secondo il ricordo distintamente conservatosi nell'antica tradizione irànica, fu una regione iperborea o, più genericamente, nordico-occidentale)…”.
La dottrina del risveglio – Julius Evola

Comune origine… Patria originaria… nordico-occidentale…

Nell'ottobre del 1961 mia moglie ed io ci recammo a trascorrere un periodo di vacanze in Sicilia. Sapevo vagamente che i normanni vi avevano regnato per un certo periodo nel Medioevo, ma niente di più. Ad ogni modo una cosa è certa: ero assolutamente impreparato a tutto ciò che vidi. Vi ho infatti trovato cattedrali, chiese, palazzi che sembrano riunire, senza sforzo né tensione, quanto di più bello vi è nell'arte e nell'architettura delle tre grandi civiltà di quell'epoca - la nord-europea, la bizantina e la saracena. Qui, al centro del Mediterraneo, si trovava il ponte che riuniva Nord e Sud, Est ed Ovest, latini, teutoni, cristiani e musulmani; magnifica, inconfutabile testimonianza di un'era di illuminata tolleranza, ignota ovunque nell'Europa medioevale e raramente uguagliata nei secoli che seguirono…
I Normanni nel Sud 1016 1130 - John Julius Norwich

Dunque:

delle tre grandi civiltà di quell'epoca - la nord europea, la bizantina e la saracena... (ancora nord-europea)
al centro del Mediterraneo, si trovava il ponte che riuniva Nord e Sud, Est ed Ovest… (il rimando al “gran ponte” che c’è “oltre il monte”)
magnifica, inconfutabile testimonianza di un'era di illuminata tolleranza, ignota ovunque nell'Europa medioevale (Re-Seth).

Tolkien narra degli “Elfi” che ad un certo punto lasciarono la “terra di mezzo”. 

Idem con patate.

Nel 940, l’antica lingua normanna era ancora in uso a Bayeux e lungo la costa (dove si presume che nuovi immigrati la mantenessero viva), ma era già dimenticata a Rouen; sullo scorcio del secolo, il suo uso era scomparso del tutto, senza quasi lasciar traccia. Ai normanni, per trasformarsi in veri e propri franchi, non rimaneva che adottare un’ultima grande istituzione che, negli anni che seguirono, esercitò su di loro, e sui loro discendenti, un fascino perenne. Questa istituzione, destinata a divenire di lì a poco la pietra angolare di due fra le potenze meglio amministrate che il mondo abbia mai conosciuto, era la legge franca, che si stava rapidamente evolvendo; i normanni l’adottarono con entusiasmo...
I Normanni nel Sud 1016-1130 John Julius Norwich

Loro (“ebrei”) sono “germanici” = penetrati attraverso il Grande Nord, parassitando tutto quello che incontravano.
Ai normanni, per trasformarsi in veri e propri franchi, non rimaneva che adottare un’ultima grande istituzione… (no?).

Modello Hyksos. 

Da cui, i “tedeschi, anglo-sassoni o inglesi, americani, francesi, etc. etc. etc.”.

Ed ora, non solo leggi quello che segue, poiché portante, essenziale, sostanziale.

Il concetto di legalità fu il marchio che distinse la maggior parte delle strutture sociali dell’Occidente; rimane, tuttavia, uno dei paradossi nella storia dei normanni che tale concetto si sia radicato così profondamente in seno ad un gruppo etnico noto in tutta Europa per il suo sprezzo dei diritti altrui. La pirateria, lo spergiuro, il furto, la rapina, l’estorsione, l’omicidio - delitti simili venivano perpetrati allegramente e di continuo ad ogni livello, da quello personale a quello nazionale, dai re, dai duchi, dai baroni normanni, assai prima che le Crociate venissero a svilire ancora di più il livello morale del mondo civile. La spiegazione di tale paradosso risiede nel fatto che i normanni erano, innanzi tutto, dei pragmatici. Essi consideravano la legge, molto semplicemente, come una meravigliosa e salda base sulla quale erigere la struttura dello Stato, e della quale servirsi come baluardo a difesa delle loro posizioni in qualunque impresa. Come tale, la legge non era la loro padrona, ma la loro schiava, ed essi la facevano rispettare in quanto una schiava forte era loro più utile di una schiava debole. Tale atteggiamento, che fu proprio di tutti i sovrani normanni, sia al Nord che al Sud, spiega come i meno scrupolosi tra questi adducessero sempre qualche geniale giustificazione legale per il loro operato; spiega pure come mai Enrico II d’Inghilterra e Ruggero di Sicilia, che furono tra i normanni i due più grandi costruttori di Stati, si sforzassero di organizzare, nei loro rispettivi regni, dei poderosi sistemi legislativi. Né l’uno né l’altro, però, mai considerarono il sistema di leggi da loro creato come un ideale astratto; ancor meno commisero l’errore di identificarlo con la giustizia
I Normanni nel Sud 1016-1130 John Julius Norwich

La pirateria, lo spergiuro, il furto, la rapina, l’estorsione, l’omicidio - delitti simili venivano perpetrati allegramente e di continuo ad ogni livello, da quello personale a quello nazionale, dai re, dai duchi, dai baroni normanni, assai prima che le Crociate venissero a svilire ancora di più il livello morale del mondo civile…
Come tale, la legge non era la loro padrona, ma la loro schiava, ed essi la facevano rispettare in quanto una schiava forte era loro più utile di una schiava debole
Né l’uno né l’altro, però, mai considerarono il sistema di leggi da loro creato come un ideale astratto; ancor meno commisero l’errore di identificarlo con la giustizia

Ecco s-piegato il Modello sociale gerarchico basato anche sulla “legge”, tipico del mondo occidentale ed oramai ampiamente diffuso ovunque nello mondo AntiSistemico. 

Ecco perché “fate quello che dico, non fate quello che faccio…”.

Uno strumento virale, che ad immagine e somiglianza continua a fare sfracelli (qua, così). “La legge non ammette ignoranza…”. Se non la sai, ti attacchi. E anche “se la sai”, sei un avvocato fra i tanti, in qualcosa di assolutamente gerarchico “che te lo dico a fare”. 

Il disgusto è totale, come la d l’oro (“Dio”) strategia. 

Purtroppo è (così, qua). Il luogo comune che viene persino fatto passare come una “scuola”, allorquando si parla di “spirito” = di-vino

Daje ai pirati e pure al d l’or “Signore”.












  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4216
prospettivavita@gmail.com