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martedì 6 ottobre 2026

Frenetico.


E marchiato!

Come “logorio della vita moderna…”. 

In qualcosa che, però, è sempre “moderno”, dal momento in cui lo è per “chi è in vita (ed è generalmente, giovane)”. Essere “moderni”, or dunque, viene scambiato per “essere alla moda, proattivi, sul pezzo, etc.”. 

Ovvero, essere… “giovani”.
Non matusa (anche se hai 20 anni, ma c'è sempre chi ne ha 15).

Qualcosa che scava continuamente “fossati” tra le generazioni. Fra ogni generazione o coorte. Tutto è frenetico (qua, così). Ah! Sì: 

(qua, così). Vero. 

Dove ti trovi proprio “ora”? Nel (qua, così). No? 

Ossia, nell’AntiSistema. 

Ovvero, nel è già successo ma “niente”. D+: nella f-orma “te” (laggente). Ossia, l’auto trasformata d f(Te), che rimani e rimane sede del potenziale (contemporaneo). Wow: 

roba da farci un bel fumetto, oppure un gran romanzo o, ancora, un kolossal cinematografico. 

Perché no? Bè, perché SPS non è propriamente “spendibile”, non visto che ti avvicina troppo alla Verità, anche se “verità” (qua, così). Ci sei? Uhm. 

Anche no, vista la “tua” realtà d ogni giorno della marmotta, h24. 

Sempre (qua, così) non è, forse, una “noia terribile”? E a “te” non piace annoiarti. Eppure. Tant’è. Com’era? 

È. 

“Che noia che barba…”. Ma (ma) è sempre (qua, così), ogni volta = sempre la stessa, nella sostanza. Tanto è vero che qualcuno “ci ha costruito sopra” concetti rivelati tipo il “samsara, la ruota della reincarnazione, il karma, il fato, il destino, il futuro, il purgatorio se non l’inferno, il paradiso, etc. etc. etc.”. 

Tutti checkpoint.

Mentre qualcun altro “ci ha ricamato dentro” il “lavoro, la pensione, l’età, il tempo, il denaro, la salute, la morte, etc. etc. etc.”. In-somma, la “tua” vita è (in) qualcosa di pre-visto, non visto che è già successo tutto, anche se è “tutto” (per via del potenziale contemporaneo).

Sì, è… ostrogoto, o-strega! 

Sei talmente “annoiato” che non trovi di meglio da “Fare…”. Ossia? Mettila come vuoi metterla, in-tanto. No?

“Allora hai sempre ragione te…”.

Vero. Hai sempre “ragione” = chi te lo fa fare? Ma non vedi che “sai tutto” in qualcosa ch’è non lineare, cioè, “sai” sempre tutto quello che “serve” al fine di… “cambiare tutto per non cambiare niente…”. 

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi…”.
Il Gattopardo - Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Uno “scritto” che… vinse il Premio Strega.

“Strega comanda color…”. Ricordi? Eri piccolo: mentre oggi sei “piccolo”. Sì, dentro, in profondità.

Leso nella tua Maestà, nel (qua, così). 


Frenetico da mattina a… mattina. 

Sempre, per sempre = continuamente. 

Proprio come una p-arte, una componente del/nel moto (del) Re (qua, così):

moto_Re. Ok? Velocità di rotazione nello spazio...






Dal Bollettino di ieri:

Sei in tale soci-età = età dei soci… (l’oro = “Dio” y loro = “eletti”).
Ove:
“tempo” = velocità, di attraversamento dello spazio (unico).
Ossia:
spazio = costante calpestabile, fisica, reale o “mondo” o “Terra” (terre promesse)
tempo = risultante apparente, misurabile ma non… calpestabile, alias, artificiale (sovrastruttura)
velocità = atteggiamento mediante cui percorri lo spazio (lento, veloce) oppure vi stazioni (stand-by)…

Incanto: 

velocità di rotazione (“tempo”), in luogo dell'attraversamento dello spazio.

Dunque, frenetico = non proprio e solo, veloce. Bensì, auto ruotando sul posto, nello… spazio, ar-reso AntiSistemico. In tale “vortice” che ti ha ma “lo devi dimostrare (agli altri, a “chi conta”, etc.)” e allora ti attacchi proprio. 

Nello spazio, ruotando sul posto, come pistone = per chi “presti servizio” (qua, così). 

Sei nel regno del “tempo”, ove la Maga Circe impazza, facendoti perdere il “senno”, ovvero, il senso di tutto quello che ti ha ma “niente”. 

Im-piegato. Caduto. Precipitato.
Andato = sempre (qua, così). 

Entrambi sono convinti che la valigia contenesse droga, ma si trovano invischiati in un commercio di componenti per ordigni nucleari. Dopo molte peripezie, i due protagonisti scoprono che nel rapimento della donna sono coinvolti agenti arabi e anche i servizi segreti israeliani…
Frantic


Ma pensa un po’: coinvolti agenti arabi e anche i servizi segreti israeliani… Quale novità! Laddove (Parigi), arabi = “ebrei” y israeliani = “ebrei”, ove… “ebrei” = loro (“eletti”), ossia, Iafet-iti che si rifanno a “Caino”, da cui anche la “massoneria”, cioè, sempre loro (“bravi, giusti”). 

Il tutto nell’imp-regnato AntiSistema by ecodominante o l’oro (“Dio”) = Cain-iti. Sì, “lascia stare che è meglio”. Vero? 

Molto meglio è “farti un hobby”: 

perdere “tempo” o “ingannare il tempo”. 

Eh! Qualcosa che non funziona proprio (così, qua), dato che “prima o poi arriverà anche il tuo turno”. Per far che? Bè, per morire. 

Logico. O, almeno, “così sembra se ti ap-pare…”. 

Se ne sei persuaso, contento “te”. Se non trovi proprio alternativa sostanziale, “ciaone!”.

Frantic. Nevrotico. 

Ossia “Lino Banfi nel famoso non solo film” = la “tua” vita usuale, per come persino te l’aspetti, dato che chi ti ha preceduto non ha fatto altro che “passarti il testimone”, in qualcosa dove “non vengono mai fatti prigionieri”.

Tra i sinonimi viene riportato anche “Berserk” = furioso. 

Come lo “Orlando”. No?

Nel manga e anime Berserk di Kentarō Miura, i demoni e le entità sovrannaturali si dividono principalmente in divinità supreme, servitori e umani corrotti…

Anche nel “sovrannaturale” non se la passano poi così bene:

a prescindere dalle “divinità supreme”
il resto rimane auto invischiato fra
servitori
y
umani corrotti…

Bah. Magro “destino” anche “lì”. Figurati come “stai messo” (qua, così).

Il simbolo di Berserk si chiama Marchio del Sacrificio (o Kenoyakin) ed è il sigillo impresso su chi viene offerto in sacrificio alle divinità oscure della Mano di Dio…
Nella realtà, molti fan lo scelgono come tatuaggio…
Resilienza: indica la capacità di superare traumi profondi e dolori enormi.
Lotta continua: simboleggia la forza di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita…

L’ennesima espressione bovina di “anello al naso”, in quanto a…
“moda”. 

“I complimenti!...” = marchio del sacrificio (impresso su chi viene offerto a…). Ancora una s-vendita all’in-canto. E, “te”, paghi qualcuno per fartelo tatuare indosso. Wow. 

Davvero schizoide.
Da vero schizoide, quale “sei” (qua, così).

Sì, ma non sei mai (da) solo. In qualcosa dove ognuno è nella sostanza laggente non solo Smith.

Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez:
“Abbiamo lavorato per costruire un mondo migliore per i nostri concittadini e per l'umanità intera, sostenendo l'Ucraina, l'Unione Europea e le Nazioni Unite nei loro momenti più difficili, denunciando i leader genocidi quando altri sono rimasti in silenzio, combattendo i tiranni, gli oligarchi della tecnologia e gli speculatori che vogliono distruggere il futuro dei nostri figli e delle nostre figlie per arricchire le proprie tasche…”.
@IntelSlava

Verità e “verità” pressofuse d’assieme = “campagna elettorale” o, almeno, “arrampicarsi sui vetri” di una soci-età andata a(l) “male”.

Van Persie: “il calcio può essere arte, ma è la disciplina a fare la differenza…”…
Link

Lad-dove, “disciplina = velocità (atteggiamento) mediante la quale attraversi lo spazio, che è l’unica espressione calpestabile (qua, così). Ossia, un passo dopo l’altro, percorri spazio, potendo giungere financo sino a dove termina.

Oltre.

Sì. Ma, se sei in un Nastro di Mobius, ritornerai presto o tardi sempre “sui tuoi passi”, ancora “punto e a capo”, sempre (qua, così). Com’è? 

Bè; la “velocità” di transizione dallo spazio all’Oltre (altro spazio = ancora spazio ma più esteso o il “vero spazio”, quello che c’è) comporta proprio tale “disciplina” = l’esserci, in coerenza con Te, da Te, in Te, per Te, fra Te e Te, su Te. 

Ecco come ti ri-prendi. 

E come ti ri-prendi (riesci) da… f(Te). 

Difficile? Dipende dalla “non solo prospettiva”. Sette milioni di Bovis come li raggiungi? Auto “bruciando” internamente, proprio come una presunta “stella” che, se non brucia dentro, è già “morta”. Un “sole”, ad esempio, è qualcosa che ti ricorda come si “Fa…”. 

Fare cosa? 

Bruciare internamente, auto ri-generando tutto quello che (ti) oc-corre al fine di… 

Goku docet.

Quindi, lo “innesco” lo raggiungi, essendoci. Non, andando in un posto specifico, se sei sempre/ancora “te” (qua, così). Ok?

Altrimenti, sei e rimani ancorato nell’AntiSistema, ove…

Gli agenti AI operano attraverso un processo di percezione, ragionamento e azione. Questo ciclo di feedback consente loro di percepire l’ambiente circostante, valutare le situazioni ed eseguire compiti per raggiungere obiettivi specifici.
1. Percezione.
La prima fase del funzionamento di un agente AI consiste nel “percepire” il suo ambiente. È così che l’agente “vede”, “legge” o “sente” gli input dell’utente, come testo, immagini, comandi vocali e dati in tempo reale provenienti da fonti esterne. Ad esempio, un assistente vocale utilizza il riconoscimento vocale per percepire un comando dell’utente, come “imposta una sveglia per le 7 del mattino”. La capacità di un agente AI di “percepire” il suo ambiente è ciò che gli consente di essere reattivo e di rispondere a situazioni dinamiche. Tieni presente che la qualità dell’input è importante per l’agente AI. Ottimizzando il tuo prompt fornisci più informazioni, dettagli e contesto che lo aiutano a “ragionare” in modo più preciso sulle azioni da intraprendere.
2. Ragionamento.
L’agente AI elabora i dati raccolti e valuta le azioni da intraprendere per raggiungere il suo obiettivo. In genere, utilizza un modello linguistico di grandi dimensioni (Llm) come motore di ragionamento per interpretare le query, pianificare soluzioni multi-step e rispondere. La capacità di ragionamento dell’agente è ciò che gli consente di andare oltre i semplici comandi monofase ed eseguire compiti più complessi. In un’auto a guida autonoma, un agente AI percepisce dati come la velocità dell’auto, la temperatura dei freni, le condizioni della strada e la distanza dal veicolo che precede. Sulla base di questi dati, decide se azionare i freni, quanta pressione applicare e quando rilasciarli.
3. Azione.
Dopo aver analizzato le informazioni, l’agente prende una decisione informata e intraprende azioni concrete. L’azione intrapresa da un agente AI dipende interamente dal suo obiettivo. Ad esempio, un agente di assistenza alla pianificazione potrebbe inviare un invito a una riunione a più partecipanti, mentre un agente per il reporting di dati genera un report automatico basato sulla sua analisi. Dato il loro ambito ristretto, le azioni degli agenti AI variano a seconda di come si progetta il prompt. Fornendo istruzioni passo passo saranno in grado di seguire un percorso cronologico, ma potrebbero avere difficoltà a eseguire una serie di azioni se viene fornita loro solo una semplice riga come comando. Questa capacità di avviare e svolgere attività nel mondo reale distingue gli agenti AI dagli strumenti di intelligenza artificiale generativa tradizionali. Questa capacità è preziosa per automatizzare processi complessi e gestire flussi di lavoro articolati in più fasi…
Link

Ti riconosci? Vedi che sei proprio “te” (qua, così). Perché? Perché 1- è già successo ed all-“ora” 2- continua a succede_Re ma, indovina… 3- “niente” = l’AntiSistema imp-®egna come se  niente fosse.

La strategia più micidiale nella quale potevi imbatterti. 

Persino… epico, se ci sei. Non “ti senti” forse molto d+ rispetto a quello che di-mostri usualmente? Ecco! Ecco il perché: quello sostanziale. Altro che vedere “film” mangiando popcorn con liquami di vario tipo (sempre lo stesso, essenzialmente).

Perché gli agenti AI sono importanti per il futuro.
Mentre le aziende continuano a cercare modi per aumentare l’efficienza e ridurre i costi operativi, si prevede che gli agenti AI svolgeranno un ruolo fondamentale nell’automazione delle attività di routine, nella semplificazione dei flussi di lavoro e nel fornire un processo decisionale intelligente. La continua evoluzione degli agenti di intelligenza artificiale dovrebbe consentire loro di gestire compiti sempre più complessi. Invece di fungere da assistenti sul posto di lavoro, diventeranno una componente chiave dei futuri ecosistemi di intelligenza artificiale e delle operazioni aziendali in diversi settori, come la robotica. Gli agenti AI non solo stanno diventando più “intelligenti”, ma anche più accessibili. Ad esempio, molti sviluppatori utilizzano strumenti di programmazione AI per semplificare attività complesse come il debug. Gli utenti possono anche creare un agente AI con n8n, una piattaforma di automazione open source e low-code. Questo consente di creare un assistente personale per le attività quotidiane, come la pianificazione di riunioni e l’impostazione di promemoria…
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Eccolo il “tuo” futuro, già in ogni giorno della marmotta. 

Cosa succederà, or dunque “domani”? Bè, tutto quello che è già successo sempre “oggi”. Solamente in “salsa diversa”. In che senso? “Niente”. Ok?

“Nulla di nuovo” (qua, così). 

Solo ciò che ha dimostrato di funzionare egregiamente lato l’oro (“Dio”) y loro (“eletti”). Boom!

Marchio del sacrificio

Il Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha annunciato che tre uomini aiuteranno a guidare un nuovo progetto del Pentagono sul “futuro della guerra”, mentre intende eliminare centinaia di posizioni di leadership delle forze armate, tra cui molti generali e ammiragli… Hegseth l'ha descritta come un'iniziativa che riunisce “le menti migliori dell'America… per… ripensare come sarà la guerra in futuro…”. Ha indicato tre co-responsabili: Elon Musk, amministratore delegato di Tesla e SpaceX, Palmer Luckey, fondatore di Anduril Industries, e Newt Gingrich, ex Presidente della Camera dei Rappresentanti. Il progetto include un gruppo più ampio di partecipanti. Secondo l'elenco pubblico di Mitre sulla composizione attuale dell'iniziativa, anche Safra Catz (amministratrice delegata di Oracle) e Joe Lonsdale (co-fondatore di Palantir Technologies) sono coinvolti, insieme ad altri… Promuovere imprenditori civili e un convinto sostenitore della guerra per definire “la nuova frontiera della guerra…” mette da parte il giudizio professionale dei militari in un momento in cui le conseguenze – armi autonome, sistemi di targeting basati sull'intelligenza artificiale e conflitti multidimensionali – richiedono proprio questo. Due dei tre co-responsabili gestiscono aziende che già detengono miliardi di dollari di contratti con il Dipartimento della Difesa. SpaceX fornisce servizi satellitari e di lancio essenziali; Anduril sviluppa armi autonome, droni e sistemi correlati. Affidare a questi dirigenti, che traggono profitto da tali contratti, il compito di identificare le capacità che le forze armate dovrebbero dare priorità crea un ovvio conflitto di interessi. Palmer Luckey e i cosiddetti “tech bros” sono miliardari immaturi, amorali e spesso squilibrati che trattano la guerra come un videogioco. In un post sul blog intitolato approssimativamente “Se muori nel gioco, muori nella vita reale”, Luckey Palmer ha descritto un Meta Quest Pro personalizzato dotato di tre moduli di carica esplosiva posizionati sopra la fronte. Un fotosensore a banda stretta era destinato a rilevare un lampo rosso specifico sullo schermo (segnalando una schermata “game over”) e attivare le cariche, che, a suo dire, “distruggerebbero istantaneamente il cervello dell'utente”. Il progetto è stato esplicitamente ispirato dall'anime Sword Art Online, in cui i giocatori che utilizzano cuffie NerveGear fittizie muoiono nella vita reale se il loro personaggio nel gioco muore. Per aggiungere la ciliegina sulla torta, sono tutti ferventi sionisti. Luckey si definisce un “sionista radicale”, mentre Newt Gingrich sostiene la guerra contro l'Iran dal 2005… Vedi anche qua.
@LauraRuHK

3 uomini sulla cassa del morto...:

tre uomini aiuteranno a guidare un nuovo progetto del Pentagono sul “futuro della guerra”…

Il “futuro della guerra” è sempre la guerra. Trovi? 

Un “futuro” imperniato sulla guerra. Un “futuro” che è sempre “oggi”. Non solo: questi “tre uomini” saranno sempre sottoposti al P-residente degli “Usa”, che è un golem “sionista”. 

Il cane si morde la coda?

Bè: strategico, quando controlli in toto l’intera situazione AntiSistemica o l’è-voluto!

Dunque, in qualcosa di totale, come ti spieghi che possano succedere “cose del tipo”:

Il procuratore generale della Florida fa causa a Pfizer e al Ceo per le affermazioni sul vaccino contro il Cov-Id-19…
Il procuratore generale della Florida James Uthmeier ha presentato giovedì una causa contro Pfizer… e il suo Ceo, Albert Bourla, accusando il produttore di farmaci di ingannare i consumatori sulla sicurezza e l'efficacia del suo vaccino…
Link

Sai “come succedono = perchè succedono” anche queste cose, seppure nell’AntiSistema? Facile:

(qua, così) non viene mai lasciato nessun testimone in vita
anzitempo

non importa se alfine tutti già devono morire.

Questo “rende l’idea che la società è giusta”. Ci sei?
Non è giustizia; è la “legge” (della Jungla).

Ma, nella sostanza, si tratta del solito “sacrificio”, che rafforza ogni “tua” idea, ad eccezione di quella portante = che sei nell’AntiSistema, nonostante non esiste; c’è.
E poi:

la Florida (lo stato) fa causa ⁠ in base alla sua legge sulla protezione dei consumatori… (protezione dei consumatori… = quando fa comodo, quando è “tempo”, viene sempre richiamata tale “legge”, ma ab urbe condita).

Cosa “chiede” lo stato al… tribunale (sigh!)?

Multe. Sanzioni. Cioè? “Niente”. Billions docet.

Quanto “vale” una vita di un… danneggiato? Questo passa. Ci sei? Sì, qualcuno verrà licenziato, arrestato, condannato, incarcerato, etc. Ma (ma)… nulla cambierà quello che (ti) è già successo:

ove, i cocci sono sempre “tuoi” (qua, così).

E… “te”, or dunque, non sei altro che f(Te) ma… a pezzi! 

Gira che ti ri-gira. 

“Ma se la sa gira…”.
Tognella

Atteggiamento. Ok? 

“Velocità” di attraversamento dello spazio = Oltre.











 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4293
prospettivavita@gmail.com


martedì 29 settembre 2026

Patriota.


“In piedi patrioti alle armi. Impegnatevi…”.

Ricordi? Il testo è “di uno” che ti dava dello “stupido, scemo, imbecille…”. E, “te” che facevi/fai? Andavi/vai a comprare la sua musica. Andavi ai suoi concerti. Perché? Bè, probabilmente perché non ti reputi “uno di quelli che l’artista prendeva di mira o denunziava”. Vero?  

Sì, ti senti diverso, “te”. Boom! 

“Quante stupide galline che si azzuffano per niente…”: 

“te” (laggente non solo Smith).

“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi 
non viene dalle stelle… 
Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena. 
Potete stare a galla 
e non è colpa mia se esistono carnefici 
se esiste l'imbecillità 
se le panchine sono piene di gente che sta male…”.
Up patriots to arms – Franco Battiato

Battiato ha usato il termine “patriota”, agganciandolo “ottocentescamente” alle armi. Ma ne’ “La voce del padrone” ha abbracciato il lato “commerciale” della professione. Uhm.


“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi, non viene dalle stelle…” = le “stelle” esistono ma non ci sono, ergo, la “fantasia dei popoli…” è ispirata da chi non esiste; c’è.

Da chi ti è sempre d-avanti almeno di un “passo”, nel senso del paradosso di Achille e la tartaruga. Alias, un “vantaggio” è e rimane sempre lo stesso “vantaggio”. Qualcosa che è già successo, se non viene fermato, continua a succede_Re ma “niente” = l’AntiSistema ti ha, però hai sempre “bisogno delle prove”. 

Chi (ti) parla, or dunque (qua, così). No? 

Chi ti “ispira a…”. Perché sostanzialmente non decidi nulla. Perché sei “libero” solo all’interno di un recinto. Non sono domande, per inciso. Sono riflessioni financo Verità. 

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…
Ogni uomo è destinato a morire
ed è scritto nelle stelle e
in ogni linea sul vostro palmo della mano
che siamo davvero folli a fare le guerre
sulla pelle dei nostri fratelli d’armi…”.
Brothers in arms – Dire Straits

Sei in “grave difficoltà” (qua, così). Tanto che, ehm… ne sei avvezzo. Sei abituato, pronto. 

Rispondi sempre “presente!”. 

Ma, senza accorgerti essenzialmente. Come se fossi all’inferno, però “niente di serio…”. Ricordi? 

“Miei fratelli d’armi, ci sono tanti mondi differenti, tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”:

chi ti “ispira” (qua, così)? 












“Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”. Ok?


In che modo “uno” può avere “un solo mondo…”, ma “vivere in diversi…”. Bè, ad esempio ma causalmente, quando sei “Dio” = l’oro. Quando ti puoi “esercitare” mediante le caratteristiche conferite a Dio. Le solite, dai. Quelle che la non solo tecnologia ha svelato oramai anche al grande pubblico (a “te”, laggente). 

Avatar docet. Dune docet. Star Wars docet. 

Un “pianeta natale” Vs la colonizzazione del resto o del “prossimo”. Di chi si tratta, dunque? Chi ti ha intubato nell’AntiSistema, nel quale dirige in toto l’intera orchestrazione. Il “digitale” a cosa ammonta, nella sostanza? 

Ed il cosiddetto “metaverso”?

La pianta labirintica è stata espansa, allargata, ampliata, resa ancora più “profonda”, etc. Mentre, il “patriota” è scomparso dalla scena, forse perché è lo “spettacolo” che s'è cambiato di/la scenografia. 

Dr. Ford docet. 




L'esperienza del Triennio repubblicano (1796-1799) rappresenta un momento di profonda frattura e rigenerazione politica per l'Italia. In questo brevissimo arco di tempo, l'arrivo delle armate napoleoniche provocò il crollo degli antichi Stati assolutisti e la nascita delle Repubbliche giacobine (come la Cisalpina, la Romana e la Napoletana), trasformando radicalmente il linguaggio e l'orizzonte concettuale della penisola. Il termine “patriota” divenne il fulcro di questa trasformazione, assumendo una forza e un'ambiguità del tutto nuove.
L'ambiguità e l'abuso del termine.
Prima del 1796, “patria” indicava spesso semplicemente la propria città natale o lo Stato regionale di appartenenza. Con la rivoluzione, il termine si politicizzò rapidamente, ma i suoi confini rimasero fluidi e fumosi per diversi motivi…
Eterogeneità ideologica: sotto la stessa etichetta di “patriota” convivevano figure moderate (favorevoli a riforme graduali e allineate alle direttive francesi) e radicali o giacobini democratici (che sognavano l'unità d'Italia, l'uguaglianza sociale profonda e la piena indipendenza da Parigi).
Opportunismo politico: con il cambio di regime, molti esponenti della vecchia nobiltà o della borghesia si proclamarono “patrioti” solo per conservare i propri privilegi o per fare carriera all'interno delle nuove istituzioni repubblicane, inflazionando e svuotando di significato la parola.
La dipendenza dalla Francia: per le masse contadine e i reazionari, il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore).
Un catalizzatore di energie senza precedenti.
Nonostante le sue contraddizioni, la parola “patriota” ebbe una straordinaria forza mitopoietica e mobilitante. Funzionò come un potente catalizzatore di energie politiche e sociali perché…
Creò una nuova identità collettiva: per la prima volta, superando il vecchio particolarismo regionale, un gruppo dirigente diffuso in tutta la penisola si riconobbe sotto un unico ideale. Il patriota non combatteva più per il proprio re o per il proprio campanile, ma per la rigenerazione della società.
Introdusse il concetto di “Nazione” moderna: il termine legò indissolubilmente la libertà individuale alla sovranità popolare e all'idea di un'Italia unita, o quantomeno confederata. I dibattiti del Triennio (si pensi al celebre concorso del 1796 su “Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d'Italia”) posero le basi teoriche del futuro Risorgimento.
Mobilitò lo spazio pubblico: essere patrioti significava partecipare alla vita politica attiva. Le energie si riversarono nella redazione di giornali, nella stesura di costituzioni, nella nascita dei club politici, nei teatri e nella creazione di simboli (come l'adozione del tricolore).
In sintesi, sebbene l'esperienza del Triennio si sia conclusa tragicamente con la restaurazione del 1799 e le feroci repressioni (come quella della Repubblica Napoletana), il concetto di “patriota” smise di essere una vaga astrazione letteraria. Diventò il motore di un'azione politica concreta, lasciando un'eredità ideale che avrebbe alimentato le lotte carbonare e risorgimentali dei decenni successivi…

Ok? Cotto, bollito, mangiato e digerito. Ops.

Per le masse contadine... il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…

Vedi che sono proprio le “masse contadine” che vedono le cose come stanno nella sostanza, seppure sempre esposte, alla mercé, del “sapere” Vs la “ignoranza”. Come da sempre va in onda (qua, così) fra “chi porta il progresso” e “chi se lo deve fare andare bene a forza”. 

Conquistadores Vs... conquistati. 




Gli Iafet-iti sono gli “ebrei”. Ok? 

Tutto il mondo è Iafet-ita, ma a livello di “alta gerarchia”. Di certo, non a livello di popolo = “te” (laggente). 

L’vnicvm ti ha da un certo “livello”, mentre al di sotto giunge “solo” l’eco, il comando, la delegazione, l’ordine, l’ispirazione, il “verbo”, il “futuro”, il “destino”, etc. etc. etc. 

Quando si dice “mira in alto”. No? 

“Punta al bersaglio grosso…”, ti lascia sempre per strada, in mutande, ad auto rimirarti da “te” in “te” (qua, così). Mentre, il “bersaglio grosso” in termini sostanziali è sempre tale “alta gerarchia” da cui si espande il co-ordinamento sulle “terre promesse” AntiSistemiche. 

In qualcosa ove è già successo anche tutto quello che “ti aspetti”. S-vantaggio. Ci sei? Cos’è un vantaggio se non si può abbattere sulla maggioranza in ombra. A chi giova, altrimenti. A che “serve”, se non ci sei “te” (qua, così). 

Se non c’è il (qua, così), alias, sia la “scena del delitto” che la “pistola fumante”. Il colpevole è il “maggior-domo”. Trovi?

Ed ora, “non c’è trucco, non c’è inganno…”, chi erano (sono) i “giacobini”, in termini di controllo da “a monte” = essenzialmente?

Gli Ebrei nei club dei Giacobini durante la rivoluzione francese del 1789… 
Zosa Szajkowski and D. L.
Link

Nella pagina che puoi non solo leggere online, noterai che gli ebrei sono sempre... la vittima predestinata. Peccato che sono gli “ebrei” a sfuggirti continuamente, essendo Oltre a quello che (ti) sembra, usualmente. Loro (“eletti”) agiscono in funzione l’oro (“Dio”), ad immagine e somiglianza, da un “vantaggio” che non viene mai meno, dal momento in cui esisti “te” (qua, così). Qualcuno ti può “passare” ogni sorta di “sapere”, or dunque. Ergo:

“la fantasia dei popoli che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle…”.

È “ispirata” (qua, così).

Pro-viene da…


“Gli ebrei avrebbero dovuto diventare dei francesi, dei tedeschi, degli italiani...”.

Modello Hyksos. Ricordi? Risultato?

Sebbene abbia origini ebraiche, Sheinbaum si professa laica e mantiene un certo distacco istituzionale nei confronti del Cattolicesimo, affrontando le complesse dinamiche religiose del Messico con un approccio basato sulla separazione tra Stato e Chiesa…

Lo “vedi”? Ci sei? 

Infiltrazione sostanziale = “darti” la gerarchia, governandola dai “livelli superiori”. Ossia, una minoranza organizzata Vs il “resto del mondo” (qua, così). 

“L’interpretazione del passato diviene una profezia retrospettiva che lo rappresenta come una preparazione significativa del futuro…”.
Lowith Karl

Come in Dune: chi conosce il passato può prevedere il futuro...
Come per Malanga, quando cita la Derivata di Fourier.
Perché la solita “storia” si ripete? Perché è tutto frattale, da espandere però nella sostanza. Già (ti) è successo. Lo “vedi” (sostanzi) dal ciò che continua a…, ma al solito (qua, così), “niente”.



Una razza che... non si è mai estinta... = i Cain-iti.
I trans-umani o ibridizzati (con la tecnologia/conoscenza).

Il resoconto di un misterioso colloquio tra Sigismondo Arquer, insigne geografo cagliaritano condannato a morte dall'inquisizione e arso vivo nel 1571, e Onofrio Panvinio, priore agostiniano, avvenuto nel carcere di Toledo nel 1567, viene alla luce per caso nel corso di una ricerca condotta dall'autore. Arquer rivela che la civiltà che aveva popolato la terra prima dell'inizio della storia era stata in grado di elaborare conoscenze matematiche e astronomiche capaci di calcolare con precisione terribili eventi cataclismatici che si ripetono ciclicamente. Gli intervalli tra una distruzione e l'altra segnano e caratterizzano la società. Sostituendo lo spazio come dimensione da dividere, il tempo è in grado di determinare profondamente il destino dell'umanità e la sua profonda arcana conoscenza è il frutto proibito di cui parla la Genesi. Le influenze del tempo sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia, vengono utilizzate per soggiogare la società, incanalandola su binari predefiniti, grazie a un intervento progressivo nei processi formativi della cultura e delle idee in cui le coscienze vengono forgiate seguendo la traccia di una complicata architettura sociale, legata a precise sequenze temporali, collegate a congiunzioni astrali e a fenomeni geodinamici e magnetici…
“Il tempo della fine” – Sigismondo Panvini

Le influenze… sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia…:

ossia
Cain-iti (“conoscenza massonica”)
Vs
la “Arca” (diluvio universale)
nelle “terre promesse” = la “terra di mezzo” (qua, così).

Gli Iafet-iti sono loro (“eletti”). I Cain-iti sono l’oro (“Dio”).

Tutto il resto è “noia” ma soprattutto, potenziale (contemporaneo). Se vuoi, “speranza”. Ok? 

Ma se “sei morto dentro”, hai voglia a... di-sperare.

“Il termine ‘storia’, non trova nella lingua ebraica altro equivalente che ‘toledoth’: generazioni’…  Il calendario… segna l’inizio della storia…”.
Il tempo della fine – Sigismondo Panvini

“L'operazione degli Harkonnen è avvenuta all'improvviso. Senza dichiarazione di guerra...”.

Uhm. A chi “assomigliano”?




“E l'imperatore che ha detto? Niente... la sua inerzia mi è difficile da accettare... Mio padre è sempre stato guidato da calcoli di potere... La voce da un altro mondo...”.
Dune

El Bar-one. Il grande baro!

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…”.
Dire Straits

Che… dire? 

Per le masse contadine… il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…
Ora che non sei più nemmeno “massa contadina”, sei completamente auto esposto a tale “e-vento”: 

quello AntiSistemico che nemmeno registri, avverti, accusi, “senti”, etc. 

Figurati quanto disti dal sostanzia_Re. 

Patriota = ripotata (participio passato femminile singolare del verbo ripotare, che significa sottoporre una pianta a una nuova potatura…).

Ma anche, piratato = contraffatto, hackerato, craccato, abusivo…

E, senza “i”, bè…: tarpato! 

Il “verbo” è al passato ma “qualcosa che non cambia”, f-issato al (qua, così), con “te” come più valente “legame covalente”, in grado di auto manutenere fisso e stabile lo “arcano maggiore”. 

“I nostri obiettivi si misurano in secoli...”:
o in alcune traduzioni “in generazioni...”...
Una delle frasi più celebri pronunciate dall'Ordine Bene Gesserit, in Dune...
Quando la “Uè!” verrà percepita come... patria, dalle nuove ri/de-generazioni?

Ciao!

“O mia terra natia: per me il destino ha deciso che io sia sepolto dove nessuno a me caro potrà versare le sue lacrime...”.
Ugo Foscolo
Pur sapendo che le illusioni non hanno un fondamento razionale o trascendente, l'uomo non può farne a meno. Esse spingono ad agire, lottare e sperare. Le principali illusioni foscoliane. Le illusioni si incarnano in grandi ideali civili e morali...
La patria e la libertà: ideali politici per cui vale la pena battersi...














  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4288
prospettivavita@gmail.com