lunedì 18 settembre 2017

Lo splendido paesaggio richiede la splendida prospettiva.



Fai la ninna, fai la… nanna… piccolin3 della mamma…”.
Nel sito archeologico di Ur spiccano le rovine di una imponente ziqqurat (alta 21 metri) ed ancora in gran parte intatto un tempio dedicato a Nanna, la divinità della luna nella mitologia sumera
Link 
Come la “barriera corallina” anche il tuo sapere è un accumulo di informazioni, memorie e deviazioni; una costruzione sulla quale conti per la... ricostruzione di quello che “è già successo”. 
Di ciò che ha, perlomeno, due “facce”:
la versione di comodo (deviata) “qua, così” e quella originale (parallela) “qua, altresì”.
Ora, sino a quando tale parallelismo significherà mantenere la versione originale all’ombra della deviazione, l’informazione risultante sarà complessivamente una sorta di “mosaico”, format3 dalla deviazione + l’origine
Questo, poiché “qua” vige la caratteristica frattale espansa “memoria”:
qualcosa che non può essere mai del tutto “mess3 a tacere”. 
Al limite, può essere confus3 attraverso la deviazione stessa, interagente sulla/nella Massa a livello in-conscio (nel conscio). 
Una parte della “tua” mente, auto ricavata in leva – ad esempio – mediante la generazione di un “segreto”, motivo per il quale – nella mente – si crea la “necessità” di un’area idonea all’auto mantenimento di tale “motivo indiretto”. 

Il segreto, ispirato a livello massivo sociale umano, determina la forma... nella forma mentale, conseguente. 
È come “partizionare” la memoria di un Pc, andando oltre alla divisione dichiarata nella funzione “esplora risorse”, bensì, riuscendo a nascondere un’area privata/riservata, ad “immagine e somiglianza” sia dell’interesse che della parte sotto dominante “qua, così”. 
Nel conscio, l’in-conscio (il segreto):
l’intero frammentato ad hoc, funzionalmente.
Un fatto che ricorda, sostanzialmente, il “è già successo” (l’avvento della condizione sotto – alla – dominante). 

Nota bene: 
sotto (alla) dominante, è un concetto cardine che – in epoca antica (caratterizzata dall’utilizzo delle forme di scrittura simboliche, costituite da “parlanti” disegni più che da “muti” segni) – poteva molto bene essere reso pubblico, dichiarato, trasmesso ai posteri (oltre che celebrato), denunciato, reso manifesto e ricordato, etc. proprio attraverso la dichiarazione immaginifica. 
Qualcosa che, nel durante significò venerare la forma reale/imperiale in auge e che, dopo, significò (e significa ancora) possibilità potenziale di accorgerti (e ricordare) della compresenza immanifesta sotto (alla) dominante AntiSistemica










La memoria è una “eredità”; in qualsiasi modo trova sempre di trasmettersi, ossia – in assenza di tempo, ma (ma) solo alla compresenza della “chimica (trasformazione)” – di “essere (e rimanere come tale, in quanto… tale)”. 
Allo stesso modo, l’umanità sopravvive, vive (esiste) nonostante tutt3 “qua, così”
L’annichilimento è sempre di quelle "parti" che si trasformano, dimenticando. La memoria, essendo puro spazio potenziale, non può dissolversi, poiché funzionale. 
Allora, è tutto ciò che le “ruota attorno” a trasformarsi, in maniera tale da trasformare ciò che ricorda, dando luogo ad ulteriore trasformazione, in quanto ad apparenza fisica... sostanzialmente, tuttavia, ancora rimanendo sede della/per la memoria frattale espansa. 
Ma (ma) differente è ciò che le parti “respirano” nell’indotto, che è ancora (sempre) 1) sostanza e anche 2) fisica apparenza che, “qua, così”, ha la meglio sulla Massa sotto ad incanto (sotto – alla – dominante). 



Ciò che trasforma in sottodominanti, così come Circe trasformava gli esseri umani in… animali da cortile (in cattività, già addomesticati ed utili al sollazzo ed al nutrimento funzionale dell’incantesimo). 
Qualcosa che “funziona originalmente”, continua a funzionare per sempre, nonostante tutto
Qualcosa che “funziona secondariamente”, funziona sino a quando le parti glielo concedono.
Qualcosa che è permesso sempre (sempre) dal funzionamento originale (sistema operativo frattale espanso). 
Se (se) ti sembra che “ciò” non faccia altro che riportare lo stesso ambito (senza risposte sostanziali) “qua, così”, anche oltre… non cambiando nulla di fatto… non ti rendi conto che, in tal modo, la parte “oltre” si arricchisce anche della tua consapevolezza, alias
che... ti sei già accort3 della compresenza immanifesta sotto dominante.
Il “quadro” è diverso, sostanzialmente
“Qua, così” non te ne accorgi. 
Oltre, te ne sei già accort3. 
È, questo, il principio (ed il senso) di “spostare il presente in un'altra epoca (non importa se prima o dopo)”, in maniera tale da rendere evidente ciò che “ora, ‘qua così’” non lo risulta affatto. 
Qualcosa che, tuttavia, AntiSistemicaMente… sembra solo (solamente) un film, un romanzo, fantasia, fantascienza, immaginazione, creatività, spettacolo, intrattenimento, business, etc. 

Quando (se) riesci ad espandere ogni singolo “fotogramma”, che utilizzi per “farti una idea”, allora (di conseguenza) da una simile singolarità puoi estrarre, decodificare, ricavare, intuire, sentire, etc. anche e sopra a tutto… valore aggiunto frattale espanso:
consapevolezza, accortezza, essenza…
Ur, nel suo momento di massimo splendore, poteva raggiungere una popolazione di oltre 30.000 abitanti.
Secondo un'altra stima, Ur fu la più grande città del mondo dal 2030 a.C. al 1980 a.C. con una popolazione di circa 65.000 abitanti…
Link 
La particella “Ur” – che indicava una simile “città (situazione)” – ha subito 1) una trasformazione per conglobazione nel lessico e 2) l’incastonatura (come una gemma preziosa nello scettro di un Re) del significato, 3) sempre nel medesimo modo. 
I due volti della stessa medaglia, coesistono, dato che esiste la funzione di memoria frattale espansa, in quanto “registro per il funzionamento” del sistema operativo frattale espanso:
una App che, nonostante il domandarti “da chi è stat3 costruit3?”, esiste comunque… al di là del tutt3 “qua”. 
Chi l’ha costruit3
Ci sono “risposte” che possono trovare la “via”, solo quando la domanda non è una domanda, bensì, una ferma intenzione; il che, parte dall’assunto che la richiesta è un ordine e che, dunque, la parte è una grande concentrazione di massa, giurisdizionale, rilevante (perlomeno in un certo ambito locale opportunamente preparato, propizio, etc.). 

A quel “punto”, non esiste domanda né curiosità:
esiste solo l’intenzione di… 
L’antro di un potere singolare che “è”, che ha subito uno “shock”, che ha dimenticato e che, “ora”, è ritornato in sé… non chiedendo ma ordinando
Il sistema operativo frattale espanso è una funzione:
non è null’altr3.
Non è un interesse a pagamento.
Non applica alcun tipo di merito, iniziazione, appartenenza, etc.
In ess3 ti ci rispecchi:
vedi te stess3 attraverso il di l3i.
Può, infatti, un valore universale, chiederti qualcosa in cambio? No. 
Se (se) credi di sì, e perché sei sotto ad incanto dominante “qua, così”. 
Lo specchio ti chiede qualcosa in cambio, per rispecchiarti
No. Funziona in questo modo… 
Dunque, anche la particella “Ur” viaggia nella trasformazione apparente (ma fisica), mantenendo il nesso causale con la propria origine (e significato)
Memoria frattale espansa ambientale = “è già successo”. 

I molti livelli che s’intrecciano ed accumulano storicamente, hanno sempre (sempre) un senso unico auto contenuto:
qualcosa che ti porta dritt3 dritt3 al momento d’inizio. 
A quell’inizio che sfugge, dato che il “qua, così” è una compartimentazione stagna, un auto isolamento perfetto ed assoluto (al di là della condizione di memoria frattale espansa, che è il trait d’union tra te e… tutt3). 
Il vertice è distaccato. C’è come una “voragine (che nel medioevo veniva raffigurata come la Terra piatta, che finiva nel ‘baratro’)”. 
L’inizio si trova al di là del “vuoto (nulla, paura)”
per questo non lo ricordi più, direttamente.
L’inizio è uno “shock”. 
L’avvento di una invasione che è, di più, una sorta di pandemia (la dominante è un principio, come la malattia, la ruggine, la muffa, il calcare, l’attrito, l’attaccamento, etc.). 
La conquista è la condizione di massima espansione della componente virale “dominante”, l’incanto che “è già successo” e che ha colpito almeno il 95 per centro dell’umanità (un dato prossimo al massimo del 99 per cento, dato che tu esisti e potenzialmente “vali”). 
Ricordati di “Ur”, la città e vai oltre…


Con Urheimat (dal tedesco: Ur - originale, antico, pre - + Heimat casa, patria…) si intende in glottologia la patria originale dei locutori di una certa protolingua.
Poiché molti popoli tendevano a spostarsi e ad espandersi, non esiste un'urheimat assoluta, ad esempio, c'è un'urheimat indoeuropea differente dalla urheimat germanica o romanza.
Se la protolingua veniva parlata in tempi storici, la urheimat è tipicamente indiscussa, così come lo è l'Impero romano nel caso delle lingue romanze.
Se la protolingua non è attestata, o non è attestata la sua esistenza, di conseguenza sia l'esistenza, sia l'esatta localizzazione della urheimat può essere solo di natura ipotetica
Link 
Ur = originale, antico, pre… (guarda non caso, la storia deviata di quale cultura narra in quanto a precorritrice della attuale? Di quella Sumera, nella quale “Ur” era una delle città più centrali e rappresentative). 
Una forma di civiltà che “nasce come da nulla”, oppure, che si manifesta ubiquamente così come sia l’uovo che la gallina (che, per questo motivo, non riesci ad identificare quale sia la parte iniziale, che viene prima). 
Ma (ma) qualcosa che si manifesta – allo stesso modo – parallelamente, significa che la generazione fa parte di un progetto che ha già previsto per intero il progetto stesso ed ogni sua componente (il sotto progetto “ciclo vitale uovo-gallina” prevede che serva sia l’uovo che la gallina che, a tal pro, compaiono d’assieme nel “qua, così”). 
La “creazione”, quindi, è artificiale:
un progetto
o
la rigenerazione.
Ovvio che una simile consapevolezza implichi che, allo stesso modo, esista la parte che progetta, rimandando così la risoluzione dell’arcano a “data da destinarsi”, all’infinito buio dell’ignoranza… 
Ma (ma) non è così:
di ciclo in ciclo, risalendo la “corrente ‘un passo dietro all’altro’”, giungi ad un punto che sembra come auto distaccato da tutt3, dalla cui prospettiva non sembra possibile più “fare null’altro”. 
Ritornare indietro? No
Dietro c’è solo, ancora, “paura” per/di quello che ti aspetta (e che ricordi ancora molto bene).
Se la protolingua non è attestata, o non è attestata la sua esistenza, di conseguenza sia l'esistenza, sia l'esatta localizzazione della urheimat può essere solo di natura ipotetica

Oltre Ogni Orizzonte c’è, all’inverso, “qualcosa” che ti ha attratt3, richiamat3 sino a “lì”… dove sembra che non esista più nulla di “calpestabile né immaginabile”. 
Allora (allora) ricorda il “perché” hai intrapreso la “via”. 
Perché lo hai già fatto? 
Sull’onda di quale “terra promessa” ti sei moss3? Sulla scorta di quale apparenza e volgare inganno? Cosa (chi) ti ha rigenerat3 “qua, così”? … 
L3 puoi ancora “intuire”, persino facendo perno su/in quella “logica” che, se opportunamente ricalibrata, ti può servire come un grimaldello al fine di aprirti un varco nella logica (mente) stessa:
come puoi utilizzare la mente, per capire la mente?
Non lo puoi fare. 
Ma puoi, invece, usare la mente per ricordare il “è già successo”
Questo fa la differenza, in quanto lo “studio della mente, con la mente” è un cul de sac memorabile, nel senso di… epocale (loop). 
Allora, puoi usare la mente per degli scopi che “grazie alla mente” puoi perfettamente raggiungere, ricollegare, ricavare, concretamente realizzare anche se/nel “qua, così”… con la mente irretita dall’incanto e che, dunque, non può servire per studiare se stessa, in quanto qualsiasi “studio” lascia sempre (sempre) al di fuori proprio la componente sotto (alla) dominante, perno dell’incanto (programmazione) stess3.
Dare a Cesare quel che è di… Cesare” = utilizzare la mente per quello che ti permette di “fare” e non per quello che promette di permetterti di conoscere di sé, se (se) attraverso se stessa.
Riesci dal loop. Utilizza in leva, tutt3. 
Non è uno sfruttamento: 
è disporre sensatamente di ciò che esiste
Con la ferma attenzione di non decadere in una nuova sede accogliente la componente virale sotto dominante. 
Ogni singolarità è potenzialmente un/il Dominio:
una volta pienamente realizzata, è matura per essere attaccata dalla dominante, da una simile corruzione, tentazione, ruggine, principio, etc. perché l’ambiente “qua, così” ne è pregno ed urge, quindi, una completa e totale, assoluta, auto disinfestazione. 


Una volta bruciavano i defunti:
“ora”, li si conserva al riparo da tutt3.
Chi (che cosa) tendi a “preservare”?
Ogni f-atto indica, oltre che una azione, di più, un significato, sostanza, senso, origine, etc.

Ricostruzione.
Nei casi in cui la Urheimat di un particolare gruppo linguistico non sia conosciuta, un metodo di identificazione è quello della Paleontologia linguistica attraverso l'analisi del vocabolario della protolingua e delle lingue derivate.
Per esempio, se non esistessero documentazioni storiche e si volesse trovare l'urheimat delle lingue romanze, la radice latina per "vacca", che è abbastanza simile per tutte le lingue neolatine, potrebbe indicare che le lingue romanze si sarebbero originate da un luogo dove ci fossero vacche.
italiano: vacca
portoghese: vaca
spagnolo: vaca
francese: vache
romeno: vacă…
Sono state proposte molte locazioni per una urheimat indoeuropea; lo studioso Mallory disse:
non ci si dovrebbe chiedere dov'è la patria degli indoeuropei?', piuttosto ‘dove l'hanno messa adesso?’”…
Link 
Queste “parole” – così riportate, d’assieme in questo Spazio (Potenziale) Solido - contengono e descrivono una qualità eccelsa del “sentire”, dell’intuire, dell’auto decodificare, del ricavare sostanza, etc. 
Le alte volute di una simile fiamma raggiungono l’Oltre Ogni Orizzonte e decorano il tuo “interno” in una maniera talmente “magnifica”, da risultare quella forza che senti sempre (sempre) dentro a/di te, nel profondo… non sapendo mai come e dove collocarla significativamente.
Uno splendido “paesaggio” richiede una “splendida prospettiva”…


 
“Fai… che sia te stess3, questa prospettiva: la ‘via (chiave, leva, "formula")’ che ti apre al… paesaggio (passaggio)’”.
     
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2144