venerdì 29 settembre 2017

Quando la Cina scoprì l’Europa, ma si ritirò nel proprio oblio.



Hai presente quando nel Deuteronomio, il “Signore” spinge il “popolo eletto” ad andare “là” ma (ma) non “lì”?
Allorquando, “là”costituiva la “terra promessa e, al fine di entrarne in possesso (poiché, aimè, già abitata), doveva – detta genie – invadere e conquistare (alias: uccidere e forsanche sterminare) ciò che si trovava nel tal luogo “target” del “Signore Dio tuo…”.
Allora… Mi permetta di illustrarle il sogno di Nostra Maestà”.
Aspettando il Re
In un ambito caratterizzato da una “potente figura centrale”, e da potentati locali (che amministrano, di fatto, le terre imperiali ed impediscono ogni cambiamento sostanziale), è logico che – non solo se l’impero è in fase di espansione – tale lottizzazione goda di privilegi e preferenze, anche a livello di sottodominanti
Se (se) una “amministrazione” necessita di una “ripulita”, cosa viene normale ordinare (“ispirare”) per parte dell’imperatore o, meglio, della classe dirigente l’impero?
Generare del “nuovo che avanza”, sotto al completo controllo di fondo della situazione, ed istradare tale movimento proprio in quelle “province” più adatte ad essere “riorganizzate”
Ergo:
“là” sì, “lì” no.
Le terre erano tutte già popolate ed amministrate. 
Il “nuovo” non esisteva per nulla affatto
Così come non era “nuovo” nemmeno il continente “pre colombiano”. 

Semmai, lo sembrava... se (se) osservando dalla coordinata europea (altra), nel momento in cui la parte osservante incarna l’esito "deviante" dell’auto disinnesco by condizione sotto (alla) dominante “europea”, ad esempio. 
Cioè, non c’era nulla di nuovo nemmeno per gli “occhi” delle parti europee che, in qualche modo, avevano conservato una certa “capacità (memoria, esperienza, privilegio)” di lungimiranza e logica d'interesse. 
Le “casate reali”, ad esempio, potevano godere di questo status (sapevano dell'esistenza di quelle terre ed il punto era "come e chi avrebbe dato il via alla corsa"), ma (ma) in quanto a “segreto” da, accuratamente, non divulgare “dando perle ai porci (fossero, quest3, anche componenti della famiglia reale)”. 



L’informazione che... “al di là del mare” ci fossero delle terre “inesplorate”, giunge dalla notte dei tempi, ossia, dal decorso della storia stessa, che ammette l’esistenza di imperi già sorti e tramontati da millenni, che avevano – nella loro tradizione – già “scoperto” tutte le terre emerse facenti parte del “globo (una forma che ‘basta andare sempre in una direzione, al fine di ritornare punto a capo’. Per la verità, ‘il girare intorno’ non è una caratteristica solo delle sfere, infatti, anche un piano te lo permette di fare)”. 


Trasformandosi, ogni situazione diventa una “nuova” situazione, quando la Massa “perde di vista il ‘è già successo’”. 
In questo modo, la Terra può essere continuamente suddivisibile secondo “nuove” infinite linee di tendenza, che la trasformano in un banchetto perpetuo, sempre rinnovabile (potenziale e “sogno” sotto – alla – dominante). 
Prima di Internet, la Terra era manchevole della "Rete"? 
Era, comunque, “andata avanti” ugualmente. No? 
Ma (ma) questo dicesi “sviluppo”
Una evoluzione di “qualcosa” che è di più l’evoluzione di qualcun3 “qua, così”. 
Dato che la Massa è passata dalla schiavitù più grezza, a quella più sottile… non cambiando, tuttavia, il “proprio” status di “deprivazione della sovranità”. 
È inutile che fai finta di niente e che continui a “girarci in tondo”. 
È solo che così. 
“Tu” sei un3 schiav3. E sei sfidat3 a dimostrare il contrario, dato che è solare che sei “qua, così” un3 schiav3, 
Mentre, il contrario, è piuttosto difficile da dimostrare, anche alla luce del passaggio dall’oscura caverna al comfort della “tua” casa. Puoi sempre (però) ricorrere al "credo":
qualcosa che ti rende come un automa.
Di notte, sulle colline i fuochi delle distillerie brillavano come le luci di un maledetto albero di Natale. Al di là delle montagne, nelle città… era arrivata la più grande ondata di criminalità che il Paese avesse mai visto. Fiumi di liquore illegale scorrevano dalle colline alle città”.
Lawless
Il “protezionismo”: 
la conoscenza psicologica del “come avrebbe risposto la Massa” e del “cosa si sarebbe sviluppato, in seguito”
“Qua, così”… tutt3 serve, al fine di auto intrattenere tutt3, accendendo fuochi nella notte, capaci di attirare l’attenzione di coloro che “non devono avere possibilità di accorgersi di essere… schiav3”. 
La schiavitù solare (quella che una volta era sancita per legge o interpretando i vuoti della legge) è scomparsa (quasi ovunque), segno che c’è una strategia in corso d’opera (dato che, nel frattempo, nulla è cambiato sostanzialmente).
E, se c’è una strategia, significa – anche – che c’è una mente pensante, in tal senso. Che continua ad approfittarsi della situazione “qua, così” (e, fai attenzione, teme la riunione "formulare" della Massa).
“Ora”, quali “investigazioni” stai facendo a tal pro?
Rifletti:
non stai facendo nulla. Niente.
Impegnat3 come sei, sempre (sempre) a “fare altro”…
Anche se non stai facendo niente.


Il “circuito” reale manifesto “qua, così” qualeguadagno” permette?
Il guadagno, in ambito elettronico, è la trasposizione del termine inglese gain, che indica la capacità del circuito di incrementare l'ampiezza o la potenza di un segnale.
In altri termini è il rapporto tra la grandezza d'uscita (che sia, per esempio, una tensione o una corrente) e quella d'ingresso…
Un guadagno di cinque indica che la tensione (o la potenza) in uscita viene incrementata di un fattore cinque…
Link 
La capacità del circuito di incrementare l'ampiezza o la potenza di un segnale (cosa significa: che “qua, così” sei schiav3. E, significa anche che esiste il potenziale).
La “genialità” di questo processo (strategia) è far passare tutto quello che continua a succedere, in maniera tale che sia interpretabile solo in virtù di parametri “positivi” e, dunque, ampiamente accettati massivamente (nonostante ogni riferimento certo, che ti ammonisce di sopravvivere in qualcosa che risulta come deleterio, inquinante, ingiusto, etc.).
Cameron, al fine di “girare” Avatar, ha dovuto “inventarsi un popolo con tutta la propria tradizione e un pianeta abitato da tale popolo”:
ma (ma) ha veramente inventato qualcosa di “nuovo”?
No.
Ha preso spunto dal/nel “qua, così”. 
Per cui, la sua è - fra l'altro - una “critica”.
Una denuncia di ciò che avviene sulla Terra… 
Qualcosa che quando “vedi, assistendo da una comoda poltrona”, fai il tifo per i nativi (così come, ora, credi che i nativi di/in ogni parte del mondo, siano ingiustamente “maltrattati” ed il “è già successo” sia profondamente “bestiale”), nonostante – poi – la “tua” vita non ti metta nella possibilità di avere e dimostrare “coerenza”. 
In un certo senso “te la devi andare a… trovare”.
L'incremento dell'ampiezza o della potenza di un segnale... che cosa “è ‘qua così’”
Lo status quo, il paradigma, l’AntiSistema, la condizione sotto (alla) dominante, etc. 
Tutto ciò a cui non ti sembra mai (mai) di poter porre rimedio o “mettere le mani”
Una situazione grottesca, nonostante l’abbandono delle caverne.
In elettronica, un amplificatore operazionalegrazie anche alla sua versatilità, è uno dei dispositivi più vastamente utilizzati sia in ambito commerciale che scientifico, in particolar modo nei circuiti analogici.
Idealmente si tratta di un circuito caratterizzato da un guadagno di tensione infinito, una impedenza d'ingresso di valore infinito, e una impedenza d'uscita nulla.
Da tali supposizioni, che consentono nella pratica di svolgere i calcoli per controllare il funzionamento della retroazione, discendono due proprietà ideali fondamentali:
la differenza tra le tensioni applicate in ingresso è nulla (se la retroazione è negativa), e le correnti di ingresso (i bias) sono nulle...
Link 
Una impedenza d'uscita nulla (non c'è alcuna "resistenza". Il circuito è assolutamente funzionale)...
Tutt3 quello che è manifest3 “qua, così”, raffigura la parte ispirante il “qua, così”:
a sua “immagine e somiglianza”.
È la caratteristica ambientale, frattale espansa, che lo permette.
Qualcosa che è al di là della capacità d’interazione e di retroazione della compresenza gerarchica immanifesta sotto (alla) dominante, che si limita a "usare" il processo, dato che funziona. Al limite, l'interazione è una "percentuale di utilizzo dell'impianto".
controllare il funzionamento della retroazione
due proprietà ideali fondamentali
la differenza tra le tensioni applicate in ingresso è nulla (se la retroazione è negativa)
le correnti di ingresso (i bias) sono nulle…
Che cosa significa:
la “retroazione” è sopra a tutto la capacità potenziale di “cambiamento (sostanziale)”
il controllo della “retroazione” permette, alla dominante, di mantenere l’ambiente “qua, così”, in quanto a proprio ed esclusivo fenotipo esteso frattale espanso (una proprietà “privata da/di te”, in quanto agente sovran3)
non ti accorgi di quello che “è già successo” e che per questo continua a succedere…


I bias… in elettrotecnica sono disturbi sistematici che alterano un valore di riferimento, la misura e la correzione (mediante dispositivi elettrici, magnetici o meccanici) degli stessi; per esempio, una tensione anomala ricorrente in un tratto di linea telegrafica.
La causa può essere nell'infrastruttura o nel sistema di trasmissione.
Si parla in particolare di bias nel campo delle tecniche di riproduzione del suono, per correggere le distorsioni:
in particolare è un segnale ad alta frequenza aggiunto a quello registrato su di un nastro magnetico…
Link 
La “distorsione” sei tu, mentre sopravvivi “qua, così”, in quanto - nonostante tutt3, sempre - “tu”
Tale “rumore di fondo” non è l’onda gravitazionale (appena “scoperta”? Appena “dimostrata”) dello scontro tra due Buchi Neri (o del Big Bang), ma (ma) della tua compresenza sovrana in quanto… te stess3:
un “bavaglio” che non ti può mai del tutto, zittire.
Questi elementi e soprattutto la loro combinazione rappresentano le novità di maggior rilievo della trasformazione in corso e nello stesso tempo definiscono lo sfondo su cui proiettare l’evoluzione recente del sistema manifatturiero italiano e da cui ricavare indicazioni sulla direzione intrapresa dal cambiamento
Produrre beni identici in serie elevate generava benefici ineguagliati sul piano della produttività ed era la soluzione a un duplice ordine di problemi:
a) aumentare l’efficienza e quindi ridurre i costi di produzione per unità di prodotto e b) simultaneamente incrementare la domanda del bene attraverso la riduzione del suo prezzo di vendita
L’efficienza era massima (e i costi unitari minimi) quando "le macchine prendono, per quanto possibile, il posto delle competenze umane e gli impianti sono destinati a compiti molto specializzati nella produzione in modo continuativo dello stesso prodotto senza alcuna variazione"…
I processi di standardizzazione si sono avvantaggiati della presenza di mercati di grandi dimensioni.
Mercati molto estesi consentono il rapido assorbimento di elevati volumi di offerta e aumentano le economie di scala e di specializzazione.
Ma paradossalmente nel corso dell’ultimo decennio del Novecento l’apertura dei mercati internazionali e il raggiungimento, in numerosi contesti, della dimensione potenziale massima – quella globale - hanno coinciso con la definitiva rottura del paradigma stesso.
L’integrazione dei mercati, la riduzione delle barriere agli scambi e l’abbattimento dei costi comunicazione e di trasporto, in sintesi, l’insieme dei processi che vanno sotto il nome di globalizzazione, hanno accelerato tendenze già operanti da tempo facendo emergere un nuovo paradigma produttivo in cui non c’è più spazio per i beni standardizzati e dove tendono a dominare strategie di differenziazione stabile dei prodotti
La trasformazione silenziosa. Cambiamento strutturale e strategie d’impresa nell’industria italiana - Alessandro Arrighetti e Augusto Ninni
La riduzione del prezzo di vendita (in qualcosa che prevede forzatamente una "inflazione", non può sussistere).
In tutto questo (non) sono riportate (ma sono "ricordate") tutte le “correnti (tendenze)”, come accade in una miscela d’interessi “diversi (ma riuniti d’assieme, quando sviluppi un atteggiamento “formulare” capace di mettere d’accordo tutte le prospettive)” che – nella sostanza – permette l’alimentazione di un motore unico, costituito da tutti i processi in corso d’opera.
Un motore che può funzionare in qualsiasi maniera, ma (ma) che “qua, così” funziona “per trasformazione (consumo) della vita”, che continua a “ricrescere” così come un ceppo d’insalata nell’orto (finanche oltre alla stagionalità, allorquando è coltivat3 in serre, simulanti quella "natura" idonea alla rigenerazione)…
Sembra che le tendenze cambino “qua, così”
Certo, perché – altrimenti – avresti modo di accorgerti che, invece, “tutt3 è fermo” in una predeterminata “forma”, della quale ti sfugge il senso “ultimo (alias: primo, fondamentale)”. 

È una ovvietà, dal momento in cui non tutte le carte sono sul tavolo e quelle che ci sono, non risultano tutte scoperte.
Giochi di parole, funambolismi del significato, rivelazioni in luogo di rilevazioni, etc.
Per “te”, vivere è esistere ed esistere è sopravvivere per il più tempo possibile in qualcosa che, alla fine, comunque ti termina, ti elimina, ti uccide (cenere sei e cenere ritornerai):
è già tutto descritto. Vero? 
Bè, allora quale altra “direzione (impulso)” puoi avere se (se) sempre (sempre) “qua, così”?
Che cosa significa che un libro di storia (per le classi obbligatorie) è:
conforme alle nuove indicazioni nazionali”?
Se poni la domanda, fai attenzione a “chi” la proponi, dato che fa la differenza in termini significativi
ma (ma) le parti più interessate sono “qua, così”, tutte quelle che hanno qualcosa da guadagnarci, mentre le altre non ti sembrano poi tanto… corrette, perché ti risultano come “un pugno nello stomaco”.
Sono, infatti, abbastanza indigeste, dato che ti smuovono in una maniera che ti risulta come “sgradita”, nonostante sai molto bene che “dovresti proprio fare qualcosa sopra a tutto in quel senso”…
Il “nuovo” è una invenzione, di parte… quando è (in) una proiezione del “vecchio” che, in questa maniera, riattualizza il proprio bacino d’interesse, facendoti “ricircolare in tondo”.
Allora (di conseguenza), anche la forma dei pianeti non ti sembra alquanto sospetta?
Fantasia. Utopia (come dovrebbe essere)…
Se (se) a sostenere questa “fantasia” ci fossero milioni di persone, non ti sembrerebbe più una “fantasia”:
il “credo” è un legame che collettivizza (quando attecchisce).
Perché un “credo (potenziale)” non diviene virale, mentre un altro, all’opposto, sì?
Basta farti un “esame di coscienza”. No?
Il “credo”, usualmente, proviene “qua, così” dagli ambienti più predisposti ad/per essere “sede” di ogni “proponimento, proposizione”:
quelli intellettuali, esperti, preparati, etc.
La Massa non fa parte di questo “circolo”, dato che permette il “ricircolo”. 
Il “racconto”, nel Deuteronomio, del “Signore… che ordina l’invasione del tal territorio, ma non dell’altro”, assomiglia molto – anche - alla storia della Cina (e di ogni agglomerato di terre emerse, “qua, così”).
Perché non fu la Cina a scoprire l’Europa?
Nel XV secolo, quando i portoghesi cercavano una nuova via per raggiungere l’Oriente, la Cina era una grande potenza, anch’essa con ambizioni marinare.
Tra il 1405 e il 1433, in sette spedizioni, con decine di grosse navi e migliaia di marinai, i cinesi navigarono lungo le isole indonesiane, verso Ceylon e l’India, raggiunsero il Mar Rosso e il Golfo Persico; si spinsero lungo la costa orientale dell’Africa proprio mentre sul versante occidentale i portoghesi tentavano di inoltrarsi nell’oceano Atlantico.
I cinesi sarebbero infine arrivati al Mar Mediterraneo?
Molti storici si sono chiesti perché non fu la Cina a scoprire l’Europa e perché dopo questi tentativi la Cina abbandonò il mare per chiudersi a ogni contatto con l’esterno.
Nel XV e XVI secolo la Cina superava l’Europa per molti aspetti, i dati sulla popolazione e sull’economia superavano quelli europei…
I pochi europei che ebbero la ventura di conoscerla, la descrissero come un Paese straordinario di cui ammirarono i congegni tecnologici e la scienza avanzata.
La domanda che ci si pone è allora questa:
perché la Cina, avendo queste caratteristiche, è rimasta indietro? Perché non ha saputo tenere il passo con lo sviluppo dell’occidente?...
La storia della Cina dal X secolo agli inizi del XX è la storia di quattro grandi dinastie imperiali: i Sung… gli Yuan… i Ming… i Manciù, che regnarono fino al 1911.
Nonostante i cambiamenti la Cina è sempre stata caratterizzata:
da un potere imperiale autoritario
da una società fortemente gerarchica, cioè organizzata come una piramide, al cui vertice stavano i Mandarini... gli alti funzionari imperiali.
I Mandarini erano letterati, ingegneri e amministratori selezionati attraverso un complicatissimo e rigorosissimo sistema di concorsi pubblici in cui dovevano dimostrare di avere un’ottima cultura e di conoscere la lingua e la scrittura cinese, costituita da un’immensità di caratteri. I figli delle famiglie più ricche erano preparati fin dall’infanzia a questa carriera prestigiosa ma molto dura.
La burocrazia statale guidata dai Mandarini fino al XV secolo promosse lo sviluppo interno. Ma in seguito divenne un fattore di immobilismo e di chiusura verso l’esterno.
Per la cultura e la mentalità cinesi la ricchezza individuale non aveva grande importanza sociale. Non si creò mai, come in Europa, una forte classe borghese che desse impulso allo sviluppo economico sociale.
Tutto era controllato dallo Stato.
Insomma, nel XV secolo, quando i cinesi si spinsero con le loro navi lungo le coste indiane e africane cercavano soprattutto un’occasione di scambi diplomatici e volevano creare delle zone di influenza politica.
I comandanti delle navi non erano mercanti in cerca di oro e spezie ma funzionari imperiali, preoccupati che i nuovi contatti potessero modificare le tradizioni della loro millenaria civiltà
Multistoria. Corso di storia, cittadinanza e costituzione – Gentile, Ronga, Rossi
Mentre:
l’Europa impose la propria dominazione sul mondo intero.
Inizialmente i protagonisti delle conquiste coloniali furono la Spagna e il Portogallo. Essi si divisero il mondo con una linea immaginaria, la raya:
le terre a ovest di tale linea sarebbero state della Spagna; quelle a est, del Portogallo (trattato di Tordesillas, 1494)...
era una vera e propria spartizione del mondo...
Multistoria. Corso di storia, cittadinanza e costituzione – Gentile, Ronga, Rossi
I pochi europei che ebbero la ventura di conoscerla (conoscendola, anche la Cina conobbe l'Europa. Per questo smosse le acque, trovando quell'informazione che la convinse a richiudersi in sé, facendo dello status quo la conferma della regola millenaria ed attendendo tempi "migliori"). 
Lo schema è fisso:
"là" sì, "lì" no.
Perché la Cina, avendo queste caratteristiche, è rimasta indietro? Perché non ha saputo tenere il passo con lo sviluppo dell’occidente? (da qualche decennio, anche la Cina ha adottato il modello economico occidentale “moderno”. Ti sembra che, ora, sia rimasta indietro?).
Semmai, la Cina poteva incidere “alla propria maniera (cinese tradizionale)”, al tempo che fu. Ma (ma) questo non avvenne. Ella preferì godere del proprio “celeste impero”, adottando la strategia della grande dimensione e trincerandosi dietro al simbolico out out costituito dalla Grande Muraglia.
I processi di standardizzazione si sono avvantaggiati della presenza di mercati di grandi dimensioni. Mercati molto estesi consentono il rapido assorbimento di elevati volumi di offerta e aumentano le economie di scala e di specializzazione


In tutto questo processo, viene impossibile immaginare gli odierni Usa, influenzare le decisioni della Cina, allorquando erano appena stati “scoperti”.
Vero?
Un dubbio che, oggi, viene alla mente, dal momento in cui la Cina “è stata attratta dentro al gran ballo speculativo internazionale” proprio dalla chimera Usa (la Cina è tra i primi creditori degli Usa, nonché il centro all'ingrosso del mondo).
Quindi, se gli Usa, al tempo, non esistevano ancora, allora – conseguentemente – chi è che incarna da sempre (sempre) il potere di…”?
Non lo puoi dimostrare, dato che non è previsto “qua, così” dalla legge (ossia, dall’intenzione sotto – alla – dominante).
Per cui, lo devi “sentire” e credere:
gli Usa sono una costola del “ex” impero britannico
gli Usa sono costituiti da discendenti di ogni popolazione del globo
gli Usa sono l’incarnazione della “media” umana terrestre.
Tutto quello che succede “lì”, diventa virale anche “là”. 
Essi hanno quel deterrente militare che è in grado di impaurire chiunque e quando questo non succede, quel singolo “caso” riporta fuori quella qualunque situazione (preoccupazione, credo), che ti mantiene al “tuo” posto, mentre qualcosa (qualcun3) si occupa di ristabilire l’ordine precostituito, “al posto tuo.
Tutto molto "comodo". Vero? 
Se (se) la Cina avesse preferito “scoprire l’Europa”, che cosa sarebbe già successo? 
Avrebbe influenzato l’élite europea, in maniera tale da “non scoprire il nuovo continente oltre oceano”? No.
Sarebbe successo ugualmente
Probabilmente, avrebbe avuto occhi più a “mandorla”, ma (ma) nulla sarebbe cambiato: 
la sua “scoperta” avrebbe coinciso con l’interesse sotto (alla) dominante, che non è cinese o americano (o quello che preferisci credere). 
L’episodio di Babele ti indica ciò che “è già successo” e, dunque, chiarisce anche che “prima” non esisteva alcuna distinzione
Babele è un esempio di parte, che esclude tutti quei popoli che esistevano da altre parti già a quel tempo? 
No, se (se) Babele viene assunt3 in quanto a simbolismo sostanziale significativo (cosa significa) frattale espanso. 
Tutto è gerarchico? 
Significa che tutto è gerarchizzato. 
Non significa che tutto è per forza di cose gerarchizzabile. 
No? 
Nota le differenze sostanziali
Ricorri alla logica ma (ma) espandila a livello frattale: 
l’analogia, che la legge penale non permette, è la leva più potente al fine di accorgerti, anche quando non puoi “dimostrare” che è così
Accorgerti di che cosa? Che sei schiav3. 
Di chi? Di una condizione sotto (alla) dominante.
Di un principio che ha sede nel Dominio (esseri umani come te), dal quale retroaziona il “qua, così”. 
Anche senza trovare fisicamente detti individui, puoi (puoi) cambiare “credo”, direttamente da te in te
Il resto conseguirà, come il gettare un sassolino giù per una profonda scarpata:
sfruttando la “gravità” e la (di)pendenza, la forma ambientale ed il proprio funzionare, che è legge, strumento, memoria, per cui:
è “neutr3, neutrale e/o neutralizzante
in funzione della proiezione della grande concentrazione di massa, giurisdizionale
sulla/nella realtà manifesta “qua”.
Qualcosa che funziona per/in delegazione frattale espansa:
in-direttamente
non localmente
ubiquamente
in leva
wireless, etc.
Gli “attributi” conferiti alla divinità, insomma, sono quelli che incarna il sistema operativo frattale espanso “qua”. 
La divinità è la simbologia di ciò e della compresenza gerarchica immanifesta dominante “qua, così”. 
Il tutto, poiché il sistema operativo frattale espanso funziona “tra le righe” e la condizione sotto (alla) dominante è divenuta un “segreto”. 
Quindi, a livello di analogia frattale, l’ambiente ha scolpito detta “sostanza” nella forma reale manifesta…
Essendo ogni conoscenza essenzialmente un’identificazione, è evidente che l’individuo, in quanto tale, non può raggiungere la conoscenza di quel che è al di là del dominio individuale, il che sarebbe contraddittorio;
questa conoscenza è possibile solo perché l’essere che è un individuo umano in un certo stato contingente di manifestazione è anche altro al tempo stesso”.
I limiti del mentale – René Guénon
Ecco:
“Fai… di essere soprattutto quel ‘altr3’, ricordando anche chi sei (stat3) ‘ora’. Ne va della tua consapevolezza originale”.
      
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2153

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