lunedì 18 gennaio 2016

Cosa supporti abitualmente?


 
Che cosa “supporti abitualmente, per grado culturale”? A cosa servi? Chi servi?

Ci siamo. Come prospettato in SPS (rapporto Dominio vs te = 99 a 1, uno... solo perchè esisti) è ufficiale, ormai:
L'1% più ricco possiede più del 99% della popolazione mondiale.
Il patrimonio accumulato dall'1% dei più ricchi al mondo ha superato lo scorso anno quello del 99% della popolazione mondiale, con un anno in anticipo rispetto alle previsioni. È quanto ha indicato l'Ong britannica Oxfam in vista del forum economico mondiale a Davos in Svizzera.
Lo scarto tra i super-ricchi e il resto della popolazione si è accresciuto "in modo spettacolare negli ultimi 12 mesi", constata il rapporto di Oxfam che si intitola "Un'economia al servizio dell'1%"...
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Un'economia al servizio dell'1% = Punti di Riunione AntiSistemica e, ancora più in "là"... Dominio (pensa all'1%, che non è il Dominio, Quindi, pensa al Dominio, che si cela oltre all'apparenza numerica. Di quale potere gode? Pensa ed immagina. Immaginalo, se non sai cosa immaginare, come la prosecuzione originale - a monte - di questo 1%. Un singolo, unico, piccolo puntino non manifesto ma esistente... un buco nero dalla forza impari, tuttavia, replicabile da chiunque decida di intraprendere la medesima "via", ossia, quella di diventare la grande concentrazione di massa "qua, così").
Un Punto di Riunione AntiSistemica è, ad esempio, ben narrato e coperto... da questa "buona novella tradizionale":
arrivarono gli americani (gli “alleati”), scacciarono l’invasore nazista e “alla fine tutti vissero felici e contenti…”, tanto che ancora oggi, una volta all’anno – corrispondente al giorno dell’evento, generalizzato Stato per Stato – si festeggia quanto accaduto come:
  • “la liberazione”.
L'abitudine rende sopportabili anche le cose spaventose”.
Esopo
 “Avere una cultura rende sopportabile qualsiasi cosa”.
Alla deriva” - Gary Paulsen
Dunque, “la cultura è unaabitudine”, visto che convergono consentendo di “rendere sopportabile un certo fattore ambientale”, evidentemente naturale, come naturale potrebbe essere considerato un filo di nylon.
  
Ed, allo stesso tempo, “l’abitudine è un fatto culturale”, ossia?
L’abitudine è unaabitudine (dima).
   
Un atteggiamento interiore che caratterizza qualsiasi essere vivente. Tutto è abitudine, se ci pensi bene:

anche il “nomade” è abituato ad esserlo.
Cioè, anche senza apparente abitudine, (per via del giudizio di chi osserva), è pur sempre abitudine... quella che viene osservata e scambiata per altro, dal momento in cui non rientra nel piano culturale convenzionale, in vigore all’epoca presente della osservazione, di parte (giudicante dalla propria prospettiva).
Per cui, che cosa osservi quando ti “applichi”? Secondo quale “lente”, trai le “tue” conclusioni/misurazioni del Mondo riemerso “qua, così”?
Usualmente, ti credi genuino/a, integro/a, naturale e spontaneo/a, evitando di approfondire, tuttavia, che cosa "è" quello strano senso che ti ha preso, allorquando hai iniziato ad “andare a scuola, a circa sei anni di età”.
Oggi, dopo anni di educazione scolastica, “che cosa sei? Quello che sai, ossia, che ricordi”. Chi/che cosa, dunque? Non ti sembra sempre di “girarci attorno”, senza mai affrontare qualcosa che risulta, per contrasto, come “insopportabile” e, dunque, di non rientrante all’interno della previsione progettuale proiettata dal Dominio, nel “qua, così”. Ergo:
da ritenere assente e sempre al di fuori del contesto della... cultura.
Ad un certo livello invisibile – dalla prospettiva fisica umana – tutto è ricomposto dalle medesime componenti (atomi, diciamo così), e sono solo le “forze pressanti e comprimenti”, che conferiscono la caratteristica apparente al livello che emerge alla superficie del reale manifesto.
Le “forze agenti/esistenti… tra/negli atomi, modellano a monte la struttura fisica di ciò che si rende visibile ad altro livello, ove abita il sensoriale essere umano e ciò che è considerata la Vita, in genere”.
Che cosa è, dunque, una “forza” al livello atomico della materia?
Supporto per il "programma".
Una sorta di aggregatore di massa, di convincente massificatore, di prepotente compresenza non ben specifica né specificata.
E, tutto ciò, corrisponde ad una descrizione di un processo che riguarda la Vita “a partire da lì, in poi”:
  • data da un livello che precede (a monte) che, dunque, non è collocato sullo stesso piano che si pretende di descrivere
  • data ad un livello che segue (a valle) che, dunque, non è collocato sullo stesso piano ma che si pretende di descrivere.
Come può, allora, essere valida la disamina in corso, by SPS?
Come? Per analogia frattale (metodo, forma, indizio, accortezza) e frattalità espansa (legge, strumento e memoria). In maniera tale che attraverso questa “lente”, sia possibile anche descrivere, per analogia (familiarità)… tutto ciò che succede ad ogni livello, a partire dagli effetti che accadono in quello nel quale si è presenti.
Ancora “cultura”? Per il momento, no.
In quanto non ancora “abitudine massiva”.
Semmai, solo abitudine individuale. Ma, nel momento in cui, la frattalità espansa diventasse materia di studio?
In cosa si trasformerebbe? In abitudine.
Dunque, l’abitudine non è una questione “razziale”, non deve servire ad una causa che non è se stessa, pena la corrispondente caduta nel piano del contenimento abitudinario che, solitamente “qua, così” rientra sempre all’interno della medesima fonte dominante.
E, ricorda sempre che:
  • se cade il Dominio
ma
  • sale al suo posto qualsiasi altro individuo sostanzialmente identico
allora
  • è ancora e sempreDominio (un “nuovo” Dominio)…
Ma... questo ambito, pur evidenziato, rimane al momento al di là del Filtro di Semplificazione. Perché è molto più concreta la situazione nella quale la tua fisicità può rilevare direttamente la fonte di Dominio, piuttosto che allargare prematuramente la prospettiva verso qualcosa che diventa “eterico/energia” e, quindi, per te… solamente virtuale, ossia, opinabile, disinnescante, deviabile, insopportabile
Sopportabile = 1… che si può sopportare… sostenibile, tollerabile2… Estensione a… che può essere sostenuto… accettabile, ragionevole... b... non del tutto negativo… decente, passabile... buono, discreto…
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Il termine cultura deriva dal verbo latino colere, "coltivare".
L'utilizzo di tale termine è stato poi esteso a quei comportamenti che imponevano una "cura verso gli dei", da cui il termine "culto" e a indicare un insieme di conoscenze.
Oggi si può dare una definizione generale di cultura, intendendola come un sistema di saperi, opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano particolare;
un'eredità storica che nel suo insieme definisce i rapporti all'interno di quel gruppo sociale e quelli con il mondo esterno. In breve per cultura si intende il "sapere" generale di un individuo
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Che può essere sostenuto… accettabile, ragionevole, sostenibile... non del tutto negativo… decente, passabile... buono, discreto:
  • coltivare (chi “coltiva” cosa?)
  • un'eredità storica (testimone abitudinario, status quo, interesse superiore)
  • il "sapere" generale di un individuo (quello che sai e che, in leva, “sei” riduttivamente)…
 
Nemesi medica. L'espropriazione della salute - Ivan Illich
Soltanto il dolore che si considera rimediabile non si può sopportare”.
Per questo motivo (abitudine) rimedi ad un mal di testa occasionale, assumendo una pasticca, mentre “non ci puoi fare nulla (abitudine)” se, invece, il dolore diventa talmente radicato nella società, da assumere le sembianze di una “volontà divina o… naturale/superiore”.
Scambi, così, un impero fondato sottilmente sull’ingiustizia (abitudine unilaterale, il "farsi giustizia da sè") radicata ad hoc, per una situazione normale (abitudine conseguente ad effetto) alla quale devi e puoi solo abituarti e sopportare (così… supportandola).
A tutto c’è rimedio, fuorché alla morte…”.
Perché non rimedi, allora, alla "situazione ambientale" individuale e d’insieme, nella quale sei... perché “ti ha”?
Omettendo il discorso “morte” (senza apparente rimedio), per tutto il resto esiste una risoluzione che, però, rimane sempre nelle pagine non scritte di quella realtà che sembra esistere solo… dove? Non lo sai, anche se ogni tanto “senti che esiste”.
Gary Paulsen… è uno scrittore statunitense di letteratura per ragazzi. È autore di numerose pubblicazioni (libri, romanzi, articoli di rivista, storie brevi, opere teatrali) principalmente destinate al pubblico giovanile…
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Paulsen, come tanti altri “colleghi”, si rivolge ai giovani. Si dedica a loro. Nel senso che “ci lavora”. Ciò che passa da lui, è segnale AntiSistemico.
Perché dovrebbe essere altrimenti (non essendo come SPS)?
Quale funzione strategica, del resto, lascia qualcosa al caso (SPS, dunque, quale funzione ha)?
Ciò vale, ovvio, se ti accorgi che esiste “la funzione strategica del Dominio”, ossia, se ti accorgi che esiste il Dominio.
Perché, in una realtà manifesta a forma piramidale, non dovrebbe esistere la “madre di tutte le piramidi”? La vetta del monte. La dima. La sorgente. La ragione. Il fondamento.
Stanne assolutamente certo/a: esiste eccome. “Nulla è per caso”…

Che cosa “supporti abitualmente, per grado culturale”?
Supportare...
Reggere fungendo da supporto, spec. nel linguaggio tecnico:
"il pezzo è supportato da cuscinetti"…
Figurativo:
fornire dell'aiuto, dell'appoggio necessario; sostenere, appoggiare…
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È semplice accorgersi, anche lasciandosi andare nella corrente. Poco sopra hai letto il termine “nylon”. No? Va bene.
Prendi questa parola e fai attenzione a cosa emerge (è l’intero reale manifesto ad essere in collegamento comune, con la “sua vetta frattale espansa”. Alias: “qua, cosìè tutto marcio e sa tutto di Dominio, anche se non è manifesto”.
Il nylon… è una famiglia particolare di poliammidi sintetiche.Il nylon 6 fu prodotto per la prima volta da Paul Schlack nei laboratori della IG Farben nel 1938… Il processo di sintesi del nylon 6 fu brevettato nel 1941 e quindi commercializzato sotto il nome di "Perlon"…
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Il collegamento frattale espanso supporta il segnale portante dominante, per cui – di conseguenza – lo fai/sei anche tu, sopportando per abitudine tutto ciò che risulta senza alternativa sostanziale “qua, così”.

Che:
  • può essere sostenuto
perché
  • accettabile, ragionevole, sostenibile... non del tutto negativo… decente, passabile... buono, discreto…
Non del tutto negativo. Ok?
“Te lo fai andare bene”, pena… che cosa ti resterebbe se non aderissi?
C’è un ricatto sottile, che trapassa tutto, te compreso/a (e che rende dipendente tutto il trapassato remoto, visto che “è già successo e dimenticato strategicamente – auto indotto per credenza/effetto e indotto per valenza/causa).
Hai letto bene. Sì: IG Farben (sì, proprio la fantomatica azienda nazista al centro della “soluzione finale”, a cui credi fermamente).
Far bene le cose (ma da quale prospettiva?)...

La IG Farben detenne un monopolio quasi totale sulla produzione chimica durante il periodo della Germania Nazista.
L'azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler e durante l'Olocausto fu la principale fornitrice al governo tedesco dello Zyklon-B, la sostanza mortale utilizzata nelle camere a gas dei lager.
La IG Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come cavie per esperimenti e test di medicinali di vario genere, per mezzo dei quali furono inventati il gas nervino, il metadone e altre sostanze (specialmente a opera della Bayer, una delle società costitutive)…
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Ucci. Ucci. Non senti odor di… (è meglio non inalare ciò che è nell’aria, insieme all’aria stessa ma, come fai a distinguere?)”…

Il 21 novembre 1925 le seguenti industrie chimiche sottoscrissero l'accordo per fondersi nella IG Farben:
  • Actien-Gesellschaft für Anilin-Fabrikation (oggi: Agfa) (Berlino);
  • Badische Anilin- und Sodafabrik AG (oggi: Basf) (Ludwigshafen);
  • Farbenfabriken vorm. Friedr. Bayer & Co. (oggi: Bayer) (Leverkusen);
  • Farbwerke vorm. Meister Lucius und Brüning AG (oggi: Hoechst) (Frankfurt-Höchst).
  • Ammoniakwerk Merseburg GmbH - Leuna Werke (Merseburg, Leuna);
  • Chemische Fabrik Griesheim-Elektron (Griesheim);
  • Chemische Fabrik Kalle & Co. AG (Biebrich);
  • Chemische Fabriken Weiler-ter Meer (Uerdingen);
  • Farbwerke Leopold Cassella & Co. (Fechenheim).
La IG Farben venne fondata con data costitutiva il 25 dicembre 1925...
Durante la pianificazione dell'invasione di Cecoslovacchia e Polonia, la IG Farben cooperò strettamente con gli ufficiali nazisti e indicò quali stabilimenti chimici dovessero essere catturati e consegnati alla IG Farben.
Il ruolo nella seconda guerra mondiale.
Nel 1941, un'inchiesta negli Usa svelò un matrimonio tra l'americana Standard Oil Co. e la IG Farben. Inoltre, fornì nuove prove a riguardo di complessi accordi su prezzi e commercializzazione tra la DuPont, uno dei suoi maggiori investitori e produttore di carburante, la U.S. Industrial Alcohol Co. e la loro sussidiaria, Cuba Distilling Co.
L'inchiesta venne infine abbandonata, come dozzine di altre riguardanti diverse industrie, a causa della necessità di ottenere il supporto dell'industria nello sforzo bellico.
Comunque, i principali dirigenti di molte compagnie petrolifere accettarono di dimettersi e le partecipazioni azionarie delle compagnie petrolifere in società produttrici di melasse vennero vendute come parte di un compromesso.
La IG Farben nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica dell'epoca, utilizzando la manodopera del vicino campo di concentramento. Si trattava di un impianto sito ad Auschwitz per la produzione di petrolio sintetico e di gomma (detta Buna) a partire dal carbone.
Questo fatto segnò l'inizio dell'attività delle SS e dei campi di Auschwitz durante l'olocausto...
Nel 1944 questa fabbrica faceva uso di 83.000 deportati.
L'insetticida Zyklon B, del quale la IG Farben deteneva il brevetto, e che veniva usato nelle camere a gas per gli omicidi di massa, era fabbricato dalla Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung), una società posseduta al 42,2% dalla IG Farben e che aveva manager della IG Farben nel suo consiglio di amministrazione.
Gli anni successivi.
A causa della gravità dei crimini di guerra commessi dalla IG Farben nel corso della II guerra mondiale e dell'ampio coinvolgimento della direzione nelle atrocità naziste, la compagnia fu ritenuta troppo corrotta per poter continuare ad esistere e pertanto gli alleati considerarono l'ipotesi di confiscarne tutti i beni e chiuderla.
Invece, nel 1951, la compagnia fu divisa nelle componenti originali. Le quattro più grosse comprarono rapidamente quelle più piccole e oggi restano solo Agfa, Basf e Bayer, mentre la Hoechst si è fusa con la francese Rhône-Poulenc, dando vita alla Sanofi Aventis, con sede a Strasburgo, in Francia.
Dei 24 consiglieri della IG Farben indiziati nel cosiddetto processo all'IG Farben (1947-1948), davanti a un tribunale militare statunitense al Processo di Norimberga, 13 vennero condannati alla prigione con pene dai 6 mesi agli otto anni.
Al processo di Norimberga i responsabili della IG Farben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini.
Un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati, grazie alla mediazione dell'ex-ministro delle Finanze Schacht, e negli anni successivi tornarono a infiltrarsi nell'economia tedesca...
Dopo l'Olocausto, la IG Farben ha partecipato a progetti americani per la creazione di agenti chimici per l'uso bellico.
Fondò la Chemagrow Corporation a Kansas City, Missouri, che impiegava specialisti tedeschi e americani per conto dell'U.S. Army Chemical Corps.
Il dottor Otto Bayer coprì la posizione di direttore della ricerca della IG Farben, dove sviluppò e testò numerose armi chimiche insieme al dott. Gerhard Schrader.
Secondo The Crime and Punishment of I.G. Farben, di Joseph Borkin, la IG Farben, prima della guerra, strinse degli accordi segreti con i maggiori vertici delle forze armate americane perché non fossero bombardati i suoi stabilimenti in Germania...
Alla fine della guerra, il 93% delle fabbriche non era stato bombardato[iperbole che contrasta con la totalità degli eventi militari post-1941].
Nonostante la compagnia sia stata ufficialmente liquidata nel 1952, continuò a essere trattata alla Borsa di Francoforte come un trust, che conteneva alcune proprietà immobiliari, e venne dichiarata in bancarotta il 10 novembre del 2003 dai suoi liquidatori, dopo aver versato 500.000 marchi (circa 200.000 euro) a una fondazione per gli ex-lavoratori forzati del regime nazista. Le restanti proprietà, del valore di 21 milioni di marchi (circa 9 milioni di euro) sono state messe all'asta. Durante tutto questo periodo la compagnia è stata soggetta a continue critiche per non aver pagato il lavoro dei prigionieri, unico motivo per cui sarebbe stata mantenuta in vita dopo il 1952.
La compagnia da parte sua imputava all'esistenza delle dispute legali l'impossibilità dello scioglimento, distribuendo così a ricompensa i beni fallimentari come compenso agli aventi diritto. Ogni anno per 49 anni consecutivi la sede della compagnia è stata sede di dimostrazioni da parte di centinaia di manifestanti.
La struttura societaria della IG Farben.
L'apparato burocratico della IG Farben si può suddividere in tre parti:
  • il livello superiore, le fabbriche e i servizi centrali.
La Farben controllava una holding, la IG America, fondata nel 1926 per gestire le attività americane della tedesca IG Farben.
Membri del suo Direttivo: Edsel Ford, Charles Mitchell (Rockfeller Bank), Walt Teagle (Presidente di Standard Oil), Paul Warburg (capo della Federal Reserve), Herman Metz, direttore della Bank of Manhattan, controllata da Warburg. Direttore era Max Warburg, fratello di Paul.
Il livello superiore.
Si trattava dell'apparato burocratico responsabile dell'organizzazione, ed era costituito da 3 centri direttivi ben distinti:
  1. l'ufficio di Krauch, da dove veniva diretto l'espansione di tutta l'industria chimica;
  2. il TEA o Technischer Ausschuss o Comitato tecnico; era diretto dal dott. Fritzter Meer, e si occupava della produzione;
  3. la KA-Krauch o Kaufmannischer Ausschuss o Comitato commerciale; era diretto dal dott. Georg von Schnitzer e trattava questioni commerciali e aspetti finanziari.
Le fabbriche.
In tutto all'epoca c'erano 56 fabbriche, che erano suddivise in:
  • 3 sparten o divisioni, a seconda della specializzazione della loro produzione,
  • Betriebsgemeinschaften o settori di attività che erano raggruppati territorialmente.
I servizi centrali amministrativi.
Erano suddivisi in dipartimenti i quali a loro volta erano raggruppati in due uffici principali, che erano a Berlino, dove venivano trattati problemi del personale, il protocollo, le questioni giuridiche, le esportazioni e l'economia politica, e a Francoforte, dove ci si occupava di contabilità centrale, dei servizi centrali di assicurazioni e della gestione degli elenchi della clientela…
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Delegazione (frattale espansa). Uno schema che si ripete, perchè - in leva - permette di controllare, non localmente, tutta l'organizzazione.
Supporto.
  • durante la pianificazione dell'invasione di Cecoslovacchia e Polonia, la IG Farben cooperò strettamente con gli ufficiali nazisti e indicò quali stabilimenti chimici dovessero essere catturati e consegnati alla IG Farben
  • nel 1941, un'inchiesta negli Usa svelò un matrimonio tra l'americana Standard Oil Co. e la IG Farben
  • l'inchiesta venne infine abbandonata, come dozzine di altre riguardanti diverse industrie, a causa della necessità di ottenere il supporto dell'industria nello sforzo bellico
  • nel 1951, la compagnia fu divisa nelle componenti originali. Le quattro più grosse comprarono rapidamente quelle più piccole e oggi restano solo Agfa, BASF e Bayer, mentre la Hoechst si è fusa con la francese Rhône-Poulenc, dando vita alla Sanofi Aventis, con sede a Strasburgo, in Francia
  • al processo di Norimberga i responsabili della IG Farben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati, grazie alla mediazione dell'ex-ministro delle Finanze Schacht, e negli anni successivi tornarono a infiltrarsi nell'economia tedesca
  • dopo l'Olocausto, la IG Farben ha partecipato a progetti americani per la creazione di agenti chimici per l'uso bellico. Fondò la Chemagrow Corporation a Kansas City, Missouri, che impiegava specialisti tedeschi e americani per conto dell'U.S. Army Chemical Corps.
  • secondo The Crime and Punishment of I.G. Farben, di Joseph Borkin, la IG Farben, prima della guerra, strinse degli accordi segreti con i maggiori vertici delle forze armate americane perché non fossero bombardati i suoi stabilimenti in Germania
  • l'apparato burocratico della IG Farben si può suddividere in tre parti: il livello superiore, le fabbriche e i servizi centrali...
 “Non compare ma lavora, non appare ma muove i fili di…”.
Michele Criscitiello 
La storia dell IG è la storia della seconda guerra mondiale, nonché lo schema logico di ogni guerra passata, presente e futura (interesse dominante).


E ciò permette chiaramente di capire che gli Usa hanno progettato tutto nei minimi particolari, anche se in definitiva costituiscono solo il braccio armato, in leva non locale ubiqua, del Dominio.
Dare la colpa a… rientra sempre nella guerra tra poveri, perché impoveriti dentro (Usa compresi).
È opportuno accorgersi del Dominio e non solo di ciò che crea ad arte, di volta in volta, come deviazione e capro espiatorio.
Alza la testa, consapevolmente. Con una luce diversa ad animare quegli occhi…
Ciò che si ripete, si ripete sempre (se lo lasci ripetere, insistendo ad avere capito tutto senza avere capito niente che, sostanzialmente, non sia l’accorgersi del Dominio).
Un simile livello di accortezza, apre una via dimenticata:
da quale provieni
e sei decaduto tempo e tempo fa (l’età del Dominio è la distanza da quella “porta direzionale”).
Complimenti. La maggior parte delle persone pensa al cane. Per questo motivo il mondo è pieno di cani. Solo pochi scelgono animali insoliti e per questo sono in estinzione. L’aragosta è un’ottima scelta…”.
The lobster
A cosa ti sei abituato/a “qua, così”?
Ad esempio, alla globalizzazione e, più nel sottile, all’effetto butterfly, ossia, in soldoni:
  • che ogni “intenzione/azione” ha un effetto da qualche parte (c'è sempre, anche se non ti sembra)
  • la farfalla che batte le ali in Italia, crea il potenziale per una tempesta in Cina.
Cioè? Ti sei abituato a pensare “lontano da te (distante, assente, disattento/a… perché credi che i tuoi effetti rientrino in un piano al di là della tua diretta osservazione)”.
Tu fai qualcosa “qua” e succede “là”… dove non puoi vedere direttamente.
Ma, ciò ti mantiene in un ristretto piano della dipendenza fisica, controllata dalle leggi che regolano la fisica, cioè:
  • frattalità espansa
  • facente le veci del “suo” Dominio.
Mentre il tuo autentico mantra (intenzione, abitudine proattiva) deve essere diverso e simile a:
stop al fatto che... ciò che faccio/sono qua, risuoni ed abbia effetto dall’altra parte del Mondo (lontano, indirettamente).
È qua, attorno a me, a partire da me (riuscendo da me)che il reale manifesto deve cambiare, per cui cambia, diventando/ritornando a ritrarre la mia opera scultorea prima. Qua e ora”.
Altro che in Cina…
Questa è… riduzione del rumore dominante e della differita dominante. È riduzione del vantaggio dominante… “qua, così”.
Tu intendi, oppure no, che la realtà manifesta ti rassomigli? E, allora, abituati a questa forza tua, lato proprio.
Basta (stop) attendere. Basta (stop) avere pazienza. Basta (stop) sopportare per supportare…
L’alternativa sostanziale esiste ed è proprio “quello che senti dentro di te”
Sei tu l'alternativa... Tu che, invece, hai sempre paura di/per... tutto.
Supporto logistico e comunicativo. Tu...
Ciò che non è impossibile, bensì, mantenuto al di là del manifestarsi, perché “ti sei abituato/a” a ritenerlo impossibile.
Come, una situazione d’insieme, si trasforma e diventa altro, a partire da quello che “ti sembra solo un tuo sogno”?
Come se la componente dominante non è ovviamente d’accordo?
Il Dominio è “la grande concentrazione di massa” e per definizione, la cima di un monte è unica/solitaria/elitaria, quindi… in qualche maniera, “un singolo puntino è diventano il fulcro, in leva, del tutto ‘ad immagine e somiglianza sua’”. Come ha fatto? Come è stato possibile?
Ponendo dapprima le basi ed attendendo, poi, la risultanza…
Basta con la pazienza, significa:
basta fermarti sempre al/nel “qua, così”.
Non significa:
devi avere fretta.
Anche se, per tutte la ragioni di questo Mondo (il “tuo”) e, soprattutto, dell’altro (il tuo)… occorre iniziare a piegare/incidere la realtà manifesta, a partire da te, al più presto possibile, ossia:
  • accorgendoti di qualsiasi funzionamento, fosse anche un piccolo ed apparente insignificante dettaglio
e
  • ponendoti, allo stesso tempo, come un “fascio laser (coerenza), analogamente capace di destare il piano reale manifesto “qua, così”.
Occorre che la realtà fisica inizi a rispondere a te, in prima persona.
Questa non è… magia.
È “solo” la tua originale presenza, centrale rispetto a te, con te al tuo centro, lato tuo (proprio). In una sola parola:
"abi tu dine" (tu sei la tua abitudine. Abitudine all’essere te. A ritrovarti e a mantenerti te, in te, centrale, motore ad/di ogni proposito, intenzione, credo, regola, legge, fatto, teoria, pratica, etc.).
Fai esercizio di te:
esercitati (la “ginnastica interiore SPS” è una buona leva. Cambi la prospettiva e la rendi abitudinaria, nel senso che ti abitui a scegliere solo il meglio per te, ma con un paradigma diverso dal solito. Lasciando l’interesse personale e riservato. Adottando la Comunione, nel momento in cui… ognuno è come te e le risorse non esistono, esistendo un potenziale infinito dal quale scegliere di manifestare ciò che ti è utile per vivere secondo dettami “giusti per tutti”).
Uno stato molto difficile da concepire, se continuamente a bagnomaria “qua, così”.
 
Accorgiti.
    
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2016/Prospettivavita@gmail.com 


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