martedì 16 luglio 2013

Tu non sei il "Gruppo".



Se le navi vanno generalmente meglio degli Stati, ciò accade per la sola ragione che in esse ognuno accetta la parte che gli compete, mentre negli Stati meno se ne sa, generalmente, più s'ha la smania di comandare.
Massimo d'Azeglio

Quelli che comandano di più sono quelli che fanno meno rumore.
John Selden

Ci sono ambiti, aziende, organizzazioni, unioni, che funzionano molto bene. In esse ha trovato luogo e manifestazione un certo effetto equilibrante delle varie parti costituenti il tutto.

L’esempio di una nave militare, soprattutto se in Tempo di guerra, calza alla perfezione in tal senso. Una siffatta organizzazione di umani rasenta la perfezione in ogni sua “manovra” interna/esterna. In essa è estremamente viva, vegeta ed ascoltata (perché imposta a chiare tinte) una ferrea disciplina e una netta e chiara gerarchia

Su questa “nave” tutto e tutti “remano” affinché le cose avvengano e procedano nell’unico senso possibile di marcia comune:
andare avanti (il gruppo coincide con la somma dei singoli).

Esiste sempre un ordine del giorno, una missione, dei compiti precisi da assolvere (comandi). Le mansioni sono distribuite in maniera tale da rendere l’organizzazione infrastrutturale altamente efficace. Ogni membro dell’equipaggio ha un senso, una funzione ed un perché.

Le regole di comportamento sono chiare e veicolano ad uno scopo evidente, comune e univoco.

 

Ciò evita che qualcuno non sappia cosa fare o possa interpretare alla propria maniera qualche articolo del codice di autoregolamentazione interno.

I membri dell’equipaggio stesso sono mossi dallo stesso slancio che muove l’intera struttura.

Una nave organizzata in un simile modo rappresenta un organismo perfettamente allineato con la propria funzione. Ogni “ingranaggio” è ben oliato e partecipa col proprio “peso” al funzionamento del meccanismo, che spinge uomini e mezzi verso una meta preordinata.

In Tempo di guerra emergono “valori” che, solitamente, latitano in assenza di minacce esterne verso se stessi e/o il proprio Paese.

Gli obblighi, certo, hanno il proprio peso specifico, tuttavia, l’esperienza è del tipo avvolgente e coinvolgente proprio perché mette in gioco la propria sopravvivenza così come la continuità che rappresenta il filo comune dell’esistenza intatta, relativa alle terre in cui si è nati e/o si vive, o dove albergano i propri affetti.

Il perimetro, l’area ed il volume circoscritto in una nave è, appunto, delimitato, visibile e circostanziato, seppure gli “ordini” possano giungere in maniera non locale, essendo di fatto la struttura in questione non terminante con il limite fisico dello scafo, ma idealmente ricondotta verso le coordinate spaziotemporali relative alla presenza del “Comando”.

Attenzione: questo esempio è e rimane un esempio, destrutturato da ogni altro senso/presenza, capace di modellare indirettamente il proprio procedere.

Se le cose funzionano alla perfezione quando strutturate in un simile contesto e modo, allo stesso modo le stesse cose smettono di fluire dinamicamente allorquando si “scende a terra”; quando la struttura diventa la “terra” stessa.

Le linee di flusso si spargono per ogni dove, convergendo secondo pesi e misure diverse, verso “luoghi” non apparenti che dispongono a cascata delle informazioni.

Viene, insomma, meno la chiarezza, l’ordine, la missione.

E, il singolo si trova come disperso in mare, paradossalmente, dopo averne calcato le fisiche fattezze con esiti diametralmente opposti.


L’umanità è come dispersa in mare. Qualcuno (l’organizzazione) accoglie di volta in volta i vari componenti (nuovi nati) e li destina alle varie componenti di stoccaggio/logistica, dopo averne disposto in un certo senso il relativo “collocamento” in termini di registrazioni, permessi, certificazioni (atto di nascita, assegnazione di un codice univoco, etc.).

Non è vero che l’organizzazione sia latente, al di fuori dello scafo della nave

È vero che le cose funzionano in maniera diversa, diciamo, più complessa.

Niente è lasciato al caso, nemmeno quella ragione che permette di giudicare la società secondo il suo grado apparente.

Uomini e donne sono comandati. Sembra che per funzionare, abbiano necessità di un “senso” che, autonomamente, hanno smarrito o non riescono a dotarsi.

I punti di comando sono esterni, ma non solo… il lavoro di Calligaris, infatti, ha permesso di comprendere come il corpo fisico sia una sorta di ricettacolo di poteri attivabili/disattivabili in maniera anche meccanica.

Giuseppe Calligaris è stato l’uomo che ha sollevato il fitto velo che celava le rappresentazioni fisiche dello Spirito dalle percezioni sensoriali dell’Anima.

Egli ha scoperto nella pelle dell’uomo l’organo di confine tra il Corpo Fisico e i Corpi Sottili, tra il Mondo materiale e i Mondi metafisici

E la pelle gli ha confidato molti dei suoi segreti, consentendogli di individuare su di essa delicati e particolarissimi canali energetici utili per la cura dell’uomo e per la scoperta delle sue facoltà latenti
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Altre e più antiche tradizioni di conoscenza, come la medicina cinese e l’agopuntura, ad esempio, avevano già messo in luce talune caratteristiche del corpo umano, che se stimolato in determinati punti fisici può dare luogo a fenomenologie diverse, anche sorprendenti.

L’analogia con i moderni computer è imbarazzante. Ma, non solo; infatti, qualsiasi dispositivo elettronico può riservare “sorprese” d’ogni tipo, frutto della creatività e della “firma” dei creatori/sviluppatori. 

Allo stesso modo, l’universo “corpo mente” umano, è stato organizzato da coloro che sono intervenuti nelle varie fasi del processo genetico artificiale, in funzione di determinati status, limiti, blocchi, potenzialità latenti, etc. 

La tecnologia “touch” e “wireless” dimostrano che ogni apparecchio artificiale costruito dai tecnici, può avere in sé diverse tipologie nascoste di funzionamento, come riserve energetiche, memorie ausiliari, comandi a scorciatoia, dotazioni segrete, etc.

"Basta sapere" dove cercare e come fare per azionare la tal risorsa.

Allo stesso Tempo, possono esistere blocchi o impedimenti circuitali a livello di programmazione, ossia di software, oppure a livello di hardware. È lecito prendere in causa anche possibili presenze virali o filtri di limitazione (come ad esempio il programma di invecchiamento o di progressiva diminuzione della capacità visiva).

Sei nella più grande storia ma non ne sei più consapevole. La complessità ti ha raggiunto quando ti sei fermato, guardandoti attorno, cercando di capire cosa stesse accadendo.

Di chi era quel senso di paura che sentivi dentro? Non certamente ti apparteneva, originariamente.

Nel film “The Master” è stato trattato superficialmente, in apparenza, il tema del blocco o dell’impianto di inibizione, del Tempo deviato, etc. ad opera di non ben specificati attori. Certe affermazioni sono come state “buttate lì”… nella trama e nel finale affondanti. Tuttavia, la loro presenza costituisce una radice dalla quale partire per approfondire in autonomia il contestato pensiero di Hubbard:
  • mentire è il livello più basso di creatività
  • se si può vedere una cosa la si può avere, se si crede di poterla avere
  • possedere vuol dire essere capaci di vedere, toccare o occupare
  • il miglior modo per comprendere la vita è di paragonarla a un gioco
  • per godere la vita si deve essere disposti a farne, in una certa misura, parte
  • l' autodeterminazione è la condizione di decidere la proprie azioni
  • il cambiamento è la manifestazione primaria del tempo...
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In SPS si sondano tutte le vie, senza nessuna discriminante né componenti giudiziali.

L’Universo di Hubbard è molto interessante da molti punti prospettici. Ad esempio, ciò che a livello sincronico è stato riportato poco sopra, è una valida sequenza di analisi di alcune regole sociali convenzionalmente in auge in maniera diretta e/o indiretta:

Scientology si può ulteriormente definire come lo studio di occuparsi dello spirito in relazione a se stesso, agli universi e alle altre forme di vita…
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In generale, il termine “setta” e “truffa” accompagna questa definizione di aggregato umano. La presenza del Guru di turno non è diversa da quella del Dittatore, da quella della Guida Religiosa Archetipica o, ad esempio, della presenza autoritaria di Mario Draghi quando parla davanti alle telecamere di mezzo Mondo.

Draghi parla a nome di un “gruppo” che non coincide con quello della Massa. Draghi tenta col Tempo e nel Tempo di far passare una linea interpretativa di riferimento, dall’alto della propria autorevole presenza e, in un certo senso, programma coloro che rimangono in ascolto per una durata e frequenza di aggiornamento tale da risultare prioritaria rispetto ad ogni altro “credo” precedente.

Draghi diffonde “comandi” via etere.

In informatica l'interfaccia a riga di comando o interfaccia a linea di comando, anche conosciuta come Cli (Command Line Interface) è una tipologia di interfaccia utente utilizzata in ambito informatico e caratterizzata da un'interazione di tipo testuale tra utente ed elaboratore: 

l'utente impartisce comandi testuali in input mediante tastiera alfanumerica e riceve risposte testuali in output dall'elaboratore mediante display o stampante alfanumerici…
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Chi è l'utente e chi l'elaboratore?

Il termine script, in informatica, designa un tipo particolare di programma, scritti in un particolare linguaggio di programmazione

La distinzione tra un programma normale ed uno script non è netta, ma generalmente negli script si possono individuare le seguenti caratteristiche:
  • complessità relativamente bassa;
  • utilizzo di un linguaggio interpretato;
  • integrazione in un processo di configurazione automatica del sistema (ad esempio ad ogni avvio, o ad ogni login di un dato utente), in una pagina web (tipicamente utilizzando il linguaggio JavaScript), o comunque per svolgere mansioni accessorie e molto specifiche;
  • una certa linearità (uno script può anche accettare input dall'utente, ma solitamente input diversi non modificano sostanzialmente la struttura del diagramma a blocchi che descrive il comportamento dello script);
  • mancanza di una propria interfaccia grafica;
  • richiamo di altri programmi per svolgere operazioni più sofisticate;
  • è consigliato a chi vuole scrivere più sofisticatamente...
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Attenzione ora a:

integrazione in un processo di configurazione automatica del sistema (ad esempio ad ogni avvio, o ad ogni login di un dato utente)…
 
L’umano è prettamente abitudinario. Persino i suoi cicli lo sono:
  • sonno
  • veglia.
In questa “altalenanza” funzionale, il corpo fisico si differenzia fase per fase, aprendosi e dando luogo a processi che possono essere compresi, studiati, analizzati e dedotti, dopodiché è possibile passare alla fase successiva e cioè relativa all’interfacciamento coi processi stessi

Il corpo, l’essere, diventa un utente/elaboratore con il quale interagire in maniera anche sottile ed indiretta, avendo dalla propria quella conoscenza che il singolo stesso non conosce o non ricorda più.

Nel nostro cervello abbiamo degli equilibri mentali che fin dalla nascita, senza nessun motivo logico, cambiano continuamente…
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Un “esperto” è un essere umano che dedica una fetta maggiore del proprio Tempo, rispetto alla gran parte della Massa, ad un determinato aspetto dell’esistenza. Questa sua “professionalità” si accumula giorno dopo giorno, sino a divenire molto spesso autoreferente, ossia, un circuito chiuso:

un loop
.

Quando questo "senso di potere" rasenta le regioni della Paura, nel Tempo diventa sempre più ceco e sordo ad ogni altro parametro stazionante all’esterno del proprio reame o area di dominio.

Così, l’esperto scrive libri e tiene conferenze in cui propaganda se stesso ed il proprio pensiero, riuscendo molto spesso a coprire le opinioni generiche altrui e a “fare tendenza”.

La trasmissione virale di queste informazioni deviate dalla Paura, risulta come ancora maggiormente bloccante l’opinione pubblica, la ricerca altra e lo stato di funzionamento della macchina sociale.

Solitamente, dietro a questi veri e propri “iceberg con la parrucca” in attesa di scioglimento nei mari più caldi della diffusione informativa verso gli altri, si celano presenze multistrato capaci di non apparire mai direttamente alla luce del Sole. Il Nucleo Primo è l’osservatore più estremo a Filtro di Semplificazione attivo.
Rendere statico ciò che è dinamico lo si ottiene, appunto, utilizzando coloro che sono più dotati, nel proprio curriculum genetico, alla compartecipazione attiva di “valori” che, alfine, permettono loro di estendere il proprio dominio sugli altri a scapito degli altri in nome di principi dei quali sfugge ogni comprensione che vada appena oltre alla relativa sete di potere individuale.

Questo “Patto col Diavolo” non scritto è, forse, solo intuito nel continuum esistenziale di dette persone; ma, solitamente, questo sentire che affiora di tanto in tanto non è capace di influire a fondo a livello di Coscienza. Coloro che ne vengono toccati più nel profondo vengono nel Tempo messi a tacere in ogni modo possibile e disponibile. Inoltre, gli accordi paradossali sulla privacy, firmati a suo Tempo, non permettono loro di parlare al grande pubblico né con altri suoi rappresentanti per un periodo sufficientemente lungo e tale da ricondurre al proprio Tempo di "scadenza fisica".

Il “fine” che l’umanità persegue, quale è?
Una norma è una proposizione volta a stabilire un comportamento condiviso secondo i valori presenti all'interno di un gruppo sociale e pertanto definito normale. Essa è finalizzata a regolare il comportamento dei singoli appartenenti al gruppo, per assicurare la sua sopravvivenza e perseguire i fini che lo stesso ritiene preminenti.

Caratteristiche.
In linea generale, la norma giuridica viene assimilata ad una "regola di condotta", ovvero ad un comando, che impone all'individuo un determinato comportamento

Il carattere "coattivo" della norma giuridica è, dunque, imprescindibile. 

Questo elemento centrale della norma giuridica contribuisce in modo determinante a differenziarla da altri tipi di norme, come quelle morali o religiose, che appartengono ad una sfera non coattiva. L'individuo è libero o meno di assecondare un comando religioso o morale. Può sentirsi perfino obbligato a farlo ma tale obbligo non è generalizzabile.

Affini alle norme giuridiche vere e proprie possono considerarsi quelle deontologiche, che appartengono più alla sfera morale, ma che, quando sono inserite in disciplinari di ordini professionali o di associazioni di produttori, possono prevedere anche sanzioni in caso di violazione.

Le caratteristiche fondamentali di una norma giuridica sono:
  1. generalità: in quanto non è riferita a un singolo soggetto ma si riferisce a una pluralità di soggetti, ovvero a tutti coloro che si trovano nella situazione disciplinata;
  2. astrattezza: in quanto la norma fa riferimento a un'ipotesi astratta e non al singolo caso concreto;
  3. novità: in quanto ogni norma viene emanata per regolare un comportamento che fino a ieri si riteneva non dovesse essere regolato, oppure allo scopo di modificare un regolamento di quel tale comportamento già esistente;
  4. imperatività (o coazione): in quanto accanto ad una norma che contiene un precetto, esiste una norma che prevede la sanzione;
  5. positività: in quanto la norma è predisposta da un'autorità (lo Stato);
  6. bilateralità: in quanto la norma riconosce un diritto ad un soggetto e in contrapposizione impone un dovere o un obbligo ad un altro soggetto;
  7. esteriorità: oggetto della disciplina dovrà essere l'azione esterna del soggetto, non gli stati psichici interiori…

La norma giuridica viene assimilata ad una "regola di condotta", ovvero ad un comando, che impone all'individuo un determinato comportamento…

Essa è finalizzata a regolare il comportamento dei singoli appartenenti al gruppo, per assicurare la sua sopravvivenza e perseguire i fini che lo stesso ritiene preminenti…
 
Ancora:
  • abbiamo un “comando”
  • che impone un “determinato comportamento”
  • che assicuri la “sopravvivenza del gruppo”
  • secondo i “fini” che lo stesso gruppo “ritiene preminenti”.
Ora, chiediti: chi è il “gruppo”?

Può essere che il “gruppo” non coincida con la somma di ogni singolarità? Può essere che il totale sia una cosa diversa rispetto alla somma delle componenti? Quale tipo di operazione matematica si sta eseguendo, allora? In quale ambito ci si sta muovendo senza nemmeno saperlo?
Quale dato e/o informazione basilare, ti manca?
Ti sembra di registrare qualche mancanza a qualche livello sottile di te?

Analizzati per bene, in profondità.

Tu non sei il gruppo!
 
La tua azione è palliativa.
È la tua attenzione/energia, quella che interessa all’organismo totale.
È quello che fai, non quello che rappresenti in potenziale.
E che cosa “fai”?
 
Ti limiti a scorrere come un ingranaggio in una struttura complessa di cui non hai nemmeno la sensazione di vedere muoversi.  

Ti muovi tu e gli altri: non il Mondo.

Eppure, un satellite qualsiasi ti dimostra che la Terra si muove.

Ecco il frattale che ti contiene e che ti inganna:
la mancanza di percezione dell’intero, del gruppo.

Qualsiasi cosa puoi fare tu, viene immancabilmente “intercettata” e regolamentata in funzione del paradigma/credo/dogma in auge. Che cosa interviene, solitamente?

Crowdfunding, regole per l'Italia.
La Consob presenta in Parlamento il testo del pionieristico regolamento italiano sulla raccolta dei fondi per le startup tramite portali online. Ci sarà un albo degli operatori non bancari.

Nel Belpaese, la prima normativa europea sul cosidetto equity crowdfunding, la raccolta di capitali di rischio da parte di imprese innovative o startup tramite portali online. Con la delibera 18592 dello scorso 26 giugno, la Consob ha recepito le indicazioni legislative del Decreto Crescita (2012) per la gestione delle offerte tramite portali specializzati nella raccolta di capitali.

Il nuovo regolamento è composto da 25 articoli... e suddiviso in tre parti che trattano, rispettivamente: 

le disposizioni generali, il registro e la disciplina dei gestori di portali, la disciplina delle offerte tramite portali. 

Considerato che i principali istituti bancari sono già autorizzati ad aprire una piattaforma per la raccolta fondi, il regolamento Consob è destinato ai nuovi portali non bancari che dovranno essere iscritti in un apposito albo

I donatori privati non potranno comunque investire più di mille euro l'anno, mentre per le persone giuridiche si potrà arrivare a 10mila euro nei dodici mesi...

Link 

Mascherato da regolamentazione  e solitamente richiesto a gran voce da più parti, interviene l’organismo competente o l’autorità predisposta a normalizzare qualsiasi nuovo contesto emerso per biodiversità e compartecipazione energetica umana.

Il potere bancario è sempre presente in prima fila, in qualità di ospite privilegiato e quasi mai nelle vesti di attore principale ad alto interesse attivo. Ogni altra forma di “Autority” agisce per conto suo e, tutti insieme, agiscono all’ombra del potere derivante dalla presenza del Nucleo Primo.

Le 3d sono un piano comune di affioramento in superficie dell’ambito del possibile.

Sino a quando “ne hai bisogno” rimani nelle 3d, poi, le lasci.

Ma, il punto della situazione è:
  • sino a quale punto il tuo “bisogno” è autentico?
  • sino a quale punto il Nucleo Primo ti ha?
Quello che ti anima è ancora un dogma, un credo, una fede… oppure è ancora altro di diverso rispetto a te?

Sai, l’unico modo per redimere la questione è mettere te stesso al vertice di tutto:

tu sei il Creatore. Non una sua “scheggia” ma, direttamente e senza altre parti nel mezzo, il Creatore.

Tutto quello che ne deriva (semplificazione) è solo opera tua e ti rappresenta a pieno.

La tua esperienza è quella del gruppo. In questo modo, il "gruppo" sei tu.

Le 3d permettono che infiniti Creatori convergano per manifestarsi su un piano comune.

Un altro modo per mischiare le carte in tavola?

Naa. È solo biodiversità.

Tu sei il Creatore e tutto dipende da te.

Inizia da te stesso.  

Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2013/Prospettivavita@gmail.com 

 

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