martedì 16 marzo 2010

Codice Argotico e Punti Luce.




Non c’è ombra di dubbio che i costruttori delle cattedrali gotiche in Europa, fossero depositari di un antico sapere recuperato dalle “missioni speciali” camuffate da Sante Crociate che, a partire dal nuovo millennio, iniziarono ad essere organizzate con fare “misterioso”. Oggi la trama delle Crociate da ottimi spunti per realizzare avvincenti film storici mozzafiato, però cosa altro nasconde?

L’amico Bernardo  Zanini si è cimentato nell’opera di focalizzare ed indagare su uno di questi aspetti cancellati dalle sabbie del tempo e dalla dimenticanza, o meglio dall’offuscamento. Sulle pagine del periodico telematico “L'Araldo - Gruppo Cremasco Ricerche Storico Ambientali”, liberamente scaricabile dalla rete al seguente link http://www.araldo-crema.org/periodico.php, in due numeri contigui possiamo immergerci nelle atmosfere di questo mistero e farci una idea di un “fenomeno” di sapere e cultura che, seppur ancora davanti ai nostri occhi, non parla più la nostra stessa lingua
Si parla dei costruttori delle cattedrali gotiche che, come preziose gemme, racchiudono una sapienza superiore che si lega anche ai meridiani energetici della Madre Terra, le “famose” Ley lines che congiungono tra di loro le strutture megalitiche antiche. A tal proposito penso sia importante segnalare anche le scoperte dell’Architetto Dario Bonomo sui “punti luce” della struttura energetica del globo; dei veri e propri “stargate” energetici capaci di raccogliere e convogliare l’energia naturale e benefica del pianeta
  
 
Taluni edifici del passato, e tra questi le cattedrali gotiche, sono costruiti tenendo conto di una gran ridda di particolari di questo tipo, come l’orientamento, la forma, le luci, l’energia, i numeri, le proporzioni, etc. La cosa interessante del lavoro di Bonomo è che, tramite un apparecchio di sua invenzione, è possibile “convertire” energeticamente la rete Hartmann, riportandola al livello originario di potenza energetica; infatti secondo Bonomo, la rete Hartmann è decaduta nel tempo, per vari motivi, come spegnendosi o diminuendo d’intensità. I punti luce hanno un diametro di 6 metri e si trovano a distanza di circa 120 metri l’uno dall’altro.



“In questa nuova ottica, quello che conosciamo come reticolo elettromagnetico di Hartmann - una volta rigenerato - diventa una sorta di mega-antenna di luce capace di catalizzare enormi quantità di energia cosmica. A partire dalle origini, l'uomo è sempre stato a conoscenza di queste energie vitali ed ha portato dentro di se questo sapere che ha poi espresso in tanti modi attraverso culture diverse.
Una comprova di tutto ciò la verifichiamo attraverso il diagramma geobiologico di templi, tombe ed edifici sacri antichi: infatti, quelli che conosciamo generalmente come punti geopatici, plasmati con opportune tecniche danno luogo ad apposite forme note come geometrie sacre, diventano concentrazioni di energia per la captazione di onde di vita”.
Fonte: http://www.tbstudio.eu/Punti%20luce.htm

Presto andrò a visitare la chiesa di Foen, presso Belluno, dove due potenti stargate elevano la struttura a livello addirittura “angelico” e presso la quale è possibile eseguire opere di esorcismo proprio per via della enorme potenza benefica che scaturisce dalla “zona”.

Tornando al prezioso lavoro di Zanini, occorre evidenziare come egli metta in chiaro risalto un sapere ancora celato alla nostra comprensione, ma non alla nostra vista, presente sulla cattedrale del Duomo di Crema: il cosiddetto Codice Argotico. Nei due articoli si mette in luce la presenza di questo sapere nella città di Crema, evidenziata dall’interessamento, sicuramente non estraneo, della Chiesa ai tempi del processo ai Templari e delle SS di Hitler durante la seconda guerra mondiale. Due “entità” diverse che quando si “muovono” o si “muovevano” non era mai per caso.

Il Codice Argotico racchiude un “messaggio” che è stato custodito e tramandato scolpendolo direttamente nelle costruzioni sacre, ed esposto alla vista di ognuno di noi. 

È lo stesso Zanini a ricordare che "I codici Argotici sono in tutte le cattedrali gotiche". Sono esposti in bella mostra di sè, ma nessuno li prende per quello che in realtà sono: un vero e proprio linguaggio.
Sarebbe bello se, chi lo volesse, all'occorrenza dinnanzi ad una cattedrale di questo tipo, li cercasse con lo sguardo. Cerchiamo di raccogliere testimonianze e fotografie di altri codici Argotici. Se qualcuno fosse già in possesso di fotografie e/o informazioni in merito è pregato, per favore, di inoltrarle al seguente indirizzo e-mail: nebulls@libero.it

Il pensiero va a ciò che afferma Sitchin, nella propria opera di traduzione delle tavolette di argilla Sumere e cioè, che gli antichi Templi non erano altro che “recinti” per le navette spaziali degli Anunnaki. Da qua, con il tempo, si può capire come il Templio sia divenuto un luogo sacro, di culto, di preghiera ma anche di custodia di un sapere superiore, impresso nella ragione stessa della sua esistenza. A cascata, in maniera frattale, gli edifici che oggi ricolleghiamo al simbolismo religioso, rispecchiano ancora tale funzione e le cattedrali gotiche sono certamente allineate in tutto e per tutto con questa “alta e diversa” funzionalità.   

I due articoli Di Zanini sono contenuti nel numero 6 e 7 del periodico telematico "L'Araldo", liberamente scaricabile da internet ai seguenti link: