giovedì 25 febbraio 2010

Quel sottile ed invadente senso di Mosca.




La coazione a replicare schemi negativi.
L’eredità che si ricava dai propri contratti infantili è dunque la tendenza a ripetere sempre gli stessi comportamenti negativi, compiendo sempre gli stessi errori e sperando sempre che le cose cambino. Questa continua ripetizione di errori avviene perché non si è consapevoli degli schemi che ci governano… Ognuno di noi è attratto da ciò che conosce meglio, anche se è la sua rovina… Spesso anche se quanto state facendo non funziona voi continuate a cercare di farlo funzionare”.
Fonte: “Perché non riesco ad essere come vorrei” di Joan Rubin-Deutsch

A volte l’immagine della mosca che sbatte testardamente contro il vetro, mi colpisce con forte intensità. Quella mosca continua a ripetere la stessa “folle” azione, facendosi anche del male fisico oltre che in termini di “autostima”.
 
Io, che osservo, sono conscio che esiste anche la metà aperta della finestra. 
 
È li che attende, placidamente disponibile. Ma la Mosca non se ne accorge, non “vede” nonostante i suoi sensi e le sue capacità di volo siano evidenti. Ella vede quello che riesce a percepire della realtà: vede il mondo esterno che intende raggiungere. Ma non vede la presenza “sottile” del vetro che si inframmezza tra il suo volere ed il suo potere. E dal momento in cui non riesce a passarci in mezzo, non trova altra soluzione che sbatterci contro perdendo progressivamente energia, lucidità, integrità fisica, speranza, senso di Vita ed aumentando, al contrario, paura, angoscia, senso di soffocamento, senso di impotenza, rassegnazione, oblio.

L’uomo si ritiene l’essere più intelligente che “cammini” nell’Universo; sigh! Una Mosca è ritenuta stupida, senza logica ne capacità di “abbattimento” del problema. Eppure l’uomo non è molto diverso, nella propria dimensione, da una Mosca in termini comportamentali. 
L’uomo è spesso vittima di se stesso, dei propri schemi ripetitivi, non sempre funzionanti. 
L’uomo è spesso noioso nei suoi modi di fare e di essere, soprattutto, “noioso” ai fini della Natura, della eco compatibilità con il pianeta e con i suoi stessi simili. Diciamo che una mosca esprime un frattale che ricorda molto i problemi dell’uomo. Questo essere scacciato e cacciato, reo di portare anche malattie, è un buon capro espiatorio per evitare di “guardarsi” dentro. 
 
La natura della Natura è di essere fatta esattamente delle stesse sostanze di cui è fatto l’uomo, forgiato dall’azione delle forze della Madre Terra, e di rispondere alle stesse leggi alle quali è sottoposto l’uomo; i frattali descrivono benissimo i vizi, le virtù, le proprietà, le cause e le conseguenze dell’azione dell’uomo. Nel viaggio di discesa dell’Anima, tutte le “cose”, hanno trovato luce e senso, nel bene e nel male. Dalla bellezza di un fiore che sboccia alla meno evidente apparenza della trama disegnata sulla pelle di un serpente, allo splendore architettonico di una ragnatela tesa alla luce del Sole.
Trovo che esista sempre la medesima chiave di lettura in questo processo di lenta “deriva” della condotta umana espressa dai tempi che ci “ospitano”, ossia una chiara ed espansa mancanza di consapevolezza.

In questo senso, ricevo e pubblico questi tre comportamenti di coerenza:

1 - Neutralità - esplorare la propria prospettiva senza giudicare (creare un momento di respiro per far emergere la propria Presenza). Trovare il proprio posto all’interno di una situazione.

2 – Presenza - diventare l’osservatore, non la personalità (nessuna conclusione; solo silenzio... così che l’insegnamento possa giungere). Trovare il proprio Centro Spirituale.

3 – Permissione - lasciar andare il possesso energetico di risolvere, di concludere... (lasciando che sia la "Sorgente" a creare e a emanare attraverso voi e tutte le cose). Trovare la propria connessione alla Sorgente.
 
Fonte:  EVT3 - Il Tempio dell'Attivismo Spirituale. Wingmakers

Mantenere un punto più “alto” nella percezione del “cosa si fa” e del “cosa si è”, è basilare per livellare il più possibile le ciclicità estreme dei corsi della Vita che, altrimenti, rimangono libere di scatenarsi senza regolamento d’ampiezza, ancora una volta, nel bene e nel male. In questo altalenante fluttuare delle nostre Vite in un oceano incomprensibile di possibilità, andiamo alla deriva sperando in un domani migliore che, mestamente, attende solo di essere richiamato e che, per questo, necessita di una lucida convinzione d’intento.

Quel domani migliore corrisponde proprio alla metà aperta della "finestra" :)

Differentemente i marosi “oceanici” saranno liberi di scatenarsi sulla “povera costa” sgualcita e tremolante…

* Foto e composizione by Francesco Cannone www.myspace.com/francescocannone