venerdì 12 febbraio 2010

Luci e ombre in Street View.






Google ha lanciato un nuovo servizio chiamato Street View (qua la home page in italiano  Street View); dopo avere tracciato le cartine geografiche in "verticale", donando profondità al normale concetto di “mappa”, dopo avere conferito la possibilità di zoomare dall’alto sino a livelli accettabili dalla privacy, dopo avere permesso di improvvisarci  degli Indiana Jones da salotto avvicinandoci addirittura ai fondali marini ed al cielo, tanto che qualcuno pensa di avere rilevato le tracce dell’antica Atlantide sul fondo dell’oceano rilevato e mappato da Google, ora, ci propone addirittura la vista da terra di un grande numero di vie di città italiane e mondiali. 
 
Ho provato a vedere casa mia e, wow, le telecamere hanno rilevato le immagini prese dal mio cancello; praticamente è come se io stesso avessi caricato delle mie fotografie in internet. 
 
Se ne deduce che il modo di conoscersi online, trova un maggiore spessore proprio nella possibilità di “vedere” con occhio anche il “dove si abita”, sempre che lo si voglia condividere. La comunicazione tra persone sta trasformandosi da virtuale pura, modello prima forma di chat, in modello virtuale allargato, nel senso che, se lo si vuole, è possibile comunicare attraverso una certa sensorialità allargata; è come se Google stesse donando i sensi all’informatica e, dunque, agli usufruitori, noi. Le funzioni e le modalità di Street View sono infinite quanto lo è la nostra capacità di immaginare. Si aprono nuove “vie” per praticare business, relazioni sociali, "descrivere" funzionalità o disfunzionalità sociali, modelli di esplorazione, viaggiare in anteprima, conoscere, etc.

Tutto ciò descrive la globalizzazione in corso. 
 
Permette di andare a vedere l’Africa nera (quando sarà mappata), ad esempio, dove ogni giorno muoiono migliaia di  bambini; solo che le immagini non permettono di “vedere” anche questo aspetto. È questo aspetto che tende a sfuggire. A prima vista il servizio è puramente tecnologico e curioso, ma sotto le proprie spoglie di fredda tecnologia può anche riservare gradite sorprese, infatti è l’uso che le persone potrebbero farne che lo può elevare di “rango”. Come per tutto e anche per il denaro, è sempre l’utilizzo che nobilita o meno la funzione di quel determinato “oggetto” o mezzo. La responsabilità rimane sempre nelle nostre “mani”, sparpagliata quanticamente in ogni individuo che calca lo scenario della Madre Terra. 
 
Ognuno importante quanto il Papa o un Re, persone comuni che gli uomini hanno dipinto su troni di colore oro o paglia. Trovo e cito:

“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo” (Ger 17, 5-8)

Descrive il pericolo che un uomo possieda il cuore di un altro uomo. I discorsi sul sangue di Rudolf Steiner (Un "succo" peculiare) trovano ancora riscontro e rafforzamento  da queste parole. Le tentazioni tecnologiche mettono continuamente alla prova la “tenuta” spirituale dell’uomo; l’uomo è tenuto a padroneggiare il virus della curiosità fine a se stessa emersa così magistralmente nel fenomeno del gossip.
 
Ciò equivale sempre a guardare altrove fuorché in se stessi, perché in questa maniera si evita un certo tipo di lavoro funzionale, che non paga subito e chiede sacrificio, in luogo di una immediata  ed effimera "soddisfazione" determinata nell’osservare gli altri e… giudicare. 
 
Ottica del mal comune mezzo gaudio e dell’erba sempre più verde del proprio “vicino”; vicino che è diventato ormai anche il lontano grazie allo sviluppo della tecnologia. Una sorta di modalità del “pane della vergogna” descritto dalla Cabala.

Pensiamo poi che, se questa modalità tecnologica è fornita al grande pubblico, figuriamoci di cosa dispongono i militari e, dunque, l’Antisistema; satelliti in grado di vedere uno spillo in casa nostra, di farci le analisi del sangue dallo spazio :)
 
Come si “vince” il controllo del Grande Fratello? Sviluppando consapevolezza e senso unitario. Conoscendoci attraverso le nostre facoltà superiori solo assopite. Ascoltando, conoscendo, essendo consapevoli, crescendo nello spirito, unendosi allo spirito, eseguendo il download della propria essenza animica in Terra. 
 
Sappiamo che le nostre cellule ci “parlano” ogni istante? Che ci ascoltano e vivono per il nostro benessere? Google quando riuscirà a farci vedere questo? Non lo speriamo nemmeno, perché quel giorno vorrebbe dire che saremo stati trasformati definitivamente in cyborg e…:

"Se vi ritroverete soli, a cavalcare su verdi praterie col sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perché sarete nei campi Elisi, e sarete già morti" (Massimo)

L’Antisistema ha agito in maniera tale da dimostrarci che non c’è nessun nemico da combattere, perché in realtà il nostro "nemico" siamo solo noi:

"Un soldato ha il grande vantaggio di poter guardare il suo nemico negli occhi"  (Massimo)

Oggi un “soldato”, ognuno di noi, il nemico non lo può più vedere, gli è stato tolto questo “privilegio” perché era solo una tremenda illusione, come tutto del resto…