sabato 13 febbraio 2010

Il "costo" della ragione.




Secondo Schopenhauer la dialettica, o arte del disputare, deriva dalla "naturale prepotenza del genere umano".
Fonte: Wikipedia

Io non conosco affatto Schopenhauer, percepisco “soltanto”. Sono più Sherlock Holmes che indaga tra i legami energetici che un testo emana; per giunta un testo che “si fa trovare” da me, nel momento “giusto”, ossia quando mi metto a scrivere.

Oggi ho ricevuto una “chiamata” da questo libro, “L’arte di ottenere ragione”; ero "nientedimenoche" al supermercato. Sissignori. Non in una capanna sudatoria o in un templio disperso nella foresta Birmana. Come scrive Osho, non occorre più andare nei templi a cercare di meditare, ma la meditazione è “in noi” anche mentre facciamo la spesa. Perché tutto corrisponde alla nostra sacralità naturale, alla nostra origine divina.  E meditare non significa più racchiudersi a “riccio” ed eliminare tutto il mondo, ma significa per me, aprirsi a tutto il mondo, dunque in ogni momento della “giornata”. L’universo ci parla in continuazione e ci “serve” nella stessa maniera in cui ci proponiamo a lui. Nulla è per caso. Ogni “cosa” ha un senso. Non pensiamo ad essere contro la guerra, pensiamo ad essere per la pace. Cose ovvie? Meglio, se lo pensate. Significa che questa modalità è diventata “usuale”, conosciuta, attesa.

I risultati si vedranno con il tempo; il tessuto sociale muterà nel tempo. I nuovi nati devono crescere ed irraggiare tutta la loro nuova capacità di “co creazione”.

“L’arte di ottenere ragione” dimostra come sia possibile “difendere” il proprio punto di vista, la propria panoramica o prospettiva, dall’attacco degli “altri”. Posso immaginare che costituisca una delle basi dell’avvocatura :)

"In questo trattato
Schopenhauer dà una nuova definizione di dialettica, che intende in modo diverso dagli antichi (e da Aristotele in particolare), pur riprendendone il concetto; e radicalmente diverso ai suoi contemporanei, come Hegel: cioè come dialettica eristica (questo è il titolo originale), ovvero «l'arte di ottenere ragione» a prescindere dalla verità o falsità dell'oggetto della disputa. In seguito, alla luce di questa definizione, esamina 38 stratagemmi (e relative contromosse) per difendere la propria ragione in una disputa oppure per ottenerla nel caso in cui questa stia dalla parte dell'avversario".
Fonte: Wikipedia

Cito nuovamente questa porzione di testo:
“L'arte di ottenere ragione” a prescindere dalla verità o falsità dell'oggetto della disputa”.
È una cosa terribile il pensare di avere sempre ragione, anche se non la si “ha”. Tuttavia questo aspetto corrisponde perfettamente a due grandi linee di pensiero:
  1. La natura quantistica del creato
  2. L’adattamento terreno dell’umanità
La prima definisce ognuno di noi, un diverso punto di osservazione capace di modificare ciò che “vede”; la seconda viene determinata dalle condizioni terrene legate al pianeta, cioè alla dimenticanza del chi “si è”, a cui è soggetto il genere umano che, pertanto, si limita a sopravvivere e, dunque, a far valere la propria ragion d’essere sopra ad ogni altra “cosa”.

Queste due correnti spingono l’uomo ad avere sempre ragione. Ognuno è un Re a casa propria. E quando ognuno di noi, vede, modifica secondo il proprio volere l’entità della situazione. Si direbbe che i diversi tipi di cervello che possediamo concorrono a formare la nostra “visione” del tutto personale della televisione della Vita.

Questo libretto di Schopenauer è una stilettata nel fianco; ma ci si sbaglierebbe a rimanerne solo meravigliati per la intensa “crudeltà” e conoscenza messi in gioco. In realtà questa opera ci mostra, evidenzia, denuncia la naturale “sete” di rivalsa che ogni uomo ha nei confronti degli altri, come se ogni uomo incolpasse tutto il mondo per “essere diventato così”, dimostrando, in ciò, un evidente stato di malessere profondo ed interiore, di natura del tutto endogena.

Non conosco l’autore, ma posso sentire che egli abbia cercato di svelare al mondo, alla sua maniera, come il mondo “sia”. Io vedo in lui, una opportunità per capire meglio la natura umana emersa nella lotta per sopravvivere; un’ombra nata dalla luce che deve tornare ad esserlo.

Un grazie dunque a quest’anima rivelatrice.

“La Verità è una terra senza sentiero”  J. Krishnamurti

L’opera esposta, che apre il presente articolo, è di Francesco Cannone; un “eclettico” pittore astrattista che mi ha subito “rapito” i sensi. Un Amico, autodidatta come me, che si “annulla” mentre dipinge, mentre la sua Anima rifulge di colore, forme, intensità. E da questo annichilimento del conscio, emergono delle vere e proprie opere d’arte sensoriali. Delle perle incastonate in un teatro “mutaforme” della Vita, in perenne stato di “diluizione” allargata e compressa. Lingue di luce e colore, forme ancestrali, oceano in tempesta, convulse premonizioni, sogni vividi, “dinamica solerte”, viaggi nel tempo, solide apparizioni di uno stato acqueo modellato e scolpito interattivamente, Giano bifronte, meraviglia emozionale.

Grazie della splendida avventura Caro Amico :)

Una visita al tuo sito web (www.myspace.com/francescocannone) è vivamente consigliabile…


Scrivo
per non perdermi di vista
e
per così dire
annaffiare i semi della speranza;
le evoluzioni del mio stomaco
graffiano di grigio e di noia
quelle delle membra
il soffitto troppo basso;
dilaniandomi nel tempo.
(Sogni e bisogni)