mercoledì 28 dicembre 2016

Fermare un treno in corsa.



Ne sei capace? Ne saresti capace? Potenzialmente, sì. 
Ma, ovviamente, non è la stessa cosa.
Vero?
Così, come puoi percepire di poter attraversare un muro, ma ti mantieni ben distante dal crederci a fondo e, dunque, dal concretizzare l’immaginazione.
Se non ché, di conseguenza, nel muro “appare” una porta o una finestra. Una apertura che ti permette di attraversarlo. Ma, anche in questo “caso”, non è la stessa cosa…
Ora, la Massa è un treno sempre di/in corsa
Qualcosa che “non ricordi bene come è iniziato”, ma… è già iniziato e dimenticato... il motivo fondamentale, attraverso il quale questa “corsa” ha preso origine, mezzo e luogo.
Fermare la Massa è, di più, fermare le singolarità che la compongono.
È, dunque, prima ancora di pensare a chissà che cosa… fermarti (fermare il tuo personale “moto”).
Ossia:
se pensi a come fermare quell3 che sembra una autentica “forza della natura”, raggiungerai molto in fretta il “punto di blocco mentale”, motivo per cui l’unico aspetto che si fermerà sarà solo quello relativo al tuo tentativo di fermare la Massa.
L’intervento del firewall ambientale AntiSistemico by dominante, sarà immediato. E ritroverai il “fine corsa”.
Lo stop programmato nella realtà manifesta “qua, così”.
La lunghezza massima della “tua” libertà, del “tuo” libero arbitrio, etc.

La medesima vicenda accade ad ogni livello e, proprio quest’oggi, l’ha realizzata anche SPS (Io). In quale modo?
Accumulando molta informazione (attirandola) e trasformando lo spazio del Bollettino quotidiano, in qualcosa di molto simile ad una “palla ferrosa”, senza più nessuna forma propria.
Con il centro, sparito dall'evidenza.
Ancora una volta, il disinnesco preventivo…
Il “tilt”.
La saturazione. Il “punto di blocco”. E un altro giorno che passa e se ne va in loop.



È la struttura stessa del Blog:
una “pagina” dietro all'altra (o davanti all'altra).
Qualcosa che scorre via. E che ben presto, viene dimenticat3
Persino da SPS (Me) stesso.

Dopo qualche tempo, i concetti fissati digitalmente, svaniscono dalla memoria ed il rischio è di tornare a “riscoprirli tempo dopo, ritenendoli ancora ‘nuovi ed interessanti’”… brancolando costantemente nel "buio (dell'attenzione)".
SPS (Io) sono diventato una catena di montaggio dell’informazione frattale espansa:
qualcosa che “non fa differenza”.
Quanto “materiale” è qua, già bello che pronto
Ma… a che pro?
Per quale utilità?
Per redigere, alfine, la "nuova enciclopedia britannica"?
No…
E che diamine. Sinceramente, non ce n’è assolutamente bisogno.
Mi ero annotato:
pagina 137 (portante, centrale)…
Poi, è successa la realizzazione che:
sarebbe stata solamente una “nuova pagina a scorrimento veloce”.
Come il buttare “benzina sul fuoco”, per auto mantenere acceso il fuoco. Sì, ma… quale “fuoco”?
Quando l’argine si rompe.
Se continua a piovere, si romperà l’argine…
Piangere non ti aiuta, pregare non farà nulla di buono…
When the levee breaks – Led Zeppelin
Mi fermo un attimo:
faccio colazione (mi prendo il mio tempo).
E, poi, penso realisticamente che “non ho voglia”.
Di far, cosa? Di… “scrivere”.
Capisci?
Posso inventarmi qualsiasi nuova teoria: per far ché?
Per trovare un alibi a qualcosa che, strutturalmente, non sta in piedi.
Alias:
che non ho voglia di “scrivere”.
Ma, un momento: 
qua non si tratta di “scrivere”.
Bensì, di “fare qualcosa di portante”. 
Si tratta di "fermare un treno in corsa".
A che serve “scrivere”?
Soprattutto, quando il centro diventa lo “scrivere” e si disperde in ciò che è... come solo un mezzo di diffusione dell’informazione e non certamente, il valore aggiunto della portante (di ciò che s’intende realizzare).
Ergo?
Lo “scrivere” è una camera di compensazione AntiSistemica.
Scrivere ti impiega nel/del tempo, facendo passare sempre quel treno, lo stesso treno, ogni santo giorno “qua, così”. 
Quando, lo scrivere, diventa centrale?
Quando è un centro di comunicazione tra le parti in armonia:
come un segnale di clock
nel sistema operativo di un organismo logico (intelligente = programmabile).
Ora, SPS (Io) non lo sono per nulla affatto. Così, “perdo tempo, ciclicamente”…
Infatti, posso scrivere di tutto e di più, mail Blog “rollerà” con lo scritto dentro, scomparendo presto dalla memoria non solo massiva.
È concepito apposta, per un simile ruolo apparentemente centrale e soprattutto per “leggerti nella mente (portare fuori, da te”.
Annunci al mondo i “tuoi” pensieri? No.
I pensieri sono un flusso che viene regolato “a monte”.
Quello che aggiungi tu, quando scrivi, è qualcosa ancora di più “intimo”, altrimenti non interesserebbe tanto.
È il tuo “sentire”
un mix profondo, che ottieni mescolando “tutto”.
Qualcosa che è come un’orma, la matrice, l’impronta digitale, il Dna, la tua chiave auto interpretativa, etc.
Una volta decodificato questo tuo “sentire”, sei mess3 a nudo
Perché è uno schema.
Dunque? SPS (Io) smetto di scrivere? No. Questa volta, no


Muterà qualcosa. Questo, sì. C'è un treno da fermare (che viaggia su/nelle... infrastrutture).
“Fai…”.
   
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2016
Bollettino numero 1971


2 commenti:

  1. Ciao Davide anche io in queste settimane mi sento impotente nei riguardi del ricordare.. forse troppi zuccheri assunti, ma la sensazione era gia presente prima delle feste, e credo che ogni dicembre si crei questo contesto, ora cercherò di ricordare tutto ciò per il prossimo dicembre..

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    Risposte
    1. Ciao Marco,
      grazie per la condivisione. Le "feste" sono devastanti. Sono un reset. Disinnesco puro...

      Sì. Trova il modo per ricordarlo (e non solo questo "caso").

      Ancora grazie. Ti abbraccio.

      Serenità

      Elimina

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