mercoledì 4 novembre 2015

Parlè?


In tutto quel che devi far
il lato bello puoi trovar
lo troverai e... hop il gioco vien.

Ed ogni compito divien
più semplice e seren
dovrai capir che il trucco è tutto qui...

Con un poco di zucchero - Mary Poppins
Italia, tassi negativi su Bot, Ctz indicano fiducia mercati...
I tassi negativi sui titoli di Stato italiani sono il segno che i mercati hanno fiducia, ha detto stamani il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
"Per la prima volta sul segmento biennale il Tesoro si è finanziato a tassi negativi, vuol dire che i mercati pagano l'Italia per poterla finanziare.
Questo è un segnale di fiducia", ha detto Padoan in occasione di un'audizione in Senato sulla manovra.
La scorsa settimana il Tesoro ha piazzato Bot e Ctz con tassi negativi...
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Chi/cosa sono "i mercati"? Perchè hanno un così alto interesse a "pagare l'Italia"? Perchè, in un simil modo, mantengono lo status quo invariato, perchè anche in Italia ci sono "i loro più autentici investimenti".
 
Il giogo vale la candela.
Riassumi tutto ciò, invece di un finanziamento, come un... "pizzino". Una tangente, un ricatto nel ricatto, una mansione lavorativa nella gerarchica Globale, la propria parte, il proprio ruolo, ciò che devono fare perchè "serve".
In tutto quello che fai o "devi far", puoi sempre mettere tutto quello che “vedi” e che, in un certo senso, “sei”. Ad esempio, se sei “ottimista” allora puoi sempre vedere tutto da una simile prospettiva o il contrario, ovvio.
È la tua “dima” attraverso la quale inquadri il Mondo intero.
È qualcosa che si avvicina al concetto soffuso di “tuo” carattere (genetica) ma molto più coerente rispetto a ciò che l’educazione ricombina in te, nel tempo abitudinario dello status quo.
Insomma, se sai intagliare il legno (ad esempio) lo sai fare sempre e comunque, anche se cambi idee relativamente alla politica, alla religione, a qualsiasi “fede”. Punto e stop.
Il muratore batterista, talento nascosto in cantiere.
Un operaio ha sfruttato assi di legno e secchi di vernice come percussioni, dimostrando di avere un gran senso del ritmo.
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Il carattere è qualcosa di nativo? Se lo credi, va "bene". Ma… certe tue caratteristiche (abilità, talenti) hanno una base/sede più radicata e meno propensa al “cambiamento (di qualsiasi natura si tratti)”.
Il carattere è, piuttosto, un “orientamento”.
Il talento è, di più, un dato di fatto coerente, sul quale puoi sempre contare (non essendo soggetto alle dipendenze che, invece, il carattere può subire allorquando il complesso umano, nel quale è integrato, risulta preda di compressioni esterne agenti sull’interno).
  
Se pensi che anche il talento va e viene o lo puoi anche dispedere, nel tempo, probabilmente non stai intendendo nel miglior modo, ciò che SPS "intaglia quest'oggi anche per te".
Quando tu sei “uno/a con te stesso/a”, allora, “vedi sempre nella stessa maniera, lungo la medesima lunghezza d’onda”:
  • sei come un perfetto cristallino
  • che filtra le apparenze del reale manifesto
  • in maniera tale da non alterare, in primis, te stesso/a
  • sei accorto/a e saggio/a (coerente).
Coerenza = in ottica si chiama coerenza (o coerenza di fase) la proprietà di un'onda elettromagnetica di mantenere una certa relazione di fase con se stessa durante la sua propagazione
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  • mantenere (memoria)
  • una certa relazione di fase (ricordare)
  • con se stessa (te stesso/a)
  • durante la… propagazione (vivere).
Ricordati di te. Riconosciti.
 
Ci sono dei “momenti” che rendono ogni spiegazione successiva come deviata (utile per altri fini, scopi, intenzioni), andando a cancellare ciò che era la spiegazione precedente, deviando lungo un percorso diverso ma non alternativo al tuo percorso originale (per capire meglio: un nuovo percorso che un navigatore satellitare non ricalcolerebbe mai, all’interno del tuo viaggio, non prendendo mai in considerazione quella... deviazione).
E, allora, perché ci entri? Perché “la tentazione è forte e… coerente, ossia, in fase con se stessa”.
Di cosa “avevi necessità”, quando ci sei entrato/a nel “qua, così”?
E chi/cosa ti ha proposto ciò che, in seguito, ti sei ritrovato/a ad agognare (seme, seminatore e semina)?
Non lo ricordi più. Anche se è già successo
Il “momento zero (quello in cui procedevi lungo il tuo originale cammino)” ed il “momento successivo (quello in cui hai accettato di “percorrere una deviazione apparentemente temporanea”)” in cosa differiscono?
In nulla se non nella sostanza.
Dal “prima” al “dopo” ci è passato tutto il Mondo conseguente.
 
Da dove giungi? Dove entri? A cosa sei aggrappato/a?
E se il “prima” era una “cosa”, il “dopo” era tutt’altro, sorretto da regole di base che inizialmente – era chiaro che fossero “di parte, non tuo/a”, perché brillavano di una luce propria, perché erano assolutamente chiare, in mostra, evidenti e cozzavano con la “tua parte originale”; il “dopo” ha iniziato ad intagliare in te qualcosa di diverso/nuovo.
Qualcosa che ha suddiviso il Mondo reale manifesto, in nuove classificazioni, in nuova logica, in diversa sostanza.
Ora, il “carattere che ti ritrovi ad avere ‘oggi’” non è ciò da cui provengono i tuoi “talenti… essendo piuttosto delle caratteristiche tue”. Il carattere è come la punta di un’asta di legno, che si ricava con la lama di un coltellino, in maniera intenzionale e artificiale. Questo carattere è intagliato in te. Non è “te” né “tuo”.
Chi/cosa lo installa sino a te?
Capisci che, da "lì", proviene una nuova classificazione del reale manifesto. Una nuova gerarchizzazione, una nuova suddivisione delle risorse, una nuova nomenclatura e una nuova esigenza di infondere tutto ciò in te, per vie sempre coerenti con il principio dominante (il Re del luogo nel quale sei entrato/a “solo per fare un rifornimento temporaneo di qualcosa che ti sembrava proprio di necessitare, seguendo il richiamo di ciò che sembrava proprio una… offerta speciale e, dunque, molto allettante”).
Tra il “prima ed il dopo, c’è di mezzo il mare”, tanto per parafrasare il vecchio detto.
 
Le gerarchie sono cambiate con l’orizzonte e la nuova/diversa prospettiva e, con tutto ciò… anche tu sei cambiato/a nel tempo.
Un esempio che la frattalità espansa, comunque, riporta sempre sino a te (nella sua accezione di “memoria”) come corrente marina che spinge sempre verso la “spiaggia”, denunciando fisicamente tutto quello che è successo in alto mare:
  • il Presidente della Repubblica Italiana non “decide nella sostanza, nulla”.
Come leggi questo esempio?
Così:
  • il “prima” vive ancora frattalmente/formalmente “qua, così” (perché il Presidente testimonia di una carica dal potenziale diverso, apparente, rispetto a ciò che può – nello status quo – fare)
  • il “dopo” è il disinnesco di una simile carica, per via del potere che usa la carica per portare avanti i propri scopi, che sono da sempre proiettati sull’intera comunità.
Ecco che, di conseguenza, se tu disegni una “piramide del potere gerarchico ufficiale”, inevitabilmente la proponi deviata, distorta, inesatta, perché “è come la vedi, perché sei portato/a a ripensarla in quel modo”.
La piramide del potere ufficiale italiano, pone il Presidente della Repubblica al vertice.
Qualcosa che risuona di “barzelletta”, ma tant’è. A scuola si insegna così e, dunque, “così è”.
Vero?
Ma.. la vera piramide, come la puoi disegnare?
Il Presidente "nonno"… dove lo ricollochi? Ancora al vertice?
Se sei “de coccio”, sì.
No. Il Presidente è in un piano inferiore rispetto al vertice…
Il “dopo” ha ridisegnato apparentemente tutto.
E il “prima” inevitabilmente ha segnato il passo, diventando sempre più evanescente perché sempre più dimenticato.
Ma esiste ancora. Di questo devi essere sicuro/a al cento per cento.
Il “prima” non si è nemmeno trasformato in altro. È “altro che ha preso il suo posto”.
Il “prima” è ancora “lì, così”, mentre ti sei aperto al “qua, così”.
La differenza di potenziale è un dielettrico che ti mantiene separato “elettricamente” da ciò che eri e sei.
Un isolante elettrico o dielettrico è un materiale che viene polarizzato da un campo elettrico
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Chi/cosa è, allora, questo “campo elettrico”, che polarizza il materiale che ti isola dal “prima”?
È sempre lo stesso “motivo” per il quale hai deciso di “deviare”:
  • il Dominio
  • l’origine della deviazione
  • il Re del “qua, così”
  • ciò che non “vedi”, perché non ricordi più.
Coerenza temporale.
Quando si parla di fase di un'onda ci si riferisce sempre all'approssimazione di onde piane ovvero di onde perfettamente monocromatiche.
In realtà ogni onda reale ha delle deviazioni rispetto a questo andamento ideale e quindi, dopo che si è propagata per una certa distanza (ovvero per un certo tempo) le deviazioni da un andamento perfettamente sinusoidale diventano sensibili.
Queste deviazioni sono matematicamente descrivibili come una deviazione sulla fase dell'onda. Quando il rapporto di fase si perde per via di queste deviazioni si dice che l'onda ha perso la sua coerenza temporale. Si può dunque definire come tempo di coerenza l'intervallo medio di tempo nel quale l'onda oscilla in un modo prevedibile.
Durante questo intervallo essa compirà un certo numero di oscillazioni prima di cambiare fase. Il prodotto tra il tempo di coerenza e la velocità della luce è detto lunghezza di coerenza.
Un'onda perfettamente monocromatica sarebbe descrivibile come una perfetta sinusoide, la cui lunghezza di coerenza sarebbe infinita. Una lampada comune ha una lunghezza di coerenza di frazioni di millimetro, mentre alcuni laser arrivano anche a qualche decina di chilometri. La differenza di lunghezza tollerabile tra i bracci di un interferometro dà una misura del tempo di coerenza della sorgente usata
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Non è “troppo tecnico”: è solo frattale espanso.
Leggilo anche così, come segue.
Lo smemorato di San Siro: si perde nei bagni e torna a casa dopo 11 anni.
Ha perso i compagni di viaggio a San Siro nel 2004 ed è tornato a casa 11 anni dopo. È la storia di Rolf Bantle, cittadino svizzero oggi 71enne, tifoso del Basilea, arrivato a Milano 11 anni fa per vedere la sua squadra giocare contro l'Inter nei preliminari di Champions.
Una vicenda raccontata dallo "Schweiz am Sonntag":
era il 24 agosto 2004, si giocava la gara di ritorno del terzo turno di qualificazioni. All’85’, con l’Inter avanti 4-1, Rolf va in bagno ma uscendo, non trova il settore degli ospiti e una volta nel parcheggio non riesce a riconoscere la macchina.
Non ha un cellulare, non conosce il numero di casa a memoria e ha soltanto 20 euro con sé. Non si rivolge a nessuno:
è un'occasione, del resto, di vivere qualche ora in libertà.
E inizia a girare per il quartiere e poi per la città. Le ore diventano giorni, e poi mesi. Tanto che a Basilea lo danno per disperso e successivamente per morto. Un moderno Mattia Pascal che diventa una presenza fissa nel quartiere di Baggio.
Nessuno dalla Svizzera lo cerca:
non ha una famiglia in Svizzera, ha sempre vissuto in povertà e l’alcolismo lo porta spesso ad essere ricoverato nelle cliniche.  “Tutto il quartiere – racconta Rolf – ha iniziato a chiamarmi Rudi. Ben presto non ho avuto più motivo di andare a casa”…
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Ben presto non ho avuto più motivo di andare a casa
Certo… perché è scomparso tutto il “prima”, nel tempo.
La situazione di Rolf era deficitaria già in partenza, perché questo è un esempio frattale espanso relativo a quello che ti è successo e non alla sostanza di quello che “eri/sei”.
Quale monologo si profila unicamente, perché è sempre stato nello status quo? Che cosa scambi per il “tuo” destino?
 
I "traumi" vivono sempre dentro.
Si rischiara l'orizzonte.
Si è creato un cortocircuito per cui da una parte le banche sono prudenti nel prestare denaro alle aziende e alle famiglie a rischio per il timore di non vederselo restituire; dall'altra le aziende sane vedono una crescita dell'economia ancora debole e non se la sentono di effettuare nuovi investimenti (e quindi indebitarsi).
In questo scenario, che pure è in miglioramento anche solo rispetto a due-tre trimestri fa, resta sul piatto la prospettiva della bad bank, un veicolo finanziario nel quale far confluire i crediti malati.
Una prospettiva che aiuterebbe a liberare i bilanci, con l'auspicio che questa serva a riattivare l'economia reale.
Altrimenti il Tltro (prestiti della Bce alle banche a tassi agevolati) e il quantitative easing (acquisto di titoli di Stato da parte dell'istituto di Francoforte) non basteranno...
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La prospettiva della bad bank, un veicolo finanziario nel quale far confluire i crediti malati:
  • i “crediti malati” sono ciò che le persone non possono ridare indietro alle banche
  • sono ciò che hanno ricevuto + gli interessi
  • ed è interesse delle banche che tutto non cambi mai nella sostanza.
Il “cortocircuito” è quello che ti ha isolato/a, separato/a dalla tua “fase”.
Ciò che riguarda all’economia, è solo il “dopo”. Regole idonee ad auto mantenerti stabile nella rotazione altrui o ruotante nella stabilità altrui (è uguale sostanzialmente).
Le regole economiche “servono”. Non sono “vere di quel vero che riguarda anche te, nella tua essenza”. Le regole sono i limiti di questo reame manifesto. Sono di parte, coerenti con il proprio “senno di poi (la previsione dominante)”.
Tali regole ti regolamentano. E tu, di conseguenza, consegui
Draghi rilancia potenziamento Qe: "Possiamo e vogliamo agire".
Il presidente della Bce Mario Draghi ha rilanciato la possibilità di potenziare gli stimoli monetari all'economia dal mese prossimo. "Il Consiglio - ha detto - ha la volontà e la capacità di agire avvalendosi di tutti gli strumenti disponibili, nell'ambito del suo mandato, se necessario a mantenere un livello appropriato di accomodamento monetario".
Inaugurando le giornate culturali europee a Francoforte, quest'anno dedicate a Malta, Draghi ha spiegato che tra il rallentamento delle grandi economie emergenti e "altri fattori esterni", come può essere il calo del petrolio, su ripresa economica e stabilità dei prezzi dell'area euro si sono creati "rischi al ribasso". Per questo a dicembre si dovrà "riesaminare" il livello di accomodamento monetario.
E di fronte ad una platea di tedeschi, solitamente scettici se non critici sulle misure espansive, Draghi ha messo in guardia dai rischi che si correrebbero con gli eccessi di intransigenza. "La storia - ha detto - dimostra che la deflazione può essere altrettanto dannosa per la prosperità delle nostre economie che l'elevata inflazione".
Ad esempio perché in una situazione di deflazione il fatturato delle imprese cala, mentre i costi dei salari tendono a continuare a salire e questo può finire per portare a aumenti della disoccupazione. Contestualmente, ha spiegato il banchiere centrale, la mancanza di inflazione rende più pesante il rifinanziamento dei debiti elevati, mentre la politica monetaria risulta privata di efficacia.
Draghi ha anche respinto le argomentazioni di coloro che sostengono che la linea espansiva della Bce tende a disincentivare i Paesi dall'effettuare riforme. Ha intanto notato come Spagna, Italia e Francia stiano portando avanti riforme a dispetto dei tassi bassi.
Ma poi ha ricordato che la Bce deve modulare la sua politica monetaria puntando all'obiettivo di garantire la stabilità dei prezzi, non per incentivare o meno i Paesi sulle riforme strutturali.
"Da nessuna parte sul Trattato si stabilisce che la Bce dovrebbe modulare i tassi in modo da forzare cambiamenti di politiche da parte di governi riluttanti".
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  • Draghi ha spiegato che tra il rallentamento delle grandi economie emergenti e "altri fattori esterni", come può essere il calo del petrolio, su ripresa economica e stabilità dei prezzi dell'area euro si sono creati "rischi al ribasso" (il “calo del petrolio” non è una ottima notizia per te? I suoi derivati costeranno meno. Non ti fare abbindolare da questa continuità dello status quo. Ascoltati. In te ci sono talenti che non smettono mai di parlarti, in una lingua diversa da quella che ti sembra unicamente di riconoscere. Draghi afferma una verità di parte. Non la tua verità)
  • la mancanza di inflazione rende più pesante il rifinanziamento dei debiti elevati, mentre la politica monetaria risulta privata di efficacia (ecco a cosa serve l’inflazione: permette un più "leggero rifinanziamento del debito", ma non lo estingue mai. In questo discorso c’è anche la tua “convenienza”? Senza inflazione il Qe non funziona? Meglio. Anche se… in presenza di deflazione, stagflazione o altro, ci metterebbero ben poco a cambiare le “carte in tavola”, essendo tutto un immane giogo nonché uno spettacolo di prestidigitazione)
  • la Bce deve modulare la sua politica monetaria puntando all'obiettivo di garantire la stabilità dei prezzi (è la “stabilità” che ti garantiscono, ossia, lo status quo… che ti mantiene isolato da ciò che eri/sei)
  • da nessuna parte sul Trattato si stabilisce che la Bce dovrebbe modulare i tassi in modo da forzare cambiamenti di politiche da parte di governi riluttanti (la questione è sempre di “interpretazione”. La Bce, così come qualsiasi altra Autorità AntiSistemica, fa quello che deve fare per garantire la “stabilità”. Quale "stabilità"? Il come concretizza tutto ciò esula da te, ossia ti riguarda solo nella misura in cui continui ad assorbirne gli effetti nonché l’intenzione e la strategia).
 
 
Bce rivendica: stimoli funzionano, Qe aiuta famiglie e imprese.
La Banca centrale europea rivendica l'efficacia delle misure straordinarie di stimolo messe in campo per rivitalizzare l'economia e la dinamica dei prezzi.
"Le evidenze empiriche - afferma l'istituzione in un capitolo di analisi anticipato dal suo bollettino economico, atteso giovedì - suggerisce che queste politiche sono riuscite a migliorare le condizioni del credito nell'area euro e a sostenere la ripresa in corso dell'attività di erogazione di prestiti".
Tra 2014 e 2015 la Bce, oltre ad aver azzerato i tassi di interesse ufficiali, ha approntato nuovi rifinanziamenti straordinari prolungati a favore delle banche, i "Tltro" mirati ad avere un impatto diretto sull'economia reale.
Inoltre ha avviato un massiccio programma di acquisti di titoli, progressivamente allargato fino ad estenderlo, dal marzo scorso, anche alle emissioni pubbliche.
"Complessivamente - afferma ancora l'istituzione - le misure non standard hanno aiutato far passare l'accomodamento monetario nella catena di trasmissione per arrivare ai destinatari finali, ovvero famiglie e imprese.
Questo contribuisce alla ripresa del credito e dell'attività economica, che ci si attende produca un aggiustamento sostenuto dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma vicini al 2 per cento, nel medio termine".
Già da settembre tuttavia il presidente Mario Draghi ha iniziato a preparare il terreno ad un possibile potenziamento di questi stimoli, e il mese scorso ha indicato ancor più esplicitamente la possibilità di procedere in tal senso già da dicembre. Il problema, ha spiegato, è che complici anche una serie di fattori esterni, dai cali del petrolio al rallentamento delle economie emergenti, la risalita dell'inflazione potrebbe non verificarsi con la rapidità attesa.
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  • la Banca centrale europea rivendica l'efficacia delle misure straordinarie di stimolo messe in campo per rivitalizzare l'economia e la dinamica dei prezzi (la “dinamica dei prezzi” all’interno della loro “garanzia di stabilità”, che cosa è? È ciò che ti mantiene in cattività, nel reale manifesto gabbia)
  • queste politiche sono riuscite a migliorare le condizioni del credito nell'area euro e a sostenere la ripresa in corso dell'attività di erogazione di prestiti (che cosa hanno “migliorato queste politiche”? Le condizioni unilaterali del credito e sostentamento dell’attività di erogazione di prestiti. Ciò che mantiene tutto fermo nella propria dinamica. La Terra ti sembra che sia in movimento? No. Eppure lo è, o così ti dicono. Ma tu non te ne accorgi e non sei tu nemmeno a misurare una simile evenienza. Sei, insomma, tagliato/fuori al di dentro, ossia, “sei tagliato/a dentro”)
  • approntato nuovi rifinanziamenti straordinari prolungati a favore delle banche (a favore delle banche)
  • avviato un massiccio programma di acquisti di titoli, progressivamente allargato fino ad estenderlo, dal marzo scorso, anche alle emissioni pubbliche (per l’incanto, di tutto e di più. Così Padoan può sostenere il "proprio" punto prospettico)
  • le misure non standard hanno aiutato far passare l'accomodamento monetario nella catena di trasmissione per arrivare ai destinatari finali, ovvero famiglie e imprese. Questo contribuisce alla ripresa del credito e dell'attività economica (i “destinatari finali” e la “ripresa del credito e dell’attività economica”: un loop che alimenti tu)
  • il problema, ha spiegato, è che complici anche una serie di fattori esterni, dai cali del petrolio al rallentamento delle economie emergenti, la risalita dell'inflazione potrebbe non verificarsi con la rapidità attesa (nulla è per caso. C’è sempre una logica che ti sfugge. Perché i mercati sono tutti delle infrastrutture nelle mani native di coloro che li hanno progettati).
Il calo del prezzo del petrolio è un “problema”? Per chi/cosa lo è? Per te?
No.
E perché, allora, sei portato/a a crederlo?
Forse perché “ci lavori dentro”? Forse perché hai qualcosa da perdere?
Forse perché “sei parte in causa”?
 

 
Ma, se ciò riguarda te, è giusto che allora l’intero reale manifesto ne paghi le conseguenze?
Con chi/cosa sei incomunione?
Ricordi della Comunione?
Non la tua “prima comunione”. La Comunione. Ciò che c’era “prima”. Quando il denaro non serviva a nulla e non se ne sentiva nemmeno la necessità (non esisteva)...
Quando la “droga” ha preso il sopravvento, “dopo”, allora tutto è diventato “drogato”.
Vaticano, dipartimento Santa Sede utilizzato per riciclaggio.
Giampietro Nattino, proprietario della banca Finnat Euroamerica Spa, avrebbe utilizzato l'Aspa, dipartimento della Santa Sede che controlla immobili e investimenti vaticani, per riciclaggio di denaro e manipolazione dei mercati.
Lo riporta in esclusiva l'agenzia Reuters, entrata in possesso di un rapporto degli investigatori vaticani di 33 pagine, poi passato alla finanza italiana e svizzera perché potessero a loro volta svolgere accertamenti.
L'Aspa controlla i patrimoni immobiliari del Vaticano a Roma e in altre città italiane, paga i salari degli impiegati e agisce come fosse un dipartimento di risorse umane. Una delle sue due divisioni gestisce anche le finanze e i fondi vaticani.
Dal rapporto emerge come questa divisione sia stata utilizzata da Nattino per affari che esulano dalle attività vaticane, con possibile complicità degli impiegati dell'Aspa, che avrebbero violato le norme interne.
Secondo il rapporto, oltre 2 milioni di euro sarebbero stati spostati in Svizzera giorni prima che il Vaticano imponesse una stretta con la nuova normativa contro il riciclaggio e ponesse i trasferimenti di denaro sotto controllo minuzioso.
Dal 22 maggio 2000 al 29 marzo 2011, a Nattino, che è stato nel board di molte aziende italiane ed è stato consultore della prefettura affari economici del Vaticano, faceva capo il "Portfolio 339" dell'Apsa, che consisteva in quattro conti separati.
Origini e finalità di destinazione dei fondi sarebbero "dubbie" secondo il rapporto.
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  • utilizzato l'Aspa, dipartimento della Santa Sede che controlla immobili e investimenti vaticani, per riciclaggio di denaro e manipolazione dei mercati (fatto)
  • l'Aspa controlla i patrimoni immobiliari del Vaticano a Roma e in altre città italiane, paga i salari degli impiegati e agisce come fosse un dipartimento di risorse umane. Una delle sue due divisioni gestisce anche le finanze e i fondi vaticani. Dal rapporto emerge come questa divisione sia stata utilizzata da Nattino per affari che esulano dalle attività vaticane, con possibile complicità degli impiegati dell'Aspa, che avrebbero violato le norme interne (nientepopodimenoche… una testa di ponte molto utile per continuare l’opera dell’incanto).
E l’8 per mille? Oltre 1,1 miliardi di euro solo nel 2014...
Tutto questo denaro a cosa serve veramente? E da chi/cosa è gestito? Denaro che anche tu versi, con l’attuale meccanismo generale, anche se non ne hai idea e anche se non manifesti nessuna volontà di donarlo.
Sei usato/a. Non lo credi ancora?
Ti usano e lo fanno sempre più alla luce del Sole. Ciò testimonia che sei sempre più sotto al controllo. Blindato dentro e fuori.
Incapace di decidere/intendere e volere…
Le esternazioni dell’attuale Papa, vanno in controtendenza rispetto all’usualità dei termini dei “porporati”. Quanto valgono? Quanto contano? È solo scenografia, parte, recita?
Poni che, per “assurdo”, il Papa fosse veramente “una voce fuori dal coro”:
che cosa potrebbe fare, se “unica goccia nell’oceano”?
Una sua “malattia” si profila, allora, all’orizzonte… e, dunque, pensa in altri termini a ciò che ha rappresentato un “must” ultraventennale, come quello di Wojtyla (beatificato a tempo di record).
In che cosa “credi”? Che diavolo “vedi”?
  • Secondo il Codice di diritto canonico, il papa, in quanto "capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale", "ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente"... e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato "sommo pontefice della Chiesa Universale" e "servo dei servi di Dio".
  • Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano dello Stato della Città del Vaticano, che è una monarchia assoluta elettiva, l'ultima in Europa e una delle poche rimaste nel mondo
Link
 


 
  1. oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica (tutto lì? E… l’economia e tutto quello che ne deriva? Quale più sottile strategia non riconosci?)
  2. in questa veste viene anche … "servo dei servi di Dio" (un ingranaggio AntiSistemico. Tutto qua)
  3. lo Stato della Città del Vaticano… è una monarchia assoluta elettiva, l'ultima in Europa e una delle poche rimaste nel mondo (ecco con cosa ti ritrovi a che fare. Una “monarchia assoluta elettiva”).
All’interno di “qualcosa”, aumenta sempre di più la coerenza con la secolarità di ciò che alimenta quel “qualcosa”:
  • pensa “dove sei” quando normalmente “vivi”
  • seguendo questo o quello “stimolo mediatico”.
Quanto sei auto mantenuto distante da te?
L'appartamento di Bertone ristrutturato coi soldi destinati ai bambini malati, infuria la polemica sul cardinale.
Il Cardinal Tarcisio Bertone nell’occhio del ciclone, e ancora una volta è a causa del suo già noto appartamento di 350 metri quadrati, a pochi passi da Santa Marta, la residenza di Papa Francesco.
Secondo Bertone, infatti, l’appartamento sarebbe stato interamente ristrutturato a sue spese.
Ma da un’inchiesta del giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipaldi, emerge che le cose non sarebbero andate così. Da un’anticipazione del suo libro “Avarizia”, pubblicata da Repubblica, si apprende che a pagare le spese sarebbe stata l'omonima fondazione controllata dell’ospedale Bambin Gesù, nata nel 2008 per raccogliere denaro per i piccoli pazienti...
La fondazione, che viene definita da PwC come “un veicolo per la raccolta di fondi volti a sostenere l'assistenza, la ricerca e le attività umanitarie del Bambin Gesù”, avrebbe saldato le fatture dei lavori per la ristrutturazione dell’appartamento di Bertone, per un totale di circa 200mila euro, versati stavolta all'azienda Castelli Real Estate dell'imprenditore Gianantonio Bandera.
Una vicenda sulla quale Bertone smentisce categoricamente. "Gentile dottor Fittipaldi”, precisa il cardinale, "rispondo che il sottoscritto ha versato al medesimo governatorato la somma richiesta come mio contributo ai lavori di ristrutturazione. Non ho nulla a che vedere con altre vicende”.
Dalla sua, però, il manager del Bambin Gesù Giuseppe Profiti, fino al 2015 presidente sia del Bambin Gesù che del consiglio direttivo della fondazione, conferma la spesa per l’appartamento di Bertone. Una parcella che sarebbe giustificata dal fatto che la casa del cardinale è stata poi messa a disposizione della fondazione stessa per finalità "istituzionali".
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Secondo Bertone, infatti, l’appartamento sarebbe stato interamente ristrutturato a sue spese
Bertone “di suo” non possiede nulla. Per cui non può sostenere ciò che sostiene. La “sua morale” deve essere ricondotta ai precetti originali della Chiesa, ergo, egli dispone di ciò che la comunità gli “dona”.
Quindi le spese supplementari tolgono denaro (alias, possibilità) ai più bisognosi.
Oppure credi che le “donazioni” siano scollegate dalla loro “destinazione d’uso”?
E se queste “donazioni” sono, di più, delle vere e proprie “estorsioni legalizzate”, come quelle, ad esempio, che derivano dalla “tratta dell’8 per mille”?
Quali danari ha speso “di suo” Bertone?
Ma ti rendi conto di (1) cosa ti dicono, (2) cosa succede e (3) di come ti “fanno su, ogni volta”?

Il fatto che il rendimento dei Bot sia diventato negativo è "un inequivocabile segno di fiducia sulla gestione del debito" da parte dello Stato italiano.
Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo agli interventi dei parlamentari delle commissioni Bilancio di Camera e Senato, a Palazzo Madama...
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No... significa che "dietro" c'è la Bce & Co. che comprano tutto il "debito", finanziando gli Stati e sopra a tutto... lo status quo.

Suvvia. “Cresci un po’, che è ora”.
Giochi Olimpici - Tregua Olimpica, ha ancora senso al giorno d'oggi?
Le Nazioni Unite hanno approvato la tregua Olimpica per i Giochi di Rio 2016, ma ha ancora senso al giorno d'oggi questa tradizione, che risale ai tempi delle Olimpiadi nell'età antica?
Nonostante le guerre, il terrorismo, gli attentati certi e presunti e le orde di rifugiati, qualche giorno fa l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la tregua Olimpica per i Giochi di Rio 2016.
Forse la prima reazione alla notizia che dei 193 rappresentanti riuniti nell’Assemblea Generale al palazzo di vetro 180 hanno votato a favore di un provvedimento che, in tempi come quelli odierni, potrebbe apparire quantomeno come una formalità, potrà essere un ironico "bene, ora siamo tutti più tranquilli"
Per il momento, però, lo score tra la guerra è i Giochi Olimpici è di 5-0 in favore della prima visto che nessun conflitto si è interrotto per dar spazio ai Giochi, ma al contrario le due guerre mondiali hanno fatto saltare tre edizioni delle Olimpiadi estive e due dei Giochi invernali.
Un bilancio disastroso, almeno così potrebbe apparire, se non si tenessero in considerazione tutte quelle iniziative, simboliche o concrete, che i Giochi Olimpici hanno fatto in favore della pace…
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Puoi appellarti ad una “tregua”, come ad una sorta di “parlè (di memoria piratesca)”?
Si definisce parlè (in lingua inglese parley) quella discussione o conferenza che sussiste fra due parti opposte, o nemiche, per definire i termini di una tregua o altre questioni
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Quali “altre questioni?

Forse, ad esempio, i termini di una “resa, che riguarda gli alti vertici di quale che sia la parte che è destinata a perdere”?
Il “carro del vincitore” è sempre pieno.
E lo status quo “assume” tutto e tutti coloro che promettono di “asservirlo”.
Non importa se costoro sono degli approfittatori, dei quali non ci si può mai del tutto fidare, visto che lo status quo è l’origine di questo “carattere”.
Il Dominio domina, che altro?
Come puoi ritenere che non esista? Che sia quello che riesci a vedere, perché “emerge”?
Pensi che sia tanto sprovveduto?
No. Non lo è mai, perché gode di troppo vantaggio su di te.
Apri gli occhi:
  • quelli della memoria frattale espansa
  • la tua “sveglia personale”.
È ora.
    
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com