giovedì 5 novembre 2015

Chi decide in assenza tua?



L’analisi “sociale (frattale espansa)” di/in SPS deriva da una prospettiva “non accademica” e, anche solo per questo, è obiettiva. Ossia, visto che SPS non ha “interesse alcuno, qua, così”, la relativa messa a fuoco di ciò che “vede e percepisce” va al di là di ogni singola contesa (*).
SPS non ha nulla da difendere né da proteggere, al fine di perpetuare qualsiasi tipo di status quo.
In questo, SPS incarna le caratteristiche della legge, strumento e memoria… della frattalità espansa, con particolare focus sulla sua funzione originale/nativa sostanzialmente neutrale:
un "sistema operativo"
senza interesse alcuno
oltre a quello di permettere
non il funzionamento
ma
l’esperienza in ogni grado e qualsiasi ordine
è... nella sostanza, neutro
rispetto a ciò che, poi, accade
anche se, a monte, ha sempre una ragione (*), che è oltre ad ogni tipo di controllo.
  
È questa una “proprietà molto spesso attribuita a Dio”. E, nella realtà manifesta e potenziale, invece… un luogo comune agganciato alla “porta aperta della frattalità espansa”:
una tecnologia, a sua volta
che non pone fine alle domande irrisolte
ma “così” non più irrisolvibili
perché, ad un certo punto, ammettendo l’esistenza di una simile “funzione”, riesci ad esaurire anche quel gap, che ti mantiene sempre distante relativamente a “quello che succede e perché succede”.
Alla piramide di Cheope manca il "vertice"... 
Il Dominio ritorna evidente. Riemerge dal “luogo” che aveva strategicamente ideato, ritagliandosi fuori dalla “tua” mente, nella "tua" mente.
Se tu non “vedi”… allora “non lo vedi più”.
In una ragione tale da non prenderlo più in considerazione, dimenticando in altri termini. In una regione dove tutto viene confinato ed in una... dove tutto viene “rieditato” ad hoc.
Il “vedere è, quindi, dominio della memoria e di ogni singolo ricordo”.
Vedi quello che rimane relativamente al “non vedere”.
La genetica, l’organicità, la fisica, la scienza, etc. vengono, dunque e di conseguenza, solo “dopo”.
La “complessità” diventa, allora, tutto quello che non ricordi più ed al quale non riesci a dare un orientamento nativo, un senso, una ragione fondamentale.
   
Essendo parte di una gerarchizzazione del "tutto manifesto", ed avendo le idee assai “confuse”, la conseguenza è che tutto ciò si trasforma in “smarrimento esistenziale”. Qualcosa che viene travolto dalle onde del sopravvivere ad ogni costo, di quel programma secondario che scatta allorquando “tu non ricordi e, dunque, non sai chi sei, cosa sei, dove sei, dove vai, etc.
È come il Dittatore che veniva nominato, nell’antichità, quando un pericolo esterno (invasione e guerra) sembrava mettere tutti “democraticamente d’accordo” a partire da una simile situazione d’insieme.
Quel “Dittatore” è un programma secondario (una parte) che diventa primario, nel momento della presunta necessità del difendersi ad oltranza da un pericolo tanto grave da mettere in dubbio il futuro di qualcosa che sembra un impero e che, in realtà, è solo una parte inconscia del Dominio.
La guerra muta gli orizzonti. In tempo di guerra cambia la legge. Le abitudini diventano altre. I limiti diventano più visibili. C’è il pericolo di perdere la Vita ad ogni istante. Ti trasformi in qualcosa che è già in te, potenzialmente e che viene “evocato” senza nessuna possibilità di intermediazione personale attiva e parte in causa.
Nella sostanza, “te la becchi così come è stata programmata o… come viene”… la guerra.
E tutto il resto, che ti va a ri caratterizzare, diventa ben presto la nuova realtà di riferimento.
Ma… esattamente, in tutto ciò, tu che ruolo hai?
Sempre secondario…
Non che “prima” tu fossi un ingrediente primario (nel senso della "sovranità decisionale"). Cioè, il “prima” era ancora il “dopo”. Ed il “dopo” diventa sempre lo stesso tipo di “prima”, che inizi a ricordare con affetto… nonostante nel “prima” non stessi poi così tanto bene.
Dove si trova l’autentica alternativa? E la scelta sostanziale che ti conduce a ciò che non sembra più nemmeno esistere?
Non è la “pace, il prima”. La pace era nei termini dello status quo. Era in un “contratto” che hai firmato senza saperlo. Era in qualcosa di limitato e dal copyright sottile…
Con chi/cosa hai a che fare? Da quanto tempo hai smarrito la bussola della memoria? E perché è successo?

SPS ti pone, ogni giorno, le stesse centrali “constatazioni”, perché “deve essere un martello”.
Per quale motivo SPS si comporta così?
Per quale “interesse”, non avendone?
Responsabilità? Consapevolezza? Istinto?
Da ciò e per mezzo di questo esempio, puoi ricordare cosa significhi:
essere
la ragione (*).

Quando il "vertice" era visibile.
Partendo dalla considerazione che lo zucchero è presente nell’80% dei cibi confezionati che acquistiamo, Gameau decide di escludere questi ultimi dalla propria alimentazione:
evita quindi cocktail analcolici, merendine preconfezionate, gelati in scatola.
Per sessanta giorni assume solo cibi considerati “sani” a detta delle etichette, ma con zuccheri nascosti:
yogurt a basso contenuto di grassi, barrette al muesli e cereali, succhi di frutta, bevande sportive…
Quanto zucchero c'è nei prodotti "senza zucchero"?...
Gameau scopre di assumere, mediante il consumo di cibi considerati salutari, circa 40 cucchiaini di zucchero al giorno
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Quanto zucchero c'è nei prodotti "senza zucchero"?
Sembra una barzelletta ma, non lo è purtroppo per te e per i “tuoi” figli.
Perché? Perché è più tremenda quella realtà, che permette al reale manifesto di essere così:
  • quella della legge
  • che lo prevede tra le righe
  • per interesse delle parti “produttrici (interessate al profitto)”.
Ma quale profitto “tiene”, di fronte alla messa in ginocchio di un intero genere vivente?
Un interesse ed un profitto di ordine assai diverso e “superiore”:
quello del Dominio (che ricorda l'immortalità sostanziale del genere umano e che, dunque, ne dispone come e meglio crede, non compiendo tecnicamente nessun "peccato mortale").
Il ragno e la sua ragnatela:
le parti in giogo (tutte) concorrono senza più rendersene conto.
Gli imprenditori “prendono il più possibile a man bassa”, inconsci di essere a loro volta dei genitori.
Tutto ciò prende sempre più le forme di un vero e proprio incanto.
Poiché “le persone non sono più presenti in quello che fanno”. Non ci sono più. Sono estinte dentro a ciò che continuano a definire “se stesse/o/a/i”.
E… qualsiasi situazione complessiva/generale, ha sempre un “padrone” ed un “inizio” ed un “perché”?
Qualsiasi essa sia, la “ragione è un punto di Dominio” disposto all’origine delle “cose”... sino al punto in cui "sei essenza pura".
Come "la tua essenza" viene convinta?
Il Dominio sfrutta per “delegazione” la compresenza ubiqua della frattalità espansa ma, questa… non è solo quello che pensa il Dominio; è molto di più, essendo neutrale. Per cui, da un lato ti schiaccia e dall’altro ti raggiunge attraverso la propria natura rispettosa, nella facoltà originale di conservazione della memoria e del relativo irraggiamento “sempre alla tua altezza, qualsiasi essa sia”.
È come disporre di un traduttore frattale espanso, sempre attivo e compresente, a te.
È come disporre di tutto ciò, ma non rendersene conto
Un effetto dell’incanto e una “dote” che sperperi di attimo in attimo, contribuendo a trasformarla addirittura in ulteriore incanto, nel momento in cui… ciò che si manifesta relativamente a quello che ti succede, non lo accetti… rendendolo una ulteriore fonte d’inquinamento ambientale tutto attorno a te.
Di tanto in tanto succede la sincronicità, il miracolo, il “caso”, il “fato”, la fortuna, l’imprevedibile, etc. e ciò è per effetto delle forze antagoniste, che non hanno più memoria di sé, memoria frattale espansa compresa (nella sua totalità neutrale rimane come dipendente da te e se tu non ci sei, anche "lei" non c'è... pur essendoci).
È come qualcosa che continua sempre nonostante tutto. Sia nel bene che nel male…
Diventato/a qua, così... cieco/a”, la frattalità espansa a livello di memoria “predica nel deserto”, facendoti odiare il segnale alternativo sostanziale che continua a raggiungerti sempre più sgraditamente.
Non ricordando, sei immerso/a comunque anche in qualcosa che “tifa per te” ma che risulta come arruolato per la squadra nemica.
E non sapendo più di chi/cosa poterti fidare, ti lasci andare inerzialmente a quel potere che risulta più convincente, nel tempo:
  • lo status quo
  • che difendi a spada tratta
  • supponendo di “avere solo una simile possibilità”.
 
Difendendo il “tuo stile di Vita”, difendi lo status quo… che non sei tu nella tua “sostanza centrale”.
Difendi, cioè, qualcosa che si traveste da “te”.
E il Dominio domina “senza fili”, per mancanza di termini di riferimento…
Inosservato, s’inabissa dentro di te e si erge a padrone unico del reale manifesto “qua, così” o, se preferisci, “a sua immagine e somiglianza”.
Un neurone non ha solo l’abilità di trasportare codici e forme astratte, ma può anche ignorare gli impulsi sensoriali con lo sforzo cognitivo. Quindi il pensiero è una realtà più forte rispetto il mondo esterno
Listening
Le cose improbabili accadono di continuo. Ci abbiamo costruito il nostro mestiere…
È spaventoso dove ciò è diretto…
Listening


In questa trama di film s’ipotizzano gli “ascoltatori”, che si avvalgono di una tecnologia di lettura della mente.
Perché il “cinema” continua a sussurrarti dell’esistenza di una simile realtà?
Solo per necessità di cassetta?
O anche per… frattalità espansa nella funzione di memoria?
Qualcosa che il Dominio intuisce e che, quindi, ha trovato il modo di ingabbiare, ingabbiando te e trasformandoti in uno “spettatore” che va al cinema per “divertimento”.
Implementazione tramite vaccinazione. Iniezione diretta di nanotubi…
Il potere di impiantare pensieri negli umani… in una persona, in un gruppo, nell’umanità intera…
Listening
Quindi il pensiero è una realtà più forte rispetto il mondo esterno
Listening
Pizza, formaggio e gelato: i 12 cibi che provocano dipendenza.
Un recente studio ha messo in luce che alcuni dei cibi più presenti sulle nostre tavole danno dipendenza.
La ricerca è stata pubblicata sulla "Us National Library of Medicine" ed è stata condotta su 500 studenti, i cui gusti alimentari sono stati messi a confronto utilizzando la scala di valutazione delle ossessioni e compulsione di Yale.
In generale ne è emerso che i cibi che provocano più dipendenza sono quelli più grassi e difficili da digerire, mentre il primo tra gli alimenti prediletti è la pizza
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Tutto ciò che credi “amico/a, qua, così è… un asset strategico dello status quo”
Se inizia a pensare in un certo modo, il Mondo esterno cambia di conseguenza.
Bce, Constancio: non vediamo segni di bolle finanza in eurozona.
Nell'area euro complessivamente al momento le analisi della Bce non riscontrano "situazioni generali di sopravvalutazione degli asset", in pratica non ci sono evidenti segni di bolle finanziarie.
Lo ha affermato il vicepresidente Vitor Constancio, intervenendo al forum sull'Unione bancaria organizzato dall'istituzione a Francoforte. "Ci sono sacche di alcuni tipi di asset che forse sono sopravvalutati e che monitoriamo attentamente. Ma complessivamente non ci sono generali eccessi".
Constancio ha però dovuto riconoscere che "le bolle sono molto difficili da identificare".
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L’azione delle banche centrali crea “bolle” e… “nella bolla non vedi la bolla”
Constancio ha però dovuto riconoscere che "le bolle sono molto difficili da identificare" (sopratutto se... non le vuoi/puoi vedere).
Un’azione giusta per il motivo sbagliato è un errore. Un’azione sbagliata per il motivo giusto non è uno sbaglio minore…
Conosci la differenza tra il pensare ad una cosa e farla?...
È il luogo del libero arbitrio. È in pericolo
Listening

Il "sommerso" non è estinto.
Il “vantaggio” si accumula e si condensa sempre maggiormente, man mano che passa il tempo e le Vite (reincarnazione, ciclicità, servizio), mentre i talenti si miscelano al carattere e di volta in volta succede una nuova esperienza che sottostà sempre indirettamente al Dominio e direttamente ai Punti di Riunione AntiSistemici.
L’impasto è sempre più “coeso/coerente” con l’intento dominante.
Bnl: Educare day, la IV giornata educazione economico-finanziaria
EduCare Day Bnl... la giornata che la Banca, nelle sue sedi su tutto il territorio nazionale, dedica all'educazione economico-finanziaria, per aiutare singoli, famiglie ed imprenditori ad essere sempre più informati e consapevoli nelle loro scelte di risparmio ed investimento legate ai progetti di vita e di lavoro.
EduCare Day è giunta alla quarta edizione e negli anni ha raccolto "un successo crescente tanto che vi hanno partecipato finora 22mila persone", sottolinea la banca in una nota. E in totale considerando anche il programma sull'educazione finanziaria rivolto alle scuole i partecipanti sono oltre 225mila.
La Giornata è parte integrante del progetto "EduCare" per il quale Bnl, dal 2008, organizza incontri di formazione economico-finanziaria nelle proprie filiali, nelle imprese, presso associazioni imprenditoriali, in alcune tra le maggiori università italiane, enti ed istituzioni.
In sei anni si sono svolti circa 4.500 seminari, con 80mila partecipanti ed il coinvolgimento di oltre 8mila imprese.
Quest'anno, per l'EduCare Day, 450 agenzie della Banca e 50 centri "Creo Bnl per gli Imprenditori" - sedi dedicate alle esigenze professionali e personali dei proprietari d'azienda - ospiteranno altrettanti appuntamenti per parlare di "protezione", con l'obiettivo di valorizzare l'importanza del "proteggersi oggi per risparmiare domani".
Gli incontri sono gratuiti, aperti anche a non-clienti e non hanno carattere commerciale. Il tema sarà approfondito anche grazie al know how di Cardif, società del Gruppo BNP Paribas specializzata nel bancassurance, che parteciperà con propri consulenti.
Dalle 17 - terminata cioè la normale operatività delle diverse sedi - esperti Bnl informeranno e formeranno i partecipanti sulle strategie di prevenzione, protezione ed assicurazione utili ad una famiglia per l'acquisto di un immobile, ad esempio, o per garantire ai figli un percorso di studi adeguato o ancora per proteggere i propri risparmi. Protezione che rappresenta, inoltre, un elemento importante della gestione a lungo termine di un'attività imprenditoriale, per salvaguardarla dai più diversi rischi operativi.
Con l'EduCare Day, Bnl conferma l'impegno nella diffusione dell'educazione finanziaria come fattore abilitante di conoscenza e consapevolezza per le persone, le loro esigenze e scelte, ancor più in un contesto sociale ed economico sempre più evoluto e in continua trasformazione.
Con questa stessa attenzione, Bnl lo scorso anno ha voluto estendere EduCare ai più piccoli promuovendo "EduCare Scuola", un'iniziativa, realizzata con Giunti Editore, che si è rivolta a 125mila alunni di 5.000 classi di scuole primarie pubbliche in 24 province italiane, con l'obiettivo di far scoprire ed apprendere ai bambini i concetti-base dell'economia, puntando a creare quelle basi formative utili ad essere, in futuro, adulti informati e consapevoli.
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EduCare... = "care", in inglese è "cura/custodia" in italiano.
Ok? C’è bisogno di aggiungere altro? Ovvio, se ci sei e se sei connesso alle frequenze di SPS ed alla tua centralità pre e oltre… interesse di parte.
Perché c’è così tanto zucchero in circolazione? A che cosa serve? Anche questo, ormai, “lo sai”. Però, non ci credi ugualmente, per cui… SPS prova a farti vedere il “problema” da un’altra prospettiva:
quella del tuo aspetto, della tua bellezza, del tuo apparire (qualcosa al quale tieni molto. Vero?).
Ecco.
Bellezza della pelle: eliminiamo gli zuccheri.
I dolci sono da sempre una tentazione per i più golosi, soprattutto per i bambini. Tanti di noi tuttavia anche da adulti continuano ad esagerare di tanto in tanto. Secondo le linee guida, l’apporto di zuccheri giornaliero non dovrebbe superare i 30g, in modo da non compromettere la salute dei denti e della pelle, e allo stesso tempo aiutarci a mantenere la linea.
"Controllare il consumo di zuccheri deve essere una priorità nel nostro regime di bellezza, perché a risentirne è l’elasticità della pelle. L’azione degli zuccheri inoltre avviene molto velocemente", ha spiegato a Cover Media la nutrizionista Hala El-Shafie, direttrice della Nutrition Rocks.
"In particolare, una cattiva alimentazione combinata con un eccessivo apporto di zuccheri e carboidrati raffinati può danneggiare la pelle attraverso un processo chiamato glicazione, che ne accelera l’invecchiamento".
Gli zuccheri sono nemici delle proteine fondamentali del tessuto connettivo, tra cui il collagene e l’elastina, responsabili del nostro aspetto fresco e tonico.
Secondo la make-up artist Denise Rabor, fondatrice di Wow Beauty, le rughe non sono le uniche minacce per la nostra pelle:
impurità come brufoli e punti neri sono spesso causate da un consumo eccessivo di zuccheri, così come problemi di irritazioni, disidratazione e pelle secca.
Oltre ai dolci, anche l’alcol e i carboidrati che provengono dalle farine bianche contribuiscono a sviluppare questi inestetismi.
"Controllate sempre gli ingredienti di ciò che mangiate, perché spesso e volentieri contengono zuccheri 'nascosti'. Soprattutto i cibi pronti, quelli preconfezionati, sono particolarmente carichi di zuccheri», ha continuato l’esperta.
"Evitate questi alimenti e vi renderete subito conto della differenza, anche in termini di peso. Optate piuttosto per carboidrati complessi come quelli del riso integrale e delle verdure. Fagioli, noci, grassi 'buoni' come quelli contenuti nell’avocado, le fibre dei broccoli e del cavolfiore, e gli antiossidanti dei frutti di bosco ci aiutano a mantenere un aspetto giovane e luminoso".
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Si smuove qualcosa in te? La tua pelle è anche il tuo apparente “biglietto da visita” con/per gli altri.
Non sei in pericolo di Vita? Non è sufficiente ancora per farti cambiare abitudini?
Certo. Perché le tentazioni sono dappertutto perché autorizzate dalla legge by lobby by Dominio.
Infatti, tu non devi morire subito ma pian piano (visto che credi di morire). Perché sei un prodotto a lunga conservazione, dalla data di scadenza sempre più estesa (resistente).
Quanti “conservanti” ingerisci insieme a quello che mangi?

Così… ti conservi mentre conservi anche e soprattutto lo status quo.
Non solo le bibite gassate, di cui tanto si parla:
esistono anche alimenti insospettabili che contengono molti zuccheri nascosti, e che andrebbero tenuti sotto controllo per provare a diminuire le dosi giornaliere.
Ecco i cavalli di Troia dello zucchero.
Per capire ciò che andremo a raccontare, bisogna premettere una cosa:
la dose raccomandata di zucchero aggiunto è al massimo 25 grammi al giorno per le donne (circa 6 cucchiaini, corrispondenti a 100 calorie) mentre gli uomini non dovrebbero eccedere i 36 grammi (9 cucchiaini, 150 calorie).
Il consumo medio degli italiani è invece di 90/100 grammi al dì.
Innanzitutto:
cosa facciamo spesso e volentieri per togliere l'acido alla nostra salsa di pomodoro? Aggiungiamo un cucchiaino di zucchero... Uno? Le conserve di pomodoro sono in genere una buona fonte di zuccheri nascosti.
Quando pensiamo allo zucchero, pensiamo a quello che mettiamo del caffè. In realtà la nostra pasta può contenerne vari cucchiaini.
Molti sughi, soprattutto quelli pronti, ne hanno tra i 6 e i 12 cucchiaini:
come mangiarsi una fetta di torta.
Non solo carboidrati:
spesso nel pane industriale viene aggiunto lo zucchero, e il pane in cassetta di certe marche può contenere fino a mezzo cucchiaino per fetta.
Nel prosciutto cotto? Sissignori. Prosciutto cotto, mortadella e altri salumi nascondono lo zucchero. Immaginiamo un bel tramezzino al cotto, o una focaccina con la mortadella, ed ecco che - oltre a tutto il resto - un paio di cucchiaini non ce li toglie nessuno.
Passiamo ai wurstel:
lì lo zucchero nascosto è praticamente una garanzia.
Cosa c'è di più innocuo di un'insalata?
Probabilmente nulla, se è scondita. Il condimento, invece, oltre che i grassi può nascondere gli zuccheri. Non si parla qui di un sano olio d'oliva con aceto (non balsamico, che è zuccherato), ma di quelle salse pronte, sempre più varie e popolari nei nostri supermercati:
possono nascondere fino a 7 gr di zucchero per porzione.
E magari attirare il compratore con la dichiarazione del basso contenuto in grassi...
A proposito di condimenti:
un cucchiaio di ketchup, contiene 1 cucchiaino di zucchero. Ma anche maionese e senape non scherzano...
Le panature, soprattutto quelle degli alimenti surgelati, sono spesso cavalli di Troia di qualche zucchero extra.
Parlando di surgelato:
cibi surgelati quali minestroni, zuppe, purè ne sono spesso ricchi. Lo zucchero, infatti, viene adoperato come addensante, in grado di contribuire alla consistenza di certi prodotti.
I cibi etichettati presentati "low-fat", ossia a basso contenuto di grassi, e persino quelli "dietetici" nascondono spesso paradossalmente dello zucchero aggiuntivo che serve proprio a intensificarne il sapore e l'appetibilità e per aggiungere corpo e consistenza al posto dei grassi.
Quali sono dunque gli ingredienti a cui dobbiamo stare all'occhio nelle etichette?
Il destrosio, che è la stessa cosa del glucosio. Il maltosio e il saccarosio. Il lattosio – che è lo zucchero ricavato dal latte, e il fruttosio – quello che viene dalla frutta. I vari zuccheri ovviamente, e ogni dolcificante, compresi quelli naturali, come il succo di mele concentrato piuttosto che quello d'agave o la melassa.
E più lo zucchero compare in alto nella lista degli ingredienti, più la sua dose è massiccia.
Bisogna stare attenti a partire dalla colazione:
i cereali magari sono sani, ma spesso contengono molti zuccheri. Soprattutto le barrette, e soprattutto quelle definite energetiche:
di solito contengono tanto zucchero quanto una barretta di cioccolato.
Lo yogurt:
uno yogurt magro può contenerne circa 4 cucchiaini.
Se quello al naturale contiene di solito solo gli zuccheri che si formano spontaneamente, quelli alla frutta e dai gusti golosi normalmente contengono parecchio zucchero aggiunto, per renderli più dolci e saporiti.
Passiamo alle bevande.
Le bibite gassate dolci, lo sappiamo, sono molto zuccherate. É bene ricordare quanto:
una lattina contiene in media 6 cucchiaini di zucchero.
Anche succhi di frutta, frullati e smoothies, benché più sani, hanno spesso un alto contenuto di zucchero aggiunto.
Ultimo ma non ultimo:
l'alcol, naturalmente. In effetti lo sappiamo, ma troppo spesso facciamo finta di niente. Vino e birra contengono zuccheri, ma il top sono i liquori dolci:
dai 10 ai 20 grammi a bicchierino.
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Un film svela gli effetti degli zuccheri nascosti nei cibi “salutari”.
In due mesi il regista è ingrassato di oltre otto chili, con effetti sull’umore…
Un regista australiano, Damon Gameau, ha realizzato un film, That Sugar Film, in cui documenta l’esperimento alimentare che ha condotto per due mesi:
ha eliminato dalla propria dieta i cibi freschi e quelli che sono ritenuti i maggiori responsabili dell’apporto di zuccheri aggiunti, come bevande zuccherate, gelati e dolci. Per due mesi, Gameau ha consumato solo prodotti considerati salutari, come yogurt con pochi grassi, succhi di frutta, barrette e cereali, assumendo la stessa quantità di calorie della sua dieta normale.
Come riferisce il New York Times, il risultato è stato che dopo diciotto giorni al regista è stato diagnosticato un ingrossamento del fegato e dopo due mesi è ingrassato di otto chili e mezzo, mentre il suo punto vita è aumentato di dieci centimetri. A questo si sono aggiunti effetti collaterali sull’umore, come sonnolenza, apatia, nervosismo e depressione.
Il problema è lo zucchero che assumiamo inconsapevolmente.
Il film, che in Australia è già uscito nelle sale e viene richiesto anche dalle scuole, sarà trasformato in un libro e vuole mettere in guardia dai falsi miti creati dalla pubblicità, svelando come gli zuccheri aggiunti ai prodotti industriali siano nascosti anche dove saremmo indotti a pensare che non lo siano.
Gameau afferma che non si tratta di demonizzare un singolo nutriente ma, quando questo è presente nell’80% dei prodotti alimentari, allora il problema si pone.
La criticità non riguarda lo zucchero che mettiamo nel caffè o nel tè, ma quello che assumiamo inconsapevolmente. Ci sono persone, afferma il regista australiano, che a fine giornata mangiano una tavoletta di cioccolato o un gelato, senza sapere che durante il giorno hanno già assunto l’equivalente di trenta cucchiaini di zucchero da altri alimenti industriali.
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Lo zucchero fa male? That Sugar Film...
Quali sono i reali effetti dello zucchero sul nostro corpo?
Dopo quindici anni dal documentario sull’effetto dei cibi da fast food come Super Size Me di Morgan Spurlock, ecco un altro esperimento che racconta quel che mangiamo.
L’attore e regista australiano Damon Gameau approda nelle sale australiane a marzo 2015 con la sua pellicola That Sugar Film, dove c’è molto più che una firma autoriale. Il film infatti è un vero e proprio esperimento sulla propria pelle, in cui Gameau, in procinto di diventare padre, vuole chiarire per il bene del futuro figlio quali sono gli effetti dello zucchero sul nostro organismo, e lui stesso diventa cavia di un test.
Partendo dalla considerazione che lo zucchero è presente nell’80% dei cibi confezionati che acquistiamo, Gameau decide di escludere questi ultimi dalla propria alimentazione:
evita quindi cocktail analcolici, merendine preconfezionate, gelati in scatola. Per sessanta giorni assume solo cibi considerati “sani” a detta delle etichette, ma con zuccheri nascosti:
yogurt a basso contenuto di grassi, barrette al muesli e cereali, succhi di frutta, bevande sportive...
Quanto zucchero c'è nei prodotti "senza zucchero"?
Le etichette:
leggerle non sempre è facile.
Un vero "circo" fatto di zucchero nascosto...
Difficile non accorgersi del cambiamento.
Tutto quello che un genitore darebbe ai propri figli pensando di fare la scelta più giusta”, pensa Gameau:
ma i risultati tradiscono questa convinzione.
Monitorato da un team di medici ed esperti, dopo sole due-tre settimane Damon subisce un ingrossamento del fegato. Col passare del tempo comincia a soffrire di sonnolenza, peggioramento di umore e della salute mentale, il punto vita gli aumenta di 10 centimetri, con la minaccia di una rapida corsa all’obesità.
Come è possibile?
Nonostante le dichiarazioni delle etichette, in realtà Gameau scopre di assumere, mediante il consumo di cibi considerati salutari, circa 40 cucchiaini di zucchero al giorno, una quantità leggermente superiore rispetto al consumo medio di zuccheri di un adolescente.
L’Organizzazione Mondiale per la Sanità (World Health Organization, Who) indica che un adulto di massa media non dovrebbe introdurre più di 25 grammi di zucchero al giorno, che corrispondono a circa 6 cucchiaini.
Il film non vuole demonizzare lo zucchero in generale, ma invita quanto meno a una scelta consapevole e più critica di quel che acquistiamo e mangiamo.
L’intento educativo rimane infatti centrale in questo esperimento:
That Sugar Film non si ferma alla proiezione nelle sale...
La maggiore diffusione di malattie cardiache, dei casi di diabete di tipo 2 e le conseguenze dell’abuso di zucchero mostrate nel film, invitano a riflettere.
Senza trascurare, fuori dai contenuti della pellicola, alcuni motivi di salute ed etici che invitano anche a scegliere il tipo di zucchero da introdurre nel proprio corpo:
sappiamo infatti che per essere trasformato da grezzo a bianco, lo zucchero viene depurato con latte di calcio (provocando la perdita di enzimi e sali); per eliminare la calce in eccesso e schiarirlo viene trattato chimicamente con CO2 e acido solforoso, poi filtrato e decolorato con carbone animale ottenuto dalla calcinazione di residui animali come ossa o sangue...
La domanda è: arriverà mai in Italia?
La domanda è: arriverà mai in Italia?


Consapevolezza:
  • se ignori la causa sostanziale, quella sempre “a monte”
  • come puoi risalire alla causa dei “tuoi guai”?
Poni, per assurdo, che non sai che la “tua” alimentazione è drogata da una quantità inenarrabile di “zuccheri industriali”. Visto che “ci tieni alla tua pelle” allora farai di tutto per seguire i consigli degli “esperti”, che hanno la necessità di (1) lavorare, (2) vendere per (3) garantirsi un “futuro”. 
Ma, senza prendere in considerazione la “causa”, tutto ristagnerà in una sorta di ciclicità effetto/concausa/rimedio fine a se stesso/a, ossia, affine al mantenimento dello status quo (omettendo sempre la causa).
Quante cose sbagliamo senza accorgercene. Pagandone poi care le conseguenze. Soprattutto per quanto riguarda l’invecchiamento della pelle del viso.
Ecco alcuni falsi miti da sfatare.
Bisogna togliere il trucco prima di dormire.
Se è possibile, anticipa l’operazione di almeno due ore. Così la cute ha tutto il tempo per smaltire lo stress della giornata e riossigenarsi. Ed è pronta per assorbire i principi della crema da notte. Quest’ultima invece va applicata subito prima di andare a letto.
La pelle grassa va pulita di più.
La strategia non è aggredirla ma purificarla con un prodotto delicato, altrimenti si crea un effetto controproducente. Per reazione le ghiandole sebacee lavorano ancora di più. Usa un latte detergente specifico o un gel astringente due volte al giorno.
Meglio la sera che la mattina.
Appena ti svegli è fondamentale detergere bene la pelle. Perché rigenera durante il sonno e, in questo modo, produce una notevole quantità di sebo, cellule morte e tossine, che vanno rimosse.
Solo i prodotti tradizionali agiscono a fondo.
L’acqua micellare può sostituire, da sola, il getto del rubinetti e il detergente. La sua formula è particolare: si tratta di una soluzione che contiene delle micelle, cioè degli agglomerati di molecole che formano microsfere di tensioattivi. Questi catturano ogni tipo di impurità, come sebo e residui di cos,metici e le dissolvono.
Il tonico non è indispensabile.
Sbagliato: è importantissimo perché completa la pulizia. Applicato dopo il latte detergente serve a riportare la pelle al suo ph naturale. In più prepara l’epidermide a ricevere gli altri prodotti di trattamento.
Un dischetto di cotone basta.
Il batuffolo asporta le impurità ma non le scioglie e, facendolo scivolare sulla pelle, c’è il rischio che le sposti da una parte all’altra del viso. Se invece applichi il detergente con la punta delle dita, sei certa di sciogliere ogni residuo. Per una pulizia ancora più profonda puoi usare una spazzolina in setole morbide.
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Quante cose sbagliamo senza accorgercene. Pagandone poi care le conseguenze…
Non è solo una questione di “pelle”… “a pelle” dovresti rendertene conto, ormai.


Rai, Verducci:: esenzione canone per fasce sociali povere.
"Bene il canone in bolletta e la sua riduzione, ma serve qualcosa in più: l'esenzione per chi è al di sotto della soglia di povertà. Il rilancio della Rai e del servizio pubblico passa attraverso una 'riconquista' di credibilità".
Lo chiede in una nota Francesco Verducci, senatore Pd e vice presidente della commissione Vigilanza Rai.
"Nella Rai - aggiunge - tutti i cittadini devono potersi riconoscere e tutti devono poter usufruire del servizio pubblico, che deve tornare ad essere innanzitutto strumento di inclusione e di cittadinanza.
Per questo non bastano lotta all'evasione e riduzione del costo. Serve anche un provvedimento equo, che permetta anche a chi non ne ha la possibilità economica di usufruire del servizio pubblico.
La Rai, oggi più che mai, sia di tutti e non escluda nessuno.
Penso sia questo uno dei punti della Stabilità da migliorare nei prossimi lavori parlamentari", conclude.
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  • l'esenzione per chi è al di sotto della soglia di povertà
  • la Rai, oggi più che mai, sia di tutti e non escluda nessuno (ma... chi la vuole?).
Ti raggiungono perché devi sempre rimanere sotto ad incanto ed ogni giorno necessiti delle relative “droghe”. Ogni dipendenza lo è.
La dipendenza dal Web? Modifica il cervello.
12 gen 2012
Non solo estranea dalla vita sociale, si ripercuote negativamente sulle performance lavorative e di studio, ma modifica anche il cervello.
Letteralmente:
l'uso patologico di Internet (Iad, dall'inglese Internet Addiction Disorder, l'impossibilità di staccarsi dal Web senza avvertire ansia da astinenza) altera l'integrità della sostanza bianca (fibre nervose ricoperte di mielina), e questo a sua volta determinerebbe dei disturbi nel comportamento.
A dirlo è un gruppo di ricercatori guidati da Hao Lei della Chinese Academy of Sciences di Wuhan, che mostrano i risultati della loro ricerca condotta su un gruppo di adolescenti con la dipendenza dal Web su Plos One.
Come spiegano gli scienziati, la maggior parte degli studi condotti finora sulle persone colpite da Internet addiction si sono per lo più concentrati sulle ripercussioni che un uso sregolato della Rete ha sulla sfera emotiva e lavorativa, basandosi su questionari psicologici.
Senza, quindi, indagare su possibili effetti diretti della dipendenza sull'anatomia cerebrale (e sulle conseguenze sul funzionamento del cervello stesso). I ricercatori cinesi, invece, hanno pensato di analizzare, tramite risonanza magnetica per immagini, 17 adolescenti con diagnosi di Iad.
La diagnosi di Interned addicted è stata effettuata sottoponendo i giovani a una versione modificata dello Young's Diagnostic Questionnaire for Internet Addiction secondo i criteri di Beard e Wolf.
Si tratta in pratica di un test di otto domande che richiedono una risposta negativa o affermativa, del tipo:
"Ti senti agitato, lunatico, depresso o irritabile quando cerchi di ridurre o interrompere l'uso di Internet?".
O ancora:
"Ti trattieni online più di quanto avresti voluto?".
La diagnosi di Iad dipende dal numero e dal tipo di domande alle quali si è risposto sì. Nello studio, sono stati reclutati anche 16 ragazzi senza dipendenza, come controllo.
Analizzando i risultati della risonanza magnetica, gli scienziati hanno osservato come negli adolescenti con dipendenza si ritrovino delle anomalie strutturali nella materia bianca di alcune zone cerebrali (come la regione orbito-frontale, il cingolo anteriore e il corpo calloso). Alterazioni in alcuni casi già osservate in altri tipi di dipendenze (come quelle da alcool o sostanze stupefacenti).
Queste zone, come spiegano i ricercatori, sono coinvolte in diversi aspetti comportamentali:
dall'attenzione, al controllo cognitivo, alla capacità di prendere decisioni, all'elaborazione delle emozioni.
Il campione è piccolo ma, sostengono i ricercatori, aver identificato delle possibili anomalie potrebbe permettere, in futuro, di comprendere meglio (e quindi trattare) la dipendenza da Internet.
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Alla capacità di prendere decisioni…
 
Chi decide anche per te, se tu non ne sei più capace?
Chi è al Governo?
Chi elegge i politici?
Tu?
Mhm…
"Non abbiamo bisogno di alieni quando abbiamo Dio"...
Ben Carson, il neurochirurgo in pensione oggi candidato alle primarie repubblicane per la corsa alla Casa Bianca...
Chi prende le decisioni per te, di cosa risente?

Dio ti lascia fare tutto. Chi ti tutela da questo... "Dio"
In quali "mani" ti sei messo/a? 


Alla piramide di Cheope manca il "vertice":
la fine dei lavori di una Piramide celebrava il compimento di ciò gli dei avevano chiesto al faraone. L’ultima pietra era formata da un prisma di granito nero, oppure veniva rivestita con lamine d’oro riflettenti i raggi del sole.
Sia nel uno che nell’altro caso una linea ben definita separava la costruzione dal vertice...
George Gunon ritiene che il vertice mancante fu demolito dai visitatori che nel passato si divertivano a far precipitare le pietre più alte lungo le pareti sottostanti...
Il cerchio di raggio pari all’altezza della piattaforma terminale rappresentava il tempo che ha preceduto il regno di Cheope consolidato dagli eventi realmente accaduti, mentre quello avente il centro nel vertice mancante (raggio mt. 9,45) era l’immagine del futuro della IV dinastia...
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Nulla è per caso e tu non hai più il "tuo futuro". Il vertice è distaccato dal resto dell'edificio, perchè il Dominio non è manifesto, seppure compresente.
 
        
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com