martedì 25 giugno 2013

Il cont(r)ocorrente.






Non abbiate paura di andare controcorrente.
Papa Francesco

La verità “scende a pioggia dall’alto”, dove per “alto” si accetta il termine convenzionale di “ordine superiore non manifesto”

La “verità” è un filo di trama: 

un intento che, dunque, scendendo dall’alto, viene anche imposto su tutti coloro che “sottostanno”.

Al livello “base”, nel quale sei auto installato anche tu – attraverso la tua incarnazione – ti dicono che esiste il libero arbitrio. Ma questa “libertà d’azione” si deve necessariamente interfacciare e “dipendere” dall’intento che “scende dall’alto, in virtù di un comandamento imposto da un qualcosa di non ben precisato che, dunque, è a tutti gli effetti invisibile.

Quindi? In quale misura tu sei libero?

Viene a mente quando gli “invasori europei” sbarcarono sulle spiagge del “nuovo Mondo”, oppure quando le medesime etnie interagirono coi nativi americani o, in generale, quando una popolazione “evoluta” comunica con una “meno evoluta”

Che cosa utilizzarono, tutte quante, per “fare scena” presso le popolazioni “primitive ed incivili” di turno?
Specchietti e pettini colorati, bigiotteria varia senza significato alcuno, carillon, etc. Ossia, approcciarono le popolazioni “primitive” come ci si rivolge ad un infante, cercando di attirare la propria attenzione con “sagacia e simpatia” a coprire un certo "interesse di fondo".

Ecco il frattale che, ancora oggi è in auge, questa volta direttamente all’interno del tessuto sociale di quelle “popolazioni evolute”:
la corsa al nuovo tipo di cellulare, alla nuova fiammante automobile, al nuovo vestito o alla nuova consolle di videogiochi, che cos’è se non il medesimo trattamento riservato alla Massa, inquadrata come un “infante” all’interno di un "gioco" che è divenuto, ormai, lesivo dei diritti nativi di ogni essere umano sovrano. 

Il monito della Chiesa, attraverso la figura “sbarazzina” del nuovo Papa, non è altri che il tentativo di approccio con le Masse "infanti e disperse in mare, incapaci di intendere e volere” che, similmente, molti secoli fa inscenarono con i nativi di terre molto appetibili da conquistare.

La conquista non fu, tuttavia, delle sole terre e di quanto era custodito in termini di ricchezze materiali. No, quella conquista fu il consolidamento di una schiavitù che, di fatto, era già usuale ad altre latitudini, e che da lì a breve tempo avrebbe messo radici anche nel “nuovo continente”. 

La conquista di quella gente, dei loro credo, della loro libertà - già minata dalla “pioggia che scende dall’alto” – doveva per forza di cose condensarsi anche nelle 3d.

Il libero arbitrio è una verità, ma ha molte gradazioni di applicazione.

In quale misura ti ritieni “libero”?
Per molti secoli, la libertà è stata dipinta con la necessità di fare guerra all’usurpatore di turno, che era sempre visibile e direttamente additabile come il responsabile dei malesseri che affliggevano un Popolo.

Lo abbiamo visto benissimo - però - come l’uscita dalla Seconda Guerra Mondiale abbia decretato quel ritorno alla “libertà” di poter essere “schiavi” secondo la propria e diretta volontà.

Senza dirette imposizioni, quelle generazioni entrarono nel tunnel del “lavoro” industriale moderno, frutto dell’evoluzione dei Tempi e “necessario”. Talmente necessario da convincere tutti che fossero “nati per lavorare”. Senza alternativa alcuna, il modello di riferimento sociale e spirituale, si uniformò all’attività quotidiana del lavoro, divenendo “industriale e piatto”.

Il grigiore delle città faceva il paio con il colore di cui si ammantava l’interno del Cuore.

Qualcosa, che aveva spinto nella fase iniziale la crescita delle città, pubblicizzando gli agi ed il vanto di “esserci”, aveva lasciato il posto alla fase successiva dell’intento superiore che muoveva i fili della trama:

qualcosa che - nel frattempo - aveva preso "possesso" di tutto e di tutti.

La “verità che scende a pioggia dall’alto” si miscela con le realtà sottostanti e, come in un gioco di specchi, manifesta sottili scambi di luce, riflessi, luccichii, baluginii, etc., che equivalgono a tutte quelle sotto realtà di nicchia, che si creano quando un individuo s’interfaccia con la propria storia/presenza alla “verità imposta dall’alto”.

Ciò che accade è un qualcosa di biodiverso ma sempre sottinteso al filo conduttore comune, che non appare mai direttamente ma è rappresentato localmente dalla polarizzazione di fondo (radiazione) che esiste nella società e nelle infrastrutture sociali:
  • individuo per individuo
  • cosa per cosa
  • simbolo per simbolo.
La “radiazione di fondo” implica la sua “osservazione” per motivi ormai “Naturali”, tanto è diffusa e tanto è abituale, sia nella tradizione che nella capacità di immaginare il futuro.
Il Mondo si sta "unendo", nel senso che viene unito da questa “verità superiore”. I continenti si sono staccati ma, a furia di muoversi, si ritroveranno ancora in un’altra posizione, diametralmente opposta alla posizione di partenza: diciamo, a metà strada.
Che cosa accadrà quando si “incontreranno”?

Che cos’è la “verità che scende dall’alto”?
L’Amore? 

Se fosse l’Amore, non potremmo che parlare, allora, di “filtro dell’Amore”, ossia dell’esistenza di uno strato energetico talmente coeso da modificare i “raggi originari” provenienti dal verso convenzionale dell’alto.
Perché? Perché, nelle 3d - dell’Amore – non c’è che solo un pallido riflesso.

No; se fosse Amore, il genere umano non avrebbe potuto ridursi in questa maniera. Sarebbe sempre stato come “protetto” da una simile radiazione di fondo. Più che di Amore, visto che la proprietà delle membrane dimensionali è, sì, di filtrare, ma anche di ridurre in proporzione, ossia, di non modificare e/o escludere la proprietà originale, (più che di Amore) si tratta di… “rinuncia” derivante - nel durante - dall’auto osservazione (Conosci Te Stesso).

La struttura dell’Anima è tale da penetrare, con delle proiezioni, le dimensioni energetiche più dense, perdendo in un certo senso “zavorra”, nel tentativo di divenire più “leggera” e, dunque, di tornare a “salire”.
Le sonde Human Bit, incarnazioni dell’Anima o filamenti animici, sono la rappresentazione superiore in quella inferiore: un riflesso.
Un riflesso capace di muoversi con intelligenza, ossia, con senso di appartenenza e secondo input nativi.

L’Anima ordisce ed attende, riceve ed elabora… ma si limita a “sperare” che il proprio "filamento" compia al meglio la propria missione, per via delle molte “interferenze” che auto esistono al di sotto della sua esistenza.

È come inviare una “spia” in territorio ostile o potenzialmente ostile.

Ciò che avviene, una volta atterrati (nati) nelle 3d, è di essere immediatamente “accolti” da un "comitato di attesa" molto particolare:

le convenzioni, le abitudini, l’imprinting, gli usi e costumi, le leggi, le intenzioni altrui, etc.

Non solo, infatti… anche una certa Magia, degli schemi energetici in proiezione, la storia ed il Tempo deviati, la presenza immanifesta di un centro di potere unitario, etc., veicolano il nuovo nato verso la propria posizione di destinazione, verso l’allocazione nella cella di memoria relativa

L’unità è rappresentata dal sistema di merci dell’infrastruttura produttiva di una industria:

il cammino delle merci è l’immagine frattale dell’individuo, gestito dal sistema automatico di ingresso nelle 3d.

Le merci sono stipate negli scaffali dei magazzini. Gli individui nelle loro case. Ognuno ha una coordinata di rintracciamento in un “sistema satellitare” di riferimento non manifesto.

Le similitudini con il Mondo produttivo, si sprecano.

E non potrebbe essere altrimenti, visto che… la “firma” sull’impero e nell’impero è sempre ad opera di un solo Attore in acuta osservazione:

il Nucleo Primo.

Tu sei nella più grande storia. Ma, non nei hai sentore. La storia deviata ti sussurra in continuazione la propria verità. Ella è una grande imbonitrice.

E tu sei il Creatore.

Ogni individuo lo è.
"Ognuno è Re a casa propria", per cui significa che… le 3d sono un punto di riflesso comune, un approdo destinato ad operazioni specifiche e funzionali alla messa in opera esperienziale di una classe di Creatori in auto osservazione.

Per questo, ti viene impossibile credere che ogni umano sia un Creatore:

perché sei stato convinto a ragionare per scarsità. Ti uniformi alla scarsità. Vedi solo scarsità.

"Ci sono tante persone, cristiani e non cristiani, che - perdono la propria vita - per la verità. E Cristo ha detto - io sono la verità - quindi chi serve la verità serve Cristo". Lo ha affermato Papa Francesco prima del tradizionale Angelus domenicale…
Ci aiuti Maria a fare sempre più nostra la logica del Vangelo"…

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Sei alle prese con concetti impalpabili fatti passare per assoluti.

Ciò determina la creazione di "zone di vuoto", al tuo interno. E. ciò, attira presenze attratte dal tuo vuoto, che hanno la capacità di “riempirti”, di “ingravidarti” attraverso la propria dimensione che, nel Tempo, diventa la tua dimensione.

In assenza di attivazione delle tue parti in grado di “comprendere”, frasi simili non fanno altro che scollarti e scollegarti dal tuo centro d’attenzione nativo, dalla tua presenza consapevole.

L’utilizzo sapiente di immagini archetipiche, ormai, determina il livello e l’attrazione della tua attenzione e riverenza:
  • il nome di Maria, è un sottile meccanismo di aggancio della tua “attenzione/frequenza”
  • la “logica del Vangelo” è un termine molto esauriente per farti capire quanto di programmato ci sia all’interno di simili “scritture”.
  • è come se il meccanismo di orientamento della tua “antenna” fosse riprogrammato
  • Tu “capti” meglio certe “stazioni” piuttosto che altre (perché oscurate dal tuo puntamento).
E, per cementare sempre di più questo “patto indiretto” - tra te e il Nucleo Primo – accetti di sottostare ad una selva di leggi che, di fatto, normalizzano la tua Vita e la tua Creatività:
  • per ogni azione serve una licenza o una autorizzazione
  • esistono “albi di settore” al quale devi appartenere, pena l’insuccesso di ogni tua iniziativa intraprendente
  • il sistema di potere è una infrastruttura del Nucleo Primo, per cui attraverso il sistema di potere sei amministrato, vincolato, livellato, manutenuto, gestito, giudicato, uniformato, etc. attraverso la lente illusoria dell’amministrazione della giustizia.
Trasferimento di denaro senza licenze e autorizzazioni…
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Il modello di riferimento (verità che scende dall’alto) ha due facce:
  1. Sistema
  2. Antisistema.
Tu vivi nell’Antisistema, ossia in quella versione della polarità invertita rispetto al “come dovrebbe essere se… tu fossi pienamente presente”.

È tutto ribaltato, in questa versione 3d della realtà.

Muovendoti per inversi, riusciresti a vedere il Mondo esattamente per come è. Per cui questo motto “Non abbiate paura di andare controcorrente” (Papa Francesco), significa proprio:

imparate a vedere le cose nella migliore prospettiva che, in questo caso, è esattamente a 180 gradi rispetto all’usufruibile decodifica che compie il modello occhio/mente.

Osserva il Mondo “sottosopra”.

Non cercare di ribaltare le immagini, ma il modello definito dall’insieme dei “concetti”, decretato dall’insieme di credenze a cui sei affine per partito preso.

Le facce sono sempre “due”. Sempre esposte alla tua “luce/presenza” (terzo stato quantico dell’essere):

la Banca dei regolamenti ha anche lanciato un allarme sulle future strategie di politica monetaria dei banchieri centrali, sottolineando che le azioni degli istituti volte a stabilizzare i mercati finanziari hanno portato i governi europei a ritardare la ristrutturazione delle economie e ad allentare gli sforzi di riforma…
Link

Ecco le due facce:
  1. i mercati finanziari = economia virtuale
  2. il vivere sociale = economia reale.
Tu sei implementato fisicamente nell’economia reale, ma hai le terminazioni in quella virtuale. Quella virtuale determina cambiamenti solidi in quella reale…
 
Tu trasferisci gli input dei comandi, dal virtuale al reale.

Se tu l’ago della bilancia, perché sei tu il Creatore.

Ma è molto più semplice… attendere le decisioni altrui e poi, eventualmente, giudicarle in maniera asettica.

Tu devi andare "contro corrente" e non limitarti ad essere un "conto corrente". La differenza è un debito che accumuli, in luogo di un credito che vanti...

 
Dipende da te.

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2013
Prospettivavita@gmail.com