lunedì 20 agosto 2012

L'impossibile nella sua forma pura.



Il triangolo di Penrose o triangolo impossibile è un oggetto impossibile, ovvero può esistere solamente come rappresentazione bidimensionale e non può essere costruito nello spazio, poiché presenta una sovrapposizione impossibile di linee parallele con differenti costruzioni prospettiche... Link

Utilizzando il Metodo Indiretto e l’Analogia Frattale possiamo ‘ragionare’ in altri termini nella vegetazione Temporale, che va a formare la cosiddetta ‘realtà’, ossia quella partizione del ‘Tutto’ che emerge alla luce del Sole, scambiata come unico aspetto vero/solido/evidente/concreto della Vita

Diciamocela tutta: 

è il nostro punto prospettico che celebra uno ‘scenario’ piuttosto che un altro. Per questo motivo nell'ambito Spirituale si parla spesso di 'illusione' e nell'ambito Scientifico si parla spesso di 'impossibile':

ognuno 'vede' coi proprio occhi e ognuno 'difende la propria verità'.

Se ci convinciamo di un aspetto relativo ad una ‘cosa’, quell’aspetto verrà consolidato dalla nostra attenzione e diverrà ‘reale’. In 'realtà', non esiste nessuna differenza tra questo scenario e qualsiasi altro, così come non esiste nessuna differenza per il cervello che, semplicemente, elabora delle informazioni al livello che attualmente gli ‘compete’. 

È, dunque, possibile determinare lo - stato dell’arte – di una realtà emersa, ad esempio, in una 'tribù' isolata di umani, avendo la possibilità di poterli controllare/monitorare silenziosamente, attraverso l’utilizzo della propria conoscenza distillata nel Tempo, nella pazienza e nella dedizione alla propria causa.

Controllo ed evoluzione sono la stessa cosa?

Cosa è definibile ‘naturale’ e cosa ‘artificiale’?

Il ‘declino’ di un Impero è naturale? E la ‘fine’ di una razza? Si può dire che, ad esempio, gli Indiani d’America siano andati incontro alla loro estinzione per cause naturali? 

No, per il semplice motivo che essi non si sono affatto estinti. Tuttavia, questo ragionamento è perlomeno ‘zoppo’, perché ho utilizzato un termine ‘ambiguo’ nella mia elaborazione d’articolo; quale? Il termine ‘estinzione’. Ossia? Ho utilizzato un termine ‘totale’ in luogo di uno ‘parziale’, infatti il ‘potere bianco’ ha pensato bene di lasciarne in Vita un piccolo numero.

Perché? Per almeno due motivi:
  1. uno naturale, ma imposto, a causa della biodiversità  
  2. uno artificiale, e voluto, a causa della propria strategia della separazione e dell’esempio per ogni altra forma di ‘resistenza’.
Lo so. Lo so. Il mio ragionamento sta seguendo delle linee storiche e temporali piuttosto bizzarre. Tuttavia, perché non potrebbe essere autentico? 

Solo perchè 'complesso' e perchè non siete abituati a seguire altre vie al di fuori di quelle legate all'abitudine?

Utilizzando un 'termine mobile’, come quello precedentemente evidenziato (estinzione), si lascia ‘spazio’ alla possibilità deduttiva di ‘andare oltre’ al senso trasportato dalla frase attraverso le parole frutto di un ragionamento individuale. Questi termini ‘mobili’ costituiscono delle vere e proprie ‘porte’ su altri ‘Mondi della Possibilità’. A volte questa ‘mobilità’ permette di sgusciare letteralmente via dall’ambito in cui il ‘ragionamento altrui’ tendeva a polarizzare; del tipo:

i nativi americani non si sono estinti. Cioè? La frase è basata sul falso. Allora? Non la condivido.

Capite la sottigliezza? Il ragionamento viene come dribblato senza nemmeno prendere in considerazione il valore aggiunto che contiene. Viene semplicemente snobbato, prendendo un’uscita laterale della logica contenuta, più o meno volutamente, nell’ambito del mezzo del discorso.

Non importa se 'cinquanta milioni' di persone sono state trucidate. Importa, in quel momento, che quella razza non si sia estinta. Ma, importa veramente? No. Quell’antitesi tra termini, risuona in ogni individualità in maniera toccante, veicolando il pensiero in maniera trasversale. È come trovarsi sul ballatoio del primo piano di una palazzina; ci sono tre porte chiuse che ci ‘chiedono’ di andarcene o di aprirne una o più d'una: cosa faremo?
 
La nostra decisione che 'fattezze' avrà? Sarà il frutto di un volere altrui o il naturale emergere di una nostra risoluzione dell’intreccio di sensorialità che ci colpiscono?

È possibile 'dirottare' un ragionamento, inserendo al suo interno perlomeno un ‘termine mobile’, molto simile ad uno 'scambio' tra diversi percorsi su rotaia.

Di fronte ad ‘individui di mezzo’, ossia che rispecchiano la media consapevole umana, il risultato sarà sempre quello di una veicolazione del loro ‘ragionare’. E, badate bene, la ‘consapevolezza’ è un qualcosa che esula da qualsiasi status civile preconfezionato. Essa non dipende dal livello di studi o dalla casta sociale di appartenenza, né dalla quantità di denaro posseduta… 

Essa è il frutto unicamente personale di un cammino lungo il sentiero dell’esperienza umana 3d. Essa si arricchisce in maniera biodiversa, ossia in una maniera che va oltre al ragionamento matematico. Uno più uno, secondo questa ‘Luna’, non sempre esprime un totale di due. Potrebbe anche esprimere uno step vicino al tre, al quattro o all’uno… Tutto è possibile.

E 'tutto' è controllabile. Sempre. Dipende dal 'livello di Controllo' che vogliamo prendere in considerazione. Allo stesso Tempo, qualsiasi tipo di Controllo dovrà sempre ammettere che l’intero processo è continuamente sfuggevole, proprio a causa di quel fattore biodiverso, che non permetterà mai di avere interamente, nel Tempo, la certezza della fermezza di qualsiasi processo evidenziato, analizzato e standardizzato.

La verità è sempre composta da 'mezze verità', che rendono sfuggevoli la comprensione totale di un luogo dimensionale. Un ‘termine mobile’ è una porta biodiversa. A volte, la presenza di questi termini è ‘non voluta’, nel senso che la sorgente non poteva tenere in considerazione la presenza biodiversa che, in quel momento, partecipava in almeno uno dei componenti della Massa in ascolto.

I ‘termini mobili’ esistono in ogni ambito dello scibile umano. Possono essere edifici, mezzi, situazioni, cose, presenze, parole, sensi, momenti, etc.

Tutti insieme danno luogo ad un vero e proprio ‘labirinto’ della possibilità in cui siamo inseriti. Per essere efficaci necessitano di una presenza umana, ossia di una entità capace di assumerli come una pillola per il controllo della pressione. Ovvio, perché stiamo narrando di umani e io sono umano, per cui è un discernimento tra umani, ma non è detto che il tutto si fermi alla sola nostra ‘latitudine’.

Occorre sviluppare un metodo che metta l’umano da parte, pur utilizzandolo come centro.

Ok? È questa la ‘matematica’ di quinta dimensione. Una realtà che prende in considerazione le due facce della medaglia allo stesso Tempo:

come l’alieno Griffin in Man in Black III.

La ragione, in filosofia, è la facoltà per mezzo della quale si esercita il pensiero, soprattutto quello rivolto ad argomenti astratti. La ragione è ritenuta dalla maggior parte dei filosofi una facoltà universale, tale da essere condivisa tanto dagli umani quanto, teoricamente, da animali (per i quali si preferisce parlare di istinto), o intelligenze artificiali che userebbero la ragione intesa come calcolo

Sono molti i pensatori che si sono dedicati allo studio di questa nozione, dando luogo a molteplici prospettive, spesso reciprocamente incompatibili.
 
L'originario significato di ragione come discorso lo si ritrova nell'antico modello argomentativo della geometria di Euclide, il quale, facendo uso di premesse iniziali per giungere a delle conclusioni, si serviva a loro volta di quest'ultime come premesse per ulteriori conclusioni.
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Domanda: 

e se le ‘premesse iniziali’ fossero ‘di parte’? Le ‘conclusioni’ come sarebbero? E le ‘ulteriori conclusioni’?

Risposta: 

non è possibile non avere ‘premesse inziali’ non di parte, ossia, le premesse iniziali sono sempre ‘di parte’, alias, riferibili a precisi attaccamenti esistenziali di entità che, in qualche maniera, hanno trovato il modo di essere un po’ più in ‘diretta’ rispetto al resto della Massa, che vive costantemente nella ‘differita’ della realtà.

La 'differita' rende maggiormente controllabili e strumentalizzabili, soprattutto se raccolti in 'infrastrutture' offerte dal Controllo stesso (Matrix).

Ma anche questo è un processo a scatole cinesi: 

chi può dire dove ‘termini’? E chi può seguire interamente il suo percorso quando, ad esempio, passa tra le trame decisionali/possibili di una vecchina che sta decidendo di attraversare o meno la strada sotto casa?

Nel calcio si dice: la palla è rotonda. Ossia ‘tutto è possibile’… Mai dire mai.

La ragione, in questo senso, era intesa come la facoltà, o il processo, in grado di produrre inferenze logiche. A partire da Aristotele, che si rifece al modello euclideo, tali ragionamenti sono stati classificati sia come ragionamenti deduttivi (che procedono dal generale al particolare) sia come ragionamenti induttivi (che procedono dal particolare al generale), sebbene alcuni pensatori non siano d'accordo nel vedere l'induzione come un ragionamento. 

Nel XIX secolo, Charles Peirce, filosofo americano, ha aggiunto a queste due una terza categoria, il ragionamento adduttivo, intendendo ‘ciò che va dalla migliore informazione disponibile alla migliore spiegazione’, che è diventato un importante elemento del metodo scientifico

 Nell'uso moderno, ‘ragionamento induttivo’ include spesso ciò che Peirce ha denominato ‘adduttivo’…
Link 
  1. ragionamenti deduttivi, che procedono dal generale al particolare
  2. ragionamenti induttivi,  che procedono dal particolare al generale
  3. ragionamenti adduttivi, ciò che va dalla migliore informazione disponibile alla migliore spiegazione.
Ecco spiegato come il moderno metodo scientifico possa essere manipolabile da un controllo esterno/interno allo stesso Tempo. La sua ‘cecità’ è di Natura Antisistemica ed ha lo scopo di ‘trattenere nelle 3d’:

la ‘migliore informazione disponibile’ che Natura ha? Da lei discenderà la ‘migliore spiegazione disponibile’. È logico che tutto quello che la scienza pensa di avere capito dipende dall’input che ha introdotto nella propria capacità di ragionare.

I primi due ragionamenti sono lo ‘zoom’ della capacità umana di discernere e rispecchiano la direzione biunivoca della possibilità che si riflette e viene riflessa (‘ritmo’ di Ighina, ad esempio). Il terzo ragionamento è Antisistemico, cioè dipende dalla Natura del corpo docente presente in Terra 3d:

trattenere per rafforzare/permettere nel Tempo la Conoscenza di Se Stessi.

Paradossale, vero?

Il terzo stato quantico della possibilità attraverso il presente è rispecchiato dal momentum umano: da noi. Ma si potrebbe andare avanti per interi trattati con questa discorsività…

Lasciamo andare da ‘solo’ il processo di emersione e ricerca delle informazioni. Ognuno tragga la propria verità.

L'inferenza è il processo con il quale da una proposizione accolta come vera si passa a una seconda proposizione la cui verità è dedotta dal contenuto della prima
 
Inferire è quindi trarre una conclusione. 

Inferire X significa concludere che X è vero; un'inferenza è la conclusione tratta da un insieme di fatti o circostanze. Gran parte dello studio della logica esplora la validità o non validità di inferenze e implicazioni. 
 
Esiste una differenza tra implicare e inferire. Se scriviamo che tutti gli uomini sono mortali e Socrate è un uomo, implichiamo che Socrate è mortale, ma un lettore così attento da notare la nostra implicazione e pensare 'quindi Socrate è mortale', inferisce che Socrate è mortale
 
'E quando qualcuno vi propone di credere a una proposizione voi dovete prima esaminare se essa è accettabile, perché la nostra ragione è stata creata da Dio, e ciò che piace alla nostra ragione non può non piacere alla ragione divina, sulla quale peraltro sappiamo solo quello che, per analogia e spesso per negazione, ne inferiamo dai procedimenti della nostra ragione'.
Guglielmo da Baskerville in Il nome della rosa pag. 139, Umberto Eco

In linguistica si parla di 'formulazione di inferenze' nello schema di Jakobson sulla lingua intesa come sistema di segni utili alla comunicazione. Si tratta di un procedimento che non prevede nessun emittente volontario ma solo la presenza di un oggetto che viene interpretato come messaggio

Esempio. 

Oggetto: 'case dai tetti spioventi' → messaggio interpretato: 

'qui nevica spesso'. La formulazione di inferenze consiste quindi nella capacità di formulare deduzioni traendo informazioni da un oggetto reale.
Link

In informatica, un motore inferenziale è un algoritmo che simula le modalità con cui la mente umana trae delle conclusioni logiche attraverso il ragionamento. Fa parte dei software detti 'sistemi esperti'.
 
Analogamente al comportamento logico, il motore inferenziale può trarre delle conclusioni di tipo deduttivo (o 'forward chaining', quando da un principio di carattere generale ne estrae uno o più di carattere particolare) oppure di tipo induttivo (o 'backward chaining', quando accade il contrario).
 
Il meccanismo del motore inferenziale è basato su delle 'regole' di soluzione del problema che vengono scelte ed attuate a seconda del problema in oggetto.
 
Un motore inferenziale è costituito dai seguenti elementi:
  1. interprete: decide la regola da applicare;
  2. schedulatore: decide l'ordine di esecuzione delle regole;
  3. memoria di lavoro: in essa viene memorizzato un elenco delle operazioni svolte e da svolgere;
  4. rafforzatore di consistenza: ha il compito di testare la veridicità delle ipotesi fatte.

Chi è il ‘rafforzatore di consistenza’? Chissà perché risuona tanto, alle mie orecchie, molto simile al 'suono' di: Massa umana. Chi sono coloro che sono descritti nei tre punti precedenti?
 
Leggiamo il monito espresso da Wikipedia nei giorni scorsi:  

gentile lettrice, gentile lettore,
il comma 29 del disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali (rif.) - se approvato dal Parlamento italiano - imporrebbe ad ogni sito web, a pena di pesanti sanzioni, di rettificare i propri contenuti dietro semplice richiesta di chi li ritenesse lesivi della propria immagine
 
Wikipedia riconosce il diritto alla tutela della reputazione di ognuno - già sancito dall'articolo 595 del Codice Penale italiano - ma con l'approvazione di questa norma sarebbe obbligata ad alterare i contenuti delle proprie voci indipendentemente dalla loro veridicità, anche a dispetto delle fonti presenti e senza possibilità di ulteriori modifiche. Un simile obbligo costituirebbe una limitazione inaccettabile all'autonomia di Wikipedia, snaturandone i principi fondamentali
 
Wikipedia è la più grande opera collettiva della storia del genere umano, in continua crescita da undici anni grazie al contributo quotidiano di oltre 15 milioni di volontari sparsi in tutto il mondo. Le oltre 930 000 voci dell'edizione in lingua italiana ricevono 16 milioni di visite ogni giorno, ma questa norma potrebbe oscurarle per sempre. 
 
L'Enciclopedia è patrimonio di tutti. Non permettere che scompaia. 
 
Con l'approvazione di questa norma sarebbe obbligata ad alterare i contenuti delle proprie voci indipendentemente dalla loro veridicità.

Continuiamo...
 
Un 'sistema esperto' è un programma che cerca di riprodurre le prestazioni di una o più persone esperte in un determinato campo di attività, ed è un'applicazione o una branca dell'intelligenza artificiale.
 
I programmi utilizzati dai sistemi esperti sono in grado di porre in atto procedure di inferenza adeguate alla risoluzione di problemi particolarmente complessi, a cui potrebbe, se posto in una dimensione umana, porre rimedio solo un esperto del settore disciplinare in cui rientra la questione da risolvere. Ciò implica che tale sistema possa avvalersi in modo risoluto e autorevole delle istanze inferenziali che soggiacciono al corretto funzionamento del programma, cosicché sia capace di superare le incertezze e le difficoltà su cui volge la propria attività.
 
I sistemi esperti si differenziano dunque da altri programmi simili, in quanto, facendo riferimento a tecnologie elaborate in funzione dell'intelligenza artificiale, sono sempre in grado di esibire i passaggi logici che soggiacciono alle loro decisioni

proposito che, ad esempio, non è attuabile da parte della mente umana.
 
Il sistema esperto si compone in sostanza di tre sezioni:
  1. una base di conoscenza, in cui sono accumulate le regole deduttive e i dettami procedurali di cui il sistema si serve nel suo operato;
  2. un motore inferienziale, in cui il programma si occupa di applicare in concreto le nozioni contenute nella base dati;
  3. un'interfaccia utente, che permette interazione fra il soggetto umano e il programma che deve dare risposta ai sui problemi.
Queste informazioni sono piuttosto generiche, ed estremamente flessibili per ciò che concerne la designazione di un programma con una tale definizione. Non esistono infatti sistemi capaci per davvero di soddisfare nella sua interezza il tipo di conoscenza che dovrebbe caratterizzare un sistema di tale fatta

Difatti, nella maggior parte dei programmi, le componenti che presiedono alle procedure di inferenza, non riescono ad attenere il rigore connaturato ad un algoritmo, in quanto nelle situazioni altamente complicate sarebbe troppo dispendioso analizzare ogni possibilità

si ricorre così allo stratagemma dell'euristica, che, tramite ragionamenti approssimativi (fuzzy logic), sacrifica la sicurezza dell'algoritmo per giungere a risultati altamente probabili, ma comunque fallibili.
 
Classificazione.
I sistemi esperti si dividono in due categorie principali. 

Sistemi esperti basati su regole.
I sistemi esperti basati su regole sono dei programmi composti da regole nella forma 'If' condizione 'Then' azione (se condizione, allora azione). Dati una serie di fatti, i sistemi esperti, grazie alle regole di cui sono composti, riescono a dedurre nuovi fatti. Per esempio, supponiamo di avere un problema di salute, forniamo al sistema esperto i seguenti fatti:
  1. ho mal di testa
  2. sono raffreddato
  3. la temperatura corporea è di 38 °C
Il sistema esperto assume i fatti e sceglie una regola così formata:
 
If ((mal di testa) And (raffreddore) and (temperatura = 38)) Then (Il suo problema è Influenza).
 
Esempi di sistemi a regole sono Jess e Clips.
 
Sistemi esperti basati su alberi.
Un sistema esperto basato su alberi, dato un insieme di dati ed alcune deduzioni, creerebbe un albero che classificherebbe i vari dati. Nuovi dati verrebbero analizzati dall'albero e il nodo di arrivo rappresenterebbe la deduzione.
 
È da notare che un sistema esperto non è 'intelligente' nel senso comune della parola, ossia in modo creativo. Le deduzioni di un sistema esperto non possono uscire dall'insieme di nozioni immesse inizialmente e dalle loro conseguenze

Ciò che li rende utili è che, come i calcolatori elettronici, possono maneggiare una gran quantità di dati molto velocemente e tenere quindi conto di una miriade di regole e dettagli che un esperto umano può ignorare, tralasciare o dimenticare.
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I fatti rappresentano l'informazione: essi sono essenzialmente delle assegnazioni attraverso le quali introduciamo conoscenza nel sistema...
 
Le regole sono componenti che possono produrre conoscenza a partire dai fatti. Esse sono composte da due parti, antecedente e conseguente. L'antecedente è costituito da condizioni che devono essere soddisfatte affinché la regola venga attivata; il conseguente è composto da azioni che vengono svolte dalla regola...

Il motore funziona in questo modo: confronta le condizioni di tutte le regole con tutti i fatti contenuti nella base dei fatti. Per ogni regola le cui condizioni sono soddisfatte, viene eseguita l'azione corrispondente.
 
Tutto il codice in Jess (strutture di controllo, assegnamenti, chiamate a procedure) prende la forma di una chiamata a funzione. In particolare una chiamata a funzione è una lista: se la testa della lista è il nome di una funzione esistente, la lista è una chiamata a funzione.
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Abbiamo riprodotto l’immagine di ‘quello che siamo adesso’.

Pensiamo davvero di essere noi, sempre al 100%, a decidere cosa sia meglio fare in un determinato istante? Perché le nostre reazioni di fronte ad eventi molto simili (ad esempio i capricci del proprio figlio) sono diverse di volta in volta? A volte più forti, a volte più tolleranti. Perché noi reagiamo a qualcosa, convinti di quel che ‘vediamo’, ma in realtà siamo mossi da ‘pressioni sottili’, che esulano dal ‘veduto’ ma capaci di influenzare in maniera anche preponderante.

Ieri sera, verso le 20, mi sono alterato per una situazione particolare che stavo vivendo; una situazione che solitamente era ‘digerita’ in maniera diversa dalla mia persona. Da cosa è dipeso questo improvviso scoppio d’ira? 

 Dal grande caldo? Dal mio nervosismo? Dalla eventuale stanchezza? Forse. In parte. Ma, quando ho letto questa notizia sono letteralmente trasalito, perché ho trovato conferma ‘indiretta’ (Metodo Indiretto) di una tendenza ripetuta in maniera altalenante o a ‘grappolo’ (Analogia Frattale):
 
terremoto di magnitudo 3.7 nel Cosentino.
Un sisma di magnitudo 3.7 è stato avvertito alle 19.45 tra il cosentino e il potentino, nei pressi di Rotonda (Potenza). Le località prossime all'epicentro del sisma che ha colpito la provincia di Cosenza sono i comuni di Laino Castello, Mormanno e Papasidero. L'epicentro della scossa, secondo i dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stato registrato a 5 chilometri di profondità. Dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile non risultano danni a persone o cose.
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L’ora collima ‘precisamente’. Anzi,  giustifica il leggero ritardo della mia reazione (circa alle 20). Infatti queste onde viaggiano anche attraverso le Ley Lines della Terra e necessitano di Tempo per propagarsi e maturare effetti sulle persone più o meno sensibili alla loro presenza.

Le Ley Lines sono ‘grandi vie di comunicazione sottile della Terra’. Attraverso la loro innervazione (paragonabile al sistema nervoso umano) si propagano le reazioni delle persone che hanno vissuto forti emozioni, appunto, proprio come l’esperienza di un terremoto (anche senza danni a cose o a persone, ma certamente influente sul loro stato emotivo e sensoriale, ossia generante Paura).

Chiediamoci, allora, quanto siano corrette le ‘premesse iniziali’ che regolano questo cosiddetto ‘Sistema Esperto’, che scambiamo per unica realtà. 

Il paradigma ha 'gambe' ma cerca di non usarle molto, perché soffre di una certa ‘pigrizia’. La stessa ‘dinamica’ che attanaglia l’umanità quando, come acqua isolata dalla sua sorgente, avviene la formazione di una regione paludosa riconosciuta per consuetudine/abitudine come ‘unica realtà’.

In ogni palude che si rispetti, si sviluppa una certa fauna che trae sostentamento da quella composizione del territorio. Senza stazionare, con le premesse, nel loop che non permette di trarre conclusioni diverse dal – è nata prima la palude o gli animali che la abitano – sgusciamo subito via dalla melmosa situazione, permeando il ragionamento con una diversa e ‘nuova’ premessa iniziale:

la palude è opera di coloro che traggono, adesso, giovamento dalla sua presenza.

Rompiamo il loop. Anzi, stazioniamogli al di sopra…


Introduciamo il nuovo input (Fenotipo Esteso) e attendiamo quale dipendenza esso provochi:

una reinterpretazione dell'evoluzione dal punto di vista dei singoli geni, i soli veri ‘soggetti’ su cui agirebbe la selezione naturale, e di cui gli organismi (monocellulari e pluricellulari) non sarebbero altro - usando un linguaggio ovviamente metaforico ed antropocentrico - che le 'macchine da sopravvivenza' da essi programmate per garantirsi il successo nella propria perpetuazione.
 
Il concetto del fenotipo esteso spinge ancora più in là questa ‘svalutazione’ dell'organismo a favore del gene

Il biologo parte dall'osservazione di numerosi casi in cui il comportamento di animali ha la capacità di influenzare a proprio vantaggio l'ambiente e altri animali. Da questi fatti Dawkins deduce che è arbitrario limitarsi a identificare come manifestazione esteriore (fenotipo, appunto) dei geni associati a questi comportamenti solo i comportamenti stessi e le caratteristiche (anatomiche, psicologiche) dell'organismo che ne sono alla base. 

I geni che determinano nei castori la funzionalità dei denti ed il loro istinto non hanno come fenotipo solo questi due aspetti, ma anche la diga che il castoro costruisce ed il lago che si forma
Link

La ‘Massa Critica’ determina la concentrazione del grado di attenzione proposto/indotto da ‘pressioni sottili’, che ci circondano/permeano, come ad esempio:

la presenza, la posizione e l’allineamento di Pianeti attorno alla Terra, attorno al Sistema Solare, attorno alla Via Lattea, etc.

Infine, tutto dipende anche da noi; non solo da noi…

Il Libero Arbitrio è ‘elastico’ e si allarga in maniera direttamente proporzionale alla Consapevolezza raggiunta e maturata ai vari livelli di classificazione dell’aggregazione energetica umana (giusto per rimanere nell’ambito inerente anche alla presenza umana).

Tutto è ‘Naturale’, ma c’è sempre una grande differenza in termini di qualità d’equilibrio. È il fare sempre ‘100’ ma disponendo gli ‘ingredienti’ in maniera sempre diversa. Che differenza c’è tra un serial killer e un agente di polizia se li vestiamo esattamente alla stessa maniera?

Non c’è nessuna differenza esteriore, ma certamente al loro interno qualcosa li differenzierà. Ecco cosa intendo quando scrivo di un totale che dà sempre ‘100’ ma con valore aggiunto/sostanza diverso

Questo è un ‘mentalismo’? Per me assolutamente, no. Lo è nella misura in cui devo usare la mente, come canale, per comunicare con gli altri. Sino a quando ‘sceglieremo’ di fare così, esprimeremo dei mentalismi, ma non per questo dovremo appartenere alla mente. No?

Il Cuore si esprime anche attraverso la Mente…

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

venerdì 17 agosto 2012

Sherlock Holmes, presenze ombra, plastica e frattali.




Tutto quello che è ‘fatto’ dalla Natura ha la stessa ‘mano’. Quello che ‘fa’ l’uomo ha, per ora, fattezza diversa. Si direbbe che esista un’altra ‘matrice’ (biodegradabilità diversa) che regola la ‘creatività’ umana:

la biodegradabilità è una proprietà delle sostanze organiche e di alcuni composti sintetici, di essere decomposti dalla natura, o meglio, dai batteri saprofiti

Questa proprietà permette il regolare mantenimento dell'equilibrio ecologico del pianeta

Una sostanza decomponibile, viene attaccata da alcuni batteri che ne estraggono gli enzimi necessari alla decomposizione in prodotti semplici, dopodiché l'elemento viene assorbito completamente nel terreno. Una sostanza non decomponibile (o decomponibile a lungo termine), rimane nel terreno senza venire assorbita, provoca inquinamento e favorisce diverse problematiche ambientali.
 
Condizioni e conseguenze.
Perché un composto possa essere considerato biodegradabile è necessario che in natura esista un batterio in grado di decomporre il materiale. Tutti i composti organici naturali, come la carta, sono facilmente decomponibili; invece, tutti i prodotti sintetici moderni (esclusi alcuni speciali, come la bioplastica) non possono essere decomposti dalla natura, poiché nessun batterio è capace di elaborare un enzima che semplifichi il materiale

La sostanza non biodegradabile più conosciuta al mondo è la plastica. 

Un materiale non biodegradabile non viene assorbito dal terreno e rimane identico nel tempo, quindi contribuisce all'inquinamento della zona dove si trova; ma tuttavia, non tutti i composti non biodegradabili sono pericolosi: esistono tipi di composto che non danneggiano la vita dell'ecosistema, e che quindi lasciano immutata la situazione.
 
Sostanze.
Le sostanze non biodegradabili più comuni sono le materie plastiche, che sono formate principalmente dal carbonio, l'idrogeno e l'ossigeno

questi elementi sarebbero decomponibili, ma, dalla loro unione, si è formata una molecola troppo complessa per essere decomposta in natura.

La categoria di materiali meno decomponibili è composta dagli idrocarburi clorurati.
 
La situazione attuale.
La biodegradabilità dei composti sta diventando un problema, poiché la maggior parte degli oggetti che utilizziamo ogni giorno, è formata da materiali che contengono materiali non decomponibili. Molti stati stanno lavorando su questo problema, ma attualmente non si è ancora giunti ad una soluzione utilizzabile, se non la sostituzione della plastica con altri materiali biodegradabili.
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L’equilibrio che l’umanità sta mantenendo è d’altro tipo, rispetto a quel livello di sostenibilità che possiamo 'immaginare' leggendo in noi stessi. Gli umani non sono stupidi. Mandano navi spaziali ad esplorare il Sistema Solare e hanno raggiunto un livello di conoscenza tale da risultare ‘ben visibili’ all’interno dell’economia dello Spazio. 

Gli inquinanti umani sono una realtà anche al di fuori della solida Terra. Ossia, la stessa ‘mano’ muove l’umano a caratterizzare il 'tutto'. Il comportamento umano è simile ad un vessillo piazzato su ogni nuova proprietà. Esso dichiara ed identifica una presenza 'ombra'...


La 'soluzione d’equilibrio' trovata è quantomeno non sostenibile nel lungo Tempo:
  • la maggior parte degli oggetti che utilizziamo ogni giorno, è formata da materiali che contengono materiali non decomponibili
  • le materie plastiche, sono formate principalmente dal carbonio, l'idrogeno e l'ossigeno: questi elementi sarebbero decomponibili ma, dalla loro unione, si è formata una molecola troppo complessa per essere decomposta in natura.
Questa ‘molecola’ complessa ed apparentemente ‘immortale’, o ‘non biodegradabile’, forma materiale non assorbito dal terreno che rimane identico nel Tempo:

questo è un preciso frattale, che riporta l’immagine conferita nella 'matrice'. L’immagine dell’entità ispiratrice che, ad immagine e somiglianza, viene ritratta dal riflusso della Creazione.

Queste entità sono evidenti solo attraverso il riflesso della loro ‘presenza’ tra gli umani. Non solo. Le entità hanno dato luogo anche a ‘forme pensiero’ che resistono al trascorrere del Tempo. Questa 'resistenza' è la non biodegradabilità dei composti utilizzati maggiormente attraverso il mezzo dell’abitudine terrestre.


Lo scorso mese Draghi aveva detto che la Banca centrale europea avrebbe fatto ‘tutto il necessario’ per mantenere l'Euro…
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Tutto il necessario. Ossia? Sino a quale punto si può spingere la Bce? Anche oltre al livello di biodegradabilità?
 
L’attuale economia si sorregge su gambe artificiali, costruite proprio con lo stesso materiale non biodegradabile che caratterizza tutti i processi produttivi dell’industria 3d umana. La Terra come può tollerare una simile presenza? Essa ha una infinita capacità di combinazione d’elementi e conosce il modo per rinnovare e trasformare ogni presenza ospite. La plastica potrebbe essere ‘dissolta’ per vie naturali, se solo venisse meno l’input che le conferisce un senso

La plastica è un riflesso di una presenza sottile ma tangibile, perlomeno per gli effetti derivanti dal suo stazionamento nel campo della possibilità umana terrestre…

Perché questa 'differenza strutturale’ tra prodotti della Natura e umani?

Osserviamo qualsiasi frutto della terra: 

non esiste nessun ‘pericolo’ di inquinamento derivante da alcuna parte compositiva del ‘frutto’. Il packaging è tanto perfetto quanto interamente smaltibile nel giro di pochissimo Tempo. Non esistono parti meccaniche, elettriche, etc., tutto è organico e idoneamente funzionale.

Per comprendere questa caratteristica è sufficiente osservare lo 'stile' (la 'mano', il tratto) di un qualsiasi disegnatore o illustratore di fumetti, ad esempio: 

lo ‘stile’ è un marchio indelebile inerente alla ‘mano’ che ha ritratto un Mondo secondo il proprio ‘carattere e senzienza’. Esso è inconfondibile e riconoscibile tra gli altri.

Ora, lo ‘stile’ che caratterizza l’operato umano, a ‘chi appartiene’?
  
Me lo chiedo, non riconoscendomi nel suo retaggio.

A chi rassomiglia questa 'opera inquinante’, disegnata dal movimento umano sullo/nello scenario 3d? Attenzione; non è questo un 'particolare' solo legato alla mancanza di consapevolezza umana, naturale, frutto di un cammino ancora evidentemente in atto e lontano dal suo epilogo. No. Tra questa 'mancanza naturale' (si) è inserito qualcosa d'altro; un 'qualcosa' riferibile certamente ad altra ‘mano’

SPS ha più volte trattato l’argomento ‘parassita’ e continuerà a farlo per altro Tempo ancora, perché è chiaro ed evidente, che una simile ‘ombra’ abbia personalizzato un reame, apparentemente, solo umano. La sua opera ispiratrice è corposa, nel senso di evidente, visibile, se solo si accetta di triangolare da un punto prospettico diverso dal consueto, uscendo dal loop, dal cerchio di contenimento… dalla ‘Caverna di Platone’.

Consapevolezza allargata.

Coscienza.
Il termine coscienza deriva dal latino 'Cum-scire' (‘sapere insieme’) ed indicava originariamente un determinato stato interiore di un individuo che può in qualche modo descrivere e comunicare ad altri

Anticamente con 'coscienza' si intendeva qualcosa di diverso da ciò che si ritiene oggi nell'ambito psicologico e filosofico. Non tutti gli antichi dividevano l'uomo in mente e corpo. Anzi, era molto diffusa l'idea (oggi tornata alla ribalta) che l'uomo avesse tre funzioni relativamente indipendenti chiamate ‘centro intellettivo’, ‘centro motore-istintivo’ e ‘centro emozionale’, collocate rispettivamente: 
  1. in una parte dell'encefalo, 
  2. nella parte terminale della colonna vertebrale (dove un tempo nell'uomo compariva la coda) 
  3. nella zona del plesso solare, in quelli che sono oggi chiamati ‘gangli del simpatico e del parasimpatico’. 
Ebbene ‘coscienza’ indicava quello stato interiore di sintonia tra i tre centri (sapere insieme) che, se raggiunto, permetteva all'uomo di elevare la propria ragione
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Elevarsi per semplificare: questo è il processo naturale della biodegradibilità.
  
Questo ‘sapere insieme’ è sia relativo all’ambito umano, come una sola e grande unità, sia all’ambito individuale, ma sempre con eguale orchestrazione unitaria di eventi al suo interno. Il ‘succo’ della questione mette in evidenza una sorta di unità da raggiungere attraverso l’esperienza 3d di se stessi riflessi negli altri e viceversa.

Il cammino è individuale ma riguarda anche gli altri. Tutto ciò mette in evidenza una struttura, un modello che si corregge o, meglio, che si auto corregge nel Tempo, lungo l'asse del quale, la presenza parassita ha il proprio senso.

La ‘nota musicale’ che contraddistingue ha un apparato di ricetrasmissione che è stato deviato, almeno nella sua parte più ‘bassa’, da un qualcosa di ‘estraneo’ e che rimane sempre nell’ombra, pur modificando il campo sensoriale e percettivo umano

Una strategia chiara messa in campo dal lato oscuro della Forza.

Prenderne atto equivale ad aumentare la propria ‘sapienza non scritta’, ossia quel particolare stato d’animo capace di sovralimentare le strutture più calcificate della possibilità. Una simile presa di coscienza veicola al raggiungimento di un diverso ambito del possibile, permeando l’oceano del ritenuto impossibile…

Spostando al di là, ancora una volta, le ‘Colonne d’Ercole’.

Assumiamo l’Analogia Frattale come strumento principe per camminare anche al buio, almeno sino al momento in cui la luce si accenderà da sola per acquisita capacità di colui/coloro che camminano desiderandola.

- A volte può sembrare leggermente inverosimile, fare grandi congetture basandosi su minimi dettagli.
- Non è affatto così. I piccoli dettagli sono di gran lunga i più importanti…
- Se avesse davanti uno sconosciuto? Cosa può dire di me?
- I gioielli che non porta ci svelano più cose… Era fidanzata. L’anello non c’è più, ma la pelle più chiara suggerisce che ha passato del tempo all’estero sfoggiandolo con fierezza…
Sherlock Holmes

Deduzione. Perspicacia. Attenzione. Osservazione:

Analogia Frattale… alias ‘essere desti, svegli, inclini al proprio equilibrio che deriva dall’osservatore animico mixato all’operato sensibile umano e non solo da quello parassita polarizzante a cascata il tutto’.

Cosa molto ardita e difficoltosa da mettere in atto e, in seguito, 'da mantenere sempre in atto', come una fanaleria accesa per default. È un ‘nuovo’ senso

Una facoltà latente o repressa o male indirizzata…

In un reame di luce tutto lascia un’ombra.

Come non vederla?

Tutto ciò che esiste di non biodegradabile è il riflesso di quell’ombra, del quale operato, l’umanità non è altro che la cieca ‘portabandiera’.

Dipende anche da noi.

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com

giovedì 16 agosto 2012

Come una nota musicale.






Procura Usa convoca Barclays e altre 6 banche per indagine tasso Libor.
Le procure di New York e del Connecticut hanno emanato mandati di comparizione nei confronti dei rappresentanti di sette banche nell'ambito delle indagini sulla presunta manipolazione del tasso interbancario Libor

Lo riferisce una persona informata dei fatti, precisando che le banche in questione sono Barclays, Citigroup, Deutsche Bank, JPMorgan Chase, Hsbc, Royal Bank of Scotland e Ubs. La fonte ha chiesto di rimanere anonima perché non autorizzata a riferire la notizia. Le autorità statunitensi e britanniche avevano già multato la Barclays per 453 milioni di dollari; la banca ha infatti ammesso di aver riferito il falso per mantenere basso il livello del Libor.
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  • presunta manipolazione del tasso interbancario Libor
  • lo riferisce una persona informata dei fatti
  • la fonte ha chiesto di rimanere anonima perché non autorizzata a riferire la notizia
  • la banca (Barclays) ha ammesso di aver riferito il falso per mantenere basso il livello del Libor.

Le notizie circolano in base a quali ‘correnti’? Il punto 1 e 4 sono in ‘antitesi’? Dov’è la ‘presunzione’ se c’è ‘ammissione’ di verità? 

Su cosa sono basate queste informazioni? Su una ‘fuga di notizie’.

Che cosa mettono in luce queste caratteristiche della modalità informativa, tramite la quale giungono determinati input alla società, tramite la quale si diffondono come virus le informazioni? Secondo SPS, tutto ciò mette in luce un modello ‘aperto’ pilotato da uno ‘chiuso’:

luce e ombra.

Ci si ritrova sempre, a questo punto dell’analisi, al classico bivio duale sottinteso dalla domanda:

è nato prima l’uovo o la gallina?

Un loop; un ambito a cerchio regolato da fattori che si scambiano di valore, lasciando inalterato il ‘senso’ compiuto direttamente rilevabile all’interno del loop. Una 'ricerca continua' del mantenimento dell'equilibrio

Un modello che si autoregola mantenendo ‘fisso’ il risultato della combinazione degli eventi

Come se si volesse fare una torta rotonda miscelando diversi ingredienti: 

la forma ottenuta sarebbe sempre la stessa ma con ‘sapore’ magari diverso. 

Ecco, se si mantiene fissa l’osservazione sulla ‘forma’, passano in secondo piano gli ‘ingredienti’ e viceversa. Nelle 3d è la ‘forma’ che tiene banco:

l’energia assume conformazioni inerenti alla ricerca e assunzione di equilibri inerenti al mantenimento della ‘forma’, sia a livello fisico che sottile.

Il cerchio/sfera è la forma più stabile che possa esistere nelle 3d. La ‘forma pensiero’, allo stesso modo, più stabile sarà quella a ‘loop’. Magneticamente ‘qualcosa’ regolerà il mix dei componenti, al fine di mantenere le ‘forme’ all’interno del modello classico, ‘approvato’ a livello dimensionale, da una serie di ‘abitudini’, che la Fisica ha riscontrato osservando le cose dal punto prospettico imperante: 

quello dell’abitudine legata all’asservimento gravitazionale. 

La gravità è ‘solida’ e direttamente riscontrabile (la mela che cade in testa), mentre l’attrazione sottile lo è molto meno agli occhi di un terrestre legato alla percezione sensoriale di superficie.

Di conseguenza, la Vita diverrà un ‘cerchio in equilibrio di parte’: solida, concreta, razionale, etc.

Le ‘forme pensiero’ abitudinarie regoleranno l’usufruizione del Tempo che passa e trascorre come acqua in un fiume. Quando un ‘loop’ si consolida, diventa stabile a prescindere dalla tipologia di verità che lo mantiene intatto. Per cui, sulla Terra 3d, è possibile l’avverarsi di ogni possibile ‘fantasia’, dal momento in cui, se è sufficientemente alimentata, potrà emergere, radicarsi e mantenersi attraverso la programmazione auto esistente dell’energia di possibilità (Sistema di Leggi).

Il discorso è maturo per comprendere che questa ‘programmazione’ è relativa a qualcosa che esiste al di fuori dell’ambito dal/nel quale stiamo ragionando ed esistendo (almeno in parte). È un discorso relativo anche alla coppia di valori:

contenuto e contenimento.

È una forza, un’ispirazione, un campo morfogenetico, una colla, un magnetismo sorgente, una fonte attrattiva, un modello base, una dima, un esempio, una forma che contiene e che trasforma tutto in contenuto, etc.

È qualcosa che 'esiste già'; questa apertura permette di agganciare un altro livello della possibilità auto esistente, ma non permette ancora di ‘uscirne’, sempre che ci sia un’uscita. La legge frattale permette di intuire che ad ogni livello esista la possibilità di comprendere gli ordini diversi della verità. Quindi? Che esiste una sorta di programmazione. Che cos’è una legge se non un programma? Un programma scritto da chi? Da una compartecipazione d’eventi che si miscelano in continuazione dando luogo allo scorrere del Tempo. È ancora un loop e ne siamo ancora dentro

L’umano è come il contenuto dell’atto del contenimento. La barriera corallina è un grande esempio a tal proposito. L’atto del ‘contenere’ è sempre un qualcosa vicino al concetto di prigionia? 

In un certo senso, sì. La programmazione è anche prigionia. A cosa mira questa programmazione? È un discorso relativo alle diverse grandezze dell’esistenza. La dimensione superiore per grandezza determina le regole, le leggi, lo scopo. Le dimensioni inferiori ‘colmano’ il superiore, secondo un volere programmatico iscritto nei ‘registri della legge’

Ecco il loop. Allo stesso Tempo, i Mondi invisibili regolano l’usufruizione della Vita nei Mondi visibili. Basta osservare un corpo umano: 

la malattia è a livello microscopico e mina le basi della superficie emersa. Anche se la sua origine è ancora di diversa Natura (interazione sottile), le varie parti risentono del modello di Vita a cui l’individuo si espone/viene esposto. Ancora un loop

Esiste un livello dal quale è possibile osservare gli altri, come se ci si trovasse su un balcone dimensionale. È come gettare un sasso nello stagno e rimanere ad osservare le increspature che si creano sull’acqua. Quanto è naturale e quanto artificiale, quell’effetto? L’atto che lo veicola è naturale, così come lo sono gli effetti che si generano nel Mondo sottostante, regolato da precise leggi di conservazione dell’equilibrio programmato per abitudine.

La programmazione di uno ‘scenario dimensionale’ si cambia dal livello superiore, ma conoscendo molto bene come funziona e da quali leggi è regolato il livello inferiore. L’effetto domino scatenato riguarda ogni livello della conservazione dell’equilibrio. Equilibrio che dipende dalla forma di programmazione impartita attraverso la polarizzazione abitudinaria del ‘luogo abitato’. 

Ecco una ‘forma’ che assume una connotazione diversa dalla sola figura di contenimento di un loop:

Immagine tratta dal libro 'Prospettiva Vita'
 
Un ‘Sistema Solare’ è un loop. La ‘nota’ generata da quell’insieme è particolare: unica. Il suono è la risultante emanata da quella serie di anelli di contenimento. La risultante è una ‘nota musicale’.

Il segno grafico di una ‘nota musicale’ è multidimensionale: 

disegna una forma di controllo, un punto prospettico che controlla una serie di loop.


Nella notazione musicale, il valore di una nota indica la durata relativa di una nota musicale. Il valore è indicato per mezzo di una simbologia grafica che modifica le parti di una nota: testa, gambo e coda…
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  1. la ‘coda’ è una particella di ricetrasmissione (Uno)
  2. il ‘gambo’ è quello che è al di fuori del loop (Ispirazione)
  3. la ‘testa’ è tutto quello che è programmato (Vita).

La nota musicale è ancora una cellula, una unità del Tutto. Siamo ancora in un loop, ma di diverso grado.

Usando la Terra come punto di riferimento, Lovelock spostò a un certo punto la sua attenzione sull’osservazione proprio della Terra, in cui fenomeni di tipo costante e lineare su Marte e Venere – come la produzione di determinate sostanze in seguito a reazioni chimiche – sulla Terra aveva invece un andamento estremamente anomalo, come se fosse regolato da una specie di centralina interna con il compito di mantenere costanti e uniformi le condizioni di vita.
 
C’è un delicato rapporto nell’atmosfera – per esempio – tra metano e ossigeno, quando la quantità di metano diminuisce entrano in azione determinati insetti in grado di produrre esattamente quello che manca, quando l’equilibrio è ristabilito, cala la popolazione di questi insetti.
 
Nasce così Ipotesi Gaia, che su basi prettamente scientifiche, prende in considerazione il fatto che la Terra sia un organismo vivente autoregolantesi
 
Agli inizi degli anni sessanta il chimico inglese James Lovelock (insieme con la biologa americana Lynn Margulis) concepiscono la terra come unico sistema fisiologico e chiamiamo Gaia quest’ipotesi (con una deformazione del termine greco gea = terra).
 
Un’entità viva.
Secondo questa visione, gli organismi viventi, il clima, l’ambiente terrestre, sono un tutto integrato, un unico superorganismo in cui l’attività dei viventi modifica gli aspetti fisici e questi a loro volta influiscono sull’evoluzione e sul mantenimento della vita sul pianeta.
 
Gaia può essere definita come un sistema complesso i cui costituenti sono i viventi e il loro ambiente materiale che comprende l’atmosfera, gli oceani e la superficie delle rocce.
 
Si tratta di un sistema che si è sviluppato e continua a svilupparsi con un processo evolutivo che coinvolge contemporaneamente i viventi e il loro ambiente. Gli organismi condizionano l’ambiente e questo condiziona le forme della vita. In tale sistema, il clima e la composizione chimica si regolano in maniera automatica (si autoregolano) per mantenersi sempre in uno stato favorevole alla vita; questa autoregolazione si realizza man mano che il sistema si evolve, senza rispondere a nessun progetto preventivo e senza un fine particolare (siamo così sicuri? La differenza consiste tutta nel punto prospettico da cui si osserva/vive. Dicesi: consapevolezza).
 
Gaia è un superorganismo capace di regolare la non-vita per la vita. Una dimostrazione evidente dell’esistenza di Gaia sarebbe la stessa atmosfera definita 'improbabile' da Lovelock. L’aria che respiriamo è infatti una miscela di gas altamente reattivi. Nella sua composizione è presente l’ossigeno indispensabile alla vita, ma insieme con il metano, che reagisce con l’ossigeno in presenza della luce solare formando anidride carbonica e acqua…
 
Lovelock sostiene che le condizioni fisiche e chimiche della superficie della terra, dell’atmosfera, e degli oceani sono state rese e vengono continuamente rese adatte alla vita grazie alla presenza della vita stessa. Quindi l’atmosfera con la sua attuale composizione può essere considerata un prodotto del metabolismo di Gaia, il risultato di uno scambio attivo di gas con gli organismi viventi.
 
Anche il suolo ha origine dalla vita. In ogni centimetro cubo di terreno sono presenti miliardi di organismi microscopici: nello strato superficiale del suolo ci sono batteri fotosintetici e azotofissatori, funghi, muffe e una miriade di invertebrati.
 
Senza vita non vi sarebbe il suolo come lo conosciamo, ma solo inerti corpi rocciosi. Secondo l’ipotesi Gaia le grandi strutture della crosta terrestre non sarebbero soltanto il risultato dei processi endogeni e di quelli meccanici ma anche di quelli biologici.
 
Da quando si è formata, la crosta solida viene continuamente rimodellata dall’azione dell’aria e dell’acqua che si realizza attraverso l’erosione, la sedimentazione e la formazione di suoli e ghiacci. E questa azione è influenzata dagli organismi viventi che per vivere inducono modificazioni nella composizione e nelle caratteristiche termodinamiche dell’atmosfera e degli oceani.
 
Inoltre gli organismi hanno anche un ruolo diretto in questi fenomeni geologici esogeni. Per Lovelock e Margulis tutta la materia vivente sulla Terra, dai virus alle balene e alle sequoie, deve essere considerata come una singola entità vivente capace di mantenere l’atmosfera terrestre nelle condizioni più adatte alle sue necessità.
 
Tutto ciò contrasta con la visione convenzionale che ipotizza che la vita si sia adattata alle condizioni del pianeta e che la vita ha potuto manifestarsi sulla Terra e non altrove nel sistema solare perché solo sulla Terra esistevano le condizioni adatte
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Questo dimostra il pensiero espresso in SPS: 

che siamo autoinstallati in uno scenario 3d, inizialmente neutro’ e adatto all’esperienza di Vita e, in definitiva, alla conoscenza di se stessi

Oggi, questo scenario è stato polarizzato dall’esperienza umana. Il tessuto umano è molto simile a quello di una ‘muffa’ o di una ragnatela, o al sistema di radici di un albero, etc.

Noi, tutti insieme, produciamo effetti consistenti sulla Terra 3d.

Bisogna riportare l’equilibrio.
John Carter

Ma da chi è imposto questo ‘equilibrio’? Ci accorgiamo che manca un 'interprete', nonostante i suoi effetti siano estremamente visibili dappertutto? Il tessuto umano potrebbe proprio avere anche questo compito

autoregolare l’equilibrio a partire da se stesso e a cascata sul ‘Tutto’…

Un sistema fotosensibile.

Chi vi da’ il diritto di interferire?
Oh, quante domande. È la tua Terra? … Mica è la tua causa!
E qual è la vostra, di causa?
Non ne abbiamo. Noi non siamo dei poveri mortali, come voi. Noi, siamo eterni… La storia deve seguire il corso che vogliamo che prenda… Il nono raggio è meglio che rimanga ad esseri bestiali sui quali abbiamo il controllo. Facciamo questo gioco da prima che nascesse il loro Pianeta e continueremo a farlo anche dopo che sarà morto il tuo. Non causiamo la distruzione di un Mondo… la manovriamo, la alimentiamo semmai. Su ogni Pianeta ospite va tutto sempre allo stesso modo:

  • la popolazione cresce
  • le società si sfaldano
  • le guerre si diffondono

E, nel frattempo, si trascura il Pianeta, che scompare…
John Carter

La speculazione esterna.
Ma non è solo l'attività interna. Ci sono stati anche, secondo l'analisi presieduta da Valukas, interventi esterni che hanno dato le ‘giuste’ spinte alla banca (Lehman Brothers) per cadere

Diverse investment banking, tra cui Jp Morgan, hanno infatti richiesto garanzie e modificato gli accordi con Lehman, tanto da ridurre la sua liquidità e spingerla, così, verso la bancarotta. Insomma, se le indicazioni in arrivo dall'America saranno confermate e provate ancora una volta, a distanza di anni dal caso Enron, potremo dire che... nulla è cambiato.
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Programmazione che tende ad un equilibrio imposto. 

Il tessuto umano può costituire l’elemento nuovo sulla Terra, dell’organismo vivente terrestre, in grado di portare un nuovo equilibrio al quale il tutto potrebbe rapportarsi, riconfigurando l’intero sistema di leggi d’ogni tipo.

Come vediamo il bicchiere? Di fatto, l’umano si è sempre sentito al centro dell’Universo, no? Che cosa significa frattalmente? Che il genere umano è importante e contiene un valore aggiunto notevole. Come un ‘seme’ al suo stato di potenziale intatto, ma non ancora del tutto ‘aperto’. Allo stesso Tempo, ogni umano, è in cammino evolutivo spirituale individuale. 

La Terra 3d cicla.

Saremo in grado di mutare questo equilibrio attraverso la ‘conoscenza di noi stessi’?

È una soluzione indiretta, a prima vista. 

Un qualcosa di sfuggevole e capace di mantenere lontani senza l’opportuna ‘fede’ in se stessi e nel disegno che sostiene la struttura della ‘nota musicale del Creato’.

Dipende anche da noi.

Davide Nebuloni/SacroProfanoSacro 2012
Prospettivavita@gmail.com