sabato 28 agosto 2010

Magia e onde di forma.





Tutto è animato e vivente, ogni fenomeno, per analogia, esprime la manifestazione di un piano spirituale nel piano fisico. L'analogia è applicata alla posizione degli astri, al simbolismo del colore, alle forme geometriche (ad esempio la figura geometrica della piramide), alle caratteristiche degli animali (zoolatria) e così via ad ogni espressione della vita”.
Fonte: Wikipedia

Cosa s’intende per “magia”?

“Nella cultura occidentale il termine "magia" richiama immediatamente qualcosa di misterioso, occulto, ai limiti della legalità. Ma le origini storiche e l'impiego della magia nelle società antiche partono da basi molto diverse:  storicamente il termine risale ai primi contatti tra il mondo greco e quello persiano; inizialmente la parola greca magos indicava l'appartenente a una casta di sacerdoti persiani; successivamente il greco magheia e il latino magia designarono le pratiche rituali dei Caldei che si erano diffuse tra le classi meno colte della popolazione ed estranee al culto ufficiale dello stato, per estendersi poi a tutta una serie di culti, inclusa la religione cristiana, vietati dalla legge romana.
Con l'avvento del cristianesimo e la sua trasformazione in religione di stato, i cristiani da perseguitati cultori di magia divennero persecutori di essa, e la magia iniziò ad assumere quel significato essenzialmente negativo che le rimane ancora oggi.
Nell'Antico Egitto la magia possiede un valore ed una importanza molto rilevanti, al punto che il termine egizio della magia, Heka, era anche il nome della divinità che la personificava, e il suo potere era grandissimo”.
Fonte: www.simmetria.org
 
Come rendersi conto che, dunque, viviamo in un piano "magico"? Che tutto è magia? Che tutto è illusione dei sensi o un incantesimo che facciamo all’energia, plasmandola in forme materiali? Dobbiamo capire che il termine illusione, in questa modalità, intende una solida realtà che non coincide però con l’unica forma che può sostenere. Insomma siamo abituati a pensare ad una illusione come ad un qualcosa di etereo, che si dissolve se lo tocchiamo e invece non è così

La realtà è illusoria perché rappresenta uno degli aspetti che può “esprimere” la combinazione energetica ad opera nostra. 

La realtà è illusoria ma estremamente tangibile, dove persino San Tommaso, toccandola con mano, non avrebbe nulla da ridire. Eppure la realtà percepita esprime una sorta di momentum incrociato tra il nostro punto prospettico e ciò che desideriamo esperimentare, ossia quel “famoso” terzo stato quantico della materia, diretta funzione della fusione e fissione delle onde di perfezione e imperfezione che ammantano ogni “respiro” della creazione.

Noi afferriamo la realtà solitamente soltanto attraverso i nostri limitati cinque sensi ma, se potessimo vedere realmente come stanno le cose, non avremmo una visione così “solida” del mondo che ci circonda, e lo percepiremmo piuttosto come un insieme di puntini… Per provare ad immaginarlo in questo modo, possiamo pensare al Puntinismo, una corrente pittorica piuttosto singolare che nacque in Francia attorno al 1880.
I pittori disponevano direttamente le tinte sulla tela in piccoli puntini, eliminando del tutto la fase del disegno a matita, e componendolo direttamente con il colore.
I puntini percepiti dall’occhio come valori tonali differenti, erano destinati a fondersi tra loro per ottenere il disegno prestabilito, del quale però non si aveva un definito contorno. Se si osservano questi quadri stando loro molto vicino, non si riesce a cogliere totalmente la bellezza del disegno, cosa che riesce facile invece allontanandosi dal dipinto.
Ecco, se riuscissimo a comprendere la realtà in questo modo, ne avremmo automaticamente anche la visione magica… Se abbiamo dunque fiducia nella realtà sottile, di cui questo mondo materiale altro non è che una proiezione, allora siamo pronti per ottenere qualunque cosa”.
Fonte: Magia radionica di D. Dellepiane
 
La nostra “magia” personale funziona a livello sottile e, per così dire, in maniera automatica o inconscia. Ricordiamo sempre gli esiti finali degli studi del Dottor Couè, secondo il quale la volontà non può mai avere la meglio sull’immaginazione, intesa come capacità legate all’inconscio. Per questo motivo siamo stati “conquistati” dalle pratiche dell’Antisistema; perché questa energia di controllo totale ha “scritto” direttamente nel nostro inconscio, ciò che voleva che noi ”disegnassimo” per lui, ossia questo piano della realtà.

Ecco perché non siamo "felici"; ecco perché anche coloro che hanno denaro e potere non sono felici. Il frattale che dimostra questa mia certezza è una delle malattie dominanti di questo arco temporale, ossia il cancro: la sua comparsa è l’estremo tentativo del corpo umano, rappresentato dalle funzioni cerebrali, di fare “comprendere” al nostro punto prospettico, al nostro Ego, al nostro Io, che non stiamo conducendo una Vita in armonia ed in equilibrio. Quando una malattia si sviluppa in un personaggio famoso che ha “tutto”, deve fare capire a tutti gli altri che quel “tutto” non è sufficiente e non collima con i propositi animici. Ossia non è con l’identificazione nel successo e nel denaro e nel potere sugli altri che la persona realizza se stessa. Almeno non è sempre così! A parte alcuni casi di “interpretazione” necessaria al fine di realizzare un certo tipo di “esperienza”, anche se ciò rimane sempre circoscritto in un ambito di osservazione superiore, sottile. 

La collettività ha saputo della Legge d’attrazione? Bene! Nella sua prima fase, tutti coloro che ci credono, tenteranno di usarla per fini egoici, per fare denaro e, dunque, per allontanarsi ancora di più da se stessi. Ma è solo un primo, debole e necessario passo sulla via della “comprensione”.

“L’espressione – Onde di Forma – fu ideata dai radiestesisti Chaumery e De Bèlizal: secondo la loro teoria esistono onde d’origine sconosciuta ed invisibili all’occhio umano, impossibili da situare con chiarezza nella scala elettromagnetica dello spettro. Ma, al pari delle vibrazioni elettromagnetiche, esse ci investono ed attraversano le fibre del nostro corpo senza che noi ne abbiamo coscienza.
 
Cosa genera, dunque, questo particolare tipo di onde?
 
Ricordiamoci che tutto ciò che ha una forma libera dell’energia, emette delle vibrazioni che agiscono su di noi, nel bene o nel male, sia sul piano fisico sia psicologico. Tutte le forme, quindi, siano esse bidimensionali (disegni, foto, etc.) o tridimensionali (oggetti, mobili, costruzioni, etc.) emettono queste onde…
È comprensibile, dunque, come queste emanazioni – dette onde – possano essere localizzate dentro altre forme, ad esempio lo spettacolo che genera l’onda di forma dello spavento e le sue manifestazioni fisiche ed emozionali”.
Fonte: Magia radionica di D. Dellepiane
 
Infatti possiamo leggere direttamente dal sapere di Marco Zamperini queste bellissime scoperte:

Collettori di energia sottile: piramidi, cerchi, triangoli, cilindri ed altro sono pompe di energia sottile. Da sempre, l’uomo sa che certe forme, certe figure sembrano condurre energie sottili, sono cioè dei collettori… Preferisco chiamarli collettori, perché aspirano energia sottile da una parte e la spingono dall’altra”.
Fonte: Terapia della casa di Roberto Zamperini
 
Tutto ciò fa comprendere come noi tutti siamo “esposti” ad un oceano di onde, radiazioni, effetti invisibili che, comunque, hanno effetti diretti sulla nostra salute e condizione esistenziale. Prossimamente mi concentrerò sul significato delle grandi costruzioni che conosciamo con il nome di Piramidi; forme di costruzione che esistono praticamente in tutto il mondo. La loro funzione sottile “serve” ad un determinato “scopo” e chi le ha costruite, ovviamente, era detentore di una conoscenza che ha tenuto rigorosamente segreta.  

Si legge di tutto sulla loro origine e funzione, ma sono certo che l’onda di forma creata racchiude il vero significato della loro presenza in determinati punti geografici della Terra

Onda di forma e focus di energia al suo interno, posizione e precise dimensioni e orientamento. Le grandi Piramidi sono un ricettacolo di sapienza stratificata, come in un libro da sfogliare meravigliandosi pagina dopo pagina.

 

venerdì 27 agosto 2010

Le "ragioni" del fuoco.




Aprendo la home page di Yahoo, questa mattina, mi sono imbattuto in questa notizia con tanto di video:

Le immagini del tornado di fuoco del Brasile "Aracatuba, 25 agosto - Un tornado che si trasforma in una colonna di fuoco con fiamme alte fino a 200 metri. E' lo spettacolo, terribile ma unico al tempo stesso, al quale hanno assistito alcune persone".
Video link

È davvero impressionante ciò che, molto velocemente, si vede. E il pensiero corre subito alle testimonianze raccolte nella Bibbia, a proposito di “colonne di fuoco” di origine divina, come in questo caso:


Esodo 13:21-22 Fascio di fuoco nella notte [21]Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, cosí che potessero viaggiare giorno e notte. [22]Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte. Fonte: www.bibleview.org

La nostra impressionabilità è scritta “dentro”, in profondità; in maniera ancestrale il passato, o l’illusione di un certo passato, si è impressa, radicata, dentro di noi. E immagini più “forti” del consueto riportano “fuori” le emozioni della paura. Certo che è paura! Bisogna ammetterlo perché se fossimo stati presenti personalmente, quella colonna di fuoco alta duecento metri, avrebbe scatenato brividi lungo tutto il corpo.

Il fuoco è un messaggero, un ponte tra noi e un mondo divenuto arcano, primitivo, solido, che narra della nostra “forgiatura” o, chissà, delle nostre paure legate alle visioni tremende create durante l’epoca buia dell’oscurantismo religioso.


Tutto è nato dal fuoco. Il Sole stesso è una "palla" di fuoco. Persino le condizioni iniziali vigenti nel nascente Universo erano legate a temperature pressoché infinite. Dal fuoco si forma la Vita. Nel fuoco si completano le trasformazioni necessarie a mutare gli eventi.

La cenere che rimane come prodotto o sintesi del fuoco è il principio della chiusura e della rinascita potenziale, purificata da tutto ciò che rappresentava in precedenza, avendo perso la condizione di “massa”, da cui era ammantata nella sua “Vita” precedente.


Questo filo del discorso mi riporta alla mente il concetto cardine del film “21 grammi” con Sean Penn, ossia:


"21 grammi è il peso che si perde quando si muore, il peso portato da chi sopravvive. Quanto pesano 21 grammi? 21 grammi. E' tutta qui la differenza tra la vita e la morte? Quante vite, quante possibilità abbiamo a disposizione? E cosa significa morire? E' un cinema fatto di domande, quello del regista messicano Inarritu".
Fonte: www.cinemovie.info

21 grammi sarebbe dunque il peso dell’Anima? O comunque di una certa "energia" che lascia il corpo fisico. La nostra struttura sottile è costituita da vari corpi energetici interconnessi come una Matrioska.

Il significato “esoterico” della Matrioska è da non sottovalutare
; essa non è solo un giocattolo ma anche un ricettacolo di saggezza fissato nelle sembianze di un giocattolo o di un souvenir della Russia.


La prima bambola di legno composta da otto pezzi venne costruita ai primi del Novecento dal mastro Vasiliy Zvezdochkin e colorata dall'illustratore di libri per l'infanzia Maliutin, profondo conoscitore dell'arte popolare dei villaggi russi, il quale rappresentò la bambola con il vestito tradizionale locale, chiamandola Matrena (dal latino mater, madre). Si può considerare, quindi, che Matrioska sia un diminutivo di Matrena e che rappresenti simbolicamente la figura materna e la generosità ad essa correlata, in cui si identifica spesso - anche nella cultura occidentale - nella fertilità della terra. Le otto piccole bambole che componevano la prima matrioska rappresentavano, in ordine di grandezza, una madre, una ragazza, un ragazzo, una bambina ecc., fino all'ultima figura, quella di un neonato in fasce”.
Fonte: Wikipedia


Una Matrioska rappresenta la “generosità” di un animo femminile, il concetto della madre ed allo stesso tempo di tutto ciò che rappresenta quell’Universo variegato. Ma va anche oltre, in quanto incarna il “modello” delle personalità contenute in noi, nel nostro passato anche archetipico, della nostra ricchezza e complessità, della nostra psicologia, etc. sino a giungere al livello “seme” del neonato o, secondo me, a livello di “atomo permanente”.

“Sopravvenendo la morte, l’involucro atomico, accompagnato dal prana, si distacca dalla materia fisica densa e si ritira nel cuore, intorno all’atomo permanente. L’atomo permanente, l’involucro ed il prana s’innalzano allora lungo il Soushoumna-nadi secondario, raggiungono il terzo ventricolo del cervello, poi il punto di congiunzione tra la sutura parietale e quella occipitale, ed infine abbandonano il corpo. L’involucro atomico continua ad avvolgere l’atomo permanente fisico nel corpo causale, in attesa del giorno in cui dovrà essere formato un nuovo corpo fisico”.
Fonte: “Il doppio eterico” di A.Powell

Può essere questo “movimento” di energia che esce dal corpo fisico la ragione della mancanza di quei 21 grammi all’atto della morte? Perché no! Torniamo al discorso iniziale relativo al fuoco e leggiamo cosa riporta, ancora Powell:

Uno dei grandi vantaggi della cremazione è dato dal fatto che la distruzione del corpo denso toglie tutto in una volta al corpo eterico il suo centro di attrazione e ne assicura una rapida decomposizione… Se un uomo è tanto insensato da aggrapparsi alla Vita fisica ed anche al suo cadavere, la conservazione del cadavere, sia per seppellimento sia perché imbalsamato, costituisce per lui una grande tentazione e facilita i suoi deplorevoli intenti. La cremazione impedisce qualsiasi tentativo di anormale ricomposizione dei principi, sia pur parziale e temporanea. Inoltre, in certe forme ripugnanti di magia nera, fortunatamente rare almeno in occidente, si fa uso del corpo fisico in via di decomposizione; il corpo eterico di una persona morta può essere adoperato in infiniti modi. Tutte queste possibilità vengono evitate con la pratica igienica della cremazione. È assolutamente impossibile che il defunto senta l’azione del fuoco sul corpo abbandonato, perché – se la morte è effettiva – la materia astrale e quella eterica sono completamente staccate dal corpo fisico”.

Ecco perché gli "antichi" usavano bruciare i loro morti
. Essi sapevano “certe cose”. La cremazione è un atto di “pulizia” totale e un atto di estremo rispetto verso colui che ha abbandonato il corpo fisico.

C’è una scena, tra le tante, nell’ultima versione del “Canto di Natale” della Disney con Jim Carrey, che lascia senza fiato, essendo anche in versione 3D; ossia quando Ebenezer Scrooge guarda fuori dalla finestra e riesce a vedere, a distinguere, tutta la “materia" eterica, evidentemente ancora agganciata ai propri corpi che “riposano” nei cimiteri.

Tale “materia eterica” volteggia nell’aria, soffrendo per tutto ciò che ha fatto in Vita, smarrita, senza via di uscita da un “labirinto” costituito dal proprio passato, dalle proprie "colpe", dal proprio adattamento ad un “Antisistema” che li ha saputi modellare a proprio piacimento. Una scena davvero da brividi.

In quel film è contenuta una frase davvero sorprendente indirizzata verso la religione “imperante”. Sapete a quale frase alludo? Ve ne siete accorti durante la visione al cinema o nella vostra comoda dimensione domestica?

L’ignoranza che ci ha “avvolti” ha portato alla ideazione ed alla costruzione dei cimiteri, oggi un grande business da cavalcare anche dopo decine di anni dalla morte di una persona, ad esempio, tramite il venir meno della concessione, pagata profumatamente, relativa al “diritto” del corpo di rimanere sepolto nel luogo designato dai figli, parenti, secondo testamento, etc.

Insomma si continua a venerare il corpo, a identificare il proprio "caro" con ciò che è stato sotterrato nel cimitero.

L’atto della cremazione è definito potenzialmente "pericoloso" e, dunque, da assoggettare a leggi e decreti vari. Quando il Foscolo scrisse “I sepolcri” mise in luce l’editto napoleonico relativo alla “normalizzazione” delle sepolture, alla cui base c’erano evidenti ragioni di carattere igienico:

“I Sepolcri, o come lo intitolò il Foscolo, Dei Sepolcri è un carme composto da 295 versi endecasillabi sciolti, scritto tra il giugno e il settembre del 1806, pubblicato nel 1807 a Brescia. Nel 1804, il decreto napoleonico di Saint-Cloud aveva ordinato, per motivi igienici, la sepoltura dei morti al di fuori dalle mura cittadine in cimiteri costruiti appositamente e che avessero una tomba comune per tutti. Il poeta, di ritorno dal soggiorno nelle Fiandre, aveva discusso dell'argomento con l'amica Isabella Teotochi Albrizzi e soprattutto con Ippolito Pindemonte, che stava scrivendo il poemetto dal titolo I Cimiteri, per riaffermare il senso del culto cristiano… L'opera di Foscolo presenta un intento nuovo, rivolto soprattutto ad esaltarne la funzione civile”.

Fonte: Wikipedia

Perché la cremazione è stata abbandonata, soprattutto laddove è giunto il Cristianesimo?

“La cremazione è la pratica di ridurre, tramite il fuoco, un cadavere nei suoi elementi base (gas e frammenti ossei). Si tratta di una pratica molto antica: in Asia tale consuetudine si è mantenuta pressoché inalterata da millenni (si pensi all'India). Alcune culture antiche hanno creduto che il fuoco fosse un agente di purificazione e che la cremazione illuminasse il passaggio dei defunti in un altro mondo, o che ne impedisse il ritorno tra i vivi. Con la diffusione del Cristianesimo, la pratica della cremazione nell'impero romano decadde a favore della sepoltura. Anche se la cremazione non era esplicitamente un tabù fra i cristiani, era guardata con sospetto dalle autorità religiose e, a volte, apertamente osteggiata a causa della sua origine pagana greco-romana e per la preoccupazione che potesse interferire con la resurrezione del corpo e la sua riunione con l'anima. Un altro motivo più pratico del declino delle cremazioni fu quello della crescente penuria di legname alla fine dell'Impero Romano, materiale ovviamente indispensabile per la combustione dei cadaveri”.
Fonte: Wikipedia

Come possiamo notare ci sono sempre ragioni apparenti e non apparenti di vario tipo:
  • civili e di convivenza e, dunque, legate all’igiene
  • religiose e “umane” e, dunque, nel “rispetto” del defunto
  • pratiche e necessarie e, dunque, relative allo scarseggiare del legno per le pire funerarie
  • sottili e nascoste e, dunque, per complicare il percorso post mortem delle energie animiche in fase di rilascio del corpo fisico e relativo aggancio delle componenti eteriche alla dimensione densa, tramite la sepoltura
Sono infinite le vie che l’Antisistema conosce per mantenerci il più possibile legati a lui. È solo con una comprensione “superiore” che si può inquadrare certe antiche pratiche e la loro funzione e valenza “nascosta”.

La paura delle fiamme dell’Inferno ha allontanato l’uomo “moderno” persino dalle fiamme purificatrici della cremazione.


giovedì 26 agosto 2010

Osservare, ricolorando la propria "ignoranza".





Oggi farò “parlare” altre fonti…

“Tutto sta iniziando a cambiare mentre impariamo come fonderci e come iniziare a rimuovere tutte quelle illusioni di separazione tra gli umani sul pianeta Terra. Non è più tempo di segreti. Questo è il tempo in cui possiamo chiaramente vedere nei cuori gli uni degli altri ed anche nelle menti. È il tempo per ognuno di noi di innamorarci dell'umanità”.
Fonte: www.lightworker.it   

Non è più tempo di segreti! Parole sante

“Perché non c’è nulla di ciò che è nascosto, insegnano le Scritture, che non debba essere scoperto, né nulla di segreto che non debba essere conosciuto”.
Matteo X 26

Rispecchiamoci rispettosamente negli altri in “armonica risonanza”…

Colui che spera di capire la dottrina segreta dopo una semplice lettura, s’ingannerebbe molto. I nostri libri non sono scritti per tutti, ripetono i vecchi maestri, sebbene tutti siano destinati a leggerli. Infatti, ciascuno deve fare uno sforzo personale assolutamente indispensabile se desidera acquisire le nozioni d’una scienza che non ha mai cessato d’essere esoterica.  Per questa ragione, i filosofi, allo scopo di nasconderne i principii ai profani, hanno nascosto l’antica scienza col mistero delle parole e col velo delle allegorie”.

Non dimostriamoci “ignoranti” e presuntuosi nel far finta di non comprendere queste parole:

“… Le più belle scoperte, una volta cadute nel dominio popolare, distribuite senza discernimento fra le masse e sfruttate ciecamente da esse, si rivelano più nocive che utili. La Natura dell’uomo lo spinge volontariamente verso il male ed il peggio. Assai spesso quelle cose che potrebbero procurargli il benessere vanno verso il suo svantaggio e, in definitva, diventano lo strumento della sua rovina. I metodi di guerra moderni sono, ahimè! la più sconcertante e triste prova di questo funesto stato d’animo. Homo homini lupus”.

Per comprendere meglio l’oscurantismo che si è creato nel tempo:

“… avvolgendo di silenzio i loro lavori e ricoprendo con parabole le loro rivelazioni, i filosofi agiscono con saggezza. Rispettosi delle istituzioni sociali, non nuocciono a nessuno e conseguono la loro propria salvezza”.
Fonte: prefazione di Eugene Canseliet a “Le Dimore Filosofali” di Fulcanelli

Tutto è opportuno. La segretezza è stata opportuna. E non mi dimostrerò ignorante nell’affermare che è ora di “aprire i cancelli” e di rinnovare i contenuti alla Luce del Sole. Molte cose sono cambiate da quando l’umanità strisciava nel fango umiliandosi opportunamente. Mi sembra di ricordare, tra me, in me, il peso di quegli antichi tempi in cui l’uomo divise l’uomo. Fu un processo necessario per preservare la conoscenza dalla corruzione che si doveva esperimentare.

Fu un lavoro di squadra silente.

Le “onde” del tempo e dell’evoluzione spingono, a volte, in maniera contraria, dando l’illusione del fermarsi o del vuoto. È come al solito una questione di punto prospettico.

Da quale situazione abbiamo deciso di “osservare”? Le situazioni descrivono vette, asperità, depressioni, etc.

Da dove stiamo osservando?

Ricordiamo sempre che il nostro “occhio” determina la polarizzazione del terzo stato quantico della possibilità energetica, ossia la manifestazione della realtà, interpolando gli altri due stati di perfezione e imperfezione. La nostra osservazione determina il focus delle energie sottili che, aggregandosi opportunamente, formano il piano del percepibile. Questo piano è una aggregazione circolare di energia in cui la massa critica determina l’egemonia di un punto d’osservazione sull’altro. La nascita di un paradigma, di una forma pensiero cristallizzata. Del volere di un gruppo coeso su una moltitudine slegata, immemore, immatura, come dei frutti da lasciare ancora sull’albero al fine di maturare al Sole.

Chi me lo ha detto o chi me lo dice?

Ma cosa importa?

Chi crederebbe che l’umanità ha dovuto perdere quello che già la colmava per fare “spazio” a ciò che mai, altrimenti, avrebbe potuto attecchire? Sapete cosa? Lo sviluppo dell’intelligenza del sé. In che modo? Mischiando il proprio sangue… in ogni modo!

Ciò che abbiamo, non perduto, ma accantonato, dimenticato volutamente, come ad esempio la Chiaroveggenza, tornerà a noi, in noi, nel momento più opportuno. Ma il nuovo matrimonio darà luogo alla celebrazione della consapevolezza del “chi si è”, alla luce della fusione con l’intelligenza, nel frattempo, acquisita e maturata nei reami del libero arbitrio: nei luoghi tridimensionali in cui il “forte” alzando il maglio sul più “debole”, fermerà il proprio atto, comprendendone la sua del tutto inutile funzione e forma d’onda, mediante l’identificazione, la compassione e il senso quantico d’essere una sola unità. Comprendendo che l’azione della forza teletrasporta la propria essenza nel reame di un Ego da comprendere a sua volta, nelle proprie “cantine” ombrose da inondare di Luce. Allora il “forte” si vedrà rispecchiato nel “debole” e comprenderà con tutto se stesso che la violenza è solo auto violenza. È volersi male. Non accettare se stesso ancora prima dell’altro. Che l’altro ci tiene per mano, ci indica una via da percorrere domando la propria “rabbia”.

“Le statistiche commerciali considerano l’agricoltura soltanto un’attività economica. L’agricoltura intesa come stile di vita, come patrimonio, come identità culturale, come antico patto con la Natura, invece, non ha prezzo”.
Fonte: www.fao.org 

Ecco il processo intercorso, lo smarrimento a cui siamo volontariamente andati incontro. È questa frase, ovviamente, un frattale, una metafora. L’Agricoltura, intesa come tratto d’unione con le nostre “radici”, ha trovato identificazione con la sua mercificazione. Soppesata sulla bilancia e trasformata in valore economico, in denaro sonante. Denaro che, per molto tempo, aveva una equivalenza ed una garanzia con l’oro depositato nei forzieri reali. Denaro che, oggi, è divenuto intangibile, elettronico, virtuale… proprio come la sua valenza in termini d’oltretomba, di spirito.

Per non rimanere con un “pugno di mosche in mano”, l’Agricoltura e dunque l’uomo ed il ricordo di sé, deve tornare ad osservarsi da un punto diverso e superiore rispetto al solito.

Questo punto d’osservazione più elevato coincide con il “movimento” dell’Ascensione dimensionale… punto dal quale, l’ignoranza che tanto spaventa i detentori dell’antica sapienza, smette di sussistere.

Insieme siamo Uno. 

* L'opera di apertura d'articolo è di Maxwell Render - www.zerog.biz