martedì 16 febbraio 2016

Tu e “Tu” (1)


Sistema - AntiSistema.
Ci sono cose a portata di mano che tuttavia ci sfuggono. E quando ce ne accorgiamo sorge spontanea la domanda:
perché ci ho messo tanto a capire?
Perché evidentemente, prima, non era il momento giusto.
E la stessa “logica” vale per qualunque scoperta, grande o piccina che sia
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Perché ci ho messo tanto a capire? Perchè non sei tu, a decidere.
 
Chi decide, anche per te, quando è “il momento giusto”?
Chi ha deciso di “aprire le tratte commerciali per il continente pre colombiano”? Chi/cosa agisce, non osservato “qua, così”, in maniera totale e dominante, deviando – ad hoc – il corso originale della tua orbita/destino?
  • ci sono cose a portata di mano che tuttavia ci sfuggono (come il Dominio)
  • e quando ce ne accorgiamo sorge spontanea la domanda: perché ci ho messo tanto a capire? (perché il Dominio non lo intende)
  • perché evidentemente, prima, non era il momento giusto (quando ti accorgerai, evidentemente, del Dominio, dunque? Quando sarà il momento se, questo momento... non è permesso dal Dominio?) 
  • e la stessa “logica” vale per qualunque scoperta, grande o piccina che sia (certamente, è così, perché il Dominio domina indisturbato, limitandosi ad ispirare e ad “agire per delegazione frattale espansa”, ossia, anche per mezzo di ciò che – da qualche giorno – la scienza ufficiale afferma di avere “scoperto/intercettato/rilevato strumentalmente”: le onde gravitazionali, che sono una parte misurabile dell'effettiva legge, strumento, memoria, frattale espansa).
      
L’immagine degli anelli di Saturno, è la riprova frattale espansa, dell’esistenza della frattalità espansa (allo stesso modo della "scoperta" delle onde gravitazionali, generate dallo scontro fra due buchi neri, che permette - anche - di "provare" l'esistenza dei buchi neri: prendendo "due piccioni con una fava"):
il suo fermo immagine, condensato nel reale manifesto.

Anelli di "propagazione"... con la Terra, nella "loro" giurisdizione.
Nulla succede per caso” se… “non si lascia nulla al caso”…
Quando giunge il "momento"? Quando “serve”. A chi/che cosa?
Al Dominio.
Immagina, a qualsiasi coordinata, il perché mai… un principio assoluto (capo supremo, imperatore, Papa, re, faraone, etc.) dovrebbe accettare di dividere il proprio potere con te, ad esempio.
Se, a livelli inferiori, ciò lo ha registrato la storia deviata – nella forma della decaduta, però, del tal principio supremo – a livello superiore, dominante, questo non accade mai, oppure, accade nella misura in cui, ora, non lo ricordi più (comunque, riguarda sempre una decadenza e conseguente successione – di egual stampo – piuttosto che un innalzamento del grado di giustizia, di/in una realtà manifesta sempre... "di marca gerarchica").
La democrazia è un’altra variante, ad immagine e somiglianza, del piano inclinato (piramide). Un camuffamento di parte, preso "così come sembra", dalla Massa intera che consegue, sopravvivendo.



- Questa unità trasforma il cibo… in elastina. E in un altro scomparto… riesce a demolire il glutine.
- È proprio necessario?
- Perché funzioni? No. Ma perché non creare l’illusione più accurata possibile?

Uncanny
“Il momento giusto, quando arriva?”…
Lavazza Crema e Gusto… Ogni momento è giusto! Per davvero.
Quando parlo del Lavazza crema e gusto, complice la pubblicità e gli spot televisivi, non riesco a fare a meno di completare la frase con “…ogni momento è quello giusto”.
In realtà però, più che uno slogan, si tratta di una realtà, di un’osservazione più che valida
Un prodotto unico nel suo genere e che per questo motivo mi spinge a dire che, per una tazzina di caffè di questa miscela, ogni momento è davvero quello giusto.
Grazie alla tostatura “Dark” di questa incredibile miscela, riuscirete ad assaporare direttamente a casa vostra e con una semplice e tradizionale moka, il gusto di un espresso italiano al di fuori da ogni schema.
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  • complice la pubblicità e gli spot televisivi, non riesco a fare a meno di
  • si tratta di una realtà, di un’osservazione più che valida
  • un prodotto unico nel suo genere e che per questo motivo mi spinge a
  • ogni momento è davvero quello giusto
  • grazie alla tostatura “Dark” di questa incredibile miscela, riuscirete ad assaporare direttamente a casa vostra e con una semplice e tradizionale moka, il gusto di un espresso italiano al di fuori da ogni schema.

Se utilizzi la lente frattale espansa (by SPS: perché, per ora, è l’unica fonte che si è accorta della frattalità espansa), tutto riassume valenze diverse e “non vedi più come prima”. 
Cambi, ossia, in atteggiamento e – lo sai che – l’atteggiamento è ciò che ti incarna nell’esempio vivente, in grado di incidere nel reale manifesto (la via per la grande concentrazione di massa).
Tutto (tutto) riassume valenze diverse, rispetto allo status quo, ossia:
  • non c’è cambiamento manifesto/visibile/reale
  • sino a quando
  • non lo incarni, prima tu.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo…”.
Gandhi
Cometa o... Volador?
Più sottilmente, non si tratta nemmeno di un “cambiamento (dalla tua prospettiva)”, bensì, di un ripristino – nel reale manifesto – di ciò che “già sei, nel potenziale e nel tuo più autentico passato”.
Per la mente “cambia”.
Non per te, nella tua essenza centrale potenziale, che è già qualsiasi scenario.
Per la mente “cambia”:
se tu fornisci punti cardinali diversi, rispetto al “qua, così”.
I riferimenti cardinali, mentali, fanno la differenza anche in compresenza di forza dominante, non manifesta (disconnessione dal segnale portante).
La mente "libera da vincoli" attinge dal potenziale (alternativa sostanziale, rispetto ad ogni abitudine), piuttosto che dallo status quo… “arido di autentica scelta altra”.
Perché è molto più complesso “auto installare”, in sé, una abitudine positiva, piuttosto che negativa?
Perché, evidentemente, qualcosa lo impedisce e/o favorisce.
   
Non manifesto, nel buio dello Spazio.
Che cosa? 
Il Genio frattale espanso, la delegazione frattale espansa, le “onde gravitazionali” del Dominio. La sua intenzione, strategia intelligente. Il suo grande centro di massa. La sua compresenza non registrata, tuttavia, esistente... seppure non manifesta, alla coordinata che – guarda non caso – non riesci più a mettere a fuoco.
È la mente che si programma in un predeterminato modo, “causale… senza causa apparente”.
  
Un sottile principio di “pace naturale”, che lascia sempre aperta la via alla “spiegazione del giorno dopo (allo stesso modo, per mezzo del quale – il giorno dopo – ti dicono tutto relativamente al perché, ad esempio, la contrattazione borsistica – del giorno prima – è andata come è andata. La simbologia concreta dello svantaggio della Massa e del relativo vantaggio – su/in ogni fronte – del Dominio).
    
Pensa differente”:
“Think different.” è uno slogan di Apple Computer in uso tra la fine degli anni novanta e l'inizio degli anni 2000, coniato dall'agenzia pubblicitaria Tbwa\Chiat\Day di Los Angeles…
Apple attualmente non ha una tag-line di uso estensivo, e i suoi spot normalmente terminano con una silhouette del marchio Apple…
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Apple attualmente non ha una tag-line di uso estensivo, e i suoi spot normalmente terminano con una silhouette del marchio Apple (ormai, serve/basta solo il "marchio", perchè la Massa lo riconosce fra tutti).
    



Quando un termine/mantra, rientra nei termini della pubblicità, risulta come disinnescato. Perché? Perché, a quel punto, la tua “forza” deve aumentare per far sì che:
funzioni, lato tuo.
Perché, la pubblicità si impossessa di tutto.
  
Anche del valore più assoluto, puro, neutro, della tal “formula”.
Da quel momento, in poi – se non sei in grado di produrre il “vuoto” – quando userai quella tal espressione, la mente richiamerà – allo stesso tempo ed in sovrapposizione – il relativo spot pubblicitario, diluendo e disinnescando, così, la tua capacità di puntamento e concentrazione.
Lo stesso vale, dunque, anche per il famoso “ogni momento è quello giusto, perché richiamerai alla mente l’immagine pubblicitaria del caffè, che risulterà oltremodo disturbante per la tua capacità di poter incidere nel/il reale manifesto, attraverso il tuo – e solo il tuo – intento.
  



Reti di trasmissioni.
Il firewall è, ormai, ambientale. Poiché, il Dominio è:
non rilevato da “te”, per mezzo della “tua” mente.
Che cosa significa “pensare diversamente”?
Significa, non necessariamente, immaginare sempre e solo nuovi modi per fare soldi, ad esempio. Riesci dal tunnel
Ecco un pensiero neutro, rispetto al “metodo scientifico”, ad esempio. Una voce davvero fuori dal coro. Un buon “incipit”, relativo ad “un’altra storia”, all’interno della quale è tutto diverso, perché disciolta dal potenziale e non dal Dominio (alternativa sostanziale vs scelta dominante).
Mi sono accorto che mangio e bevo, “per andare in bagno”. E se non vado in bagno, sto male, quindi mangio e bevo... in maniera tale “da andare in bagno”. Ma a che serve, allora, mangiare e bere? Se bevo un bicchiere di acqua, dopo trenta minuti vado in bagno ed espello sostanza liquida chiara e trasparente. Sembra che l’acqua scenda in me e poi venga espulsa, senza fare null’altro, come per passare del tempo, mentre il tempo passa…
Se ti fermi alla componente del giudizio, “qua, così” decadi nella “tua” parte, che reciti di conseguenza, senza nemmeno rendertene conto. Per cui, evita di giudicare ciò che – ad esempio – stai leggendo.
Meglio: “pensa differente”.
“Qua, così”… il momento è quello giusto, quando è utile al Dominio. 
 
Inverti questa tendenza. Vai "contro corrente", sino a quando sarai in grado di indirizzarla...
Questa è la porta d’ingresso, l’autorizzazione non scritta, al far sì che “le cose possano accadere e, dunque, possano anche essere… scoperte/inventate/rilevate”.
  
Manutenzione al... centro.

Nel solco dell’aratro, dunque, non c’è mai autentico cambiamento.
Ma, la trasformazione in loop, su chiave orbitale diversa, in maniera tale da rendere il presente apparentemente diverso dal passato.
La dimenticanza, poi, è una costante che mantiene il futuro sempre allineato al presente ed al passato (anche se i tempi sembrano non coincidere affatto, perché “non vivi più nelle caverne”).
Il 22 settembre 2011 (il mese di settembre è diventato centrale nella manifestazione di eventi globali, perlomeno da quando - la memoria è diventata sensibile e la “finestra” è rimasta aperta - nel 2001, le torri gemelle sono state demolite, deflagrando su se stesse, con ancora dentro circa tremila persone. Una caso? Per nulla affatto) al mondo intero è stata trionfalmente annunciata questa epocale notizia
  

"Neutrini più veloci della luce". Messo in discussione Einstein.
Clamorosi risultati di uno studio del Cern e dell'Infn guidato da un fisico italiano:
particelle sparate da Ginevra al Gran Sasso hanno infranto il muro considerato invalicabile dalla fisica. Margherita Hack: "Sarebbe una rivoluzione"…
I risultati, se confermati, possono rimettere in discussione le regole della fisica cristallizzate dalle teorie di Albert Einstein, secondo le quali niente nell'universo può superare la velocità della luce.
Un gruppo di ricercatori del Cern e dell'Infn guidato dall'italiano Antonio Ereditato ha registrato che i neutrini possono viaggiare oltre quel limite. Le particelle hanno coperto i 730 chilometri che separano i laboratori di Ginevra da quelli del Gran Sasso a una velocità più alta di quella della luce.
Il muro è stato infranto di appena 60 nanosecondi.
Eppure, il risultato è talmente destabilizzante che il team di ricerca ha atteso ben tre anni di misurazioni per sottoporlo all'attenzione della comunità scientifica.
"Abbiamo passato sei mesi a rifare i calcoli", racconta Dario Autiero, responsabile dell'analisi delle misurazioni.
Per giustificare la discrepanza sono stati presi in considerazione persino la deriva dei continenti e gli effetti del terremoto dell'Aquila del 2009. "Siamo abbastanza sicuri dei nostri risultati", spiega Ereditato, "ma vogliamo che altri colleghi possano verificarli e confermarli".
E le prime reazioni non tardano ad arrivare:
secondo il Centre national de la recherche scientifique francese, se fosse confermata la scoperta sarebbe "clamorosa" e "totalmente inattesa" e aprirebbe "prospettive teoriche completamente nuove".
Anche per l'astrofisica Margherita Hack si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione perché, osserva, "finora tutte le previsioni della teoria della relatività sono state confermate".

Secondo la teoria della relatività ristretta, elaborata da Einstein nel 1905, la velocità è una costante, tanto da essere parte della celeberrima equazione E=mc², dove E è l'energia, m la massa e c, appunto, la velocità della luce.
La relatività, spiega ancora la Hack, "prevede che se un corpo viaggiasse ad una velocità superiore a quella della luce dovrebbe avere una massa infinitamente grande. Per questo la velocità della luce è stata finora considerata un punto di riferimento insuperabile".

Tra l'altro, la teoria della relatività implica l'impossibilità fisica delle traversate interstellari e dei viaggi nel tempo, finora inesorabilmente relegati alla fantascienza e ritenuti irrealizzabili dalla scienza. Ora tutto ciò potrebbe cadere. "Ma io non voglio pensare alle implicazioni", si affretta a precisare Ereditato. "Siamo scienziati e siamo abituati a lavorare con ciò che conosciamo".

La velocità delle particelle è stata misurata dal rivelatore Opera, dell'esperimento Cngs (Cern NeutrinoS to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern di Ginevra e raggiunge i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare.
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  • i risultati, se confermati, possono rimettere in discussione le regole della fisica cristallizzate dalle teorie di Albert Einstein, secondo le quali niente nell'universo può superare la velocità della luce
  • il risultato è talmente destabilizzante che il team di ricerca ha atteso ben tre anni di misurazioni per sottoporlo all'attenzione della comunità scientifica. "Abbiamo passato sei mesi a rifare i calcoli", racconta Dario Autiero, responsabile dell'analisi delle misurazioni
  • la velocità è una costante, tanto da essere parte della celeberrima equazione 
  • per questo la velocità della luce è stata finora considerata un punto di riferimento insuperabile 
  • la teoria della relatività implica l'impossibilità fisica delle traversate interstellari e dei viaggi nel tempo, finora inesorabilmente relegati alla fantascienza e ritenuti irrealizzabili dalla scienza 
  • ora tutto ciò potrebbe cadere...
   

La somiglianza è apparenza.
Ancora, il 23 settembre 2011, viene annunciata la conferma ufficiale della “scoperta”
Neutrini più veloci della luce. C'è la conferma ufficiale.
C'è la conferma ufficiale:
la velocità della luce è stata superata.
I neutrini sono più veloci della luce di circa 60 nanosecondi. Il risultato è ottenuto dall'esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern verso i Laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn)…
I dati dimostrano che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità attesa.
L'analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce. Un comunicato del centro ginevrino annuncia che i risultati saranno presentati oggi a Ginevra in un seminario alle 16…
"Questo risultato è una completa sorpresa", ha osservato il responsabile del rivelatore Opera, il fisico italiano Antonio Ereditato dell'università di Berna, commentando i dati che dimostrano che è stata superata la velocità della luce.
"Dopo molti mesi di studi e di controlli incrociati - ha detto - non abbiamo trovato nessun effetto dovuto alla strumentazione in grado di spiegare il risultato della misura. Continueremo i nostri studi e attendiamo misure indipendenti per valutare pienamente la natura di queste osservazioni"…
"Lavoro di gruppo". Con Ereditato lavorano circa 160 ricercatori di 30 istituzioni e 11 Paesi...
Come avete accolto i dati? "Siamo molto meno eccitati dei media. Certamente ci rendiamo conto che questa scoperta colpisce l'immaginario collettivo, ma per noi è stata una misura di precisione lungo un percorso alla fine del quale eravamo convinti di trovare un risultato negativo. Scoprire che non era così è stata una grossa sorpresa".
"Una nuova costante dell'universo".
"La percezione, ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Roberto Petronzio, è che "si possa cominciare a ragionare su una nuova scala e che si entri in un territorio sconosciuto della fisica, nel quale si potrebbero incontrare, per esempio nuove dimensioni o addirittura una nuova costante fondamentale dell'universo".
Con la possibilità di superare la velocità della luce entrerebbe in crisi uno dei punti di riferimento della fisica contemporanea.
Le costanti dell'universo hanno infatti un valore universale e indipendente, veri e propri capisaldi che modellano la visione dell'universo.
"È possibile - ha rilevato Petronzio - che i nuovi dati sulla velocità della luce possano essere la spia dell'esistenza di una nuova costante. È stata infatti osservata una deviazione rispetto a una scala. Per esempio, la famosa particella di Dio, ossia il bosone di Higgs per il quale esiste la massa, dovrebbe essere rilevabile all'interno di una scala di energia e, se i dati raccolti dal Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra dovessero dimostrare che non si trovi lì si aprirebbe una nuova pagina per la fisica.
"Nel caso della velocità della luce, l'anomalia osservata e presentata oggi sarebbe ancora più importante rispetto alla scoperta o meno del bosone di Higgs in quanto - ha concluso - riguarderebbe le proprietà generali dello spazio-tempo".
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Riguarderebbe le proprietà generali dello spazio-tempo... (il cardine).
"La percezione... è che si possa cominciare a ragionare su una nuova scala e che si entri in un territorio sconosciuto della fisica, nel quale si potrebbero incontrare, per esempio nuove dimensioni o addirittura una nuova costante fondamentale dell'universo".
“Pensa differente”.
Se lo fai, lo sei e se lo sei, lo fai.
Ora, visto che “qua, così” non sei, se lo fai, lo sei.
Ergo:
per il Dominio è utile (serve) tutto ciò?
  • : per creare nuovo potenziale di disillusione, nel momento in cui la scoperta viene cassata, da nuovi dati ufficiali (disinnesco)
  • no: perché crea sinapsi, che permettono di “andare in senso contrario, rispetto allo status quo”.
Ma, il disinnesco ha avuto la meglio, perchè preventivo:
per noi è stata una misura di precisione lungo un percorso alla fine del quale eravamo convinti di trovare un risultato negativo
scoprire che non era così è stata una grossa sorpresa...
  
    
E infatti.
Era l’8 giugno 2012 e succedeva che…
I neutrini dal Cern al Gran Sasso confermano il limite della velocità della luce.
Dormiamo pure sonni tranquilli, la velocità della luce resta un limite non superabile, almeno per adesso.
Lo confermano i quattro più importanti esperimenti di fisica dei neutrini attualmente in svolgimento in Europa, fra Ginevra e Gran Sasso. Così, con una nutrita serie di comunicazioni al 25esimo Congresso di Fisica nucleare a Kyoto, Giappone, finisce definitivamente una querelle sorta nel settembre 2011 e l'illusione di aver trovato una "nuova fisica".
Si era fatto un gran parlare di una scoperta allora annunziata da un'intervista ad uno dei fisici italiani più stimati, Antonino Zichichi, oltre che da una conferenza stampa del responsabile della collaborazione fra Cern di Ginevra e Gran Sasso, Antonio Ereditato. I neutrini sparati, come dicono i fisici, dal mega acceleratore di particelle Lhc di Ginevra erano arrivati al Gran Sasso in (molto) men che non si dica, prima di quanto avrebbe fatto la luce. Una scoperta eccezionale e molta della fisica più ardita, quella einsteniana, da rivedere:
se c'è qualcosa che va più veloce della luce c'è tutto un mondo da rivedere e uno nuovo da scoprire.
Scalpore, sorrisi ma anche discussioni accesissime via rete fra i fisici di tutto il mondo e differenze di vedute anche nel nutrito gruppo dell'esperimento Opera, decine e decine di ricercatori, sull'opportunità di uscire con un annuncio, prima di fare tutte le possibili controprove immaginabili.
Riassumiamo:
i neutrini sono particelle elementari, ipotizzate e battezzate all'epoca da grandi fisici del secolo scorso come Ettore Majorana e Enrico Fermi, dalle proprietà difficili da studiare, dato che sono estremamente elusivi e interagiscono pochissimo con le altre particelle, soggetti come sono solo alla forza nucleare debole che agisce su distanze incredibilmente piccole per noi.
Quindi se un neutrino non arriva a quella micro distanza da un'altra particella non scambia interazione, per lui il mondo è insomma ampiamente "trasparente", difficilissimo tendere una rete per "pescarli".
Opera è un gigantesco esperimento che si svolge nelle viscere del Gran Sasso, il potente e suggestivo laboratorio dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove recentemente Marco Paolini ha recitato un Galileo tanto strano quanto indimenticabile. Centinaia e centinaia di computer, attrezzature, chilometri e chilometri di cavi e ovviamente i "rivelatori, la rete per pescare i neutrini.
Su Opera vengono inviati dal grande centro di ricerche nucleari europeo di Ginevra, il Cern, dei fasci di neutrini con una durata temporale di pochi nanosecondi. Arrivano al Gran Sasso, distante 730 chilometri in un batter di ciglia, dato che la luce viaggia a 300.000 chilometri al secondo. Bene a settembre scorso sembrava che la luce fosse arrivata "dopo" i neutrini, magari di un tempo che a noi fa sorridere, 60 nanosecondi, cioè miliardesimi di secondo, ma comunque una bomba:
più veloci della luce.
Inviti alla prudenza, verifiche da fare e così via.
Effettivamente si trovò, mesi dopo, che un cavo ottico forse malmesso e certamente accoppiato malamente con una scheda di elettronica dava esattamente luogo a un ritardo di quell'ammontare.
Con la coda fra le gambe al Progetto Opera si ammetteva l'errore e si faceva rimarcare l'assoluta onestà del metodo e dei partecipanti. Nessun dubbio su questo. Ereditato se ne andava nel marzo scorso.
"La ripetizione dell'esperimento effettuata una settimana fa – ci dice dal Giappone dove è per l'importante Congresso Lucia Votano, direttore dei Laboratori Infn del Gran Sasso – con un nuovo fascio di neutrini arrivato da Ginevra ci mette in tutta sicurezza; tutti e quattro gli esperimenti del gran sasso Borexino, Icarus, Lvd e Opera, ci confermano quanto pensavamo:
la velocità della luce non viene superata".
Peraltro a Kyoto la Votano ha parlato anche della scoperta sempre effettuata al Gran Sasso, della proprietà di questo fascio.
Nonostante i tempi ridicoli in cui viene coperto il percorso Ginevra Cern, sui millesimi di secondo, molti neutrini sono riusciti a "cambiare aspetto, passando da una all'altra delle forme che si conoscono per questa particella che sembra il mitico Fregoli, trasformista per antonomasia vissuto fra otto e novecento.
Quel che possiamo dire, con il direttore scientifico del Cern, l'italiano Sergio Bertolucci, è che l'importanza e bontà del metodo, e aggiungiamo noi dell'onestà intellettuale, alla fine vince.
Certo, galeotto fu il cavo e chi lo stese, ma anche chi ci incespicò prematuramente.
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Previeni. Non reagire…”.
Uncanny
  • effettivamente si trovò, mesi dopo, che un cavo ottico forse malmesso e certamente accoppiato malamente con una scheda di elettronica dava esattamente luogo a un ritardo di quell'ammontare
  • con la coda fra le gambe al Progetto Opera si ammetteva l'errore e si faceva rimarcare l'assoluta onestà del metodo e dei partecipanti. Nessun dubbio su questo. Ereditato se ne andava nel marzo scorso
  • la ripetizione dell'esperimento effettuata una settimana fa… ci mette in tutta sicurezza; tutti e quattro gli esperimenti del gran sasso Borexino, Icarus, Lvd e Opera, ci confermano quanto pensavamo: la velocità della luce non viene superata (come il dieselgate, insegna, l'elettronica è anche il mezzo della misura. E la non località, insegna che: il controllo può avvenire anche wireless. Inoltre, se la  misura è così sensibile/dipende da un cavo malmesso, allora la misura è sempre... di parte. Oltre a tutto, ti devi fidare di quello che ti dicono e "non ci capisci nulla, di quello che fanno")
  • certo, galeotto fu il cavo e chi lo stese, ma anche chi ci incespicò prematuramente
  • scalpore, sorrisi ma anche discussioni accesissime via rete fra i fisici di tutto il mondo e differenze di vedute anche nel nutrito gruppo dell'esperimento Opera, decine e decine di ricercatori, sull'opportunità di uscire con un annuncio, prima di fare tutte le possibili controprove immaginabili
  • il risultato è talmente destabilizzante che il team di ricerca ha atteso ben tre anni di misurazioni per sottoporlo all'attenzione della comunità scientifica. "Abbiamo passato sei mesi a rifare i calcoli"
   

Confermare un “limite fisso, inarrivabile per te”, equivale all’auto mantenerti stabile nel “qua, così”
In maniera tale da non cambiare i vincoli sui quali poggia l’assunto reale manifesto.
L’interesse per questa condensazione e fissazione della possibilità, ti conferisce a livello frattale espanso l’immagine (idea), che ti ritrovi in “qualcosa di rinchiuso su se stesso, solo perché asservito all’intenzione del più forte (che non c'è, ma esiste)”.
Onde gravitazionali scommessa anche per l'industria
Dalla ricerca sulle onde gravitazionali potrebbero arrivare ricadute fondamentali, oltre che per la conoscenza, per l'industria italiana.
"Abbiamo sviluppato tecnologie ottiche, meccaniche, nel settore dei sensori e nei sistemi di controllo. Non vediamo immediatamente le ricadute, ma arriveranno, come è accaduto per le missioni Apollo", ha detto oggi a Roma Fulvio Ricci, responsabile della collaborazione Virgo, che con Ligo ha visto le onde gravitazionali e alla quale l'Italia partecipa con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn)…
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Abbiamo sviluppato tecnologie ottiche, meccaniche, nel settore dei sensori e nei sistemi di controllo. Non vediamo immediatamente le ricadute, ma arriveranno, come è accaduto per le missioni Apollo (l’interesse è scalare: a strati temporali, che rilasciano versioni successive di sé, nella generale attesa, nella obsolescenza programmata, nello status quo, nell’assenza di alternativa sostanziale, etc.).
  • cambiare tutto, per non cambiare niente (“Squadra che vince, non si cambia”)
  • tutto a posto e niente in ordine (le prospettive sono due: la “tua” e la tua)
  • tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il mare (vuoto, firewall ambientale, Dominio).
Effettivamente si trovò, mesi dopo, che un cavo ottico forse malmesso e certamente accoppiato malamente con una scheda di elettronica dava esattamente luogo a un ritardo di quell'ammontare
Ereditato se ne andava nel marzo scorso…
   
 
Morto Fleischmann, padre della “fusione fredda”. Mai provata scientificamente
All'annuncio, nel 1989, però seguirono diversi tentativi di replicare l'esperimento da parte di altri scienziati, tutti falliti, al punto che la fusione fredda fu definita "scienza spazzatura".
Da allora i due ricercatori hanno continuato gli esperimenti senza clamore fino al 1997, abbandonando poi del tutto il progetto
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La storia si ripete” se glielo consenti sempre (proposizione lato tuo)
Il caso non esiste” se non lasci nulla al caso (proposizione lato “tuo”).
Ecco la differenza che esiste tra:
  • tuo (con te al tuo centro, centralmente, presente e pilota di te, in te. Terzo stato proprio)
e
  • “tuo” (conseguente alla compresenza non manifesta del Dominio).
Il decadimento dell’essere, nell’avere, corrisponde alla “sfumatura sostanziale”
tuo & “tuo”.
Sono solo curioso di sapere come mai il tuo amore per l’innovazione sia così limitato. Se ami la scienza applicata, perché accontentarsi solo di ammirarla? La tua interazione finisce quando hai scritto il tuo articolo.
E così… finisci con il valutare in modo superficiale la nuova tecnologia.
L’amore non dovrebbe essere senza limiti? L’amore per qualcosa di così astratto come la scienza, non dovrebbe farti desiderare di immergertici? Di diventarne un tutt’uno? Non dovresti perseguirlo come non ci fosse altro al mondo? Come puoi lasciare che la paura dell’ignoto comprometta tale emozione?
Uncanny

Ciliegina sulla torta?
   


Gli ingegneri del Cern devono trovare e disconnettere 9.000 cavi obsoleti.
Il Cern, dimora del Large Hadron Collider, ha in serbo grandi piani per aggiornare il più grande acceleratore di particelle del mondo nei prossimi anni. Tuttavia, gli ingegneri che lavorano al progetto devono prima risolvere un problema:
non c’è spazio per nuovi cavi negli iniettori che accelerano le particelle prima che queste entrino nel Lhc.
In passato, quando aggiungevano o aggiornavano le componenti degli acceleratori, spesso gli ingegneri sostituivano anche i cavi che le connettevano. Nel processo, lasciavano al loro posto i vecchi cavi che non venivano più utilizzati. Ora c’è un groviglio di cavi obsoleti che impedisce l’installazione di quelli nuovi, necessari per il prossimo aggiornamento dell’acceleratore.
Per fare spazio, gli ingegneri del Cern hanno intenzione di individuare e rimuovere i cavi vecchi e inutilizzati. Tutti e 9.000.

Distinguere i cavi funzionanti da quelli fuori servizio in uno degli esperimenti più impegnativi e costosi della storia alza non poco la posta in gioco.
Stacca il cavo sbagliato e se ti va bene perdi capacità nel monitoraggio dati. Nello scenario peggiore, scolleghi un cavo fondamentale per la sicurezza e l’acceleratore smette semplicemente di funzionare.
“Ecco perché è un’operazione delicata da completare - perché il minimo errore potrebbe causare problemi gravi nel momento del riavvio dell’acceleratore,” mi ha spiegato Sébastien Evrard, l’ingegnere meccanico a capo del progetto di pulizia.
Ecco con cosa hanno a che fare.

Il Cern vuole installare cavi nuovi come parte del Lhc Injectors Upgrade Project (Liu), uno dei progetti fondamentali previsto per la prossima fase di spegnimento del Lhc, nel 2019. In preparazione, il team da 60 persone di Evrard sta affrontando le matasse di cavi relative a tre degli iniettori del’acceleratore: il Proton Synchrotron Booster (PS Booster), il Proton Synchrotron (PS), e il Super Proton Synchrotron (SPS).
Fanno tutte parte di una catena di macchine che accelera le particelle nei fasci che poi raggiungono il Lhc.

Ovviamente, in un mondo ideale, avremmo rimosso i cavi vecchi e inutili prima di installare quelli nuovi, ma così non è stato” ha detto Evrard. “Oggi, tutti i contenitori di cavi - le canaline - sono stracolmi e non possiamo riempirli ulteriormente.”...

Evrard ha detto che, su carta, il team ha identificato circa 3.000 cavi obsoleti per ogni iniettore - 9.000 in totale...

Ogni cavo del PS Booster è lungo circa 50 metri e si estende a partire dagli edifici di superficie del Cern di Ginevra fino all'iniettore sotteraneo.

Il processo di ricerca e rimozione dei cavi è molto scrupoloso e per nulla allettante; a quanto pare, per Evrard convincere i tecnici a intraprendere questo titanica operazione di pulizia è stato difficilissimo, tuttavia la partenza dei nuovi progetti l’ha resa indispensabile.

I cavi da rimuovere sono generalmente associati a sistemi di controllo e di sicurezza che si sono evoluti notevolmente dal punto di vista tecnologico a partire dalla fondazione del Cern nel lontano 1954. Il protosincrotrone, il più vecchio dei tre acceleratori parte del progetto, è stato avviato per la prima volta nel 1959, molto prima che venisse costruito il Large Hadron Collider.

Le funzioni a cui erano destinati i vecchi cavi erano estremamente varie, dal trasportare dati prodotti da un acceleratore all’inviare il segnale di apertura di una valvola parte di un sistema di aspirazione, tanto per fare degli esempi. I cavi di alimentazione di grandi dimensioni, invece, non saranno rinnovati - sono stati concepiti per continuare a funzionare fino a quando la struttura sarà smantellata.

Evrard ha spiegato come il Cern nel corso degli anni abbia adottato l’abitudine "poco raccomandabile" di accumulare i nuovi cavi sopra quelli vecchi senza rimuoverli.
Questa pratica rende la rimozione dei cavi vecchi molto più complicata di quanto si potrebbe pensare...

Gli ingegneri hanno dato il via all’operazione in giugno facendo riferimento a un database che include caratteristiche tecniche, funzione e posizione di ogni cavo del Cern. "Ma naturalmente il database non è affidabile al cento per cento, questo significa che dovremo individuare la corretta localizzazione dei cavi obsoleti e verificare se sono ancora in uso," ha spiegato Evrard, "in queste due ultime settimane, abbiamo rilevato che circa il due per cento dei cavi ritenuti in precedenza obsoleti in realtà sono ancora in funzione e ci attendiamo che valga lo stesso anche per i rimanenti."

Prima che gli acceleratori vengano rimessi in moto alla fine di febbraio, tutte le attrezzature saranno controllate e ricontrollate per assicurarsi che tutto funzioni. Eppure, anche allora, questa operazione dalle proporzione epiche sarà ancora lontana dal concludersi.
"Quest’anno abbiamo iniziato la pulizia ma proseguiremo con il lavoro durante ogni stop tecnico annuale fino alla fine del 2020," ha concluso Evrard, "non è una questione che si risolve in un anno; di fatto ci vorranno quattro anni per portarla a termine: non per niente la definisco un impresa titanica."
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Serve altro? Su cosa si basa "tutto"?
   


Te lo dice Einstein stesso (il quale "non c'è più", mentre le "sue" teorie si sono materializzate ad immagine e somiglianza del Dominio).
  
A/su quale "frequenza sei sintonizzato/a, qua, così"?
     
Accorgiti...
              
Davide Nebuloni 
SacroProfanoSacro 2016/Prospettivavita@gmail.com 
"Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio". Emile Couè 

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