Chi è “Panico”? E, chi ha attaccato?
“Chi è Tatiana?...”.
Chi è il Bandito? Da cosa è stato bandito. Perché attacca? Attacca chi, poi? Panico? Non si sa. Panico!
Il bandito seiancheTe. Il Bandito, però, è l'oro!
Non sai mai niente = sai sempre “tutto”. Cosa? Quello che “serve”.
Dove? Nel (qua, così) ma “niente”.
La sai oramai la “sintassi”. Ma il significato?
La sostanza, uhm: de che. Lo “stile” è quello solito: alla SPS. Ognuno de-scrive al proprio modo, del resto. Ognuno. Però, allaggente piace d+ un certo modo, piuttosto che ogni altro.
Soffitto a cassettoni (Oltre) Perché, se ognuno è diverso. La tendenza...
Embè; vorrà dire che ognuno è “diverso”. Ancora “fra virgolette”. Ancora la stessa “noia”. Anche se è arrivato lo 2026; l’ennesimo “anno di…” Grazia. Cioè, il periodo spaziale che intercorrerà o “tempo” è proprietà di…, o dedicato a…, Grazia? E chi è, vieppiù?
Sargassi.
Per mille balene o fulmini. O, per la barba di Giove! Per la sua barba… cosa? Dove stanno le 1000 balene e i fulmini? Perché “si dice così”. No?
Aderisci a…, perché lo fan tutti.
Automatico = automatica-mente. Con la mente in automatico. Con il pilota automatico inserito. Modalità “dormi che non ti passa”. Mentre, durante la veglia devi lavorare perché, se no… ndo’ vai (qua, così).
Questo alimenta un vortice vizioso. L'ideale per/di qualcuno!
Qualcosa che ti ha, perché qualcosa ti ha, perché qualcuno ti ha, ma “niente”. Sognare di rifare il servizio militare, però… gli altri, la sera, se ne vanno tutti a casa. E la camerata si svuota. Ancora una volta, solo! L’incubo, del resto, non sarebbe un incubo. Logico. Solo (lontano da…), perché nuovamente a militare, in una struttura che si svuota di sera, la notte:
lasciandoti doppiamente solo. Isolato!
Ma guarda un po’ la “combinazione”. Solo coi i “tuoi” pensieri, che si trasformano in una falce di luna, affilata come i denti di un carnivoro convinto dai meccanismi di “natura”. Chi è stato bandito? Il Bandito è Oltre: come la direzione di provenienza di ogni incubo.
Come ogni missione che giunge sull’Iran o a Gaza, ad esempio ma causalmente, sempre (qua, così).
La rivelazione: lo “Innominato”. L’attacco dei giganti è solo un “film”? L’attacco di panico è qualcosa che colpisce solo gli altri? Un attacco che si possa definire tale, provoca panico nella popolazione. Cioè, qualcuno ne rimane avvinghiato persino durante il sonno. Di conseguenza, se lo porta “dietro (dentro)”. Come nel post esplosione di una bomba nucleare, la… radioattività, che lascia i segni postumi di ciò che è già successo.
Molto subdolo, anche se logico, consequenziale.
Alias, persino indagabile. Non solo preda, dunque. Anche predatore. Quando rovesci la direzione di spinta sostanziale, nonostante la “corrente”. Quando ti accorgi.
Quando sei essenziale, iniziando a “contare”.
Quando qualcuno deve ritornare a “fare i conti” anche con Te, seppure (qua, così) a casa l’oro. Altrimenti, bè… di notte, svegliandoti d’un colpo, la mente pervade la tranquillità pre-cedente: una f-orma di mente incattivita, in cattività. Immediatamente, si scatena un vertice di preoccupazione che aggancia, facendolo a brandelli, il respiro. Tanto che sembra il cuore. È l’attacco di panico! “Oddio, sto avendo un infarto!”. Immediatamente si fa largo il pensiero sovrapposto, puntuto, del “pronto soccorso”. Immediatamente, senti tutta la necessità del mondo che qualcuno si prenda cura di… ogni “tua” paura che, per la miseria, cavalca a tutto andare avanti ed indietro, in tondo, l’intera dimensione dell’interno, con ogni sfumatura (che non sono solo 50).
Tutto “viene giù”. Il mondo cade sulla testa!
Accidenti. Perbacco e per Giove! Il cuore pulsa a mille (come le balene ed i fulmini). E non riesci a fermarne la portata, che porta via anche il fiato. Persino il “fato”. In quel punto, c’è lo sliding doors:
se ti alzi, cementifichi il tutto nella realtà fisica, ti lamenti, urli, piangi, chiami aiuto, corri per tutta la stanza, esci sul balcone di notte nel freddo, etc. etc. etc. e svegli qualcuno della famiglia o anche i vicini, i gatti ed il cane, bè… è fatta! Sei fatto. Direzione “ospedale”. Dove ti cureranno, il sintomo. Dove ti indirizzeranno verso una dipendenza da… Stanne certo! Sì, però nel panico, ci sta a meraviglia che qualcuno sia lì ad attenderti e prenderti in cura. È rassicurante. Sia santificato l’ospedale ed ogni individuo interconnesso. No?
Se, invece, riuscissi a riaverti da Te, ancora nel letto, fra vampate di caldo ed il freddo becco della notte invernale di gennaio… Wow!
Sarà stato come “partorire”.
Ricordi? Quando le donne partorivano in casa, in verticale. Altro che. Ad un grande dolore (fisico), la più grande gioia (olistica).
Come giri la frittata, non importa quante uova la compongono?
Il richiamo è a Te. Sei Te il “dottore”: lo specialista. Ognuno è il miglior medico di Sé. Non è difficile: è una “prova”. Un test. Perché il corpo, nel suo complesso, ti sta dicendo “vedi che se non la pianti con tutta questa ansia, ti aumento la dose, in maniera tale che la situazione si sblocca, definitivamente”. Risultato?
O ne riesci. Oppure? Ciaone.
Maga. Miga. Stica...
L’attacco di panico è il “tumore” della condizione interiore. Il tumore è l’attacco finale della condizione di “malattia”. Qualcosa che nel suo insieme “non è capito”. Da chi? Oltre che da “te”, da chi se ne è fatto un lavoro, come per qualsiasi meccanico. Il sintomo vale oro colato, per questo “modello di (non solo) business”. Qualcuno conosce perfettamente il meccanismo, fatto da ogni “meccanismo”.
Tutto fa brodo, anche in tal senso.
E... quando tale senso è unico, uhm: qualcuno ha trovato la classica miniera d’oro. Ma, il concetto di denaro è sottodomino = son sempre loro. Mentre, l’invenzione del denaro è l’oro (che l’hanno ispirata verso loro e che loro hanno diffuso nello mondo intiero, quello della versione AntiSistemica).
Essere degli “eletti”, vale in tal senso.
Ne godi ogni beneficio, derivante dalla rovina calcolata del “prossimo”, sempre sul fondo del barile, a grattarne le asperità.
SPS è maggiorenne. Risultato? Tac!
Appena alzi la testa, nell’AntiSistema acceleri il “chi tocca i fili muore”. Ci sei? Dunque? Dunque, c’è!
Trovi? Che altro.
Sì, la pazzia: quella de noantri. Quella che non c’è, ma esiste proprio per “te”, che sei (qua, così) e dunque lo mantieni tale e quale show. Invece di sostanziare la situazione, identica sia nel dettaglio che nell’assieme, la mantieni perfettamente “in piedi”:
la alimenti mediante tutto il “tuo” essere, nel relativo (assoluto o “tutto”) interno, che non relativizzi mai in quanto che…
“Di cosa stavamo parlando?”.
Appunto! Il Bandito non esiste; c’è. È “andato via”. Puff! Sparito nel “nulla”: Oltre. Ti hanno cantato che “Dio è morto…”. No? Oppure, sei “te” che ti trovi da qualche altra parte. Già. La Terra AntiSistemica assomiglia molto d+ allo Inferno, piuttosto che al luogo di residenza di Dio.
Ma pensa! D+: accorgiti nella sostanza e da “lì”… passa Oltre.
Come puoi “andartene” da qualcosa che è (in) “una scatola rin-chiusa”.
Il “trucco” è cambiarne i connotati, allora.
Di certo, c’è una “uscita”: mentre il ri-uscire riguarda la “trasformazione”. Cosa? Vedi che Te (ti) sei auto trasformato in “te” (qua, così), sulla spinta di ciò che non esiste ma c’è. Sembra che hai fatto tutto da solo. Mentre sei sempre stato “ispirato a…”. Ergo?
Va da “sé”.
Ovvero, va da Sé che ti devi disciulare. Accorgerti è sostanziale. Figurati che non stai nemmeno aspettando il momento giusto. Ma quando mai. Nella realtà (in questa realtà manifesta) non lo immagini nemmeno. Questa è la Verità.
Questo, sei “te” (qua, così).
Di contrasto: questi son loro e, sullo sfondo, questo è l’oro. Dio è “Dio” (qua, così). Oltre, ci sei Te:
Oltre le nubi splende sempre la luce che, anche se artificiale, non inficia affatto nella sostanza, la sostanza che ti compete immantinente.
Senza indugio alcuno. Peccato che ogni indugio derivi da “te”, il che blocca il passaggio successivo (l’Oltre). Una strategia coi controfiocchi, da “leccarsi i baffi”. Ma sì:
si facciano pure anche i complimenti.
E che diamine: alla perfezione non si può guardare in faccia. Un capolavoro è e rimane sempre un capolavoro. E poi, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
E, a l’oro, “piace sempre vincere facile…”.
Ossia, per farlo, devi prima avere preparato ad hoc, per “bene”, l’intera tavola apparecchiata. Ci sei? Su tale tavola? Sì: in quanto a “pietanza”, continuamente servita ai commensali.
In questo, anche “te”… vali!
Nei giorni scorsi, trovandomi a Yalta e dintorni, non ho potuto fare a meno di sentirmi deluso. Nella chiesa di Pokrovskaya a Oreanda, dove servì San Giovanni di Kronstadt e dove tutta la famiglia dei santi martiri reali pregava, sorprendentemente non si trovano le icone degli stessi santi martiri. Invece, i restauratori hanno deciso per qualche motivo di circondare con stelle a sei punte la magnifica immagine a mosaico del Salvatore nell'età adolescente nella cupola. Proprio accanto, nel Palazzo di Livadia, nella chiesa domestica della Famiglia Romanov di Krestovozdvizhenskaya, dove si dissero addio ad Alessandro III, dove Nicola II giurò fedeltà al trono e dove San Giovanni di Kronstadt battezzò la principessa luterana, moglie di Nicola II, hanno deciso di decorare l'intero soffitto con stelle a sei punte. Sicuramente, qualche professore del dipartimento di architettura troverà una spiegazione a questa simbologia, ma a mio parere, considerando come e chi uccise la famiglia dell'ultimo imperatore e i suoi fedeli servitori, questa simbologia sembra il colmo della blasfemia…
Nikolay Kondratenko
È già successo. Ovunque. Da panico, proprio!
Poiché, ovunque è (qua, così) sempre AntiSistema = ciò che nella sostanza continua a succede-Re ma proprio x “te”, embè!
“Niente”. No?
Arriva di notte, ma non solo. Cosa significa, non è “cosa vuol dire?”. Per chi ri-suona la campana? Kaa.
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4109
prospettivavita@gmail.com












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