mercoledì 26 luglio 2017

Tra i dubbi, la certezza.



Sei in una realtà manifesta che “viaggia” a più velocità; infatti, sopravvivi nei dubbi (tra teorie, futuro, “resurrezione” e destino) ma (ma) ti auto alimenti di certezze “fisiche”, ormai, quasi esclusivamente derivanti dal campo della tecnologia (la punta dell’iceberg della scienza deviata e del significato sotto dominante). 
S-oggettività, insomma.
Qualcosa che è tuo ma (ma) anche “tuo”, ossia, conseguente:
un mix “sensazionale” che non governi, avendo smarrito proprio il “senso” di tutto ciò che ti auto accade (la particella “auto” indica una sorta di automatismo post implementazione del “qua, così”, del paradigma, dello status quo avente – all’opposto dei “tuoi” dubbi – una specifica funzione, certezza, scopo, destinazione d’uso, pari all’interesse che puoi rilevare da/in qualsiasi ambito economico, finanziario, speculativo “qua, così”. 
Qualcosa che deriva senza ombra di dubbio da una “sorgente ‘a monte’”. E, quindi, qualcosa che ha una “genitorialità” del tutto immanifesta, per ragioni collegate allo stesso tipo di interesse, ossia:
controllare la forma reale manifesta “qua, così”, automaticamente, come se… fosse tutto naturale).

Dunque, “tra i dubbi, quale certezza hai”? 
Se (se) non ammetti la compresenza della ragione fondamentale, “patria di ogni ‘tuo’ credo”, di conseguenza sei e rimani “qua, così” nel “qua, così”. 

E, tale compresenza, è immanifesta proprio perché tu rimanga della “tua opinione... seppure tutto continua a funzionare secondo copione (con te solamente sullo sfondo, in quanto a rilevanza, ossia, completamente dipendente e conseguente).
La dominante è tale, poiché, non te ne accorgi più…
Non essendo Dio, la puoi calcolare e misurare, al fine di evocarla e renderla manifesta alla tua stessa stregua”...  in una società caratterizzata, proprio, da “non solo termini fini a se stessi” come “governo ombra”, “banche ombra”, ”zona d’ombra”, “lavoro ombra”, etc.



Nell’arco di un paio di secoli la natura umana è stata profondamente trasfigurata, alla radice di tale trasformazione vi è un processo secolare di mutamento, “che si chiamasse alle volte progresso, alle volte sviluppo, alle volte crescita”… il cui risultato e la mutazione dell’homo sapiens in homo oeconomicus
Ivan Illich 
La stessa suddivisione “naturale” tra giorno e notte, (non) sembra alimentare “sospetti” relativamente all’analogia con la compartimentazione della mente umana (due emisferi “specializzati in diversi ambiti non per forza complementari”). 
Ma l’aspetto per certi versi persino “curioso (anche se non casuale)”, è – e rimane – il “come mai, d’assieme, la società umana non riesce a fuoriuscire dal ‘solco’ nel quale assolutamente è... da tempo immemorabile (tanto da poterlo definire ‘sempre’)”. 
Che cosa s’intende per “ordine naturale”, quando la natura è stravolta dall’attività (compresenza) umana
È “naturale” consumare la natura?
In un certo senso, la spinta tecnologica (di più, l’interesse che a sua volta la motiva e la rende possibile in questa forma) tende a prendere profitto da/in qualsiasi ambito, confidando sulla capacità nativa planetaria di “porre rimedio ai danni causati dalla ‘fame’ infinita umana”. 

Una voracità virale, che prende “spunto (idea)” da una parte umana, che la storia non registra… se non indirettamente.
“Ora”, sembra che l’intera umanità sia preda di una simile “febbre”, come se fosse ammalata. 
Ma (ma) nessun3 prende in considerazione la realtà manifesta, da una simile prospettiva frattale espansa, tendente a “ragionare” attraverso quell’atteggiamento “formulare”, che mette al primo posto il valore universale “giustizia (ad angolo giro)”:
una equivalenza del concetto secolare, idealizzato, di… amore.
Quando... eviti che anche una sola persona (o essere vivente) possa “farsi del male”, a causa di una tua “scelta (interesse, intenzione, strategia, etc.)”? 
Quando sei consapevole che “non è giusto”, o meglio, quando “è giusto parzialmente (dalla parte di chi promuove il tal progetto)”. 
“Qua, così” si dice che… la realizzazione di un “piano (industriale)” si trasformerà, nel tempo, in “un beneficio per la comunità intera”. 
E questo ti sembra bastare, ogni volta
Così, il tuo assenso giunge puntuale ma (ma) in quale modo? Per “tacito consenso”. Perché? Perché da quando sei in “democrazia”, per qualche motivo che tende a sfuggire, “non sai perché (oppure ti illudi di saperlo, anche se intuisci che ‘non è vero’)”… eppure:
non puoi manifestare il tuo “vivo” parere
relativamente a quelle decisioni che, altr3, votano ed approvano “anche a nome tuo e per te” (ergo: sei ritagliat3 al di fuori del processo "auto" decisionale, che non succede - tuttavia - da ).
Se (se) te ne rendi conto, è come se tu fossi in un “brutto incubo”.
Hai presente la “cosa”? 

Ad esempio, dentro di te sei perfettamente consci3 di quello che succede e che devi fare per… ma (ma) per qualche losco motivo (incanto) non riesci a trasmettere le tue intenzioni al “tuo” corpo fisico che, di conseguenza, continua a fare quello che esattamente sta facendo, ossia?
Se devi attraversare la strada, rimane fermo “lì”, in mezzo, con un pericolo che costantemente è sempre più vicino a te. Terribile
Le varietà sono infinite, infatti, puoi stare affondando, affogando, soffocando, bruciando, etc. E... anche la sostanza (significato) di quello che ti succede rimane sempre la stessa:
impotenza, controllo in leva altrui, immobilità di fatto.
Hai mai avuto incubi come quest3?
Senz’altro, sì. 
Magari realizzi che sia tutto “in codice” e che la situazione conscia abbia in qualche modo influenzato quella inconscia o onirica. 
Ad esempio, un esame importante, un colloquio fondamentale, una esperienza particolare, etc. alla luce di quello che “sai, perché te lo hanno detto”… si trasforma emozionalmente in un sonno pesante e/o in un incubo. 
Ok. 
Se credi che sia così, allora, renditi conto anche del fatto che 1) una attività reale conscia, si trasferisce 2) in una attività onirica, 3) traslata nello “scenario” ma sempre “in tema” con l’accaduto o con ciò che ancora dovrai vivere.
In una sola parola, esiste una “codifica (del significato reale-onirico)
Ora, lasciando da parte ogni tipo di “ingombro esperto”, come Freud e Jung, ricava da te il significato di quello che ti “è già successo”, almeno una volta, nella “tua” vita “qua, così”. 
Dove per “significato” non s’intende, in questa sede, la trasposizione della tua esperienza reale, quanto – di più – il significato portante/centrale proprio del meccanismo di base, che porta – di volta in volta – a trasporre la tua esperienza diretta in valutazione, “replica ombra” onirica
Il “che cosa significa”, dunque, non è relativo alle tue esperienze, ma (ma) alla compresenza della funzione che, ogni volta, permette la codifica della tua esperienza in… sogno/incubo.
Ecco: questa funzione, che cosa significa?
A livello frattale espanso, si tratta di una “codifica sensata, post eliminazione della corretta realtà conscia, per trasformazione della stessa in… equivalente scena onirica, traslata e trasportata in altra ‘scenografia’”. 
Cioè, si tratta di una “analogia (frattale espansa)”.
Il significato dell’incubo (e generalmente del sogno) è:
una codifica per analogia frattale espansa
dove rimane il significato (trait d’union, nesso, etc.), seppure cambia il contesto.
Questa è la riprova che la memoria frattale espansa esiste (sempre). No?
No. 
Perché “tu” la pensi diversamente
Perché, così, ti hanno insegnato. Chi? Non lo sai. 
Perché... chiunque tu interpellerai a tal pro (anche solo ricorrendo alla logica, all’immaginazione, all’esperienza, etc.) ti potrà solo confermare che “anche a me è stato insegnato così: è naturale…”. 

Sei, dunque, “senza un inizio”.
Ti sei “già” manifestat3 “qua, così” nel “qua, così”… e basta. Tutto il resto è silenzio, buio, blackout, nulla?
Nella misura in cui... proprio come quando si subisce un forte trauma e la memoria viene come “smarrita”.
Un meccanismo mentale “naturale”? Certo. Come no.
Così come... credi ancora a Babbo Natale?
UniCredit ha subito un'intrusione informatica in Italia con accesso non autorizzato a dati di circa 400.000 clienti italiani relativi a prestiti personali…
Link 

Il “tuo” cervello (mente, conscio) ha al “suo” interno un’area, estremamente specializzata, chiamata inconscio (nel conscio), che non è diversa da ciò che una intelligenza artificiale, un virus, una spia introdotta in territorio nemico, etc. rappresentano (ancora un’altra analogia, guarda non caso).
Avendo questa “zona d’ombra” dentro di te:
tu sei (diventi) “tu”.
Pertanto, ti sei già “auto” trasformat3 in… una App:
quali funzioni ricopri?
a che cosa (chi)servi”?
e, quindi, quali delimitazioni hai?
A questo punto è semplice decodificare come alcuni “ambiti diversi”, siano – all’opposto – sempre parte della decodifica significativa di ciò che ti “è già successo ‘qua così’”. Ad esempio:
il karma
il debito
il peccato
la tentazione
la corruzione
la malattia
il libero arbitrio, etc.
Tutte queste “caratteristiche” hanno sempre lo stesso significato, alla luce della compresenza immanifesta dominante e di ciò che “è già successo”
Quale?
Quello di “firma (frattale espansa)” all’interno della relativa “creazione (generazione per auto trasformazione della realtà manifesta, da ‘qua …’ a ‘qua così’). :
ciò che scambi per “creazione”
è
generazione per auto trasformazione
del luogo comune (spazio tempo = pianeta) “qua”
in luogo comune (“privatizzato”) “così”.
Non ce la fai proprio a “pensare in grande”. Vero?
Sei diventat3 troppo “scientific3”. Ed, “ora”, ti porti dietro/dentro… la conseguenza:
il controllo wireless, in leva, non locale ma ubiquo
da/per parte di… qualcosa/qualcun3 di semplicemente “impossibile”, poiché inimmaginabile “qua, così”.
Ma (ma) se poni “caso”, se (se) fai attenzione… il segnale Gps ha proprio le stesse caratteristiche.
Alias?
Quale significato puoi estrarre ed astrarre (a livello frattale espanso “formularmente”)?
Lo stesso:
compresenza immanifesta dominante…
Non ci sono le “prove”? Certo: che cosa credevi
Che fosse così semplice, facile, lineare? “Qua, così”?
Campa cavallo
Eppure, lo diventa ugualmente se (se) trasli tutt3 dalla prospettiva frattale espansa “formulare”:
con te al tuo centro, centralmente
in quanto a portante della decodifica più appropriata del “significato”.
Quale configurazione è quella “migliore”?
Quella universale o, appunto, “formulare”.
Non sai che cosa significa? Bé… in questo spazio potenziale è già stata sviluppata (ricordata) e riportata la concezione di “formula”.
Allora, non ti resta che ritrovarla
I dati di osservazione confermano la (temporanea) fine del caldo intenso su tutta l'Italia, tranne le Isole, ma nonostante ciò vi sono molti nostri lettori che oggi, martedì 25, si lamentano del caldo.
Premettiamo allora che le temperature massime attese per questo periodo dell'anno sono intorno 30-31 gradi. E oggi, martedì 25 luglio, le temperature massime osservate sono state quasi ovunque sotto 30 gradi, tranne al Sicilia, ovvero al di sotto della media
Qualcuno potrebbe obiettare che sia la elevata umidità ad innalzare la sensazione di caldo. Ma anche qui l'umidità osservata alle ore 15.30 è stata quasi ovunque inferiore al 45% (Milano addirittura 20%). Solo le località costiere hanno raggiunto valori di 60-80%...
Allora dovremmo concludere che quello odierno è normale caldo estivo, a meno che non ci si esponga ai raggi diretti del sole che in questo periodo sono roventi.
Ma perché allora molti dichiarano di avvertire anche oggi caldo intenso (Sicilia a parte)?
Ebbene costoro (me compreso!) hanno il sistema di termoregolazione starato perché usurato.
Rientrano in questo gruppo la maggior parte di coloro che hanno superato i 60-70 anni circa.
Quindi se costoro avvertono anche oggi caldo intenso, c'è da credergli, però  le cause non sono le condizioni ambientali bensì le soggettive sensazioni del nostro corpo...
Link 
Fa caldo? Fa freddo? Fa molto caldo o freddo? Dipende…
Che cosa significa? Sei “alle solite”.
Decodifica “formularmente”…
le cause non sono le condizioni ambientali bensì le soggettive sensazioni del nostro corpo
il sistema di termoregolazione starato perché usurato
L’usura corrisponde al consumismo ed, alfine, alla morte
La ragione fondamentale non è, però soggettiva (è ambientale ed inconscia).
E determina tutto di conseguenza:
anche la soggettività (sensazioni), in quanto caratteristica della strategia, che corrisponde al senso di smarrimento post trauma e post “ipnosi singolar/collettiva”.
Esiste il loop ed i loop, gli anelli sono sempre aperti, le risposte mancano, etc. perché... non reintroduci la ragione fondamentale della compresenza immanifesta dominante “qua, così”.
Tra i dubbi, la certezza.
E… un inizio c’è sempre:
ora lo possiamo dire, senza tirare in ballo teorie complottistiche o altre dicerie:
il microchip sottopelle esiste.
Ma non ha la funzione che molti si aspetterebbero, cioè quella di controllare le persone…
Chiaramente il sistema contiene informazioni sensibili (anche se criptate) su ogni persona che lo indosserà. Sarà dunque compito dei governi regolare in futuro l’uso dei microchip per evitare furti di dati o pedinamenti
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non ha la funzione che molti si aspetterebbero, cioè quella di controllare le persone
sarà dunque compito dei governi regolare in futuro l’uso dei microchip per evitare furti di dati o pedinamenti
Certo che sì/no. Il controllo è tutto: 
ed “è già successo”.
Il microchip è un altro giro di vite, un’altra spira della stessa "serpe".
“Fai…” che sia un flop, anche se sei un imprenditore alla ricerca di una idea di business.
Oppure, no? La tentazione è grande:
quanto quella incarnata da un vasetto di Nutella.
Ce la farai? Buon appetito…
   
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2107