mercoledì 17 febbraio 2010

Bollire la “rana” nell’acqua tiepida.







Riflettevo sulla grande metafora della “rana bollita”; avete presente? In pratica descrive quello strano fenomeno dell’assuefazione non espicitamente forzata. Se in una pentola colma di acqua bollente gettate una rana viva dentro, questa immediatamente salterà fuori, scottandosi ma, molto probabilmente, “cavandosela”. Mentre se la gettate in un contesto colmo di acqua a temperatura ambiente e tranquillità, questa ci rimarrà, trovando gradevole il nuovo ambiente (ovvio). Ma cosa succederà poi nel tempo? Che cambiando le condizioni di quell’ambiente, in maniera tale da aumentare gradualmente la temperatura dell’acqua, questa paradossalmente non se ne accorgerà nemmeno; semplicemente si adatterà in continuazione ai cambi “climatici” sino ad un punto in cui smetterà di vivere, un punto di stasi oltre al quale i meccanismi senzienti di difesa personali subiranno una sorta di empasse, proprio come se fossero sotto incantesimo. In quell’oblio anche doloroso, la rana smetterà di opporsi senza mai essersi in realtà opposta.

In quel corto circuito progressivo si trova l’intero genere umano.

La rana si fidava di se stessa, contava su ciò che i propri sistemi difensivi le dichiaravano: va tutto bene, nessun pericolo, va tutto bene, nessun pericolo…
Queste difese naturali insite nei sensi rapportanti la mente, rappresentano i baluardi della nostra integrità psicofisica; penetrarli tramite una forza d’urto significa “svegliare” tutto l’esercito e dare la mobilitazione generale.

Per questo motivo nei paesi occidentali non esistono più le guerre.

Non esiste più un pericolo manifesto universalmente percepito; non esiste più il pericolo di una invasione “straniera” e di una "mobilitazione" totale, anzi lo straniero è ormai un nostro concittadino, essendo tutti parte dell’Europa Unita. E i cosiddetti extracomunitari sono sempre più integrati nelle nostre città. L’unico pericolo che i mass media fanno presagire è l’incubo del terrorismo di matrice integralista araba che, comunque, viene “tenuto a bada” dai presunti organi di vigilanza e controllo.

Le guerre sono ancora sensate in altri punti del pianeta ancora da “bonificare”.

Perché la rana non reagisce più alle stimolazioni esterne che  iniziano a metterne a repentaglio la “salute” prima e la sua Vita poi? Ce lo spiega il Dr. Ryke Geerd Hamer, in questa maniera:

La 1° Legge della Natura
Ogni programma speciale biologico sensato (SBS) nasce con una DHS (sindrome di Dirk Hamer), cioè con un singolo evento scioccante, conflittuale, che da la sensazione di isolamento psichico, molto grave, altamente acuto/drammatico, contemporaneamente sui tre livelli:
1. nella psiche
2. nel cervello
3. nell’organo
La DHS è uno shock conflittuale, vissuto con sensazione di isolamento, grave, altamente acuto/drammatico che coglie l’individuo "sul piede sbagliato", ma contemporaneamente è una possibilità, un’occasione della natura di eliminare l’inconveniente che permette di superare la situazione improvvisamente sopraggiunta. Perché è in questo momento che si innesca un programma speciale, praticamente in sincronia nella psiche, nel cervello e nell’organo ed è constatabile in ognuno di essi, visibile e misurabile! E’ anche sempre un esperienza fulminante conflittuale e non invece un colpo del destino ne un evento che la persona colpita può in qualche modo cambiare.
Esattamente dalla DHS il paziente si trova sotto stress permanente: questo significa che ha mani e piedi freddi, continua a pensare giorno e notte al suo conflitto e tenta di risolverlo. Non riesce più a dormire di notte, e se ci riesce, solo nella prima metà della notte e solo per mezz’ora alla volta. Non ha più appetito, perde peso.
Questa è la fase del conflitto attivo.
In conclusione, al contrario dei conflitti normali e dei problemi, vediamo che nei conflitti biologici il paziente finisce in stress permanente e manifesta sintomi ben definiti che non si possono non vedere. Questo stato cambia di nuovo quando il paziente ha risolto il conflitto.
Allora avviene una sedazione. La psiche deve riprendersi. Il paziente si sente spossato e stanco, ma è sollevato moralmente, ha buon appetito, il corpo è caldo, spesso c’è febbre, spesso mal di testa. Dorme di nuovo bene di solito però dalle tre del mattino in poi.
Questa è la fase di soluzione del conflitto.
Questo shock inaspettato lascia delle tracce nel cervello che possiamo fotografare con la TAC cerebrale. Un tale relè si chiama Focolaio di Hamer (FH).
Fonte: http://www.nuovamedicinagermanica.it/

Ecco dunque spiegato scientificamente molto bene perché la “rana” deve essere bollita a fuoco lento. Anche nello splendido lavoro che sta portando avanti Josè Scafarelli se ne evince lo stesso “contributo”:

“Perché succede questo?. Perché l’apparato interno che percepisce le minacce alla sopravvivenza è orientato a reagire a cambiamenti improvvisi dell’ambiente, non a cambiamenti lenti e graduali. Dobbiamo aumentare la nostra sensibilità ai cambiamenti minimi per potercene accorgere”. 
Fonte: Pagina 111 de “I primi passi verso la ricchezza vera4” - www.ricchezzavera.com

Torniamo a bomba a questa parte dell’affermazione di Hamer:

“Esattamente dalla DHS il paziente si trova sotto stress permanente: questo significa che ha mani e piedi freddi, continua a pensare giorno e notte al suo conflitto e tenta di risolverlo. Non riesce più a dormire di notte, e se ci riesce, solo nella prima metà della notte e solo per mezz’ora alla volta. Non ha più appetito, perde peso”.

Non sta forse descrivendo ciò che è successo alla “rana” umana, soprattutto dal dopoguerra in poi? Non sta forse cercando di farci comprendere che tutte le cosiddette malattie psicosomatiche sono il frutto dell’aumento della “temperatura” alla quale siamo sottoposti?

È tutto alla rovescia, non mi stancherò mai di scriverlo.
 
Pensiamo solo al fatto che, sino a non molto tempo fa, coloro che erano mancini, venivano forzatamente costretti a disimparare l’utilizzo della manualità naturale (legata all’emisfero destro, ossia quello preposto alla creatività ed alla immaginazione) in “virtù” di forti “somministrazioni” di credenze religiose a base di dannazione&Co. La mano sinistra veniva associata nientepopodimenoche al Diavolo, e ciò procurava quello "scatto" necessario a soffocare il proprio “estro”, sacrificandolo al fine di evitare la possibile “possessione”.
Ma cosa ci dice, ancora, Hamer questo proposito?

“È considerato un grosso errore non aver chiesto la lateralità del paziente, cioè se è destrimane o mancino, poichè la coordinazione dei conflitti con i focolai di Hamer e i tumori o le necrosi dell’organo è di grandissima importanza, in quanto non decide solamente l’evoluzione del conflitto o del cervello, ma anche quale "malattia" o SBS subisce un paziente nei vari conflitti”

È chiara la manipolazione sottile,nei minimi particolari? Percepite l’acqua che si scalda lentamente? Non esiste un chiaro ed evidente pericolo, no? Ancora oggi la maggioranza delle persone non percepisce nessun pericolo mentre è a “bagnomaria” nella società sempre più “calda”. Semplicemente non ne ha il tempo e dunque la voglia; se poi aggiungiamo anche ciò che ha scoperto il Dr. Couè, ossia che se il nostro subconscio/immaginazione è stato programmato a pensare le “cose” in una determinata maniera, la volontà/conscio nulla potrà, contro l’incipit del grande mago silente che è in noi. E il nostro inconscio è stato conquistato da tempo immemore.
La medicina ufficiale ha, da tempo, aperto la caccia ai microbi, ai virus, ai batteri, etc. considerandoli la causa della malattia. Per quale motivo? Per tamponare i meccanismi di guarigione naturali messi in moto dalla perfezione del nostro corpo, inteso nella sua unità.

“Il momento, dal quale possono iniziare a "lavorare" i microbi, non dipende, come avevamo presupposto erroneamente fino ad ora da fattori esterni, ma viene ordinato esclusivamente dal nostro computer cervello.
I microbi non sono nostri nemici ma ci aiutano, loro lavorano su nostro comando, su comando del nostro organismo, diretto dal nostro cervello, perché ad ogni gruppo di organi appartenente ad un foglietto embrionale appartengono specifici microbi tipici di quel foglietto embrionale.
Secondo la legge della bifasicità di tutte le malattie, nella soluzione del conflitto tutti i microbi "lavorano" – senza eccezione – esclusivamente nella seconda fase, la fase di guarigione, iniziando con la soluzione del conflitto e finendo con la fase di guarigione.
 
Cioè, nel momento in cui, entriamo nella fase di guarigione della malattia, iniziano ad entrare in azione i microbi; e la medicina ufficiale cosa fa? Li individua come causa dell’azione, come il male da combattere e li “rincorre”, in questa maniera interrompendo i processi naturali in corso.

È tutto alla rovescia. Ma perché?
 
Per alzare la temperatura dell’acqua nella quale siamo immersi. E perché? Per mantenerci stabilmente sotto controllo. Per quale motivo? Perché una certa “energia” che è qua da molto tempo, si nutre di noi, delle nostre emozioni negative, delle paure, dell’ansia, delle angosce, etc. Le nostre essenze, che sono qua per evolvere nel Piano Divino, vengono bloccate e messe sotto “incantesimo” nel momento della nascita. Matrix docet. Il mondo illusorio nel quale pensiamo di vivere ci racconta una storia che, comunque, scriviamo noi, ma sotto drogaggio permanente. Perché noi siamo i co creatori di questa realtà. Perché tutto questo meccanismo? Perché questo piano dimensionale è una scuola; siamo qua per imparare “fisicamente” chi siamo e come ci si trova ad essere “spaccati” almeno in due. Siamo qua per cadere e rialzarci sino ad avere imparato a “camminare”. Nel nostro piano di studi, siamo precipitati, dando alla luce l’Antisistema. Ora, non possiamo incolpare un qualcosa nato da noi, per tutte le nostre pene. Dobbiamo solo fare “mea culpa” e rialzarci prima che l’acqua raggiunga la temperatura di ebollizione. Si, perché possiamo anche fallire (come è già successo in un passato che non “ricordiamo” più). Il “gioco” è serio, pur essendo un gioco come si definisce lo stare in Borsa alla maniera del “Parco Buoi”; si può anche perdere tutto senza una adeguata “preparazione”.

Non mi limiterò, dunque, a dire; è tutto alla rovescia. Bensì aggiungerò; è tutto nelle nostre “mani”…
 
La quintessenza.
"La 5° legge della natura è la vera quintessenza, perché ribalta l’intera medicina. Quando si guardano i singoli foglietti embrionali separatamente si può constatare che esiste evidentemente un senso biologico, che le cosiddette malattie non sono errori insensati della natura da combattere, ma che ogni malattia è un processo sensato. Da quando non intendiamo più le presunte malattie come "malignità", guasti della natura o punizioni divine, ma come parti o singole fasi dei nostri programmi speciali biologici sensati della natura, da allora il senso biologico contenuto in ogni SBS acquista naturalmente un significato decisivo".
•Tratto dalla Presentazione alla Nuova Medicina Germanica che si trova nella sezione Presentazione NMG prelevabile in formato PDF qua.
 
Apriamo gli occhi! Nessuno lo farà al posto nostro…
L’Antisistema è ormai in grado di bollire la “rana” anche nell’acqua tiepida, alzando la temperatura interna della rana stessa.

"Fondamentalmente la scienza non è altro che una forma permanente di discussione della conoscenza. In realtà però purtroppo molte volte non è altro che una forma permanente di soppressione della conoscenza, che viene gestita da società segrete di studiosi, con impegno e godimento e amore, piuttosto che con l’allargamento di conoscenza come sarebbe d’obbligo.
La nuova medicina è dinamite che ha la stoffa di fare da catalizzatore alla presa di coscienza, del risveglio dell’umanità maltrattata".

Niente al mondo è più dirompente di un’idea quando ne è maturo il tempo.
Dr. Ryke Geerd Hamer
 

martedì 16 febbraio 2010

Adeguati et impera.






Riporto un “messaggio” che, un paio di anni fa, mi colpì intensamente, per qualche motivo intrinseco che non ho mai messo a fuoco, se non adesso. Lo stampai su un foglio bianco A4 e lo “smarrii” come di consueto, tra carte, fogli e caos “ambientale”; di tanto in tanto riappariva come per incanto, forse solleticato dalle lingue energetiche del fuoco dell’essenza. Proprio come una fiamma, semovente, “liquida”, poliedrica nell’aria, questo foglio stampato disegnava vaghi contorni, deformate sembianze, vaghi riflessi di me, allo stesso modo di uno specchio nel quale ci si “controlla” nell’apparenza. Mi è sempre sfuggito il senso totale, completo di questa comunicazione. Mi mancava qualche tassello per discernere tra le righe. Tale chiave di lettura, penso, di averla trovata da poco tempo. Ciò costituisce un aspetto del cammino spirituale che mi conduce per mano ad “accompagnare” la mente. A comprendere che è in Terra che occorre “schierarsi”, concepirsi, spiegarsi. Sono molti i segni che giungono a sottolineare questa prospettiva e, quasi sempre, sono minuziosi input personali, intimi, caratteristici della nostra energia di base; e non potrebbe essere altrimenti, dal momento in cui vige la natura del libero arbitrio sancita dalla legge d’attrazione. Come dei potenti magneti attiriamo a noi quello sul quale “posiamo” la nostra attenzione.

Come credere a questa strabiliante affermazione in un mondo che ci racconta l’esatto contrario? Semplicemente “sentendo”, “ascoltando”, usando i sensi in maniera diversa e… adeguando la vibrazione.

Vediamo questo “messaggio” dove ci porta.

Adeguare la vibrazione
14 aprile 2008

Quando si è certi che il cammino intrapreso è in aderenza con ciò che il flusso della vita tesse affinché si manifesti un certa realtà non si dovrebbero avere dubbi e titubanze. Il bisogno che si ha genera attrazione e l'attrazione è l'elemento su cui si può fare affidamento sicuri che non mancherà ciò che occorre alla vita per manifestare quella data realtà.

In questo passo è importante, secondo me, avere ben chiara questa porzione:

“Quando si è certi che il cammino intrapreso è in aderenza con ciò che il flusso della vita tesse” – esistono due “correnti”; quella divina che esprime il senso primigenio dell’essere qua e quella terrena che esprime il nostro volere “manifesto”. Occorre essere certi che le due vie collimino per avere massima centratura; tale certezza è una percezione interiore che nessuno può falsificare.

Voler comprendere è legittimo, riuscire a capire dipende da quanto si è centrati nella propria interiorità.  Essere centrati è innanzitutto un fatto di coscienza; di volerlo essere. Certamente non è semplice ma fa parte del cammino per sviluppare capacità che consentono di essere presenti ed agire. E, poiché regola, vale per tutti.

In questo passo si ribadisce che la legge d’attrazione porterà a noi, comunque, ciò sul quale ci concentriamo (è una regola che vale per tutti) – ciò significa che siamo padroni di ottenere tutto ciò che vogliamo, ma anche tutto ciò che non vogliamo (se qualcuno riesce a piegare il nostro pensiero tramite, ad esempio, un “credo”).

Tutti seguendo un determinato percorso possono accedere dove per esserci occorre unificare la mente al cuore. Perché di questo si tratta. Diminuendo l'attenzione dai piani superiori verso i quali la mente (e la voglia di libertà) si sente proiettata, si può riuscire a centrare il fine del cammino terreno. Cammino che non va confuso con l'aspirazione al divino, perché distoglie e fa perdere l'occasione che ogni incarnazione offre per realizzare in Terra la trasformazione che rende corpo, coscienza ed anima un'unità vera ed indissolubile.

Questa “aspirazione al divino” che distoglie, è una spinta naturale "catturata" da tutte le forme religiose esistenti in Terra (nate dal medesimo riflesso) che, come dei potenti filtri, agiscono sui credenti, bloccando lo sviluppo delle due correnti nell’uomo, come una droga, un “oppio per i popoli”. Ma non solo. Anche la naturale spinta ancestrale, che ci portiamo dietro nei cicli delle reincarnazioni, costituisce un filtro quasi controproducente, in quanto, in assenza di unificazione della mente al cuore, può portare allo smarrimento cosmico; e anche io ne so qualcosa. Come essere impantanati nello spirito a terra. 

Centrare la mente nel cuore significa in effetti adeguare le proprie vibrazioni su frequenze animiche, quelle che attengono proprio al cuore. A chi collegato all'anima può rendere la coscienza cosciente del suo stato terreno. Stato che consente alla coscienza di attingere dall'anima per così imprimere al corpo il necessario sapere affinché, divenendo un'unità, si crei la condizione per affacciarsi dove tale stato permette di essere ed agire.

È sempre un fatto di consapevolezza e di conoscenza; “qualità” che nessuno ci insegna e che abbiamo smarrito smarrendo noi stessi. Il cuore, ci raccontano, è un organo progettato dalla Natura per pompare il sangue nelle vene in tutto il corpo. È vero in un certo senso, ma il cuore non è solo questo. Steiner ci racconta, nelle “Cronache dell’Akasha”, che il cuore è destinato a divenire ben altro. Lo sviluppo dell’uomo contemporaneo verso l’uomo spirituale, concerne la trasmutazione in questo teatro della Vita tanto bistrattato. È “qua” che avverrà il “miracolo”. “Rendere cosciente la coscienza del suo stato terreno”. Divenire una “unità”. Dialogare con le nostre cellule, ascoltarle e guidarle con granum salis.

Capito lo scopo può diventare più semplice adeguarsi; che è anche la via per realizzare lo scopo. La mente in questo modo si calma da sé, proprio perché “scende” di vibrazione.
Fonte: http://www.ottavaora.it/2008/scendere.html

Meraviglioso! Ora è tutto chiaro. Non è mai stato così chiaro questo “messaggio”; adeguarsi è la chiave. Quando invece il termine può venire assunto in termini “negativi”, come l’esprimere un adeguamento per sfinimento o perché imposto dall’energia di controllo, dall’Antisistema.

Dunque è basilare comprendere lo “scopo”, il perché. Solo poi sarà possibile adeguarsi nella maniera più affine, perché quell’adeguamento sarà la chiave per evitare i “marosi” dell’oceano in tempesta che abbiamo co creato in questa dimensione.

Calmare la mente e non domare la mente. Tutto ciò che abbiamo, anche la mente, è opportuno e una benedizione. Come al solito è l’uso che ne facciamo che ci identifica. Unificare la mente al cuore è prendere coscienza di “chi si è”. È aprire tutto il nostro essere verso la manifestazione della creazione. È alzarsi al mattino e aprire le finestre di casa alla Vita, sicuri che nessuna “cosa” potrà toglierci la nostra gioia nell’essere vivi e attivamente partecipi alla danza della Vita.

Adeguarsi da una posizione di equilibrio è comprendere che è in Terra che dobbiamo onorare il contratto animico con il Creatore.

Scendere di vibrazione, in questa ottica, è basilare e necessario.

Perché mi era difficile comprenderlo? Perché volevo scappare da questo pianeta; lo shock di vivere in un luogo simile mi aveva allontanato dal senso, dalla missione, dallo scopo del cosa significa intimamente “vivere sulla Terra”.

Scendere di vibrazione e completare il download della propria essenza.

Come al solito è tutto ribaltato a 180 gradi.

Un grazie di cuore a Franco di www.ottavaora.it
  

lunedì 15 febbraio 2010

Quanto è pesante la Vostra Vita?





Vi Veri Veniversum Vivus Vici - "Per mezzo della verità, vivendo, ho conquistato l'Universo."

Durante il fine settimana di San Valentino, è uscito nelle sale cinematografiche, “Tra le nuvole”, il nuovo film con protagonista George Clooney. Questa produzione dell’industria cinematografica globale, questo sforzo creativo, risulta gradevole al “palato”, lasciando un retrogusto di “amarezza” nel finale. Si può senz’altro dire che, a tratti, sia persino profondo e che la figura interpretata da Clooney corrisponda all’evoluzione di un uomo polarizzato "nell e dall" Antisistema, che solo con gli anni e l’esperienza e tramite certi ingredienti di “base personali, riesce ad assumere un senso spirituale della Vita. La parte interpretata dall’ex medico di prima linea di "E.R." è quella di un “tagliatore di teste”, a prima vista, molto freddo e distaccato, che viene pagato per annunciare il licenziamento ai malcapitati di turno. 
 
Non intendo fare una critica del film o scialacquarne la trama; SacroProfanoSacro è contraddistinto dalla propria "verve" del tutto libera di spaziare, alla propria maniera, attorno alle frasi, ai costrutti, ai pensieri, ai cliché, alle mode, al giornalismo puro, al senso di ordine al quale siamo tutti abituati a confrontarci. Per cui non attendetevi una recensione di un film, bensì il resoconto di "alcune" particelle di energia che, durante la visione dell’opera, mi sono balzate direttamente agli “occhi” dello spirito, direttamente evocate dal mix di immagini, musiche, testi, colori, etc. che raggiungevano i miei sensi esterni ed interni, danzando con le mie “streghe” e le mie “fate”.

“Quanto è pesante la Vostra Vita?”

Quel senso di amarezza al quale alludevo pocanzi, è il frutto di una visione arida e sterile dello spettacolo cinematografico, dietro al quale, non lo dimentichiamo mai, ci sono delle menti, dei propositi, delle necessità. Non ci si fermi a questo aspetto, legato all’amarezza che traspare dal senso di “impotenza” di un uomo che ha, quello che vuole, ma sino ad un certo punto; che ha quello che vuole ma non quello che vorrebbe. Calandosi in questa parte, in colui che, mentre assiste allo svolgimento della trama, sviluppa amarezza e senso di vuoto, ci si guarda, in realtà, allo specchio. A me viene naturale pensare ad un’altra modalità di visione delle “cose”, e cioè questa.

Mi sono convinto, “so che”, ogni aspetto della manifestazione energetica della discesa dell’Anima in Terra è necessario, in qualche modo, ai fini dell’evoluzione, del senso, del perché della Vita. 
 
Non esiste nulla che sia superfluo in questa “direzione”.
 
Le cosiddette forze del “male” sono solo un altro aspetto della luce del Creatore. Sono necessarie per “andare avanti”; infatti cosa vorrebbe mai indicare il detto “ a mali estremi, estremi rimedi”. I “mali estremi” corrispondono al pericolo che corre l’umanità odierna di inabissamento entro se stessa, mentre gli “estremi rimedi” sono tutto ciò che l’uomo percepisce come una punizione nei suoi confronti; come al solito la visione spirituale della Vita è ribaltata a 180 gradi. 
 
Ryan, il “nostro” uomo in volo perenne, senza casa ne affetti, pratico uomo che riesce a riporre nello zaino leggero, l’intera gamma delle proprie esigenze materiali, è un uomo solo, aggrappato al proprio equilibrio itinerante. Egli interpreta il feroce e scomodo ruolo di colui che “cala la mannaia” sulle teste delle persone che ricevono l’annuncio di un licenziamento. Nella sua interezza, questa figura, è necessaria e quantomeno attuale. Questo uomo avvoltoio, riletto grazie alle “spire” della trama del film, appare invece come una sorta di entità angelica quando, utilizzandosi dal profondo, parla ai malcapitati di turno. Egli è lo strumento che, "indossato", permette di osservare lo scorrimento riflesso della Vita, la Vita al contrario, la direzione male interpretata della Vita perché, quel senso di marcia, non lo percorre volontariamente quasi nessuno ormai; semplicemente ci si trova malauguratamente a percorrerlo.

Una opportunità. Chi è in grado di vedere le ampie volute delle ali di un licenziamento? Le enormi possibilità che si aprono davanti alla propria esistenza “libera”. I sogni riposti nel cassetto che tornano a prendere “Luce”. Chi? Questo uomo è un angelo che prepara le anime incarnate e dimentiche ad “andare alla deriva”; moderno Caronte che traghetta viaggiatori secondo le proprie volontà inconsce. Una guida essenziale perché umana, vicina, soidale come un vero Amico e non una fredda comunicazione via internet capace di togliere ogni residua speranza.

“Lei non dovrebbe rincuorarmi? - Io faccio aprire gli occhi; è una rinascita”

Chi la fa l’aspetti. Il protagonista riceve profondi scossoni durante il tempo di svolgimento della pellicola, va in crisi, rompe il proprio modello esistenziale; apre gli occhi e tenta di “cambiare”. Il finale non è vuoto e rassegnato, è comprensione del proprio ruolo, della propria missione: “ad ognuno il suo”.

In questo film i “licenziati” sono solo delle comparse; il bello della trama è anche questo ribaltamento della scala dei pesi e delle misure. È un ribaltamento dei piani che, chi sta vivendo quel particolare momento della cessazione di un rapporto lavorativo, forse farà fatica a “digerire”, ma che, se compreso, apre le porte del mutamento.

“Cogli l’attimo”; cambia il punto prospettico di osservazione della Vita.

Questa sera in televisione verrà trasmesso “V for vendetta”; la quintessenza estremizzata di questo "ragionamento". La vivida, pungente, rivoluzionaria visione dei fratelli Wachowski, innestata nei piani dell’immaginazione collettiva. Come un “cavo” pirata innestato nelle strutture dell’Antisistema. Una meraviglia “tesa” nel concetto dell’uno…

“Provate a pensare ai vostri bei ricordi, ai momenti più belli della vostra Vita: eravate da soli? La Vita è meglio in compagnia”

domenica 14 febbraio 2010

Hammurabi e gli alieni.






Quando mi avvicinai a Sitchin, scoprii il vero mondo Sumero; quello che le decine di migliaia di tavolette in argilla, giunte integre sino a noi, ci raccontano attraverso un codice dimenticato. Ma similmente ai geroglifici egizi, insabbiati e poi recuperati, anche questo linguaggio ha, oggi, dei valenti uomini capaci di comprenderlo. Ebbene Zecharia Sitchin è proprio uno di questi uomini. Fu in quella occasione che sentii “parlare” per la prima volta di “Anunnaki”. Poi mi accorsi che essi sono “cifrati” anche nella Bibbia e molte canalizzazioni ne parlano, raccontando le loro “gesta” che si perdono nelle pieghe del tempo. Progressivamente questo mondo perduto si è manifestato dinnanzi ai miei occhi, con una coerenza degna di nota e tramite un convincente agglomerato di informazioni. 
 
Ora, “sfogliando” il web, mi sono imbattuto nel Codice di Hammurabi, il quale è “conosciuto” per via di rimembranze storiche legate alla frequentazione della scuola dell’obbligo. Ma cosa si sa di questa raccolta di leggi? Ciò che viene insegnato, tramandato, inculcato, è che quel codice rappresenta il primo, o uno dei più antichi insiemi di leggi; famosissimo per via della “legge del taglione” ivi contenuta. Per cui questo Re Babilonese è ricordato ancora oggi per la sua grande saggezza e lungimiranza. Bene. Oggi vado sulla immancabile Wikipedia e cosa scopro? Questa citazione dal Codice di Hammurabi  che costituisce il cosiddetto prologo:

Quando Anu il Sublime, Re dell’Anunaki, e Bel, il signore di Cielo e terra, che stabilirono la sorte del paese, assegnarono a Marduk, il pantocratore figlio di Ea, Dio della giustizia, il dominio su ogni uomo sulla faccia della terra, e lo resero grande fra gli Igigi, essi chiamarono Babilonia dal suo illustre nome, lo resero grande sulla terra, e vi fondarono un sempiterno regno, le cui fondamenta sono poste tanto saldamente quanto quelle di cielo e terra; poi Anu e Bel chiamarono per nome me, Hammurabi, il principe esaltato, che temeva Dio, ad imporre la giustizia sul paese, a distruggere gli empi ed i malfattori; così avrei regnato sulla gente dalla-testa-nera con la supervisione di Shamash, ed illuminato il paese, per accrescere il benessere dell’umanità”.

Accidenti, mi sono detto. Ma da dove arriva questa citazione, direttamente da un libro di Sitchin? I nomi riportati, le loro funzioni e gradi di parentela, la collocazione geografica, etc.; è tutto perfettamente allineato con ciò che l’autore sopraccitato riporta nelle sue traduzioni dalle tavolette Sumere. Tutto collima alla perfezione.

Che dire dunque? Su Italia Uno sta passando un film nel quale si parla di una frase “Credendo Vides”; è solo credendo che vedrai la “verità”.

Io, che sono molto attento ai segni dell’Universo, leggo la mia interpretazione di ciò che è giunto a me nella giornata di oggi: è tutto vero; credici!

I “giganti” della Bibbia, ossia i Nefilim, alias “coloro che sono scesi dal cielo” sono alieni che hanno raggiunto la Terra nel passato. E la loro storia si è “saldata” inestricabilmente con la storia del genere umano. Non intendo giudicare il “modo” in cui si sono comportati, perché quella modalità è frutto di ciò che “l’uomo”, in qualunque forma esso occupava in quel tempo, aveva attirato verso la propria dimensione. Come l’asteroide che colpì i Dinosauri; semplicemente doveva accadere.

Fin qua nessuna grossa novità, se non la sottolineatura rimarchevole che il prologo del Codice di Hammurabi porta a rafforzamento della vicenda.

Io scelgo di crederci senza nessun tipo di remora, titubanza o paura. Perché? Perché me lo conferma il sincrodestino ed il mio cuore…

“Ciò che uno esprime dal suo cuore è oro in confronto all'acciaio della mente” – Vivere dal cuore - James (Lyricus Teaching Order)

 

sabato 13 febbraio 2010

Il "costo" della ragione.




Secondo Schopenhauer la dialettica, o arte del disputare, deriva dalla "naturale prepotenza del genere umano".
Fonte: Wikipedia

Io non conosco affatto Schopenhauer, percepisco “soltanto”. Sono più Sherlock Holmes che indaga tra i legami energetici che un testo emana; per giunta un testo che “si fa trovare” da me, nel momento “giusto”, ossia quando mi metto a scrivere.

Oggi ho ricevuto una “chiamata” da questo libro, “L’arte di ottenere ragione”; ero "nientedimenoche" al supermercato. Sissignori. Non in una capanna sudatoria o in un templio disperso nella foresta Birmana. Come scrive Osho, non occorre più andare nei templi a cercare di meditare, ma la meditazione è “in noi” anche mentre facciamo la spesa. Perché tutto corrisponde alla nostra sacralità naturale, alla nostra origine divina.  E meditare non significa più racchiudersi a “riccio” ed eliminare tutto il mondo, ma significa per me, aprirsi a tutto il mondo, dunque in ogni momento della “giornata”. L’universo ci parla in continuazione e ci “serve” nella stessa maniera in cui ci proponiamo a lui. Nulla è per caso. Ogni “cosa” ha un senso. Non pensiamo ad essere contro la guerra, pensiamo ad essere per la pace. Cose ovvie? Meglio, se lo pensate. Significa che questa modalità è diventata “usuale”, conosciuta, attesa.

I risultati si vedranno con il tempo; il tessuto sociale muterà nel tempo. I nuovi nati devono crescere ed irraggiare tutta la loro nuova capacità di “co creazione”.

“L’arte di ottenere ragione” dimostra come sia possibile “difendere” il proprio punto di vista, la propria panoramica o prospettiva, dall’attacco degli “altri”. Posso immaginare che costituisca una delle basi dell’avvocatura :)

"In questo trattato
Schopenhauer dà una nuova definizione di dialettica, che intende in modo diverso dagli antichi (e da Aristotele in particolare), pur riprendendone il concetto; e radicalmente diverso ai suoi contemporanei, come Hegel: cioè come dialettica eristica (questo è il titolo originale), ovvero «l'arte di ottenere ragione» a prescindere dalla verità o falsità dell'oggetto della disputa. In seguito, alla luce di questa definizione, esamina 38 stratagemmi (e relative contromosse) per difendere la propria ragione in una disputa oppure per ottenerla nel caso in cui questa stia dalla parte dell'avversario".
Fonte: Wikipedia

Cito nuovamente questa porzione di testo:
“L'arte di ottenere ragione” a prescindere dalla verità o falsità dell'oggetto della disputa”.
È una cosa terribile il pensare di avere sempre ragione, anche se non la si “ha”. Tuttavia questo aspetto corrisponde perfettamente a due grandi linee di pensiero:
  1. La natura quantistica del creato
  2. L’adattamento terreno dell’umanità
La prima definisce ognuno di noi, un diverso punto di osservazione capace di modificare ciò che “vede”; la seconda viene determinata dalle condizioni terrene legate al pianeta, cioè alla dimenticanza del chi “si è”, a cui è soggetto il genere umano che, pertanto, si limita a sopravvivere e, dunque, a far valere la propria ragion d’essere sopra ad ogni altra “cosa”.

Queste due correnti spingono l’uomo ad avere sempre ragione. Ognuno è un Re a casa propria. E quando ognuno di noi, vede, modifica secondo il proprio volere l’entità della situazione. Si direbbe che i diversi tipi di cervello che possediamo concorrono a formare la nostra “visione” del tutto personale della televisione della Vita.

Questo libretto di Schopenauer è una stilettata nel fianco; ma ci si sbaglierebbe a rimanerne solo meravigliati per la intensa “crudeltà” e conoscenza messi in gioco. In realtà questa opera ci mostra, evidenzia, denuncia la naturale “sete” di rivalsa che ogni uomo ha nei confronti degli altri, come se ogni uomo incolpasse tutto il mondo per “essere diventato così”, dimostrando, in ciò, un evidente stato di malessere profondo ed interiore, di natura del tutto endogena.

Non conosco l’autore, ma posso sentire che egli abbia cercato di svelare al mondo, alla sua maniera, come il mondo “sia”. Io vedo in lui, una opportunità per capire meglio la natura umana emersa nella lotta per sopravvivere; un’ombra nata dalla luce che deve tornare ad esserlo.

Un grazie dunque a quest’anima rivelatrice.

“La Verità è una terra senza sentiero”  J. Krishnamurti

L’opera esposta, che apre il presente articolo, è di Francesco Cannone; un “eclettico” pittore astrattista che mi ha subito “rapito” i sensi. Un Amico, autodidatta come me, che si “annulla” mentre dipinge, mentre la sua Anima rifulge di colore, forme, intensità. E da questo annichilimento del conscio, emergono delle vere e proprie opere d’arte sensoriali. Delle perle incastonate in un teatro “mutaforme” della Vita, in perenne stato di “diluizione” allargata e compressa. Lingue di luce e colore, forme ancestrali, oceano in tempesta, convulse premonizioni, sogni vividi, “dinamica solerte”, viaggi nel tempo, solide apparizioni di uno stato acqueo modellato e scolpito interattivamente, Giano bifronte, meraviglia emozionale.

Grazie della splendida avventura Caro Amico :)

Una visita al tuo sito web (www.myspace.com/francescocannone) è vivamente consigliabile…


Scrivo
per non perdermi di vista
e
per così dire
annaffiare i semi della speranza;
le evoluzioni del mio stomaco
graffiano di grigio e di noia
quelle delle membra
il soffitto troppo basso;
dilaniandomi nel tempo.
(Sogni e bisogni)


venerdì 12 febbraio 2010

Luci e ombre in Street View.






Google ha lanciato un nuovo servizio chiamato Street View (qua la home page in italiano  Street View); dopo avere tracciato le cartine geografiche in "verticale", donando profondità al normale concetto di “mappa”, dopo avere conferito la possibilità di zoomare dall’alto sino a livelli accettabili dalla privacy, dopo avere permesso di improvvisarci  degli Indiana Jones da salotto avvicinandoci addirittura ai fondali marini ed al cielo, tanto che qualcuno pensa di avere rilevato le tracce dell’antica Atlantide sul fondo dell’oceano rilevato e mappato da Google, ora, ci propone addirittura la vista da terra di un grande numero di vie di città italiane e mondiali. 
 
Ho provato a vedere casa mia e, wow, le telecamere hanno rilevato le immagini prese dal mio cancello; praticamente è come se io stesso avessi caricato delle mie fotografie in internet. 
 
Se ne deduce che il modo di conoscersi online, trova un maggiore spessore proprio nella possibilità di “vedere” con occhio anche il “dove si abita”, sempre che lo si voglia condividere. La comunicazione tra persone sta trasformandosi da virtuale pura, modello prima forma di chat, in modello virtuale allargato, nel senso che, se lo si vuole, è possibile comunicare attraverso una certa sensorialità allargata; è come se Google stesse donando i sensi all’informatica e, dunque, agli usufruitori, noi. Le funzioni e le modalità di Street View sono infinite quanto lo è la nostra capacità di immaginare. Si aprono nuove “vie” per praticare business, relazioni sociali, "descrivere" funzionalità o disfunzionalità sociali, modelli di esplorazione, viaggiare in anteprima, conoscere, etc.

Tutto ciò descrive la globalizzazione in corso. 
 
Permette di andare a vedere l’Africa nera (quando sarà mappata), ad esempio, dove ogni giorno muoiono migliaia di  bambini; solo che le immagini non permettono di “vedere” anche questo aspetto. È questo aspetto che tende a sfuggire. A prima vista il servizio è puramente tecnologico e curioso, ma sotto le proprie spoglie di fredda tecnologia può anche riservare gradite sorprese, infatti è l’uso che le persone potrebbero farne che lo può elevare di “rango”. Come per tutto e anche per il denaro, è sempre l’utilizzo che nobilita o meno la funzione di quel determinato “oggetto” o mezzo. La responsabilità rimane sempre nelle nostre “mani”, sparpagliata quanticamente in ogni individuo che calca lo scenario della Madre Terra. 
 
Ognuno importante quanto il Papa o un Re, persone comuni che gli uomini hanno dipinto su troni di colore oro o paglia. Trovo e cito:

“Maledetto l’uomo che confida nell’uomo” (Ger 17, 5-8)

Descrive il pericolo che un uomo possieda il cuore di un altro uomo. I discorsi sul sangue di Rudolf Steiner (Un "succo" peculiare) trovano ancora riscontro e rafforzamento  da queste parole. Le tentazioni tecnologiche mettono continuamente alla prova la “tenuta” spirituale dell’uomo; l’uomo è tenuto a padroneggiare il virus della curiosità fine a se stessa emersa così magistralmente nel fenomeno del gossip.
 
Ciò equivale sempre a guardare altrove fuorché in se stessi, perché in questa maniera si evita un certo tipo di lavoro funzionale, che non paga subito e chiede sacrificio, in luogo di una immediata  ed effimera "soddisfazione" determinata nell’osservare gli altri e… giudicare. 
 
Ottica del mal comune mezzo gaudio e dell’erba sempre più verde del proprio “vicino”; vicino che è diventato ormai anche il lontano grazie allo sviluppo della tecnologia. Una sorta di modalità del “pane della vergogna” descritto dalla Cabala.

Pensiamo poi che, se questa modalità tecnologica è fornita al grande pubblico, figuriamoci di cosa dispongono i militari e, dunque, l’Antisistema; satelliti in grado di vedere uno spillo in casa nostra, di farci le analisi del sangue dallo spazio :)
 
Come si “vince” il controllo del Grande Fratello? Sviluppando consapevolezza e senso unitario. Conoscendoci attraverso le nostre facoltà superiori solo assopite. Ascoltando, conoscendo, essendo consapevoli, crescendo nello spirito, unendosi allo spirito, eseguendo il download della propria essenza animica in Terra. 
 
Sappiamo che le nostre cellule ci “parlano” ogni istante? Che ci ascoltano e vivono per il nostro benessere? Google quando riuscirà a farci vedere questo? Non lo speriamo nemmeno, perché quel giorno vorrebbe dire che saremo stati trasformati definitivamente in cyborg e…:

"Se vi ritroverete soli, a cavalcare su verdi praterie col sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perché sarete nei campi Elisi, e sarete già morti" (Massimo)

L’Antisistema ha agito in maniera tale da dimostrarci che non c’è nessun nemico da combattere, perché in realtà il nostro "nemico" siamo solo noi:

"Un soldato ha il grande vantaggio di poter guardare il suo nemico negli occhi"  (Massimo)

Oggi un “soldato”, ognuno di noi, il nemico non lo può più vedere, gli è stato tolto questo “privilegio” perché era solo una tremenda illusione, come tutto del resto…
 

giovedì 11 febbraio 2010

Non solo Cupido lancia frecce al cuore.




Continuo oggi la trattazione del tema legato allo sprigionamento dell’energia Kundalini, una energia del tutto naturale che fluisce, tramite la colonna vertebrale, dal basso verso l’alto; raffigurata per immagini è una sorte di serpente di luce che risale dal basso della zona sacrale cercando la “Luce”. 
 
Come detto in precedenza (potete cercare l’etichetta “Kundalini”) questa energia è alla base di un cambiamento, cioè provvede ad “agitare” il nostro mare quotidiano. Porta dunque ad uno spostamento del “sentire” e del “fare” e questo nel bene o nel male a seconda del nostro grado di “preparazione” nel saperla gestire; anche in questo caso il termine consapevolezza determina un fine cambiamento nella percezione di quello “ci” succede.

Le energie astrologiche influiscono fortemente sulla disponibilità individuale nei confronti della liberazione energetica. Chi, nel tema natale, ha Saturno nella Quarta Casa o la Luna in Scorpione, che scatenano profonde forze del subconscio, è più affine alla liberazione di energia Kundalini. A chi fosse interessato al “calcolo” del tema natale,  il sito http://www.astrologiainlinea.it/ offre gratuitamente un buon servizio in tal senso. 
 
Chi per anni si è dedicato con intenso impegno alla professione può soffrire di esaurimenti nervosi, emotivi o mentali anche seri. Spesso anche questi sintomi sono riconducibili al fatto che il sistema, per riuscire a gestire il peso eccessivo del lavoro, ha liberato una quantità esagerata di Kundalini. Un periodo di pausa “forzata” può essere propedeutico ad un cambiamento dello stile di Vita. Kundalini stimola la meditazione e determina cambiamenti in questo senso. 
 
Eventuali ferite nella zona dell’osso sacro possono sottoporre la riserva Kundalini a una pressione continua, costringendo in tal modo l’individuo ad affrontare incessantemente sia le energie che i cambiamenti che l’accompagnano. L’aspetto positivo di ciò è che la Kundalini eccedente provoca nel soggetto un’evoluzione personale dall’interno. I dolori, le ansie, i traumi e i ricordi negativi contribuiscono ad “aprire” il subconscio che a sua volta libera le energie: di solito le sensazioni interiori assumono in questa fase proporzioni eccessive, entrando a far parte della realtà dell’individuo, che pertanto è predisposto alla psicosi. 
 
Se non si elimina dal subconscio (zona del ventre) la Kundalini eccedente, riequilibrando l’organismo, l’energia continua a fluire moltiplicando le ossessioni. 
 
Per combattere tale problema, mettendo in movimento le energie e riequilibrandole, si può ricorrere a metodi quali la meditazione, la danza a corpo libero (durata: da 5 a 10 minuti; da effettuare in un secondo tempo) o l’autoimposizione di periodi di riflessione profonda. 
 
Kundalini si orienterà verso la zona o il Chakra più aperti per “fuoriuscire”, nel caso il corpo non sia preparato a gestire la sua energia, provocandone l’apertura, se necessario, e concentrando tutta la sua forza in quel punto come se fosse un buco nero. 
 
Le ossessioni possono essere superate solo grazie a un nuovo orientamento delle energie. La liberazione causata dall’uso di sostanze stupefacenti eccitanti può essere particolarmente dannosa, dal momento che essa provoca l’apertura dei Chakras o la sensazione di “fulminamento” nota ad alcuni tossicomani. Nella Cabala si parla di “cortocircuito” che porta, ad esempio, la lampadina ad emettere una luce intensissima che, però dura ben pochi secondi, dopodiché avviene la “bruciatura del filamento di tungsteno” e relativa “discesa” nel buio. Ossia è una via che difficilmente “paga”. 
 
Se il soggetto è disposto alla meditazione, generalmente la liberazione di Kundalini avviene in maniera più dolce, poiché l’individuo sta già lavorando su se stesso per predisporsi al cambiamento. Le iniziazioni ai livelli spirituali superiori avvengono spesso nel sonno senza che la persona se ne renda conto, avvertendo solo un mutamento nelle sue percezioni e nei suoi atteggiamenti. Se tuttavia il soggetto ne è perfettamente cosciente, sarà in grado di percepire l’energia come un dardo luminoso che parte dalla sommità del capo e raggiunge la zona del cuore, oppure arriva alla riserva Kundalini, dove libera parte delle sue energie. 
 
L’iniziazione favorisce sempre anche una maggiore consapevolezza generale ed evita che l’individuo si creda abbandonato o pazzo quando Kundalini inizia a provocare reazioni “strane”. 
 
Se comunque il soggetto non è fisicamente, emotivamente o mentalmente preparato a gestire l’energia, si espone a possibili depressioni, sensazioni di disorientamento, malattie o altri disturbi. Anche le iniziazioni terrene possono scatenare la liberazione dell’energia Kundalini. Quando si è pronti ad accedere a livelli superiori (o più profondi) dell’energia terrena avviene un collegamento (o iniziazione), che dà all’individuo una consapevolezza terrena ulteriormente sviluppata; la quale a partire dai piedi lungo tutto il corpo sale con forza fino alla sommità del capo. La sua energia, se sufficientemente  intensa, può risvegliare Kundalini negli individui predisposti. 
È fondamentale evolversi in tutti i settori della Vita.
( Materiale tratto dal libro di Genevieve Lewis Paulson “Kundalini e Chakras” ).


“L'effettiva manifestazione del risveglio della Kundalini è la percezione di aria, di un leggero soffio, di un leggero vento, di una brezza fresca sulla sommità della testa e sui palmi delle mani”.
Fonte: Wikipedia 
 

mercoledì 10 febbraio 2010

Il "dubbio" è una contrazione che genera energia.




L’energia nasce da una contrazione. Senza contrazione non esiste energia. Nella sua “forma” primigenia, originale, fuori dallo spazio/tempo, l’Assoluto “non è” manifesto in virtù della non-contrazione. È in una situazione di “oblio”, di solo potenziale. La contrazione che sorge dalle immagini, ancora prima dei pensieri e, dunque, dal desiderio determina il principio della manifestazione attraverso il processo della “scissione”, la quale inizia a creare contrazione tra le parti.
 
Questa “azione” senza mente, per come la conosciamo noi, è l’origine della Vita nel Multiverso e nasce proprio dal desiderio di “conoscersi”.
 
A cascata, l’intera creazione, è ad immagine e somiglianza ossia rispecchia, riflette tale “input” iniziale. Equivale allo schiacciare il tasto “enter” in un personal computer che ancora non esiste , ma esisterà nel “futuro” come uno scoglio che emerge dal mare infinito delle possibilità. L’inizio del “programma” scatena la Vita come diretta funzione della ricerca della risoluzione dell’equazione originale, la quale è in “cerca” della formula omnicomprensiva, in perfetto equilibrio duale come banco di stress della stessa. È nelle dimensioni più basse, come quella tridimensionale dove siamo “precipitati” consapevolmente, che si esperimenta la “teoria delle formule” da laboratorio o, spiritualmente parlando, delle speculazioni evolutive ai fini della conoscenza di se stessi.

Cosa ho scritto? Che è solo sulla Terra che la contrazione tra l’essere e l’avere spinge alla creazione dell’uomo nuovo, che riporterà al livello del Creatore la risposta alla domanda originale “chi sono”.

Noi tutti siamo responsabili di questo; siamo responsabili nei confronti dell’atto e dello scopo della Vita.
 
E per questo siamo importanti e assolutamente “attaccati” all’origine. Non siamo mai stati separati se non dalle illusioni provocate dalle condizioni che vigono a “terra”. Lo sapevamo che era così ancora prima di “scendere”. Probabilmente ci siamo anche “preparati”, ma ci siamo persi perché il “gioco” è molto serio; la scuola è di quelle che non “fanno sconti” se non quelli che ci siamo “meritati”.
 
Questo è un luogo dove vige ancora la “meritocrazia”.
 
A noi la facoltà di esserne consapevoli.

Il Creatore è alla ricerca di “risposte” che sono nascoste dentro le sue infinite “fattezze”; la creazione emanata rispecchia questa “sete” di completamento o di evoluzione. In maniera analoga, frattale, olografica questa “ricerca” è marchiata in ogni sua particella, la quale è spinta a “ruotare” in questa direzione. Ogni “deviazione” sul percorso ha senso nel momento in cui apre la via, per altri versi, giungendo a rispondere ancora e sempre alla stessa “domanda”. 
 
Nulla è per caso. Tutto ha un senso.

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi."
"Ne sei sicuro?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo, Il Dubbio)

 

V 4 Verità.




È da ritenersi normale un mondo nel quale ci si deve difendere o si deve temere lo Stato, le leggi, le istituzioni, gli organi di controllo. Un luogo che premia modelli senza senso; che vede al governo persone perlomeno sui generis, che alimenta il dubbio, la rabbia, l’ipocrisia, il malcontento? È normale una società che snobba gli “altri”, che legifera schiacciando l’individuo, che prevede il potere secondo il soldo? 

Vi chiedo è normale questo modello di Vita? 

Sempre più stressato, agitato, consumistico, egoico, lontano dallo spirito, nuvoloso quanto un cielo oscurato dalle masse vorticanti delle nubi. È normale? Non c’è qualcosa che non va? 

Niente che valga la pena di commentare questo "pezzo"? 

Eppure siamo sempre tutti così scontenti, arrabbiati, dubbiosi, nervosi… ma allora perché? Se va tutto bene, perché si è tanto alterati? 

P e r c h è ? 

Come dice il “nostro”  buon e tondo Virginio “Gerry” Scotti: ditemelo!

Sono il vostro Pirata dell’etere: a me potete dirlo… :)
 

martedì 9 febbraio 2010

Onda Pirata.




“Le immagini tremolanti di farfalle bianche, che come temerari toreri o abili surfisti, attendevano le filanti forme delle vetture lungo la carreggiata delle strade appena fuori Dune, erano solo un lontano riflesso del giorno ch’era appena culminato. Da qualche attimo si poteva annusare nell’aria spessa e calda e noiosa, la presenza di alcune rappresentanti  fisiche di un cambiamento, della rottura della stagione calda, dell’inevitabile alternarsi, strofinarsi, sfidarsi di energie opposte. Come una presenza ancora solo annunciata, la pioggia, di fatto, s’apprestava a cambiar volto, levigando ogni confine, alle asperità di  respiri affannosi, di movimenti pesanti, d’auspici superstiziosi simili ad accorati rituali d’altri tempi; il tempo del caldo torrido, come una belva colpita gravemente, ruggiva con ancora maggiore intensità, nel vano tentativo d’allontanare qualcosa di più di un semplice timore. Dalla pausa dove s’infilava la luce del giorno nasceva l’idea stessa dell’alternanza, infatti da oltre la dorsale dei Monti della Luna, qualche nube, nerastra per contrasto, conquistava un diritto di passaggio con l’arroganza di un giovane smodato nell’utilizzo della propria energia. Quando un fortissimo vento iniziò a disperdersi tra i tetti e le case, fra fronde e pensieri ripiegati su se stessi, abbattendosi come una fragorosa onda nata da meccaniche nascoste, qualcuno iniziò ad accorgersi del diverso profumo dell’aria, alzando lo sguardo verso la fine del cielo ad occidente. Ciò che vestiva i panni di un invitato, dell’ospite tanto atteso e gradito, recava nascosta tra le pieghe dell’occasionale sobrio ed oscuro abito, la mutevole capacità di sorprendere e far cambiare d’idea; e fu con sommo dispiacere che molta laboriosa gente di Dune approfondì la conoscenza con la personale, camaleontica, capacità di non riconoscere nemmeno il dono di una preghiera…nel generale strisciare di pezzi di materiale ovunque, il calore veniva sospinto, sollevato, disarcionato, mischiato, schiacciato, sradicato, preparato all’urto d’agguerrite correnti d’aria fredda, come la rappresentazione, la continuità dello spettacolo più antico a cui si potesse mai assistere ad occhio nudo. L’elettricità secca per il momento disegnava draghi nel cielo e paura di non riveder mai più la luce di un nuovo giorno, anche se di calore. Il suono della pioggia diventava sempre più deciso, e poco importava che fossero le foglie degli alberi a produrne la tipica, avvolgente, sonorità; poco importava alla gran parte della gente che scappava come il tempo prezioso di una vita trascorsa solo a respirare” – Come profumo di pioggia (Prospettiva Vita)

Mi sono ripromesso di scrivere articoli più corti, ma è per me ancora difficile; sto imparando.
 
Perché affermo questo?
 
Perché ho la ferma convinzione di poter raggiungere le persone; di riuscire ad agganciare le armoniche del pubblico pensiero, fatte di polivalenti onde multicentriche. Gli individui, racchiusi in “bolle”, vivono la propria realtà immersi nella realtà più grande dell’unione di tutte le singole realtà.
 
La somma di queste visioni crea il mondo conosciuto.
 
Forme d’onda che plasmano l’energia cosmica, dando luogo alla "forma". Io intendo raggiungere l’onda portante degli individui, captando la modulazione di frequenza dell’onda più forte che “trasmette” il programma di paradigma più affermato e seguito dalla massa. L’Antisistema è il deejay ed il proprietario di questo network che fa il pieno di ascolti per tutto il tempo. 
 
Sarò una radio pirata che innescherà un disturbo nell’etere, in maniera tale che le persone inizieranno a conoscere il dono delle proprie “preghiere”.
 
Se siete riusciti a leggere tutto l’articolo senza saltare con l’occhio alle espressioni in grassetto, Vi sarei grato se me lo comunicaste tramite un commento. Abbassate per un attimo il sistema ricevente esterno e permettete di “sentirvi”. 
Bene, ora rileggete l’articolo. Ora siete più calmi e disponibili a “comprendere”. 
Alziamo bandiera pirata!

"Il cuore di Roma non è il marmo del senato ma la sabbia del Colosseo" - Il gladiatore
  

lunedì 8 febbraio 2010

Legàmi, tutti i "colori" dell'Anima.




La magia di un cambiamento spira leggera tra i granelli di polvere che, immanenti, lambiscono spazi quasi impercettibili. È un senso compiuto il suo, come acqua che scorre percependo le “inclinazioni”. Ciò a cui la dimenticanza ha solo cambiato di posto è possibile ripristinare semplicemente volendolo.

Oggi ho deciso di manifestare una nuova tappa della mia Vita che, di riflesso, è legata alla Vita di tutti noi allo stesso modo dell’aria che respiriamo. Prende ufficialmente la luce del “Sole” l’iniziativa che ho deciso di chiamare Legàmi.

Cosa è Legàmi? Legàmi “disegna” sogni, cattura la “Luce” che scaturisce da ognuno di noi, riassume un “senso”.  
Da oggi esiste la possibilità di pensare al prossimo in modo nuovo, diverso, quantico.

Tramite Legàmi è possibile fare pervenire ad una persona o a se stessi, una prospettiva che lega una immagine alle parole da essa “evocate” nella mia "sfera sensibile". Cosa significa? Che, a partire da una fotografia, riesco a percepire "parte" dell’energia della “scena” ritratta e, dunque, della persona alla quale vogliamo fare pervenire il nostro augurio, il nostro pensiero in termini di sentito apprezzamento, la nostra “presenza”, vicinanza, il nostro amore.

In parole semplici, Legàmi è un modo nuovo, originale, creativo, per esprimere ad un’altra persona il nostro "pensiero".
Ogni celebrazione della Vita, segnata dalla società, come un compleanno, un matrimonio, un battesimo, una cresima, una comunione, un anniversario, una festività particolare, ma anche una amicizia, un amore in “piena”, una gioia, un riconoscimento di ogni genere, può essere l’opportunità di donare una composizione Legàmi.
Legàmi è anche per se stessi, proprio come ci si dedicherebbe un ritratto o una fotografia da incornicare alla parete.

Legàmi, nella sua forma concreta, diventa una immagine che unisce la fotografia inviata, ad un testo che gli “appartiene”, racchiusa in una soluzione completa di presentazione anche cartacea.

Legàmi è una scelta di Vita. Questa modalità esprime la mia scelta di Vita. All’insegna della nuova energia che scorre tra di noi e che gonfia gli "stendardi" dei nostri cuori. È un soffio d’amore; il segno ed il senso dei nuovi tempi. 
Sono certo di contribuire, con questo, all'espansione della coscienza nuova...

Sarete i benvenuti nella "casa" di Legàmi - www.legami.sitiwebs.com 

Vi attendo per una tisana rillassante :)

Grazie di cuore...
 

"Forse l’amore è il processo con il quale
ti riconduco dolcemente a te stesso.
Non a ciò che io voglio che tu sia,
ma a ciò che sei"
Leo Buscaglia, Vivere Amare capirsi

MAGO: ed ora veniamo a te, mio luccicante amico. tu desideri un cuore, non immagini quanto tu sia fortunato a non averlo; il cuore non sarà’ mai una cosa pratica finché’ non ne inventeranno di infrangibili.
UOMO DI LATTA: si’, ma io lo vorrei lo stesso.
MAGO: nel paese dal quale provengo ci sono uomini che passano la vita facendo opere buone, sono chiamati benefattori. i loro cuori non sono più’ grande del tuo, ma hanno una cosa che tu non hai: un riconoscimento. e dunque in considerazione della tua grande bontà’ e’ con gioa che ti offro questo piccolo pegno come simbolo della nostra stima e del nostro affetto. e ricordati, mio sentimentale amico, un cuore non si giudica solo da quanto ami, ma da quanto tu riesci a farti amare dagli altri!
Mago di Oz – Lyman Frank Baum

"Ognuno dovrebbe imparare a scoprire e a tener d’occhio quel barlume di luce che gli guizza dentro la mente più che lo scintillio del firmamento dei bardi e dei sapienti. E invece ognuno dismette, senza dargli importanza, il suo pensiero, proprio perché è il suo. E intanto, in ogni opera di genio riconosciamo i nostri propri pensieri rigettati; ritornano a noi ammantati di una maestà che altri hanno saputo dar loro"
Ralph Waldo Emerson, da “Fiducia in Se stessi”

"Ovunque tu vada, vacci con tutto il tuo cuore"
Confucio

L’occhio
non vede cose
ma figure
di cose
che significano
altre cose.
“Le citta invisibili”
Italo calvino

"Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: a essere contento senza motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa, e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera"
Paulo Coelho, da “Monte Cinque”

"Nel momento stesso in cui dubitate di poter volare, cessate anche di essere in grado di farlo"
James Barrie, dal libro “Le avventure di Peter Pan”

"Se ami qualcosa lasciala andare via, solo se torna sarà veramente tua"
Jim Morrison

"Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi"
Charlie Chaplin

"Andate fiduciosi nella direzione dei vostri sogni, vivete la vita che avete sempre immaginato"
Henry David Thoreau
 
Un sentito ringraziamento al sito www.frasiaforismi.com per gli "spunti" :)


domenica 7 febbraio 2010

Consapevolezza, download, fusione, trasmutazione.





Domanda: Il professor Hawking ha detto che il campo gravitazionale è in qualche modo più speciale degli altri campi. Lei che cosa ne pensa?

Risposta: certamente il campo gravitazionale è speciale. In qualche modo c’è un’ironia nella storia dell’argomento: Newton iniziò la fisica con la teoria della gravità e questa teoria fu il paradigma originale per tutte le altre interazioni fisiche. Ora risulta però che la gravità è in realtà nettamente diversa da tutte le altre interazioni. La gravità è l’unica forza che influisce sulla causalità, con profonde implicazioni relativamente ai buchi neri e alla perdita di informazioni.

Da “Teoria quantistica e spazio-tempo” di Roger Penrose

Meravigliosa questa risposta; cosa significa in termini spirituali il concetto di “perdita di informazioni”? Semplicemente quello che succede all’anima quando si incarna in un corpo fisico. La dimenticanza del sé. Il “fenomeno” a cui siamo tutti quanti sottoposti quando siamo in forma umana. 
 
Le condizioni a terra influenzano il nostro campo animico, causando la perdita del “collegamento” con la nostra anima e generando lo smarrimento totale legato al principio della nascita. 
 
Ogni bimbo è “bianco” all’alfa, ma con gran parte dei canali ricetrasmittenti potenzialmente aperti e funzionanti. In Avatar si racconta di un “marine” che funge in questo caso da “anima”, il quale controlla un corpo esterno, appunto un Avatar, predisposto alla Vita fisica sul pianeta Pandora. Quel corpo è progettato appositamente per la tipologia di Vita su quel pianeta, in quelle condizioni proibitive per l’uomo terrestre. Le trasmissioni tra anima ed Avatar funzionano bene nel film, ma alla fine l’essenza dell’uomo presente nell’Avatar decide di tagliare il collegamento, per vari motivi. Questo “taglio” è consapevole. In questo caso c’è un trasferimento di “essenza” da due corpi fisici, discesi dall’alto, facenti capo alla stessa sorgente. 
 
Si esegue un vero e proprio download. 
 
Io trovo che la metafora racchiusa nel film, sia anche che l’anima deve essere riversata nel corpo umano quando è nella sua fase incarnata, al fine di innescare il processo quantico di evoluzione spirituale terrena. È qua, sulla Terra, che deve avvenire la “fusione”. È qua, sulla Madre Terra, che avverrà la trasformazione finale che darà luogo ad un “bimbo” consapevole di “chi sia” subito dalla nascita, avendo già superato le contraddizioni duali dovute alle condizioni gravitazionali a cui è sottoposto il pianeta vivente Terra.

Tutto ciò che ci circonda è una scuola, un teatro, un gioco, una magnifica orchestrazione di eventi magnetici che ruotano tutt’attorno all’atomo uomo.

“L’uomo nasce libero ma ovunque è in catene.
Chi crede di essere padrone degli altri rimane comunque più schiavo di loro”.
Jean Jacques Rousseau

Oramai vedo tutto in chiave metaforica e, dunque, ribaltata.
Traduzione di questa frase: le condizioni “ambientali” planetarie determinano questa schiavitù, agendo su tutto il nostro essere. Tutti noi siamo sottoposti pariteticamente a questo “trattamento”. Nessuno escluso. La “salvezza” è contenuta nell’imparare a “gestire” queste condizioni, "aprendo" progressivamente tutta la nostra “pianta” in maniera tale da fiorire anche nelle nuove “condizioni”. Meraviglioso.