martedì 13 ottobre 2009

Girare a 180 gradi il conosciuto e chiedersi "Perchè no?".






Pensavo a quando, molti anni fa, al buio osservando il riflesso della luce proveniente dall’autoradio sul pomello ( nero e lucido ) del cambio, intuii come le nostre vite tridimensionali potessero essere molto simili a quei finti bagliori; a quei riflessi che, al buio, ingannavano l’occhio ( e forse i sensi ) dell’osservatore. Era come pensare che il tondo pomello riflettente fosse, in realtà ed a tutti gli effetti, la superficie generante la luce. Ma non è finita qua. Allarghiamo gli orizzonti e poniamo il caso che un risvegliato “veda” in maniera molto più acuta. Per questa persona la luce da dove sembra partire?; dal frontalino dell’autoradio. Il pomello diventa chiaramente un mondo di illusioni che vive di luce riflessa, abbiamo una espansione di coscienza e volgiamo il nostro focus alla ritenuta vera sorgente della luce ( il pannello frontale illuminato dell’autoradio ). Passo successivo. Giunge un illuminato che riesce a cogliere che la luce proveniente dal fronte dell’autoradio è il frutto di una “reazione” permessa esclusivamente dalla presenza della batteria ( nuova sorgente ) e che, poi, ci si trova su un modello di automobile e che poi quella batteria viene venduta in serie in un ipermercato ed è stata costruita da una entità intelligente la quale crede in un Dio che non ha mai visto, ma che forse i suoi lontani antenati hanno addirittura crocifisso e che in nome di quel Dio sono scoppiate guerre a non finire, etc.
Ora, l’osservatore ( che vive sulla Terra ) che credeva che il pomello fosse una bella stella nel cielo che emetteva luce di quello strano colore, quanto era ingannato e quanto era lontano dalla comprensione, dalla consapevolezza, dal solo minimamente intuire la vasta e complessa natura delle “cose”?

Dal “Mito della caverna” ho tratto una conferma micidiale; ho sempre avuto la sensazione che vedere un riflesso di luce su una superficie, potesse confondere l’osservatore al punto tale da scambiare quella superficie solo riflettente per l’emissario/la sorgente della luce ( un po’ come credere che la luna è gialla di notte perché emette luce invece di raccoglierla di riflesso dal sole che brilla sempre ma che non è visibile in quella parte di mondo dove è… notte… J Tutto ciò fa meglio comprendere il regime illusorio nel quale viviamo, scambiando gli effetti con la causa… e poi, con il trascorrere del tempo, tutto prende, per abitudine, a funzionare così… e sempre meno individui vanno ad indagare sulle vere cause di ogni accadimento. Ci si ferma sempre agli effetti… come scintillii lucidi ed ingannatori… come la medicina tradizionale, la scienza, i sistemi educativi, etc.
La colpa non è di nessuno e di tutti allo stesso tempo… e poi quale colpa? Nulla è per caso… in fondo anche il bimbo che si scotta sulla fiamma lo fa solo una volta e gli serve per capire ed imparare… semmai la recidività dovrebbe essere preoccupante, infatti il sistema economico sta letteralmente crollando proprio perché recidivo ed incurante di etica, morale e giustizia… senza compassione, egoico, avido e freddo consumatore come un virus per il sistema… pardon per l’antisistema… eppure serve anche questo aspetto…


La natura tridimensionale del “luogo” dove una parte della nostra anima, pensa, di vivere e di essere, illude e divide. La divisione avviene in tutti i modi possibili, persino con il linguaggio ( il mito della torre di Babele insegna come l’uomo non si sia più compreso con l’avvento del linguaggio, lasciando perdere tutto il corollario di altre immagini ) e, mi preme riportare una espressione di Gurdjieff a tal proposito:
“Affrontando vari argomenti, ho notato quanto è difficile comunicare la propria comprensione, anche quando si parla dell'argomento più comune e ci si rivolge a una persona ben conosciuta. Il nostro linguaggio è troppo povero per poter fornire delle descrizioni esatte e complete. E ho scoperto che questa mancanza di comprensione tra gli uomini è un fenomeno matematicamente regolato con la stessa precisione della tavola pitagorica. La comprensione dipende, in generale, dalla cosiddetta « psiche » degli interlocutori, e più in particolare dallo stato di questa « psiche » nel momento considerato. L'esattezza di questa legge si può verificare a ogni passo. Per una reciproca comprensione, non è sufficiente che chi parla sappia come parlare, è anche necessario che chi ascolta sappia come ascoltare. Per questo motivo posso affermare che se parlassi nel modo che ritengo esatto, tutti coloro che sono qui, con pochissime eccezioni, penserebbero che sono pazzo.”
Tratto da « IO, CHI SONO? »
Essentuki, 1918 circa
Da “Vedute sul Mondo Reale” di G.I. Gurdjieff ed. “L’Ottava”