venerdì 12 agosto 2011

Canone Rai e la televisione che non c'è più.




Quest’oggi SPS si trasforma momentaneamente in un clone di ‘Mi manda Lubrano’. Ricordate? ‘A questo punto, una domanda sorge spontanea...’. 

L’oggetto della questione è, però: ‘mamma’ Rai.

Al momento questo Blog non è aperto ai commenti, però una e-mail per eventuali comunicazioni la metto sempre in calce ad ogni articolo, per cui chi avesse qualcosa da indicare e/o aggiungere lo può fare tranquillamente, vista la ‘popolarità’ dell’argomento trattato. Poi, se la situazione lo richiederà, potrò scrivere un aggiornamento della questione, o aprire una pagina apposita in SPS, con lo sviluppo delle 'cose' e i vostri ‘appunti’ ed esperienze sul tema.

Che ne dite? Questo è SPS, dove non c'è fine di continuità tra 'Sacro e Profano', dove ogni ambito viene osservato come una introduzione verso il suo esatto opposto al fine di esperimentare l'esistenza 3d e comprendere, in perfetta autonomia, i riflessi del 'tutto' che si affaccia su di noi ed in noi.

Allora, vado diretto al punto della disdicevole vicenda, che cade, tra l’altro, in un momento in cui la ‘crisi’ batte dura e risparmiare quegli oltre 100 euro annui, richiesti dal balzello medioevale del canone Rai, non fa proprio male.

Cercherò di essere chiaro e trasparente.

Noi (io e mia moglie) abbiamo sempre pagato il canone, sin dal 2003 da quando abbiamo deciso di vivere insieme (prima lo hanno sempre pagato i nostri genitori). Nel tempo, però, la nostra situazione relativa all’essenza del vivere, diciamo ‘sul percorso evolutivo/spirituale, ci ha portati a cambiare idea sulla quasi totalità delle mode/abitudini ‘offerte’ da questo modello sociale

Siamo cambiati in 'profondità'.

La televisione è una di quelle 'abitudini' a cui abbiamo deciso di fare a meno e, il lettore di SPS, sa molto bene che lo dico con serio convincimento. Per cui siamo andati a cercare direttamente alla ‘fonte’, ossia sul sito della Rai, come si può fare per disdire tutta la faccenda relativa al canone.

Cosa abbiamo trovato? Questa pagina tutt’ora presente sul loro sito, la quale recita che 'la disdetta dell’abbonamento, si realizza esclusivamente al verificarsi dei seguenti eventi:

•  L’abbonato cede tutti gli apparecchi detenuti dando esatta comunicazione delle generalità e indirizzo del nuovo detentore… (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)

•  L’abbonato comunica di non detenere alcun apparecchio fornendone adeguata comunicazione (ad es. per furto o incendio)… (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246)

•  Nel caso che gli abbonati intendano rinunciare all’abbonamento senza cedere ad altri i loro apparecchi, devono presentare disdetta, entro il 31 dicembre, chiedendo il suggellamento degli apparecchi stessi. (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246) 
 
Dato che il nostro vecchio televisore versava in condizioni pietose, lo abbiamo fisicamente buttato via, trovando la ‘forza’ (visto il condizionamento sottile imposto) e prendendo lo spunto dall’introduzione alla tv digitale e del relativo ‘famoso’ decoder analogico/digitale da applicare alla vecchia tv. 

Quindi per noi il ‘secondo caso’ dei tre esplicati sul sito della Rai andava benone e rientravamo al cento per cento nella casistica, ossia:

L’abbonato comunica di non detenere alcun apparecchio fornendone adeguata comunicazione (ad es. per furto o incendio). La disdetta deve essere inviata a mezzo raccomandata Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (To) (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246). Anche in questo caso, successivamente all'invio della raccomandata, lo Sportello S.A.T. invierà all'abbonato un modulo di dichiarazione integrativa della disdetta che dovrà essere debitamente compilato, firmato e restituito per la definizione completa della richiesta di annullamento.

Allora mandiamo la nostra bella raccomandata prima della scadenza dell’anno 2010. Eccola:

Oggetto: disdetta dell’abbonamento privato alla televisione n.XXXXXXXX–Codice Controllo X - (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246).
 
Il sottoscritto XXXXXX XXXX intende portarvi a conoscenza di quanto in oggetto. Infatti non sono più in possesso di alcun apparecchio televisivo da mesi e non intendo nemmeno usufruirne per il futuro. Colgo l’occasione dell’ultimo guasto definitivo occorso al mio televisore. Il mio stato di disoccupazione non mi permette spese inutili.
Grazie.
Cordiali saluti.    

Sono rimasto disoccupato per circa due anni e mezzo, per una scelta particolare di ‘ri possesso del mio tempo’. Tempo che ho messo a disposizione alla mia 'crescita individuale espansa', per SPS e per terminare il mio libro ‘Prospettiva Vita’, che dovrebbe andare in stampa a settembre 2011. 

Puntualmente ricevo ugualmente da ‘mamma Rai’ la richiesta di pagamento per il canone relativo all’anno 2011. Allora riscrivo prontamente un’altra raccomandata; questa:

Oggetto: Vostra richiesta di abbonamento alla Televisione n.XXXXXXXX – Codice Controllo X.

Mi chiamo XXXXXX XXXX, residente in XXXX a XXXX (XX), e scrivo in merito a quanto espresso in oggetto. Voglio portare alla Vostra cortese attenzione che in data 07 dicembre 2010 ho espresso formale richiesta di disdetta dell’abbonamento privato alla televisione N. XXXXXXXX – Codice Controllo X - (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246), come da indicazioni presenti sul Vostro sito, tramite raccomandata AR Nr. XXXXXX-X (che allego, unitamente alla fotocopia della lettera di disdetta sopra cimentata). Pertanto, in riferimento a quanto espresso, non trovo fondata la Vostra richiesta di pagamento del canone RAI per la stagione 2011 e a seguire.
Grazie.
Cordiali saluti.

Bene. Tutto finito, pensavamo io e mia moglie, e invece no. Due giorni fa riceviamo questa ennesima richiesta di pagamento del canone Rai:

In riferimento alla Sua comunicazione, si fa presente che la stessa è inefficace per la chiusura dell’abbonamento in oggetto, in quanto non contiene gli elementi richiesti dall’art. 10 del R.D.L. 21 febbraio 1938, n 246 (convertito nella legge 4 giugno 1938, n. 880), che consente la disdetta nei soli casi di cessione o di suggellamento di tutti gli apparecchi televisivi detenuti presso ogni residenza o dimora proprie e dei propri familiari anagraficamente conviventi.
 
Pertanto Lei rimane obbligato/a al pagamento del canone di abbonamento alla televisione.
 
Si fa presente inoltre che attualmente sono ancora dovuti i seguenti importi:
euro 56,39 per canone di abbonamento
euro 8,70 per sanzioni amministrative e interessi di mora.
 
La modalità di trattamento a cui la Rai sottopone i propri abbonati/forzati è lo specchio di una nazione ammantata di ‘ragnatele’ e ‘malfidenza’, il cui frattale è rispecchiato persino nella mancanza di saluti finali nell’ultima comunicazione ricevuta, come se un qualcuno dall’alto, inarrivabile, non degnasse nemmeno del saluto il proprio ‘sottoposto’. 

Infatti, il rapporto reciproco tra Rai e abbonati si fonda sulla negatività. Alla base ‘non si crede a quello che l’altra parte sta affermando’. Solo che l’abbonato è forzato a ‘credere/pagare’, mentre la Rai può fare la voce grossa e ‘ordinare il pagamento’.

Ecco le mie considerazioni:
  • non abbiamo più nessun televisore in casa (il vecchio televisore era al limite della decenza e l’abbiamo buttato via)
  • la modalità di disdetta utilizzata da noi è scritta sul sito Rai (l’abbonato comunica di non detenere alcun apparecchio)
  • le tre modalità di disdetta fanno riferimento alla stessa legge (art. 10 R.D.L. 21.2.1938 n. 246). Una legge del 1938 che rappresenta ancora l’Italia alle porte del 2012
  • il rapporto Rai/Utente è basato sulla malfidenza (non si crede che noi abbiamo veramente buttato via il televisore e che, quindi, continuiamo ad ‘usufruire’ dei programmi Rai)
  • il canone Rai è una forma di ‘collante’ studiato per essere appiccicato addosso alle persone a ‘prescindere’ da ogni nuova circostanza, infatti in caso di morte, l’erede - se non già abbonato Rai - ‘deve’ prendersi carico dell’abbonamento del defunto
Ecco la situazione più paradossale:

l’unico modo per disdire il canone Rai è chiedere il suggellamento degli apparecchi televisivi posseduti, oppure cederli fisicamente a qualcuno, dichiarando nome e cognome della persona che ‘riceve’ questo onere. Ossia si prendono in considerazione solo le casistiche basate sul possesso fisico di una televisione.

La nostra situazione si trova in un territorio non preso in considerazione, dunque?

Noi non abbiamo nessun televisore. Per cui cosa dobbiamo fare? Nel 1938 non avevano pensato a questa evenienza? 

Quindi dovremmo pagare per un qualcosa di cui non usufruiamo?

Siamo al puro paradosso. Cosa dovremmo suggellare? L’aria? Un televisore di cartone? O un televisore che recuperiamo dalla discarica? Cose da pazzi. Oppure dovremmo dichiarare di cedere un televisore che non esiste?

La documentazione che il televisore non esiste più, in cosa consiste? In una foto in cui si vede che lo gettiamo nella spazzatura? Foto che si può sempre taroccare, per cui ‘mamma Rai, non ci crederebbe, no?

Io penso che, di fronte a questi tempi, occorra prendere delle decisioni all’altezza della situazione personale/spirituale percepita. Che queste decisioni vadano poi confermate tramite l’azione diretta sul piano della inerente realtà/fisicità, attraverso la coerenza e la conferma responsabile delle proprie necessità esistenziali, riflesse in un superamento di ogni ricatto ed 'astrusità' del caso. 

Nella fattispecie, si parla di una vera e propria intimidazione, sia per il tono della lettera ricevuta, sia per la presenza di una ‘sanzione’, sia per quello che all’orizzonte si potrebbe prospettare.

Ma non importa. È una questione di coerente presa di posizione:
  • a noi non interessano i contenuti Rai
  • a noi non interessa vedere la televisione
  • noi non abbiamo nessuna televisione atta a ricevere il segnale televisivo
  • e non c’è niente e nessuno che ci può obbligare a vedere la televisione.
È questa la profondità raggiunta dall’incantesimo? 

Non è nemmeno prevista la circostanza che una persona non voglia vedere la televisione! Non si crede che possa esistere anche questa possibilità. Non si crede che possano esistere interi nuclei familiari ‘de televisorizzati’.

Non si crede… ossia si è malfidenti.

Per oggi lascio perdere il discorso di valenza frattale spirituale, perché esula dalla tridimensionalità del presente articolo, il quale intende manifestare lo 'stato dell’arte' in un modello sociale che, a maggior ragione, non posso che chiamare Antisistema

La Rai è il frattale evidente di un contesto ribaltato a 180 gradi.

Sono giorni di manovre fiscali aggiuntive, di austerity, di richieste di sacrificio per tutti i popoli della Terra, Italia in primis. La ‘crisi’ è stata innescata dall’energia che veicola il mondo bancario e ricade ovviamente sulla ‘massa’ che lo alimenta in ogni caso. È un circolo vizioso di cui, intendiamo che si sia rotto il meccanismo.

Questa richiesta di balzello alla ‘Non ci resta che piangere’ è un segno evidente dei tempi; tempi che stanno collassando su se stessi e sul proprio ‘contenuto’. Il ‘pagare indotto’ sembra l’unico modo per mantenere in piedi un castello che ‘non ce la fa più’.

Io e mia moglie abbiamo staccato i ‘fili’ del Matrix

Noi non abbiamo più nulla a che fare con questa realtà bizzarra costituita da debiti e canoni ‘sottili’. Il nostro Karma è pulito: siamo liberi.

La Rai ‘non crede’?  È un problema suo e di tutti coloro che la ‘alimentano’. La Rai è un carrozzone con molto valore aggiunto, però è preda del proprio male convergente, fatto di tempo ripiegato su se stesso, come una immane tempesta che non va mai via e che non si esaurisce mai, perché trova in continuazione energia di alimentazione. È un vortice che non conosce fine di continuità…

Noi abbiamo chiuso con la Rai.

Con chi ‘non ha occhi per vedere’ è difficile trovare un punto comune d’intenti. In questi casi è meglio tagliare quella linea di percezione, quel Mondo tanto diverso da noi, quella dimensione che non fa più parte della propria vibrazione d’essere.

L’augurio è che le persone cambino, così anche la Rai potrà iniziare a cambiare per ‘induzione’, proprio come adesso per ‘induzione’ ogni individuo è ‘portato’ ad avere un televisore, come se quell’apparecchio fosse un vero e proprio ‘familiare aggiunto’ o un riempitivo per carenze d’altro tipo

La Rai è pubblica e impone un canone, oltre che ad usufruire del mercato della pubblicità: e non basta mai. È sempre piena di debiti, ed il debito è il cancro che ammanta questa dimensione. Lo ritroviamo in ogni circostanza. 

Il debito è il frattale di un qualcosa di superiore: della nostra situazione spirituale latente.

Ogni macchina prodotta dall’umanità, e non fatta sparire, ha ‘sete’ d’energia e puntualmente accende la spia della riserva. Spia che è inerente alla macchina stessa ma anche alla persona che la guida, che la possiede. Persona che deve porre rimedio a quella situazione, pena la frenata del proprio cammino.  

Cammino che, tuttavia, può procedere ancora, a ben pensarci, proseguendo a piedi e abbandonando la macchina. Ecco la famosa ‘alternativa’ o la speranza che non smette mai di alimentare ognuno di noi.

Anche oggi sono riuscito a scrivere parecchio. Ma va bene così. Va bene così.

Spediremo una nuova raccomandata a ‘mamma Rai’, con la ferma intenzione di ‘non vederci mai più’. È un addio, almeno sino a quando le ‘cose’ non cambieranno.

Nel proprio storico slogan c’è tutta questa vicenda e molto altro:  Rai. Di tutto, di più.

Non abbiamo bisogno di questa Rai.

Stay tuned…

Davide Nebuloni / SacroProfanoSacro 2011
Prospettivavita@gmail.com

giovedì 11 agosto 2011

L'induzione all'Uno.



Quest’oggi intendo essere molto sintetico. Fa caldo e le persone non hanno molta voglia di leggere. Domani, invece, pubblicherò un bell’articolo su ‘mamma Rai’, che mi vede come diretto interessato. 

Tutto molto paradossale e regolato da una legge del 1938. Penso che abbiate già capito a cosa mi sto riferendo…

Ma veniamo a oggi. Ecco due citazioni, frattali l’una dell’altra, e di una realtà che ci sta letteralmente cascando addosso. Domanda: quale è la citazione ‘fantasiosa’ e quale quella ‘concreta’?
  
‘L'incontro con le parti sociali - ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi - ha consentito al governo di motivare la necessità di provvedimenti urgenti per corrispondere alle esigenze di stabilità e di crescita e a ciascun attore sociale di sottolineare le proprie specifiche priorità. A questo punto è il governo a dover decidere nel nome delle sue primarie responsabilità’...
Da Yahoo

Microfono in campo! Che errore tremendo. Il cane potrebbe averlo visto. Potrebbe averlo visto!
Hem… Che importa se il cane vede il microfono?
Lascia che ti chieda, Mindy Parker del Network, che cosa vedi qui?
Hem… Il cane?
Il cane, dice lei…
C’è qualcosa che mi sfugge, per caso?
Praticamente… tutto! Tu vedi un cane. Io vedo un animale che crede con tutto se stesso, dalla punta delle orecchie sino alla punta della coda, che la ragazza che adora sia in pericolo mortale. Io vedo una profonda emozione sul muso di quel cane che nessuno aveva mai catturato e riportato sullo schermo! Facciamo salti mortali per fare in modo che Bolt pensi che sia tutto vero. Per questo rispettiamo le posizioni, per questo facciamo un solo ciak e per questo non permettiamo assolutamente che lui veda un microfono!

Perché se il cane crede che sia tutto vero, anche il pubblico ci crede
Da ‘Bolt – un eroe a quattro zampe’

Leggiamo tutto insieme adesso, confondendo realtà e fantasia:

‘L'incontro con le parti sociali - ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi - ha consentito al governo di motivare la necessità di provvedimenti urgenti per corrispondere alle esigenze di stabilità e di crescita e a ciascun attore sociale di sottolineare le proprie specifiche priorità. A questo punto è il governo a dover decidere nel nome delle sue primarie responsabilità... Facciamo salti mortali per fare in modo che pensino che sia tutto vero. Per questo rispettiamo le posizioni, per questo facciamo un solo 'ciak' e per questo non permettiamo assolutamente che vedano un microfono! 

Perché se credono che sia tutto vero, anche il pubblico ci crederà’…
 
Mi sono sempre piaciuti i puzzle o i giochi ad incastro, e più ad incastro di questo non so proprio cosa ci possa essere nelle 3d. Sta cambiano l’assetto del Mondo

È in corso qualcosa che muoverà le acque sempre di più. Il governo unico mondiale è sempre più alla portata. Verrà decretato all’apice della crisi internazionale. È lì che si sta andando ed anche in maniera oltremodo spedita. 

Il ‘consenso’ è ormai implicito. Le organizzazioni specchio, come l’Onu, non possono ostacolare una simile ‘volontà’. I popoli concorrono a dare spinta, sull’onda delle difficoltà dovute alla ‘crisi’. Il dado è tratto…

Tutto ciò non corrisponde ad un ‘de profundis’, ma all’onda d’urto della creazione di una alternativa

Alternativa che si manifesterà a quella parte del ‘raccolto’ in pace con se stessa: l’ascensione ad una nuova dimensione. Non ci sono eletti, non ci sono esami… esiste solo ognuno di noi di fronte al proprio sé, rispecchiato dal tutto. 

Se ‘tutto’ crolla, non crolla per tutti, pur sembrando che sia così. Sarà ‘tutto’ spiegabile e persino logico, ma frammisto all’apparenza di molti falsi segnali… Ci sarà da discernere.

Fatto il letto e spazzata la casa, anche se c'è miseria non lo sa nessuno.
Da Wikiquote

Davide Nebuloni /SacroProfanoSacro 2011
Prospettivavita@gmail.com

 

mercoledì 10 agosto 2011

Correre, recitare, disperdersi (2).




Osservando una bolla di sapone sul vetro, mentre facevo la doccia, ho notato un riflesso impresso sulla sua superficie rotondeggiante. Mi sono accorto che quel riflesso non rappresentava solo un punto di rifrazione di un ‘segnale’, bensì quell’immagine rappresentata era diventata anche parte della bolla stessa

Come se fosse all’opera un teletrasporto e uno specchio insieme. 

Gli Specchi Esseni non narrano solo di un meccanismo etereo di specchio e di riflesso, ma di un qualcosa di più ‘concreto’: una sovrimpressione energetica di informazioni pressanti la realtà percepita, che anche per questo motivo diventa mutabile o mutuabile

Cosa ci può essere alla ‘fonte’, in virtù di campione trasmissibile verso la massa? Certamente un archetipo, o un circuito radionico, progettato appositamente per veicolare una intenzione particolare proveniente, dunque, da una dimensione che sfugge dalle attenzioni dell’opera della massa, impegnata sempre a ‘fare altro’.

Un’intenzione diventa uno schema trasmissibile, proprio come il vento carica le superfici di elettricità statica, depositando anche micro brandelli di ‘materia informativa’. Il focus che ci riguarda è questo: nessuno di noi alza delle difese per fronteggiare un pericolo che si pensa non esistere nemmeno

È come doversi difendere da papà e mamma: chi lo può solo immaginare?

Riflettiamo bene sui colpi di scena presentati puntualmente nelle trame sinuose dei film. Che cosa osserviamo spesso? L’imponderabile. La verità più difficile da scorgere. Allora, frattalmente, tutti questi colpi di scena cosa ci stanno suggerendo?

Certamente che: tutto è possibile e che il più delle volte è anche 'ribaltato'...

Se andiamo a vedere cosa è successo nel caso dei Bond Argentini, per dirne una, come possiamo allora assumere il riflesso proveniente dal mondo bancario? Perché hanno trattato in maniera tanto evidente e negativa il proprio ‘parco clientela’? 

Perché sanno quanto sia ipnotizzante questa versione della realtà. Il magnetismo terrestre immagazzina le forme pensiero più usuali e le ripropone come se fosse un vero e proprio incantesimo. E 'qualcuno' lo sa molto bene.

In un certo senso è come se fossimo prigionieri del Pianeta Terra, prigionieri di nostra ‘madre’. È possibile mai una cosa simile? Avete presente l’immagine di una ragnatela o dei colori molto belli di una pianta carnivora? Ecco.

Cosa succede una volta attirati nel punto focale? Uno ‘scambio energetico’ come minimo. Dove il termine ‘scambio’ è utilizzato per non girare troppo la lama nelle carni.

Le immagini frattali che conducono a cibarsi di carne altrui, identificano molto chiaramente di quale segnale sia ammantata la 'sorgente ombra'. Le entità parassite ‘ci hanno’ come può accadere con dei pesci rimasti in un rigagnolo d’acqua in luogo di un ruscello ricco di grande vivacità. L’aridità del tempo ha procurato una grande siccità, per cui le acque si sono ritirate lasciando i pesci alla mercè di ‘chi sapeva che sarebbe successo'...

Nulla è per caso.

Che cosa hanno in comune tutte queste persone? Molte cose, ma con certezza possiamo dire che avversano il modo di vivere cui le costringe la società del profitto
Da Un’altra moneta

Tutte queste persone’… il numero fa la ‘massa critica’. La ‘massa’ diventa ‘critica’. Ma ‘critica’ per chi? E cosa significa?
 
Massa critica indica in generale una soglia quantitativa minima oltre la quale si ottiene un mutamento qualitativo… Quantità di materiale fissile necessaria affinché una reazione nucleare a catena possa autosostenersi
Da Wikipedia 
 
Si ottiene un mutamento qualitativo… affinchè una reazione… a catena possa autosostenersi’.

Molto interessante. Allora, 'chi' si dovrebbe preoccupare di questo ‘mutamento che si autosostiene’? Certamente l’attuale ‘Testa del Mondo’. Sono loro che hanno più da perdere. Ma chi sono costoro, esattamente?

I ricchi? I potenti? I nobili? I padroni delle fabbriche? Non penso proprio, altrimenti in cosa consisterebbe la cosiddetta ‘guerra fra poveri’? I ‘poveri’ in questione siamo tutti noi, almeno il 99% della popolazione

Rimane al di fuori solo la Casta dominante; quella che rimane sempre nell’ombra. Quella che 'conta' e che fa da tramite attivo tra il ‘potere parassita’ e noi. Proprio quel ‘potere’ che non esiste solo perché non è rivelabile dalle nostre facoltà sensoriali limitate e settate a vedere dal ‘buco della serratura’ della biodiversità.

Siamo quasi all’atto finale? Diciamo che c’è ancora tempo: il ciclo a 4 anni scade nella prima metà del 2013. Il malcontento cresce giorno dopo giorno, segno che qualcosa sta sfuggendo di mano? Londra è da tre giorni sotto ‘assedio’. Londra e non Beirut. Parliamo di ‘Europa che conta’. Le misure messe in gioco sono sempre più da capogiro:

Bce passa all'artiglieria pesante: comprerà $1,2 trilioni di titoli spagnoli e italiani.
‘È un intervento ad alto rischio che non sarà facile mettere in atto’, dice in una nota Jacque Cailloux, chief European economist di RBS, aggiungendo che ‘così si rischia una crisi politica insanabile’.
 
‘Con ogni probabilità è proprio quell'intervento necessario e doloroso indispensabile per aprire la strada alla creazione di uno strumento di debito comune, il quid pro quo è che così facendo si perde la sovranità fiscale’.
Da Yahoo 
 
Quid pro quo, ossia ‘fare questo per ottenere quello’… No, la situazione non sta sfuggendo di mano, ma sta solo cambiando: all’opera c’è una intelligenza sovranazionale, globale, che sta ‘facendo questo per ottenere’… cosa? Molto probabilmente ‘l’Uno’:
  • un governo mondiale
  • una moneta mondiale
  • un esercito mondiale
  • un sistema economico mondiale
  • una religione mondiale
  • un 'parco buoi' mondiale
    Il frattale è questo:

    Solo in Europa sono stati bruciati 80 miliardi…’.

    I soldi in Borsa non si ‘bruciano’ ma cambiano ‘solo’ di tasca, perché la Borsa segue ‘il primo principio della termodinamica, o principio di conservazione dell'energia, (che) stabilisce che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, ovvero che l'energia cambia di forma ma si conserva sempre’ (link).

    Dove vengono conservati tutti questi soldi 'pseudo bruciati'?

    Chi è che perde e chi è che guadagna? È come un movimento a pendolo, una oscillazione che ipnotizza coloro che osservano senza idee…

    La Bce salva l’Italia, per ora. Ma la crisi e la volatilità delle Borse ricadono sui bilanci delle famiglie.
    La crisi economica e finanziaria che ha portato al declassamento degli Stati Uniti (passata dalla tripla A a un AA+, secondo il giudizio Standard & Poor's) ha travolto anche l'Italia. E non si tratta solo di un problema per gli azionisti o gli imprenditori impegnati sui mercati internazionali, per la stabilità del Governo o il valore dei titoli di stato. 

    È un problema che ricade su tutti, famiglie, lavoratori dipendenti, liberi professionisti, giovani o anziani. Perché quello che accade a Piazza Affari ha in qualche modo a che fare sugli aumenti che potremmo vedere tra qualche mese...
     
    La causa risiede nell'indebitamento che per l'Italia è maggiore degli altri Paesi (1.900 miliardi, uno dei più alti al mondo) con una crescita lenta. Insomma, un debito alto e una crescita lenta non danno fiducia nei mercati che per sottoscrivere i titoli di Stato richiede tassi sempre più alti. La crisi dei debiti sovrani ha colpito un po' tutti, ma l'Italia in particolare… 
     
    Da parte sua la Banca Centrale Europea ha deciso un intervento per salvare i titoli italiani: ieri la Bce ha riunito il consiglio direttivo e ha dato l'ok per acquistare titoli italiani e spagnoli…
     
    17 miliardi di euro entro il 2013. Tanto serve per pareggiare il bilancio un anno prima, ma dove si possono trovare questi soldi?
     
    L'ipotesi più concreta è quella delle pensioni, con disincentivi, l'aumento dell'età pensionabile per le donne nel settore privato, le pensioni di reversibilità, e soprattutto quelle di anzianità. L'altro ramo è quello dell'assistenza, che porterebbe però nelle casse dello Stato ‘solo’ 4 miliardi.

    L'austerity è ormai inevitabile: aumenteranno sicuramente i sacrifici chiesti ai cittadini, in termini di tariffe e tasse… L'importante, dicono gli economisti, è non farsi prendere dal panico.
    Da Yahoo

    La Borsa, per induzione, obbliga gli attori a ‘fare qualcosa’. È uno strumento di ricatto verso i Governi, che trovano la scusante per controllare e pressare ancora maggiormente la massa. Così scoppiano le rivolte alla vecchia maniera

    Una volta dimostrato che il denaro cambia solo di tasca, rimane il fatto certo del controllo sul modello sociale. 

    È come fare un bonifico enorme usando la Borsa: chi lo spedisce è lo stesso che lo riceve? Lasciamo perdere per ora, però l’effetto evidente è ciò che questo ‘bonifico’ scatena a livello ormai globale. È uno spostamento d’energia che influenza il punto prospettico della gente tramite l’aumento della diffusione del germe della paura.

    Il futuro si colora sempre più di tinte fosche. La massa va nel panico e genera energia negativa. Le entità parassite sono servite

    Ciò che occorre è non cadere ancora nella strategia del terrore.

    Pensiamo che se i Mercati globali crollano, si è tutti sulla stessa barca. Cogliamo l’occasione per rifondare il Mondo, senza paura ma con la certezza di non poter fare di peggio. In questo siamo 'ispirati'.

    Davide Nebuloni / SacroProfanoSacro 2011
    Prospettivavita@gmail.com