giovedì 4 maggio 2017

Sul “come porti, sempre”.



Tu non resti?
No. Troppi ricordi”.
Personal shopper
I “ricordi” sono induzione ambientale, memoria frattale espansa (l’in-diretta – simbolica – “intelligenza” dei soggetti e degli oggetti). 
Questa caratteristica indica, nella sostanza, che la forma reale manifesta – anche se – “qua, così”, è informazione, è un banco di memoria, è un codice auto informativo, è potenziale.
Il ricordo è proprio ("tuo"), inteso a livello soggettivo? 
Non solo. 
Il ricordo è, anche, l’aggancio (input) per l’entrata (la consultazione) nella/della infrastruttura.
Di quel “qualcosa” che, convenzionalmente, non riesci a prendere sufficientemente sul “serio”, in considerazione… dal momento in cui, credi nella natura divina dell’ambiente o nel racconto naturale by scienza deviata.
Quindi, come puoi fare attenzione ed auto concentrarti in merito ad una versione, altra, che ruota attorno al concetto di frattalità espansa?
Semplice:
non essendo, per te, previsto, allora, non lo fai, perché non lo puoi fare.
Ma (ma) di questo “non potere”, tu ne esalti solamente la componente “inimmaginabile”, ossia, assurda.
Mentre, nella sostanza, ti adatti a versioni della “spiegazione”, allo stesso modo, assurd3, poiché… basat3 su cardini indimostrabili, e cioè, che necessitano – dunque – della tua stessa “complicità (di base)”:
il cosiddetto
credo ("fede")
da cui
la “fiducia” del Mercato
nei confronti delle Istituzioni.

Non ti accorgi mai “a fondo”, ma… il “qua, così” è un loop caratteristico, che tende ad auto ripetersi – non solo in quanto loop, quanto, di più – poiché ad “immagine e somiglianza” di qualcosa (qualcun3) che tende a ripetersi nel “qua, così”. 
Cioè?
Se devi sempre “dare a Cesare quel che è di Cesare”, allora:
sei al cospetto (e non al capezzale)
di una compresenza immanifesta (strategicamente, poiché comportante un grande “vantaggio”)
che per forza di cose, puoi “calcolare per contrasto”
essere solo che dominante (sul genere umano intero o, perlomeno, al 99 per cento).

  
I “troppi ricordi” sono, allora, la comprovazione che “nulla va mai a finire nel nulla”, come del resto – recentemente – ha ammesso anche Hawking, cambiando idea in relazione al fatto che un Buco Nero non “ingoia (e non fa sparire nel nulla anche la luce/informazione) tutt3”, bensì, può ridare "indietro" l'informazione "registrata (conservata)":
lo studio di Hawking, Perry e Strominger, sostiene… che all'interno dell'orizzonte degli eventi… si possono formare infiniti stati quantistici di energia nulla. In alcuni casi particolari questi stati quantistici possono contenere le informazioni relative agli oggetti precipitati sul buco nero
Link 
Sai, c’è un aspetto cardinale (centrale e portante) nella “teoria” affiorata in questo spazio (potenziale). Quello che prende spunto dalla massima “non importa come, importa che comunque se ne parli”, ossia:
Tutto è vero” (Prima legge di SPS).

  
Allorquando esiste un dibattito, un in-certo contesto (caratterizzato ed animato da una discussione), una contesa, il dubbio, una presa di posizione, la scelta (anche se non sostanziale), etc. è d’uopo accorgerti del 1) che cosa significa e 2) di cosa (chi) si “tratta (parla/scrive/narra)”
Quindi, se in un dato momento si accende una diatriba tra “se è ’meglio’ quest3 o quell3”, non è centrale e portante concentrarsi sulla scelta ma, molto “meglio” è:
accorgerti di cosa (chi) si tratta e del che cosa significa.
Ossia, del “che cosa non stai facendo (nella sostanza)”.
In ciò si annida una delle più pericolose “trappole (trame ad auto incastro)” impossibili ed inimmaginabili, ormai, “qua, così”.
Di fatto, il concentrarti su un dato “problema (grande o piccolo quanto vuoi o, meglio, quanto credi di comprendere)”, significa solamente dedicarti alla questione apparente delle “cose”, dell’aspetto della forma reale manifesta “qua, così”.
Ed, in questo, non scorgendo minimamente il significato simbolico sostanziale frattale espanso, ivi raccolto, conservato e potenzialmente sempre auto proiettato nella/”sulla” realtà manifesta, in quanto “lavagna comune per la condivisione dei valori universali”.

  
Allora, nel caso di referendum popolare, ad esempio, se “è meglio la mela verde o quella rossa”:
esprimendo la “tua” scelta (rinunci a qualcosa, tipo, il potenziale)
“qua, così” esprimi la “tua” intenzione di dipendere da quel proposito, che ti ha auto ridotto l’orizzonte degli aventi, solamente ad una simile possibilità, tendendo in questa maniera ad auto escludere l’alternativa sostanziale e, dunque, a “conservare lo status quo” in quanto “nulla si crea, nulla si distrugge e (dunque) tutto si trasforma”.
Esprimiti, allora, sempre – invece – da questa considerazione a monte (caratterizzante la tua attenzione, coerenza, lungimiranza, etc.)”:
che cosa significa
di cosa (chi) si tratta.

  
Nota bene: 
non si tratta di domande.
Non c’è alcun punto interrogativo.
Sono, bensì, snodi fondamentali del “processo di calcolo”, che rende tutto dimostrabile universalmente (attraverso l’utilizzo di “colonne portanti”, da anteporre sempre a qualsiasi circostanza, ambito, discussione, dibattito, scelta, collo di bottiglia, etc.).
Ad esempio, quella logica che prende in considerazione la “giustizia ad angolo giro”, che non dipende più dall'interesse di parte, permette di far riassumere ogni “circostanza” secondo una valenza centrale, che ritorna ad essere universale e che permette di by passare, nella stragrande circostanza dei “casi”, la necessità stessa di “dover prendere una decisione, in merito al tal ambito”
Perché? 
Perché, anteponendo cardinalmente un simile “valore universale”, il dibattito – molto spesso – finisce ancora prima di iniziare, dal momento in cui… se (se) il tal ragionamento non supera il “filtro” della giustizia ad angolo giro, allora - conseguentemente - il dibattito stesso non avrà alcun motivo per/di sussistere e, dunque, iniziare/continuare. 
Il che, risolverà “a monte” la questione, evitando di “far perdere tempo (energia, concentrazione) alla Massa, chiamata in causa sempre per decidere solamente a ‘gioghi già fatti’”).
È meglio la mela rossa o quella verde?
Che cosa significa: 
che qualcosa (qualcun3) ha già deciso che le mele possono essere solo di quei due colori. Che la Massa sopravvive. Che tu dipendi e consegui. Che…
Ok?
E… “di cosa (chi) si tratta”:
giogo forza, della compresenza immanifesta dominante.
Perché?
Bè, credi che questa decisione in merito “al colore delle mele” sia solo una questione economico/speculativa?
No. Ha una valenza interiore, superiore (per simbolismo sostanziale frattale espanso).
Ciò che puoi credere “qua, così”, senza alcuna accortezza, è al massimo l’essere “negativ3”, l’essere pessimista per, alfine, auto adattarti e “fare” alla stessa stregua (adeguarti).




  
La frattalità espansa, allorquando la “fai, tua (la decodifichi attraverso l’atteggiamento, configurazione by la ‘formula’, ad esempio)”… ti riporta sempre informazione al tuo livello. 
Ergo:
se ti accorgi, allora, continui ad accorgerti e da “lì” continui a sviluppare - consapevolmente - ulteriore capacità potenziale (trasformi il reale potenziale, in reale manifesto) anche se “qua, così”.
Sono (in) vasi comunicanti, le due tipologie di realtà. 
Solo che, il reale potenziale non si consuma mai, essendo, di più, “un arsenale, un catalogo, un elenco di possibilità, etc.”.
Qualcosa che puoi consultare e… scegliere di… realizzare.
Come una dima, un riferimento auto contenente il modello, le “misure”, le “proprietà”, il “campione”, etc.
Tutt3 ciò che succede “attorno e dentro a te”, deriva da una “scelta”, presa “a monte ‘qua così’ di te”.
Ergo:
cosa (chi) ha scelto e, dunque, deciso per sé e, nella fattispecie, allo stesso momento, anche per “te”?
La compresenza immanifesta dominante.
Vai Oltre Ogni Orizzonte:
da quando, da quanto tempo, va “avanti” in questa maniera, tutt3 ciò che riconosci in quanto realtà unica manifesta?
Puoi giungere ad immaginare l’infinito? Ecco.
Dal momento di “è già successo” che, datare risulta quantomeno arduo, se sempre all’interno dell’incanto, nell'incanto.
Presumibilmente, dato “momento” lo puoi identificare al di fuori del tempo convenzionalmente misurato “qua, così”, essendo la leva dalla quale si diparte il tutt3, nella forma reale manifesta compresa.
Trova il modo di intuire. 
Ad esempio, la manifestazione “tutto ad un tratto” della società sumera, traccia una linea netta all’interno del racconto storico deviato. Di fatti, c’è un prima e un dopo, detta civiltà umana conseguente.
Qualcosa che ricorda, guarda non caso, la “conta” prima e/o dopo Cristo.
Ogni libro di storia deviata, inserisce i Sumeri, così come in un racconto fantastico, l’immaginazione autrice, descrive la discesa di progrediti alieni in un certo contesto che, prima di quel momento, aveva sempre vissuto di… assoluta primitività (rispetto ad ess3).
Quasi sempre, detto “arrivo”, è posto o all'inizio della trama, oppure, alla fine (che presuppone un nuovo inizio).
Mai, nel mezzo… dal momento in cui, l'arrivo alieno costituisce senza ombra di dubbio, l’evento cardine che di conseguenza, detta il “titolo” dell’opera (romanzo o film).
E, non scordartelo mai:
la Massa spende del denaro ("crede")
quando è "affascinata (incantata)" dalla vicenda
che, di conseguenza
intende vedere/leggere nei due momenti clou, che la trama stessa prevede (l’inizio e la fine).
Allo stesso modo, l’inserire questo evento solo alla fine, equivale – dalla prospettiva della “produzione” – all'assicurarsi quella linea di continuatività che, se il primo episodio ha guadagnato bene, allora come minimo “sarà una trilogia”. Ok?
Il “colpo di scena”:
che cosa significa
e
di cosa (chi) si tratta.

  
Lo sai. Sì, che lo sai. Ormai, lo intravedi ovunque. 
Certo. Perché te ne sei accort3 ed, “ora”, fai sempre più fatica ad ignorare anche questo livello della “verità”.
Sei, in questa maniera, risalit3 più “a monte”.
E, sei… molto più prossim3, anche, al concepire il livello  successivo.
Ergo:
il ricordare
e
il “Fare…”.
Tempo al tempo: auto avverrà da sé, in sé, ossia, in/da te.

Il racconto “fiume” storico deviato è (in) una “diga”, per l’auto contenimento della Massa o, meglio, del potenziale nella Massa. 
La dominante conosce molto bene, l’intera vicenda, dal momento in cui… possiede anche il Dominio, che è completamente umano (quel 1 per cento, che si avvale del pieno controllo dell’umanità).
La condivisione della “mente” dominante + Dominio, ha permesso alla dominante di sapere tutt3, relativamente alla “natura” umana, mentre, all'opposto… ha permesso al Dominio di isolarsi completamente dal rilevare la compresenza dominante.
Perché?
Perché, non si tratta di una condivisione, bensì, di un atto dominante.
Ossia, riesci a concepire un “nome più significativo del termine stesso, dominante”?
No.
La dominante è dominante in tutt3 quello che “fa (‘è’)”.
Allora, perché anche il Dominio non lo “è” altrettanto a pieno?
Perché, nella sostanza, anche il Dominio è sempre Dominio, ma (ma) la dominante non è fisica, bensì, è un principio che, dunque, tende a sfuggire soprattutto se il s-oggetto dominato è talmente “pieno di sé”, tanto da risultare come qualsiasi fortezza che, ad esempio, ogni testo storico deviato ti ricorda essere, sempre (prima o poi), “caduta (conquistata, invasa e posseduta)”…

  
La diversa “quintessenza” tra Dominio e dominante, rende la dominante sempre dominante. Mentre, rende il Dominio “un libro aperto” da leggere e consultare, nonostante “a valle” l’umanità intera sia preda del Dominio stesso.
Questo “cardine” corrisponde ad una sorta di perfezione strategica, inarrivabile da ricordare per la Massa, racchiusa “a cascata” sempre troppo “oltre (in)” per…
A meno che (ma) la singolarità umana non agganci la “questione frattale espansa” che, ad esempio, in questo spazio (potenziale) emerge sempre più copiosa, in termini di “riferimento per contrasto”. E, questo, è solo l’inizio.
Facendo perno (leva) su una prospettiva angolare (by la “formula”), puoi “ribaltare il mondo”, nel senso che “puoi far emergere un altro livello di verità, ‘a monte’ di quello ‘qua così’”…
Ad esempio, “cosa significa” – a parte la diversità linguistica, in sé “a valle” – ogni volta che 1) è stata dimenticata una lingua, conservante la memoria secolare, se non millenaria, della tradizione di un popolo, se non di interi imperi ed, in seguito 2) la stessa lingua è stata disseppellita ("scoperta", decifrata, etc.), appunto, dopo secoli o millenni dal momento di blackout.
Una nuova lingua significa una nuova censura, temporale
Qualcosa che “non avviene mai, per caso o naturalmente, sociologicamente, etc.”.
È semplice da comprendere, poiché, se (se) “ora” tu vuoi leggere (studiare) certi documenti, opere, trattati, saggi, testi e testimonianze, denunce, scoperte, etc. “del tempo che fu”, se (se) di mezzo c’è già stato un “cambio di lingua (in quanto a riferimento ufficiale temporale)”, allora (allora) ti dovrai accontentare di quello che “ti passa il mercato”
Il che significa:
doverti assorbire notizie post numerose traduzioni
da lingua a lingua
da autore ad autore
da scriba a scriba
da filtro a filtro…
Allora, che cosa sai del mondo e del tempo, ad esempio, “antico”?
Sai, quello che ti hanno riferito, ossia, “sai quello che ti dicono”. E, questo, fa la differenza.
Dal momento in cui, le opere originali, quando ci sono ancora, sono – nella sostanza – inavvicinabili da te, anche fisicamente, dato che sono conservate in musei, collezioni private, sotterranei bunker del Vaticano o da chi per esso, etc.
Non solo. Anche se, per qualche motivo “assurdo”, ti procurassi un originale, non te ne faresti – nella gran parte della totalità dei “casi” – praticamente, nulla.
Ergo:
che cosa significa
che sei auto disinnescat3 “qua, così”...
che l’informazione esiste, ma non la capisci più (non riesci a decodificarla).
Di più:
di cosa (chi) si tratta
della compresenza immanifesta (giogo forza) dominante.

  
Anche se cogli questo livello della sostanza delle/nelle “cose ‘qua così’”, un po’ più “a valle” della dominante, va bene ugualmente ma (ma) tanto e solo per iniziare. Poiché, poi… fa la differenza accorgerti del livello “a monte” dominante.
Una simile accortezza, infatti, permette allo scenario reale manifesto “qua, così”, di aprirsi sino all'inverosimile, ossia, ad una gradazione di verità che puoi auto gestire da te, in te, solamente se concepisci (ricordi) il livello della dominante
Segui il “flusso”. Sii “flussevole”.
Osa.
Credi in ciò che intuisci, anche quando ti risulta “indigesto”.
C’è un intero firewall ambientale da attraversare, mentre ess3 attraversa te, nel tentativo di caratterizzarti, ossia, di “farti lasciar perdere (ogni volta)”.

  
Babilonia = 1600 anni di storia compressi in un'unica etichetta…
Per considerare la questione in maniera imparziale, si deve enfatizzare che le liturgie ebraiche osservate oggi nel mondo sono sostanzialmente "babilonesi", con un esiguo numero di tradizioni palestinesi sopravvissute al processo di standardizzazione…
Link 
Perché?
La civiltà babilonese designa uno stato e un'area culturale accadica-semitica venutasi a costituire in Mesopotamia tra il III e il II millennio a.C. Lo stato babilonese, governato da Amorrei, nacque nel 1894 a.C., contenendo al suo interno la città, al tempo minore, di Babilonia…
Link 
Ebrei = "popolo eletto".
Nell'Antico testamento, si narra - anche - degli ebrei e degli Amorrei. In che maniera?
"In quel tempo prendemmo tutte le sue città e votammo allo sterminio ogni città, uomini, donne, bambini;
non vi lasciammo alcun superstite…"...
Deuteronomio 
Iefte sconfigge gli Ammoniti ed è giudice per 6 anni (12, 7); inoltre egli afferma che Israele abita il paese degli Amorrei, che aveva occupato dopo l'uscita dall'Egitto, da 300 anni (11, 26)…
Link 
Ergo… gli Amorrei che conquistano Babilonia, sono ancora Amorrei, oppure, sono "ebreicizzati non ebrei" (che avevano conquistato le relative terre)?
Gli ebrei sono, da "sempre", molto abili ad “interfacciarsi“ con le altre culture, ben radicandosi economicamente, lavorativamente ed intellettualmente, nel tempo, divenendo – dunque – “determinanti”.
L’episodio narrato nel Deuteronomio avviene prima della presa di Babilonia? Intuitivamente, sì.
Non a caso, in seguito:
per considerare la questione in maniera imparziale, si deve enfatizzare che le liturgie ebraiche osservate oggi nel mondo sono sostanzialmente "babilonesi"
Del resto:
"In quel tempo prendemmo tutte le sue città e votammo allo sterminio ogni città, uomini, donne, bambini; non vi lasciammo alcun superstite".
Il processo di “possessione” si compie a pieno e tutto quello che consegue è qualcosa di “monco, rispetto a prima”. Gli Amorrei non sono più solo Amorrei e tutto quello che compiono, non è più solo opera loro.
Senza nulla avere contro gli ebrei, questa è solo una intuizione, che – di più – ha un valore superiore se agganciat3 a livello frattale espanso, relativamente alla forma intera reale manifesta “qua, così”:
da una “dima”
compresente ed immanifesta
dominante (della quale, anche gli ebrei “fanno le veci, inconsciamente”, essendo, sottodominanti e dominat3).

  
Laplace suggerì che un intelletto sufficientemente potente potrebbe, se conoscesse la velocità e la posizione di ogni particella in un dato istante, assieme alle leggi della natura, calcolare la posizione di ogni particella in un altro istante:
"Un'intelligenza che in un certo istante conoscesse tutte le forze che mettono la natura in moto e tutte le posizioni di tutti gli oggetti la quale natura è conosciuta, se questo intelletto fosse anche abbastanza vasto per analizzare questi dati, raccoglierebbe in una singola formula i movimenti dai più grandi corpi dell'universo a quelli del più piccolo atomo; per una tale intelligenza niente sarebbe incerto e il futuro, come il passato, sarebbe il presente ai suoi occhi...".
Essai philosophique sur les probabilités. Introduction. 1814
Anche se la meccanica quantistica moderna suggerisce che l'incertezza è inevitabile, una "singola formula" potrebbe comunque esistere
Link 
Ergo:
una “macchina” è perfetta per incarnare una simile portante.
Infatti, il sistema operativo frattale espanso “è”, proprio, un dispositivo (intelligenza artificiale).
Del resto, perché credi che “illuminate menti superiori (umane)” abbiano, da sempre, “qua, così” percepito l’esistenza della “formula unificata del tutto”?
Simbolismo sostanziale frattale espanso = verità relativa all’assolut3 dominante “qua, così” e (di più) relativa all’assoluto reale potenziale “in te”.
È una questione di “sensibilità”. Qualcosa che ti ha res3 indifferente.
Così come, ad esempio, a scuola… studi "fatti" intrisi sempre di sangue. La storia deviata descrive il corso di un fiume di sangue umano. Dove la giustizia “è” sempre (sempre) di parte.
Che cosa significa.
Di cosa (chi) si tratta.



  
Lo sai.
Allora "come porti, sempre"?
“Fai…”.
     
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2058

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