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sabato 11 settembre 2010

A strati come le Cipolle.






Primo aborigeno eletto nel parlamento australiano.
Un aborigeno ha conquistato un seggio al parlamento australiano: è la prima volta nella storia del paese. Ken Wyatt, candidato liberale per il seggio di Hasluck a Perth, nell'Australia occidentale, è stato dichiarato vincitore dopo avere guadagnato un vantaggio di mille voti sul concorrente laburista Skarryn Jackson
Ma la vittoria storica del candidato aborigeno è stata guastata da messaggi di posta elettronica e interventi via internet di stampo razzista
Il neo parlamentare, 58 anni, ha dichiarato di essere dispiaciuto che elementi di razzismo esistano ancora nella comunità… Il suo ufficio ha ricevuto una cinquantina di e-mail razziste. Un peccato, ha sottolineato Wyatt, perché l'Australia ha seguito un lungo percorso evolutivo da quando egli era un adolescente. Il suo discorso inaugurale offre un tributo a Kevin Rudd, ex primo ministro che nel 2007 chiese scusa alla generazione degli aborigeni rubati. Sua madre, quando aveva cinque anni, venne portata dai genitori in una missione. Quanto al rifiuto del suo partito di condividere le scuse, Wyatt dice di voler contribuire a cambiare questa mentalità dall'interno dell'organizzazione.
Fonte: Yahoo

" … di voler contribuire a cambiare questa mentalità dall'interno dell'organizzazione” questa espressione la dice lunga sulla possibilità di “lavorare” in maniere diverse all’interno delle organizzazioni umane. Il “lavoro”, come qualsiasi altra forma di “fare” e di “essere” ha differenze e gradi dimensionali multipli. Per intenderci meglio è come sbucciare una Cipolla; possiamo notare tutti quegli strati uno sull’altro… Ce lo ricorda anche Shrek nel dialogo con Ciuchino:

Gli orchi sono come le cipolle.
Sniff... puzzano?
Sì... no!
Ah, ti fanno piangere?
No!
Ah, li lasci al sole e diventano marroni e poi spuntano i peletti bianchi?
Tutti e due abbiamo gli strati!
Aah, tutti e due avete gli strati? Sniff.. bleah.. Sai, non a tutti piacciono le cipolle... Torte! A tutti piacciono le torte, le torte hanno gli strati.
Non mi interessa che cosa piace a tutti! Gli orchi non sono come le torte!

Shrek parla con colui che gli si avvicina con grande apertura ed opportunismo, ma che non ha orecchie per intendere. L’orco, temuto da tutti, recita solo una parte; in realtà è “come le Cipolle”. Quando tenta di aprirsi allo “strato” successivo, Ciuchino non lo capisce, non ha la sensibilità di ascoltare:

Sai cos'altro piace a tutti? Le lasagne. Hai mai conosciuto qualcuno a cui dici "hey prendiamo le lasagne" e lui risponde "non mi piacciono le lasagne". Le lasagne sono squisite.

La comunicazione scende ad un livello di confronto, di ultima parola, di non ascolto e sovrimpressione del proprio mondo su quello altrui. Parlano la stessa lingua, nel cartoon, ma non capendosi. Questa è la “tristezza” dell’uso del linguaggio.

Shrek si arrabbia. Ciuchino no. Perché? Perché è spontaneo pur se assente sul piano della “comprensione” sottile. Shrek ha molto da dire, se trovasse qualcuno disposto ad ascoltarlo a cuore aperto. Altrimenti vale la pena rimanere Orco! Impaurire solo con il peso della tradizione.
Adesso un “Orco” Aborigeno è approdato al parlamento Australiano. Solitamente queste persone che rappresentano le minoranze, sono molto “ricche di strati”. E la peggiore “minaccia” per l’Antisistema è quella di “lavorare dall’interno”. La mentalità, il paradigma può cambiare solo in questo modo, introducendo elementi nuovi all’interno di strutture vecchie.

Proprio come un talismano carico di energia particolare, la presenza anche di una sola persona carica di nuovi “strati” all’interno di un ambiente, può provocare reazioni nelle risposte di coloro che abitualmente si muovono e agiscono tutto intorno. La vibrazione umana innesca nuovi humus. Proprio ciò che sta succedendo in questo momento, adesso, anche sulla Terra.

Tutto è opportuno! E anche i nostri due amici Shrek e Ciuchino ce lo fanno capire:

Ora va' di là e vedi se trovi le scale.
Scale? Non cercavamo la principessa?
La principessa sarà in cima alle scale, nella stanza più remota della torre più alta.
Come fai ad esserne sicuro?
L'ho letto in un libro una volta…

Quel libro e quella volta non sono stati casuali. Dovevano succedere per inserire in memoria quell’informazione specifica. In un tempo lontano dall’adesso, da questo momento in cui ringraziamo il cielo di avere letto quel libro quella volta!

La verità è una ricetta sparsa ad arte dappertutto.

Possiamo “leggerla” in ogni istante nelle sue infinite miscellanee e trasposizioni più differenti. Ci parla e ci ispira in continuazione con grazia e pazienza certosina. Sa che prima o poi la sentiremo…

Vorrei terminare questo articolo trascrivendo ciò che l’Amico Rino mi ha reso noto qualche giorno fa; è un inno alla Vita, celebrata nella sua massima semplicità, che giunge direttamente dal passato. Invece di alzare preghiere a non ben definite entità, dovremmo leggerla ogni mattino e riflettere su questi toni tanto gentili eppure solidi come roccia. Grazie di cuore a colui che l’ha fatta giungere sino a me:

Desiderata
Procedi con calma tra il frastuono e la fretta, e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza, e ascolta gli altri: pur se noiosi ed incolti, hanno anch’essi una loro storia.
Evita le persone volgari e prepotenti; costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso e amaro, perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti. Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile: essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.
Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno.
Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù: molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’Amore, perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde.
Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza. Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con delle fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine. Al di là d’una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’Universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere. E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’Universo si stia evolvendo a dovere.
Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di lui. E quali che siano i tuoi affanni e aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza, mantieniti in pace col tuo Spirito. Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso. Sii prudente. "Sforzati" d’essere felice.
 
Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nella chiesa di San Paolo.