Visualizzazione post con etichetta Bolivian. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bolivian. Mostra tutti i post

mercoledì 1 settembre 2021

Un piccolo esperimento (1).

 


La Rivoluzione

di

Bolivian Dundee…

 

Con la meta che si stagliava all’orizzonte: il tabaccaio, in fondo alla via. Come se scrutasse l’orizzonte su una nave intenta a solcare l’oceano. Come Colombo o chi per esso. In giro non c’era un’anima. Neanche un animale. Qualche veicolo. La mareggiata comportava questa situazione, allontanando dallo stare all’aperto. Riscaldando ambienti. Paventando gli ordini del giorno dopo. Temendo per ciò che si stava rimandando ed accumulando. Finendo per naufragare anche senza uscire di casa. Con finestre e tetti che osservavano al posto di chi vi ci abitava, riflettendo. Può, una storia, non avere senso? Il nulla è fattibile? Come l’incanto o un sogno senza risveglio. Aveva l’ombrello che scioperava al contrario, facendo passare piccole gocce che ricamavano appena oltre al capo, sull’abito che minacciava di cambiar colore, oltre che pesantezza. L’umido s’annidava in risvolti pianificando il terreno. Non sembrava possibile parlare con nessuno, perché nessuno aveva deciso di essere lì in quel momento. Dundee era solo. Dunque, parlava con chi? Stava dialogando. Di questo ne era sicuro. In quel mentre poteva anche decidere di essere l’ultimo rappresentante del suo genere in terra. Chi poteva opporsi?

 

martedì 31 agosto 2021

Un piccolo esperimento.

 

 

La Rivoluzione

di

Bolivian Dundee

Diluviando bene indeboliva Dune.

So cosa bisogna fare. Ma non so come farlo. Potrei allora immaginarlo. Così è più semplice e tutto va come dovrebbe essere, perché sono io che decido. Lì dentro è più bello. Non ho nessun problema. E con il fuori come la metto? Non avendo fretta…”.

Il mondo è un assieme. Probabilmente un assioma. Infatti è rivelazione, dogma, segreto o teoria ufficialmente riconosciuta. Il mondo è uno? Come lo puoi sapere se non ricordi. Allora che fai? Soffri di errore di parallasse. Guardi in un modo, da una direzione, un angolo e proietti tutto col risultato che ogni volta lasci perdere. Sì. Non te ne fai mai niente. Ma ciò che lasci corrisponde a ciò che è e rimane. Come Dune, che continuava a ricevere pioggia e a gonfiarsi, assumendo valenze trascendentali se osservavi tutto da… un po’ troppo sbronzo. Una vera e propria situazione, se non la posizione capace di voltare pagina così come di gettare via tutto senza un preciso perché.

“Ehi, Dundee…”. Si vociferava. La città era come viva. Nonostante la si potesse dipingere in ogni modo, era viva. Il che significava. Come se profumasse. Ovvero ricordando.