venerdì 28 maggio 2010

Cercasi potere per chiudere "lavanderia" illegale.





Ho cercato e trovato questo concetto:
Viribus unitis (locuzione latina che significa letteralmente "con le forze unite" ed è più liberamente traducibile con "tutti assieme").
Da Wikipedia

Da qua il proverbio "l’unione fa la forza“...

Se il messaggio originale era “con le forze unite”, è possibile comprendere come questa verità sia espandibile frattalmente ad ogni ambito della creazione; anche per quanto inerente le forze latenti della singola persona. Ovvio che il concetto si applica più visivamente alle masse. Nel passato le popolazioni, le nobiltà in lotta tra di loro, i vari reami dello stesso impero, venivano chiamati ad unirsi di fronte al pericolo di una invasione straniera: conosciamo questa “strategia” praticamente in ogni epoca. 

La stessa Unione Europea, gli Stati Uniti d’America, la Federazione degli stati indipendenti Russi, etc. sono esempi di questa azione d’unità. Ogni corporazione, organizzazione, club, circolo, etc. ne è un esempio. 

La rete Internet esprime tale concetto. 

Le politiche di aggregazione delle multinazionali fagocitano i piccoli/medi per creare organismi sempre più grandi. Mentre i continenti sembrano allontanarsi l’uno dall’altro e, l’uomo sembra isolarsi sempre più nelle proprie abitazioni, in realtà stiamo assistendo al fenomeno esattamente contrario: la concentrazione. E guarda caso, l’obiettivo degli “illuminati” quale è? Una sola moneta, un solo governo, etc. Veramente pazzesco come le “carte” in tavola siano mischiate, confondendo luci per abbagli. 

Leggevo nel materiale Wingmakers, che la Terra e i suoi abitanti saranno pronti per entrare a far parte della comunità galattica, proprio quando si registrerà l’unità planetaria, di cui la rete Internet è la più grande realizzazione in tal senso.

Dunque? Dobbiamo tanto temere l’opera del potere degli “Illuminati”? Secondo me è tutto opportuno, secondo il disegno del piano divino. Ho smesso di preoccuparmi da tempo. Semmai coloro che avranno la gestione del potere unico sulla Terra, dovranno essere meritevoli di questa enorme responsabilità; ed in tal senso, i tempi stanno forgiando gli uomini che avranno un simile compito, oltre che a forgiare una tipologia di individui diversi dal solito, più aperti al lato spirituale.

Il disegno è in fase molto avanzata, anche se non sembra per nulla.

Questo Blog cerca di unire ogni forma di profano alla relativa controparte sacra, perché “tutto” è così; come la famosa mela di Platone o il simbolo del Tao insegnano

Purtroppo questo Blog, per ora, non ha numeri sufficienti per unire le persone: cosa che io sento come impellente e come missione personale. Tuttavia non mi sono ancora chiare le modalità di attuazione di questa azione. Questa mattina ho pensato a cosa potrei fare, e mi è venuto in mente innanzitutto la delineazione di un “ambito” nel quale muovermi: la finanza. Io mi occupo di molte cose, tra le quali anche di Borsa (in virtù del motto qua contenuto di sacro profano sacro).

Come è possibile applicare il concetto di “unione delle forze” in questo ambito? Avendo ben chiaro che una piccola parte dei nostri pochi soldi messi insieme possono smuovere le montagne; perché? Perchè siamo in tanti. E per questo semplice motivo possiamo fare, uniti, il bello ed il cattivo tempo.

Allora? Per oggi mi fermo a questo punto: prima voglio leggere cosa ne pensate!

C’è la possibilità di “invertire” il flusso del denaro che un certo potere unito, toglie a tutti noi quotidianamente. Esistono risorse meravigliose che operano staccate ed isolate e non fanno parte dell’Antisistema. Io sono certo che i tempi chiedono questo, e sapete perché? Perché le Borse sono delle gigantesche lavanderie di denaro sporco; levandogli quel giro di denaro che serve solo ed unicamente per “oliare” i suoi meccanismi, destinati a pulire il denaro elettronico illegale, questo enorme mostro meccanico collasserà. Dunque l’idea è di destabilizzare il mondo?

No. Solo di ripulirlo e girarlo a 180 gradi.

La crisi è una ghiotta opportunità per unirsi e trasmutare ciò che non va ed è già destinato a crollare. Non temiamo questo crollo perché è opportuno… Un "albero" malato in maniera terminale può essere abbattuto, per tempo... prima del crollo naturale...

Vi prego di diffondere questo messaggio perché non è uno scherzo! So che ci sono molti in "ascolto"...

Grazie.

Buona Vita

  

giovedì 27 maggio 2010

La Rai che non ti aspetti: in groppa all'elefante.





Rai: 61,8 mln perdita gruppo 2009.
Roma. Il Consiglio di amministrazione della Rai ha approvato con 8 voti a favore e un astenuto il bilancio del gruppo per il 2009 che prevede un perdita di 61,8 milioni di euro rispetto ad un deficit tendenziale ad inizio anno di oltre 150 milioni di euro. Tale risultato, informa una nota, è stato ottenuto a seguito di interventi incisivi decisi  dall’azienda e che hanno riguardato contemporaneamente la razionalizzazione dei costi e delle spese e una più attenta gestione dei ricavi. Gli ulteriori interventi di risanamento del bilancio aziendale, sino al pareggio dello stesso, sono compresi nel Piano Industriale 2010-2012 già approvato dal CdA del 20 maggio scorso.
Fonte: Reuters

Come girare la “frittata“, quando si amministra un bene pubblico, senza sentire particolari responsabilità. Allora, perdere 61 milioni di euro diventa un risultato. Tutti gli anni, mamma Rai, raccoglie centinaia di milioni di Euro dalla richiesta globale del canone:

“Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto”.
(Regio decreto legge 21 febbraio 1938, n.246 art.1)
Fonte: Wikipedia

Ora, non intendo io fare le solite polemiche su questo balzello, scivolato tra noi da una finestra spazio temporale sul Medioevo, bensì intendo porre lo “sguardo” su coloro che “amministrano” questa importante azienda, la quinta in Europa. La Rai raccoglie denaro pubblico dal canone e dalla pubblicità. La concorrenza solo dalla pubblicità. La differenza è notevole. Eppure la concorrenza non è in rosso, mentre la Rai lo è per default. Cosa significa? Che coloro che gestiscono il carrozzone pubblico non sentono e non sono nemmeno chiamati ad esprimere “virtù” del buon padre di famiglia, nella pratica quotidiana del loro lavoro. È suffciente tenere "l'elefante" in strada.

Il giro del fumo è molto politico ormai e importante dal punto di vista del “controllo” dell’informazione

Sembra che questa sia la peculiarità richiesta agli amministratori del gruppo Rai, alla “testa” pensante. Dal momento in cui non è pensabile che la “testa” sia bacata, ossia mancante di capacità e/o intelligenza, l’unica evidenza logica è che la “richiesta” che giunge dal mondo che si cela oltre la politica, sia proprio quella del mantenimento e controllo del ruolo pubblico di gestione dell’informazione. Ossia? Ecco di nuovo l’Antisistema in azione. La Rai è un potente strumento di “drogaggio” della massa. Per questo motivo necessita di un certo tipo di uomini al suo pseudo comando: uomini adatti ad un certo tipo di “mansione”.

Questo è, secondo me, il motivo dello scempio pubblico ad ogni sua “latitudine”. Non è semplicemente richiesto di essere responsabili di una azienda, in maniera tale da renderla virtuosa nei conti, bensì di amministrare passivamente il suo lato di controllo sulle masse. Per i continui “buchi” di bilancio c’è sempre un modo di mettere una “pezza”; anzi, la modalità con la quale viene sempre messa la “pezza”, fa parte proprio del “gioco”. 

Le masse incoscienti sono chiamate ad "aprire gli occhi": è il solito lato auto educativo.  


  

mercoledì 26 maggio 2010

Il "rischio" di cambiare.






Ognuno, nel mondo, cura i propri “affari” personali, dal momento in cui crediamo e abbiamo dato peso rilevante, al riconoscimento del denaro come veicolo per ottenere qualsiasi “cosa”. Sembra che, al di fuori di esso, non vi siano altri modi per ottenere quello che si desidera. Ecco, a titolo di esempio, un classico discorso, la filosofia, di chi deve proteggere il proprio interesse; in questo caso si tratta di una corporazione, ossia quella della farmaceutica. Leggiamo:

Manovra finanziaria: Assobiotec; Sidoli, no a tagli prezzo farmaci.
Milano. "Non si può, e non si deve, utilizzare nuovamente la spesa farmaceutica per sanare il deficit della sanità; e, soprattutto, non si possono e non si devono operare nuovi tagli al prezzo dei farmaci, che andrebbero a penalizzare gli investimenti in ricerca e sviluppo, a discapito della salute dei pazienti di domani, quelli, cioè, che potrebbero beneficiare delle terapie oggi allo studio da parte delle aziende impegnate nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi" così Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec, l’Associazione per lo Sviluppo delle Biotecnologie, interviene, a poche ore dal Consiglio dei Ministri, sui tagli che si prospettano nella manovra finanziaria.
Lo si apprende da una nota in cui Sidoli afferma che "il farmaco innovativo rappresenta un bene prezioso per i cittadini, per il progresso scientifico e per l’economia: tra i farmaci innovativi, infatti, una larga parte sono di origine biotecnologica. Parliamo di terapie che oggi vengono impiegate per trattare o prevenire infarto, sclerosi multipla, tumore al seno, fibrosi cistica, leucemia, malattie genetiche rare, epatiti, diabete e molte altre patologie. E numerosi nuovi prodotti sono inoltre in sviluppo: da questi arriveranno, auspicabilmente, risposte a malattie ancora senza cura e trattamenti migliorativi rispetto agli attuali. La possibilità di tutelare la salute nel futuro dipende in gran parte dalle scelte che verranno fatte oggi. Ecco perchè diciamo un deciso ''no” ai tagli ai danni dei farmaci che si prospettano nella manovra finanziaria: penalizzare nuovamente le imprese farmaceutiche e biotecnologiche con tagli ingiustificati, da un lato avrebbe conseguenze pesanti sulla ricerca tesa a identificare nuove terapie e a rispondere a bisogni oggi ancora insoddisfatti e, dall’altro, contribuirebbe, indirettamente, a legittimare sprechi nella spesa ospedaliera, da più parti denunciati e documentati" conclude il presidente di Assobiotec.
Fonte: MilanoFinanza

Di articoli simili a questo, ma in ogni altro ambito dell’economia, fossero gli impresari di pompe funebri, fossero i fabbricanti di caramelle, il discorso non cambia affatto. Il leit motiv è sempre lo stesso; proteggere il proprio “territorio” affaristico e tutto ciò che comporta l’andare avanti. La politica aziendale in auge da decenni è di “fare” numeri sempre più alti, in termini di fatturato, utili, espansione, vendite, ecc. Ma come si fa? Come è possibile andare sempre e solo avanti per una direzione che “sfrutta” la massa, unico target finale di ogni logica commerciale; è come prosciugare lentamente un pozzo di petrolio

Ecco come si fa! Opponendosi ad ogni tentativo di riforma, di modifica dello status quo. Perché? Perché i privilegi ottenuti in anni in cui era possibile maturare determinati punti di vantaggio, sono finiti. E togliere oggi quello che è stato permesso anni fa, è sempre causa di conflitti e polemiche. Coloro  che siedono al governo, hanno anche il compito di “superare” queste anacronistiche “avvisaglie di malumore”; ce la faranno? La gente pensa di no, perché fanno parte della stessa “pasta” di chi dovrebbero “danneggiare”. Però, prima o poi, i pesi dovrebbero mutare di rilevanza. È tuttavia inutile scandalizzarsi ed “offendersi” di un simile operato, perché i politici incarnano un frattale di come “siamo fatti noi” mediamente

Quello che voglio dire è che, in una società in equilibrio, i singoli cittadini non sono disposti ad agire contro una certa etica, che vorrebbe un “clima” ben diverso nella condivisione delle risorse della Terra e del proprio lavoro. Ciò che si persegue è sempre l’accumulo di masse di denaro, a qualsiasi costo, a qualsiasi livello sociale. 

Anche l’onesto commerciante all’angolo della strada, si è adattato ad aumentare i prezzi ogni anno: a prescindere! Perché? Perché la “responsabilità” è sempre di qualcun altro non ben specificato, nella filiera di produzione. L’aumento del “bene” si scarica sempre sulla massa, ma nella massa è compreso anche l’onesto commerciante, il quale con una mano prende e con l’altra deve dare, come è giusto che sia, ma con effetti di rigonfiamento della speculazione sul costo della Vita. Avevo già rimarcato questa prospettiva in altri articoli, però ci tengo a precisare che, sino a quando la “legge” in vigore tra di noi, sarà il “mors tua vita mea” di profumo vagamente gladiatorio, non potremo staccarci da questa realtà dominata dalla sopravvivenza, dal possesso e dalla paura.

In una società evoluta, le eventuali medicine dovrebbero essere gratuite e gestite dagli Stati.

Ecco un altro esempio tipico di opposizione al cambiamento; non so quanto Obama rappresenti una vera novità nel panorama politico mondiale,  colore della pelle a parte, per cui intendo solo manifestare “riconoscimento” perlomeno per la sua opera di “ridefinizione” delle regole:

Riforma finanziaria negli Usa: contro Obama anche Alan Greenspan.
Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve, la banca centrale statunitense, si associa alle critiche contro la riforma della finanza voluta dal presidente Barack Obama. Critiche che nelle scorse settimane erano state manifestate anche dall’attuale presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke.
In particolare Greenspan ha attaccato la Volcker Rule, ossia la norma che impone il blocco delle attività speculative effettuate dalle banche sui mercati finanziari, approvata lo scorso 22 marzo dalla Commissione bancaria del Senato e che dovrà essere discussa nelle prossime settimane dal Parlamento.
L’amministrazione Obama si vuole invece ottimista. Uno dei principali consulenti economici del governo, Lawrence Summers, ha spiegato di essere convinto che la riforma verrà approvata dal Congresso.
Fonte: TicinoLibero

La riforma finanziaria è stata, nel frattempo, approvata il 20 maggio 2010:

Il Senato americano approva la riforma finanziaria.
NEW YORK – La riforma finanziaria in America, la più importante dagli anni Trenta, e' ormai cosa fatta. Ieri, nella notte, i Senatori, con una maggioranza bipartitica di 59 voti contro 39, hanno approvato il pacchetto di regole che cambierà il volto del settore bancario americano e forse mondiale.
Ora tornerà in scena il presidente Barack Obama: cercherà di facilitare il processo di riconciliazione con il progetto approvato dalla Camera. Un compito non necessariamente facile visto che vi sono alcune differenze di fondo. Ma l'esito finale a questo punto è scontato: il compromesso è inevitabile, il passaggio parlamentare certo, anche se alcune misure più dure del Senato, come quella sui derivati, potrebbero essere ammorbidite.
Comunque sia il presidente, dopo la riforma sanitaria, potrà firmare un'altra legge storica, che servirà in questo caso da punto di riferimento per il resto del mondo. Certamente per il gruppo dei Venti, che alla fine di giugno si riunirà ai margini del G8 canadese e discuterà un approccio comune per rendere più trasparente – e sicuro – il modus operandi delle grandi istituzioni finanziarie mondiali.

C'e' da chiedersi se il progetto, ammorbidito al Senato in alcune delle parti più dure e probabilmente corretto ancora, sarà poi sufficiente per contenere il rischio di nuove crisi sistemiche. Di certo la legge ridisegnerà per i prossimi decenni il modello competitivo di un settore che ormai include non solo le banche commerciali, ma quelle d'affari, gli hedge funds e i fondi comuni. Fondi hedge e private equity in particolare dovranno sottoporsi a controlli che finora non avevamo, si cercherà di chiudere i gap di regole alla radice degli scandali finanziari; si daranno maggiori poteri di intervento e di controllo alla Federal Reserve, si creerà una nuova agenzia per la protezione dei consumatori, si cercherà di rendere quanto meno più trasparenti le operazioni sui derivati e di limitare l'esposizione al rischio speculativo delle grandi banche, attraverso una combinazione di tasse e di regole. Al di là della formula finale, questi parametri di fondo sono comuni ai due progetti di legge. Una delle battaglie più dure sarà portata avanti dalle banche per evitare che la posizione del Senato, che impedisce alle banche di operare sul mercato per conto del proprio portafoglio, sia abolita. Si tratta comunque di una legge che ha già lasciato il segno sul mercato: la caduta di ieri del 3,6% in borsa a New York, riflette certamente le preoccupazioni per la crisi europea, ma sconta in parte una riforma temuta, che potrebbe nella sua forma finale limitare di molto le attività finanziarie e di conseguenza – dicono i pessimisti e i banchieri - quelle produttive. Di certo i guadagni da favola, le speculazioni selvagge, le incertezze e i rischi che hanno caratterizzato un modello di vita e di lavoro per i primi anni del nuovo secolo, verranno rimessi in discussione.
Fonte: IlSole24Ore

Il dare più potere alla FED è, secondo me, ancora molto sospetto. Le attività produttive limitate da questa riforma? Bah; secondo vecchi canoni certamente! Ma io sono pronto a correre il “rischio”…