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martedì 13 aprile 2010

Europa7: Cenerentola di speranza.





Partiamo da questa news:

Titolo: Europa7: Di Stefano; vinta battaglia, a giugno parte tv nazionale.
Ora: 08/04/2010 14:07
Testo:
ROMA (MF-DJ)--"Volevo fare la televisione a 46 anni e invece la faccio a 57 anni". Con queste parole, il patron di Europa7, Francesco Di Stefano, commenta la conclusione di 11 anni di contenzioso con lo Stato e la firma posta sull'accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico che prevede l''assegnazione a Europa7 di frequenze integrative per raggiungere la copertura di almeno l''80% del territorio nazionale.

"Pensiamo di partire con le trasmissioni a giugno" ha spiegato Di Stefano, senza fornire ulteriori dettagli sul piano industriale. "In tanti anni abbiamo più volte dovuto cambiare il nostro progetto, ha spiegato. Ora vi chiediamo un po' di pazienza, perchè abbiamo bisogno di tempo per adeguarlo alla nuova situazione. Non posso essere del tutto soddisfatto, perchè in 11 anni tanti ministri non ci ricevevano e non ci volevano parlare, da Cardinale a Gasparri, da Landolfi a Gentiloni, e probabilmente un accordo si sarebbe potuto trovare già prima se ci fosse stata la volontà. Però si chiude un incubo, si chiude una brutta vicenda in cui nessuno che avesse un ruolo, dalle istituzioni nazionali alla Commissione Ue, ha fatto il proprio dovere".

 A chi gli chiedeva se fosse contento della soluzione trovata, Di Stefano si è detto "abbastanza soddisfatto", ma ha spiegato che "saremo incazzati per i prossimi 20 anni", anche perchè in base alle sentenze doveva essere Mediaset a cedere le frequenze ad Europa7, "Rete4 doveva essere spenta e invece è accesa".

 Sul fronte del contenzioso economico, Di Stefano ha ricordato che "quello si è chiuso con la sentenza del Consiglio di Stato, con una decisione che non accetteremo mai", perchè a fronte di danni economici stimati dall''azienda in 3,5 miliardi, è stato riconosciuto un risarcimento di poco superiore al milione di euro.

Di Stefano è pronto a lanciarsi nel mercato, ma è consapevole che "nel 1999 c'erano uno spazio e possibilità enormemente superiori" rispetto ad oggi di sviluppo nel settore televisivo italiano. "Ora ci dobbiamo inventare qualcosa, pensiamo di averlo individuato e ci stiamo lavorando. Sarà sicuramente una novità" ha spiegato l'imprenditore, che già a maggio confida di poter fornire i dettagli sul nuovo canale.
carlo.renda@mfdowjones.it
Fonte: Yahoo

Esiste una vasta documentazione in “rete” su questa triste e losca vicenda. E non starò qui, adesso io, a tracciarne tutti i contorni ed i contenuti. Per chi volesse c’è anche questo estratto da un libro di Marco Travaglio

A me preme segnalare che, finalmente, una brutta faccenda sta per giungere in “porto”. Vorrei proprio sottolineare questo aspetto positivo, segno del cambiamento dei tempi. In Italia, come nel resto del pianeta, ma soprattutto in Italia, per quanto ne so io, un certo modo di “fare” le cose è divenuto quantomai significativo dello stato “vibrazionale” nel quale, noi tutti, versiamo in maniera esplosiva. Uno straniero che veda le nostre faccende da “fuori” se ne accorge subito. È come entrare in una casa ed essere subito pervasi dall’odore di cibo stagnante, che i proprietari, completamente avvolti, avvizziti ed abituati, non sentono più. Un po’ il principio della rana bollita

Se mi metto nei panni di Di Stefano percepisco una posizione di rabbia impulsiva ma anche di speranza rinnovata dalla decisione del ministero. Se mi metto nei panni dei ministri che per 11 anni hanno fatto finta di nulla, comprendo la loro paura di non inimicarsi il “Cavaliere”. Se mi metto nei panni di Emilio Fede percepisco una gran capacità di “navigazione” tra i marosi della Vita. Nei panni del “Cavaliere” mi è difficile entrare perché quel suo “mondo” è tanto piegato su se stesso, come le antiche spade giapponesi dei Samurai, da risultare talmente intricato, per la mia “logica sensitiva”, che è meglio rinunciare a comprenderlo. È solo un uomo dall’ego immenso che occorre comprendere guardando dal “di fuori”, attendendolo tramite un atto di compassione. Ha tutto e vuole di più. L’equazione che lo sorregge è perlomeno squilibrata. So che Anime come la sua sono definite “coraggiose”, per la scelta che hanno intrapreso al fine di sottolineare un modo paradossale di intendere la Vita, e questo dinnanzi agli occhi di tutti. È come prendere un caso anomalo e mostrarlo alla massa, per dissacrarlo ed utilizzarlo come esempio negativo, di sconcerto, da non imitare, ed invece vedere la reazione della massa che rimane soggiogata dal “fare” sapientemente mellifluo dell’esempio da evitare; un caso ulteriore di ribaltamento dei piani. Un caso che misura la temperatura del grado di consapevolezza sociale.

“È inutile piangere sul latte versato” si dice. Per cui Di Stefano dovrebbe solo ripartire di slancio, trasmutando tutto il negativo accumulato in gioia e determinazione tali da contraddistinguerlo nettamente sul piano delle televisioni nazionali, e non solo; anche e soprattutto sul piano umano. Senza cadere nel vittimismo, tipico italiano, ma partendo da un simile “effetto leva” con una capacità nuova di intendere il rapporto televisivo con la gente

Quello che mi piacerebbe vedere è la nascita di un nuovo polo tv diverso dagli altri; moderno, allineato con il cambiamento ancora invisibile in atto. Un modello “sano”, morale, etico, persino spirituale. Chiedo troppo?

Saremo al cospetto di un nuovo “lupo” affamato ed arrabbiato? Oppure saremo al cospetto di un “animale” saggio che ha compreso la vera “lezione” che la Vita gli ha impartito? Questo imprenditore non è morto di fame in questi 11 anni. Non lo conosco e non so nemmeno quale sia il business che gli ha fatto guadagnare tutti i soldi che occorrono per aprire un network; non consoco nulla di lui. So solo che il sito http://www.europa7.it/ è completamente bianco e ciò mi mette tristezza. Hanno parlato “tutti” di lui, eppure la gente non sa quasi nulla. Ovviamente il suo caso non è stato dibattuto a pieno in televisione, proprio a testimoniare il modello in corso del “branco di lupi” o delle “sorelle di Cenerentola”.

Caro Di Stefano, ho grande fiducia nella tua televisione. Confido che ci sia spazio anche per quella energia di “rinnovamento” spirituale che ha portato la tua “idea” a navigare le difficoltà karmiche che ti contraddistinguono. Ringrazia l’Universo per tutto ciò. Benedici tutti coloro che ti hanno ostacolato, perché ti hanno solo reso più forte. Sono stati “opportuni”. Mi auguro di assistere alla nascita di un modello televisivo “vegetariano” e non “cannibale”; che non si adatti ma che diffonda nuovo vigore. Che faccia aprire gli occhi e le menti e non che occluda i sensi. Ciò che è successo è stato solo un modo di sancire “Ecco, guarda dove ti trovi! Vuoi contribuire anche tu ad alimentare questo modello fuori giri? Lo hai provato sulla tua pelle, ora che tocca a te, come ti comporterai?”.

Ti suggerisco di guardare in internet il fenomeno spirituale che sta elevando l’energia del globo. Ti suggerisco di sondare quello che vuole, in cuor suo, la gente: non veline e gossip ma  valori umani sanciti dall’esempio. Mi auguro di vedere programmi a potenziale “rischio” di basso audience ma che invece possono rivelarsi il palcoscenico di un nuovo modo di “vedere e pensare”. Sonda per favore cosa significa vivere dal cuore, sviluppare compassione, Amore, gratitudine verso tutto e tutti. Non parlo di religione ma di spiritualità. Ci sono ampi contenuti che possono essere sviluppati e che, ora, sono solo "cibo" per mosche bianche

Cerca in internet la “verità” che sta emergendo nel tessuto sociale

Spero che quelle novità annunciate dalle tue parole nella breve intervista riportata anche in  questo articolo, vadano proprio nel senso che mi auguro, che tutti ci auguriamo. C’è già troppo Grande Fratello e compagnia bella in giro, troppi telegiornali allineati, troppo mimetismo, troppa vergogna, troppa superficialità. Lo so che è la gente che “comanda” per inverso, è la gente che “chiede” la tv spazzatura, ma per favore tieni duro e cerca di “innovare”. La gente cambierà, seguirà a ruota. Ma non dimenticare che c’è un grande pubblico silente che ha spento la televisione, che la usa come “fioriera”, che non vede più nessun canale. Sono tante persone. Un pubblico che nessuno prende in considerazione. Se avessi iniziato nel 1999, probabilmente, saresti stato “uno dei tanti”, un robot, oggi invece hai la possibilità di evidenziarti in maniera strepitosa. 

Non pensare ai mancati guadagni, al danno,  ma all’opportunità che hai di fronte a te. 

Ci sono milioni di individui “silenti”, nuovi, diversi, preparati, aperti, che contano su di te. La televisione è importante: l’educazione dei nostri figli passa anche da quei “lidi”. Non usiamola solo per pratiche commerciali o per inquinare il fisico, la mente, lo spirito dei nostri piccoli grandi uomini in fase di crescita.

Confido in te!
Con tutto il mio essere: in bocca al lupo!

Sarebbe bello ricevere un “segnale” da te o dalla tua segreteria, una conferma, un commento a questo mio articolo ricco di speranza. La “rete” è una giungla dove il “tam tam” funziona ancora…