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martedì 21 aprile 2026

Radar.


Come fa radar al contrario? Radar. Uhm

Hormuz è aperto. Hormuz è chiuso. Com’è Hormuz? “Mannaggia a Santo Rocco…”. È nella situazione del famoso “gatto” di Schrödinger:

aperto
chiuso
aperto/chiuso (contemporaneamente).

Chi decide?

Quindi, la situazione è quantica. Fluttua da un istante all’altro e, fissando un punto lo potresti manifestare per l’eternità. Sì, se fossi “te” che decidi. Ma, figurati. Nella sostanza, chi decide (anche solo l’apparenza), a livello sottodomino, “guadagna” attraverso il proverbiale “nulla”. Un tweet s-muove i “mercati (il mercato)”. E, oplà:

miliardi piovono nelle solite tasche se-materializzate (offshore).

Se si comporta così un “presidente”, bah… “va bene”. Se a farlo è un altro individuo, bè… è “insider trading” o quello che è. 

“Uscendo fuori alla luce del giorno
abbiamo molte lune in gioco nel profondo di noi
così tengo d'occhio il sorriso dell’ombra
per vedere cos’ha da dire

non conosci il mio pensiero
non sai che tipo sono
i bisogni oscuri fanno parte della mia personalità e
dì al mondo che 
sto cadendo dal cielo…
Gira l'angolo e
trova il mondo ai tuoi comandi
che fa la sua giocata
Ah. Ah…”.
Dark Necessities – Red Hot Chili Peppers

Queste oscure materie. Questi… bisogni oscuri…

Qualcuno ama farti c®edere, (qua, così), alla “storia del mago”: devi sempre provare paura, qualsiasi cosa sia (è). In-tanto:

tengo d'occhio il sorriso dell’ombra, per vedere cos’ha da dire… (l’uomo nella “luna”, l'Oltre)
non conosci il mio pensiero, non sai che tipo sono… (non esiste; c’è) 

gira l'angolo e trova il mondo ai tuoi comandi, che fa la sua giocata (la macch-in-azione con l’atteggiamento del pilota_Re; “gira l’angolo…” = Oltre). Anche questi sono visit-attori (qua, così).

Co-manda_Re. 

In quest’altra traduzione (“IA”) l’espressione è più specifica:

sì, non conosci la mia mente, non conosci la mia specie. Le necessità oscure fanno parte del mio progetto (wow).

Molto chiaro. Evidente. Lo sai sostanziare? 

Uhm:

non conosci
la mia mente
la mia specie
(il) mio progetto

Hey: ci sei?

Dove sei, “te”? E… Te?










Sei già nel “metaverso” (qua, così). Vuoi un esempio? Ecco quanto:

sei in casa
sopra, in solaio, ci sono i topi
sotto, in cantina, ci sono gli scarafaggi
fuori, in giardino, ci sono gli uccellini e un cane
dentro, in casa, ci sono i pesci rossi e un gatto
sul bimbo pauroso ci sono i pidocchi
sotto la casa, sottoterra ci sono i vermi
sopra la casa, in cielo ci sono gli aerei, etc. etc. etc.

“Metaverso”. No

Quando cammini per strada e, a fianco (qualche metro più in basso), scorre un canale, i pesci sopravvivono in quell’ambiente, mentre “te” osservi da fuori o Oltre. Ci sei? La Verità (che) ti colpisce, sempre. Nel piccolo, il grande. Ove, il piccolo è “piccolo”, così come lo è il grande. Relatività. Ma, anche, frattalità espansa o ap-punto, ancora/sempre la Verità. 

Memoria I-Ambientale (Log di Macchina).

Terra-in-formazione. Macch-in-azione. Qualcuno Vs qualcosa. E “te” (qua, così) sei come la risultante, il risultato o… precipitato (la trasformata, il manifestato). 




Dove guarda un gatto, quando è tutto concentrato su/in qualcosa che a “te” non dice nulla, dato che sei abituato a mettere a fuoco seguendo un percorso ottico-logico del tutto frutto dell’abitudine o programmazione (qua, così). Qualcosa, è evidente, ti s-fugge, sostanzialmente

Un animale vede e sente cose che “te” ignori. 

Eppure “sei in salute”. “Ci senti bene”. E hai dieci decimi. Ops! Auto de-limitazione = sei in qualcosa che non è quello che (ti) sembra usualmente. 

È la “tua” mente lo s-nodo: come la usi

Uhm: sembra che d+ ne sei abusato. Ma la mente non è qualcuno. No? La mente è neutra, neutrale ma, ehm… (anche) neutralizzante.  

Che te dice? Di chi è 'sta mente: d-El Voladores. Ergo?

Sai quello che “sai”. Quello che devi sapere, “serve”. E non te ne accorgi sempre per lo stesso motivo portante: è già successo = continua a… 

Fino a quando non “Fai…”, fai qualcosa di essenzialmente altro. 

Un po’ come andare Oltre. Trovi

Cosa succede? Succede ciò che è-voluto. Da “te”? No

A “te” è già toccato “in sorte” di… essere hackerato. O, al peggio, di essere proprio (così, qua): fabbricato ad hoc. Seppure sei sempre sede del potenziale contemporaneo. 

Pinocchio docet. 

“Genio” frattale espanso = memoria I-Ambientale

DeFi: nel weekend è stata hackerata Kelp, una Dao sulla chain di Aave, per 293 milioni di dollari, usati poi come collaterale per prendere in prestito altri fondi. Risultato

195 milioni di debiti non rimborsabili.

L'evento ha ridotto il Tvl - Total Value Locked - di Aave di 8 miliardi di dollari (Aave giù del 20%). Sempre sulle Dao: c'è grande caos intorno a RaveDAO. ZachXBT, il noto investigatore onchain, ha accusato Rave di manipolazione (pump and dump):

il token ha perso il 100%...
Young Academy

Vedi”? Qualcosa è sempre all’opera (qua, così). 

Qualcosa = “tecnologia”. Qualcuno = “Pilota_Re”.

“Strategy ha acquisito 34.164 Btc… per circa 2,54 miliardi di dollari… Al 19/04/2026, deteniamo 815.061 Btc, acquistati per un totale di circa 61,56 miliardi di dollari a un prezzo medio di circa 75.527 dollari per Bitcoin…”.
Strategy supera BlackRock di +15.000 Btc: l'Etf Ibit detiene 799,151 Btc…
Young Academy

Questi arraffano ancora una volta il “tuo”… futuro. 

Cambiare tutto per non cambiare niente.

Dunque:

il SO “Terra” è ovunque (hai presente l’immagine collettiva di “Dio”? Ecco. I suoi attributi sono quelli dell’I-Ambiente. E, ovvio, anche i l’oro che ne padroneggiano l’opera-to).

È portante “immaginare in leva (sostanziare a livello frattale espanso)” un simile SO, in azione continua (qua, così). Meglio:

(qua, xxx).

La struttura della “materia”, la sua “organizzazione”, è composta da “particelle fondamentali” in grado di “eseguire qualsiasi auto trasformazione a livello di base”.

Alchimia docet.
Gli atomi ti dicono qualcosa (come tutto), ma non sono gli atomi.
Infatti, continuano a spaccare il capello (seppure con la Cgi).

Tale SO, agisce come se qualcuno andasse sempre in giro con un laboratorio chimico-alchemico, apportando modifiche interne alla struttura, in funzione di uno scopo particolare da manifestare ad hoc (utilizzando sempre la composizione di fondo della medesima struttura).

Questo è il famoso “Comanda Padrone…”. No? 

La “Terra” (qualsiasi f-orma abbia e qualsiasi cosa sia) è amministrata, prima ancora di ogni e qualsiasi potere “umano”, da tale SO o “Anima Mundi”. 

Il risultato è il fantasma della macchina e/o nella macchina.
Il... funzionare che funziona o funzionamento (funzione).
Mentre laggente è alimentata (qua, così) a... finzione (scenica).

Il SO è qualcosa che “funziona da sé”, nativamente. Seppure è pilotabile. Inoltre essendo dotato di memoria... una volta programmato può continua_Re in automatico. 

Non c’è alcuna differenza sostanziale con un impianto di climatizzazione.

Solo che l’I-Ambiente (legge, strumento, memoria) funziona e bon! Qualsiasi “cosa” abbia bisogno per continuare, viene auto ricavata dal funzionamento stesso dell’assieme. Un po’ come caricare la batteria dell’auto mentre procede, utilizzando batterie già cariche che si scaricano ma vengono sostituite automaticamente da quelle cariche

Il moto perpetuo ti è impedito (qua, così):
seppure in un continuo giorno della marmotta
che funge da scenografia quotidiana...

Questo, per rimanere ancorati al limbo della “necessità”. Nella fattispecie, quella “energetica”. Nella sostanza, tuttavia, il SO “Terra” funziona, avendo risolto definitivamente tale “problematica” by Legge del Minimo (qua, così). Le particelle fondamentali ricombinano l’assieme d’assieme, ad immagine e somiglianza, in funzione di un “design” dima, campione, etc. Ossia, ciò che qualcuno (potenzialmente chiunque sia Te) “Re_alizza di decide_Re”. 

Wow

I petali di un papavero e la seta naturale. Uhm. La materia può prendere qualsiasi f-orma, in funzione del “desiderata” di chi è nella condizione di “Fare…” = quando sei nell’atteggiamento sostanziale, tale da renderti “visibile” all’I-Ambiente o “Genio” frattale espanso che, or dunque, “ti prende in considerazione, realizzando ogni tuo desiderio”. 

Ne devi essere all’altezza, in-somma.
Con l'industria va in onda un altro giro di giostra (essenzialmente):
ove, devi essere... capace.

Alla (Sua) Altezza (Re-ale); e qua viene un altro inghippo AntiSistemico: 

cosa significa “esserne all’altezza”.

Film, cartoni animati, libri, saggi, leggende metropolitane, proverbi, antiche scritture, etc. etc. etc. narrano, rivelando, di “uno stato particolare (magico) dell’individuo” tale da poter assurgere alla padronanza del “mondo”. Uhm. Come al solito (qua, così), ti possono dare/dire tutto ma, senza le chiavi di attivazione, “niente” = “non funziona” e lasci perdere desolatamente e anche con un po’ di vergogna (per averci creduto).

L’atteggiamento deve essere sostanziale = devi esserci, alias, devi essere Te (non “te”). Ok

Cosa significa esserci (essere Te):
decide_Re.

È logico. L’ennesimo blocco consiste nel “sì, ma come faccio a far realizzare gli eventi che decido?”. Non preoccupandoti del “come dovrebbe accadere”. Perché sei in qualcosa di… gestito totalmente da… tale SO. Ed, ovvio, impedito da chi, per “ora”, è rimasto l’unico a ricordare questo, padroneggiando l’intera situazione per tale motivo (è già successo). 

L’atto di “fede” consiste nel… credere di/che… No

Dunque, essenzialmente è tale la Re_gola. È il SO che si preoccupa di… Ma, se non ci sei, non lo puoi pilota_Re = l’I-Ambiente continua a funzionare secondo le “vecchie regole”. Bon

An-nota questa “stranezza” e triangolala sostanzialmente (con Te):
il drago è schermato (qua, così).

Thaad

Cambiamenti climatici insoliti legati agli attacchi radar iraniani.
Dopo che l'Iran ha distrutto i radar statunitensi nei Paesi del Golfo, le condizioni meteorologiche nella regione sono cambiate durante la notte, secondo una teoria che circola online. L'Iraq e l'Iran hanno visto forti piogge ogni settimana, le temperature sono scese di 5°C e la siccità iraniana è terminata… Il Pakistan ha visto precipitazioni superiori alla norma a marzo e aprile. Ha piovuto quasi ininterrottamente in Azerbaijan… Anche se può sembrare una cospirazione, il tempismo è fondamentale.
@geopolitics_prime

I “radar”. No

Che tipo di “tecnologia” incorporano tali dispositivi. Diciamo che possono essere come dei “coltellini svizzeri”. Quindi, nell’assieme possono funzionare – anche – non linearmente, polarizzando l’I-Ambiente (legge, strumento, memoria) localmente, in maniera tale da… ottenere un certo scopo. 

La famigerata “arma meteorologica” de noantri. 

Incorporata in una struttura che la rivela. Al solito! Il solito trojan. 

La “IA” indossabile sarà (“è”) una interfaccia AntiSistemica x il SO nativo, in grado di ottenere continuamente il “successo”. Qualcuno ricorda. Laggente ha dimenticato tutto (qua, così). 

SPS ha questa idea:
l’I-Ambiente è nativo (ovvero, è stato implementato sulla “Terra” per terra-in-formarla e dunque renderla abitabile e soprattutto “una fonte continua di servizi in automatico”)
l’AntiSistema è la sovrastruttura l’oro (“Dio”) che controlla (decide) il funzionamento del SO “Terra”.

L’I-Ambiente è una tecnologia. Amen

“Dio” è chi l’ha implementata. Ma ora, “Dio è morto…” e, quindi, “Dio” è chi ne ha preso il posto. Risultato:

la prima Matrix era un paradiso…

Ma questa versione, assolutamente no. Anzi: continua ad esserlo x l’oro (“Dio”).

A monte c’è (stata) una decisione: 

rendere la “Terra” (così, qua). 

Per un animo pieno di “oscuri bisogni…”, questo è l’ideale

Te, ne hai fatto le spese, auto trasformato in “te”, nell’AntiSistema ma “niente”. 

Eppure, Te resti sempre tale = sede del potenziale contemporaneo.

 Altro che “di-sperare”.






  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4180
prospettivavita@gmail.com


venerdì 21 novembre 2025

Mago.


Cucù

“In me mago agere…”. 

È “” che sei auto bloccato (qua, così). A Tremotino è bastato molto poco (un “momento”), ricavandoci tantissimo (“in leva”)…

“Quasi sulla verticale sopra di lui, le formazioni parallele di nubi erano interrotte da una perturbazione circolare. Sembrava un piccolo ciclone, con un diametro di pochi chilometri, ma gli ricordava qualcosa di completamente diverso: una nodosità che interrompesse la superficie liscia di un'asse di legno…”.
Il dito di Dio - Le fontane del paradiso - Arthur C. Clarke

Un “nodo”. Uhm



Grande Albero tagliato Terra: sezione circolare o piano

Centro portante (Te)

Grande Albero tagliato = altopiano

Che interrompe qualcosa...: lo scorrere della linearità superficiale di un’asse (direzione di spinta, auto orientamento), composto da materiale conosciuto. Lo s-nodo è, però, anche l’innesco che unisce più direzioni o percorsi o “dimensioni” o livelli, etc

Un ganglio della gerarchia è tale. 


Un simile “tondo” viene elaborato dalla mente usuale (qua, così) come una sorta di “sole/luna” o pianeta, astro, etc. Mai, come se fosse un “buco”, un’apertura che apre e/o chiude qualcosa che assomiglia al “cielo”, così come al “firmamento” o alla volta celeste, etc. La “via lattea” è, analogamente, una sorta di spaccatura tra… Ogni “fenomeno celeste” lo è. Cosa? Oltre che ad essere quello che (ti) sembra poiché te lo hanno detto e allora lo “sai”, la simbologia ancora una volta sembra qualcosa che non è (essendo l’ennesimo baluardo dell’AntiSistema a livello di firewall I-Ambientale).

Chi si è impadronito della “versione ufficiale delle cose”?

, è da dove sopraggiunge il “sapere (unico)”, seppure nella bio-diversità sempre (qua, così). Quindi, il simbolo simboleggia qualcosa che qualcuno ha (così, qua) pensato di decidere e, poi, di appiccicare a “te”, allaggente in società. Ergo, ciò che sostanzialmente è un qualsiasi “fenomeno celeste”, ti sfugge continuamente:

riesci ad andare Oltre a 1) quello che “sai”, 2) quello che “simboleggia” e 3) a “te” (qua, così)? 

Pensa che non puoi nemmeno rispondere, poiché ogni processo è controllato mediante la rivelazione della strategia “non esiste-Re; c’è”. Ok? No:

perché non concordi. 

Però, se non sei d’accordo, è perché sei dentro al controllo e vai d'accordo. Certo che la pensi diversamente: “serve”. Ti rendi conto? No; per lo stesso motivo portante. Dunque?

Come puoi almeno immaginare, senza “come dio comanda”? Devi accorgerti sostanzialmente. Ove, sostanzialmente = decidendo(ti). Hey: non “cosa vuol dire?”. 

Bensì, cosa significa.

Quando (ti) decidi, non lo chiedi a nessuno: (lo) “Fai…” e bon

Ci sei

Nodo = uscita/entrata




Se non ci sei, scegli sempre fra… 

Esserci = succede (il) Re. 

Non, continuare a succedere (qua, così). Il continuum deve essere Tuo (da Te in Te per Te con Te, fra Te e Te). La sfericità dell’esserci comporta il padroneggiare il “codice”. Che? Se è già successo che sei Te, sfericamente, continuerai a succedere sostanzialmente paro, paro. Cosa significa che sei Te = che (ti) auto decidi, senza appartenere al alcuna “corrente” dell’è-voluto (l’oro) ma “niente”. 

Ti senti troppo solo, solamente a pensarci?

Bah: è un feedback AntiSistemico. Non sei Te. Infatti, (qua, così) sei “te” = la coerenza è sempre tale, spingendo nella sostanza, essenzialmente, cioè, anche se non te ne accorgi, se non sei d’accordo, se la pensi diversamente, se te ne freghi, se “andrà tutto bene”, etc. 

Nell’AntiSistema ti viene chiesta la “fiducia” in automatico (persino decentralizzata), il c®edo, l’allineamento anche a livello di backstage, ossia, sempre quello sostanziale. Qualcosa che “emani”, a differenza di quello che tendi a pensare. Che pensavi?

Che fosse semplice: è già successo! Il d l'oro vantaggio è tale.

Non ti viene alla mente “l’ultima sigaretta di Svevo”, oppure il motto “smetto quando voglio”? Cosa sei autorizzato a pensare e persino ad immaginare (qua, così)? Tutto quello che “serve”, alias… “tutto”. Una f-orma esistenziale che descrive proprio l’ennesimo non solo slogan, “tutto intorno a te”

The Wall. The Ring. The End… 

Quando il “tutto” c®edi essere tutto, come minimo ottieni un’auto riconfigurazione dello “essere” in toto: lucciole per lanterne = solidi abbagli. Talmente consolidati che ci puoi persino “camminare sopra/dentro”. Ok

La versione della Terra AntiSistemica (l’oro) è tale e quale show. 

“Qualsiasi insegnante degno di sé, prima o poi scopre che in qualsiasi classe di 30 studenti, ognuno di essi comprende in 30 modi diversi…”.
Gene D. Matlock

Il “tappetino di sicurezza” ti dice che “siamo tutti diversi”, però… l’insegnante deve applicare il “programma”, convincendo volenti o nolenti tutti quei “30 diversi”, attraverso l’obbligo ed il “voto”, alfine l’esame di valutazione. 

Gerarchia docet.

Lo s-nodo è O’ professore che, nel Modello Eichmann non ha altro da fare che questo (con la “carota” dello stipendio e del lavoro a fungere da boost, proprio come fa il caffè, che ti “dà energia” nell’immediato, salvo poi conoscere l’altro lato della medaglia = sei senza forze, ogni volta, dopo; tanto che te ne devi prendere un altro, ma non è dipendenza; la dipendenza è solo quella che qualcuno ha deciso per tutti, nell’AntiSistema). Allora:

ognuno “apprende in modo diverso”
però
(qua, così) tutti devono avere lo stesso “sapere”
altrimenti
come puoi vincere gettoni d’oro dallo “zio Gerry”.

Trovi? La “bio-diversità” è sempre all’interno della struttura gerarchica (qua, così). Alias, proprio quello di cui non ti accorgi essenzialmente, perché, perché sei “diverso” e te ne fai un vanto = “serve”, poiché alfine sei come tutti gli altri, con un codice fiscale “sulla testa” e delle impronte digitale che il “tuo” smartphone – attraverso ogni “utility” – ti carpisce mediante il “tuo” consenso informato ed informatico = è dannatamente “utile” tale funzione che, “perché no!”. No?

Le password non ti stanno in testa

Che problema c’è: mettici il dito e oplà! Semplice. Facile. Immediato. E, soprattutto, “sicuro”. Per la retina vale lo stesso discorso. E per il Dna? Uguale. Fra non molto arriverà Neo: il robot maggiordomo umanoide.

Guarda che simpatico. Che figo!

Senza pancia

Apperò: hai visto il “film di fantascienza”. Eh?

Inizialmente, costerà un botto. Motivo per cui entrerà solamente nelle “migliori famiglie” e lo inizierai a vedere nei “film”, nei video e nelle pubblicità progresso. Perché spaccarti la schiena e le palle con gli stessi lavori ogni giorno

Dai: fatti un Neo. Sei nel... libero mercato.






Lo puoi prendere sempre in “comode rate”. È easy. Te lo vedi questo pupazzo ad immagine e somiglianza che si carica nella nicchia apposita, in casa, di nottePensa

magari ti sei alzato per andare in bagno e, argh

Lo vedi, nel buio, con i sensori accesi e, probabilmente, gli occhi alla Caronte. Questo affare non dorme mai, anche quando è “in carica”: sarà il Modello Utility ad averti, ancora una volta. Neo ti protegge. Neo fa il lavoro ripetitivo e noioso e faticoso, per “te”. 

Un altro livello del medesimo “destino”: 

quello infernale
uomo primitivo
“te”
Neo.

La (solita) “storia” si ripete (qua, così), non perché è casuale, bensì perché è sostanziale:

persino logico
è già successo
continua a succede-Re.

Sempre a “te”. Sempre l’oro. 

Sempre nella modalità non esiste; c’è. Quello che non puoi mai definitivamente mettere in dubbio = esserne assolutamente certo. Eppure sei “libero di…”. S’eppure, se ti fermi… sei perduto, anche se “mai lasciato indietro”. 

Vedi che l'assassino è sempre il maggiordomo.
In attesa di reverie.



S-nodo




“La campana stessa è fatta di elettro magicum… Il suono di questa campana è indescrivibilmente imperioso, solenne e maestoso. Senza nemmeno il minimo scossone, le sue note singole tintinnano sempre più fioche fino al silenzio. Al suono di questa campana l'universo cessa per un indivisibile momento di tempo e si attende alla Volontà del Mago. Non interrompa il suono di questa campana. Sia questo ciò che è scritto, Liber VII, v, 31: 
“c’è una solennità del silenzio. Non c'è più voce….”…
Aleister Crowley Link

Te (il pilota-Re):

al suono di questa campana l'universo cessa per un indivisibile momento di tempo e si attende alla Volontà del Mago

Nella “saccatura”, ci metti lo zampino: in quel “momento” tutto è im-possibile (potenziale). Ci sei

Provaci, almeno. Immaginati.

Il “Genio” è sempre in attesa del… “Mago”:

“Comanda Padrone…”
“Apriti Sesamo…”.

Il M-ago (della bilancia).

In assenza di ciò, vale l’esse-Re già successo che continua a succede-Re ma “niente”.

















 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4081
prospettivavita@gmail.com


giovedì 11 settembre 2025

Automatizzare = sostituire.


Struttura ad onde

“Gobbo so pare, gobba so mare,
gobba la fia e la sorella,
era gobba anca quella,
la fameia dei gobbon…”.
I Gobboni – Nino Tristano

Automatizzare = sostituire, è un Re-Seth ad ogni effetto. Tipo… per altri versi, c®eare e poi “cancellare (indurre ad auto dimenticare)” proprio ciò:

il mos maiorum è l'insieme dei valori, dei precetti morali e dei modelli di comportamento che costituivano le tradizioni e la morale della civiltà romana antica, tramandate di generazione in generazione, specialmente all'interno della famiglia. Non era un codice scritto, ma un insieme di principi non scritti che influenzavano la vita privata, politica e militare, e al quale i cittadini romani dovevano conformarsi per essere ritenuti degni dei loro antenati…

Non era un codice scritto… = ma l’effetto (la “influenza”) dell’applicazione del “codice”, da “a monte”. Ove, il “codice” è qualcosa che qualcuno applica in piena coerenza, non importa se “prende dentro” anche (soprattutto) “te”, poiché (qua, così) è già successo e, se non lo termini sostanzialmente, continuerà a succede-Re potenzialmente per sempre o “nei secoli dei secoli, amen”.


Automatizzare la “tua” vita (sempre) AntiSistemica, significa “nel tempo” – in tale spazio senza fine di continuità – giungere a “terminarti”, non visto che tutto ciò su cui contavi viene meno, “come se fosse la fine del mondo s-conosciuto”. Per “te”, che ne sei dipendente, il “mos maiorum” pre-cedente comporta la “fine”. Ovviamente, quando è laggente ad auto ritrovarsi in toto, tale e quale, il Re-Seth assume ben altra connotazione, risultando totale. Sino a quando il limite è il “gap generazionale”, chi è più datato scompare lasciando la “gioventù + moderna” alla stessa stregua del “precedente prossimo”, in un “mai passato di moda” che corrisponde a chi non esiste ma c’è (godendo di tale “vantaggio” in maniera non lineare). 

Qualcosa di riflesso, ad esempio, sostanziato dai “ricchi” che, comunque sia, non sono mai l’oro, bensì sempre al max dei sottodomino. Anche i “nobili” non son altro che sottodomino, ricordando l’oro in maniera più prossima, perché la nobiltà indica qualcosa di + vicino a “Dio”. La “chiesa” stessa te lo indica, anzi, te li indica. 

Chi? Chi è il Re: l’uno e trino = l’oro. 

Un assieme monotematico che risalta osservando essenzialmente la figura androgena, ibrida, di taluni “demoni” oppure di aristocratici annoiati, il cui ulteriore riflesso è incarnato nel movimento Lgbtech. Né carne e né pesce = le nebbie cerebrali che ti auto caratterizzano, di conseguenza. Tutto fumo e niente arrosto = il “Mago di Oz” te lo di-segna. 

Deus et machina:

il dio che scende dalla macchina”. Nel teatro classico, indicava una divinità calata in scena da una macchina per risolvere un intreccio troppo complicato. Per estensione, l'espressione viene usata per descrivere un evento, una persona o un elemento esterno che risolve una situazione difficile e apparentemente irrisolvibile in modo inaspettato, spesso in modo illogico e poco credibile per la trama…

“Eppur, funziona”. In Stargate, lo scienziato ragazzo indica che per risolvere l’intreccio, occorre triangolare dall’esterno, da un “punto (di sospensione)”. 

“Però... qualcosa accadde a questo punto sulla Terra: una rivolta, una ribellione…”.
Stargate

Del “mondo antico” (ti) viene ricordata una sequela infin(i)ta di guerre d’ogni tipo. Ogni impero, grande o piccolo, è sempre imploso sotto ad un simile “peso”. Tale romanzo giallo significa che x “te” deve essere chiara una cosa:

provieni da un “tempo peggiore di questo”. 

Ciò rinsalda il concetto di “evoluzione”, lasciandoti sempre in preda ad un vago senso di “essere migliore rispetto a…”. Peccato che, ogni volta, mediante il “gap generazionale” i vecchi se ne vanno sempre “con l’amaro in bocca”, sostituiti da coloro che si sentono sempre “non compresi”. Uhm. Daje a ride! Un vero e proprio “funerale”, costante = una precisa fonte di “alimentazione”. Prendendo per buono quel “romanzo”, il significato che va riassunto è:

“una volta” il Re era costantemente

alla mercé di una “presa d’atto della massa”
che lo poteva in ogni momento soggiogare (potenzialmente).

Ergo, il Re che ha elaborato? Ha “anticipato i tempi”, scomparendo dalla scena mondiale senza per questo perdere potere. Come ha fatto? Logico: ti ha reso costantemente “te” (qua, così). 

Ti ha auto trasformato nella “tua” brutta copia, non esistendo seppure c’è. Il modello è quello della “India” di Gandhi, che si “libera” dal giogo anglosassone, s’eppure ancora oggi ne è una estensione non lineare (altro che Brics). 

Come, ad esempio, anche la Turchia.

Il Re-Seth del “1700 e rotti” ha comportato infatti una continua applicazione del “codice”; della dima che è sufficiente seguire al fine di auto imperare come se niente fosse = “Dio”, chi scende dalla macchina… Meglio, chi non esiste ma c’è, che di-scende dalla “macchina” = l’I-Ambiente (legge, strumento, memoria) o “Genio” frattale espanso. 

Il Re “sotto alla montagna” che terra-in-forma la macch-in-azione (qua, così). 

: una macchina che funziona mediante 2 modalità:
automaticamente (by l’ultima programmazione)
oppure
automaticamente (by chi è l’attuale pilota-Re).

Il pilotare comporta l’auto programmazione della macchina senziente, che la “tiene in memoria” sino a quando il Re decide altrimenti. Dunque, la memoria implica ciò, in termini di proiezione in leva, da remoto, ubiquamente, wireless, non localmente, etc. dell’algoritmo o “codice” macchina. Però, contemporaneamente, la macchina è dotata della stessa memoria che, alfine di mantenere un unico Log di macchina, deve de-scrivere tutto quello che succede sia alla macchina che in termini di derivazione o provenienza dalla macchina = nel registro causale “akasico” finisce l’intera “cronaca” AntiSistemica (nella fattispecie). 

Ecco che la memoria, impiegata in tal modo, diventa (è) la Verità che ti auto manutiene “informato” sempre, anche se (qua, così). 

La memoria è la Verità ossia il “dato”. 

Ciò su cui puoi e devi “Fare…” sempre affidamento certo, nonostante la “notte più buia del buio”. È, quindi, qualcosa in azione, in funzione, che si/ti riaggancia al concetto o luogo comune del potenziale (contemporaneo). Ovvero, quando chiunque, contemporaneamente, diventa (è) il pilota-Re della macchina in funzione che, per forza di cose, esaudisce ogni “desiderio” ricevuto in input, fungendo da “giudice supremo” affinché il “desiderata” di uno non vada a discapito di quello degli altri. Questo accade quando ci sei Te e contemporaneamente ci sono altri nella medesima condizione (originale). All’opposto, se Te sei “te”, … sarà chi è nella condizione (originale) a pilotare in esclusiva il “destino comune” dellaggente auto ivi con-tenuta ma “niente”. 

La macchina funziona. Stop


Avendo una certa caratteristica = di “sentire” chiunque è nella condizione “originale (Te)”, significa che se “ora” sei “te” nell’AntiSistema, è già successo qualcosa a Te. Di conseguenza, la programmazione originale era di un tipo, mentre “poi” è stata im-piegata in altro modo, comunque sia facente già parte potenzialmente della macchina nella versione originale. 

Cosa significa:

la “programmazione originale” deve essere vista come
uno strumento che viene applicato ad un luogo target (ad esempio la Terra o parte di essa)
al fine di “terra formarlo” 
ossia
permettendo la vita in loco
qualora le condizioni iniziali esterne siano proibitive (o, anche, meno).

Ok

Una “utility”, in-somma. 

Un macchinario che permette di poter vivere anche in luoghi ameni o inospitali o ben altro (o, anche, meno). 

Come fosse... magia. Lo hai visto tante volte nei non solo film.

Ecco perché la macchina è dotata della possibilità di essere pilotata da chiunque dello “equipaggio”, perché a chiunque è impegnato nella medesima “missione”, potrebbe venir utile. Ci sei

Non solo il comandante, dunque. 

Chi comanda(va) il gruppo, lo faceva per altra via, in quanto che la macchina è attrezzata per essere di servizio a chiunque. Ora, se sei in Westworld, sei “te” (qua, così). Ergo, non sei + in grado di pilotare perché non sei più Te (il pilota-Re)

La macchina non ti “sente”, per questo motivo.

Però, puoi sempre “ritorna-Re”. In che modo? Accorgendoti nella sostanza, della “sostanza” che ti ha (qua, così), che è il frutto della terra-in-formazione della macch-in-azione by l’oro, ossia, dopo l’è già successo che a questo punto continua a succedere, non visto che la macchina si è auto programmata in tal modo, non importa se il Re è morto! 

“Evviva il Re…”. 

Programmare è potenzialmente x sempre. E, per sempre, è… “sino a quando non succede altro, sostanzialmente”. Nulla è per sempre, infatti. Però, questo “per sempre” può essere davvero una in-de-finità. In questo “tutto”, tutto dipende da Te, o, da “te” che ritorni a/in Te.

Dai. A “ruota libera”.

All’insegna del “chi se ne frega di quello che pensi”. Poiché, “è ora di finirla una volta per tutte!”. E se “non si capisce”, ehm

comprendi il “francesismo”? Ecco.

Questa è la “fine” che farai, dopo averla già fatta, sempre (qua, così): 

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Simone_Gull%C3%AC
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Giacomo_Minutoli
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Luigi_Borz%C3%AC
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Giuseppe_Samon%C3%A0

La storia della Palazzata di Messina emerge in questo libro che l'autore con estremo rigore filologico e storico, assieme ad un'attenta lettura delle vicende urbane, ci restituisce con degli interessanti spaccati “grafici” che esaminano e approfondiscono il lungo periodo della storia della città che va dal 1400 al 1940. Un periodo che si apre con lo studio e la raffigurazione delle mura di cinta quattrocentesche, per poi seguire con gli ampliamenti cinquecenteschi, con l'ipotesi progettuale del Teatro Marittimo di Jacopo Del Duca e con la realizzazione della Palazzata dell'architetto Giovanni Antonio Ponzello. Questa mirabile ed imponente opera architettonica verrà distrutta miseramente dal terremoto del 5 febbraio 1783. La ricostruzione della città post-sisma verrà affidata al progetto dell'architetto Giacomo Minutoli che realizzerà un'opera poderosa e monumentale che, purtroppo, verrà abbattuta dall'altro disastroso terremoto del 28 dicembre 1908. La nuova ricostruzione della città non prevede una terza Palazzata per cui al suo posto verrà realizzata una “Cortina del Porto” che non avrà nulla da spartire con quella che era conosciuta con l'ottava meraviglia del mondo.
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I “due terremoti” sono stati due Re-Seth. La “guerra tra poveri”? Quella degli “impoveriti dentro” al (qua, così). 

Qualcosa di è-voluto o di “naturale”.

Colpo di cannone

Il problema della ricostruzione della “Palazzata” era stato sollevato dal Collegio degli Ingegneri ed Architetti di Messina che, nella “tornata” del 16 luglio 1910, aveva preso il seguente deliberato…
Considerato che tali edificii pur non potendo ricostituire la monumentale Cortina di Palazzi, che rendeva l’antica Città di Messina la bella Sirena del Peloro, debbono non pertanto presentare un fronte che sia di decoro alla risorgenda Città
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Bon!

La Palazzata di Messina? Ora la trovi in Inghilterra.
Il famoso complesso monumentale di Gullì distrutto dal terremoto rivive nella città di Bath e si chiama Royal Crescent. L'opera dell'architetto John Wood junior vissuto nel Settecento che ebbe modo di “copiarla” vedendola personalmente nello Stretto. La storia al centro del dibattito “Memoria da ritrovare”…

La palazzata “clonata” in Inghilterra…

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Messina 1908. Con il terremoto crolla la città e la sua identità
In una suggestiva pagina del suo romanzo A occhi bassi, lo scrittore tunisino Tahar Ben Jelloun, a proposito della perdita dell’identità innescata dal terremoto che distrusse Agadir nel 1961, faceva riferimento ai cosiddetti “venditori di vento”, dediti al “piccolo commercio della memoria”, che si erano ritagliati il compito di “inventare, confezionare e vendere” ricordi agli spauriti e immemori sopravvissuti, ai loro discendenti e ai nuovi abitanti del paese.
L’accostamento alla drammatica vicenda vissuta da Messina in conseguenza del disastroso sisma che il 28 dicembre 1908 la rase al suolo, suggerito dalla prof.ssa Michela D’Angelo nell’introduzione al volume Messina dalla vigilia del terremoto del 1908 all’avvio della ricostruzione, edito dall’Istituto Salvemini di Messina, non appare affatto peregrina. Il peggio è che, accanto ai “venditori di vento”, non sono mancati – come sottolinea la docente messinese – i “venditori di fumo”, responsabiliforse molto di più delle forze della natura e delle devastazioni del 1908” di aver ridotto la città nell’ultimo secolo a un luogo “senza più identità e senza più anima”…
Da quel momento in poi si sarebbe assistito ad una vera e propria mutazione “genetica” della città che, abbandonando il suo tradizionale ruolo marittimo e commerciale, avrebbe acquisito progressivamente la fisionomia di centro burocratico-militare, con prevalenza dell’attività edilizia e del terziario improduttivo, sempre più dipendente dai flussi finanziari provenienti dal governo centrale, gestiti con l’intermediazione dei politici locali…
Resta emblematica, come metafora della città prima e dopo il sisma del 1908 e del successivo rapporto dei messinesi con il mare, la rotazione della statua del Nettuno che, a partire dal ’500, dominava la fontana realizzata da Giovanni Angelo Montorsoli. Dapprima collocata nella cortina porto, davanti al Municipio, con le spalle rivolte al mare, “quasi per unire il mare alla città”, dopo il 1908 il trasferimento davanti alla Prefettura in posizione rovesciata, con il braccio rivolto verso il mare, come nell’atto di esercitare un comando per placare la furia delle onde, ha suscitato l’effetto di “allontanare il mare dalla città” (D’Angelo).
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Questa è la storia di Te che sei diventato “te” (qua, così). La più grande storia! Quella AntiSistemica by l’oro, grazie a “te”.

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Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4030
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