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giovedì 15 ottobre 2026

Si vedrà.


Sembra proprio che il “tema ricorrente” (qua, così) sia/è il famigerato:

non esiste; c’è.

Ossia, sembra proprio che (qua, così) il “tema sia/è ricorrente”:

è già successo
causa Vs effetto
Re_azione
continua a…
sostanzialmente
da cui
la rivelazione e la Verità anche in “veritas” = in/il codice
il che (ti) ri-chiede di
continuamente
auto de-codificare essenzialmente (non linearmente) il “dato”
che è/deriva dalla memoria I-Ambientale (legge, strumento, memoria)
ovvero
la tri-unità d’e-vento
p-arte della terra-in-formazione della macch-in-azione (qua, xxx)
che a sua volta
costituisce il potenziale (contemporaneo) f(Te)
da cui “disti” vibrazionalmente “te” (qua, così)
q.b. a l’oro (“Dio”) y loro (“eletti”)
al fine di… averti ma “niente”
il tutto nel continuum dell’vnicvm auto vorticante nel “giorno della marmotta”
che si ripete
non visto che
“badaben badaben badaben…” è già successo!

Wow. Tutto d’un fiato… il coro. 


Gli “attributi” conferiti all’immagine di “Dio”, quali sono? Bè…, sono quelli che la “tecnologia” ha introdotto in società, mediante il Modello “Utility” = qualcosa che ti di-mostra solamente la cima dell’iceberg, essendo il consueto trojan AntiSistemico, seppure, nella fattispecie, rivelata “industria”. 

Gli stessi “attributi” sono rintracciabili nella cosiddetta “magia” = quando l’ignoranza selettiva lascia il posto che merita (ossia, nel “cestino”), scambiando “fischi per fiaschi”, ovviamente, sempre (qua, così) ab urbe condita. 

Il che (ti) permette, se ci sei, ti accorgerti proprio del… (qua, così) o AntiSistema. Ci sei? Molto probabilmente, no: 

per questo ti attacchi e tiri. 

Per ciò sei “te” nell’AntiSistema ma (ma)… “cosa?”. Bah. A SPS non tange affatto che “non ne vuoi sapere”. Ok? Però, se questo va a discapito anche di SPS, bè… allora sì. 

Ergo: ecco perché c’è SPS! 

Bisogna “Fare…” qualcosa, sostanzialmente. E se non ci pensi mai, “te”, se manco l’immagini, allora qualcun altro lo deve non solo pensare. 

Ecco perché sei (qua, così). 

Ecco perché (ti) è già successo. Perché? Argh! Sempre circoli chiusi, ad anello (al naso) aperto. 

Sempre AntiSiste-ma-“niente”. 

Sempre “te” e/nel giorno della marmotta. “Che barba e che noia…”. 

Sempre al lavoro. Sempre al bar.
Sempre (al) verde, motivo per cui il “green”.


Ma no; “te” sei ricco. 

Non hai problemi di soldi. Ah! Eh! Oh! E allora? Non sei, forse, sempre (qua, così) anche… Chi?

Anvedi: 

sempre “te”

che è l’etichetta che hai appiccicato addosso, indosso, dentro e/o fuori, etc.

In tal a(m)bito, il “cog-nome” è una personalizzazione dell’e-vento: quello singolare. Mentre, da Oltre, ognuno ha una sola “etichetta” (qua, così). Quale? 

Questa: “te”. Il classificato! 

Quindi, ti puoi anche “chiamare” Pinco Pallino o Panca, etc. ma (ma) sei sempre “te” dalla prospettiva ecodominante (l’oro = “Dio”) y sottodomino “eletto” (loro). 

Per qualcuno (codesti) il re-sidente (qua, così) è sempre (un) “te”. 

Sai, è come dire “nativi”. No? Oppure, “italiani”. Oppure, “terrestri”. Ecco! 

Nell’AntiSistema, analogamente, è pieno di “te”. 

Proprio come Quark afferma che in un determinato ambiente vive la scimmia, il cammello, il moscerino, il coyote, etc. No? 

Tutti i coyote si chiamano (sono chiamati)…, coyote. 

Perché? Perché qualcuno non ha conferito loro un cog-nome o un codice fiscale. Cosa che, altresì, vedi ad esempio per i cani, i quali se capitano “sotto tiro” vengono denominati, tatuati, microchippati, registrati, etc. appunto da un apposito “ufficio” in un apposito “elenco”, etc. etc. etc. 

Se ciò non avviene, un cane rimane esclusivamente un… cane (come da “etichetta” generica, indicante una “specie”). 

Ecco che sostanzialmente questo vale anche x… Chi?
Daje: “te”. 

Dove? Nel (qua, così). Ma, allora, l’AntiSistema non esiste; c’è. No? Per “te”? Eh. No. No? De che. “Ma quando?”. Questi sei “te” (qua, così):

un “terrestre”, bipede, s-oggetto alla “gravità”… di cosa (chi)? 

Dai: è “parlante”. Però, devi esserci (sempre quello). Non è facile o difficile: come quando sai una cosa o non la sai. Come quando ricordi o, al contrario, no. Come quando t’importa e allora ricordi, oppure, te ne freghi e allora dimentichi continuamente. Ecco: 

si può affermare tranquillamente che a “te” (qua, così) non te ne importa nulla di accorgerti nella sostanza in f-erma coerenza = rimanendo in tale “vibrazione (frequenza) o, meglio, atteggiamento:
il “Fare…” ch’è l’ago della bussola del Tuo Vascello (anche “te” in procinto di…) verso f(Te).

“Baggianate. Scempiaggini!...”. 

Attenzione che SPS “ti sente”. Lo sa che… Cosa? “Niente”. 

Sempre quello!

Nel modello ad otto circuiti, una funzione primaria del quinto circuito… è di permettere agli esseri umani di abituarsi alla vita in ambiente a gravità nulla o ridotta…
Timothy Francis Leary
Link

Sì, ma (ma)… quale “gravità”. No? Ossia, quando ti puoi “permettere” di… 

Quando svelli; dal “Verbo”… svellere. 

Sradicare qualcosa o qualcuno, da… Quando la “gravità” deriva dallo status quo (qua, così) by… qualcuno. Ok? Ricorda che tutto è in codice o rivelato, nell’AntiSistema. Perché chi è “a capo” ha deciso di non esiste_Re; esserci. E, a cascata, tutto ne risente, sostanzialmente. Perché?

Perché sulla “Terra” (nella realtà, nelle “terre promesse” o “terra di mezzo”) re-agisce un “macchinario” che non è fisico bensì molto più simile ad un SO:

qualcosa che il concetto di “software e digitale” ti permette di avvicinare sostanzialmente, in termini persino di “comprensione”, anche se il tutto inizia a vacillare non appena prendi ad accorgerti essenzialmente, producendo una “frequenza” disturbante la nor-male AntiSistemica. 

Un “terremoto”, oltre ad essere un’arma e/o un “fenomeno fisico”, nella sostanza è quello che sei in grado di provocare se… (Ti) trovi? 

Il “terremoto” è, anche, lo svellere un’abitudine, anche se “abitudine”. 

Ti hanno mai detto, magari da “piccolo”, che “sei un terremoto”? Scombussoli “l’ordine prestabilito”, non importa se anche solamente in “casa dei nonni”. Ok? Vale tutto, essenzialmente. Il pargolo che emette vagiti o si rotola per terra, emette significato, sempre che ci sei per accorgertene nella sostanza e, poi, in leva, mutare d’atteggiamento. 

“Ho visto un re.
- Sa l'ha vist cus'e`?
- Ha visto un re!
- Ah, beh; si`, beh…”.

No? In tal modo sei “preso” (qua, così). Non ci/ti crede nessuno, tantomeno proprio “te”. 

La “gravità” or dunque. Uhm.

Quando un “problema è grave”? Quando (ti) “pesa”. Quando c’è. Quando non ti fa dormire nemmeno la notte. Quando diventa fisico. Quando non ne puoi fare a meno, addirittura. Quando, senza “problemi” non riesci più nemmeno a pensare alla “tua” vita. Quando sei talmente abituato che/da… “niente” = è nor-male. 

 Infatti, annullando la “gravità” del… problema, lo stesso “si sgonfia” o, meglio, diventa “leggero” proprio come un palloncino “ad elio”. Qualcosa in grado di “volare via, in alto, su, etc.”: Oltre. 

Non importa se, poi, “scoppia”, non visto che in/il “cielo” è qualcosa d’altro rispetto a quello che (ti) sembra (qua, così). Sì, la “pressione” e/o quello che “pensi di sapere e allora sei”. 

“Boiling Point”: Negli Stati Uniti è stata proposta una storia alternativa del conflitto ucraino, che copre 75 anni…
Node of Time

Il “punto di ebollizione”. No? 

Quando sembra tutto ed invece è “tutto”, dipendendo dal contesto che deriva dal “prima”, anzitempo. Dalla causa ad “a monte” o, meglio, ragione fondamentale (qua, così).

Una “storia alternativa…”. Embè! 

C’è chi la “propone…”. E esiste chi la deve “respirare” e bon. Alias: “te” (qua, così), che scegli sempre fra…, non decidendo sostanzialmente mai (mai). 


La Siria potrebbe dispiegare tra 10.000 e 20.000 soldati nello Yemen per sostenere la controffensiva saudita contro gli Houthi. Al-Sharaa sta valutando la possibilità; gli Stati Uniti sono stati consultati e non si oppongono…
@IntelSlava

Il Ministero dell'Informazione siriano, in merito a “segnalazioni sull'eventuale partecipazione alla guerra in Yemen…”:
“Siamo fermamente al fianco dell'Arabia Saudita, e allo stesso tempo, la nostra politica non prevede l'apertura di nuovi fronti...”.
@IntelSlava

La “Siria”. Ok? Quella dei “tagliagole”. Altro che la… Siria. 

“Siria” = “Arabia Saudita” = “Usa” = “Israele” = continua a succedere ma “niente”.

Perché nell’AntiSistema ci sono anche le “scuole”, che diventano poi “università”? Perché sei in gerarchia. Qualcosa che in ogni modo si auto ripercuote nella “tua” vita (qua, così). 

La gerarchia? Sei anche “te”.

Però, è la “alta gerarchia” che co-ordina tutto quanto. Di certo, non “te”, anche se sei… gerarchia. In… ordine. Sulla… scala graduata. Dove? Bè, il precipitato è sempre fisico, ergo, è sempre “a terra”, al fondo-scala, etc. Ridotto in cenere, da cui puoi sempre riaverti, anche se… uhm, non “ti dice nulla”. 


Dove “s-fugge” Lilith, dopo non essersi “im-piegata”, lasciando lo “Eden”?
Lilith fugge… nelle profondità del Mar Rosso…
Ovvero?

Un… “luogo di demoni…”. Bah.

Oltre i confini della civiltà: rappresentava il perfetto opposto del Giardino dell'Eden; un luogo di esilio e di assoluta anarchia, lontano dall'ordine divino e dalle leggi di Adamo.
Il rifiuto del ritorno: secondo il mito, Dio inviò tre angeli (Senoi, Sansenoi e Semangelof) per ordinarle di tornare. Lilith si rifiutò categoricamente, accettando persino la punizione divina… pur di non rinunciare alla propria libertà…

“Lilith” è un simbolo, or dunque. Ok? È un “archetipo”. 

Perché, or dunque, SPS? Perché “è caduto da piccolo e ha preso una botta in testa”? Suvvia. Ci sta ma in termini sostanziali, frattali espansi. Ci sta in quanto a memoria, che ritorna sempre attraverso il “dato” nel (qua, così). Ma…, nelle “terre promesse” è il non esiste; c’è, che pre-vale. Dunque?

Ipotizzabile è, per la Verità anche se “verità”, che non esiste ma c’è un altro “modo” (qua, così), rappresentato idealmente dal concetto di “nativo” ergo, qualcuno che deriva da… ma “niente”.

Allo stesso modo AntiSistemico. Ci sei? I “figli di Lilith” sono considerati nella/dalla “tradizione (loro = “eletti”)” dei… “demoni”.

Uhm. Il principio del “razzismo”.

In sintesi, pur non avendo mai avuto figli umani (ruolo che spetterà interamente a Eva), nella mitologia ebraica Lilith è considerata a tutti gli effetti la madre biologica o spirituale di tutta la stirpe demoniaca del mondo, talvolta condividendone la paternità con Adamo…

Perbacco: talvolta condividendone la paternità con Adamo…

Quindi, tra “i due” potenzialmente “qualcosa c’è stato”. Perché no? In-tanto, “che ne sai”? Da una madre siffatta, quali figli possono manifestarsi, se non ad immagine e somiglianza. No?

Per cui, definirli “demoni” fa molto comodo allo status quo (qua, così) = qualcosa che fa “paura”, che non vorresti mai incontrare e allora figurati se intendi parlarci e/o “capire”.

La paura “Fa…” sempre 90, nell’AntiSistema.

Figlio di Lilith, chi è? Qualcuno che è (qua, così) ma… No? Qualcuno che “sente” diversamente. Che decodifica nella sostanza la Re-altà l’oro (“Dio”). Che si accorge, avendo un “sangue altro”. Ed una storia “diversa”, da “a monte”, anche se non ricorda direttamente. Cioè, a f(Te) sei molto più prossimo quando sei tale, godendo di un “vantaggio” abissale rispetto a “te” (qua, così). 

Quale?

L’origine. 

Da “Adamo & Eva” giunge la “umanità attuale”. Da Lilith?


Secondo alcune interpretazioni della letteratura rabbinica e del Zohar (il testo cardine della Cabala), Adamo e Lilith procrearono insieme… Durante il periodo trascorso nell'Eden, o nei 130 anni successivi in cui Adamo si separò temporaneamente da Eva, Lilith si unì a lui…
I 130 anni sono un dettaglio temporale chiave che proviene direttamente dal testo sacro della Genesi (5,3) e che i rabbini del Talmud e i mistici dello Zohar hanno ampliato per spiegare le origini dei demoni…
La storia secondo la tradizione ebraica si articola in questo modo…
Il trauma e la separazione.
Dopo la cacciata dal Giardino dell'Eden, avviene il tragico fratricidio: Caino uccide Abele. Sconvolto dal dolore, dal senso di colpa e dalla maledizione divina, Adamo decide di imporsi una severissima penitenza…
Decide di astenersi completamente dai rapporti coniugali con Eva per non mettere al mondo altri esseri umani destinati alla sofferenza o al peccato.
Questa separazione e astinenza dura esattamente 130 anni…
L'incursione di Lilith come succubo.
È proprio in questo lunghissimo periodo di solitudine e vulnerabilità di Adamo che si inserisce la figura di Lilith. Secondo il testo talmudico (Erubin 18b) e la successiva letteratura cabalistica, Adamo emise involontariamente del seme durante i sogni notturni (inquinamento notturno)… Lilith, agendo come un demone succubo (uno spirito che si approfitta degli uomini nel sonno), raccolse questo “seme perduto” di Adamo senza che lui avesse un rapporto cosciente con lei. Da queste unioni notturne spirituali nacquero i Lilin, cioè un'infinità di fantasmi, diavoli e demoni dell'aria e della notte…

Vedi che sono registrate due “fughe” dall’Eden:

quella di Lilith
la “cacciata” di Adamo & Eva.

Da questi due, una volta sulla Terra, nascono Caino e Abele. Avviene il fratricidio. Sconvolto, Adamo si separa da Eva per 130 anni…
All’origine, però, è successo questo:

Dio crea Adamo e Lilith contemporaneamente dalla stessa terra. Lilith pretende parità di diritti, ma Adamo rifiuta. Lei, per non sottomettersi, pronuncia il nome segreto di Dio, acquisisce poteri magici e fugge volontariamente dall'Eden verso il Mar Rosso. In questo momento, Adamo è rimasto solo nel Giardino…

Lei:

per non sottomettersi
pronuncia il nome segreto di Dio
acquisisce poteri magici 
e fugge volontariamente dall'Eden…

Ok?

Il “pronunciar-si” permette di…

I “poteri magici” sono il pilota_Re la macch-in-azione (SO I-Ambiente – legge, strumento, memoria). Sono l’esserci. Sono l’auto liberarsi dalla “gravità” l’oro (“Dio”). Divenendo più “leggeri”, in maniera tale da andar Oltre. 

Sì, Lilith è ancora sulla terra ma (ma) in “profondità” nel Mar Rosso = ?

In profondità… Ok? “Dio” ha diviso le acque superiori da quelle inferiori ed ha realizzato la cupola dentro cui operano le “terre promesse” o “terra di mezzo”. Quindi, le acque inferiori insistono e se vai in “profondità”… è proprio lì che punti. Come se la “Terra” avesse un “tetto” ma anche una “cantina” o delle fondamenta. 

In… “profondità”. Ok? Uhm:

se Caino, dopo l’assassinio del fratello, diventa “intoccabile” e sede di “conoscenza” capace di andar Oltre al “diluvio universale”
se Lilith “pronunciando il nome di Dio… acquisisce poteri magici e lascia l’Eden”
di conseguenza
entrambi insistono perlomeno (qua, così).

Non solo: il relativo “atteggiamento” ha permesso di ottenere un “vantaggio”, rispetto a tutti gli schierati.
Dunque, lo “schema di massima” adottato da SPS, si arricchisce anche di ciò:

Cain-iti = l’oro (“Dio”) o ecodominante (hanno la “conoscenza”)
Iafet-iti = loro (“eletti”) o sottodomino reggente (ti guidano da guidati)
Lilith-iti = terzo non dato o prossimi a f(Te).
resto del mondo = “te” (qua, così).

La “base” con il triangolo “in testa”.

Ora non resta che approfondire meglio in cosa consiste il pote_Re di Lilith, che viene trasmesso alla relativa prole = la prole cosa eredita in +, rispetto a “te” (qua, così).

Ok? Alla prossima…

Lilith se ne va quando Adamo ed Eva si trovano ancora all'interno del Giardino dell'Eden, prima ancora che l'essere umano conosca il peccato originale, la cacciata o il fratricidio…

Lilith è “pura” e quindi rimane tale (Verità), oppure… è il “serpente” che…, ritornando dalla finestra... = ancora rivelazione, codice, “verità”, etc.

Una volta giunta nel Mar Rosso, Lilith inizia a procreare con entità demoniache e angeli caduti (il suo compagno più celebre diventa l'arcangelo Samael)…
Samael… viene frequentemente associato al serpente che tentò Eva nel Giardino dell'Eden… (uhm).

Un “messo” o mezzo-vettore, per la… rêverie. 

Giusto? Sbagliato? Si vedrà.






  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4300
prospettivavita@gmail.com


giovedì 11 settembre 2025

Automatizzare = sostituire.


Struttura ad onde

“Gobbo so pare, gobba so mare,
gobba la fia e la sorella,
era gobba anca quella,
la fameia dei gobbon…”.
I Gobboni – Nino Tristano

Automatizzare = sostituire, è un Re-Seth ad ogni effetto. Tipo… per altri versi, c®eare e poi “cancellare (indurre ad auto dimenticare)” proprio ciò:

il mos maiorum è l'insieme dei valori, dei precetti morali e dei modelli di comportamento che costituivano le tradizioni e la morale della civiltà romana antica, tramandate di generazione in generazione, specialmente all'interno della famiglia. Non era un codice scritto, ma un insieme di principi non scritti che influenzavano la vita privata, politica e militare, e al quale i cittadini romani dovevano conformarsi per essere ritenuti degni dei loro antenati…

Non era un codice scritto… = ma l’effetto (la “influenza”) dell’applicazione del “codice”, da “a monte”. Ove, il “codice” è qualcosa che qualcuno applica in piena coerenza, non importa se “prende dentro” anche (soprattutto) “te”, poiché (qua, così) è già successo e, se non lo termini sostanzialmente, continuerà a succede-Re potenzialmente per sempre o “nei secoli dei secoli, amen”.


Automatizzare la “tua” vita (sempre) AntiSistemica, significa “nel tempo” – in tale spazio senza fine di continuità – giungere a “terminarti”, non visto che tutto ciò su cui contavi viene meno, “come se fosse la fine del mondo s-conosciuto”. Per “te”, che ne sei dipendente, il “mos maiorum” pre-cedente comporta la “fine”. Ovviamente, quando è laggente ad auto ritrovarsi in toto, tale e quale, il Re-Seth assume ben altra connotazione, risultando totale. Sino a quando il limite è il “gap generazionale”, chi è più datato scompare lasciando la “gioventù + moderna” alla stessa stregua del “precedente prossimo”, in un “mai passato di moda” che corrisponde a chi non esiste ma c’è (godendo di tale “vantaggio” in maniera non lineare). 

Qualcosa di riflesso, ad esempio, sostanziato dai “ricchi” che, comunque sia, non sono mai l’oro, bensì sempre al max dei sottodomino. Anche i “nobili” non son altro che sottodomino, ricordando l’oro in maniera più prossima, perché la nobiltà indica qualcosa di + vicino a “Dio”. La “chiesa” stessa te lo indica, anzi, te li indica. 

Chi? Chi è il Re: l’uno e trino = l’oro. 

Un assieme monotematico che risalta osservando essenzialmente la figura androgena, ibrida, di taluni “demoni” oppure di aristocratici annoiati, il cui ulteriore riflesso è incarnato nel movimento Lgbtech. Né carne e né pesce = le nebbie cerebrali che ti auto caratterizzano, di conseguenza. Tutto fumo e niente arrosto = il “Mago di Oz” te lo di-segna. 

Deus et machina:

“il dio che scende dalla macchina”. Nel teatro classico, indicava una divinità calata in scena da una macchina per risolvere un intreccio troppo complicato. Per estensione, l'espressione viene usata per descrivere un evento, una persona o un elemento esterno che risolve una situazione difficile e apparentemente irrisolvibile in modo inaspettato, spesso in modo illogico e poco credibile per la trama…

“Eppur, funziona”. In Stargate, lo scienziato ragazzo indica che per risolvere l’intreccio, occorre triangolare dall’esterno, da un “punto (di sospensione)”. 

“Però... qualcosa accadde a questo punto sulla Terra: una rivolta, una ribellione…”.
Stargate

Del “mondo antico” (ti) viene ricordata una sequela infin(i)ta di guerre d’ogni tipo. Ogni impero, grande o piccolo, è sempre imploso sotto ad un simile “peso”. Tale romanzo giallo significa che x “te” deve essere chiara una cosa:

provieni da un “tempo peggiore di questo”. 

Ciò rinsalda il concetto di “evoluzione”, lasciandoti sempre in preda ad un vago senso di “essere migliore rispetto a…”. Peccato che, ogni volta, mediante il “gap generazionale” i vecchi se ne vanno sempre “con l’amaro in bocca”, sostituiti da coloro che si sentono sempre “non compresi”. Uhm. Daje a ride! Un vero e proprio “funerale”, costante = una precisa fonte di “alimentazione”. Prendendo per buono quel “romanzo”, il significato che va riassunto è:

“una volta” il Re era costantemente

alla mercé di una “presa d’atto della massa”
che lo poteva in ogni momento soggiogare (potenzialmente).

Ergo, il Re che ha elaborato? Ha “anticipato i tempi”, scomparendo dalla scena mondiale senza per questo perdere potere. Come ha fatto? Logico: ti ha reso costantemente “te” (qua, così). 

Ti ha auto trasformato nella “tua” brutta copia, non esistendo seppure c’è. Il modello è quello della “India” di Gandhi, che si “libera” dal giogo anglosassone, s’eppure ancora oggi ne è una estensione non lineare (altro che Brics). 

Come, ad esempio, anche la “Turchia”.

Il Re-Seth del “1700 e rotti” ha comportato infatti una continua applicazione del “codice”; della dima che è sufficiente seguire al fine di auto imperare come se niente fosse = “Dio”, chi scende dalla macchina… Meglio, chi non esiste ma c’è, che di-scende dalla “macchina” = l’I-Ambiente (legge, strumento, memoria) o “Genio” frattale espanso. 

Il Re “sotto alla montagna” che terra-in-forma la macch-in-azione (qua, così). 

Sì: una macchina che funziona mediante 2 modalità:
automaticamente (by l’ultima programmazione)
oppure
automaticamente (by chi è l’attuale pilota-Re).

Il pilotare comporta l’auto programmazione della macchina senziente, che la “tiene in memoria” sino a quando il Re decide altrimenti. Dunque, la memoria implica ciò, in termini di proiezione in leva, da remoto, ubiquamente, wireless, non localmente, etc. dell’algoritmo o “codice” macchina. Però, contemporaneamente, la macchina è dotata della stessa memoria che, alfine di mantenere un unico Log di macchina, deve de-scrivere tutto quello che succede sia alla macchina che in termini di derivazione o provenienza dalla macchina = nel registro causale “akasico” finisce l’intera “cronaca” AntiSistemica (nella fattispecie). 

Ecco che la memoria, impiegata in tal modo, diventa (è) la Verità che ti auto manutiene “informato” sempre, anche se (qua, così). 

La memoria è la Verità ossia il “dato”. 

Ciò su cui puoi e devi “Fare…” sempre affidamento certo, nonostante la “notte più buia del buio”. È, quindi, qualcosa in azione, in funzione, che si/ti riaggancia al concetto o luogo comune del potenziale (contemporaneo). Ovvero, quando chiunque, contemporaneamente, diventa (è) il pilota-Re della macchina in funzione che, per forza di cose, esaudisce ogni “desiderio” ricevuto in input, fungendo da “giudice supremo” affinché il “desiderata” di uno non vada a discapito di quello degli altri. Questo accade quando ci sei Te e contemporaneamente ci sono altri nella medesima condizione (originale). All’opposto, se Te sei “te”, bè… sarà chi è nella condizione (originale) a pilotare in esclusiva il “destino comune” dellaggente auto ivi con-tenuta ma “niente”. 

La macchina funziona. Stop. 


Avendo una certa caratteristica = di “sentire” chiunque è nella condizione “originale (Te)”, significa che se “ora” sei “te” nell’AntiSistema, è già successo qualcosa a Te. Di conseguenza, la programmazione originale era di un tipo, mentre “poi” è stata im-piegata in altro modo, comunque sia facente già parte potenzialmente della macchina nella versione originale. 

Cosa significa:

la “programmazione originale” deve essere vista come
uno strumento che viene applicato ad un luogo target (ad esempio la Terra o parte di essa)
al fine di “terra formarlo” 
ossia
permettendo la vita in loco
qualora le condizioni iniziali esterne siano proibitive (o, anche, meno).

Ok? 

Una “utility”, in-somma. 

Un macchinario che permette di poter vivere anche in luoghi ameni o inospitali o ben altro (o, anche, meno). 

Come fosse... magia. Lo hai visto tante volte nei non solo film.

Ecco perché la macchina è dotata della possibilità di essere pilotata da chiunque dello “equipaggio”, perché a chiunque è impegnato nella medesima “missione”, potrebbe venir utile. Ci sei? 

Non solo il comandante, dunque. 

Chi comanda(va) il gruppo, lo faceva per altra via, in quanto che la macchina è attrezzata per essere di servizio a chiunque. Ora, se sei in Westworld, sei “te” (qua, così). Ergo, non sei + in grado di pilotare perché non sei più Te (il pilota-Re). 

La macchina non ti “sente”, per questo motivo.

Però, puoi sempre “ritorna-Re”. In che modo? Accorgendoti nella sostanza, della “sostanza” che ti ha (qua, così), che è il frutto della terra-in-formazione della macch-in-azione by l’oro, ossia, dopo l’è già successo che a questo punto continua a succedere, non visto che la macchina si è auto programmata in tal modo, non importa se il Re è morto! 

“Evviva il Re…”. 

Programmare è potenzialmente x sempre. E, per sempre, è… “sino a quando non succede altro, sostanzialmente”. Nulla è per sempre, infatti. Però, questo “per sempre” può essere davvero una in-de-finità. In questo “tutto”, tutto dipende da Te, o, da “te” che ritorni a/in Te.

Dai. A “ruota libera”.

All’insegna del “chi se ne frega di quello che pensi”. Poiché, “è ora di finirla una volta per tutte!”. E se “non si capisce”, ehm: 

comprendi il “francesismo”? Ecco.

Questa è la “fine” che farai, dopo averla già fatta, sempre (qua, così): 

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Simone_Gull%C3%AC
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Giacomo_Minutoli
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Luigi_Borz%C3%AC
https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzata_di_Giuseppe_Samon%C3%A0

La storia della Palazzata di Messina emerge in questo libro che l'autore con estremo rigore filologico e storico, assieme ad un'attenta lettura delle vicende urbane, ci restituisce con degli interessanti spaccati “grafici” che esaminano e approfondiscono il lungo periodo della storia della città che va dal 1400 al 1940. Un periodo che si apre con lo studio e la raffigurazione delle mura di cinta quattrocentesche, per poi seguire con gli ampliamenti cinquecenteschi, con l'ipotesi progettuale del Teatro Marittimo di Jacopo Del Duca e con la realizzazione della Palazzata dell'architetto Giovanni Antonio Ponzello. Questa mirabile ed imponente opera architettonica verrà distrutta miseramente dal terremoto del 5 febbraio 1783. La ricostruzione della città post-sisma verrà affidata al progetto dell'architetto Giacomo Minutoli che realizzerà un'opera poderosa e monumentale che, purtroppo, verrà abbattuta dall'altro disastroso terremoto del 28 dicembre 1908. La nuova ricostruzione della città non prevede una terza Palazzata per cui al suo posto verrà realizzata una “Cortina del Porto” che non avrà nulla da spartire con quella che era conosciuta con l'ottava meraviglia del mondo.
Link

I “due terremoti” sono stati due Re-Seth. La “guerra tra poveri”? Quella degli “impoveriti dentro” al (qua, così). 

Qualcosa di è-voluto o di “naturale”.

Colpo di cannone

Il problema della ricostruzione della “Palazzata” era stato sollevato dal Collegio degli Ingegneri ed Architetti di Messina che, nella “tornata” del 16 luglio 1910, aveva preso il seguente deliberato…
Considerato che tali edificii pur non potendo ricostituire la monumentale Cortina di Palazzi, che rendeva l’antica Città di Messina la bella Sirena del Peloro, debbono non pertanto presentare un fronte che sia di decoro alla risorgenda Città…
Link

Bon!

La Palazzata di Messina? Ora la trovi in Inghilterra.
Il famoso complesso monumentale di Gullì distrutto dal terremoto rivive nella città di Bath e si chiama Royal Crescent. L'opera dell'architetto John Wood junior vissuto nel Settecento che ebbe modo di “copiarla” vedendola personalmente nello Stretto. La storia al centro del dibattito “Memoria da ritrovare”…

La palazzata “clonata” in Inghilterra…

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Messina 1908. Con il terremoto crolla la città e la sua identità…
In una suggestiva pagina del suo romanzo A occhi bassi, lo scrittore tunisino Tahar Ben Jelloun, a proposito della perdita dell’identità innescata dal terremoto che distrusse Agadir nel 1961, faceva riferimento ai cosiddetti “venditori di vento”, dediti al “piccolo commercio della memoria”, che si erano ritagliati il compito di “inventare, confezionare e vendere” ricordi agli spauriti e immemori sopravvissuti, ai loro discendenti e ai nuovi abitanti del paese.
L’accostamento alla drammatica vicenda vissuta da Messina in conseguenza del disastroso sisma che il 28 dicembre 1908 la rase al suolo, suggerito dalla prof.ssa Michela D’Angelo nell’introduzione al volume Messina dalla vigilia del terremoto del 1908 all’avvio della ricostruzione, edito dall’Istituto Salvemini di Messina, non appare affatto peregrina. Il peggio è che, accanto ai “venditori di vento”, non sono mancati – come sottolinea la docente messinese – i “venditori di fumo”, responsabili “forse molto di più delle forze della natura e delle devastazioni del 1908” di aver ridotto la città nell’ultimo secolo a un luogo “senza più identità e senza più anima”…
Da quel momento in poi si sarebbe assistito ad una vera e propria mutazione “genetica” della città che, abbandonando il suo tradizionale ruolo marittimo e commerciale, avrebbe acquisito progressivamente la fisionomia di centro burocratico-militare, con prevalenza dell’attività edilizia e del terziario improduttivo, sempre più dipendente dai flussi finanziari provenienti dal governo centrale, gestiti con l’intermediazione dei politici locali…
Resta emblematica, come metafora della città prima e dopo il sisma del 1908 e del successivo rapporto dei messinesi con il mare, la rotazione della statua del Nettuno che, a partire dal ’500, dominava la fontana realizzata da Giovanni Angelo Montorsoli. Dapprima collocata nella cortina porto, davanti al Municipio, con le spalle rivolte al mare, “quasi per unire il mare alla città”, dopo il 1908 il trasferimento davanti alla Prefettura in posizione rovesciata, con il braccio rivolto verso il mare, come nell’atto di esercitare un comando per placare la furia delle onde, ha suscitato l’effetto di “allontanare il mare dalla città” (D’Angelo).
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Questa è la storia di Te che sei diventato “te” (qua, così). La più grande storia! Quella AntiSistemica by l’oro, grazie a “te”.

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Generati non creati...









Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4030
prospettivavita@gmail.com


lunedì 18 agosto 2025

Ingranaggi della macchinazione.


Dopo un “immenso ingranaggio atmosferico”, ecco l’indicazione alla macch-in-azione (qua, così). Qualcosa che auto riverbera ovunque, volente e/o nolente (funzionando e dovendo funzionare). 

Secondo gli ultimi aggiornamenti non si possono escludere fenomeni di allagamento o ancora peggio le famigerate alluvioni lampo: come anche la cronaca recente ci insegna, queste temibili macchine atmosferiche possono scaricare fino a 150 mm di pioggia in pochissime ore; tenete presente che questa è la quantità d'acqua che cade solitamente in quasi 2 mesi in molte città del Centro Nord a fine Estate. Il tutto accompagnato da violente raffiche di vento fino ad oltre 100 km/h. Non solo precipitazioni, aspettiamoci anche un vero e proprio crollo delle temperature: ecco servita la rinfrescata su tutta l'Italia…
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“Mi avete preso per un coglione...”.
Oronzo Canà

Queste temibili macchine atmosferiche possono… (e lo fanno).

Che fa il paio con…

Pur non costituendo una minaccia diretta per l’Europa continentale, la posizione del ciclone contribuirà ad attivare una significativa avvezione di aria molto calda dal Nord Africa verso l’Europa sud-occidentale, in particolare su Francia e Italia. Questo sarà reso possibile dal movimento antiorario delle correnti attorno al minimo depressionario che, proprio come un immenso ingranaggio atmosferico, fungerà da elemento propulsore per la risalita di masse d’aria subtropicali. Secondo gli ultimi aggiornamenti, l’ondata di calore ci terrà compagnia per tutta la settimana di Ferragosto…
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Ma guarda non caso. Me! 

“C’è il 4-5-1 o 4-4-2. Io invece uso una cosa diversa: il 5-5-5...”.
Oronzo Canà

Attenzione alla non linearità della “cosa”:

pur non costituendo una minaccia diretta per l’Europa continentale…

La definizione più diffusa di Europa continentale è l'Europa senza il Regno Unito, l'Irlanda, l'Islanda e le altre isole, includendo invece la penisola iberica, la penisola italiana e la penisola balcanica, nonché la Scandinavia…
La minaccia non è diretta... (colpisce a tradimento). Sì, ma… chi è nel “mirino”? 
La posizione del ciclone contribuirà ad attivare una significativa avvezione di aria molto calda dal Nord Africa verso l’Europa sud-occidentale, in particolare su Francia e Italia…

Bè, la “povera Italia” è sempre colpita nel di-segno. Non manca mai. Alias, va da “sé”. Del resto, un “asset” che cosa può mai contare, se non decide alcunché. 


Struttura e conduttività

Proprio come un immenso ingranaggio atmosferico, (il “ciclone”) fungerà da elemento propulsore per la risalita di masse d’aria subtropicali… 

Questo è il Signor “Cambiamento Climatico”, la cui “impronta digitale” è simile a quella del famigerato Golem: lo stesso tipo di “ingranaggio” che di volta in volta può assumere qualsiasi f-orma utile allo scopo indiretto; il l’oro (chi?). 


La “ipotesi” è sempre quella del… complotto. Tra l’altro, la classica “macchina del tempo” che te dice, nella sostanza. No? 

La macchina del tempo è:

una macchina che permette di viaggiare nel “tempo”
oppure, molto meglio, non linearmente
la macch-in-azione del “tempo”. Ci sei?

Tempo che richiama, in un in-certo “senso”, temp(i)o.

Un “tempio” è un edificio dedicato al culto di una divinità, considerato la sua dimora. Il termine deriva dal latino “templum”, che significa “recinto consacrato”...

D+: 

nel primitivo significato indicò… una porzione separata, specialmente lo spazio immaginario che l’augure segnava ne’ cieli colla sua bacchetta, affine di circoscrivere un dato limite, dentro il quale faceva le sue osservazioni…
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Dunque:

recinto consacrato… = temp(i)o
originalmente
una porzione separata, specialmente lo spazio immaginario che l’augure segnava ne’ cieli colla sua bacchetta, affine di circoscrivere un dato limite, dentro il quale faceva le sue osservazioni…



Uhm. Qualcosa di molto simile alla “Terra (di mezzo)” o l’AntiSistema. L’Oltre, con tutto ciò che (ti) è stato “concesso”, in quanto a “riserva di caccia”:

una porzione separata… (la “tua” Terra)
specialmente lo spazio immaginario che l’augure segnava ne’ cieli colla sua bacchetta…
(rivediti meglio i “confini” di-segnati sulle moderne mappe geografiche politiche, che sembrano “tirati con” riga, squadra e compasso = ok?)
affine di circoscrivere un dato limite…
(qualcosa di “privato”, di ciò che + sembra sopravvivere lì, dentro = il panopticon perfetto per “galline felici”)
dentro il quale faceva le sue osservazioni…
(dentro al quale… ci sei “te” e l’oro, che non solo osservano ma vanno e vengono, facendo i porci comodi).

I “ricchi”, anzi… i “super ricchi” indicano – fra le righe – proprio la l’oro compresenza “ombra”: la rivelazione che non esiste; c’è. Ove, la macchina è sempre in azione ma… “è solo un complotto”, ergo, “niente de che”.

In-tanto, continui ad auto sopravvivere nel (qua, così), s-offrendo (Te)!

Alias, proprio quello che sta + a “cuore” a chi ne ex-trae per intero, l’intero “carico da novanta” = il d l’oro scopo (qualsiasi esso sia, è “ora il tuo desolato destino”). 

Sei in tutto ciò, “te”. 

Mentre, Te sei a livello di potenziale contemporaneo, cioè, sempre im-possibile. Un “parto complicato” o, meglio: la versione, perfetta di “te”, a cui manco immagini. 

Te.

Si vede che “ti piace” prendere ordini dal primo cojone che ne ha il potere, che è “pieno di soldi”, che fa p-arte di un lignaggio specifico, etc. etc. etc. Ossia?

Bah:

ne ha il potere = se lo è preso, oppure lo “eredita” continuamente (qua, così)
è pieno di soldi = l’incanto “fisico” più potente, cioè… l’auto sacrificarti per tutta la “tua” vita, sopravvivendo dentro a tale consolidata immaginazione al potere (qualcuno che solitamente è sottodomino, non eco-dominante, a cui basta il potere)
fa parte di un lignaggio specifico = il l’oro, oppure ad immagine e somiglianza (sottodomino).

Immagina:

il “denaro”, che è un’idea
diventa via via
“digitale” = ritorna ad (e ti di-mostra di)… essere “solo” un’idea portante, a cui... presti fiducia.

Il l’oro desiderata è “ora” il “tuo” scopo principale = ? “Niente”, de che… essendo la solita macch-in-azione tutt'ingranaggi e “te” (qua, così).

“Mi avete preso per un coglione...”.
Oronzo Canà

No: d+!



 
 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4012
prospettivavita@gmail.com