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martedì 29 settembre 2026

Patriota.


“In piedi patrioti alle armi. Impegnatevi…”.

Ricordi? Il testo è “di uno” che ti dava dello “stupido, scemo, imbecille…”. E, “te” che facevi/fai? Andavi/vai a comprare la sua musica. Andavi ai suoi concerti. Perché? Bè, probabilmente perché non ti reputi “uno di quelli che l’artista prendeva di mira o denunziava”. Vero?  

Sì, ti senti diverso, “te”. Boom! 

“Quante stupide galline che si azzuffano per niente…”: 

“te” (laggente non solo Smith).

“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi 
non viene dalle stelle… 
Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena. 
Potete stare a galla 
e non è colpa mia se esistono carnefici 
se esiste l'imbecillità 
se le panchine sono piene di gente che sta male…”.
Up patriots to arms – Franco Battiato

Battiato ha usato il termine “patriota”, agganciandolo “ottocentescamente” alle armi. Ma ne’ “La voce del padrone” ha abbracciato il lato “commerciale” della professione. Uhm.


“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi, non viene dalle stelle…” = le “stelle” esistono ma non ci sono, ergo, la “fantasia dei popoli…” è ispirata da chi non esiste; c’è.

Da chi ti è sempre d-avanti almeno di un “passo”, nel senso del paradosso di Achille e la tartaruga. Alias, un “vantaggio” è e rimane sempre lo stesso “vantaggio”. Qualcosa che è già successo, se non viene fermato, continua a succede_Re ma “niente” = l’AntiSistema ti ha, però hai sempre “bisogno delle prove”. 

Chi (ti) parla, or dunque (qua, così). No? 

Chi ti “ispira a…”. Perché sostanzialmente non decidi nulla. Perché sei “libero” solo all’interno di un recinto. Non sono domande, per inciso. Sono riflessioni financo Verità. 

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…
Ogni uomo è destinato a morire
ed è scritto nelle stelle e
in ogni linea sul vostro palmo della mano
che siamo davvero folli a fare le guerre
sulla pelle dei nostri fratelli d’armi…”.
Brothers in arms – Dire Straits

Sei in “grave difficoltà” (qua, così). Tanto che, ehm… ne sei avvezzo. Sei abituato, pronto. 

Rispondi sempre “presente!”. 

Ma, senza accorgerti essenzialmente. Come se fossi all’inferno, però “niente di serio…”. Ricordi? 

“Miei fratelli d’armi, ci sono tanti mondi differenti, tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”:

chi ti “ispira” (qua, così)? 












“Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”. Ok?


In che modo “uno” può avere “un solo mondo…”, ma “vivere in diversi…”. Bè, ad esempio ma causalmente, quando sei “Dio” = l’oro. Quando ti puoi “esercitare” mediante le caratteristiche conferite a Dio. Le solite, dai. Quelle che la non solo tecnologia ha svelato oramai anche al grande pubblico (a “te”, laggente). 

Avatar docet. Dune docet. Star Wars docet. 

Un “pianeta natale” Vs la colonizzazione del resto o del “prossimo”. Di chi si tratta, dunque? Chi ti ha intubato nell’AntiSistema, nel quale dirige in toto l’intera orchestrazione. Il “digitale” a cosa ammonta, nella sostanza? 

Ed il cosiddetto “metaverso”?

La pianta labirintica è stata espansa, allargata, ampliata, resa ancora più “profonda”, etc. Mentre, il “patriota” è scomparso dalla scena, forse perché è lo “spettacolo” che s'è cambiato di/la scenografia. 

Dr. Ford docet. 




L'esperienza del Triennio repubblicano (1796-1799) rappresenta un momento di profonda frattura e rigenerazione politica per l'Italia. In questo brevissimo arco di tempo, l'arrivo delle armate napoleoniche provocò il crollo degli antichi Stati assolutisti e la nascita delle Repubbliche giacobine (come la Cisalpina, la Romana e la Napoletana), trasformando radicalmente il linguaggio e l'orizzonte concettuale della penisola. Il termine “patriota” divenne il fulcro di questa trasformazione, assumendo una forza e un'ambiguità del tutto nuove.
L'ambiguità e l'abuso del termine.
Prima del 1796, “patria” indicava spesso semplicemente la propria città natale o lo Stato regionale di appartenenza. Con la rivoluzione, il termine si politicizzò rapidamente, ma i suoi confini rimasero fluidi e fumosi per diversi motivi…
Eterogeneità ideologica: sotto la stessa etichetta di “patriota” convivevano figure moderate (favorevoli a riforme graduali e allineate alle direttive francesi) e radicali o giacobini democratici (che sognavano l'unità d'Italia, l'uguaglianza sociale profonda e la piena indipendenza da Parigi).
Opportunismo politico: con il cambio di regime, molti esponenti della vecchia nobiltà o della borghesia si proclamarono “patrioti” solo per conservare i propri privilegi o per fare carriera all'interno delle nuove istituzioni repubblicane, inflazionando e svuotando di significato la parola.
La dipendenza dalla Francia: per le masse contadine e i reazionari, il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore).
Un catalizzatore di energie senza precedenti.
Nonostante le sue contraddizioni, la parola “patriota” ebbe una straordinaria forza mitopoietica e mobilitante. Funzionò come un potente catalizzatore di energie politiche e sociali perché…
Creò una nuova identità collettiva: per la prima volta, superando il vecchio particolarismo regionale, un gruppo dirigente diffuso in tutta la penisola si riconobbe sotto un unico ideale. Il patriota non combatteva più per il proprio re o per il proprio campanile, ma per la rigenerazione della società.
Introdusse il concetto di “Nazione” moderna: il termine legò indissolubilmente la libertà individuale alla sovranità popolare e all'idea di un'Italia unita, o quantomeno confederata. I dibattiti del Triennio (si pensi al celebre concorso del 1796 su “Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d'Italia”) posero le basi teoriche del futuro Risorgimento.
Mobilitò lo spazio pubblico: essere patrioti significava partecipare alla vita politica attiva. Le energie si riversarono nella redazione di giornali, nella stesura di costituzioni, nella nascita dei club politici, nei teatri e nella creazione di simboli (come l'adozione del tricolore).
In sintesi, sebbene l'esperienza del Triennio si sia conclusa tragicamente con la restaurazione del 1799 e le feroci repressioni (come quella della Repubblica Napoletana), il concetto di “patriota” smise di essere una vaga astrazione letteraria. Diventò il motore di un'azione politica concreta, lasciando un'eredità ideale che avrebbe alimentato le lotte carbonare e risorgimentali dei decenni successivi…

Ok? Cotto, bollito, mangiato e digerito. Ops.

Per le masse contadine... il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…

Vedi che sono proprio le “masse contadine” che vedono le cose come stanno nella sostanza, seppure sempre esposte, alla mercé, del “sapere” Vs la “ignoranza”. Come da sempre va in onda (qua, così) fra “chi porta il progresso” e “chi se lo deve fare andare bene a forza”. 

Conquistadores Vs... conquistati. 




Gli Iafet-iti sono gli “ebrei”. Ok? 

Tutto il mondo è Iafet-ita, ma a livello di “alta gerarchia”. Di certo, non a livello di popolo = “te” (laggente). 

L’vnicvm ti ha da un certo “livello”, mentre al di sotto giunge “solo” l’eco, il comando, la delegazione, l’ordine, l’ispirazione, il “verbo”, il “futuro”, il “destino”, etc. etc. etc. 

Quando si dice “mira in alto”. No? 

“Punta al bersaglio grosso…”, ti lascia sempre per strada, in mutande, ad auto rimirarti da “te” in “te” (qua, così). Mentre, il “bersaglio grosso” in termini sostanziali è sempre tale “alta gerarchia” da cui si espande il co-ordinamento sulle “terre promesse” AntiSistemiche. 

In qualcosa ove è già successo anche tutto quello che “ti aspetti”. S-vantaggio. Ci sei? Cos’è un vantaggio se non si può abbattere sulla maggioranza in ombra. A chi giova, altrimenti. A che “serve”, se non ci sei “te” (qua, così). 

Se non c’è il (qua, così), alias, sia la “scena del delitto” che la “pistola fumante”. Il colpevole è il “maggior-domo”. Trovi?

Ed ora, “non c’è trucco, non c’è inganno…”, chi erano (sono) i “giacobini”, in termini di controllo da “a monte” = essenzialmente?

Gli Ebrei nei club dei Giacobini durante la rivoluzione francese del 1789… 
Zosa Szajkowski and D. L.
Link

Nella pagina che puoi non solo leggere online, noterai che gli ebrei sono sempre... la vittima predestinata. Peccato che sono gli “ebrei” a sfuggirti continuamente, essendo Oltre a quello che (ti) sembra, usualmente. Loro (“eletti”) agiscono in funzione l’oro (“Dio”), ad immagine e somiglianza, da un “vantaggio” che non viene mai meno, dal momento in cui esisti “te” (qua, così). Qualcuno ti può “passare” ogni sorta di “sapere”, or dunque. Ergo:

“la fantasia dei popoli che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle…”.

È “ispirata” (qua, così).

Pro-viene da…


“Gli ebrei avrebbero dovuto diventare dei francesi, dei tedeschi, degli italiani...”.

Modello Hyksos. Ricordi? Risultato?

Sebbene abbia origini ebraiche, Sheinbaum si professa laica e mantiene un certo distacco istituzionale nei confronti del Cattolicesimo, affrontando le complesse dinamiche religiose del Messico con un approccio basato sulla separazione tra Stato e Chiesa…

Lo “vedi”? Ci sei? 

Infiltrazione sostanziale = “darti” la gerarchia, governandola dai “livelli superiori”. Ossia, una minoranza organizzata Vs il “resto del mondo” (qua, così). 

“L’interpretazione del passato diviene una profezia retrospettiva che lo rappresenta come una preparazione significativa del futuro…”.
Lowith Karl

Come in Dune: chi conosce il passato può prevedere il futuro...
Come per Malanga, quando cita la Derivata di Fourier.
Perché la solita “storia” si ripete? Perché è tutto frattale, da espandere però nella sostanza. Già (ti) è successo. Lo “vedi” (sostanzi) dal ciò che continua a…, ma al solito (qua, così), “niente”.



Una razza che... non si è mai estinta... = i Cain-iti.
I trans-umani o ibridizzati (con la tecnologia/conoscenza).

Il resoconto di un misterioso colloquio tra Sigismondo Arquer, insigne geografo cagliaritano condannato a morte dall'inquisizione e arso vivo nel 1571, e Onofrio Panvinio, priore agostiniano, avvenuto nel carcere di Toledo nel 1567, viene alla luce per caso nel corso di una ricerca condotta dall'autore. Arquer rivela che la civiltà che aveva popolato la terra prima dell'inizio della storia era stata in grado di elaborare conoscenze matematiche e astronomiche capaci di calcolare con precisione terribili eventi cataclismatici che si ripetono ciclicamente. Gli intervalli tra una distruzione e l'altra segnano e caratterizzano la società. Sostituendo lo spazio come dimensione da dividere, il tempo è in grado di determinare profondamente il destino dell'umanità e la sua profonda arcana conoscenza è il frutto proibito di cui parla la Genesi. Le influenze del tempo sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia, vengono utilizzate per soggiogare la società, incanalandola su binari predefiniti, grazie a un intervento progressivo nei processi formativi della cultura e delle idee in cui le coscienze vengono forgiate seguendo la traccia di una complicata architettura sociale, legata a precise sequenze temporali, collegate a congiunzioni astrali e a fenomeni geodinamici e magnetici…
“Il tempo della fine” – Sigismondo Panvini

Le influenze… sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia…:

ossia
Cain-iti (“conoscenza massonica”)
Vs
la “Arca” (diluvio universale)
nelle “terre promesse” = la “terra di mezzo” (qua, così).

Gli Iafet-iti sono loro (“eletti”). I Cain-iti sono l’oro (“Dio”).

Tutto il resto è “noia” ma soprattutto, potenziale (contemporaneo). Se vuoi, “speranza”. Ok? 

Ma se “sei morto dentro”, hai voglia a... di-sperare.

“Il termine ‘storia’, non trova nella lingua ebraica altro equivalente che ‘toledoth’: generazioni’…  Il calendario… segna l’inizio della storia…”.
Il tempo della fine – Sigismondo Panvini

“L'operazione degli Harkonnen è avvenuta all'improvviso. Senza dichiarazione di guerra...”.

Uhm. A chi “assomigliano”?




“E l'imperatore che ha detto? Niente... la sua inerzia mi è difficile da accettare... Mio padre è sempre stato guidato da calcoli di potere... La voce da un altro mondo...”.
Dune

El Bar-one. Il grande baro!

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…”.
Dire Straits

Che… dire? 

Per le masse contadine… il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…
Ora che non sei più nemmeno “massa contadina”, sei completamente auto esposto a tale “e-vento”: 

quello AntiSistemico che nemmeno registri, avverti, accusi, “senti”, etc. 

Figurati quanto disti dal sostanzia_Re. 

Patriota = ripotata (participio passato femminile singolare del verbo ripotare, che significa sottoporre una pianta a una nuova potatura…).

Ma anche, piratato = contraffatto, hackerato, craccato, abusivo…

E, senza “i”, bè…: tarpato! 

Il “verbo” è al passato ma “qualcosa che non cambia”, f-issato al (qua, così), con “te” come più valente “legame covalente”, in grado di auto manutenere fisso e stabile lo “arcano maggiore”. 

“I nostri obiettivi si misurano in secoli...”:
o in alcune traduzioni “in generazioni...”...
Una delle frasi più celebri pronunciate dall'Ordine Bene Gesserit, in Dune...
Quando la “Uè!” verrà percepita come... patria, dalle nuove ri/de-generazioni?

Ciao!

“O mia terra natia: per me il destino ha deciso che io sia sepolto dove nessuno a me caro potrà versare le sue lacrime...”.
Ugo Foscolo
Pur sapendo che le illusioni non hanno un fondamento razionale o trascendente, l'uomo non può farne a meno. Esse spingono ad agire, lottare e sperare. Le principali illusioni foscoliane. Le illusioni si incarnano in grandi ideali civili e morali...
La patria e la libertà: ideali politici per cui vale la pena battersi...














  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4288
prospettivavita@gmail.com


lunedì 14 luglio 2025

Quel pavimento ti distruggerà.


“Metti la cera, togli la cera…”.

Ogni giorno ce l’hai da pulire e, ogni tot, da lavare. Anche se “cambi casa”, te lo ritroverai sempre. Ed al fine, ti seppellirà. Quante volte lo hai spazzato con nonchalance. Eri giovane e forte (prima ancora, sul pavimento ci giocavi, mentre qualcun altro lo puliva). Poi, hai iniziato a sentire qualcosa. Qualche piccolo scricchiolio interiore, qualche dolorino che, zitto zitto… te lo sei tenuto segreto. Sino ad arrivare ad essere accudito; con quel pavimento che, indifferente a tutto, è sempre lì, come a… sporcarsi apposta! 

A quel punto, guardandolo senza forze, il pavimento potrebbe persino mostrare il suo vero volto: la “tua” fine. Ti ci potresti vedere rispecchiato “dentro”, dal tanto che lo hai tenuto pulito per tutta la vita. E, invece, stai facendo la “fine di Azazel in casa Sandman”. No?


Risucchiato; mentre hai sempre creduto, al contrario, di avere costantemente il “pallino in mano”, s’eppure… tutta quella “polvere”. Uhm. Il pavimento è parente stretto anche della polvere: d’assieme si danno una mano, im-piegandoti. Qualcosa che ricorda molto da vicino ad esempio ma causalmente, la “Chiesa”. Oppure, ben altro, Oltre ad ogni manto di consolidata apparenza. Pensa che qu-El “pavimento”, lo hai calpestato facendo i “primi passi”. Sì, era diverso, probabilmente in un’altra casa, ma (ma) era sempre il... pavimento. Ok? 

Lévi-Strauss docet.
Programma “Struttura”. Qualcosa che funziona.




Fantasia? Bah. Se lo pensi, lo “sei” (qua, così). Per la serie “non solo pavimento”, tutto quello che ti circonda (e caratterizza) è, per così dire… eterno: ti sopravvivrà. Un po’ come ciò che ti ri-chiede continuamente di “alimentare”: il “tuo” appetito, il “tuo” respiro, le “tue” voglie, etc. Ergo, non solo le “cose” bensì… anche le svariate parti di “te”. 

Lo hai fatto mille mila volte sino ad ora? 

Bè, verrà il “momento” che quella stessa azione ti risulterà stroncante. Magari “ti verrà un infarto”, persino. Ci “rimarrai”, come se fino a quell’attimo fossi stato da qualche altra p-arte. Umpf! 

E da Lévi-Strauss a Lewis Carroll, è, appunto, un “attimo”.

La domanda di Lewis sottolineava semplicemente ciò che molte persone pensano. La fantasia sembra loro pericolosa perché gioca trucchi e combinazioni, come se un mago volesse cambiare la realtà o ingannarci… 
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Come se… Ehm; come se? Continua per renderti conto di quanto non è affatto “se”:

una simile attività sarebbe illegittima e innaturale…
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Ecco quando si dice “nascondersi tra le fini dei mondi…”. Il pensiero non lineare ti è sempre d-avanti; ti anticipa, non visto che sei stato ar-reso… lineare, “te” (qua, così). Per inquadrar meglio tutto quanto, pensa alla solita “mano a Monopoli”. La stessa “mano (invisibile)” che Adam laggente Smith aveva “denunziato (rivelato)”.

In un simile giogo, già finito in termini di “partita, incontro”, l’oro continuano incessantemente a…, come se niente fosse. Ossia, come se la “mano” fosse ancora aperta, dandoti sempre “speranza”, che non è il potenziale contemporaneo, bensì, un non evidente drogaggio che il doping nello sport riflette, ad esempio. Oppure, la tossicodipendenza sociale così (qua) sì tanto diffusa “guarda non caso”. Altro che “illegittimo e innaturale…”, poffarbacco. Chi ha un simile “vantaggio” si guarda bene sia del cederlo che dal condividerlo. Per ciò, per “te” l’AntiSistemico x Sua Eccellenza, non esiste, anche se c’è. 


Una sontuosa “cantata”, la l’oro (qua, così).

“Io sono il viaggiatore e viaggio e viaggio, viaggio… Vedo le stelle venir fuori dal cielo. Sì, il cielo splendente e vuoto… Io sono il viaggiatore. Io sto sotto il vetro guardo attraverso la mia finestra così lucente… il viaggio nell'oceano sinuoso e tutto è stato fatto per te e me… Allora facciamo un viaggio e vediamo cosa è mio… Oh il viaggiatore. Lui viaggia e viaggia vede cose da sotto il vetro guarda attraverso la sua parte di finestra vede le cose che sa che sono sue, vede il cielo splendente e vuoto…”.
The Passenger - Iggy Pop

Occhio:

tutto è stato fatto per te e me…
ma
vede le cose che sa che sono sue…

“Kung Fu vive in tutto ciò che facciamo, Xiao Dre. Vive in come mettiamo un giacchetto, in come togliamo un giacchetto, e vive in come trattiamo le persone. Ogni cosa è Kung Fu…”. 
Mr. Han

Se togli “Kung Fu”, trapela l’AntiSistema “x” (l’oro):
(x)… vive in tutto ciò che facciamo, Xiao Dre. Vive in come mettiamo un giacchetto, in come togliamo un giacchetto, e vive in come trattiamo le persone. Ogni cosa è… (x)!

Ad esempio, qu El “pavimento” “te lo ri-trovi da pulire ogni giorno (della marmotta)”. 
Ok? E la “polvere”. E le… tasse. La “legge” (che per carità ci vuole ma… quando imparerai a farne a meno). Perché c’è questa “necessità”? Bè, perché sei in balia delle “onde” (qua, così). Nel Modello Far-West (di s-fondo), ovvio che ci vuole la “legge”. No?

Lo s-fondo, da sfondare...

Tolkien era anche consapevole del pericolo degli eccessi e non esitava a metterli in guardia: la fantasia può essere usata male e applicata a fini perversi, può confondere le menti da cui proviene. Se, invece di aiutarci a conoscere meglio la realtà, l'immaginazione la ostacolasse, la fantasia in quanto tale morirebbe e rimarrebbe solo una malata illusione. Ecco perché lo scrittore deve sforzarsi di costruire la sua opera con la coerenza interiore che solo la verità può dare…
Link

Frattalità espansa docet. 

Anche se:

la fantasia può essere usata male e applicata a fini perversi, può confondere le menti da cui proviene… (quando è “usata male” è “applicata a fini perversi”: i l’oro = la “mente da cui proviene”, alias, la “tua” mente AntiSistemica by El Voladores)
se… l'immaginazione la ostacolasse, la fantasia in quanto tale morirebbe e rimarrebbe solo una malata illusione… (ecco l’è-voluto)
ecco perché lo scrittore deve sforzarsi di costruire la sua opera con la coerenza interiore che solo la verità può dare… (più che lo scrittore, l’individuo: ognuno. “Ogni cosa è Kung Fu…”).

Dunque:

coerenza interiore
e/by Verità
alias
atteggiamento sostanziale, sferico-tattico o “Fare…” (poi, chiamalo come diamine vuoi, però a livello essenziale non cambia nulla: se ci sei, ci sei e, ciò, “vale in tutte le lingue del mondo, comprese quelle… estinte”).


Tutto ha un inizio. La vita stessa, persino il mondo ha una storia che inizia da qualche parte. Dunque, come punti di partenza di tutti i luoghi particolari devono esserci quelli in cui le culture antiche hanno identificato gli inizi. Sono i luoghi delle origini, ma anche quelli dove sono stati costruiti i centri della civiltà, a cui tutto veniva riferito…
I luoghi più strani del mondo antico - Martin Zimmermann

Ecco uno degli svariati modi attraverso cui “ti fregano”, continuamente (qua, così):

sono i luoghi delle origini, ma anche quelli dove sono stati costruiti i centri della civiltà, a cui tutto veniva riferito… (certo; però, chi te lo sta riferendo, ora? Attraverso chi è passata la “informazione” o Verità? Se “te” non ricordi nemmeno quello che hai mangiato a colazione, bè…).

Questo “discorso” sarebbe giusto se di mezzo non ci fosse l’AntiSistema che, infatti, non esiste anche se c’è, proprio x “te” (qua, così). 

De che…

Post hoc, ergo propter hoc (locuzione latina che alla lettera significa dopo di ciò, quindi a causa di ciò…) è un sofisma che consiste nell'assumere per causa quello che è un antecedente temporale…, ovvero si pretende che se un avvenimento è seguito da un altro, allora il primo deve essere la causa del secondo. Spesso la locuzione è semplificata in post hoc. Questo sofisma è un errore per adduzione particolarmente insinuante, perché la conseguenza temporale sembra inerire al rapporto causale. L'errore è di concludere solamente in base all'ordine degli avvenimenti piuttosto che tener conto di altri fattori che possono escludere la relazione. Una successione temporale è necessaria perché ci sia una relazione causale, ma non è sufficiente…
L'argomento fallace può essere così riassunto: 

si è prodotto A, poi si è prodotto B;
dunque A ha causato B.

Il fatto che due avvenimenti si succedano non implica che il primo sia la causa del secondo… 
Nietzsche relaziona quelli che definisce “occasionali seguiti” alle “causalità fantastiche” che sono a fondamento di costumi e quindi di eticità, essendo questa essenzialmente conformità al costume: 

“Nella misura in cui aumenta il senso della causalità, diminuisce l'estensione del regno dell'eticità: ogni volta infatti che si sono compresi gli effetti necessari e che si è saputo pensarli separati da ogni caso, da ogni occasionale seguito (post hoc), si è distrutta una miriade di ‘causalità fantastiche’, cui sino allora si era pensato come a fondamenti di costumi – il mondo reale è molto più piccolo di quello fantastico – e ogni volta sono scomparsi dal mondo un po' di angoscioso timore...”. 

Esempio:
“il gallo canta sempre all'alba, quindi è il canto del gallo che fa sorgere il sole”…

Il Capo: I tuoi risultati sono straordinari, penso che il tuo saggio sull'esistenzialismo sia stupefacente.
Max: Ho lasciato la sezione in bianco...
Il Capo: Appunto! Brillante.
Sigfried: Come faccio a sapere che non sei di Control?
Max: Se io fossi di Control tu saresti già morto!
Sigfried: Se tu fossi di Control tu saresti già morto!
Max: Be', nessuno di noi due è morto, quindi è ovvio che non sono di Control.
Starker: Direi che non fa una grinza...

Agente Smart - Casino totale

Se “prendi lucciole per lanterne” un motivo (causale) c’è:
ed è consequenziale solamente quando
prendi in considerazione
il “momento” in cui si è avverata l'interlocuzione
ovviamente
sostanzialmente rivelato.

Dunque, puoi “far finta di niente” oppure “ignorarlo” oppure “esserne complice”, etc. però, “l’esserci del f-autore”, è persino ovvio, logico, congiunto seppure non linearmente. Cosa che la “tua” immaginazione-fantasia (mente) ti impedisce di “attraversare” ed approfondire. Va da sé che se non esiste ma c’è un impedimento “a monte”, che devi “provare” (persino interiormente), uhm… significa davvero che “giochi sempre fuori casa”. 

Meglio:
sei in casa “tua”, ove sei sempre lo “ospite”. Così come la mente è “tua”!

Così come la “tua” mente è una sorte di:
cineproiettore webcam
per sos-tenere questo “circo massimo”
in quanto a... realtà diminuita.

Ergo, è già successo ma “niente”. Cosa ignori? Ignori, causalmente, ciò che rientra nel “principio” in termini di… terzo non dato (a cui non devi mai assolutamente porre la minima attenzione, fantasia, immaginazione, logica, pensiero latente, concentrazione, profondità, etc.). 

Nell'AntiSistema non puoi... contare le carte (nemmeno a mente).

“Il gallo canta sempre all'alba, quindi è il canto del gallo che fa sorgere il sole”…
Tuttavia:

il “sole” esce dalla relativa “casa”
ad un segnale temporizzato
ossia
il “canto del gallo” ti sta dicendo molto d+ rispetto a ciò che (ti) sembra, ricorrendo alla logica, alla “scienza”, persino allo “acume y intelligenza”. Ok?

Dai. La (l’oro) “tana” è de-materializzata, alias, “tutta attorno a ‘te’” = è proprio ciò che con-forma l’AntiSistema: il non esiste-Re (c’è). 

La Verità ti riporta tutto questo, ma… tutto questo è davvero ovunque, motivo per cui anche attraverso la “massima del gallo”, che ti sembra una ovvietà, (l’oro) “Fanno…” rivelazione.

Risultato? 

La logica è quella di “trasformare (far funzionare)” qualsiasi s-oggetto (Internet delle Cose) a proprio piacimento (“Comanda Padrone…”). Per questo, persino il “tuo” pavimento di casa, al-fine, ti eliminerà. Meglio: 

contribuirà, come un serial killer/testimone silenzioso, a…









  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 3988
prospettivavita@gmail.com