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martedì 20 ottobre 2026

Sarà come sempre.


Se… Ok?

Se nella frutta ci sono sempre meno “semi” (facci non solo caso), dobbiamo ringraziare “Israele”. No? C’è questa “espressione” in giro per la… rete. Ergo, l’entità sionista è esperta in “incroci, genetica, manipolazione della biologia, etc.”. Ok? Ora, non è assolutamente un caso se, tutto questo, taglia e rappresenta proprio l’attuale condizione “umana”: 

sempre meno figli, non solo di propria volontà, bensì, a causa di una grave “infertilità” delle ultime generazioni (dal “dopoguerra” in poi). 

Quindi, come puoi “vedere”, non esiste ma c’è una certa analogia “frattale” fra… e… Qualcosa mediante cui triangolare, sostanziando il “dato”, ovvero la Verità anche se (qua, così) “verità”. 

E, ancora: 

im-piegando la Verità in “verità”, bè… ecco la c®e-azione.

Altro che la “luce”.

“E luce fu…” = la “luce” arriva dopo, nonostante giunga sempre prima del “suono”. La “velocità della luce” è inferiore al “peso gravitazionale” (portanza) della Verità, seppure fattasi… “verità” nell’AntiSistema, dato che f(Te) o il potenziale contemporaneo è “interciso” da “te” (qua, così). 

Cioè, non esiste ma – indovina? – c’è. 

Ad immagine e somiglianza di chi/cosa? Del d l’oro-scopo, ove l’oro = “Dio”. E, nella fattispecie, anche AntiSistema o (qua, così) y “te”. Ecco la ragione fondamentale di tutto ciò. 

Altro che causa, sintomo. O causa, effetto. 

A questo binomio (dualità) va anteposto il terzo non dato = la ragione fondamentale. Ricorda che l’oro (“Dio”) si nascondono (rivelano) “fra le fini dei mondi…” (Loki docet) o fra un Re-Set(h) e l’altro. 

E, “generato non creato…” che te dice, nella sostanza? 

Ad esempio, questo:

qualcuno non ha creato un bel niente
avendo trovato (sapendo, ricordando, delineando, dividendo, etc.) il supporto utile (le “terre promesse” o “terra di mezzo”)
al fine di inscenare l’intero “spettacolo” o Grande Opera.

Dunque, lo spazio = terra. Ok? Non, lo “spazio = cosmo”, ergo… paura (Colonne d’Ercole).

Spazio calpestabile. L’ideale per esseri bipedi come “te”, abituati alla fisica, non al “digitale”. Ecco che, di conseguenza, è proprio la “nuova frontiera (digitale)” che promette, ha tutto il potenziale, di… divenire la nuova “dimensione” perfettamente abitabile, se (se) “lasci il corpo” e ti “connetti” perennemente alla rete (Eywa). Ok? 

Ecco che il “digitale” diventa il nuovo… spazio, sempre utile per l’auto contenimento dell’intero “genere umano”. 

Capitan Barbanera docet. 

Sì, ci entrerai da solo in questa “terra promessa”, perché… fuori = nello spazio calpestabile terreno, sarà sempre peggio, almeno x “te”. Ecco come il gregge si auto incanalerà di “propria” sponte verso l’ennesimo “nuovo mondo”, senza alcuna necessità di ricorrere alla forza. A tal pro, il gregge di pecore, oltre al “Pastore”, da chi è “amministrato, controllato”? Dal cane (del) Pastore. Ecco ancora una volta lo stesso schema sostanziale che ricircola sul posto (qua, così):

Innominato Vs Bravi Vs “te” (laggente).

Pastore Vs cane Pastore Vs gregge di pecore.

Tutto viene (è) riflesso. Perché? Perché funziona in tal modo. Molto semplice. Qualcosa dove “non ti serve nessuna laurea”. Ok? Qualcosa funziona = qualcuno si può interfacciare e persino “capire” senza essere un “genio”, fra l’altro… in cosa? 

Un matematico geniale cosa rappresenta nella sostanza? Una elite che si è auto costruita da “sé”: 

nel mondo accademico, una lunghissima lista di “personalità di spicco (e/o meno)” ha contribuito a costruire questo “castello”

la “scienza” astrusa, ostrogota, arzigogolata, etc. che “se non la capisci è perché non sei sufficientemente intelligente”, e sei out.

Vedi che è come “imparare una lingua” né più né meno. Quando sai lo “inglese”, lo puoi capire, leggere, parlare, scrivere, etc. Quando sai la “scienza”, ne hai imparato il codice: 

la chiave per l’auto interpretazione elitaria

data la “complessità” o l’è-voluto.

Anche se la “scienza” è tarata su un certo “profilo”: non è per tutti, in termini di appartenenza evolutiva (quando sei autorizzato ad entrare in “edit” = puoi “scriverci dentro”). 

La “scienza” deriva dalla “antica conoscenza”, filtrata ad hoc al fine di andare ad auto generare una platea continua di “consumatori, utilizzatori, pazienti, clienti, etc.” che si fidano della “scienza” ma si fermano proprio “lì”. La “necessità” che viene ad arte, insufflata in “te” (laggente), come un appetito insaziabile che accetta/compra continuamente “sul mercato” tutto quello che tale “cono-scienza” erutta in termini di ab-uso, però. 




La “conoscenza” che deriva da Caino. Ok? Dal “primo assassino della storia”, se si esclude proprio “Dio” = l’oro. Un momento, però. Alt:

ecco il punto (di sospensione)
dato che
Caino by l’Enoch Cain-ita (che risale sino a “Dio”)
uccide in primis proprio “Dio” = chi era in tale “posizione” prima del ramo Cain-ita
sì, che “non supera il diluvio universale” = che “si nasconde fra le fini dei mondi…”.

Ok? Wow.

I Cain-iti sono l’oro (“Dio”). Sono l’anima (il “perché”) dell’AntiSistema. E del distacco da f(Te) di “te”, oppure, se preferisci... dello “Adamo” dalla cui “costola si ricava l’ubbidiente e sottomessa, Eva”.
Con la fuggitiva Lilith, che è andata in profondità, Oltre = il cui sangue, Dna, discendenza, etc. non esiste ma c’è, ancora una volta, andando ad auto riconfermare proprio tale f-orma di strategia preferita (qua, così): 

ecco il passaggio dal Castello del Signore (localizzato e fisico) ai “paradisi fiscali” offshore = non esiste; c’è.

Il dematerializzato. Il sostanziale. Il “digitale”. L’altro ch’è Oltre.

Ergo, dove?

Se isoli il concetto auto fuorviante di Terra, mettendolo fra virgolette, ottieni… “Terra”:

e da “Terra”
applicando proprio lo schema “fisso” AntiSistemico
ricavi “terre promesse”
che con il filtro “cinematografico”
diventa “terra di mezzo”
ossia
quando diventa più semplice, persino logico
identificare qualcosa che si trova al di là di questa “terra che si trova in mezzo, fra…”.

Ok? Ecco che l’Oltre prende piede. Ci sta. Diventa “percorribile”. Aprendo così la via anche per il “ricordo”.

Dando il “là” ad una cascata di e-venti che, altrimenti, rimarrebbero isolati fra “qua (così)” e, ops: là (xxx). Al d “là” che puoi anche “vedere” o sostanziare in tal modo:
àldlà
qualcosa di percorribile, or dunque, in ogni “senso”
qualcosa di chiuso ma “Apriti Sesamo…”. Ok?

Qualcosa che “Comanda Padrone…”. Ci sei?






Sì, la “magia” che è il funzionamento, però. Con la “tecnologia” che è sempre la “magia”, però sempre più popolare, seppure continuamente elitaria (gerarchia y “alta gerarchia” = vnicvm).

Il “mago” è chi… ricorda come stanno le cose (qua, non solo così). Dunque, è chi conosce. Ok?

La “conoscenza”. 

Ora, perché devi andare a “scuola”? Bè, per “imparare”. Semplice. No?

Infatti: no. 

Non è così lineare la questione, essendo già ab urbe condita, ove è già successo e continua a…, ma “niente” = de che. 

Ecco “te”:
come un prodotto appena... sfornato. 

Bello caldo o bello fresco, non cambia nella sostanza della “cattura/cottura” AntiSistemica.  Perché non esiste ma c’è ancora il “colonialismo”? E la “schiavitù”? Idem. 

Vai a scuola per “imparare”. Sì; cosa?

Imparare ad evitare di sapere, da cui il “sapere” che è il motivo sostanziale per cui devi andare anche a scuola (qua, così). L’incubatrice non ti lascia mai solo. Colonialismo e schiavitù non esistono ma ci sono, perché l’oro “Dio” sono rivelati, secondo la strategia più conveniente al fine di godere come ricci del tutto indisturbati potenzialmente per sempre = sino a quando potenzialmente non mangerai la foglia, definitivamente. 

Qualcosa che quando/prima di diventare un “pericolo serio”, allora il “piano industriale secolare” entra nel vivo della questione:

Re-Set(h).

Trovi? Una bella “passata di ramazza” e, oplà:

l’ennesimo “nuovo mondo”. 

Ancora da ripopolare. Ancora disponibile. Ancora l’AntiSistema. Una “nuova” età della pietra? Anche no. Dipende dall’è-voluto l’oro (“Dio”). 

Da chi decide. Dal decide_Re o pilota_Re (“Verbo”). 




Or dunque, nel “digitale” ci potrai sopravvivere, ancora una volta. C®ederai, ad esempio, di “andare sulla luna, su marte, su giove, su alpha centauri de noantri, etc.”, ma nella sostanza sarai come quei personaggi descritti dal Verga, che pagavano qualcuno per andare via dalla Sicilia mentre, altresì, qualcuno li faceva navigare per acque sconosciute ma sempre attorno alla Sicilia, salvo poi farli sbarcare ancora… in Sicilia. Ok? 

Cgi docet, “ora”. 

Una volta navigavano attorno a… Ora, “navighi” attorno a… Sempre lo stesso “losco destino”. Quanti non solo “film” ti hanno fatto vedere che “il paradiso è una astuta bugia…”? 

The Island, docet.

Sempre qualcosa che “non butta mai via niente”, salvo “non lasciare mai nessuno indietro” = nessun testimone sopravvivente in grado di testimoniare cosa continua a succedere (qua, così). 

Infatti, nell’AntiSistema “si muore”. Anzi, “devi morire”. 

L’unica cosa giusta? Per favore. Sii sostanziale. Sii f(Te).

Il che significa essere financo… pragmatici, essenziali. 




L'esperto militare russo e membro del Consiglio per la politica estera e di difesa, Andrei Ilnitsky, scrive:
l'aumento del tono aggressivo da parte di un'Europa sempre più militarizzata, che intende combattere con la Russia, così come l'aggressività degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell'Iran, viene percepito come assurdo. Ma una volta che si “cambia prospettiva”, diventa evidente che in questo “teatro di caos e assurdità” prevalgono il calcolo pragmatico e il razionalismo.
Mentre i mercati globali calcolano i costi di questa crescente tensione geopolitica, i principali attori occidentali continuano a investire nell'escalation. La spesa militare globale, secondo le stime del Sipri, ha raggiunto i 2,72 trilioni di dollari nel 2025, con un aumento del 9,4% annuo, il più alto dai tempi della Guerra Fredda. I classici fornitori di difesa statunitensi – Lockheed Martin, RTX, Northrop Grumman, General Dynamics, Boeing – hanno da tempo imparato a trasformare l'incertezza in un portafoglio di ordini. Questo “drago” dell'industria militare, che si nutre di tensioni, sta sviluppando una nuova “testa”:

una testa digitale…
Link

Analogia frattale espansa, questa s-conosciuta.

L’ennesimo “nuovo mondo”, pronto per r-ac-coglierti ad hoc ma “niente”. Il nuovo “sogno di qualcuno” che ben presto assumerà anche un nome, motto, slogan, marchio, etc.

Blade Runner docet.

Perché il modello di business dell'escalation è così stabile? Il complesso militare-industriale statunitense e il settore della tecnologia legato alla difesa sono collegati al bilancio statale attraverso contratti a lungo termine che garantiscono flussi di cassa prevedibili, margini elevati e risorse di lobbying. Qualsiasi uscita dall'escalation significa per loro una riduzione del portafoglio. Anche le élite politiche ricevono i loro dividendi: gli ordini di difesa come attività di lobbying, e la “minaccia esterna russa/iraniana/cinese” come una giustificazione universale per i fallimenti nell'economia, l'aumento del deficit di bilancio e i tagli ai programmi sociali. 
Link

L’è-voluto, seppure sottodomino “eletto” (loro).

Il sud della Thailandia non riesce a uscire dalla spirale di violenza.
Dopo l'ondata di attacchi di massa di agosto, la situazione nelle province meridionali della Thailandia rimane tesa. L'esercito e la polizia hanno intensificato le misure di sicurezza, ma gli attacchi continuano e il processo di pace è di fatto sospeso. Il comando militare ha ammesso che l'intelligence era a conoscenza dei preparativi per gli attacchi quasi due mesi prima. Tra i possibili obiettivi figuravano istituzioni amministrative, linee elettriche, negozi 7-Eleven e centri commerciali. Tuttavia, i servizi segreti non sono riusciti a stabilire con precisione il momento e i luoghi degli attacchi, il che ha impedito di prevenirli.
Ry-Bar

Il comando militare ha ammesso che l'intelligence era a conoscenza dei preparativi per gli attacchi quasi due mesi prima…

Guarda non caso. Modello 11 settembre 2001 e 7 ottobre 2023. 

Oppure, Modello Pearl Harbour.

L’ennesimo “allunaggio” in termini di allucinazioni collettive (qua, così). Qualcosa che anticipa addirittura la Cgi che, dunque, è la “verità” prima ancora di essere quello a cui tendi a ri-pensare usualmente, in differita, nell’AntiSistema. 

Perché “in differita”?

Perché sei indifferente a…, e perché è già successo (la diretta te la sei scordata, essendo sempre in questo “ritardo” o continua a succedere). Qualcosa che se non sostanzi, allora te lo becchi sempre “in faccia”.

Altro che “risveglio”. Altro che! Oltre. 

La “5d”? Eh! Ti piacerebbe. Quando sarà pronto, vi entrerai dentro, manifestandoti in loco via “router”. Dove? 

Nel di n-uovo, “nuovo mondo”.


Mattia: Dunque noi scapperemmo via internet.
Arturo: In che senso scapperemmo via internet? Come fai a scappare via internet? Cioè, fisicamente... tu corri, poi c'è lo schermo, e che fai? Entri dentro allo schermo?
Mattia: No, entri nel modem!
Arturo: Entri nel modem?! E poi dove esci?.
Mattia: A casa del cliente!...
Smetto quando voglio

Professor Seta: Quello era un vecchio militante dell’area trozkista del Pci ora confluito in Sinistra e Libertà. Io ho provato anche a parlare di te. Ho detto: guardi che noi abbiamo anche dei valori cattolici in comune. Sai che mi ha risposto? 
Pietro: No. 
Professor Seta: Ma vafanculo! Aggi dit: professò, si tu dici vaffanculo, ma vaffanculo tu, stu vicchiu n’sallanutu. Poi abbiamo un po’ trasceso insomma…
Smetto quando voglio

Ecco! Un po’ di “sana risata”. No?
Come va? Meglio?

Non ti piaci +? Entra in… No? Vuoi essere come…? Entra in… Che aspetti? Vuoi essere magro, alto, forte, bello, ricco, etc.? Entra in… 

“Dove tutto è concesso…”. All'inizio...






Entra e, poi, pagane il prezzo, ancora una volta. Sarà figo. Sì. Ma sarà sempre, ancora, AntiSistema. Sì, “niente”. E soprattutto, “Nessuno”. 

Il peggio non avrà alcun limite (lì, dentro). Uhm.
Tale è già la situazione (qua, così). Al peggio non c'è limite:
solo potenziale (contemporaneo), però
ergo
questa è l'unica via sempre disponibile
se te ne accorgi sostanzialmente.





 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4303
prospettivavita@gmail.com


martedì 29 settembre 2026

Patriota.


“In piedi patrioti alle armi. Impegnatevi…”.

Ricordi? Il testo è “di uno” che ti dava dello “stupido, scemo, imbecille…”. E, “te” che facevi/fai? Andavi/vai a comprare la sua musica. Andavi ai suoi concerti. Perché? Bè, probabilmente perché non ti reputi “uno di quelli che l’artista prendeva di mira o denunziava”. Vero?  

Sì, ti senti diverso, “te”. Boom! 

“Quante stupide galline che si azzuffano per niente…”: 

“te” (laggente non solo Smith).

“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi 
non viene dalle stelle… 
Alla riscossa stupidi che i fiumi sono in piena. 
Potete stare a galla 
e non è colpa mia se esistono carnefici 
se esiste l'imbecillità 
se le panchine sono piene di gente che sta male…”.
Up patriots to arms – Franco Battiato

Battiato ha usato il termine “patriota”, agganciandolo “ottocentescamente” alle armi. Ma ne’ “La voce del padrone” ha abbracciato il lato “commerciale” della professione. Uhm.


“La fantasia dei popoli che è giunta fino a noi, non viene dalle stelle…” = le “stelle” esistono ma non ci sono, ergo, la “fantasia dei popoli…” è ispirata da chi non esiste; c’è.

Da chi ti è sempre d-avanti almeno di un “passo”, nel senso del paradosso di Achille e la tartaruga. Alias, un “vantaggio” è e rimane sempre lo stesso “vantaggio”. Qualcosa che è già successo, se non viene fermato, continua a succede_Re ma “niente” = l’AntiSistema ti ha, però hai sempre “bisogno delle prove”. 

Chi (ti) parla, or dunque (qua, così). No? 

Chi ti “ispira a…”. Perché sostanzialmente non decidi nulla. Perché sei “libero” solo all’interno di un recinto. Non sono domande, per inciso. Sono riflessioni financo Verità. 

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…
Ogni uomo è destinato a morire
ed è scritto nelle stelle e
in ogni linea sul vostro palmo della mano
che siamo davvero folli a fare le guerre
sulla pelle dei nostri fratelli d’armi…”.
Brothers in arms – Dire Straits

Sei in “grave difficoltà” (qua, così). Tanto che, ehm… ne sei avvezzo. Sei abituato, pronto. 

Rispondi sempre “presente!”. 

Ma, senza accorgerti essenzialmente. Come se fossi all’inferno, però “niente di serio…”. Ricordi? 

“Miei fratelli d’armi, ci sono tanti mondi differenti, tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”:

chi ti “ispira” (qua, così)? 












“Noi abbiamo un solo mondo, ma viviamo in diversi…”. Ok?


In che modo “uno” può avere “un solo mondo…”, ma “vivere in diversi…”. Bè, ad esempio ma causalmente, quando sei “Dio” = l’oro. Quando ti puoi “esercitare” mediante le caratteristiche conferite a Dio. Le solite, dai. Quelle che la non solo tecnologia ha svelato oramai anche al grande pubblico (a “te”, laggente). 

Avatar docet. Dune docet. Star Wars docet. 

Un “pianeta natale” Vs la colonizzazione del resto o del “prossimo”. Di chi si tratta, dunque? Chi ti ha intubato nell’AntiSistema, nel quale dirige in toto l’intera orchestrazione. Il “digitale” a cosa ammonta, nella sostanza? 

Ed il cosiddetto “metaverso”?

La pianta labirintica è stata espansa, allargata, ampliata, resa ancora più “profonda”, etc. Mentre, il “patriota” è scomparso dalla scena, forse perché è lo “spettacolo” che s'è cambiato di/la scenografia. 

Dr. Ford docet. 




L'esperienza del Triennio repubblicano (1796-1799) rappresenta un momento di profonda frattura e rigenerazione politica per l'Italia. In questo brevissimo arco di tempo, l'arrivo delle armate napoleoniche provocò il crollo degli antichi Stati assolutisti e la nascita delle Repubbliche giacobine (come la Cisalpina, la Romana e la Napoletana), trasformando radicalmente il linguaggio e l'orizzonte concettuale della penisola. Il termine “patriota” divenne il fulcro di questa trasformazione, assumendo una forza e un'ambiguità del tutto nuove.
L'ambiguità e l'abuso del termine.
Prima del 1796, “patria” indicava spesso semplicemente la propria città natale o lo Stato regionale di appartenenza. Con la rivoluzione, il termine si politicizzò rapidamente, ma i suoi confini rimasero fluidi e fumosi per diversi motivi…
Eterogeneità ideologica: sotto la stessa etichetta di “patriota” convivevano figure moderate (favorevoli a riforme graduali e allineate alle direttive francesi) e radicali o giacobini democratici (che sognavano l'unità d'Italia, l'uguaglianza sociale profonda e la piena indipendenza da Parigi).
Opportunismo politico: con il cambio di regime, molti esponenti della vecchia nobiltà o della borghesia si proclamarono “patrioti” solo per conservare i propri privilegi o per fare carriera all'interno delle nuove istituzioni repubblicane, inflazionando e svuotando di significato la parola.
La dipendenza dalla Francia: per le masse contadine e i reazionari, il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore).
Un catalizzatore di energie senza precedenti.
Nonostante le sue contraddizioni, la parola “patriota” ebbe una straordinaria forza mitopoietica e mobilitante. Funzionò come un potente catalizzatore di energie politiche e sociali perché…
Creò una nuova identità collettiva: per la prima volta, superando il vecchio particolarismo regionale, un gruppo dirigente diffuso in tutta la penisola si riconobbe sotto un unico ideale. Il patriota non combatteva più per il proprio re o per il proprio campanile, ma per la rigenerazione della società.
Introdusse il concetto di “Nazione” moderna: il termine legò indissolubilmente la libertà individuale alla sovranità popolare e all'idea di un'Italia unita, o quantomeno confederata. I dibattiti del Triennio (si pensi al celebre concorso del 1796 su “Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d'Italia”) posero le basi teoriche del futuro Risorgimento.
Mobilitò lo spazio pubblico: essere patrioti significava partecipare alla vita politica attiva. Le energie si riversarono nella redazione di giornali, nella stesura di costituzioni, nella nascita dei club politici, nei teatri e nella creazione di simboli (come l'adozione del tricolore).
In sintesi, sebbene l'esperienza del Triennio si sia conclusa tragicamente con la restaurazione del 1799 e le feroci repressioni (come quella della Repubblica Napoletana), il concetto di “patriota” smise di essere una vaga astrazione letteraria. Diventò il motore di un'azione politica concreta, lasciando un'eredità ideale che avrebbe alimentato le lotte carbonare e risorgimentali dei decenni successivi…

Ok? Cotto, bollito, mangiato e digerito. Ops.

Per le masse contadine... il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…

Vedi che sono proprio le “masse contadine” che vedono le cose come stanno nella sostanza, seppure sempre esposte, alla mercé, del “sapere” Vs la “ignoranza”. Come da sempre va in onda (qua, così) fra “chi porta il progresso” e “chi se lo deve fare andare bene a forza”. 

Conquistadores Vs... conquistati. 




Gli Iafet-iti sono gli “ebrei”. Ok? 

Tutto il mondo è Iafet-ita, ma a livello di “alta gerarchia”. Di certo, non a livello di popolo = “te” (laggente). 

L’vnicvm ti ha da un certo “livello”, mentre al di sotto giunge “solo” l’eco, il comando, la delegazione, l’ordine, l’ispirazione, il “verbo”, il “futuro”, il “destino”, etc. etc. etc. 

Quando si dice “mira in alto”. No? 

“Punta al bersaglio grosso…”, ti lascia sempre per strada, in mutande, ad auto rimirarti da “te” in “te” (qua, così). Mentre, il “bersaglio grosso” in termini sostanziali è sempre tale “alta gerarchia” da cui si espande il co-ordinamento sulle “terre promesse” AntiSistemiche. 

In qualcosa ove è già successo anche tutto quello che “ti aspetti”. S-vantaggio. Ci sei? Cos’è un vantaggio se non si può abbattere sulla maggioranza in ombra. A chi giova, altrimenti. A che “serve”, se non ci sei “te” (qua, così). 

Se non c’è il (qua, così), alias, sia la “scena del delitto” che la “pistola fumante”. Il colpevole è il “maggior-domo”. Trovi?

Ed ora, “non c’è trucco, non c’è inganno…”, chi erano (sono) i “giacobini”, in termini di controllo da “a monte” = essenzialmente?

Gli Ebrei nei club dei Giacobini durante la rivoluzione francese del 1789… 
Zosa Szajkowski and D. L.
Link

Nella pagina che puoi non solo leggere online, noterai che gli ebrei sono sempre... la vittima predestinata. Peccato che sono gli “ebrei” a sfuggirti continuamente, essendo Oltre a quello che (ti) sembra, usualmente. Loro (“eletti”) agiscono in funzione l’oro (“Dio”), ad immagine e somiglianza, da un “vantaggio” che non viene mai meno, dal momento in cui esisti “te” (qua, così). Qualcuno ti può “passare” ogni sorta di “sapere”, or dunque. Ergo:

“la fantasia dei popoli che è giunta fino a noi
non viene dalle stelle…”.

È “ispirata” (qua, così).

Pro-viene da…


“Gli ebrei avrebbero dovuto diventare dei francesi, dei tedeschi, degli italiani...”.

Modello Hyksos. Ricordi? Risultato?

Sebbene abbia origini ebraiche, Sheinbaum si professa laica e mantiene un certo distacco istituzionale nei confronti del Cattolicesimo, affrontando le complesse dinamiche religiose del Messico con un approccio basato sulla separazione tra Stato e Chiesa…

Lo “vedi”? Ci sei? 

Infiltrazione sostanziale = “darti” la gerarchia, governandola dai “livelli superiori”. Ossia, una minoranza organizzata Vs il “resto del mondo” (qua, così). 

“L’interpretazione del passato diviene una profezia retrospettiva che lo rappresenta come una preparazione significativa del futuro…”.
Lowith Karl

Come in Dune: chi conosce il passato può prevedere il futuro...
Come per Malanga, quando cita la Derivata di Fourier.
Perché la solita “storia” si ripete? Perché è tutto frattale, da espandere però nella sostanza. Già (ti) è successo. Lo “vedi” (sostanzi) dal ciò che continua a…, ma al solito (qua, così), “niente”.



Una razza che... non si è mai estinta... = i Cain-iti.
I trans-umani o ibridizzati (con la tecnologia/conoscenza).

Il resoconto di un misterioso colloquio tra Sigismondo Arquer, insigne geografo cagliaritano condannato a morte dall'inquisizione e arso vivo nel 1571, e Onofrio Panvinio, priore agostiniano, avvenuto nel carcere di Toledo nel 1567, viene alla luce per caso nel corso di una ricerca condotta dall'autore. Arquer rivela che la civiltà che aveva popolato la terra prima dell'inizio della storia era stata in grado di elaborare conoscenze matematiche e astronomiche capaci di calcolare con precisione terribili eventi cataclismatici che si ripetono ciclicamente. Gli intervalli tra una distruzione e l'altra segnano e caratterizzano la società. Sostituendo lo spazio come dimensione da dividere, il tempo è in grado di determinare profondamente il destino dell'umanità e la sua profonda arcana conoscenza è il frutto proibito di cui parla la Genesi. Le influenze del tempo sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia, vengono utilizzate per soggiogare la società, incanalandola su binari predefiniti, grazie a un intervento progressivo nei processi formativi della cultura e delle idee in cui le coscienze vengono forgiate seguendo la traccia di una complicata architettura sociale, legata a precise sequenze temporali, collegate a congiunzioni astrali e a fenomeni geodinamici e magnetici…
“Il tempo della fine” – Sigismondo Panvini

Le influenze… sugli uomini, pervenute dalle sapienze iniziali, tramandate a una ristrettissima cerchia…:

ossia
Cain-iti (“conoscenza massonica”)
Vs
la “Arca” (diluvio universale)
nelle “terre promesse” = la “terra di mezzo” (qua, così).

Gli Iafet-iti sono loro (“eletti”). I Cain-iti sono l’oro (“Dio”).

Tutto il resto è “noia” ma soprattutto, potenziale (contemporaneo). Se vuoi, “speranza”. Ok? 

Ma se “sei morto dentro”, hai voglia a... di-sperare.

“Il termine ‘storia’, non trova nella lingua ebraica altro equivalente che ‘toledoth’: generazioni’…  Il calendario… segna l’inizio della storia…”.
Il tempo della fine – Sigismondo Panvini

“L'operazione degli Harkonnen è avvenuta all'improvviso. Senza dichiarazione di guerra...”.

Uhm. A chi “assomigliano”?




“E l'imperatore che ha detto? Niente... la sua inerzia mi è difficile da accettare... Mio padre è sempre stato guidato da calcoli di potere... La voce da un altro mondo...”.
Dune

El Bar-one. Il grande baro!

“Miei fratelli d’armi
ci sono tanti mondi differenti,
tanti soli diversi.
Noi abbiamo un solo mondo
ma viviamo in diversi…”.
Dire Straits

Che… dire? 

Per le masse contadine… il “patriota” non era affatto un difensore della terra natia, ma un traditore al servizio dell'invasore francese (il “giacobino” ateo e spoliatore)…
Ora che non sei più nemmeno “massa contadina”, sei completamente auto esposto a tale “e-vento”: 

quello AntiSistemico che nemmeno registri, avverti, accusi, “senti”, etc. 

Figurati quanto disti dal sostanzia_Re. 

Patriota = ripotata (participio passato femminile singolare del verbo ripotare, che significa sottoporre una pianta a una nuova potatura…).

Ma anche, piratato = contraffatto, hackerato, craccato, abusivo…

E, senza “i”, bè…: tarpato! 

Il “verbo” è al passato ma “qualcosa che non cambia”, f-issato al (qua, così), con “te” come più valente “legame covalente”, in grado di auto manutenere fisso e stabile lo “arcano maggiore”. 

“I nostri obiettivi si misurano in secoli...”:
o in alcune traduzioni “in generazioni...”...
Una delle frasi più celebri pronunciate dall'Ordine Bene Gesserit, in Dune...
Quando la “Uè!” verrà percepita come... patria, dalle nuove ri/de-generazioni?

Ciao!

“O mia terra natia: per me il destino ha deciso che io sia sepolto dove nessuno a me caro potrà versare le sue lacrime...”.
Ugo Foscolo
Pur sapendo che le illusioni non hanno un fondamento razionale o trascendente, l'uomo non può farne a meno. Esse spingono ad agire, lottare e sperare. Le principali illusioni foscoliane. Le illusioni si incarnano in grandi ideali civili e morali...
La patria e la libertà: ideali politici per cui vale la pena battersi...














  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4288
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