Visualizzazione post con etichetta Decisione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Decisione. Mostra tutti i post

giovedì 8 gennaio 2026

Lo strappo.


“Non fecero la storia, la rubarono...”.
I banditi del tempo

È assodato. Chiedilo anche ad un sasso, qualsiasi. Se gli alberi e le pareti di casa potessero parlare, … ma non sei a Narnia. Nei “film” ti viene detto se non tutto, molto, nell’antica lingua sperduta del mondo: la Verità (sostanza).

Un “idioma” che si codifica, come la polvere

qualcosa che ogni giorno devi “spazzare via”, ritenendola una compresenza sgradevole, portatrice, fra l’altro, di… “allergie”. 

Polvere che si forma dal “nulla”. Che è ovunque, nella realtà. Cosa che vedi molto bene quando la luce solare entra da una apertura, in casa, filtrando attraverso i raggi che mettono in evidenza l’aere ricolmo di granuli di cosiddetta polvere. 

Cenere sei e… No? Cenere. Uhm

L’ultimo Avatar parla di ciò, perlomeno nel titolo. La radice di qualcosa che ha attecchito (qua, così) molto, molto, “bene” = è ovunque ma non desta alcuna attenzione. Perché

Perché è qualcosa a/in cui ti sei abituato. 

Perché lo “fan tutti”. Perché va da “sé”. E, di conseguenza, ne sei immerso: ci vai a fondo, ci sei dentro. 

SPS parla del “nulla”. Al solito. 

SPS si espande ma senza risultato fisico. Ighina lavorava ai suoi “centri magnetici” sparsi in tutto il mondo, ma a livello “astrale”. Uhm. SPS, allora, è ovunque in tal senso, avendo approfondito ogni e qualsiasi “non solo direzione”. Ovunque è sempre (qua, così), nell’AntiSistema. Andarci Oltre è arduo. Lo vedi nei “Pirati dei Caraibi”, ad esempio, in alcuni frangenti, tra gli ordini apparentemente storditi di Sparrow e Barbossa. 

L’isola che non c’è. No?
L’isola che c’è, non esiste x “te” (qua, così). 

Ciò che “serve”, deve sempre servire. Se non muta la destinazione d’uso della Terra in tale versione rivelata da ben altro: 

dall’opposto sostanziale e non solo. 

Del resto, l’apparenza inganna. E l’abito non fa il monaco. Però, se ci credi, questo fa tutta la differenza del mondo, continuando a succede-Re. Continuando ad ignorare. Continuando… a far finta di nulla. Continuando… a pedalare, avendo voluto la bicicletta. Bah

Diciamo che la “bicicletta” te la sei ritrovata sotto al sedere, come per incanto. Ergo, hai dovuto imparare a pedalare al fine di non continuare ad auto de-cadere. Scambiando lucciole per lanterne. Motivando tutto quanto attraverso una lente piuttosto imbarazzante: tutto casa, lavoro, denaro e inflazione o marea.  

Con la Chiesa che nel durante c’è sempre, seppure i “lavori in corso” ora te la facciano vedere come tutta puntellata, motivo per cui ne puoi anche fare a meno, ad eccezione di ogni paura che s’emana dalla coltre di secoli che si porta dietro e tutto attorno. La paura è anche speranza di non “finire in Paradiso”.

Speranza talmente distante che si trasforma dunque in paura, perché più ti sembra di “avvicinarti” e più si rivela costantemente lontana la meta agognata. 

Perché, poi, punti al Paradiso? 

Perché non ti ci reputi già? Eh! Alquanto “parlante” la questione, che si auto esplica nella sostanza = la storia in-definita. La solita. Al solito (qua, così). Qualcosa che si fissa ancora una volta, ovunque: anche se sempre nell’AntiSistema. Qualcosa che lo mette in evidenza, allora. Che ne ricopre ogni “copertura”, ogni rivelazione. Quando qualcosa di nascosto, di “invisibile”, viene coperto da una sostanza manifesta, cosa succede? Cosa succede all’uomo invisibile, nel “film”, quando il pavimento ove cammina viene cosparso da qualcosa che se calpestato lascia tracce? , vedi i suoi passi manifestarsi come dal nulla. Cioè, qualcuno non esiste (alla vista) anche se c’è (nella sostanza). 

Il materiale sul pavimento, che lo ricopre, funge da svelatore della rivelazione. Allo stesso modo, attraverso la frattalità espansa (l’auto caratteristica I-Ambientale), mediante la “lente” dell’analogia frattale espansa (che necessita del relativo tipo di “atteggiamento” post esserti accorto sostanzialmente), la rivelazione viene meno, perfettamente s-piegata essenzialmente: in un’altra “lingua”, perciò, rispetto a “tutto” quello a/in cui sei esposto usualmente. 

Tale “codice” è lampante, seppure a sua volta rivelato se (se) non te ne accorgi. È come dare attenzione a qualcosa, omettendo regolarmente tutto il resto. Non a caso l’occhio vede solo una piccola parte dello spettro della luce o sente relativamente poco rispetto all’intero arco del suono. Quando “fai una metafora”, stai già applicando l’analogia frattale, ma se non la espandi, “niente”: rimane tutto inalterato. Sempre nella sostanza, ch’è quello che conta, poiché è a tale livello che le “cose” succedono o no. La quantistica ha messo in luce quel “delta” che, a sua volta, svela o rivela l’ambito del potenziale. Se il “gatto è vivo e morto” lo è contemporaneamente = ecco il “Pozzo di San Patrizio” del potenziale. Solo quando ti esponi al contenuto della “visione”, … uno dei due stati prevale sull’altro, perché a livello di manifestazione fisica (binaria) è sempre richiesta l’unilateralità proveniente dal potenziale che, come una miniera senza fondo, non può manifestarsi in toto. Ok

Portare ad “ebollizione” il potenziale, comporta la manifestazione dell’uno o dell’altro “stato”: caldo o freddo. Ed il tiepido, allora? Il tiepido non è una zona di mezzo fra caldo e freddo. Il tiepido è, a sua volta, l’esito di una decisione. Quindi, anche il tiepido fa parte di una coppia di valori da dividere e servire in parte a tavola, manifestandone una sola facciata (perlomeno, alla volta). 

Tiepido Vs “freddino”. Ok? Divide et impera. Ovvio. 

È ovvio, anche, quindi, che il potenziale non si può esprimere a pieno. Dove? In quale “stato”? Nell’AntiSistema = in tale particolare versione del SO Terra, by qualcuno che ne ha il totale controllo (“Dio”). Il potenziale, nel senso di “caldo-freddo” non può essere ubiquamente manifesto, perlomeno per quanto concerne l’attuale abitudine “terrestre”. Tuttavia, ci sono versioni del potenziale che possono essere “spalmate” sulla società, in toto: ad esempio, il concetto di “pace e benessere per tutti”. Ci sei

Conta l'affermazione!

Proprio quello che ti viene promesso da mo’, ma (ma) non è vero (nonostante il raffronto con l’ipotetico segnale proveniente dal “passato”). Certo; dalle “caverne” a casa “tua” non c’è proprio partita. Un comodo paravento fa sempre il relativo s-porco mestiere, in leva. Se poi ci aggiungi che laggente è sempre predisposta a bersi di tutto e soprattutto di più, … il “Paradiso” lo hanno trovato proprio loro y l’oro: altro che America, dal momento in cui gli “Usa” sono il braccio operativo del sionismo mondiale, che ti fa c®edere di essere “piccolo, piccolo (Israele)”.

Il Paradiso può attendere.

Non a caso, per comandare un mezzo, anche il più grande sulla Terra, l’abitacolo del pilota è “piccolo”, progettato per uno o pochi. Se ci aggiungi il discorso relativo al wireless, poi: chiuditi o cielo! 

Dove si trova il pilota-Re da cui il “Verbo”? Boh. No? Lo sai “te”? No. Cvd. 

Tutto questo de-scrivere a che serve? 

A “niente”. Nel piano cosiddetto “astrale”, c’è un gran fiorire anche di SPS. Quando potrà essere traghettato nella versione in auge (quella fisica o già digitale) della Terra? : dipende da quanta decisione c’è. In questo, è SPS il diretto responsabile che non riesce ancora a… Ok

Mentre, per quanto concerne la “seconda via”, quella dell’unione che fa la forza, è meglio soprassedere proprio. Ciaone proprio. Va da sé che è bastevole, allora, esercitare la massima presa su chi cova ancora in Sé un “sogno” altro, rispetto a quello usuale (qua, così) ed il giogo può proseguire in-definitivamente, sempre (qua, così)












Ad uno ad uno, staccati in tal modo da Sé, gli uni cascano tutti come frutti ancora acerbi dall’unico albero della “vita (potenziale)”.


 
 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2026
Bollettino numero 4110
prospettivavita@gmail.com


venerdì 1 agosto 2025

Il viaggio.


“L’importante è il viaggio non la meta …”. Uhm.

A prescindere da “chi l’ha detto”, la questione è – come al solito (qua, così) – piuttosto controversa, alias, non lineare (a livello sostanziale). Un modo come un altro per affermare che tutto quanto è (in) uno sliding doors:

un meccanismo a “porte scorrevoli”.


Il “cappello” osservato ne’ I guardiani del destino, ad esempio, è un dispositivo “ponte”: se lo indossi, quella stessa porta si/ti aprirà su un diverso “paesaggio”. Se non lo indossi, “niente”. Ecco la differenza sostanziale tra… non-lineare. E, cosa? Tra “non-lineare”. No?

“Lineare o non lineare. Questo è il dilemma…”.

Dilemma = conflitto


Se, (1) scegli sempre fra…, oppure (2) decidi! Se (2), allora è come se indossassi quel “cappello”. Se (1), no. Risultato? 2 e 2 farà sempre 4. Tuttavia, un individuo passerà nello scenario ordinario, andando Oltre. 

Mentre, l’altro, rimarrà dello scenario ordinario. 

Ergo, il “risultato” non collima con la “risultante”. Fatto e sostanza. Ove, mediante il fatto, la “scienza” ti ha imbrigliato (qua, così). Mentre, nella sostanza, se (2)… sei libero di “non ti curar di loro ma guarda e passa …”. 

I visitatori sono tali. 

Mentre, quando sono utenti, … ti “possiedono” e bon. Dunque, il viaggio è la cosa più importante quando coincide sempre con lo scopo. Altrimenti, il viaggio è solo il viaggio e, “te” (qua, così), lo prendi per qualcosa che assolutamente non è. Mentre, ovviamente, ti sfugge il senso, la meta, lo scopo. 


Infatti, per un visitatore è proprio il “viaggio” ad essere portante, non visto che è lo stesso scopo che lo porta (qua, così) = godersi il viaggio o, meglio, il perché stesso del viaggio. Ci sei

Non a caso, invece a “te” (qua, così) capita sempre di confondere una gita per il viaggio (scopo). Hai pagato una assurdità per 15 giorni alle Maldive? Bene: lo scopo è farti questi 15 giorni in loco. Di certo, il viaggio in aereo + bus non è “la cosa più importante”. 

Trovi?

Hai pagato forse 3000 euro per farti scarrozzare su simili mezzi. No. Hai pagato per goderti la vacanza, al mare, sulla spiaggia, per locali, nei ristoranti, etc. etc. etc. Il viaggio in aereo? È lo “spazio-tempo” necessario per portarti sino alla realizzazione dello scopo: farti finalmente la vacanza vera e propria. In “inglese” suona meglio:

journey = viaggio
trip = gita.

Il “trip” che ti fai (qua, così) è sempre all’altezza della “tua” situazione, girando sul posto o… ri-cerc(chi)ando. L’equivalente di sopravvivere (“esistere”) in luogo di esserci. Tutta la differenza sostanziale che insiste tra un servomeccanismo e…, Te (xxx, xxx) = il potenziale contemporaneo di ogni singolarità

Preferisci chiamare tutto ciò, “anima”? Bah

Quello che vuoi, ma che sia sempre sostanziale ogni riferimento alla Verità, che ti potrà sempre sembrare diversa, mentre prendi il consueto colossale “granchio”. Non-lineare = “1 e 0” per un computer quantistico. Ti trovi? Mentre “te” sei alle prese con 1 e/o 0, a qualcuno piace decidere assumendo in leva il “terzo stato” che rende (l’oro, ma non solo potenzialmente) come “Dio”.

Un dio si inginocchia davanti a Takumi Kayano chiedendo scusa. A quanto pare è stato ucciso per sbaglio e non può neanche rinascere. Gli viene offerta in alternativa la possibilità di vivere in un altro mondo. Ma il dio sbaglia nuovamente mandandolo in una pericolosa foresta, dove incontra due bimbi soli. Takumi non può certo far finta di niente e lasciarli lì, così decide di prendersene cura…
A Journey through another world = Un viaggio attraverso un altro mondo.

Ecco tutta la differenza sostanziale che caratterizza sostanzialmente il “passo” tra:

un “trip” = le “tue” scelte (qua, così) o il “viaggio” all’oscuro dello scopo (l’oro)
e
un viaggio = quando tutto quanto è sempre lo scopo originale, ogni singolo attimo o momento è sempre “ora”, ovvero, il perché hai deciso in tal modo di

Ok?

Lo Hobbit: un viaggio inaspettato (The Hobbit: an unexpected journey):
questo è quando il viaggio coincide con lo scopo, con la decisione di…
questo è quanto.

Hai presente in cosa consiste il “viaggio” di Bilbo Baggins (o di Frodo Baggins, ne’ Il Signore degli Anelli)? Non è proprio quel che si dice “un viaggio in aereo, per raggiungere il luogo delle vacanze”. Il viaggio è parte dello scopo: lo scopo è parte del viaggio

Così, ogni singolo istante è… pieno

È sempre la decisione stessa, assunta in fase di “progetto”. La piena realizzazione. Ciò che a “te” (qua, così) viene costantemente meno. Ciò che “mancava” ai 3 moschettieri (il “film” del 2011), prima di… Ok


Ancora (sempre) il macchinario

Se “ti fai” continuamente, sarà sempre il “viaggio” a portarti via dalla meta: 

da ciò che avresti potuto decidere se (se) non fossi continuamente “fatto (su)” (qua, così). 

Il “futuro”, or dunque, a cosa/chi ammonta, si... riferisce. 

Il “destino”, chi è? 

Il “fato” è deciso dagli “Dei”. Uhm

Meglio: da chi ha tale “vantaggio” in leva, da remoto, wireless, ubiquamente. Ove diventa “Dio”, per chi non ha memoria di Sé. Specchietti colorati e perline. No? In cambio di, … Te, che “ti dai via” per qualcosa di luccicante, ovviamente in preda ai “fumi” di qualcosa che (qua, così) ti ha ma “niente”. 

Corto e lungo termine:ù

due modi di fare le “pre-visioni”.

Qualcosa che implica “pazienza”, oppure… “velocità di esecuzione”.
Chi ha tutta questa pazienza? Chi non “conosce tempo”. Ergo? In Twilight, ti viene chiaramente detto che “se attendi qualche decennio…”, bah: chi ricorda verrà meno (si scorderà o morirà). 

Certo; per chi è eterno, il giogo vale la candela. Anche per chi è “eterno”, ossia, si passa continuamente il “testimone” = l’oro, nell’AntiSistema.

La vita privata di Lew finisce per risentire pesantemente di questo insano rapporto con Carvajal che non esita a ordinargli di tagliarsi i capelli a zero e lasciare la moglie semplicemente perché lui “lo ha visto nel futuro”. Incapace di imporre il libero arbitrio sugli eventi in corso, Lew si arrende passivamente all'ineluttabilità degli eventi, rifiutandosi di interferire in alcun modo con ciò che ritiene essere immodificabile…
Se la nostra nozione di causa ed effetto fosse solo passabile, riusciremmo a ottenere la conoscenza assoluta del futuro. Diventeremmo onniveggenti…”.
L’uomo stocastico – Robert Silverberg

Chi fa o ha di queste “visioni”, al solito – in una versione del mondo piuttosto sbiadita – viene tenuto in considerazione, perché, “potrebbe sempre fare comodo”. Soprattutto, se è “attendibile”, ossia, se è riuscito a “bucare lo schermo” di chi se ne può avvalere. E, poi, c’è sempre un certo alone “mistico”, di quel mistero che affascina soprattutto chi non è + in grado di intendere e volere = laggente (qua, così), compresi anche coloro che dispongono di denaro da “investire” o aziende da condurre al meglio. 

Figurati per chi è alla canna del gas e “questo” può indicarti la via più breve per l’ennesimo “trip”. 

Vai a “farti leggere la mano o le carte”. No

Perché non sei in grado di…, da Te? Perché sei “te” (qua, così).


Il futuro è “futuro”: può sempre cambiare. Ed in Twilight ti viene molto bene “comunicato”, nella sostanza. Sì, perché il “tuo” futuro è (in) una decisione altrui, (qua, così). Dunque, se te ne avvedi, puoi tornare a decidere per Te, alla faccia l’oro.

La prova che la bambina non rappresenta un pericolo è ormai assodata e Aro decide di lasciar perdere, anche perché, dopo aver toccato Alice, costei gli trasmette immagini dal futuro, facendogli scoprire che, in un eventuale scontro, i Volturi verrebbero sconfitti tutti…

Ricordi la trama del non solo “film”?

Alice, fa vedere ad Aro il futuro più prossimo, se (se) non muterà qualcosa prima. Cosa che Aro, saggiamente, “ascolta”, aggiungendo che “oggi non si combatterà…”, ben sapendo di pre-disporre di una “vita” eterna e, quindi, “non si sa mai cosa potrà mutare prima o poi, avendo tutta la pazienza del mondo…”. 

Un “vampiro” non te lo togli mai dalle scatole, a meno che non lo “termini per sempre”. Quando si dice “andare sino in fondo (alla meta)”. Altrimenti, questo “viaggio” non si concluderà mai, non visto che è lo scopo di altri che a “te” (qua, così) non risulta(no) mai, perché non risalta(no) mai (a meno che torni sostanziale, ove di conseguenza avrai a disposizione ogni e qualsiasi “orma” che costoro lasciano perché non ne possono proprio fare a meno, a livello di frattalità espansa o Verità). 

Alice Cullen, nel mondo di Twilight, possiede il potere di vedere il futuro. Questo potere, che si manifesta anche prima della sua trasformazione in vampira, viene potenziato dopo la trasformazione, permettendole di vedere il futuro in modo più frequente e nitido. Alice è in grado di visualizzare le scelte e le azioni delle persone, ma il suo potere non è infallibile: le sue visioni possono cambiare a seconda delle decisioni che vengono prese

Decisioni. Ok? Non… scelte. 

Quando, Te, ti trasformi in “te”, sei nell’AntiSistema. Stop! Quando “te” sei lo “Stato” ma lo Stato non è Te, sei alle prese con le mire di qualcuno che ha tutto l’interesse a rimanere rivelato, al fine di ottenere il risultato più ampio im-possibile (potenziale): 

quello di non esiste-re, seppure c’è. 



La strategia perfetta. Qualcosa che Don Chisciotte scambiava per “mulini a vento”, ma… “vedendoci benissimo” = nella sostanza. 
Scritto male, de-scritto bene… tutto è relativo (sempre) a Te e a l’oro, attraverso “te” (qua, così). 

L’assoluto è lo scopo. Il totale, la totalità.

Il “massimo” è quando il viaggio è sempre lo scopo, istante dopo istante. Come, “recitando il rosario”: sempre sul pezzo, coerente, concentrato, contando qualcosa = essenziale, essenzialmente, al di là dell’esempio del tutto “umano”.

Buon viaggio anche a Te. Ma, prima… ripigliati!


  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4002
prospettivavita@gmail.com