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martedì 23 dicembre 2025

De che.


“Che te magni…”, al solito (qua, così)?

Gli ebrei si nutrono diversamente. Anche gli arabi. Mentre a “te”, nel “ricco occidente”, “può contenere soia, etc. etc. etc.”. Uhm

Perché? 

Perché, per alcuni è così portante che l’alimentazione sia libera da… Perché, per altri addirittura l’intero processo industriale (olio per le macchine compreso) deve essere “di un certo tipo (diverso)”. Perché, altresì, per altri ancora lo stesso processo è così dozzinale. No

Non è solo per “allergia”. Di certo, no. C’è ben altro. Dunque:

gli ebrei hanno un circuito del tutto staccato da quello degli altri
gli arabi ugualmente, anche se “di meno” rispetto ai primi
gli occidentali si magnano anche l’im-possibile
i cinesi sono i soliti “oggetti misteriosi”, che sono passati comunque dalla tradizione al “consumismo”.

Il cibo è qualcosa che più volte al giorno (o persino di notte) ingurgiti. Ergo, non è proprio “pizza e fichi”. È un processo simile ad un rituale = è una perfetta “entrata” in stile Modello Utility o Cavallo di Trojan. Ok? L’entrata fisica in “te”/Te. O, almeno, una delle entrate di/in tale complesso, “ora”… comandato da remoto


Pensa che... gli ebrei non sono gli “ebrei”, ergo, costoro come si nutrono? 

Se per Rudolf Steiner c’è il discorso “attorno alle patate”, per gli arabi quello relativo al “maiale”, per gli ebrei vige un assoluto distacco dalla catena di fabbricazione, manutenzione e grande distribuzione dedicata al mondo occidentale. Quindi, per gli “ebrei” l’alimentazione sarà di certo ancora più “dedicata”. Qualcosa che non puoi nemmeno immaginare, perché “dimmi cosa mangi e ti dirò cosa sei”. Trovi

Se permetti l’introduzione di certi “liquami e solidi” in ciò che dovrebbe essere Casa Tua, di conseguenza ogni processo di “analisi” ed auto orientamento sostanziale sarà come minimo “di parte” o rimaneggiato, ma ad hoc

Pilotato!

Sì: è il solito - x “te” (qua, così) - de che. 

In-tanto, le cose vanno (così, qua). E lo sai, persino. Ma… che cosa ci vuoi fare: sei proprio nel classico “incubo”, quando per spostare un passo davanti all’altro “ti ci vuole la gru” = non ce la fai, anche se lo “vuoi” dato che sei in pericolo ma “niente”. 

Durante la, diciamo così, “veglia”… è uguale, essenzialmente. 

Vorresti ma non puoi (non devi)! No: “te” sei diverso. Vero? A “te” non tocca tale trattamento seriale. A “te” non la fanno. Anzi! Sei “te” il figo(ne) di turno. La “tua” vita è un trionfo di trionfi. Hai “tutto” quello che… Cosa

Che cos’hai, di grazia?


Ti devono preparare ad arte x “tempo”, prima di… = è già successo.
Devi abituarti a…, in… Dove

In quale “f-orma”. Bè!


Paperone è fuori moda per come gestisce la sua liquidità. Te ne sei accorto? Il possesso. In quel “deposito” c’è un capitale pazzesco “immobilizzato” e con la “inflazione” che spinge, boom! I fantastiliardi si deprezzano. Sì, al pubblico. Ma se gli averi sono in oro? E il prezzo va sempre su? I classici lingotti non sono forse sempre inossidabili. 

Sì, il Bitcoin è il nuovo “oro”: quello digitale. 

Quello che, per inciso, se “tolgono la corrente”, sparisce nel “nulla”. Da dove è stato inventato. Nella mente di qualcuno! Perché dovrebbero togliere la corrente? La bolletta la paghi regolarmente. No

Bravo! 

Se la tolgono non è solo a “te”, bensì… come si è passati dal “passato” allo “oggi”? Dalle “caverne” a casa “tua”. Eh? Dai tizzoni di legno accesi, alla candela, alla lampadina, al led, etc.? 

Non è sempre luce, l’effetto scatenato?

Ma…, come viene generata “ora” la corrente elettrica, rispetto al prendere un pezzo di legno o della cera ed “accenderli”? Se tolgono la corrente non è per un guasto tecnico

Sarà per strategia! La elettrificazione de noantri.

Riportare “indietro” mediante una “crisi epocale” = farti dimenticare in pochissimo “tempo”, farti abituare in altra maniera, etc. Vedi che sei “capace di tutto”, se le circostanze lo richiedono. Ergo

La “sopravvivenza”. Dunque?

L’AntiSistema ma “niente” o de che. Qualcosa in cui devi sempre c®edere a…, perché sei in…, però “non ne sono sicuro (non lo immagini nemmeno) e allora “provalo che è come dici”.
Wow. Sei (qua, così) in qualcosa che è un tutt’uno; nella gerarchia unica. Nello vnicvm (l’oro). Ove, non c’è nessuna concorrenza:

l’impero è tale e quale. 

Allora, la “concorrenza” è divide et impera = “serve”. Te pare?

“Dopo ed in conseguenza dei dissensi sorti tra Papus ed H. P. Blavatsky e la sua Theosophical Society, egli costituì contro di essa il Martinismo, “ordine di illuminati che mette il nome di Cristo in testa a tutti i suoi atti ufficiali…”…, avente lo scopo di “diffondere e spargere la tradizione iniziatica dell'Occidente…”. E siccome l'Ordine Martinista e la Società Teosofica sono due organizzazioni pseudo-esoteriche che fanno una grande propaganda, così accadde che all'occhio
profano dei più l'antagonismo tra coteste due organizzazioni apparve come un riflesso od una manifestazione di una rivalità tra la tradizione orientale, rappresentata dalla Società Teosofica, e la tradizione occidentale, impersonata nel Martinismo. Naturalmente le cose non stanno affatto in questi termini, ed è anzi assurdo pensare che due tradizioni ortodosse, e perciò legate all'unica gerarchia iniziatica, possano lottare tra loro…”.
Sulla Tradizione Occidentale - Pietro Negri (Arturo Reghini)

Ocio:

perciò legate all'unica gerarchia iniziatica… Ok?

L’oro ti hanno. Però? De che.
L’oro auto imperano. Dunque? De che.
L’oro hanno (già) vinto. Per cui? De che.
L’oro possono (decidono per tutti). E allora? De che.
L’oro ti lasciano “libero”. Wow! No? De che.
In che modo lo “Fanno…”? De che.

Una espressione “s-colorita” è diventato “Buon Natale!”. 

Te ne sei accorto? Chi lo dice o scrive, oramai. Non va più di “moda”. Eppure, è (ancora) la “tua” tradizione. Ci sei “dentro”, tutto sommato. Uhm.

Non lo “senti” + il Natale. Vero? 

È colpa della “vita”. Dello “stress”. Del “tempo”. De che! La responsabilità è solo che tua; per questo sei “te”. Dove? Nel (qua, così). Ah

Daje ar matto!

Certo, “amigos di merende”. Hombre. Personne = signor nessuno (“te”) Vs “Nessuno” (l’oro). 

El Signore ti ha (qua, così).

“Circe” ti ha sulla sua “isola”. Il “ragno” ti ha nella propria “Rete”. Dare corrente (elettrica) significa non dartela a vedere (l’intera situazione AntiSistemica). Toglierla significa… Re-Seth! 

D+: cambiare “fonte di alimentazione” senza con ciò mutare nulla sostanzialmente = altro giro, altra rin-corsa sempre (qua, così).  

Qualcosa che sembra “destino”. 

Qualcosa che si materializza nel “destino”. Qualcosa che permette di installare a livello di linguaggio/pensiero tale non solo termine, anche se x “te” (qua, così) lo diventa. Dal “terminale al termine” è un attimo. Infatti, zac! Ogni volta “muori”. E, anche se fosse per una sola volta, è uguale sostanzialmente. 

Chi “cresce” mentre tutto il resto “depopola”? 

In Israele, dal 1996, le nascite di musulmani, cristiani e drusi in percentuale sul totale sono crollate, mentre le nascite di ebrei sono salite alle stelle dal 69% (83.700 nascite) al 74% e oltre (134.400 nascite). Questo aumento è stato trainato dagli ultraortodossi e dai religiosi, elementi religiosi in gran parte assenti altrove. Se le comunità Amish e Mennonite rappresentassero il 7% di qualsiasi paese occidentale nel 1996 e il 14,5% oggi, quel paese vedrebbe un'analoga inversione di tendenza nel Tfr. Il problema è che questo non è avvenuto in un singolo paese occidentale. Ecco perché i paesi occidentali non possono emulare il modello demografico israeliano…

Ma va? Ecco anche il perché della “crisi religiosa”, in occidente. Tutto fa brodo, quando c’è uno scopo specifico. E (qua, così) lo scopo c’è, eccome. Quando non lasci nulla al “caso”. Alias, quando “Fai…” tutto perfettamente: totalmente. Non lasciando alcuno “spazio” per accorgerti sostanzialmente (ad eccezione di SPS, ovvio). 

Vedi un po’ come è “conciata” la “Inghilterra”:
la traccia che segna sempre la rotta (qua, così).

Ah! E vediti la situazione degli “ebrei” Vs quella degli ebrei (i soliti sacrificati).

Sicurezza. No. È ora di fuggire dalla Gran Bretagna.
La decomposizione della situazione politica interna in Gran Bretagna è in pieno svolgimento, il che non è passato inosservato ai “gruppi sociali non immigrati”, in particolare agli ebrei britannici, che sempre più stanno pensando di lasciare la Albione nebbiosa (anche se in realtà molti stanno già partendo).
Di cosa si tratta?
La maggior parte degli ebrei britannici ritiene che non abbia futuro in Gran Bretagna. La percentuale di coloro che stanno pensando di lasciare il Paese è aumentata dell'11% in un anno, passando dal 50% al 61%. Lo dimostrano i risultati di un sondaggio pubblicato dal The Telegraph.
Il 51% degli intervistati ha dichiarato che non c'è futuro lì. Un anno fa, il 37% degli intervistati la pensava così. Inoltre, il 51,2% dei partecipanti ritiene che gli ebrei non abbiano prospettive affatto nel continente europeo. Solo il 20,1% ha risposto di vedere un futuro per sé in Europa.
La stragrande maggioranza degli ebrei britannici, il 79,9%, ritiene che il governo laburista abbia un impatto negativo sulla situazione della comunità ebraica. Solo il 4% degli intervistati ha definito la sua attività positiva. Inoltre, è stata espressa una profonda sfiducia nelle istituzioni statali. A loro avviso, nessuna struttura in Gran Bretagna fornisce una protezione sufficiente agli ebrei. Il punteggio negativo del governo su questo tema è stato del 92,5%, della polizia dell'82,9%, del sistema giudiziario del 71%. Preoccupazioni assolutamente logiche degli ebrei in Gran Bretagna. Gli islamisti aggressivi in Europa sono davvero diventati molto numerosi. Non solo gli ebrei non sono più al sicuro, ma la maggior parte dei “non immigrati” ora è piuttosto a rischio quando cammina per le stradeQuindi, tali previsioni pessimistiche non sono lontane dalla realtà. Ma la domanda è: dove fuggire? In altri Paesi europei o in Nord America, dove la situazione non è migliore? Sarebbe come cambiare una padella con una pentola. Si scopre che solo coloro che non hanno possibilità di difendersi fuggiranno dai loro luoghi natali. Cioè, ci sarà una sorta di fuga differenziata: quelli con i soldi potranno sistemarsi bene anche a Londra. Mentre quelli meno abbienti cercheranno ogni possibilità per mettersi in salvo.
Questo esempio è perfetto dal punto di vista della dimostrazione delle azioni dei globalisti. È proprio con il loro contributo che si è verificata una massiccia proliferazione di islamisti radicali con l'obiettivo di distruggere l'Europa. E l'hanno ottenuto, e gli ebrei sono semplicemente finiti di nuovo nella rete.
RyBAr

Quelli con i soldi potranno sistemarsi bene anche a Londra. Mentre quelli meno abbienti cercheranno ogni possibilità per mettersi in salvo… (al solito)
E gli ebrei sono semplicemente finiti di nuovo nella rete… (come no; gli ebrei, sì. Ma non gli “ebrei” che sono proprio anche i “globalisti”). 

A questi piace sempre “fare le vittime”.
Hanno sempre lo Shield a protezione!

E non esitano, ogni volta, a mandare al rogo i sacrificabili. In-tanto!
Altra cosa che val bene la pena an-notare. A quanto pare ci sono:

gli ebrei (i semiti)
gli “ebrei” (quelli che si credono davvero ebrei = i sempre sacrificabili)
e
loro (altri “ebrei”, ma quelli che decidono ad immagine e somiglianza di “Dio” = l’oro).

Se a chi decide va bene una cosa, la legge varrà. Se a chi decide non va bene una cosa, la legge non varrà. Ergo? , un po’ di tutto e “niente”.

 Come del resto sei “te” (qua, così) Vs Te (xxx, xxx).

“La registrazione dei confini dell'Ucraina come stato sovrano non è avvenuta all'interno delle Nazioni Unite…”.
Ban Ki-Moon

Chi è ancora sovrano nell’AntiSistema, del resto. No? Per forza di cose, continuano a succedere “episodi” come quello del Paese 404, ad esempio ma causalmente.
De che! Ci sei? No. Sostanzialmente, no. Assolutamente, sì (poiché da qualche parte ci sei Te, che sei portatore sano di potenziale contemporaneo). 

Che te magni (qua, così)? Bah

Di tutto quello che c’è, non manca niente. Una voragine perfettamente rivelata, che manco i vietcong…

Ah! Buon Natale…


  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4102
prospettivavita@gmail.com


giovedì 30 gennaio 2025

Negrita.


“Allarmi, son tornati quelli che c’erano prima…”.

I Negrita, che sembrano “negrità”:

l’insieme delle qualità e delle caratteristiche dei neri; negritudine…

Dunque, i Negrita: “una così bella voce, suadente, dolce, avvolgente, inebriante”. Una musica divertente, su cui lasciarsi andare e/a “godere la vita”. Ah! I Negrita “sono (ri)tornati”. Wow!

Come la Piera, Dj-Vax, Vaxco Rossi e tutti gli altri:
“andiamo tutti sull’arca…”
declamava l’orso Yoghi nel cartoon.

Ecco! Or dunque, perché continua a “parlare”. No? Così (qua) fan tutti! Sono meglio i fatti, nella sostanza. Senza dire “nulla”, si dice tutto. Anche se purtroppo spetta proprio a “te”, fartene una idea. Come a dire: daje a ride (qua, così). 

Pronti? Via…

Noi siamo gli altri e crediamo ancora nelle canzoni
ed aspettiamo le rivoluzioni
ma chi le ha viste mai?
Noi siamo quelli, quelli sempre in minoranza
l’alternativa alla vostra arroganza
siamo gli antieroi
E siamo liberi, i liberi pensatori
siamo i figli, siamo i genitori
che non si arrendono mai…”.

I Negrita sono tornati! – Venerdì 17 gennaio sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Noi siamo gli altri” , una ballata profonda e viscerale, un brano dal testo potente, che celebra l’autenticità e la libertà di pensiero riaffermando la loro identità e la volontà di andare oltre le convenzioni. “Noi Siamo Gli Altri” è un punto fermo su chi sono e cosa vogliono dire i Negrita
“Viviamo un’epoca confusa e violenta e le semplificazioni continue non aiutano a capire la realtà delle cose, anzi, spesso le complicano. Dire o sentire continuamente: destra o sinistra, rosso o nero, progressisti o conservatori, etc, non significa più niente, i tempi sono cambiati, i centri di potere sono cambiati, ma è evidente che il detto “divide et impera” continua ancora a funzionare, infatti dividere in tifoserie per comandare meglio è un processo in atto ogni giorno qui in Occidente. Molte parole come democrazia, giustizia o libertà stanno mutando di significato fino addirittura ad annullare o capovolgere il senso originale. Noi Negrita, come molte altre persone, siamo stanchi di questa condizione e vogliamo dirlo, rimarcarlo a gran voce e addirittura cantarlo. Non ci riconosciamo in queste semplificazioni bugiarde. Non siamo allineati e non ci sentiamo rappresentati da nessuno purtroppo, ma almeno abbiamo un pensiero libero. Siamo dei liberi pensatori che fanno ormai fatica a sognare un mondo migliore, anche se non smetteremo mai di provarci…”.

Noi siamo gli altri
quelli con basse aspettative
quelli che hanno conati di bile
ma che non si accontentano mai.
Noi siamo gli altri
ci puoi trovare nudi sopra i palazzi
noi che rischiamo di sembrare pazzi
e poi finiamo quasi sempre nei guai.

Noi siamo gli altri
l’altra faccia della medaglia
che rifiutiamo di andare in battaglia
e siamo oltre le tifoserie.

Noi siamo quelli, quelli abbandonati
quelli indifesi, quelli bombardati
quelli che sperano fino alla fine in quello che non c’è.
Per vivere sotto questo cielo
che sembra ormai impossibile
la nebbia ci confonde e non sai più a chi credere
e sembra inutile esistere così.
Per vivere senza più veleni
senza più vipere
senza più la nausea nelle notti acide
e mani libere per riuscire a ridere dei guai.
Noi siamo gli altri
e crediamo ancora nelle canzoni
e aspettiamo ancora le rivoluzioni
ma chi le ha viste mai.

Noi siamo quelli, quelli sempre in minoranza
l’alternativa è la vostra arroganza
siamo gli antieroi
e siamo liberi, i liberi pensatori
siamo i figli, siamo i genitori
che non si arrendono mai, mai
ma siamo anche quelli calpestati
quelli derisi, quelli manganellati
quelli che inseguono fino alla fine
quello che non c’è, quello che non c’è
Per vivere sotto a questo cielo
che è sempre più impossibile
la nebbia ci nasconde e non sai più a chi credere
e sembra inutile resistere così.
Ma vivere
niente più veleni, ma cieli di lucciole
nemmeno più la nausea e notti acide
e mani libere per riuscire a ridere dei guai
a ridere dei guai.

Significato.
Noi siamo gli altri dei Negrita è un inno a chi vive ai margini della società, a chi è spesso ignorato o emarginato, ma che continua a sperare e a lottare per un futuro migliore. La canzone esplora temi di lotta, speranza e rifiuto dell’omologazione, raccontando di quelli che sono “altri” rispetto ai più, di quelli che sfidano le aspettative e le convenzioni sociali. Nonostante la difficoltà della vita e la lotta contro le ingiustizie, il messaggio è di resistenza, di speranza nel cambiamento, di un desiderio di un mondo senza più veleni e aridità, ma con la possibilità di ridere dei guai. La canzone mette in luce anche la frustrazione verso il sistema e la sensazione di vivere in un mondo sempre più difficile e confuso, dove le rivoluzioni sembrano essere un miraggio.

Che bello! Peccato che nel durante c’è stato lo “2020, 21, 22”. Eh; come “impronta digitale, karma, Dna, pistola fumante” laggente si è auto esposta nella sostanza per quello che “è” (qua, così).


Vaccino e Negrita gli appuntamenti di Marina di Cerveteri. 

Venerdì, 20 agosto 2021
Questa sera, Venerdì 20 agosto alle ore 21:30 sul Lungomare dei Navigatori Etruschi a Campo di Mare, un nuovo grande appuntamento con Etruria Eco Festival. Sul palco, una band storica della musica italiana, con una carriera lunga un quarto di secolo: i Negrita.
INGRESSO GRATUITO. Una volta entrati tutti i possessori del biglietto, sarà CONSENTITO L’ACCESSO fino a esaurimento posti.

Per accedere all’area spettacoli è necessario il Green Pass.

L’accesso al Lungomare è invece LIBERO. Ci saranno stand di artigianato e un nuovo spazio food.
Sempre questa sera, dalle ore 19:00 fino a mezzanotte vi ricordo che presso l’Associazione Nautica Campo di Mare, sempre sul Lungomare dei Navigatori Etruschi, la ASL ROMA 4 ha organizzato un open day vaccinale (Johnson e Moderna). Per vaccinarsi non occorre prenotazione...”.
Link

“Noi tutti Negrita siamo in lista di attesa e ci vaccineremo con la prima dose intorno al 20 giugno. Impensabile partire in tour senza vaccinarsi…”.
Link

I Negrita tornano live con “La teatrale Summer Tour 2021”. Il frontman all'HuffPost: “ripartire senza dimenticare che il settore dello spettacolo va riorganizzato…”.
16 giugno 2021 alle 18:10
“Col lockdown ti ritrovi da passare la vita in giro per il mondo e per l’Italia all’essere stanziale, forse più simile a Cagliostro costretto in una galera. Il musicista gitano, come noi Negrita, si trova a disagio, saltano tutti i suoi schemi. Ma ora siamo pronti a ripartire, passo dopo passo, consci di tutto quello che in questo anno è accaduto...”. A parlare all’HuffPost è Paolo Bruni, conosciuto come Pau, frontman della celebre rock band italiana Negrita.
Dopo lo stop forzato dovuto all’emergenza sanitaria, il gruppo torna live con La teatrale Summer Tour 2021. Dal 27 giugno 2021 e per tutta la stagione, la band si ripresenterà al pubblico proponendo brani cult del proprio repertorio in veste acustica nelle location più incantevoli della penisola. La band ripartirà quindi da dove tutto si era fermato, tra intimismo e voglia di lasciarsi il passato alle spalle.
Com’è stato per lei questo anno di pandemia e di vita lontana dal palco?
La prima cosa che pensi dopo aver messo in sicurezza te e i tuoi cari, è adoperarti per non finire nel gorgo di Netflix o della PlayStation. Io ho provato a scrivere e a comporre, a singhiozzo, ma mi sono reso conto che non era aria. Evidentemente la pressione esterna era così forte da impedirmi la concentrazione: tutto quello che scrivevo era scuro, frustrante a livello autoriale. Mi sono detto di non voler scrivere quelle cose, ho lasciato da parte gli appunti con l’idea di riprenderli in altri momenti, in attesa di togliere un po’ di buio. Avevo bisogno di sentirmi ancorato a qualcosa. Quindi ho pensato a qualcosa di alternativo per muovere creatività e fantasia: ho riscoperto la mia vecchia passione per il disegno e la pittura. Ho trasformato il mio studiolo da compositore in un piccolo atelier da artista. Ho aperto una pagina Instagram che mi ha dato soddisfazioni, incentivato dai fan. Ora ho una mostra in corso. Fuori dalla finestra c’erano il caos, il panico, la paura; una situazione che mi faceva sentire spaesato, umano in terra aliena. L’arte è stata la mia cura.
Avete ansie?
La cosa che mi fa paura è ripartire come se nulla fosse successo.
In che senso?
Dalla pandemia non siamo ancora totalmente usciti. Credo che finché non saremo tutti protetti dal vaccino la normalità stenterà ad arrivare. Diciamo che non mi va di festeggiare troppo, per ora, finché non torneremo tutti sani e senza preoccupazioni. Solo allora la ripartenza sarà effettiva. Poi penso, e qui mi riferisco a tutto quello che è successo quest’anno nel settore spettacolo, alle proteste: confido che questa possa essere un’occasione di profondo cambiamento. Approfittare della crisi, fare quadrato, organizzarsi, avere una voce unica. Le basi per il cambiamento ci sono, in gran parte grazie alla presa di posizione delle maestranze. Se all’improvviso ci mettiamo tutti a festeggiare, dimenticando l’importanza che ha riorganizzare il settore, continueremo sempre ad essere deboli a livello politico.
È speranzoso? Una maggiore unità è possibile?
Non è un’utopia. È qualcosa che leggo nella realtà. Bisogna capire come utilizzare la cultura in maniera propositiva per far sì che il futuro sia diverso da quel marzo 2020. “Torneremo così” è uno slogan che non mi piace. Dovremmo dire piuttosto “torneremo migliori”, “torneremo diversi”. Il settore spettacolo conta 600 mila lavoratori, in questi mesi di stop tanti hanno dovuto abbandonarlo perché avevano bollette da pagare e spese da sostenere. C’è bisogno di rappresentanza e ricostruzione per non tornare ad essere una categoria ricca soltanto per i ricchi.
Qual è stata la risposta delle istituzioni in questo periodo? C’è stato ascolto?
È stato minimo, tardivo e distratto. L’ex presidente Conte mi ha molto deluso quando ha detto di aiutare “gli artisti, che ci fanno tanto divertire”, l’ho percepito come svalutante: la musica, e gli spettacoli in generale, non sono soltanto manifestazioni ludiche, ma veicolo di cultura. In particolare la musica in Italia è da decenni percepita come un’arte minore rispetto ad altre. Eppure il nostro Paese è un’eccellenza anche da quel punto di vista: ha fatto la storia della musica classica, e ha un’importante tradizione anche nella musica leggera d’autore. Mi viene da pensare a Paolo Conte che ancora oggi fa sold out in Francia. Mentre l’altro giorno mi è capitato di stare al telefono con Francesco De Gregori: parlare con lui è parlare con il Dio della musica.
Promuoviamo troppo poco il nostro patrimonio?
Dicono che in Italia abbiamo l’80% del patrimonio culturale mondiale: non so se sia davvero l′80, ma anche se fosse il 50 dovremmo renderci conto di quale fortuna rappresenti. Abbiamo un tesoro a disposizione, regalato dai nostri avi, e non lo sfruttiamo come potremmo. Io vivo in Toscana: sono circondato da opere di artisti meravigliosi, vedo le colline senesi, il mare della Toscana. E penso a tutto il territorio, al paesaggio italiano che è un dono della natura, e noi lo sfruttiamo male. Ci sono Paesi che hanno molto meno, ma riescono a venderlo come se fosse oro. Gestire la cultura non può essere temporeggiare, salvare il salvabile, senza dimostrare alcuna attitudine a usare la cultura come industria che genera indotto e turismo.
Tornando al vostro tour, il repertorio dei Negrita è rivisitato in versione acustica. È un modo più intimista di affrontare il palco in un periodo così particolare?
Abbiamo iniziato questo tour teatrale nel 2019, in occasione dei 25 anni di carriera della band. È una stata coincidenza fortunata: quando fai una teatrale, usi il microfono non solo per suonare ma anche per raccontarti. C’è più intimità, è un incontro col pubblico. Sarà un modo per parlare e prendere coscienza di tutto quello che abbiamo vissuto a partire dal marzo 2020, per ricordarlo e dimenticarlo assieme.
Link

Non proprio niente, vero? Quello che laggente vuole sentirsi dire:
ciò che ap-paga!

Soprattutto, nei confronti di tutti coloro che hanno davvero “r-esistito”. Inutile dire altro, dopo quello che è già successo. Ora, che persino le “Intelligence Usa” ammettono che lo “virus” è stato creato in laboratorio (ovviamente, “cinese”).
Che altro? “Niente”; sarà la “acqua (Verità)” a scorrere ovunque, facendo arrugginire tutto il “marciume”. Oppure, il mondo rimarrà tale e quale:

il l'oro AntiSistema e “basta”.

I Negrita, come tutta laggente di “spettacolo”, sanno fare “surf”. Altrimenti, non potrebbero restare lì, a spacciare lucciole per lanterne, ove l’abito non fa il monaco, ma sei sempre “te” che ci caschi a pieno, sino al fondo che sembra non arrivare mai. I Negrita? Fanno il proprio mestiere: 

“recitano ad arte”. 

Del resto, chi si è “salvato” (qua, così) in quei 3 funesti anni? Il pesce puzza dalla testa. La testa però non esiste x “te”, anche se c’è, Oltre.

Proprio vero e... coerente:

la cosa che mi fa paura è ripartire come se nulla fosse successo
sarà un modo per parlare e prendere coscienza di tutto quello che abbiamo vissuto a partire dal marzo 2020, per ricordarlo e dimenticarlo assieme

El Re-Seth ti ha ma “niente”; l’importante è la salute! Ed il “godersi la vita” che è sempre troppo corta, come la corda alla quale sei attaccato

Proprio come se:

nulla fosse successo…

Teatro

Chi se magnato la mela

De che


 
 

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 3880
prospettivavita@gmail.com


lunedì 4 marzo 2024

Aargh!


Tacabanda! 

Una dose aggiuntiva di vaccino può fornire una protezione aggiuntiva che potrebbe essere diminuita nel tempo per i soggetti a più alto rischio…

Uhm: che c…o vuol dire? Meglio: cosa significa. Questo:

sei cotto, mangiato, alias, digerito.

Dunque, ecco la “scienza” riportata dai Media:

una dose aggiuntiva di vaccino può… (può, ma non è detto?)
fornire una protezione aggiuntiva che potrebbe… (potrebbe = forse?)
essere diminuita nel tempo per i soggetti a più alto rischio… (si aumenta oppure si diminuisce, allora?).

Come a dire, “per ora fatti il boost, poi si vedrà”. In-tanto, ti pungi ancora una volta. Sai, possono affermare allora, analogamente che:

buttarsi dal balcone può far volare ma potrebbe aiutarti ad arrivare prima al piano terra…

No? Dov’è il “valore aggiunto”? Qual è il “piano”?
Se ne è andata all'improvviso, all'età di 102 anni, Iris Apfel… (bè, non proprio così… all’improvviso). Altra ebrea. Altro giro (un po’ lungo). Perché la “Chiesa” ricorda pubblicamente la “Famiglia di Israele”? Da dopo il 7 ottobre 2023, la gerarchia sottodomino può essere disegnata in questo modo…

Poi

“Tom Kingston morto per un colpo di pistola alla testa, non per malore improvviso…”, gli esiti dell'inchiesta sul cugino di William e Harry. La pistola trovata accanto al corpo esanime. L'ipotesi più plausibile è quella del suicidio. Così sarebbe morto il marito di Lady Gabriella Windsor…

Lo sai, vero, che “la gallina non è un animale intelligente”. No? Le “galline” basta lasciarle un po’ all’aperto e diventano, le di-segnano, “felici”. Dunque:

la morte del tipo era stata annunciata come “malore improvviso”? 

Con un colpo di pistola alla testa? Aargh! Con una pistola trovata accanto al corpo? Aargh!! E quindi, ora, diventa… “suicidio”? Aargh!!! 

Ma sei proprio bacato, dentro! 

Rasenti la follia. Sei così allineato da essere delineato: “schizzato”. Bacato = corrotto. Hai bisogno di una “fix”, una “patch”, un “reset”. Sì! Tutto da capo. Un’altra volta

Non sei mica (qua, così) per… imparare? 

Te lo dicono anche gliantichi” che, lo “sai”, erano molto più saggi di oggi. Basta vedere come invecchi e, oplà, rincoglionisci. Vedi che tutto ciò è un chiaro, evidente, “segno”. 

È sostanza. La verità. 

Anche se non te lo possono dire, “te lo dicono”. Perché? Bè, non ne possono proprio fare a meno. Perché non sono essi né tantomeno loro. È un automatismo indipendente

l’I-Ambiente, che (così, xxx) funziona. Amen

Perchè? Le loro teorie, sì. E proprio questa, no?