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martedì 23 dicembre 2025

De che.


“Che te magni…”, al solito (qua, così)?

Gli ebrei si nutrono diversamente. Anche gli arabi. Mentre a “te”, nel “ricco occidente”, “può contenere soia, etc. etc. etc.”. Uhm

Perché? 

Perché, per alcuni è così portante che l’alimentazione sia libera da… Perché, per altri addirittura l’intero processo industriale (olio per le macchine compreso) deve essere “di un certo tipo (diverso)”. Perché, altresì, per altri ancora lo stesso processo è così dozzinale. No

Non è solo per “allergia”. Di certo, no. C’è ben altro. Dunque:

gli ebrei hanno un circuito del tutto staccato da quello degli altri
gli arabi ugualmente, anche se “di meno” rispetto ai primi
gli occidentali si magnano anche l’im-possibile
i cinesi sono i soliti “oggetti misteriosi”, che sono passati comunque dalla tradizione al “consumismo”.

Il cibo è qualcosa che più volte al giorno (o persino di notte) ingurgiti. Ergo, non è proprio “pizza e fichi”. È un processo simile ad un rituale = è una perfetta “entrata” in stile Modello Utility o Cavallo di Trojan. Ok? L’entrata fisica in “te”/Te. O, almeno, una delle entrate di/in tale complesso, “ora”… comandato da remoto


Pensa che... gli ebrei non sono gli “ebrei”, ergo, costoro come si nutrono? 

Se per Rudolf Steiner c’è il discorso “attorno alle patate”, per gli arabi quello relativo al “maiale”, per gli ebrei vige un assoluto distacco dalla catena di fabbricazione, manutenzione e grande distribuzione dedicata al mondo occidentale. Quindi, per gli “ebrei” l’alimentazione sarà di certo ancora più “dedicata”. Qualcosa che non puoi nemmeno immaginare, perché “dimmi cosa mangi e ti dirò cosa sei”. Trovi

Se permetti l’introduzione di certi “liquami e solidi” in ciò che dovrebbe essere Casa Tua, di conseguenza ogni processo di “analisi” ed auto orientamento sostanziale sarà come minimo “di parte” o rimaneggiato, ma ad hoc

Pilotato!

Sì: è il solito - x “te” (qua, così) - de che. 

In-tanto, le cose vanno (così, qua). E lo sai, persino. Ma… che cosa ci vuoi fare: sei proprio nel classico “incubo”, quando per spostare un passo davanti all’altro “ti ci vuole la gru” = non ce la fai, anche se lo “vuoi” dato che sei in pericolo ma “niente”. 

Durante la, diciamo così, “veglia”… è uguale, essenzialmente. 

Vorresti ma non puoi (non devi)! No: “te” sei diverso. Vero? A “te” non tocca tale trattamento seriale. A “te” non la fanno. Anzi! Sei “te” il figo(ne) di turno. La “tua” vita è un trionfo di trionfi. Hai “tutto” quello che… Cosa

Che cos’hai, di grazia?


Ti devono preparare ad arte x “tempo”, prima di… = è già successo.
Devi abituarti a…, in… Dove

In quale “f-orma”. Bè!


Paperone è fuori moda per come gestisce la sua liquidità. Te ne sei accorto? Il possesso. In quel “deposito” c’è un capitale pazzesco “immobilizzato” e con la “inflazione” che spinge, boom! I fantastiliardi si deprezzano. Sì, al pubblico. Ma se gli averi sono in oro? E il prezzo va sempre su? I classici lingotti non sono forse sempre inossidabili. 

Sì, il Bitcoin è il nuovo “oro”: quello digitale. 

Quello che, per inciso, se “tolgono la corrente”, sparisce nel “nulla”. Da dove è stato inventato. Nella mente di qualcuno! Perché dovrebbero togliere la corrente? La bolletta la paghi regolarmente. No

Bravo! 

Se la tolgono non è solo a “te”, bensì… come si è passati dal “passato” allo “oggi”? Dalle “caverne” a casa “tua”. Eh? Dai tizzoni di legno accesi, alla candela, alla lampadina, al led, etc.? 

Non è sempre luce, l’effetto scatenato?

Ma…, come viene generata “ora” la corrente elettrica, rispetto al prendere un pezzo di legno o della cera ed “accenderli”? Se tolgono la corrente non è per un guasto tecnico

Sarà per strategia! La elettrificazione de noantri.

Riportare “indietro” mediante una “crisi epocale” = farti dimenticare in pochissimo “tempo”, farti abituare in altra maniera, etc. Vedi che sei “capace di tutto”, se le circostanze lo richiedono. Ergo

La “sopravvivenza”. Dunque?

L’AntiSistema ma “niente” o de che. Qualcosa in cui devi sempre c®edere a…, perché sei in…, però “non ne sono sicuro (non lo immagini nemmeno) e allora “provalo che è come dici”.
Wow. Sei (qua, così) in qualcosa che è un tutt’uno; nella gerarchia unica. Nello vnicvm (l’oro). Ove, non c’è nessuna concorrenza:

l’impero è tale e quale. 

Allora, la “concorrenza” è divide et impera = “serve”. Te pare?

“Dopo ed in conseguenza dei dissensi sorti tra Papus ed H. P. Blavatsky e la sua Theosophical Society, egli costituì contro di essa il Martinismo, “ordine di illuminati che mette il nome di Cristo in testa a tutti i suoi atti ufficiali…”…, avente lo scopo di “diffondere e spargere la tradizione iniziatica dell'Occidente…”. E siccome l'Ordine Martinista e la Società Teosofica sono due organizzazioni pseudo-esoteriche che fanno una grande propaganda, così accadde che all'occhio
profano dei più l'antagonismo tra coteste due organizzazioni apparve come un riflesso od una manifestazione di una rivalità tra la tradizione orientale, rappresentata dalla Società Teosofica, e la tradizione occidentale, impersonata nel Martinismo. Naturalmente le cose non stanno affatto in questi termini, ed è anzi assurdo pensare che due tradizioni ortodosse, e perciò legate all'unica gerarchia iniziatica, possano lottare tra loro…”.
Sulla Tradizione Occidentale - Pietro Negri (Arturo Reghini)

Ocio:

perciò legate all'unica gerarchia iniziatica… Ok?

L’oro ti hanno. Però? De che.
L’oro auto imperano. Dunque? De che.
L’oro hanno (già) vinto. Per cui? De che.
L’oro possono (decidono per tutti). E allora? De che.
L’oro ti lasciano “libero”. Wow! No? De che.
In che modo lo “Fanno…”? De che.

Una espressione “s-colorita” è diventato “Buon Natale!”. 

Te ne sei accorto? Chi lo dice o scrive, oramai. Non va più di “moda”. Eppure, è (ancora) la “tua” tradizione. Ci sei “dentro”, tutto sommato. Uhm.

Non lo “senti” + il Natale. Vero? 

È colpa della “vita”. Dello “stress”. Del “tempo”. De che! La responsabilità è solo che tua; per questo sei “te”. Dove? Nel (qua, così). Ah

Daje ar matto!

Certo, “amigos di merende”. Hombre. Personne = signor nessuno (“te”) Vs “Nessuno” (l’oro). 

El Signore ti ha (qua, così).

“Circe” ti ha sulla sua “isola”. Il “ragno” ti ha nella propria “Rete”. Dare corrente (elettrica) significa non dartela a vedere (l’intera situazione AntiSistemica). Toglierla significa… Re-Seth! 

D+: cambiare “fonte di alimentazione” senza con ciò mutare nulla sostanzialmente = altro giro, altra rin-corsa sempre (qua, così).  

Qualcosa che sembra “destino”. 

Qualcosa che si materializza nel “destino”. Qualcosa che permette di installare a livello di linguaggio/pensiero tale non solo termine, anche se x “te” (qua, così) lo diventa. Dal “terminale al termine” è un attimo. Infatti, zac! Ogni volta “muori”. E, anche se fosse per una sola volta, è uguale sostanzialmente. 

Chi “cresce” mentre tutto il resto “depopola”? 

In Israele, dal 1996, le nascite di musulmani, cristiani e drusi in percentuale sul totale sono crollate, mentre le nascite di ebrei sono salite alle stelle dal 69% (83.700 nascite) al 74% e oltre (134.400 nascite). Questo aumento è stato trainato dagli ultraortodossi e dai religiosi, elementi religiosi in gran parte assenti altrove. Se le comunità Amish e Mennonite rappresentassero il 7% di qualsiasi paese occidentale nel 1996 e il 14,5% oggi, quel paese vedrebbe un'analoga inversione di tendenza nel Tfr. Il problema è che questo non è avvenuto in un singolo paese occidentale. Ecco perché i paesi occidentali non possono emulare il modello demografico israeliano…

Ma va? Ecco anche il perché della “crisi religiosa”, in occidente. Tutto fa brodo, quando c’è uno scopo specifico. E (qua, così) lo scopo c’è, eccome. Quando non lasci nulla al “caso”. Alias, quando “Fai…” tutto perfettamente: totalmente. Non lasciando alcuno “spazio” per accorgerti sostanzialmente (ad eccezione di SPS, ovvio). 

Vedi un po’ come è “conciata” la “Inghilterra”:
la traccia che segna sempre la rotta (qua, così).

Ah! E vediti la situazione degli “ebrei” Vs quella degli ebrei (i soliti sacrificati).

Sicurezza. No. È ora di fuggire dalla Gran Bretagna.
La decomposizione della situazione politica interna in Gran Bretagna è in pieno svolgimento, il che non è passato inosservato ai “gruppi sociali non immigrati”, in particolare agli ebrei britannici, che sempre più stanno pensando di lasciare la Albione nebbiosa (anche se in realtà molti stanno già partendo).
Di cosa si tratta?
La maggior parte degli ebrei britannici ritiene che non abbia futuro in Gran Bretagna. La percentuale di coloro che stanno pensando di lasciare il Paese è aumentata dell'11% in un anno, passando dal 50% al 61%. Lo dimostrano i risultati di un sondaggio pubblicato dal The Telegraph.
Il 51% degli intervistati ha dichiarato che non c'è futuro lì. Un anno fa, il 37% degli intervistati la pensava così. Inoltre, il 51,2% dei partecipanti ritiene che gli ebrei non abbiano prospettive affatto nel continente europeo. Solo il 20,1% ha risposto di vedere un futuro per sé in Europa.
La stragrande maggioranza degli ebrei britannici, il 79,9%, ritiene che il governo laburista abbia un impatto negativo sulla situazione della comunità ebraica. Solo il 4% degli intervistati ha definito la sua attività positiva. Inoltre, è stata espressa una profonda sfiducia nelle istituzioni statali. A loro avviso, nessuna struttura in Gran Bretagna fornisce una protezione sufficiente agli ebrei. Il punteggio negativo del governo su questo tema è stato del 92,5%, della polizia dell'82,9%, del sistema giudiziario del 71%. Preoccupazioni assolutamente logiche degli ebrei in Gran Bretagna. Gli islamisti aggressivi in Europa sono davvero diventati molto numerosi. Non solo gli ebrei non sono più al sicuro, ma la maggior parte dei “non immigrati” ora è piuttosto a rischio quando cammina per le stradeQuindi, tali previsioni pessimistiche non sono lontane dalla realtà. Ma la domanda è: dove fuggire? In altri Paesi europei o in Nord America, dove la situazione non è migliore? Sarebbe come cambiare una padella con una pentola. Si scopre che solo coloro che non hanno possibilità di difendersi fuggiranno dai loro luoghi natali. Cioè, ci sarà una sorta di fuga differenziata: quelli con i soldi potranno sistemarsi bene anche a Londra. Mentre quelli meno abbienti cercheranno ogni possibilità per mettersi in salvo.
Questo esempio è perfetto dal punto di vista della dimostrazione delle azioni dei globalisti. È proprio con il loro contributo che si è verificata una massiccia proliferazione di islamisti radicali con l'obiettivo di distruggere l'Europa. E l'hanno ottenuto, e gli ebrei sono semplicemente finiti di nuovo nella rete.
RyBAr

Quelli con i soldi potranno sistemarsi bene anche a Londra. Mentre quelli meno abbienti cercheranno ogni possibilità per mettersi in salvo… (al solito)
E gli ebrei sono semplicemente finiti di nuovo nella rete… (come no; gli ebrei, sì. Ma non gli “ebrei” che sono proprio anche i “globalisti”). 

A questi piace sempre “fare le vittime”.
Hanno sempre lo Shield a protezione!

E non esitano, ogni volta, a mandare al rogo i sacrificabili. In-tanto!
Altra cosa che val bene la pena an-notare. A quanto pare ci sono:

gli ebrei (i semiti)
gli “ebrei” (quelli che si credono davvero ebrei = i sempre sacrificabili)
e
loro (altri “ebrei”, ma quelli che decidono ad immagine e somiglianza di “Dio” = l’oro).

Se a chi decide va bene una cosa, la legge varrà. Se a chi decide non va bene una cosa, la legge non varrà. Ergo? , un po’ di tutto e “niente”.

 Come del resto sei “te” (qua, così) Vs Te (xxx, xxx).

“La registrazione dei confini dell'Ucraina come stato sovrano non è avvenuta all'interno delle Nazioni Unite…”.
Ban Ki-Moon

Chi è ancora sovrano nell’AntiSistema, del resto. No? Per forza di cose, continuano a succedere “episodi” come quello del Paese 404, ad esempio ma causalmente.
De che! Ci sei? No. Sostanzialmente, no. Assolutamente, sì (poiché da qualche parte ci sei Te, che sei portatore sano di potenziale contemporaneo). 

Che te magni (qua, così)? Bah

Di tutto quello che c’è, non manca niente. Una voragine perfettamente rivelata, che manco i vietcong…

Ah! Buon Natale…


  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 4102
prospettivavita@gmail.com


venerdì 11 luglio 2025

A teatro.


Utente. Visitatore

Fatti sto trip!

Lo Zyprexa è per la Lilly un grande business, con un fatturato di 4,2 miliardi di dollari nel 2008… Talune ricerche scientifiche hanno concluso che l'utilizzo di neurolettici potrebbe provocare una ridotta ma significativa perdita di materia grigia… Nella sua sentenza definitiva, il giudice Weinstein ha impedito l'ulteriore diffusione dei documenti

Atro = dal latino ater, che significa “nero”, “oscuro”, “lugubre” o “funesto”…

A(l)tro = ?

Un “mot(t)o” che riporta al “quanto è profonda la tana di Bianconiglio”. Uhm.
Dunque, sei “te” (qua, così). Dove = nell’atro, n’antra volta (sempre la stessa). Ove, l’ar-atro ha generato il relativo solco: il “tuo” scegliere fra… (senza mai decidere alcunché). 

Ara = altare…; struttura… destinata ad accogliere l'offerta alla divinità e il fuoco sacro… Pappagallo che, lo sai, “ripete tutto quello che (si) sente dire, con continuità…”. 

Porzione di terreno, misurato secondo intenzione altrui. 

Fuoco sacro = nella “caverna”, ciò che proietta le ombre dei s-oggetti destinati a “dima”, per coloro che li venereranno immersi come sono dalla/nella… paura delle “ombre”, in quanto… hombre

“AI” Panoramica:
in sintesi, il teatro, sia come luogo che come esperienza, è intrinsecamente legato all'idea di “vedere” e “osservare”, riflettendo l'essenza stessa della rappresentazione teatrale
Dal greco… théatron, che significa “luogo per vedere” o “spettacolo”. Questo termine, a sua volta, deriva dal verbo theaomai, che significa “osservare” o “guardare”... 

Le colline hanno gli occhi... (e il nemico ti ascolta).

Sei prigioniero dei greci, che fungono da ennesima interfaccia.

Temo i greci anche quando portano doni......
Laocoonte

Temi, anche, quando ti compri sul libero mercato un... cercapersone. Occhio!

Thé (a)Tron... (com'è Tron, nel film?: buio, senza luce naturale).

Atro(n) = dal latino ater, che significa “nero”, “oscuro”, “lugubre” o “funesto”…

Estensione/espansione del 13° piano





E, come si entra in... Tron?
O ti ci manifesti (“nasci; vieni generato ma non creato...) dentro. 
Motivo per cui:
sei abituato ad auto considerarlo tutto quello che esiste (nella “tua” teatro-testa). 
Oppure... ci entri mediante una “sala gioghi”, rivelata.
Ma, da utente-visitatore!

“Sole” ustorio

Dunque, il “teatro” è proprio il famoso “spettacolo che deve continuare”. Qualcosa che ricorda, anche e molto più sottilmente, “gli affari sono affari”. Un po’ come a dire:

“Io so’ io e voi non siete un cazzo...”.
Il marchese del Grillo

Del, non solo dettaglio, che introduce, tuttavia, al “tallone di Achille”:

“se tu me freghi qui, me freghi su tutto…”.

Ossia, la “leva di Archimede”. Il potenziale contemporaneo di cui godi, sempre, nonostante “tutto”. Però, attenzione: se godi sempre di uno stato potenziale, rischi di limitarti sempre a/in tale “attesa di…”. Ok? Lo stand-by che ti fa rimanere “in folle”, come il motore fermo che comunque sia è in funzione: 

consuma, alimentando “sul posto”. Come, gruppo elettrogeno.

“Essere fermi e non fare niente, sono due cose molto diverse...”.
The Karate Kid


Hai mai visto una cinghia di distribuzione (che... sincronizza il movimento) tra albero motore e a camme? Quando il motore è “fermo”, nel senso che è in funzione ma senza alcuna marcia innestata, produce qualcosa, consumando qualcosa:

consumando “carburante” (e financo parti di sé, in tale ferma “abitudine/tempo”)
alimenta “qualcosa” (l’atto di essere “acceso”) 

permettendo il movimento ad elementi che, a loro volta, trasmettono “input” o addirittura “output”.

Quindi, il moto-Re:

o è spento (nello stato di potenziale)
oppure
è “fermo” (in funzione). 

O, è in movimento attraverso la macchina (uno stato che non interessa, per ora).

Il tutto, rimanendo sempre “sul posto”. L’unico aspetto che permette all’osservatore di rendersi conto dello stato in cui versa il motore è:

se, fa rumore

Tuttavia, oramai i motori possono essere accesi in maniera molto silenziosa. Qualcosa che manco te ne rendi conto, soprattutto, se “non ci fai caso”. Allora, è la temperatura del motore (auscultabile mettendo una mano sul cosiddetto cofano) ad indicarti se è “vivo o morto”. Ma, anche in tal ambito, puoi facilmente cadere nel dubbio, poiché… “è la luce del giorno che ha scaldato la lamiera, oppure è il motore che è in funzione”. Già. Puoi vedere se emette gas di scarico

E se l’auto è elettrica? 

Senti le vibrazioni sul corpo macchina? Forse. Ne senti un pallido tremore. Potrebbero essere le altre macchine che passano per strada. Può essere un aereo che sorvola la zona, a bassa quota, dovendo atterrare (o, forse, è appena partito). Se tale motore è per strada. 

Se è in garage? 

, è in una proprietà privata (dato che non è tuo). E se è in un parcheggio pubblico? Al coperto. Bah. Suvvia, in un modo o nell’altro lo puoi sgamare se “è vivo o morto”. Un momento: anche se fosse spento, il motore, non significa che non si possa accendere da un momento all’altro, godendo di tale potenziale. Una Tesla, ad esempio, può essere azionata da remoto, manco fosse un macina caffè domotico. O demonico? Ecco

La “moderna” tecnologia (ti) ha avvicinato al concetto di “magia” = il funzionamento intimo delle “cose”. Quando qualcosa funziona, funziona!

Chiederti in che modo, risulta quantomeno “blasfemo”. 

Oppure, indica l’essere “consumat(t)ore” = proprio ciò che sei “te” (qua, così). Sai, forse, come funziona tutto quello che ti compri e dunque ti arriva in casa “tua”? No. Ergo, sai che funziona (anzi, lo esigi, avendo sborsato soldi = “lavoro”, ore di “tempo” o abitudine a/nel…). Come mai, allora, non ti chiedi niente (augurandoti che il comprato o accettato, funzioni… almeno tanto quanto copre la “garanzia”) mentre, è im-possibile che sia la realtà stessa a funzionare nel medesimo modus. 

Vuoi “capire”. Studi. Vai a scuola, specializzandoti.
Ne fai un “lavoro”. 

Ci passi “dentro” tutta la “tua” vita (qua, così) e, ops: anche il tecnico più specializzato è “fermo” in tutto quello che “sa”, poiché glielo hanno “detto” (in-segnato, di-segnato, di-sognato).

Chi fa “innovazione”, orsù, quindi? Chi... inventa. 

Da “chi” esce ogni “novità”. Chi apporta modifiche “software” al substrato reale nel quale “sei” (qua, così)? Quando “lo stesso gatto nero passa due volte, a brevissimo termine”, per inciso? Quando la “città” cambia f-orma, magari di “notte (mentre dormi)”, come in Dark City. Quando (l’oro) sanno che “devi andare a letto, spegnendoti momentaneamente”. E lo sanno perché, è-voluto! Perché lasciare anche il minimo dettaglio, al “caso”. No?

Perché rischiare (e/o non godere di) questo:

“se tu me freghi qui, me freghi su tutto…”.

Dove sei più “debole”? Dove lo sono l’oro. Ergo, dove sei più “debole”? Lo vedi? Li vedi, ma… “niente”. Nell’occhio del Palantir, er tipomentre Sauron lo vede – vede Sauron! Ci sei

È il “teatro” che ti frega, oppure… il fatto di essere come “a teatro”? Se (ti) introducono il concetto di teatro (e ci vai pure, anche rimanendo a casa), … funziona come illustrato in Inception:

per “te” il teatro è quello che “sai” = che hai visto.

Ma, se il teatro è “un’opera, prima” di tutto, “altra”? Se “serve” che “te” sappia del luogo comune “teatro”? Anche se non c’è nessun teatro! Cioè, se il teatro “serve” in pianta stabile a livello di percezione reale. Qualcosa che ti ha ma “niente”. Trovi

Ti trovi? “Conosci te stesso” = auto riconosciti, auto ricordarti di Te, da Te, in Te, per Te, con Te… 

Proprio come se avessi una memoria oltremodo + estesa e profonda. Come se non fosse mai la prima volta (qua, così). Come se s-offrissi di… qualcosa, che tuttavia il concetto di “teatro” rivela continuamente. 

“Mica sei a teatro”. No? Ecco. I... mutaforma.





Baal


Un fisioterapista che ha in affido lo studio di un amico psicologo finge di essere il terapeuta per conquistare una ragazza, cliente dell'amico, che è stata appena abbandonata sull'altare dal fidanzato. Tra equivoci e situazioni paradossali si sviluppa la commedia

Questo è un “film”. Una trama che ti scorre nella “tua” testa. E che funge da “copione”, nello stesso modo in cui “te” sei lo “ospite”. Comprendi? Sei a casa ed ospiti qualcuno/qualcosa, ma… lo “ospite” sei proprio “te”. Wow. Come funziona il meccanismo della s-vista? Ribaltando i piani. Sopra è sotto = sotto è sopra. Eppure, sopravvivi in un senso continuo di sottosopra, non facendo nemmeno attenzione ad una “acca”. 

Ti sposo ma non troppo racconta la storia di Andrea… una giovane e affascinante donna delusa dall’amore, Luca… un fisioterapista single che si finge psicologo per sedurla, e di una coppia, Carlotta e Andrea, che entra in crisi alla vigilia del matrimonio… Per un casuale doppio scambio di identità, le vite dei quattro personaggi finiranno per intrecciarsi ed essere travolte dall’eterna ricerca dell’amore perfetto. Una moderna commedia degli equivoci in cui nessuno è quello che sembra e nessuno può scegliere di non amare…
Link

Che curioso: Andrea ed Andrea. 


Il grottesco!

Come l’antefatto prepara ad hoc la trama o la trappola. Tale è lo s-vantaggio: la coperta sempre troppo corta, ma solamente x chi “arriva dopo”, oppure “è stato sconfitto (ma lo ha dimenticato)”. Come, insediarsi + a monte del fiume, che scorre attraverso le altre città.

Questo meccanismo ti ha. Altro che:

una moderna commedia degli equivoci…

Di moderno, (qua, così)… non c’è proprio niente! È tutto perfettamente oliato. Ma antico; il famoso “usato sicuro”.  

Come... una pugnalata diretta, alle spalle, di notte.
Senza alcun sicario di mezzo.

Qualcosa su cui puoi mettere la mano sul cuore, contare, fare affidamento, etc. Te. Un automatismo in-immaginabile. Potenziale... 

Qualcosa che, “figurarsi”. 

Quando sei per strada e osservi quella macchina con motore che “sembra acceso ma in folle”, aspetta un attimo e si manifesterà un “agente”, il quale ti chiederà “cosa sta facendo, circolare…”; dall’alto del “proprio” dovere. Oppure, se un cittadino modello ti vedrà insistere attorno a tale macchina, chiamerà i “vigili”, perché… “non si sa mai”. 

Laggente non solo Smith.

Eppure, cosa staresti facendo di male? Saresti prossimo alla scoperta della Verità ma “te” non sei Schliemann. Ok? Non spetta a “te”, (qua, così),  scoprire un bel niente (qua, così). Vedi che non è come in Truman Show: il backstage non ti appare mai. Quello è solo un “film”, nel quale la Verità fa surf. Mentre, nella “tua” realtà le cose sono molto, molto, molto, +… rivelate! Ad esempio, il concetto di “vergogna”, già da solo ti auto manutiene a debita distanza dallo scoprire la Verità. 

Altro che “Troia”. 

Come la lama della “educazione”, anche quando non c’è = c’è sempre. Un robot “ribelle” che fa? E-segue sempre degli “ordini”, poiché al di fuori della programmazione, “niente”. 

Infatti, in Westworld, la tipa di colore, “risvegliata” nel laboratorio coi 2 tecnici, li obbliga ad alzare tutti i suoi livelli al massimo. Ok? 

Al di fuori della programmazione, il “nulla”. Il potenziale è ancora insito nella programmazione. Se puoi “dividere le acque” è previsto in tali termini. E vedi che l’I-Ambiente eseguirà l’ordine. Non “te”. Nemmeno Te. Sei in qualcosa che funziona e che “obbedisco!”. Ma ti “seguirà” solamente se sei “sferico” = se ci sei, se sei Te in toto, sempre e comunque. Nel “bene” o nel “male”. Al di fuori di “tutto questo che funziona”, quello è un altro paio di maniche.  

Qualcosa che proprio si trova al di là di ogni “radar”; qualcosa, ove, ti puoi augurare di…


Ma, se lo generi, , ritorni nella programmazione del funzionamento.
Qualcosa che ti con-tiene, ancora una volta!

Dopo essere andato in analisi per cercare di superare il trauma dell’abbandono da parte della sua fidanzata, Luca si innamora di Andrea, a sua volta abbandonata sull’altare dal compagno fedifrago. Andrea, poco per volta, inizia a ricambiare i sentimenti dell’uomo, ma crede che Luca sia lo psicologo Cosimo. Il migliore amico di Luca, a sua volta di nome Andrea, pensa che l’altra Andrea nasconda l’identità da social network di Sharon, con cui ha intrecciato una relazione adulterina (e virtuale) con il nickname di Dylan: l’uomo ignora che in realtà Sharon è la sua futura moglie Carlotta la quale, per un complicato concatenarsi di eventi, crede che Dylan sia Cosimo/Luca… 
Una commedia degli equivoci che vive solo ed esclusivamente sulla carta, quasi impossibilitata a trovare una propria collocazione nell’immaginario cinematografico contemporaneo…
Link

Una commedia degli equivoci che vive solo ed esclusivamente sulla carta, quasi impossibilitata a trovare una propria collocazione nell’immaginario cinematografico contemporaneo… (la “critica” come al solito fa analisi logica su “Se questo è un uomo”).

Sei a/in “teatro”, (qua, così). 

Altro che “commedia sulla carta”. Altro che “equivoci”.

Meglio; a “te”: l’ara/l/t®o:
ara = altare
aratro = rompe e smuove la superficie del terreno per la coltivazione
teatro = rappresentazione o “divina commedia” (l’AntiSistema) 

altro = Oltre (Te).

L’agnello sacrificale sei “te” (qua, così). E, ogni giorno, è sempre “pasqua”.

Un'altra autorità scientifica, Edward Harrison, che insegna fisica e astronomia all’Università del Massachusetts, scrive… che non conosciamo l’universo, ma solo le molte maschere con le quali si presenta. Il suo libro “Le maschere dell’universo”, con il lungo sottotitolo “L’immagine del cosmo dalle origini dell’umanità alle più recenti scoperte scientifiche”… racconta tutti gli universi che l’umanità si è costruita, da quello magico di “centinaia di migliaia di anni fa…” all’odierno quantistico e inizia così:
tema principale di questo libro è l’idea che l’universo in cui viviamo, o in cui crediamo di vivere, è soprattutto un “mondo” fatto da noi. Ciò che “realmente” esso sia, non lo sappiamo
e conclude:
avanziamo a tentoni lungo il nostro cammino con la speranza che le nostre supposizioni e le nostre idee siano giuste, ed ecco ci viene incontro un altro universo, nel quale la maggior parte delle supposizioni e delle idee precedenti risultano sbagliate… Alla fine, al di là di tutti i sistemi, c‘è l’Universo in una nube della non conoscenza
Il risveglio degli antichi. Rapporto su una civiltà dimenticata dal tempo.

Ecco cosa “sanno” persino gli “esperti”. 

Figurati “te”, di conseguenza. Un “esperto” è come un recitante: impara a memoria la “propria” p-arte, laureandosi e, poi, la interpreta fedelmente per tutta la “tua” vita.

1000 anni di storia falsa. Inventata! Fomenko docet. Uno shift significativo. Tutto è + ravvicintato, dunque. Il “diluvio” che avviene circa 500 anni fa (“scoperta delle Americhe”). Ultra Horos che dimostra che le costruzioni - in mattoni - dello “impero romano” non sono più vecchie di 300 anni. Che gli “antichi egizi” conoscevano il cemento armato e che costruivano sul posto i loro grandi edifici. Con altri che affermano che il petrolio si può formare in qualche mese. Con Ante Omnia che ha trovato il modo per “compattare” tutto questo  copia e incolla “storico” de noantri. Tutto concorre a riparametrare la “storia terrestre”: invece che millenni, decenni; al massimo qualche secolo. Fomenko ne ipotizza, di certo, 10. Lo scenario si apre e si chiude, dunque, tra un Re-Seth e l’altro che, come onde del mare, distano di qualche secolo l’uno dall’altro. Le “ere glaciali”? Re-Seth “naturali”. È-voluti. Il “big bang”? L’apertura del mondo conosciuto, a quello s-conosciuto: sempre la Terra, solo la Terra. Come un teatro a s-comparsa, a compartimenti mobili (come per l’appunto sostanzia la “teoria della tettonica a zolle”). 

Il “popolo eletto”?
Chi la sa molto + lunga di “te” (qua, così). 

Chi conserva ancora conoscenza (memoria) e… “raccomandazione”. A differenza “tua”: l’AntiSistemico per (Sua) eccellenza. Come a dire, mangime per l’alimentazione. Ad immagine e somiglianza, gli “ebrei” sono ovunque, da mo’ (qua, così). Sono “maledetti” a quanto pare, ma… nulla sembra fermarli. Ergo, sono pieni di “alibi”, di “vittimismo”, possono mentire e lo fanno spudoratamente (vedi la questione sempre attuale; senza fare nomi né cog-nomi). Inoltre, sono introdotti, pieni di soldi e di influenza. Sono odiati ma, “niente”. Hanno sempre la meglio. Hanno sempre “ragione”. E quindi

La “cosa” puzza alla grandissima! 


Il chassidismo, ḥasidismo o hassidismo… è un movimento di massa… ebraico basato sul rinnovamento spirituale dell'ebraismo ortodosso… sorto nella Podolia del XVIII secolo… per opera del taumaturgo e kabbalista Yisrāēl ben Ĕlīezer…meglio conosciuto come il Ba'al Shēm Ṭōv… e anche noto con il soprannome di Besht (BeShT, acronimo di Baʻal Shem Tov)… 

Sviluppatosi tra gli ebrei ashkenaziti dell'Europa orientale…

Nonostante la forte critica e opposizione da parte dell'élite formata da rabbini e halakhisti della Lituania - i mitnageddim, di cui il maggior esponente fu il Gaon di Vilna - il movimento chassidico è riuscito ad avere successo e a diffondersi con dinamismo tra gli ebrei di mezza Europa, trovando, a partire dal XX secolo, proseliti anche in Israele, Canada, Stati Uniti d'America e Australia
Poche persone ricevevano il titolo di Baal Shem tra gli ebrei ashkenaziti dell'Europa orientale e centrale. Il nome è più che altro noto in riferimento al fondatore del chassidismo moderno, il Baal Shem Tov (Maestro del Buon Nome), vissuto in Ucraina nel Settecento…

Gli “ebrei” che distano di molto da quei luoghi “sacri”, ora occupati; infatti:

il movimento chassidico è riuscito ad avere successo e a diffondersi con dinamismo tra gli ebrei di mezza Europa, trovando, a partire dal XX secolo, proseliti anche in Israele...
Baal Shem Tov (Maestro del Buon Nome), vissuto in Ucraina nel Settecento… (la “guerra” rivela).

Il “sacrificio” è continuamente richiesto. Baal!

Lo devi... alimentare (anche se funziona), il moto-Re.







Baal è una divinità in alcune tradizioni, mentre in altre viene demonizzato…
Wow: il gatto è vivo e morto, contemporaneamente.

Ergo, Te sei l’ago della bilancia. 

Ma, se sei “te” (qua, così), ehmScegli come scegli, tanto non cambia la Verità. 

Il “momento” di è già successo rimane tale e quale. Ciao!

La quarta parete fa parte della sospensione dell'incredulità esistente tra l'opera di finzione e lo spettatore. Il pubblico di solito accetta implicitamente la quarta parete senza tenerla direttamente in considerazione, potendo così godere della finzione della rappresentazione come se stesse osservando eventi reali. La presenza della quarta parete è una delle convenzioni più affermate della finzione, e in quanto tale ha spinto alcuni artisti ad attirare l'attenzione diretta su di essa per ottenere un effetto drammatico. Ad esempio ne Il quarto muro di A.R. Gurney, un quartetto di personaggi ha a che fare con l'ossessione della casalinga Peggy nei confronti di un muro bianco della sua casa e viene lentamente trascinato in una serie di cliché teatrali, mentre la scenografia e l'azione sul palco vengono sempre più rivolti verso questo presunto muro

Zaffiro e Acciaio = il “tempo” che…

Andrea & Andrea.

Guardi dove ti guidano a... guardare



  

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2025
Bollettino numero 3987
prospettivavita@gmail.com