giovedì 31 dicembre 2015

Evviva.


 
Si chiude un altro anno di/con SPS. E arriva il “nuovo” anno, ossia, ancora lo stesso “spazio”, chiamato solo in maniera diversa; con un altro numero sequenziale, a conferire l’apparenza che “ci sia movimento”.
Gli anni sono come i numeri dei conti correnti bancari:
artificiali e frutto di convenzione, alias, decisione unilaterale altrui (non sei mai tu, a decidere).
SPS è poco "romantico"? Piuttosto, SPS è... un "germicida".
Il Pianeta vortica e ritorna sempre su se stesso; come un nastro di Mobius, “non si muove affatto” girando sul posto.
Eppure, in questo movimento non movimento, la Terra gira anche attorno ad altro:
attorno ad un Sole, che si muove insieme a tutto il resto (a livello frattale espanso, il movimento su se stessi significa il "nulla di fatto che preserva la sostanza della situazione, esatta, nella quale sei. Mentre il movimento attorno a, designa la causa apparente che cela quella non apparente, la dipendenza, etc.).
Per farti un’idea di questa “sinfonia celeste degli elementi”, ci devi credere, ossia, “ti devi prestare al gioco di prestigio scientifico/religioso, che ti viene da sempre proposto”.
Di tappa in tappa, le scienze deviate hanno da sempre indottrinato ed auto intrattenuto la Massa, anche quando – oggi lo capisci meglio – “le sparavano grosse come palle da cannone”. Eppure, anche questa evidenza, non ti basta ancora – per mettere a fuoco – che dette “scienze ufficiali”, continuano a “spararle grosse ma, mai casualmente e cioè:
rispondendo ad un preciso input inconscio (clock), che colpisce ogni individuo che studia per diventare uno scienziato o un religioso, etc.”.
La causa (signore e signori): è la causa che sfugge sempre.
Ma, quale causa? Quale tipo di causa?
È persino logico che, in una struttura d’insieme regolata dal “possesso (in ogni senso)”, è la gerarchia che comanda.
Per cui, settore per settore, ci sarà sempre una causa ed il relativo effetto. Quindi, non esiste apparentemente la causa, bensì, le cause “qua, così”. E decifrare le cause, significaomettere di prendere in considerazione la causa.
Perché? Perché la causa è al centro (a monte) delle cause (a valle), risultando fondamentale nell’istituto della ricerca della causa, piuttosto che nella certezza del ritrovamento della causa. Capisci?
Spingendo tutto e tutti, ad avere una fede, speranza, certezza, credo, orgoglio, direzione, senso, amor proprio, "dottrina delle illusioni", etc., la causa mantiene se stessa al di là della possibilità di rintracciarla e ritrovarla. La causa è il Dominio, ovvio.
La ragione fondamentale della forma della realtà, riemersa nel sempre presente (perché continuamente rinnovato) status quo.
Se non ti accorgi della causa, non la sveli. La puoi solo “rivelare”, ossia, aumentare nella propria condizione di non manifestazione diretta.
      

mercoledì 30 dicembre 2015

Quale “logica”?


 
Quale “logica” regola la realtà manifesta, essendone il centro, la base, il motore di composizione?
A prescindere da quale essa sia, è fondamentale accorgersi che… a partire dalle “regole”, per mezzo delle quali, poi, s’inquadra la conduzione e la costituzione della “propria” Vita, dipendela conduzione e la costituzione della “propria” Vita.
Chi/cosa decide le regole, decide anche come tu vivi la "tua" Vita deviata...
Ossia, se vieni al Mondo, “bianco” (pieno di te, già “esperto”, con memoria… ma, sino ad un certo tempo, impossibilitato/a, strutturalmente, a comunicare secondo i crismi della “logica in voga, imperante”), il “colore” lo riassumi per osmosi, per traspirazione ambientale (il “respirare la miscela che esiste già ovunque”, è un segnale frattale espanso, relativo al fatto che dipendi da…) da ciò che è “alla moda, convenzionale”, nonché… ricompreso per "manifesta" sua superiorità e, dunque, per “tua” ritenuta inferiorità (dipendenza).
Ora, un simile “colore”, a cosa corrisponde?
Che cosa accade in te?
Il colore è tutto quello che “devi sapere, dunque, ricordare”. Qualcosa che s’installa dentro di te, spazzando via tutto quello che già costituiva il tuo bagaglio esperienziale.
Uno stato che si sostituisce ad una realtà.
Informazioni che si sovrappongono, cancellando il pregresso.
Ergo, c’è qualcosa di “strano”, tra ciò che vai a dimenticare (senza nemmeno registrare la cosa) - perché 1) non riesci ad esprimerlo e, dunque, 2) ad usare/fare riferimento - e ciò che ti impedisce di mantenere la tua originalità nativa, ossia, 3) il “tuo” corpo umano, 4) così tanto “lento nella crescita”, in maniera tale da 5) renderti alla mercé di chiunque/qualsiasi “agente genitoriale”, a cui 6) arrendi te stesso/a... in conformità alla legge, alla convenzione, al modello di logica in auge, etc.
Il “nuovo” nato è, conformemente, assoggettato allo stato di “non ancora capace di intendere e volere”, da cui:
necessitante della cura dei propri genitori, della famiglia, dello Stato nel quale è nato, dell’agglomerato sociale/politico nel quale è “apparso”, nella corrente, nel credo, nella tendenza, nella storia, etc.
   

martedì 29 dicembre 2015

Anche un virus è arruolabile.






La commissione etica che mi ha giudicato dice di essere indipendente: ma chi paga i viaggi e il lavoro dei componenti di questa commissione? La Fifa...”.
Michel Platini
Chi controlla i controllori? E, dunque, possono mai esistere dei “controllori, superiori al giogo delle parti”?

“Qua, così”… no. Ad eccezione di SPS.
Una “piccola indagine”, che chiunque può mettere insieme anche solo limitandosi a leggere ciò che passa in Rete. Uno “schema” che si ripete da sempre e che per ricomprenderlo, basta anche solo limitarsi a spulciare qualche “scandalo” legato, ormai, indissolubilmente al passato, per via delle “prescrizioni” (ad esempio). Una “sostanza” che rimane immutata, nel tempo, nonostante “tutto”.
Una “memoria” troppo superficiale, per permetterti di “ricordare a fondo”…
Tre citazioni e poco (testo) altro. L'approfondimento lo decidi tu, eventualmente.
Da un lato – i soliti danneggiati, infrastrutturalmente previsti “qua, così”; dall’altro lato – i “soliti ignoti”, infrastrutturalmente predisposti “qua, così”:
sullo sfondo, la sottile compresenza – non manifesta – della Ragione fondamentale (Dominio), per la quale le “cose vanno esattamente dove/come devono andare, da millenni (sempre) nello status quo che si riattualizza in continuazione, per ‘tacito consenso’”.
   

lunedì 28 dicembre 2015

Scende la pioggia, ma che fa.



Tu nel tuo letto caldo
io per le strade al freddo
ma non è questo che mi fa triste.

Qui fuori dai tuoi sogni
l'amore sta morendo
ognuno pensa solo a se stesso.

Scende la pioggia ma che fa
crolla il mondo intorno a me
per amore sto morendo.

Amo la vita più che mai
appartiene solo a me
voglio viverla per questo.

E basta con i sogni
ora sei tu che dormi
ora il dolore io lo conosco.

Quello che mi dispiace
è quel che imparo adesso
ognuno pensa solo a se stesso...
 
Scende La Pioggia - Gianni Morandi
 
In un “insieme”, strutturato per “funzionare… in automatico”, la relativa realtà manifesta deve essere caratterizzata dalla “natura”, al fine di porre apparentemente in “secondo piano (abitudine, normalità)”, tutto ciò che concorre alla regolazione delle esistenze in Vita, ivi contenute.
Ovvio, una simile prospettiva è proprio inerente e riguardante, il “carico umano senziente” e trasportato lungo la serie di rotazioni cicliche che, costituiscono quella forza primordiale che traccia “l’imprinting celeste”.
La natura è “automatica”, ossia, toglie certe preoccupazioni all’individuo, lasciandolo in preda di altre, più alla sua “portata convenzionale”; rimane, così, tutto ciò che deve sforzarsi di fare, per sopravvivere “qua, così”, ma – non – tutto quello che riguarda il funzionamento infrastrutturale del Pianeta (ad esempio, la Terra “gira” senza che tu venga chiamato/a ad agire in tal senso). 
Il “clima” si disciplina attraverso auto regolamentazione “fisica”, ossia, attraverso “Applicazioni naturali”.
La società umana è, semmai, capace di diventare (influenzare) uno di questi “fattori”, allorquando diventa “troppo grande per non essere neutrale”.
Tuttavia, gli umani – in assenza di una tecnologia all’altezza (certamente di carattere dominante e, dunque, non manifesto) – entrano a far parte del “mix” e non diventano il “mix (ciò che permette il regolamento/funzionamento atmosferico, climatico del Pianeta).
  

giovedì 24 dicembre 2015

Quale augurio, se non quello della coerenza.


 
Che cosa è la “legge”?
È un punto di vista. Una prospettiva, imposta ad interi “parchi sociali”, legati assieme dalla paura. Paura ditutto, in primis, di “morire”.
La sopravvivenza (non di certo, un dettaglio e, non di certo, una casualità), dunque, risulta sempre centrale rispetto a qualsiasi altro tipo di “idea” e, nel provare questo, la Massa si rende dipendente da qualcosa – di altrettanto centrale ma dislocato (delegato) al di fuori della Massa stessa, pur interessandola pienamente anche “dentro”:
la “politica”.
La legge viene creata, proposta, discussa ed approvata, dalla “politica”, dove con un simile termine devi intendere un mix di interessi, che non iniziano e terminano né con l’esercizio della politica, né con i politici stessi.
Ossia, la legge dipende dall’intenzione (progetto) di un esercizio del potere, che è “prevenzione nei tuoi confronti”.
Un tipo di potere primario: dominante.
Uno “stato di fermo immagine”. Una “nube inquinante”, quando la prospettiva dominante diventa (“è”) esclusivamente “di parte (propria)”.
Usualmente, definisci la forma di realtà derivante da un simile status, come:
dittatoriale.
   

mercoledì 23 dicembre 2015

La miglior tazza di caffè al mondo.


 
"Ci siete riusciti. Complimenti. La miglior tazza di caffè al mondo. Ottimo lavoro a tutti. È bello essere qui. Ciao...".
Elf
C’è un film, si chiama Elf, che “sotto alle feste natalizie” fa sempre piacere rivedere. Orbene, nella sua trama c’è un episodio davvero curioso, legato allo spirito puro dell’umano, "che si crede elfo", perché adottato e cresciuto nella comunità degli elfi di Babbo Natale, al Polo Nord.
Quando Buddy (è il suo nome) arriva a New York, per incontrare il suo vero papà (che è stato inserito nella “lista dei cattivi”), prende tutto alla lettera, ossia:
ci crede.
La scena in questione, tra le altre, è caratterizzata dal fatto che, transitando di fronte all’insegna di un bar, si ferma attratto da quello che v’è descritto a mo’ di spot pubblicitario (e, dunque, non corrispondente al “vero”). 


Nella fattispecie:
La miglior tazza di caffè al mondo”.


Buddy, nel proprio candore originale, non “ancora inquinato dalla tabula rasa del/nel vivere sociale”, prende “per filo e per segno” quello spot pubblicitario “un tanto al chilo”, ossia (come già appuntato poco sopra) “ci crede”.


E che cosa fa? Entra nel bar e, appena dentro, si mette ad urlare – davvero compiaciuto – “Ci siete riusciti. Complimenti. La miglior tazza di caffè al mondo. Ottimo lavoro a tutti. È bello essere qui. Ciao...”. Lasciando nello stupore generale sia i clienti, che gli inservienti (perché… “quel comportamento puro – ingenuo – risulta a loro, soprattutto, deficiente”).
  

martedì 22 dicembre 2015

Il “risveglio della forza” è subordinato alla tua consapevolezza.


 
Che cosa “abbiamo” nella saga Star Wars, che si ripete in continuazione?
La serie dei vari imperi “oscuri”, in auto successione, che s’intrecciano alla vicenda della Repubblica, il tutto in chiave “espansa”, ovvero, galattica.
Il tutto ambientato in un tempo “fuori dal tempo convenzionale”, ossia, senza agganci apparenti/diretti alla “tua” realtà manifesta “qua, così”…
"Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana"...
Guerre stellari… è una saga cinematografica creata da George Lucas… La trama, scritta nei primi anni settanta… I primi tre film furono prodotti dal 1977 al 1983 e formarono la cosiddetta trilogia originale, composta da:
Episodio IV, Episodio V, Episodio VI…
Link
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...”, che cosa significa?
È la continuazione ridondante di “C’era una volta…”; di quell'incipit per ogni “buona storia/fiaba” che si rispetti.
Dunque, nella trama ideale di Star Wars, c’è qualcosa di riferibile allo status quo ambientale, nel quale “sei”?
C’è una critica? C’è una polemica?
Che cosa c’è… se c’è qualcosa?
  

lunedì 21 dicembre 2015

Indossa la lente SPS per la realtà aumentata.


 
“Qua, così” (in questo reale manifesto, “ad immagine e somiglianzacertamente di una causa originale”), emerge sempre – per via della “intelligenza/intenzione/memoria frattale espansa” – un modo “altro” di osservare e vedere le “cose”.
Ossia, le parti e la parzialità, la parte e la totalità, mosse da interessi apparentemente diversi ma... identici nella sostanza (“libertà da…”), evocano ed attirano a sé (manifestano) ambiti da concretizzare che, non possono “tutti assieme” divenire realtà manifesta, in quantoché... recanti intenzioni in conflitto tra di loro, dal momento in cui – le parti e la parte – “pensano, vedono e progettano, diversamente, il 'loro' futuro che, per realizzarsi comunemente, necessita del “lavoro inconscio delle parti” (rese ingranaggio, usate, consumate mentre consumano, indottrinate e sagomate ad hoc, molto spesso – quasi sempre – senza più averne il minimo sentore).
In questo gioco, che diventa giogo, esiste sempre (sempre) “La Causa (il Dominio)”.
Ora, come “vedere” questa Causa?
Dal momento in cui, il clou della relativa strategia è “la non manifestazione (al fine di rendere il “vantaggio”, massimo)”, non ti resta che… “evocarla”. Come e in che modo?
  

venerdì 18 dicembre 2015

Se non vedi e non ricordi, non osservi e non interagisci.



La linea E sta sottoterra. Non va in superficie…”.
Time Out of Mind
Che cosa “non esce sino in superficie”?

Ciò che è “al di sotto di…”; alla “sua” radice. All’origine.
L’alimentazione della “forma (emersa)”.
Dunque, che cosa sai in/della superficie? Ciò che "vedi", studi (quello che altri hanno redatto), riconosci, ricordi, etc. Ma, non sai ciò che si annida al di sotto (dove per “sotto” devi intendere: a monte, prima di).
E non lo sai, perché non lo ricordi più.
Lo ignori, dunque.
E avendolo dimenticato, non lo sai. Per cui, consegui (qualsiasi sia l’origine celata alla vista). Da “qua”, puoi riuscire – se te ne accorgi, perlomeno (e SPS te lo sta rammentando da anni) – ad implementare nel “tuo” processo logico/razionale/intelligente/rinsecchito… anche la compresenza silente (Dominio), auto installata al di sotto della prospettiva superficiale.
Mhm… non ti sembra che, allora, la “forma del reale manifesto, abbia un po’ più ‘senso’”?
Ingiusta, rimane ingiusta ma… perlomeno – ora – sai il perché.
E, sapendolo, puoi persino (anche) mettere insieme uno straccio di intenzione, che sia sufficientemente originale (tua, lato tuo) da ritenere di aver finalmente “bucato il firewall ambientale, perlomeno nel senso dell’accorgerti di…
  

giovedì 17 dicembre 2015

Il solito distacco "professionale".



video
(Link al video)
Il mondo non vi aiuterà. Vi aiuterà Dio. A Dio importa di voi…”.
Time Out of Mind
Dasempre” (da quando te lo hanno insegnato, perché “di tuo” non sai/ricordi nulla. Infatti, cosa “sapevi” appena nato. Di più, “che cosa ricordi di sapere, appena nato”?) “qua, così”la comunità “meglio organizzata (quella solitamente più… pronta alla guerra, ossia, quella intenzionata ad invadere, conquistare, possedere, combattere, dominare, etc.) ha avuto la meglio su tutte le altre
  
Come ti spieghi, altrimenti, "gli imperi (oltre al significato frattale espanso, relativo alla compresenza del Dominio)"?
Non solo; da questa prospettiva, allora, tutto il “sapere (lo “sviluppo sociale”) deriva da una condizione di base (di partenza), definita da una propensione alla sopraffazione altrui.
Questi tempi, sono figli di quel tempo (che non è mai passato di moda ma, solo finito nel "tuo" dimenticatoio).
Che cosa significa, dalla prospettiva frattale espansa?
Che una simile condizione generale (sì, perché, virale. Dal momento in cui, ogni comunità ha dovuto “per causa di forza maggiore – il sopravvivere”, dotarsi della medesima “attitudine alla guerra, alla difesa, alla violenza, etc.”) è “la caratteristica dominante, ‘qua, così’”.
Capisci? Non “una” caratteristica. Ma, “la” caratteristica.
A livello frattale espanso, tutto ciò significa - senza ombra di dubbio - che, 1) non essendoci casualità, 2) esiste, allora, un principio ispirante e 3) dominante, che 4) la "legge, strumento e memoria frattale espansa" replica, per 5) funzione/programmazione nativa, 6) nel medesimo ambito reale manifesto, 7) provvedendo a rendere tutto “simile a sé (specchio riflettente il Dominio)”.
La "caratteristica" è frutto dell’opera d’espansione frattale, “ad immagine e somiglianza” del Dominio (a capo dello status quo).
È il Dominio ad essere la “tua” fonte di sapere/ricordo.
   

mercoledì 16 dicembre 2015

Stabilmente in orbita, attorno alla caratterizzazione...



"Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime...".
Giovanni Pascoli

"When it rains, it pours" (Quando piove, diluvia)...
Stabilità... Stop tassa sugli yacht...
Link
  
Legge di stabilità, fondo risparmiatori, Sud e sicurezza, le novità... stop alla tassa sugli yacht che era stata introdotta da Monti...
Link

Ciò che s’imprime in te, è quello che – in definitiva – “deve succedere”.
La "legge d'attrazione altrui: la altrui intenzione dominante".
La “tua” alimentazione quotidiana, perpetua, unica.
In una realtà manifesta, come quella che credi di conoscere (ma che non… riconosci), non c’è spazio alcuno per l’imprevisto.
Perché, tutto è – all’inverso – previsto, essendo un progetto emanato dalla prospettiva (orbita centrale) di una “dominazione”.
Se ci fai caso (e se ci… credi), sono proprio tutti quei “dettagli”, che presi da soli non sembrano significare nulla di particolarmente importante e che, se presi d’assieme, invece, passano a formare un quadro complessivo dall’aspetto diametralmente inverso, rispetto a ciò che sei portato/a a “pensare”… sono proprio tutti questi dettagli, che ti parlano una lingua in codice (che SPS ha riconosciuto/ricordato per quella che “è”, e che ha chiamato “frattalità espansa”, tanto per avere un termine risonante... comune, di riferimento).
Una interfaccia “naturale” - tesa tra te e te ed il reale manifesto (dietro al quale si cela il Dominio) e la Massa, presa individuo per individuo – è il codice.
Qualcosa che è sempre alla tua “altezza/capacità/potenziale” ma, che per essere compresa, necessita che tu te ne accorga.
Se, infatti, vieni bloccato ad un simile livello chiave, allora il processo di accortezza e, poi, di decodifica (che richiede attenzione, coerenza, lungimiranza, apertura mentale e prospettiva, centralità propria, idee chiare, etc.) risulta come “auto bloccante”.
Cioè, continui a non accorgerti nemmeno dell’avvenuto “blocco”.
 

martedì 15 dicembre 2015

Fermi nella sostanza (tossica).



Il riso fa bene e disintossica.
Il riso depura e rigenera l'apparato digerente. Classico, nero, rosso, basmati, parboiled, integrale:
tutte le proprietà e i benefici...
Link

Benché sia uno degli alimenti più consumati al mondo, contiene una silenziosa minaccia: l'arsenico...
Per le caratteristiche intrinseche del cereale e del metodo di coltivazione, l'arsenico non può essere completamente eliminato dal riso...
Link
Che cosa c'è, "dentro". E, dunque, "che cosa sai"?
Osho… fin dalla più tenera età si pone nei confronti del mondo come spirito libero. Insofferente a regole e a norme imposte, rifiuta perfino la fede della famiglia, di religione pianista, e sfida sempre e comunque il potere costituito e chi lo rappresenta.
La sua ricerca della verità raggiunge il culmine all’età di ventun anni, il 21 marzo 1953. Quel giorno, Osho vive nel proprio essere la più alta vetta di consapevolezza sperimentabile dell’uomo: l’illuminazione.
Descritta in Oriente come “l’istante in cui la goccia si fonde nell’oceano, nell’attimo stesso in cui l’oceano si riserva nella goccia”, per noi è più facile comprenderla come “la totale rottura e la caduta delle maschere con cui comunemente ci si identifica, per sopravvivere, e attraverso le quali si vivono la propria vita e i rapporti con gli altri, perdendo la capacità di mettersi in contatto con la realtà dell’esistenza”.
Questo suo aprire gli occhi sulla realtà dell’esistenza, quando non sia condizionata da immagini mentali e non sia distorta da emozioni o proiezioni, da desideri o speranze, lo spinge a voler invitare gli altri esseri umani alla stessa esperienza…
Il Libro Dei Segreti - Osho 
Che cosa c'è, "dentro"?
  • quando non sia condizionata da immagini mentali
e
  • non sia distorta da emozioni o proiezioni, da desideri o speranze...
Osho è divenuto, nel tempo, un vero e proprio mito.
E, in quanto tale (e per ogni altro “caso”), SPS ne prende le debite distanze… visto che, SPS non ha conosciuto personalmente Osho.
Del resto, “qua, così”, lo sai come vanno le cose, “tutte le cose”.
No? Come vanno? Vanno esattamente “dove devono andare”.
E, cioè, conseguono alla corrente dominante, nel piano inclinato che spinge tutto verso l’unica sostanziale direzione, che è obbligato - dunque - a percorrere, nella “massima ed apparente, libertà discelta, senza autentica alternativa”.
   

lunedì 14 dicembre 2015

Un punto di vista altrui, è la tua certezza.



Di doman non c'è certezza…”.
Lorenzo de' Medici
Di quali “certezze” ti nutri? E di quali, si nutre lo status quo?
Ad un primo sguardo, sembra che certi “paletti” siano identici e che, dunque, collimino a livello quasi “naturale” (il credo punta a ritenere la stessa “cosa”, l’esigenza del dipendente e quella del principale).
In realtà, tuttavia, le “tue” certezze derivano dalla necessità centrale “altra”, al governo del reale manifesto “qua, così”.
Il Dominio crede nella certezza (se la “procura” e la alimenta) che il proprio impero sia eterno.
Tu credi in ciò che, nella scia dell’abitudine, respiri come fosse tuo (il sopravvivere facendoti andare bene la “spigolatura” accessibile, come “galline felici, che fanno uova… migliori”).
Per cui, “in chi/cosa credi”? In chi/cosa riponi la tua fiducia?
Di quali certezze ti nutri, tra teorie e convenzione?
Trattasi di una vera e propria “alimentazione”, di una modalità alimentare dettata a “forza” (quella della mancanza di alternativa sostanziale), che ti viene erogata a livello di controllo non manifesto, in virtù di una forza unilaterale del tutto sconosciuta a te, per via del prosciugamento della memoria tra le anse del tempo.
Tu consumi. Egli/loro… ti consumano.
   

venerdì 11 dicembre 2015

Il decreto “salva… chi/cosa”?



Che cosa salvano... i "decreti"? Lo status quo.
Salvabanche, Ue: "Le 4 banche salvate vendevano prodotti inadatti. Governo responsabile"...
Link
Quale tipo di "pubblicità" è contenuta in "tutto quello che succede"? In Europa, il vento soffia dalla parte della Ue:
la sua condensazione ha preso vigore dal momento in cui... è "scoppiata l'ultima grande crisi internazionale".
“Qua, così” non hai scampo se non inizi ad accorgerti.

Ma, un momento. Urge una definizione esatta dei termini, prima di andare avanti.
Non hai scampo = rimani auto ingabbiato/a in questa versione di reale manifesto (“qui, così”). Ora, a qualcuno potrà anche andare bene ma, una simile presa d’atto, deriva dall’ignorare quello che, così, si evita di raggiungere (alternativa sostanziale). Per cui, si può asserire che:
“qua, così” tu sei ingannato (mantenuto all’oscuro), rispetto al tipo di esistenza che puoi condurre se solo… ricordassi. Una dimenticanza che non è accaduta per caso, bensì, che è sopraggiunta proprio grazie al tipo di indottrinamento che, via via, si è auto installato a livello d’abitudine “forzata”. Senza una causa dominante manifesta, tu consegui.
Accorgerti = renderti conto della causa dominante, che è non manifesta, proprio per una migliore efficacia della propria strategia di “comando e controllo”. Qualcosa che è a metà tra il diretto e l’indiretto e che, in definitiva, “è entrambe le circostanze, allo stesso tempo e sempre a livello causale”.
Dunque, se non ti accorgi“non hai scampo”:
rimani “qua, così”.
  

giovedì 10 dicembre 2015

Misura le forze secondo le intenzioni.


"Nonna" Merkel.
"Misura le forze secondo le intenzioni…".
Ryszard Kapuściński
Questa profonda “deduzione” è molto significativa, anche, di quella parte “invisibile” - che è causale - alla radice di “ciò che fai”. L’intenzione "non si vede, ma c'è. Perchè... è dentro".
Ciò che alimenta e forgia un “atteggiamento”, dal quale si giudica il “comportamento”, alla base delle “azioni”. Ma “le intenzioni” che cosa sono, in realtà? Sono solo quello che “provi” interiormente? Sono senza “padre né madre”? No.
Esiste, infatti, l’ispirazione, l’influenza, la tendenza, la “legge”, l’inerzia, la gravità, l’interesse, etc. Cioè? Come riparametri tutto ciò, alla luce di una varietà di “agenti atmosferici”, in azione costante e sempre parte in causa?
"La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni..."
Karl Marx
Tutto ciò che è nel piano inclinato reale manifesto (gerarchia), risente proprio di una simile “forma (d’onda)”. Per cui, quando si ricorre ai termini del linguaggio, come quelli appena sopra citati, che cosa si esegue?
Si “piazzano” delle denominazioni linguistiche, cariche di significato convenzionale, ad hoc. Ma, queste caratteristiche, in realtà, a cosa equivalgono? Vengono davvero “prima”?
   

mercoledì 9 dicembre 2015

Prima e dopo... di.



C’è una logica sottile, intrecciata (che intreccia, allo stesso tempo) al/nel reale manifesto. Una “caratteristica” di base (marchio, stile). Un comportamento, che deriva da un atteggiamento, da una “sostanza”…
Te ne accorgi? A prescindere dalla versione ufficiale, delle “cose”.
Qui verrà deciso il destino della Germania”.
Conferenza di Potsdam (storia deviata/reale)
Intrigo a Berlino (film, basato su una storia vera)
Come puoi, allora, ritenere che - la Germania - sia padrona del proprio destino, “oggi”?
Chi ha partecipato alla corsa americana, quando "serviva uccidere gli indiani (i nativi)"? Gli europei…
Chi si è diviso Berlino, nel 1945? Francia, Inghilterra, Usa e Urss (non è, dunque, solo una questione di “alleati”). Sono gli stessi poteri o, meglio, gli stessi sottopoteri dominanti.
Se nelle “americhe” non sembra esserci traccia dei russi, per la Russia è possibile che la posizione geografica l’abbia tenuta fuori dalla spartizione? No. Viene da pensare che, nel frattempo, “si occupava d’altro”, così... come "si sono divisi, anche, Berlino".
Diciamo così… con le stesse politiche di tutti e di sempre.
Non si va mai veramente via, da Berlino…
Intrigo a Berlino
   

lunedì 7 dicembre 2015

Un vecchio dispositivo, senza memoria.


 
È di qualche giorno fa, la grande notizia della “donazione”, da parte di Zuckerberg ("zucchero della montagna"), della pressoché totalità (99%) del “monte azioni” che possiede. Tanto che, i Media hanno subito intonato gli elogi evocati dalla situazione stessa.
Si è narrato di “responsabilità” (da parte di chi “ha di più”), ossia, di “una tendenza dimostrata verso un futuro migliore, per tutti i bambini”. Ora, a prescindere da quello che sei portato/a a pensare, davvero credi che un miliardario AntiSistemico, sia disposto a donare per intero una simile “fortuna”?
Ma neanche se impazzisse. Perché… esistono gli "altri", i contratti, la legge, lo status quo, etc.
Prima vengono sempre i “collusi”; i soci, la famiglia, i parenti, gli “amici”, i vincoli, i cavilli, le persone “vicine” e le persone giuridiche, gli accordi, il passato, il presente ed il futuro, l’AntiSistema, i Punti di Riunione AntiSistemici, la gerarchia, la dipendenza, l'inerzia, il Dominio…

Ecco cosa avevi letto.
 

venerdì 4 dicembre 2015

Illimitato ma limitato.



Tutta la città allargava le gambe per te, e stronzate come “mangia, bevi e sii felice” e “cogli l’attimo”, di sicuro non rendevano nessuno più sveglio.
E il bello era che nessuno ci rimetteva.
Giravano troppi soldi perché qualcuno cadesse senza avere sotto un bel cuscino soffice. Marchi dell’occupazione. Stampati apposta per noi. Soldi del Monopoli.
La gente non sentiva di averli persi, quando li perdeva.
E i russi dovevano spenderli prima di tornare a casa. Questo era l’unico pensiero fisso. Tornare a casa. Per tutti, anche per i russi. Ma chi è che voleva tornare?
Potete dire quello che vi pare della guerra e, certo, non avrei mai voluto che milioni di persone morissero ma, la guerra era la cosa migliore che mi fosse mai capitata.
Perché, quando hai i soldi per la prima volta nella vita, non capisci… che cosa fanno i soldi per te. Mentre prima capivi solo che non ce li avevi. I soldi ti permettono di essere quello che sei veramente…
Intrigo a Berlino
Questo è il pensiero di un dozzinale militare americano, nella Berlino occupata, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale (invasione del continente europeo).
Il pensiero di “uno”, che è morto dopo meno di mezz’ora di trama, nel film.
Il pensiero di un “finto furbo” che, comunque, pur nella fiction, ti “regala” uno spaccato di Vita del/nel 1945; nel fulcro di quello che rimane del “centro nazista, del Terzo Reich”. Berlino come Roma, quando per la prima volta cadde – dopo "mille anni" – preda dell’invasione “barbarica”.
Una città, una Nazione, un popolo, annientati… come se quello che erano stati indotti a pensare (nella totalità di pensiero, in cui erano lentamente precipitate "cento milioni di persone"), si fosse rovesciato – “legge del taglione o del trapasso” alla mano – su tutti loro.
Una Massa allo sbando, che ripartiva dall’occupazione occidentale ed orientale.
La Blitzkrieg, la “veloce manovra a tenaglia”, aveva mostrato il proprio volto, a boomerang, non perdonando nulla alla Germania, anzi, schiacciandola di più... in maniera tale da trasformarla in una “base solida e stabile”, per la futura Europa Unita.
Un accentramento di popoli, divisi da culture secolari, uniti insieme nel nome della “moneta unica (alias, in apparenza: benessere, lavoro e diritti… sul modello esperimentato, con successo, dagli Usa).
Ancora, un grande abbaglio generale.
Ancora, la stessa musica... che non necessita nemmeno di suonatori, bensì, di… ingranaggi da far girare e che girano a ritmo coordinato (clock).
   

giovedì 3 dicembre 2015

Una forza divaricante per ogni tipo di “Caverna”.



 
Riducendo la percentuale di ossigeno nell’aria (che respiri), a livello Planetario, “in un sol colpo” si ottiene che l’intero genere umano inizi a “dimenticare”. Non ci credi? È un problema tuo.
Trova le informazioni e “apri la prospettiva (accorgiti)”.
Le “malattie” sono la derivazione dello sprofondare progressivamente dentro ad uno “Stato”. In ogni senso…
Il Mondo intero è una appartenenza. Per cui è in uno Stato ben preciso.
Te ne rendi conto, per mezzo di “tutto”, ma solo se poni l’attenzione dal tuo centro e la mantieni, poi, coerentemente. In maniera tale da ancorare quel “momento”, così come ci si rassicura di fissare bene la cima della propria barca, alla "terraferma"... una volta attraccati in porto.
Usualmente, invece, è come se tu entrassi in porto, scendessi dalla “tua” barca e la lasciassi in balia della corrente e degli altri, dimenticandola ben presto.
Perché “pensi sempre ad altro (altro, rispetto a chi/cosa? Rispetto a ciò che è causa dominante,"qua, così")”? Perchénon è questo il punto, visto che:
  • non pensi nemmeno ma, consegui (hai l’impressione di pensare).
Che cosa fa un “ricevitore”? Riceve. Che altro? Riceve informazioni relative a come deve comportarsi. Al limite, forse forse, le elabora. Ossia, le decodifica e le mette in pratica.
Ora, pensa a come sia importante la percentuale di ossigeno (leva non locale), per il “buon” funzionamento mediato del “tuo” corpo. Abbassandone i livelli contenuti nell’aria (la “natura”), è possibile abbassare il livello di efficienza propria, espresso dagli esseri umani. Come ti spieghi, alla massima ottava, l’inquinamento (in ogni sua forma)? Come ti spieghi le leggi che lo hanno permesso e lo permettono?
Come ti spieghi “un Mondo alla rovescia”?
Come ti spieghi le malattie d’ogni tipo e genere?
Come ti spieghi “ogni male moderno e storico”?
   

mercoledì 2 dicembre 2015

Simboli non collegati ad un disegno strategico, ricoprono la causa.


La decodifica del "passato" è sempre simbolica ma, distaccata dal disegno originale (disinnesco e cultura nozionale).
Importante è la frattalità espansa, se serve anche solo per accorgersi (non è un pensiero di Yoda).
A cosa serve “accorgersi”? Vedila così:
  • per chi/cosa è “utile”?
  • per te.
E... cosa rischi di smascherare "?
L’utile causale, che è interesse materializzato. L’interesse deriva dall’attenzione dell’intenzione (un “disegno”). Ora, chi/cosa ha interesse “qua, così”? Chi già possiede. E chi possiede in gran quantità. Ma, un simile “quadretto” è inutile se, tu sei abituato/a a misurare la quantità a partire dalla scarsità, nella quale versi.
Chi possiede molti “asset”, come case, proprietà, denaro, persone, etc. – se non è il Dominio – parte sempre da una “posizione di contrasto per scarsità”. Il suo “avere” si staglia nettamente dal tuo, che è quasi pari a zero (anche se hai un lavoro, una casa di proprietà, una seconda casa, un conto bancario onorevole, due macchine pagate, etc.), appunto… per differenza, a partire dal tuo standard.
Questo tipo di “potere”, investe gli interessati che se ne approfittano, in leva. Infatti, la legge permette, non a caso, che si possa fare perno su quello che si possiede (in misura già ragguardevole), al fine di moltiplicarlo “per enne”, in maniera tale da amplificare il relativo “raggio d’azione in termini di capacità d’influenza”.
Che cosa, dunque, queste persone… possono e riescono ad influenzare, nella società?
Lo sai o, forse no, ma è l’intero corso storico che è stato, così, influenzato. E nell’osservare, percependo una simile verità sottaciuta (ma nemmeno tanto, se ci fai caso), si “passa sopra/attraverso/dentro” all’autentico e sostanziale gruppo di potere, che è la “mente pensante” relativa al perché… questo intero reale manifesto ha riassunto una forma simile. Quale?
Quella ingiusta, che riesci a vivere ugualmente nonostante tutto.
  

martedì 1 dicembre 2015

Anche se fossi un robot.



 
Perché il “Mondo” è un luogo ingiusto, nella sua pressoché interezza?
Perché la “giustizia” viene ripristinata (la ritrovi) idealmente, solo nell’ambito spirituale e religioso?
Perché “gli ultimi, saranno i primi”?
Perché “devi avere fede e credere” a/in qualcosa che esiste altrove, senza nessuna certezza, tuttavia?
È il “merito” ed il “guadagno”, dunque? Ti devi meritare, devi guadagnare… Che cosa? La tua “redenzione”.
Acquisizione di uno stato di libertà fisica o morale attraverso la liberazione da colpe e motivi d'infelicità.
"La redenzione dei popoli oppressi"...
Link
  • acquisizione di uno stato di libertà fisica o morale (alias: ora non sei libero/a in nessuno dei casi, al di fuori dell’”ora d’aria”, che ti viene lasciata strategicamente)
  • attraverso la liberazione da colpe e motivi d'infelicità (sei in una ragnatela, la cui trama è caratterizzata da “motivi d’infelicità”, intessuta da “ago, filo e… colpe”. Perché?)
  • la redenzione dei popoli oppressi (l’oppressione non è uno stato naturale. Da cosa/chi sei oppresso/a?).
Tutto ciò ha, per forza di cose, una causa originale ed unica. Una fonte. La sorgente. Il “senso”… 
  

lunedì 30 novembre 2015

La facoltà di non sentire. La possibilità di non guardare.



Non si teme il proprio tempo. È un problema di spazio. Geniali dilettanti in selvaggia parata. Ragioni personali, una questione privata. La facoltà di non sentire. La possibilità di non guardare. Il buon senso, la logica, i fatti, le opinioni, le raccomandazioni.
Occorre essere attenti per essere padroni di se stessi. Occorre essere attenti…”.
Linea gotica – Csi
Occorre essere attenti (perché c’è genialità all’opera, nonché “ragioni personali, una questione privata…”).
SPS ritraduce, ciò, in (1) accorgerti, (2) Dominio e (3) interesse/paura/memoria.
È curioso come:
  • qualsiasi base elevata a zero, dia sempre “1”, come risultato
  • qualsiasi base elevata a uno, dia sempre la “base” stessa, come risultato.
Perché:
  • per convenzione, si stabilisce che la potenza con esponente zero di qualsiasi numero, diverso da zero, è sempre pari a uno… Link
  • per convenzione, si stabilisce che la potenza con esponente uno di qualsiasi numero è sempre uguale al numero stesso… Link
Se il Dominio, “qua, così”, è zero (non esiste, per te… ma c’è) ed “elevi per zero, un essere umano (lo… esponi alla compresenza non manifesta, del Dominio), il risultato è sempre “uno”. Ossia? L’essere umano stesso (apparenza). Ma dove si ritrova sempre il Dominio, in una simile “espressione”? Proprio nella sintesi sottile dell’operazione di “elevazione per”. È, insomma, “dentro a…”. L’uno è il risultato apparente, con all’interno una “lavorazione intima e sostanziale, che governa non osservata”.